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Memorial Livatino Saetta Costa – Premio Speciale in ricordo dei giudici Francesca Laura Morvillo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e degli uomini delle loro scorte

ENNA – È il riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta, e celebra la memoria di tre magistrati vittime di mafia: Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa.

Un evento itinerante il Memorial Livatino Saetta Costa, che ha voluto ricordare in questa nuova edizione – approdata qualche giorno fa nella sala conferenze intitolata a Falcone e Borsellino della Procura di Enna – i giudici Francesca Laura Morvillo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e gli uomini delle loro scorte, con un premio speciale a loro dedicato.

Ad organizzare l’evento, alla presenza di autorità civili, ecclesiastiche e militari, e ad un pubblico di oltre trecento persone, il presidente del Comitato Spontaneo Antimafia “Livatino Saetta Costa”, Attilio Cavallaro, anima della kermesse e del Comitato, fondato 23 anni fa insieme al padre di Rosario Livatino: un’attività che fino ad oggi ha sensibilizzato più di 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

“Ringrazio il dott. Massimo Palmeri, Procuratore Capo della Repubblica di Enna – ha spiegato Cavallaro – che, come già avvenuto per la presentazione del libro di Nicola Gratteri, ha supportato il Comitato nell’organizzazione di questo evento.

Abbiamo voluto ricordare tra i magistrati vittime di mafia anche Francesca Morvillo, moglie del giudice Giovanni Falcone, uccisa, insieme a lui e a tre uomini della scorta, nella strage di Capaci. Una donna di grande spessore e umanità, che ha dimostrato profonda attenzione verso i giovani nella sua funzione di sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo.”

A prendere poi la parola il prof. avv. Corrado Labisi, Magnifico Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo, e presidente dell’Istituto medico psicopedagogico “Lucia Mangano” di S. Agata Li Battiati, nonché presidente onorario del Premio “Livatino Saetta Costa”.

“Forza, coraggio, determinazione e perseveranza sono i valori ai quali il Comitato si ispira – ha detto – e che il prof. Cavallaro interpreta pienamente, con il suo impegno e l’opera di sensibilizzazione verso i più giovani. Laddove manca la politica, sono i singoli che devono intervenire, così come abbiamo fatto noi, acquistando diverse copie del libro denuncia del generale Angiolo Pellegrini “Noi, gli uomini di Falcone”, e donandoli alle scuole, in modo che gli studenti possano conoscere quella parte della storia che ci appartiene e che non si insegna in aula. Pagine piene di commozione e significato, che ci permettono di entrare in quella maledetta stagione delle stragi, e rendere onore a coloro che hanno contribuito a fare la storia della lotta alla mafia.”

L’evento è stato infatti anche occasione per presentare il testo-denuncia contro chi ha protetto la mafia durante gli anni del maxiprocesso, “Noi, gli uomini di Falcone”, del generale Angiolo Pellegrini, comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, di ritorno dal Canada dove recentemente ha promosso il suo ultimo lavoro.

“La mafia – ha continuato il prof. avv. Corrado Labisi – si nasconde dentro attività lecite, e colpisce laddove c’è miseria ed ignoranza. Falcone e Borsellino sono stati uccisi da una classe politica mafiosa e corrotta, che ancora esiste, quella dei colletti bianchi, della quale parla senza filtri il generale Pellegrini, e che di recente ha attaccato anche me.

Per sradicare la cultura della mafia bisogna quindi partire dalle radici, educare alla giustizia i giovani che andranno a formare la nuova classe dirigente. Non esiste pace senza giustizia sociale: il benessere individuale passa attraverso il benessere della collettività.”

Il ricordo del prof. avv. Corrado Labisi è andato anche alla nobildonna Antonietta Labisi, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia, fondatrice dell’Istituto Lucia Mangano, struttura d’eccellenza nel settore della neurofisiatria e neuropsicologia, accreditata presso il Parlamento Europeo, per la quale è in corso un processo di beatificazione.

A moderare la seduta il giornalista Josè Trovato. Presente in sala il Presidente del Cda dell’Università Kore di Enna, prof. Cataldo Salerno, e tra le autorità intervenute anche il dott. Antonio Pietro Romeo, questore di Enna, il dott. Sebastiano Runza, comandate dei Carabinieri di Enna, il colonnello Giuseppe Pisano, comandante della DIA della Guardia di Finanza di Caltanissetta, il vice comandante provinciale della guardia di Finanza dott. Carella, il dott. Massimo Palmeri, procuratore capo di Enna, il Sindaco del Comune di Tremestieri Etneo dott. Santi Rando, insieme con il comandante della polizia Municipale e gran parte della giunta comunale.

Durante la cerimonia sono state consegnate le pergamene all’impegno sociale. Tra i premiati il Procuratore capo di Trapani dott. Alfredo Morvillo – fratello di Francesca Morvillo, alla quale è stato intitolato il riconoscimento speciale –, Saverio Rizza, presidente di un’associazione anti bullismo di Catania, la dott.ssa Maria Rita Leonardi, prefetto di Enna, la dott.ssa Maria Teresa Cucinotta, prefetto di Caltanissetta, il dott. Francesco Tagliente, già Questore Capo di Roma, Firenze, e Prefetto di Pisa, il prof. Nicola Milizia, docente in criminologia presso l’università Kore di Enna, i magistrati del Tribunale di Enna, dott.ssa Stefania Leonte e dott. Giovanni Romano, e il dott. Francesco Averna, vice presidente ANCRI, Associazione Nazionale Cavalieri della Repubblica Italiana.

Alla fine della manifestazione l’associazione ANCRI, rappresentata in sala dal presidente dott. Tommaso Bove, dal presidente regionale dott. Matteo Neri, e dal vice presidente regionale cav. Giovanni Renzoagli, ha voluto omaggiare il prof. avv. Corrado Labisi con un alto riconoscimento per l’impegno costante  nel campo della Legalità, del Sociale e della Cultura.

 

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Movimento Coscienza Popolare Siciliana – Presentato il primo possibile candidato alla Presidenza della Regione siciliana Prof. Roberto Lagalla

CATANIA – “Verso una scelta”, definitiva e consapevole, per ridare slancio, dignità e forza alla Sicilia.

Questo l’obiettivo dell’incontro organizzato all’Hotel Nettuno dal Movimento Coscienza Popolare Siciliana – partito a sfondo socio-culturale presieduto dal prof. avv. Corrado Labisi, Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo, e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Battiati – che sabato scorso ha presentato il primo possibile candidato alla presidenza della Regione siciliana, Roberto Lagalla, già Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, attualmente docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo e vice presidente del CNR.

“Serve una svolta – ha detto il prof. avv. Corrado Labisi, fondatore e leader indiscusso del Movimento – e per far si che ciò accada, è necessario risvegliare la coscienza collettiva, far riprendere in mano alla gente il potere elettorale, e mandare via i politici che non guardano agli interessi di questa terra, meravigliosa per patrimonio culturale e per posizione geo politica. La Sicilia ha bisogno di una classe politica illuminata, che ci ricordi con fierezza che siamo Sicani Siculi Siciliani.”

Una partecipazione entusiasta e numerosa all’incontro, moderato dalla giornalista Simona Pulvirenti, con oltre 600 presenti, tra autorità, presidenti del Movimento dei capoluoghi di provincia siciliani – Catania avv. Rachele Scandurra, Siracusa prof.ssa avv. Carola Parano (che ha portato i saluti del Segretario dell’UDC Lorenzo Cesa), Enna avv. Angelo Bellomo, Messina dott. Franco Abramo, Palermo dott. Alberto Adamo, Ragusa prof. dott. Giuseppe Firrincieli, Caltanissetta ing. Fabio Lipani –, e gente comune.

