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Nicola Costanti “Il Sogno di Francesco”

Un brano e un video del Cantautore Toscano Nicola Costanti (premiato per due volte al Tenco) dedicati a Papa Bergoglio. Un Messaggio di solidarietà in un momento particolarmente critico per la società e per il mondo in generale. “Il sogno di Francesco” è anche un progetto a favore dell’Associazione MAGIS – Rete delle Missioni sostenute dai Padri Gesuiti.

Dal 18 dicembre il video su Youtube e sui principali Social Network.

Da gennaio su I-Tunes e sui principali digital Store

Musica e solidarietà nel nome di Papa Francesco. “Il Sogno Di Francesco” è un brano e un video che Nicola Costanti ha dedicato a Papa Bergoglio. Premiato due volte al Tenco, autore di tre dischi di indubbio spessore, protagonista di tour teatrali con nomi importanti dello spettacolo (Alessandro Benvenuti, Alessandro Haber, Athina Cenci), il cantautore Toscano, da sempre dalla parte degli ultimi, ha scritto con il poeta Marco Brogi un brano intenso, di grande pathos, fermando con immagini poetiche e allo stesso tempo concrete la figura e il pensiero di Papa Francesco. Tutto il ricavato dell’operazione andrà all’Associazione MAGIS – Rete delle Missioni sostenute dai Padri Gesuiti.

Sono anni taglienti come vetri. Il mondo sembra debba scoppiare da un momento all’altro e Papa Francesco fa il possibile e anche di più per diffondere un messaggio di armonia e pace tra i popoli, anche tra quelli di religione diversa.

“Papa Bergoglio è un rivoluzionario”, afferma Nicola Costanti, ”come lo era stato ottocento anni fa San Francesco. La sua rivoluzione dolce, la sua attenzione per chi sta in ultima fila, il suo guardare al mondo e alle cose del mondo senza pregiudizi, mi hanno conquistato. Questo Papa è, prima di tutto, un grande uomo. La canzone nasce da questo”.

Il ricavato delle vendite della canzone andrà alle missioni MAGIS, con cui Nicola Costanti ha già collaborato altre volte. “Ma quello che conta, più che l’entità del ricavato, è il segnale che questa operazione vuole dare in un momento così critico e difficile per il genere umano senza distinzione di razza e religione”, dice con convinzione Il cantautore Toscano. Un sodalizio, quello tra il cantautore e l’associazione dei Padri Gesuiti, che parte da lontano. Esattamente cinque anni fa, quando il cantautore ha fatto un concerto nella splendida abbazia di San Galgano, coinvolgendo personaggi di grosso livello dello spettacolo, i cui proventi hanno finanziato progetti umanitari di MAGIS per i bambini del terzo mondo. “Nicola lo conosco da anni, è un grande artista, oltre che una persona speciale. Abbiamo realizzato alcuni progetti insieme. Quando mi ha fatto sentire il brano dedicato a Papa Francesco mi sono emozionato. E così abbiamo deciso di unire le forze per mettere le ali al sogno di fare qualcosa per chi ha bisogno”. Nelle parole di Don Umberto Libralato, di MAGIS, il senso di una iniziativa in cui l’arte si mette al servizio della solidarietà, coerentemente con il pensiero e le azioni di Papa Bergoglio. Il brano, accompagnato da un video con disegni di Daniele Sasson e realizzato dallo stesso Costanti con la figlia Caterina. Il sogno di Nicola, invece è quello di poter eseguire questa sua composizione di fronte al Papa. A volte i sogni diventano realtà e chissà, diciamo noi, che questa non sia una di quelle occasioni.

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Il Mate: la bevanda di Papa Francesco

Ma-te. Due sillabe per indicare una famosa bevanda nata nel Sud America, tradizione dei colonizzatori spagnoli dal XVI secolo.

Il mate è un’erba (nota spesso come Yerba Mate) la cui infusione delle foglie produce una bevanda dal colore verde, simile al thè, con proprietà energizzanti, antiossidanti, eccitanti e, nel contempo, disintossicanti.

La cultura del mate è arrivata nel secolo scorso anche in Italia, grazie all’emigrazione italiana in Argentina e si è affermata in Sardegna per il forte e antico legame con Buenos Aires e in alcuni paesini albanofoni del sud, in particolare Lungro, in provincia di Cosenza. A Lungro, infatti, tutti i negozianti vendono quotidianamente confezioni di mate che viene consumato solitamente con la sua ricetta originale e tradizionale: un bollitore, uno zuccotto in sughero, una cannuccia di metallo, acqua caldissima, zucchero e, naturalmente, mate in foglie. Lo zuccotto, come un rituale familiare o tra i vicini di casa, passa da una persona all’altra non appena l’acqua in esso si esaurisce. E poi si ricomincia fino a quando se ne ha voglia. Il mate è una bevanda che si consuma (zuccherata o non) anche al mattino, come infuso al risveglio, o anche freddo, per chi vuole gustarlo come dissetante nelle giornate più calde o dopo un allenamento sportivo.

