Tag: fuoco

  • La Pizza a casa come in pizzeria con i forni a legna per famiglia Valoriani

    Forni a legna Valoriani

    Preparare una fragrante pizza a regola d’arte non è più appannaggio delle sole pizzerie, la linea di forni a legna per famiglia studiata da Valoriani rappresenta un valido aiuto per una cottura perfetta anche a casa. 

    TOP, FVR, Valoriani e Hobby sono i quattro forni a legna progettati e realizzati da Refrattari Valoriani per soddisfare le richieste di coloro che vogliono confrontarsi, anche nella cucina casalinga, con uno dei Masterpiece della cucina italiana. La cottura con i forni elettrici ha sempre rappresentato un ostacolo all’ottenimento di una pizza con le stesse qualità di fragranza, consistenza e sapore come quelle che si possono gustare in pizzeria.

    Valoriani mette a disposizione della sua clientela dei forni a legna al top delle prestazioni, prodotti con materiali eccellenti, esattamente come accade per quelli professionali. Ogni articolo contrassegnato dalla ormai rinomata V, simbolo dell’azienda toscana in tutto il mondo, è un piccolo gioiello facile da far funzionare e capace di sfornare deliziose pizze e molti altri gustosissimi piatti. Pane, arrosto, verdure, dolci, pesce la fantasia può trovare libero sfogo in un sistema di cottura tradizionale che esalta ogni sapore.

    I forni Valoriani per famiglia portano all’interno delle mura domestiche la convivialità del mangiare insieme una pizza e soprattutto una genuinità d’altri tempi. È sufficiente scegliere la dimensione e il modello che maggiormente si presta a soddisfare le proprie esigenze, seguire le scrupolose indicazioni per l’installazione, accendere il fuoco e attendere che la magia si compia.

  • Le stufe a legna Valoriani riscaldano l’inverno massimizzando il risparmio

    Arredare e contemporaneamente riscaldare la propria abitazione oggi è possibile con un unico oggetto la stufa a legna in maiolica Valoriani. Calore, design ed eleganza per un’atmosfera che invoglia al relax ed un caldo che può finalmente essere “costruito” su misura.

    Le stufe a legna in maiolica sono oggetti dalle elevate performance che riscaldano in modo salutare e uniforme garantendo il minimo consumo ed il massimo risparmio, aspetti di notevole importanza in un momento di difficile congiuntura economica in cui i costi di gas e luce lievitano sempre di più e senza sosta.

    A questo Valoriani riesce ad associare una qualità indiscutibile dei materiali utilizzati, un processo produttivo che porta alla realizzazione di piccole opere d’arte sia dal look moderno che tradizionale, basta scegliere il modello giusto ai propri gusti e necessità per rendimenti che sfiorano la perfezione.

    Molti i motivi che sostengono la scelta di una stufa a legna in maiolica Valoriani per riscaldare l’inverno che ormai è alle porte: la legna è un materiale sostenibile, è molto economica rispetto ad un impianto a metano, inoltre è una soluzione dall’estetica di pregio e distinzione, protagonista indiscusso che aggiunge il fascino e la bellezza del fuoco alla casa e che riesce a creare atmosfere di intimità familiare.

    Per tutti coloro che stanno trascorrendo questi ultimi scampoli di bella stagione attendendo l’arrivo dell’inverno vero per prendere una decisione, Valoriani aggiunge la possibilità di acquistare le sue stufe, già pronte e solo da consegnare, sul suo Valoriani Shop, un mino sito che consente di entrare in possesso di uno di questi piccoli gioielli ovviando i tempi di attesa relativi alla produzione.

  • L’arte psichica ed ecologica di Leombianchi, pittore simbolista milanese che ha attraversato il secondo Novecento e il primo decennio del Duemila

    Leombianchi si definisce ‘pittore Plastico, Ecologico, Simbolico e Psichico’; attraverso vari periodi, dal 1954 ad oggi, ha affrontato il tema della natura e del suo inquinamento da parte dell’uomo. Dichiara: “ogni artista, nell’era della luce, ha il diritto di chiamarsi tale se segue uno scopo sociale e spirituale”