Dopo la presentazione delle cariche istituzionali del Movimento (presidente generale prof. avv. Corrado Labisi, presidente dell’Assemblea avv. Angelo Bellomo, presidente Gruppo Donne prof.ssa Angela Ragona, presidente Gruppo Giovani avv. Fabrizio Maugeri, presidente Gruppo Giovani Donne prof.ssa Sally Lombardo), a prendere la parola è stato il dott. Alfredo Esposito, Segretario Nazionale del Comitato “Italians for Trump”: “Quando si ha fede nelle proprie idee si vince”, ha spiegato. “Io sono qui per amicizia e testimonianza all’amico Corrado Labisi, e per sostenere anche in Italia il piano di Trump sulla reimpostazione dell’immigrazione clandestina, che mira alla tutela della vita sul territorio in cui si è nati. È una politica chiara quella del governo americano, che vuole l’Italia motore propulsore dell’Europa. Il 27 maggio sarò di nuovo in Sicilia, a Taormina, in occasione del G7, e insieme al prof. Labisi incontreremo Donald Trump, parleremo con lui anche della Sicilia, di questa regione che gronda cultura e dignità. È arrivato il momento di far partire proprio dalla Sicilia quello scatto di orgoglio per ripristinare la democrazia.” Per “Italians for Trump” presente alla convention anche il presidente dell’Associazione, il dott. Gianmario Ferramenti.

Ad intervenire poi il presidente dell’Assemblea, l’avv. Angelo Bellomo, che si è soffermato sullo Statuto della Sicilia, denunciando l’esistenza di un mercato della povertà volontariamente creato ed alimentato dallo Stato ai danni della nostra regione.

Tutelare dunque e valorizzare la Sicilia, in un momento storico di crisi globale, che investe la cultura, l’economia, la scuola, la ricerca e la famiglia.

Seduto al tavolo presidenziale anche l’on. Marco Forzose, deputato regionale, che così è intervenuto: “Siamo in tanti oggi, e non solo figure accademiche. Ci sono anche politici, sindaci, ex sindaci, consiglieri, candidati, sintomo che qualcosa sta cambiando, e che questa è la direzione giusta. È necessario avere una presenza nel governo regionale per essere rappresentati, ed è a questo che stiamo puntando.”

Dopo i saluti di Antonio Schillaci coordinatore regionale della Democrazia Cristiana e Vittorio Adelfi, segretario nazionale alle Relazioni Istituzionali della DC, è il momento di ascoltare il primo dei possibili candidati alla Regione siciliana del Movimento Coscienza Popolare Siciliana, il prof. Lagalla. È infatti in base ai programmi esposti, che il Movimento sceglierà a chi dare supporto scendendo in campo politicamente.

 

Identità siciliana e passione per la politica come servizio alla città, rispetto verso le persone, e dialogo con la gente. Il Movimento Coscienza Popolare Siciliana è già in azione. Sventolano le bandiere della Trinacria: sul podio, a chiudere i lavori, il leader prof. avv. Corrado Labisi, al grido “Siamo Sicani Siculi Siciliani!”

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Corrado Labisi neo Magnifico Rettore dell’Università Unisanraffaele

Sabato scorso, all’Hotel Nettuno di Catania, si è tenuta la cerimonia per il conferimento del titolo di Magnifico Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele, al prof. avv. Corrado Labisi, già Prorettore e docente di Diritto Internazionale della stessa.

L’assegnazione dell’incarico è avvenuta qualche giorno fa in Svizzera, ma l’Unisanraffaele e il suo direttore generale prof. avv. Angelo Maugeri, hanno voluto che anche a Catania, città natale del neo Rettore, si svolgesse una cerimonia formale.

Durante il passaggio del testimone, moderato dalla giornalista Simona Pulvirenti – alla presenza di autorità civili, militari ed ecclesiastiche (nonché dei consoli di Turchia, Arzebaigian, Bangladesh, Malta, Senegal) – il Rettore Labisi si è mostrato visibilmente commosso quando il direttore generale Maugeri gli ha consegnato la Palma d’argento e il medaglione raffigurante l’uomo vitruviano, simbolo dell’Unisanraffaele.

“È per me un onore ricevere questo incarico – ha spiegato il prof. avv. Corrado Labisi – soprattutto qui, in Sicilia, mia terra natale e ombelico del mondo. Per la prima volta due siciliani sono a capo della più prestigiosa università telematica europea. Noi siciliani, pronti a dimostrare che nella nostra regione non c’è solo degrado, colpa di una classe politica quasi inesistente, ma tanta professionalità.

Intendo ricoprire il ruolo di Rettore attraverso un confronto continuativo, ampio e organico, con realtà scientifiche e accademiche, nazionali e internazionali, finalizzato alla condivisione dei saperi e di ogni progettualità, scientifica e professionale. Un costante monitoraggio degli standard di qualità, finalizzati al consolidamento e all’ampliamento dell’offerta formativa e della sua autentica rispondenza alle esigenze del mercato, la promozione della ricerca in ottica interdisciplinare, in modo da rafforzare ulteriormente i profili di quanti intendano, per ragioni accademiche o professionali, confrontarsi con i sistemi complessi che connotano il nostro tempo.”

Il direttore generale Maugeri ha poi parlato dal tavolo d’onore – al quale sedeva anche il Rettore Labisi, il preside della Facoltà di Scienze Olistiche dell’Unisanraffaele prof. dott. Giuseppe Maugeri, Mons. Roberto De Odorico, Segretario Generale dell’Università Pontificia Lateranense, il dott. Pietro Zocconali, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – dell’Unisanraffaele, università telematica privata, libera e privata, apolitica ed aconfessionale, con venti corsi di laurea, tre master e una didattica moderna attraverso una piattaforma multimediale di ultima generazione che permette di accedere, tramite un normale PC collegato ad internet, a tutti i corsi del proprio piano di studi, ottimizzando i tempi da dedicare allo studio. “Le tecnologie multimediali e informatiche – ha spiegato il prof. dott. Maugeri – contribuiscono ad arricchire i contenuti d’apprendimento. A disposizione degli studenti, risorse e servizi didattici a distanza, quali forum, chat, e-mail, video lezioni, dispense, videoconferenze e questionari. Queste caratteristiche rendono i corsi più coinvolgenti, migliorando la qualità e l’efficacia dell’apprendimento. L’Unisanraffaele inoltre è Campus Universitario di alcune importanti Università Europee con sede in Spagna, Slovenia, Romania, e svolge corsi universitari Masters in convenzione con Università a livello internazionale Europeo.”

L’evento è stato anche occasione per firmare due protocolli di collaborazione con prestigiose realtà, quali l’Associazione Nazionale Sociologi e l’Università Petru Andrei, di Isai in Romania. Dopo la stipula degli accordi, l’Unisanraffaele ha voluto consegnare ad alcuni personaggi distintisi nel campo della cultura accademica e non solo, una targa di riconoscimento. Ripartire dalla spiritualità, dalla cultura e dalla legalità, questo il messaggio che i premi vogliono rappresentare: un nuovo inizio, un nuovo slancio, che prende le mosse dalle risorse della Sicilia, per sensibilizzare ed educare alla legalità e alla cultura i giovani che sono il futuro di questa terra.