Forse non tutti avranno ancora capito di quale bevanda si tratta, ma probabilmente in tanti avranno visto la foto che ha fatto il giro del mondo e che ritrae Papa Francesco con in mano lo zuccotto di Mate offerto da un fedele tra il pubblico durante l’Udienza Generale in piazza San Pietro, a Roma.

Il mate, infatti, come il caffè per i napoletani, è una bevanda simbolo per gli Argentini come Bergoglio e viene offerta agli ospiti come solitamente in Italia si offrirebbe un thè o un caffè.

L’immagine di Papa Francesco ha portato molte persone ad avvicinarsi a questa ‘nuova’ bevanda salutare, ricca di proprietà e considerata da molti abitanti di Lungro anche un elisir di lunga vita.

Che sia davvero così?

Loredana Cortese

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Ospite all’anteprima del libro di Padre Enzo Fortunato l’Avv. mantovano Marco Carra, Caterina Caselli, Giorgio Mulé e Riccardo Cavallero

Il Direttore della Sala Stampa Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato ha presentato, con grande successo e riscontro di pubblico, il suo ultimo successo letterario “Vado da Francesco”, Lunedì 31 Marzo 2014, presso la libreria Mondadori Multicenter Duomo di Milano. Ospite all’incontro l’Avvocato mantovano Marco Carra, Consigliere della Regione Lombardia, tra i rinomati personaggi che sono intervenuti: la cantante e volto TV Caterina Caselli, il Direttore di Panorama Giorgio Mulé, il noto manager Salvo Nugnes e lo storico saggista italiano Franco Cardini.

 

Carra si è dichiarato molto compiaciuto di avere partecipato alla presentazione di Padre Fortunato e sul libro afferma “Lo ritengo un libro autentico e colmo di significato. Le storie che racconta sono esperienze di vita vissuta, di gente comune ed importanti personalità che hanno visitato la Basilica ed il Sacro Convento di Assisi, per ritrovare se stessi e rispondere alle domande esistenziali che ognuno di noi si pone ogni giorno della propria vita”.

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Milano – Ospite alla presentazione dell’ultimo libro di Padre Enzo Fortunato la rinomata consulente al lavoro Nicoletta Fiorese, Giorgio Mulé e Riccardo Cavallero

Nicoletta Fiorese, rinomata consulente del lavoro,  Lunedì 31 Marzo 2014, è stata ospite alla presentazione dell’ultimo successo letterario di Padre Enzo Fortunato, dal titolo “Vado da Francesco”, tenutasi presso la libreria Mondadori Multicenter Duomo di Milano. Intervenuti all’incontro di Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, numerose illustri personalità, tra le quali la cantante e volto tv Caterina Caselli, il Direttore di Panorama Giorgio Mulé, il noto manager Salvo Nugnes e lo storico saggista italiano Franco Cardini.

 

Dopo la presentazione, la Dott.ssa Fiorese, che svolge la sua professione nel suo studio privato di Cassola (VI) in via Valsugana 88 e conosciuta per la sua professionalità, diligenza e competenza, ha asserito “Sono rimasta piacevolmente colpita e compiaciuta di aver partecipato a questo interessante evento, tra tanti personaggi noti. Vado da Francesco è un libro dal forte significato e di scorrevole lettura. Il tema principale sono le esperienze reali di persone che hanno visitato il Sacro Convento e la Basilica di Assisi per rispondere ai loro importanti quesiti“.

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Le parole di Padre Enzo Fortunato su “Vado da Francesco”, il suo nuovo libro

Intervistato Padre Enzo Fortunato, direttore della Rivista San Francesco d’Assisi, riguardo la sua ultima pubblicazione “Vado da Francesco” edito da Mondadori. In questo emozionante libro sono raccolti e raccontati numerose visite ufficiali ed incontri riservati, vissuti da personaggi famosi o da semplici donne, uomini e ragazzi arrivati fino alla soglia della Basilica di San Francesco per placare la loro ansia e cercare risposte non effimere ai loro interrogativi sul vivere.