    “Durante sette conferenze di Baba Bedi 16° – filosofo conosciuto personalmente durante i convegni organizzati dal Centro di Filosofia Acquariana a Milano – dell’agosto del 1983 a Gualdo Tadino, ho preso annotazioni importanti che illustravano alcuni concetti che condivido totalmente e che qui riassumo”: parla Leombianchi, pittore simbolista milanese che ha cominciato la sua attività a metà degli anni ’50 e che ha ben impresso nelle sue tele una forte ispirazione ecologica, acuita dalla distruzione della natura da parte dell’uomo a partire dal secondo Novecento. Leombianchi illustra i principi dell’arte psichica mutuati da Baba Bedi e riproposti nella sua vita e nella sua arte: “ogni artista, nell’era della luce, ha il diritto di chiamarsi tale se segue uno scopo sociale come essere umano ed è un essere umano solo se è un essere sociale” afferma. “Al ruolo dell’artista psichico a cui serve uno scopo sociale, va aggiunta ora una nuova dimensione, cioè l’essere un agente cosciente per la trasformazione della società. Il nuovo artista deve intraprendere la lotta della Totalità e divenire uno strumento per la trasformazione di tutti gli esseri umani e lo strumento dell’Arte psichica deve essere usato per l’evoluzione della coscienza. Il ruolo dell’artista psichico ha il privilegio di partecipare, con la propria espressione, alla lotta grandiosa che va a sfidare ogni uomo e donna, cosciente del cambiamento qualitativo nella trasformazione cosmica. L’evoluzione stessa si è trasformata dall’era della forza vitale, che guidava la vita umana, alla condotta umana; questa è la differenza tra il vecchio concetto e il nuovo concetto dell’era dell’Acquario, che richiede una forte evoluzione della coscienza umana fino a un punto di perfezione. Ho cercato di esprimere buona parte della mia pittura  seguendo questi concetti” conclude Leombianchi.

    Leombianchi può essere definito un pittore Plastico, Ecologico, Simbolico e Psichico. Nato a Milano, ha frequentato i corsi di Domenico Cantatore a Brera; ha partecipato alla vita artistica milanese, conoscendo nei loro studi i maestri Ibrahim Kodra, Gianni Dova, Lucio Fontana, Carmelo Cappello e a Rovereto il futurista Fortunato Depero, oltre ai più giovani Pietro Gentili, Marco Magrini e Ho Kan e ha colto dal vivo, negli anni ‘70, i fermenti artistici milanesi.

    Animato da sempre da un vivo desiderio di viaggiare per conoscere la natura intatta e incontaminata e gli usi, i costumi e i tesori artistici del proprio e di altri Paesi, Leombianchi ha portato avanti una ricerca pittorica che si può definire un canto d’amore alla natura e alla sua magica, armoniosa e millenaria evoluzione. Proprio in un momento in cui cominciava un periodo oscuro di aggressione alla natura da parte degli uomini della civiltà dei consumi e del profitto, il pittore simbolista fu fra i primi a innescare una pronta ribellione che prese corpo attraverso una pittura di denuncia contro questi inquinamenti.

    Tra i suoi periodi artistici quelli dedicati maggiormente alla natura e al problema dell’inquinamento sono ‘Evoluzione della natura’ (dal 1968), ‘Contro la contaminazione della natura’ (1970-72) e ‘Evoluzione della ecologia interiore’ (dal 2000), che il pittore simbolista illustra così: “ho pensato di poter creare una casa interiore simbolica, per un aiuto ed una ascesa interiore personale con la quale poi imboccare la via maestra di ascesa spirituale. La casa interiore simbolica ha lo scopo di stimolare l’ecologia interiore e l’agire etico nella vita. Questi lavori sono dedicati alle persone che credono in una evoluzione spirituale, verso il futuro di un’umanità realizzata, felice e pienamente rispettosa degli altri eliminando gli eccessi di consumismo e di mercato”.

    http://www.leombianchi.it

  • Forni Valoriani e Associazione Verace Pizza Napoletana: è nata una nuova collaborazione

    A breve la pizza margherita potrà fregiarsi del marchio Verace Pizza Napoletana anche laddove non sia consentito l’uso del forno a legna, elemento fino ad oggi fondamentale per l’ottenimento di tale riconoscimento. Tutto questo sarà possibile grazie alla nuova realizzazione, presto sul mercato, di un forno a gas con firma Valoriani.

    È noto che qualunque operatore in qualsiasi parte del mondo sappia produrre una pizza margherita o marinara che rispetti tutte le regole e caratteristiche richieste dalla Disciplinare Internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo “Verace Pizza Napoletana” potrà fare richiesta per conseguire l’assegnazione e l’utilizzo di tale marchio.

    Suddette caratteristiche non riguardano esclusivamente l’utilizzo dei migliori ingredienti e delle più tradizionali tecniche di impasto, ma coinvolgono anche le attrezzature e gli strumenti da usare nella sua realizzazione e cottura. A tutela della genuinità del prodotto e del rispetto di tali richieste, opera l’Associazione Verace Pizza Napoletana.

    Nonostante i controlli per il rispetto di queste regole siano piuttosto rigidi, l’associazione è disposta a concedere, di volta in volta, deroghe che riguardano soprattutto l’uso di alcuni strumenti sulla base di particolari esigenze territoriali e normative, che comunque non devono in alcun modo alterare il risultato finale: una pizza a regola d’arte.