“Abbiamo scelto nomi che rappresentassero i cardini del nostro messaggio, spirituale, culturale e legale: Mons. De Odorico per la spiritualità, in quanto Segretario Generale dell’Università Pontificia Lateranense; il mondo accademico e scientifico per la cultura laica, nelle persone del prof. dott. Antonio Recca, prof. dott. Roberto Lagalla, prof. dott. Massimo Buscema, prof.ssa dott.ssa Wilma Barcellini, prof. dott. Giuseppe Firrincieli, dott. Pietro Zocconali, del Rettore dell’Università degli Studi Petru Andrei, in Romania, Doru Tompea; il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa  prof. dott. Attilio Cavallaro per la legalità (non a caso premiato dal Capo del Centro Operativo della DIA di Caltanissetta Giuseppe Pisano)”, ha spiegato il Rettore Labisi.

“Tutti uniti dallo stesso bisogno di risvegliare la consapevolezza dei siciliani – ha poi aggiunto – in un momento in cui i valori sono messi in crisi, i giovani non hanno più punti di riferimento, e i concetti di giustizia sociale, impegno, istruzione, e fede, devono diventare semi da piantare nella coscienza dei più piccoli, che saranno gli adulti di domani. Non dimenticare la nostra storia, l’essere stati Mare Nostrum, e la fierezza che ci appartiene. Solo in questo modo sarà possibile combattere il disagio culturale, spirituale e socio-economico della nostra realtà.”

Così per l’attività accademica sono stati premiati il prof. dott. Antonio Recca, ex Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania, già Preside della Facoltà di Ingegneria di Catania, oggi docente della stessa; il prof. dott. Roberto Lagalla, già Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, attualmente docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo e vice presidente del CNR; il prof. dott. Massimo Buscema, presidente dell’Ordine dei Medici di Catania e docente di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Catania; la prof.ssa dott.ssa Wilma Barcellini, dirigente medico Unità Operativa Semplice di Fisiopatologia delle Anemie dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, terza al mondo nella cura e nella ricerca delle anemie ematologiche autoimmuni; il prof. dott. Giuseppe Firrincieli – i cui testi sono adottati presso la Facoltà di Sociologia di Genova – Preside della Facoltà di sociologia dell’Università Unisanraffaele; Mons. Roberto De Odorico, Segretario Generale dell’Università Pontificia Lateranense, e docente di Filosofia delle Relazioni presso l’Unisanraffaele. Per l’attività nel campo degli studi sociologici, è stato premiato il dott. Pietro Zocconali, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi, accreditata presso il Ministero della Giustizia. Per la Cultura e la Legalità il prof. dott. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Spontaneo Antimafia Livatino Saetta Costa. Per essersi distinto nel mondo didattico e culturale, il Rettore dell’Università degli Studi Petru Andrei di Iasi in Romania, Doru Tompea, assente per motivi istituzionali e sostituito dalla dott.ssa Ionelia Benedict, che ha ritirato la targa.

Dopo la cerimonia gli ospiti sono stati invitati a cena dal Rettore Labisi; il brindisi e il taglio della torta raffigurante il logo dell’Università telematica Unisanraffaele hanno suggellato la serata.

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Consegnato attestato di merito dal Comune di Tremestieri Etneo al prof. avv. Corrado Labisi

“Per l’innata vocazione e l’ineguagliabile impegno profuso sul territorio nel campo sociale, della ricerca, della scienza, della cultura e della legalità, sempre al servizio dei più deboli e dei meno fortunati.” È con questa motivazione che è stato consegnato al prof. avv. Corrado Labisi, Magnifico Rettore dell’Università telematica Unisanraffaele e presidente dell’Istituto Medico Psico Pedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, un attestato di merito dal Comune di Tremestieri Etneo.

Struttura d’eccellenza nell’ambito della riabilitazione e del recupero funzionale dei diversamente abili e accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), l’istituto fu fondato nel 1956 dalla Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, che ha speso la sua vita ispirandosi al motto da lei stessa coniato: “L’uomo vale per quel che sa rendere a favore dell’umanità sofferente”.

Un impegno ed una vocazione ineguagliabili nei confronti dei più deboli e degli oppressi, che il figlio prof. avv. Corrado Labisi, da anni continua a portare avanti con abnegazione.

A consegnare la pergamena il sindaco di Tremestieri Etneo dott. Santi Rando, alla presenza del capo di Gabinetto dott. Francesco Scrofani, il segretario generale del Comune dott.ssa Anna Bongiorno, il comandante della Polizia locale dott. Giovanni Scardaci, la dott.ssa Concetta Furia, Funzionario Responsabile della 1^ Direzione AA.G.G., l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Monaco, l’assessore alla Pubblica Istruzione Evelyn Garofano, il vice presidente del Consiglio comunale dott. Santo Nicosia, i consiglieri comunali Pietro Cosentino, Michelangelo Costantino, e Alessio Firrincieli, i dirigenti dott.ssa Letizia Scannaliato e Virginia Caruso, l’ispettore capo della Polizia municipale Sergio Russo, la dott.ssa Claudia Labisi e una rappresentanza dei dipendenti comunali.

Durante la consegna è stato elogiato l’impegno del prof. avv. Labisi, l’attività dell’istituto, ed è stata ricordata la madre Antonietta, figura carismatica per la quale è in corso un processo di beatificazione.

Un’attività, quella del prof. avv. Labisi, che va oltre l’impegno accademico e socio-sanitario. Come presidente onorario del Comitato Antimafia Lavatino Saetta Costa, ha tenuto anche lezioni di legalità ed etica presso i licei e gli istituti superiori di Catania e provincia, esortando i giovani a destare le proprie coscienze, e a seguire gli esempi di grandi uomini come Rosario Livatino e Antonino Saetta, la cui opera deve restare per sempre un monito e soprattutto non cadere nell’oblio. Fondato 23 anni fa dal prof. Attilio Cavallaro insieme al padre di Rosario Livatino, il Comitato ha ad oggi sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

 

 

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Una delegazione ucraina incontra il prof. avv. Corrado Labisi per la consegna di due prestigiosi riconoscimenti

Un sodalizio lungo ormai diversi anni, quello tra Sicilia e Ucraina, stabilito dal prof. avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psico pedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, e Pro Rettore dell’Università telematica con sede a Zurigo Unisanraffaele – nella quale è anche docente di Diritto Internazionale nelle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza –, che ha scelto di sostenere la crisi umanitaria che si consuma nel cuore dell’Europa.

Un conflitto iniziato nel 2014, del quale oggi nessuno parla più, e che ha provocato oltre novemila morti e centinaia di persone traumatizzate.

Per rendere omaggio all’impegno di Labisi, una delegazione ucraina, in rappresentanza del Patriarca di Kiev, Filaret, e del Metropolita di Parigi e di tutta la Francia, Michel Laroche, Decano di Italia, Sardegna e Sicilia, si è recata negli scorsi giorni a Catania per consegnargli brevi manu due prestigiosi riconoscimenti. Si tratta della più alta onorificenza della Chiesa ortodossa ucraina e di un attestato di gratitudine, per il sostegno morale, materiale e spirituale che il prof. avv. Corrado Labisi ha dato al Decanato.

