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Agenzia Promoter: l’artista Gabriele Contini partecipa alla conferenza di Mario Luzzato Fegiz presso la “Milano Art Gallery”

Gabriele Contini, originale performer milanese, ha partecipato con molto interesse alla conferenza autobiografica di Mario Luzzatto Fegiz dal titolo “I segreti di 50 anni di musica” svoltasi in data venerdì 18 ottobre presso la Milano Art Gallery nel contesto del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter.

Fegiz vanta un’illustre carriera di critico musicale e una competenza in materia di indiscutibile valenza a livello mondiale. È inviato del Corriere della Sera e conduce con ampio consenso di gradimento la rubrica radiofonica su Radio Rai2 “Fegiz Files”. Di recente, ha esordito con notevole successo a teatro nello spettacolo di sua creazione “Io odio i talent show” che ha ispirato anche la pubblicazione del libro dal titolo omonimo.

Gabriele Contini, in quanto grande appassionato di ogni forma artistica, frequenta gallerie e salotti culturali sin dai suoi esordi in questo campo negli anni’80. Con gli anni si appassiona in particolar modo alle arti visive e alle performance. Possiamo considerare Contini come un artista poliedrico e contemporaneo, un performer in continua mutazione e sperimentazione stilistica e sempre alla ricerca di nuove idee da sviluppare.

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PROMOTER ARTE: GABRIELE CONTINI E LA SUA ESPRESSIONE ARTISTICA DI ALLEGORICA SACRALITÀ

Gabriele Contini è un poliedrico esponente di spicco dell’espressione artistica contemporanea, con un percorso di ricerca e sperimentazione stilistica eterogeneo e di notevole interesse. Numerosi i suoi estimatori, incantati dall’originale allegoria religiosa insita nelle sue opere, con una rievocazione personalizzata e sui generis della dimensione del tema sacro assolutamente inedita e di sorprendente impatto visivo ed emozionale.

 Molto significative le performance creative riguardanti il rapporto tra il gesto, il corpo e la simbologia sacrale ispirata al cristianesimo. Contini spiega “il corpo funge da strumento veicolare che trasporta virtualmente il destino e la sofferenza umana e nel contempo manifesta la volontà di superare e oltrepassare tale condizione per trovare rifugio in un atto ludico e giocoso da cui affiora il senso di relatività delle immagini riprodotte. L’elemento ludico-giocoso diventa quindi l’emblema simbolo dello scavalcamento di tale sofferenza“.

Attraverso queste suggestive rappresentazioni in chiave metaforica l’artista riesce a scavare e penetrare in profondità nei meccanismi rituali religiosi portando una prospettiva di interpretazione innovativa dove la commistione dei messaggi subliminali lascia trapelare appieno la sua eclettica personalità. C’è il desiderio di stimolare i fruitori a recepire ed accogliere un linguaggio corporale in cui apparenza ed essenza si coniugano in armonioso equilibrio, recuperando le antiche tradizioni sulla fede, rivisitandole e rendendole più attuali per riproporle come dono di cui fare prezioso tesoro. Contini ci offre nuove prospettive di riflessione sull’allegoria della vita nel cammino della religiosità.

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