    Ecco perché Refrattari Valoriani, azienda di fama internazionale nella produzione di forni a legna professionali e ad uso domestico in cotto refrattario, è stata scelta proprio dall’Associazione per la progettazione di un forno alimentato a gas che sappia però riprodurre tutte le qualità di cottura che da decenni contraddistinguono i forni a legna. Un forno a gas dunque che possa essere garanzia, in tutti quei luoghi dove la cottura a legna non è consentita, per l’ottenimento del marchio “Verace Pizza Napoletana”.

  • Prove di reazione al fuoco: il caso dei mobili imbottiti

    Quando si parla di prove di reazione al fuoco di mobili imbottiti esistono precise disposizioni di legge che regolamentano la certificazione dei prodotti: il sistema di attestazione del requisito classe 1.IM e la conformità delle forniture. Per la classificazione dei mobili imbottiti si provano i materiali che costituiscono le parti imbottite e non quelli del fusto e/o della struttura e si esclude la possibilità di classificare il prodotto finito attraverso la classificazione dei singoli materiali, ma vanno provate le varie combinazioni “rivestimento (eventuale) – interposto (eventuale) – imbottitura” presenti nel mobile imbottito.

    Le prove di laboratorio di reazione al fuoco dimostrano effettivamente che a volte due materiali classificati singolarmente non garantiscono la classe 1.IM quando vengono provati insieme. Ci sono materiali, infatti, che non contribuiscono all’incendio al quale sono sottoposti mentre altri bruciano, propagano le fiamme ma si spengono entro i limiti stabiliti per la miglior classe, magari in prossimità di tali limiti. La classe ottenuta è la stessa, ma è evidente che se si assemblano due materiali che tendenzialmente bruciano, è probabile che nella prova eseguita sul loro assemblaggio, questo comportamento, a seguito della reciproca influenza dei processi di combustione, peggiorerà potendo superare i limiti della classe 1.IM.

    Ecco perché dunque si rivela azzardato affermare che due materiali, ciascuno con ottima classificazione di reazione al fuoco, possano garantire in tutti i casi la classe 1.IM se provati insieme. Ed ecco perché quindi si rivelino necessarie opportune prove di reazione al fuoco di laboratorio per verificare le reazioni chimiche che s’innescano con la combinazione dei diversi materiali che possono costituire un’imbottitura.

  • Gioielli Alchemici

    Un gioiello alchemico è un monile che viene creato con il metodo di fusione a cera persa. Questo antico metodo usato da Sumeri, Egizi, Etruschi, popoli Africani e Precolombiani presenta in ogni fase di lavorazione una simbologia che appartiene per molti versi al processo di creazione della vita umana. Questa tecnica rende ogni gioiello unico ed irripetibile, come l’essere umano.Usare questo metodo però non basta, è necessario essere coscienti di ciò che avviene in ogni passaggio. La filosofia applicata alla tecnica di laboratorio darà un significato profondo ad ogni oggetto, sia per quanto riguarda la natura del gioiello in se stesso sia per quanto riguarda la sua forma. Inoltre per definire un gioiello “alchemico”, è importante che il materiale di cui è composto sia un materiale ETERNO, abbia in sé il principio “ETER”, il quinto elemento, ovvero ciò che lo farà resistere alle prove di Saturno, il padrone del tempo.Questo significa utilizzare materiali come l’oro – nell’ambito dei metalli nobili – oppure la Lega Stellite (acciaio chirurgico) o il titanio – nell’ambito dei metalli non nobili.La mancanza di ossidazione, il mantenimento della brillantezza, la perfetta compatibilità con il corpo e le sue energie, fanno di ciascuno di questi tre metalli la materia prima ideale per creare gioielli che resistano al tempo e che contemporaneamente rispettino la salute delle persone che li indossano.In un’epoca di perdita di valori e di significati un gioiello alchemico rappresenta una piccola scultura da indossare, che ha un simbolismo profondo, una sua “anima” e quindi indossarlo significa portare con sé una forma-pensiero che genera una “forza” speciale, esattamente come fanno alcuni cristalli che si utilizzano per armonizzare le energie.
    Ciò che determina la natura di un gioiello “alchemico” è inoltre legato allo spirito ed allo stile di vita di chi lo fa. E’ necessario che esista una coerenza, una responsabilità che si evidenzia nello stile di vita del creatore. L’artista imprime quindi al gioiello qualcosa di sé e della sua essenza: proprio questo aspetto è ciò che per gli alchimisti rende preziosa la loro opera.
    Quando “arte e vita” coincidono, infatti, l’arte racchiude in sé l’essenza del tempo e dello spazio, l’alchimista la raccoglie e la esprime nell’opera, ma tra tutte le tecniche, quelle che prevedono l’uso del fuoco sono le più affascinanti poiché riescono a trasmettere al meglio l’Essenza della vita. IL CORSO:L’appuntamento è per il 28 e 29 Marzo al Bosco WWF di Vanzago.Il corso avrà la durata di un weekend, durante il quale ognuno potrà sperimentare la propria creatività per dar vita al suo gioiello alchemico attraverso un percorso che prenderà in considerazione, oltre all’alchimia dell’oggetto – con preparazione in cera, fusione e formulazione di un “intento” – anche l’alchimia della persona.