A consegnare i riconoscimenti il Prodecano in Italia Egidio Calì e il sacerdote Yaroslav Bogodist, che sono stati accolti nella cappella dell’Istituto Lucia Mangano, creata nel 1998 e dedicata a San Francesco d’Assisi. Fondato da Antonietta Labisi, donna attenta ai bisogni dei più deboli, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia, scomparsa prematuramente, e per la quale è in corso un processo di beatificazione, l’Istituto è accreditato presso il Parlamento Europeo come struttura d’eccellenza nel campo della neurofisiatria e neuropsicologia.

Per suggellare la sinergia tra i due mondi, presenti anche i collaboratori del Centro, a testimoniare un simbolico scambio di chiavi, le une che aprono la Chiesa cattolica, le altre la Chiesta ortodossa.

“Sono estremamente commosso – ha dichiarato il prof. avv. Labisi – questi riconoscimenti mi gratificano e aprono la strada ad un cammino cristiano da percorrere insieme. Stimo molto il popolo ucraino, per la sua dignità e gentilezza, sempre accogliente con lo straniero.”

Un’intesa nata già dagli accordi con il Ministro degli affari esteri ucraino Pavlo Klimkin, per lo sviluppo di progetti culturali ed economici, così come già accaduto precedentemente in altri Paesi: in Georgia, per esempio, con un progetto nel campo medico psicopedagogico, per riproporre un modello uguale alla Lucia Mangano nell’attività riabilitativa dei diversamente abili; e ancora in Costa d’Avorio, dove è stato costituito l’Asse Afro-mediterraneo per unire la Sicilia all’Africa, e far nascere una nuova imprenditoria in grado di ridare dignità ed energia ad un continente per secoli sfruttato ed oppresso. Un percorso imprenditoriale, sociale, spirituale e culturale, volto al recupero dell’immagine e dell’economia della Costa d’Avorio, uno degli Stati più prosperi dell’Africa occidentale, iniziato con la costruzione di un ospedale di Ostetricia e Ginecologia di quaranta posti nel villaggio di Akradio/Dabou.

Adesso è tempo però di raggiungere Kiev, dove il Patriarca attende il prof. avv. Corrado Labisi per redigere e siglare un programma di collaborazione, un patto di solidarietà, che in un momento di crisi dei valori, guerre e miserie, da speranza per un mondo diverso.

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Iskra Menarini a Tracastagni per i terremotati del Centro Italia

C’è il ricordo di Lucio Dalla, il viaggio nei suoi luoghi dell’anima, un abbraccio virtuale commosso e sorridente all’amico di sempre. Ma c’è anche la solidarietà, nel concerto che Iskra Menarini ha tenuto al teatro comunale di Trecastagni, un evento di beneficenza, presentato dalla giornalista Simona Pulvirenti, che ha raccolto oltre 4 mila euro da destinare ai terremotati del Centro Italia.

Una terra devastata che continua a tremare, e che l’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati e l’Università telematica Unisanraffaele con sede a Zurigo – diretta dall’avv. Angelo Maugeri, presente in sala – hanno voluto sostenere con questa iniziativa, realizzata in collaborazione con il club Lions Faro Biscari.

Da sempre attivo nel sociale e attento alla solidarietà, il prof. avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Lucia Mangano, accreditato presso il Parlamento Europeo come struttura d’eccellenza nel campo della neurofisiatria e neuropsicologia, e fondato dalla madre Antonietta, donna attenta ai bisogni dei più deboli, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia, scomparsa prematuramente, e per la quale è in corso un processo di beatificazione. Pro Rettore dell’Unisanraffaele – dove è anche docente di Diritto Internazionale nelle facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza – è stato lui in prima persona a sposare e finanziare il progetto, e la scelta di un’artista impegnata come Iskra Menarini, già testimonial di Unicef e Admo, vocalist del grande Lucio Dalla, che ha affiancato per ventiquattro anni nei suoi concerti, anche come solista.

“Il terremoto del Centro Italia è l’ennesimo dramma che poteva essere evitato”, spiega il prof. avv. Corrado Labisi dal palco del teatro comunale di Trecastagni.

“E’ l’incuria di certa politica – continua – a provocare tragedie come questa: territori quasi totalmente rasi al suolo, e 298 vittime morte tra le macerie. Un disastro che poteva accadere anche in Sicilia, una tra le regioni a maggior rischio sismico, soprattutto nella fascia ionica, e  dove si continua a trascurare la messa in sicurezza di vecchi edifici che non rispettano le norme antisismiche.”

In scena, per la causa dei terremotati, i grandi successi di Dalla, interpretati da quella che lui stesso definì la più grande cantante soul italiana: da “Anna e Marco”, “Stella di mare”, “4 marzo”, inframmezzati da brani di respiro internazionale, fino a “Felicità”, “Caruso” e il gran finale con “Attenti al lupo”, e tutto il teatro in piedi, a cantare e ballare uno dei brani più celebri del grande Lucio Dalla.

L’evento, al quale ha preso parte anche l’amministrazione comunale di Trecastagni, rappresentata dal sindaco on. Giovanni Barbagallo, dall’ass. alla Cultura Marinella Donzuso e dall’ass. al Turismo e Spettacolo Raffaele Trovato, è stata anche occasione per parlare dei prossimi progetti in cantiere all’Unisanraffaele, che si prepara a realizzare un Centro di ricerca diretto dal prof. Umberto Veronesi, e ad accogliere un’audizione privata con Papa Francesco.

 

 

 

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Consegnati i riconoscimenti del XXIII Premio Internazionale Antonietta Labisi

Vocazione internazionale ma identità fortemente italiana: ha aperto il sipario, come da tradizione, con l’Inno di Mameli il Premio Internazionale Antonietta Labisi, la prestigiosa targa d’argento assegnata ogni anno a personalità ed organismi distintisi nel campo sociale, della ricerca, della scienza e della cultura.

Sabato scorso all’Hotel Nettuno per la sua ventitreesima edizione, la kermesse è stata occasione di riflessione oltre che evento di mondanità. Un riconoscimento che premia l’agire e stimola ad agire, in un’unica direzione: quella dell’impegno.

Organizzato dall’Associazione Internazionale “Antonietta Labisi” presieduta dal prof. avv. Corrado Labisi che la istituì per ricordare la scomparsa prematura della madre Antonietta, fondatrice e direttrice dell’Istituto medico psicopedagogico “Lucia Mangano” – struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68, 1050 Bruxelles) – il premio, anche per il 2016, conferma la attenzione verso il sociale, e sceglie undici illustri personaggi che hanno operato nel territorio nazionale ed internazionale.

 

Sul palcoscenico a bordo piscina dell’Hotel Nettuno di Catania, alla presenza di un pubblico numerosissimo e di autorità civili, religiose e militari, Nino Graziano Luca e Simona Pulvirenti, a condurre una serata all’insegna dell’eleganza e della professionalità. Sponsor ufficiale dell’evento l’Università telematica privata Unisanraffaele di Zurigo, della quale l’avv. Labisi, oltre ad essere docente di Diritto Internazionale nelle Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza, è stato anche di recente nominato Pro Rettore.

 

Ad introdurre la serata un video che racconta Antonietta Labisi, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia: donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, dove Antonietta Azzaro Labisi ha operato per diversi anni, portando assistenza ai piccoli e agli anziani. Una figura carismatica per la quale è in corso un processo di beatificazione.

 

Poi al via la consegna dei riconoscimenti. Il premio alla Cultura è andato al Rettore del Collegio Lateranense, nonché segretario generale della Pontificia Università Lateranense, Mons. Roberto De Odorico, premiato dall’On. Marco Forzese; alla giornalista Marina Nalesso, conduttrice del Tg1, che da esperta di economia ha detto la sua sulla questione “Brexit”, criticando i sensazionalismi creati da alcuni media, il premio Giornalismo, consegnato dal colonnello Mario Strano, Comandante della Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Catania.