1) Padre Fortunato ci racconta quali tematiche affronta nel suo nuovo libro?
Il tema principale è la tensione spirituale di Dio presente in ogni uomo, questa è la grande consapevolezza che emerge dagli uomini e le donne credenti e non credenti che hanno incontrato San Francesco, da questa tensione spirituale emergono tre stelle: la prima è quella del dialogo, pensando anche agli incontri che i Papi hanno vissuto in Assisi con i leader religiosi, la seconda è l’incontro, ove pensieri, parole e speranze si intersecano tra di loro divenendo di fatto crocevia, ove realtà e persone differenti si abbracciano e le mani si uniscono in un segno di pace e di operosità comune.  Questo incontro ci ricorda la celebre affermazione di John Donne “Nessun uomo è un’Isola completo in se, ciascuno di noi fa parte di un continente, è un pezzo di terra ferma”. E infine la terza stella, il cammino che descrive gli antichi pellegrinaggi verso i santuari che custodivano i corpi degli Apostoli e dei martiri.

2) Una riflessione su Papa Francesco e Giovanni XXIII?
Il volume si apre con Giovanni XXIII e si chiude con Papa Francesco, due Papi che si sono rifatti a San Francesco in maniera diversa. Giovanni XXIII era terziario francescano, Papa Francesco invece ha scelto proprio di farsi chiamare con il nome del Santo. L’uno e l’altro hanno tracciato sfaccettature diverse di uno stesso prisma. Giovanni XXIII ha parlato di Francesco come modello “del vivere bene”; Bergoglio, invece, ha accolto le istanze programmatiche del Santo di Assisi: “E’ per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato“.

4) Ci spiega cosa intende per comunicazione sull’esempio di San Francesco?
Era desiderio di San Francesco la possibilità di interagire e coesistere con tutti, un uomo accanto all’altro. La Chiesa è chiamata a partecipare nel mondo della comunicazione perché di essa fa parte l’uomo e dove c’è l’uomo c’è la Chiesa. Con quale stile? Con quale metodo? Le risposte le trovo sintetizzate profondamente nel discorso di Papa Benedetto XVI dell’8 dicembre 2009: «Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci  diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, per ché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili».
5) Abbiamo avuto notizia di una sua intervista fatta ad Adriano Celentano. Cosa ha detto il noto cantante riguardo il Pontefice?
Celentano durante l’intervista ha affermato, quasi commosso, che si emoziona ogni volta che Papa Francesco parla di Gesù, “avverto due sensazioni fra di loro contrastanti: da un parte la gioia insaziabile di ascoltare qualunque cosa delle meravigliose gesta di Gesù, dall’altra una sorta di nostalgico dolore quasi come se Gesù l’avessero crocifisso ieri sera e io non avessi fatto in tempo ad incontrarlo prima“. Inoltre ha definito Papa Francesco come un’autentica svolta, sottolineando che credenti e non credenti ne sono attratti e le chiese si riempiono anche grazie a lui.

6) “Vado da Francesco” è la storia di uomini noti e di tanti invisibili, perché questa scelta?
Uno dei principi della filosofia francescana è “nulla è grande di fronte a Dio, ma tutto ugualmente degno“. Proprio da qui la mia scelta di includere nel racconto personaggi noti e non.

7) Qual è la storia, l’incontro che più l’ha colpita?
La storia di un signore che accompagnava la moglie paralizzata immobile sulla sedia a rotelle. Sul volto sprigionava un sorriso, che lasciava trasparire la grande speranza che era in lui, quasi come se  la sofferenza avesse impresso sul suo viso i tratti della bontà, tratti che difficilmente si dimenticano e facilmente segnano le nostre esistenze, facendole diventare più profumate, perché è il dono di sé agli altri che rende la vita bella.

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IL SOCIOLOGO FRANCESCO ALBERONI “ARRUOLATO” DA ROBERTO MARONI NELLA SQUADRA DI GOVERNO PER DARE IL SUO CONTRIBUTO

Durante la convention “Dillo a Maroni”, che si è tenuta Mercoledì 16 Gennaio 2013, il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni ha affermato “Si consideri arruolato nella squadra di governo per dare il suo contributo” porgendo i suoi saluti a Francesco Alberoni,ospite della riunione, accompagnato dall’agente Salvo Nugnes.

Una bella accoglienza per il noto Professore, accolto al “think tank” da uno scroscio di applausi da parte dell’intera platea, formata da politici, tecnici, imprenditori, amministratori ed esponenti della società civile, raccolti nel prestigioso contesto di Villa Erba, storica location del Lago di Como, per stilare il programma 2013 di Maroni.

Sociologo di fama internazionale e ora amico della lista civica di Lega Nord, Francesco Alberoni, da sempre presente nella vita culturale nel Nord-Est, è stato recentemente ospite del Festival Artistico Letterario “Cultura Padova” ideato e organizzato dal suo agente, nonché direttore di Agenzia Promoter, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, tramite incontri e conferenze che vedono la partecipazione di personaggi illustri come Margherita Hack, Umberto Veronesi, Vittorio Sgarbi e Corrado Augias.

Agenzia Promoter.

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