    Il corso sarà infatti supportato da tecniche di alchimia umana come la meditazione, lo yoga, l’arte, l’incontro con la natura e con i quattro elementi per generare una trasformazione vera e profonda di se stessi, proprio come avviene nel metallo. Questo aiuta a trasformare gli aspetti di noi che vogliamo cambiare (piombo) per manifestare la parte più pura e migliore di noi (oro) oppure confermare più coscientemente i progetti che già stiamo vivendo.

    Per informazioni e prenotazioni:

    www.oracolodiwilde.it 

    [email protected] 

    tel. 338.9866577 347.4586287

     

  • Le cause di occorrenza degli incendi

    Le cause di occorrenza degli incendi possono essere distinte in predisponenti e determinanti. Nelle prime ricadono tutti i fattori che generano le condizioni favorevoli all’innesco di un fuoco. Quindi tra esse ricadono le caratteristiche intrinseche della copertura vegetale, il sistema di governo e trattamento, le condizioni climatiche e quelle orografiche.

    Si chiamano, invece, determinanti quelle che instaurandosi in una situazione definita da cause predisponenti possono dar luogo all’immediato sviluppo del fuoco. Queste si dividono in naturali ed antropiche.

    Ricadono nelle cause naturali: il fulmine, le eruzioni vulcaniche e l’autocombustione. Il fulmine è causa di sviluppo d’incendi là dove si verificano i “temporali secchi”, ossia quei temporali che non sono accompagnati da precipitazioni. Questo evento, frequente in alcune zone dell’America, da noi è eccezionale se non del tutto impossibile così come l’autocombustione.

    Stando alle cause naturali, il problema incendi non dovrebbe essere poi così preoccupante , invece, il fenomeno è reso calamitoso dall’azione, volontaria o involontaria (aggettivi che dal 1988 hanno sostituito i precedenti termini “doloso” e “colposo”, per esigenze di uniformità terminologica a livello europeo), dell’uomo.

    Quando l’uomo provoca deliberatamente un incendio per cagionare danno le cause vengono definite volontarie. Le motivazioni del dolo vengono distinte in sei categorie:

    • per guadagnare finanziariamente;
    • per nascondere un altro crimine;
    • per vandalismo o protesta;
    • per diventare un eroe;
    • per disordine mentale;
    • per noia.

    Si noti che il campo è estremamente variabile e spazia dall’esclusivo interesse economico alle forme più spinte di psicodinamica sociale.

    L’incidenza percentuale del numero degli incendi boschivi classificati come scaturiti da cause volontarie sono considerevolmente aumentati negli ultimi trenta anni. Le ragioni di questo aumento hanno un’origine sociale che, a volte, è espressione di un disagio, mentre altre, di abitudini agronomiche. Infatti, la frequenza degli incendi è maggiore dove c’è un impiego massiccio di operai forestali assunti occasionalmente, così come nelle zone in cui è ancora radicata l’errata convinzione di migliorare il terreno od il pascolo con il fuoco.

    L’ampia variabilità, che dipende dalle strutture economiche e sociali diverse per nazioni ed epoche, rende difficile individuare ed eliminare le cause volontarie degli incendi boschivi. Comunque non sempre è agevole stabilire se la causa sia volontaria od involontaria, pertanto nelle statistiche si ricorre alla definizione di causa sconosciuta o dubbia.

    Gli incendi appiccati per vendetta, ormai sono limitati alle zone più marginali ed arretrate del nostro Paese. Negli anni ‘60-’70 molti boschi furono dati alle fiamme con intenti speculativi in campo edilizio. Per prevenire tale crimine dal ’75 la legge n. 47 pone, sui terreni percorsi dal fuoco, il vincolo di assoluta inedificabilità fino alla naturale ricostituzione del manto boscato, anche in presenza di varianti che modifichino la destinazione d’uso dei fondi colpiti. Ciò avrebbe dovuto far decadere l’interesse degli speculatori, ma, di fatto non esiste, in gran parte del nostro Paese, la mappatura dei terreni percorsi dal fuoco e quindi risulta difficile imporre i vincoli.