L’avv. Giovanni Magrì, difensore degli indifesi, e autore del progetto per la nascita dell’Avvocatura Militare per l’Arma dei Carabinieri, ha ricevuto il premio per le Battaglie Legali, consegnato dal prof. avv. Corrado Labisi.

 

La presenza dell’Ambasciatore del Senegal in Italia S.E. Mamadou Saliou Diouf, premiato per i Rapporti Diplomatici, accompagnato dall’avv. Franco Ruggeri, console onorario del Senegal, ha poi aperto una finestra sull’Africa e sulla numerosa comunità africana che vive a Catania, della quale una rappresentanza ha partecipato alla serata.

Sul palco, per la consegna del riconoscimento, anche il giovane ingegnere catanese Dario Di Stefano, promotore di un progetto di raccolta fondi per la salvezza di 80 mila persone in Senegal, e la dott.ssa Francesca Labisi, madrina di solidarietà dell’iniziativa.

 

Targa d’argento alla Scrittura per la scrittrice e giornalista Susanna Schimperna, che ha presentato il suo ultimo libro “Eterne adolescenti”, brillante disamina della sindrome di Peter Pan al femminile, premiata dalla dott.ssa Francesca Labisi, consigliere d’amministrazione dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano; all’attrice Anna Maria Spina, vittima di un tentato omicidio e promotrice di una proposta di legge contro il femminicidio, il premio per la Lotta al Femminicidio, consegnato da Melinda Miceli, giornalista, scrittrice e critica d’arte. Per l’impegno nella Lotta alla Mafia, premiato Angelo Jannone, ex colonnello del ROS, autore con Giovanni Falcone delle indagini sul patrimonio di Totò Riina, e per due anni infiltrato all’estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi, autore del libro “Aspettando…giustizia”. A consegnare il riconoscimento il sindaco di Corleone Leoluchina Savona, che sul palcoscenico della kermesse ha raccontato le minacce subite dalla mafia.

A Giuseppe Pero, docente di Neuroradiologia, pioniere della neuroradiologia a Catania, il premio per le Scienze Neorologiche, dal dott. Salvo Labisi, vice presidente generale dell’ass. internazionale Antonietta Labisi; al magistrato della Suprema Corte di Cassazione Domenico Platania, il premio alla Carriera consegnato dal prof. Giovanni Pugliesi, preside della Facoltà di Farmacia e presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Catania.

Il riconoscimento per l’Impegno Sociale è stato consegnato dal prof. Salvatore Ranno, già direttore della cattedra di Urologia dell’Università di Catania, alla presidente provinciale ACLI Lazio Lidia Borzì, promotrice di diversi progetti di solidarietà, tra il quali “Il Pane a chi serve 2.0”, per recuperare il pane del giorno prima e distribuirlo ai più poveri; e infine il premio per la Medicina è andato al primario del reparto di Ematologia Ospedale San Vincenzo Taormina Giuseppe Longo, docente presso il Dipartimento di Medicina e Farmacologia della Robert Wood Johnson Medical School, della Rutgers University del New Jersey (USA), consegnato dal prof. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Nazionale Antimafia Livatino Saetta Costa.

 

Non sono mancati i momenti di spettacolo con il duo comico Dandy Danno e Diva G, il soprano e il baritono giapponesi Yukari Takahashi e Yusuke Ito, e l’esibizione di Antonella Arancio.

 

Ovazione per il gran finale, con il tenore Filippo Micale che ha interpretato magistralmente “Nessun dorma”, e i saluti dell’avv. Corrado Labisi, che ha voluto accanto a sé sul palco tutta la sua famiglia e i premiati, per suggellare il successo della ventitreesima edizione del Premio Internazionale Antonietta Labisi.

 

 

 

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Premio Livatino Saetta Costa ad Antonio Vinciguerra Presidente TAR Catania

Giudice amministrativo di primo grado preposto alla tutela degli interessi legittimi dei cittadini, il presidente della sezione di Catania del TAR Sicilia, dott. Antonio Vinciguerra, già presidente del TAR Lazio, ha ricevuto qualche giorno fa il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa, per il suo impegno nella legalità.

A consegnare il riconoscimento nella sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Via Milano, il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa prof. Attilio Cavallaro e il presidente onorario, prof. avv. Corrado Labisi.

Un premio che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in difesa della legalità – con una sezione speciale in memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, antesignana della lotta alla mafia – riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta.

Durante l’incontro il prof. Cavallaro ha illustrato al dott. Vinciguerra i 22 anni di attività del Comitato, fondato per volontà del padre di Rosario Livatino, l’avv. Vincenzo Livatino: un lavoro intenso che in questi anni ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale. Cavallaro ha poi presentato la figura della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, e antesignana della lotta alla mafia. Una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, dove per diversi anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi, per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

Al presidente del TAR Catania il prof. avv. Corrado Labisi – presidente dell’Istituto “Lucia Mangano” e docente di Diritto Internazionale nelle Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza della prestigiosa Università telematica Unisanraffaele di Zurigo, nella quale di recente è stato nominato dal senato accademico anche Pro Rettore – ha poi voluto consegnare il libro denuncia “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, del generale dell’arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, il più stretto collaboratore del giudice Falcone, del quale custodiva tutti i segreti processuali e delle indagini che all’epoca portarono alle più importanti operazioni su Cosa Nostra, volume già presentato con grande successo nell’auditorium Carlo Alberto Dalla Chiesa di San Gregorio per iniziativa dell’avv. Labisi.

Il dott. Vinciguerra si è complimentato con il Comitato per l’attività svolta, e la consegna della pergamena ha suggellato l’incontro, al quale ha preso parte anche il commissario della Polizia di Stato in quiescenza Carmelo Cavallaro.

 

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Comitato antimafia Livatino Saetta Costa. Lezioni di legalità all’Istituto “Federico Sciacca” di Giarre

All’Istituto comprensivo “Federico Sciacca” di Giarre è tempo di legalità: ospite il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa che anche in questo 2016 continua il suo viaggio nelle scuole della provincia etnea, impartendo lezioni di legalità e sensibilizzando gli studenti alla cultura dell’antimafia.

 

Già nel 2015 oltre 8.000 studenti sono stati coinvolti intorno ad un unico focus: non esiste pace senza giustizia sociale, tema che è stato al centro degli incontri anche di questo nuovo anno scolastico.

 

A partecipare all’evento, introdotto dal dirigente scolastico prof.ssa Maria Novelli,  centinaia di studenti attenti e interessati.

 

“Vogliamo ricordare gli ideali di giustizia di questi uomini – spiega Attilio Cavallaro, presidente del Comitato – per non dimenticare, e per costruire su queste basi gli uomini che sarete domani”.

 

Presidente onorario del Comitato e presidente dell’Istituto medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati – struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles) – il prof. avv. Corrado Labisi, che da anni porta avanti la missione della madre, Antonietta Labisi, fondatrice del Centro e antesignana della lotta alla mafia. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, durante gli anni Sessanta, ha operato assistendo piccoli e anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

 

“La mafia più pericolosa – spiega l’avv. Labisi – è quella che siede nei posti di potere. Democrazia è partecipazione, e per partecipare è necessario avere una coscienza. Il primo dovere che abbiamo verso noi stessi – continua – è l’onestà. Non possiamo cambiare di certo le sorti della società con questi incontri, ma possiamo collaborare per avere una società migliore”.

 

Ospite della lezione anche la sign.ra Giovanna Raiti, sorella di Salvatore Raiti, il carabiniere ucciso dalla mafia nella Strage della circonvallazione a Palermo, nel 1982, ad appena diciannove anni, mentre era in servizio durante il trasferimento del boss catanese Alfio Ferlito al carcere di Trapani.

 

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XXII Memorial Livatino Saetta Costa

Giustizia, verità e fede. Sono i valori del Premio Internazionale Memorial Livatino-Saetta-Costa, riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta, destinato a magistrati, giornalisti, sportivi, artisti, agenti di polizia, carabinieri, finanzieri, e a quanti si siano distinti per l’attività lavorativa svolta nel sociale.

L’evento itinerante che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno perso la vita in difesa della legalità, è giunto alle XXII edizione e sabato scorso è approdato al Museo Diocesano di Catania, in una sala gremita. Ad organizzare il Memorial, il Comitato spontaneo antimafia “Livatino Saetta Costa”, nella persona del prof. Attilio Cavallaro, anima della kermesse e del Comitato, fondato 22 anni fa insieme al padre di Rosario Livatino: un’attività che fino ad oggi ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

È stato il prof. avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, a dare il benvenuto ai presenti, puntando subito il dito contro il potere dei colletti bianchi, la vera mafia, quella borghese, imprenditoriale, politica, lontana dallo stereotipo cinematografico del padrino siciliano, ultimo anello di una lunga catena criminosa. “Bisogna essere vicini a far sentire e al centro della società tutti colore che si impegnano nella legalità”, ha poi aggiunto il presidente prof. Attilio Cavallaro, dando inizio alla cerimonia di consegna delle pergamene con l’inno nazionale e la proiezione delle immagini della strage di Capaci e del funerale di Giovanni Falcone e della sua scorta.

Tanti i premiati, tra i quali il dott. Guido Marino, questore di Napoli, il dott. Nicola Mazzamuto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina, Monsignor Roberto De Odorico, segretario generale dell’Università Pontificia Lateranense, e il dott. Roberto Rossi, Sostituto Procuratore della DDA di Bari – che di recente ha coordinato le indagini che hanno sventato l’attentato pianificato per uccidere il procuratore capo della Repubblica di Napoli – il dott. Antonio Prestigiacomo, commissario della Squadra Catturandi dei Carabinieri, Padre Giovanni Romeo. Il dott. Sergio Centaro, magistrato, il prof. dott. Giuseppe Firrincieli, scrittore, il colonnello dell’Esercito italiano Salvatore Daniele Patanè, l’ispettore della Polizia di Stato Giovanni Ventura – uno degli uomini che favorì la cattura del boss Nitto Santapaola nel ’93, nelle campagne di Mazzarrone – il dott. Ferdinando Guarino, ex questore di Enna, l’attrice Anna Maria Spina, impegnata nella lotta al femminicidio.

Ospite d’onore Gigi D’Alessio, premiato per il Progetto Malaterra, un album, un tour e un docufilm per la riqualificazione morale e culturale, ma non solo, della Campania e di tutto il sud Italia.

“Non voglio nascondere il male della mia terra – ha spiegato il cantautore – ma promuovere il bene”.

Da diverse edizioni ormai il Premio si fregia anche di un riconoscimento speciale istituito in memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, e antesignana della lotta alla mafia. Una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo dove per diversi anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi, per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione. A continuare la sua missione il figlio, l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Lucia Mangano, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), che in questi mesi ha accompagnato il Comitato nel suo tour di legalità nelle scuole di Catania e provincia per sensibilizzare i più giovani alla cultura del rispetto della legge.

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Consegnato il Premio Livatino Saetta Costa al Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri

Qualche mattina fa il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro e il presidente onorario, avv. Corrado Labisi, si sono recati alla Procura di Enna per consegnare a S.E. il Procuratore Capo della Repubblica di Enna Massimo Palmeri, il prestigioso Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.

Insieme a loro la prof.ssa Anna Marmo, preside del liceo scientifico “Pietro Farinato”, da anni impegnata a sensibilizzare gli studenti del suo istituto sul tema del rispetto delle leggi, che anche in questa occasione ha voluto confermare il suo interesse a riguardo, ospitando il Comitato e la sua lezione di legalità.

Presenti una numerosa rappresentanza di allievi, tutti attenti e partecipativi, pronti ad ascoltare il dott. Palmeri nella sua spiegazione sulla funzione della Procura, sul ruolo del magistrato, e su come, nonostante la carenza di organico del 50% alla Procura di Enna, i vuoti siano stati colmati con l’impegno e l’abnegazione.

Amico e collega di Rocco Chinnici, di lui ha raccontato il periodo in cui furono insieme uditori giudiziari: “Un grande uomo, un grande maestro, un grande magistrato”, ha voluto ricordare.

A prendere la parola poi il prof. Cavallaro, che ha spiegato la missione del Comitato e del tour della legalità nelle scuole: “Tra Stato e mafia non c’è una contrapposizione. La politica è il terzo livello della mafia: i colletti bianchi, l’antimafia, sono tutte maschere dietro alle quali si nasconde la criminalità, ed è per questo che il Comitato Livatino Saetta Costa ha avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti pubblici alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di un’antimafia di professione.”

“Non esiste pace senza giustizia sociale”, ha affermato l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), nonché docente di Diritto Internazionale presso le facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Uniesi di Ginevra e direttore del Dipartimento di Pubbliche relazioni internazionali della stessa.

Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Ma si è soprattutto soffermato sulla povertà del Meridione, conseguenza di una politica sorda: “Già sociologi e psicologi lo hanno affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal disagio culturale e socio-economico. Negli anni Sessanta lei chiedeva aiuto alla classe politica, che però sorrideva, criticando la sua spiritualità. E ancora oggi nei quartieri c’è la corsa all’acquisto del voto in cambio di buste colme di spesa. Ci stanno togliendo la speranza e la dignità.”

Poi l’avv. Labisi ha voluto regalare alla scuola due copie del libro del generale Angiolo Pellegrini, “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”: uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, negli scorsi mesi presente all’auditorium comunale di San Gregorio “Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi, il generale Pellegrini è stato testimone di una stagione sanguinosa e incancellabile, denunciata nel suo libro.

La consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa a S.E. Massimo Palmeri, Procuratore della Repubblica di Enna, ha suggellato l’incontro.

 

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Lezioni di legalità agli istituti Fermi-Guttuso e Mazzei-Pantano di Giarre

Giarre ospita la legalità. All’istituto tecnico industriale Fermi-Guttuso e al professionale per l’agricoltura Mazzei-Pantano, riflettori puntati sull’antimafia.

Continua anche in questo 2016 il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa nelle scuole della provincia etnea. Lezioni di legalità che nel 2015 hanno coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole superiori di Catania, con un unico focus: non esiste pace senza giustizia sociale.

A partecipare negli scorsi giorni, centinaia di studenti del Fermi-Guttuso, alla presenza del presidente del Comitato Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro, del presidente onorario del Comitato, avv. Corrado Labisi, del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, Contrammiraglio Nunzio Martello, Direttore Marittimo della Sicilia Orientale, e il Capitano della Guardia di Finanza di Riposto Antonino Costa.

“Sarete voi, ragazzi, la nuova classe dirigente – spiega il presidente Cavallaro, che così saluta gli alunni  – voi per primi dunque dovrete combattere la mafia, e la scuola è la vera maestra di antimafia, la salvezza per la nostra terra”.

La testimonianza di un’antesignana della lotta alla mafia arriva dall’avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato, figlio della prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Eroina della carità, Antonietta Labisi che, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, durante gli anni Sessanta, ha operato assistendo piccoli e anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

“Dobbiamo avere la forza di non arrenderci – commenta l’avv. Labisi – e indagare invece le ragioni del fenomeno mafioso. Già sociologi e psicologi lo hanno affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal disagio culturale e socio-economico. Il diritto al lavoro, in questa chiave di lettura, è elemento indispensabile per la lotta alla mafia, che si cela anche dietro ai colletti bianchi e alla maschera dell’antimafia.”

A concludere l’incontro, la consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa alla prof.ssa Tiziana D’Anna, dirigente scolastico dell’istituto.

Ma il Comitato ha fatto tappa anche in un’altra scuola di Giarre, l’Istituto agrario Mazzei-Pantano. Una numerosa rappresentanza degli allievi della scuola ha ascoltato la lezione di legalità del presidente del Comitato Attilio Cavallaro, del presidente onorario avv. Corrado Labisi e del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, durante la quale si è parlato anche del generale Angiolo Pellegrini, autore del libro “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, negli scorsi mesi presente all’auditorium comunale di San Gregorio “Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi.

Alla fine dell’incontro la prof.ssa di religione Patrizia Privitera ha proposto come gesto simbolico quello di piantare un albero di ulivo, del quale si prenderanno cura gli stessi studenti, in quello che è stato chiamato “viale della Legalità”. A partecipare all’iniziativa, il dirigente scolastico prof. Stefano Raciti e il vice preside prof. Natale Scavo e tutti i relatori intervenuti.

 

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L’Università Europea di Studi Internazionali “Uniesi” nomina l’avv. Corrado Labisi direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed Esterne

L’avv. Corrado Labisi, Presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza nell’ambito della riabilitazione e del recupero funzionale dei diversamente abili, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), fondata nel 1956 dalla Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, già docente universitario di Diritto Internazionale per le facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Europea di Studi Internazionali Uniesi, con sede a Ginevra, è stato insignito di una nuova e prestigiosa carica: direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed esterne di Uniesi.

Da sempre attento al sociale, l’avv. Labisi è anche presidente onorario del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, con il quale da anni si batte affinché i valori di giustizia, verità e fede, salvaguardati dalle tante vittime di mafia che hanno perso la vita in difesa della legalità, non siano dimenticati.

Avv. Labisi, l’internazionalizzazione del sistema universitario è una sfida che possiamo dichiarare vinta da Uniesi?

Assolutamente si. L’Università Europea degli Studi Internazionali, in coerenza con i principi generali previsti dal proprio statuto e dalla commissione europea promuove e favorisce la dimensione internazionale degli studi, della didattica e della ricerca scientifica. Considera tra i propri compiti fondamentali lo sviluppo degli scambi internazionali di docenti, ricercatori e studenti mediante programmi europei di alta formazione, accordi di cooperazione universitaria, azioni integrate di cooperazione didattica e scientifica, con il rilascio del doppio titolo di studio e la partecipazione a consorzi universitari finalizzati a specifiche azioni di cooperazione.

Lei ha già ricevuto diversi incarichi istituzionali da governi stranieri, ma per la prima volta è direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed Esterne, carica che per importanza segue solo quella del rettore. Quali sono le sue mansioni?

Fondamentalmente, nel rispetto dello Statuto e Regolamento dell’Università Uniesi, ricoprirò un ruolo di rappresentanza istituzionale, e mi occuperò dei rapporti diplomatici internazionali ed esterni.

Quali sono le caratteristiche dell’Università svizzera Uniesi?

Uniesi è un’università libera e privata, apolitica e aconfessionale, con personalità giuridica riconosciuta ai sensi dell’art. 52 del codice civile svizzero, in conformità degli articoli 20 e 27 della Costituzione federale svizzera, riconosciuta dall’ordinamento giuridico nazionale come appartenente al settore universitario svizzero (LPSU entrata in vigore il 1 gennaio 2015).

I titoli conseguiti sono validi ai fini del riconoscimento, secondo la Convenzione di Lisbona del 1997 del Consiglio d’Europa ratificata dalla Svizzera il 1 febbraio 1999 e dall’Italia con la legge n. 148 dell’11 luglio 2002. UNIESI inoltre è Campus Universitario di alcune importanti Università Europee, in linea con i dettami del trattato di Bologna, aventi sede in Spagna, Portogallo, Slovenia, Romania, Albania, svolge corsi universitari Master in convenzione con Università a livello internazionale Europeo.

Quali sono i corsi di laurea attivi?

Uniesi utilizza le tre lingue ufficiali elvetiche, Italiano, Francese e Tedesco, unitamente all’Inglese, e offre quattordici corsi di laurea. I corsi di studio sono on/off line, quindi le lezioni, i chiarimenti sugli argomenti, colloqui con docenti e tutor, discussioni tra alunni, prove in itinere si svolgono interamente in rete. Questo consente agli studenti di seguire il corso di laurea senza rinunciare all’attività lavorativa e senza spostarsi da casa.

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Premio Posidone 2015 all’avv. Corrado Labisi per l’impegno sociale

Un maxi schermo, cinque illustri premiati e la professionalità di un mattatore siciliano, Nino Graziano Luca. Si è svolta all’insegna della semplicità la ventitreesima edizione del Premio Posidone, al teatro della villa comunale di Fiumefreddo, ideato con Carmelo Scalora e dedicato al padre del conduttore e direttore artistico dell’evento, Michele Luca, scomparso prematuramente qualche anno fa.

Integrazione sociale, rispetto per la natura, corretta informazione: questi gli ingredienti di una serata che ha premiato le eccellenze che hanno contribuito con il loro impegno alla crescita morale e culturale della società.

A ritirare il prestigioso riconoscimento la Congregazione Salesiana, nel bicentenario della nascita di Don Bosco, rappresentata per l’occasione dal Vicario del Rettore Maggiore Don Francesco Cereda; per il lavoro svolto nelle operazioni di soccorso dei migranti, il contrammiraglio Nicola De Felice della Marina Militare Comandante Comando Marittimo di Sicilia, e il colonnello Vincenzo Sicuso, comandate del 41° stormo dell’Aeronautica Militare; per l’informazione Antonio Preziosi, editorialista del Tg2 e già direttore di Rai Radio 1, premiato per il libro su Giovanni Paolo II “Immortale”, e Barbara Capponi, conduttrice del Tg1.

Per l’impegno sociale premiato l’Istituto Medico Psico Pedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza nell’ambito della riabilitazione e del recupero funzionale dei diversamente abili. A ritirare il premio l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto.

Accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), la struttura fu fondata nel 1956 dalla Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, che ha speso la sua vita ispirandosi al motto da lei stessa coniato: “L’uomo vale per quel che sa rendere a favore dell’umanità sofferente”.

Un impegno ed una vocazione ineguagliabili nei confronti dei più deboli e degli oppressi, che l’avv. Corrado Labisi, figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi continua a portare avanti con forte senso del dovere. Forte della convinzione che valorizzare e sviluppare il fattore umano rappresenti la base e una risorsa centrale per il miglioramento continuo dell’organizzazione, l’avv. Labisi ha fatto propria l’importanza dell’esigenza formativa, e per ottenere una sempre migliore assistenza e riabilitazione, ha invitato a tenere corsi presso il proprio istituto il prof. dott. Silvano Solari, psicologo e psicoterapeuta, tra i più accreditati esperti a livello nazionale ed internazionale, nel campo dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo.

Scopo prioritario del presidente dell’Istituto, che ad oggi ha ricevuto 38 premi internazionali per le battaglie intraprese a sostegno dei diversamente abili e della lotta alla mafia, resta quello di portare avanti cause a favore dei diritti umani, molte delle quali già intraprese con successo come quelle in Africa, in Georgia e Ucraina.

In linea con questa missione l’avv. Labisi, come componente del Comitato Antimafia Lavatino Saetta, ha tenuto lezioni di legalità ed etica presso i licei e gli istituti superiori di Catania e provincia, esortando i giovani a destare le proprie coscienze, e a seguire gli esempi di grandi uomini come Rosario Livatino e Antonino Saetta, la cui opera deve restare per sempre un monito e soprattutto non cadere nell’oblio. Ed è l’esempio della propria madre che guida l’avv. Labisi a dare il proprio sostegno spontaneo, generoso ed incondizionato a tutti coloro che ne necessitano, e a proseguire l’importante opera a difesa della giustizia sociale, della legalità e del rispetto delle regole.

Un’antesignana della lotta alla mafia, un modello di riferimento per tutti quelli che credono in un futuro libero da condizionamenti. E nel riconoscimento dell’impegno profuso nella caritatevole opera della Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha inoltrato all’Arcivescovo di Catania la richiesta per avviare il processo di beatificazione di questa carismatica figura.

“La lezione di mia madre è stata indispensabile per me – spiega l’avv. Corrado Labisi mentre ritira il Posidone – lei che già negli anni Sessanta chiedeva aiuto alla classe politica per sanare i quartieri a rischi, e che per risposta riceveva sorrisi ironici e critiche alla sua spiritualità. E ancora oggi non è cambiato nulla: nei quartieri c’è la corsa all’acquisto del voto in cambio di buste colme di spesa. Ci stanno togliendo la speranza e la dignità. Bisogna partire dalla vera causa della mafia, la povertà; dare lavoro e far si che la gente non sia più ricattabile e facilmente corruttibile.

La mafia che si nasconde dentro attività lecite, dentro l’imprenditoria, la politica, un certo giornalismo on line. Ed è proprio un giornalino on line che, da quando il mio impegno per la legalità e l’antimafia si è fatto più febbrile, ha iniziato ad attaccarmi. Giornalino attorno al quale orbitano persone sulle quali è facile trovare materiale a dir poco inquietante pubblicato da testate autorevoli come La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Live Sicilia, Le Iene Sicule, L’indiscreto, e molte altre.

Ma la mafia si cela anche dietro la maschera dell’antimafia, ed è per questo che il Comitato Livatino Saetta ha avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti pubblici alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di un’antimafia di professione.”

Un eroe dei nostri tempi l’avv. Labisi, così come l’ha definito il giornalista Rai Antonio Preziosi, anche lui sul palco a ritirare la statuetta del Posidone 2015.

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Consegnato il prestigioso Premio “Città di Roma” all’avvocato Corrado Labisi

Roma. Eleganza, moda e impegno sociale. Nel cuore pulsante del centro di Roma, al Teatro “Centrale”, in Piazza del Gesù, si é svolta la seconda edizione del Woman Elegance World, un evento che coniuga stile e cultura, e che ha visto sfilare in passerella anche la linea Perla Monsé, realizzata da Maria Monsè in collaborazione con lo stilista Luca Conti Taguali.

Tra i vari personaggi del mondo dello spettacolo presenti l’attrice Emanuela Titocchia, il giornalista di Rai 3 Fidel Banga Bauna, Leda Berté (sorella di Loredana Berté e Mia Martini), il Press Agent Emilio Sturna Furnò, la Duchessa Elena Aceto di Capriglia.

Uno spettacolo nello spettacolo, che contempla al suo interno anche il prestigioso Premio Internazionale “Città di Roma” assegnato alla stilista tunisina Zina, nota a livello internazionale per i suoi splendidi Caftani, alla giornalista e conduttrice Mediaset Safiria Leccese, per il successo con cui ha diretto il programma “La strada dei Miracoli” in onda su Rete 4, all’attore Claudio Saint Just, per i 45 anni di carriera, alla giornalista Roberta Damiata, per la direzione del settimanale “Eva 3000”, al Colonnello Angelo Jannone, il più stretto collaboratore del Giudice Giovanni Falcone, colui che ha seguito tutta l’indagine patrimoniale di Totò Riina, per due anni infiltrato nel narcotraffico della ‘ndrangheta, premiato per il suo ultimo libro “Aspettando Giustizia”, e all’Avv. Corrado Labisi premiato per le attività nel campo socio-sanitario e per il suo costante impegno nella lotta alla mafia.

Avv. Labisi, lei ha conseguito ad oggi 37 premi a livello nazionale ed internazionale, per le battaglie intraprese a sostegno dei diversamente abili e della lotta alla mafia ed é stato insignito di alti titoli accademici, a tal proposito qual é il suo pensiero in merito al processo di internazionalizzazione della mafia?

La vocazione internazionale della mafia risale certamente a vecchia data. Il movimento migratorio é stato indubbiamente uno dei fattori che ha favorito gran parte dei tradizionali processi di internazionalizzazione della stessa; poi l’esigenza di mantenere il controllo dei mercati internazionali del crimine, nonché la necessità di sovrintendere direttamente alle attività di grande rilevanza finanziaria ed ai rapporti con altre organizzazioni criminali, costituiscono altre cause che sicuramente hanno favorito il suo insediamento all’estero. Poi é da tener conto che il reddito della criminalità organizzata é riconducibile a due fonti: quello delle attività illegali di produzione e distribuzione, e quello delle infiltrazioni nelle attività legali.

Attività illegali e legali sono da intendersi in un continuum. Le organizzazioni criminali agiscono contemporaneamente in ambedue i settori. Per sradicare questa cultura della mafia bisogna partire dalle radici, importante a tal proposito é l’educazione alla giustizia dei giovani che andranno a formare la nuova classe sociale. Nelle lezioni di legalità da me tenute, unitamente a Magistrati e alti esponenti delle Forze dell’Ordine Pubblico, in quanto membro del Comitato Antimafia “Livatino-Saetta”, presso 21 plessi scolastici e dinnanzi ad un totale di oltre 8.000 studenti dei più prestigiosi licei di Catania, ho sottolineato come non esista pace senza giustizia sociale: il benessere individuale passa attraverso il benessere della collettività. E’ necessario lavorare sulla prevenzione ed educare i ragazzi alla legalità. La responsabilità é della politica, mentre la classe dirigente resta sempre più sorda davanti ai bisogni dei quartieri disagiati. Anche l’influenza dei media strumentalizzata da parte di una sfera politica dalla reputazione dubbia e chiacchierata, é stata in grado per anni di manipolare l’informazione, stabilendo spesso quali notizie potessero giungere o meno all’opinione pubblica e addirittura veicolare false notizie per screditare l’immagine di coloro che, come me, hanno intrapreso ardue lotte contro questo sistema corrotto e mafioso. Ne é di facile esempio un giornaletto online locale che cerca di screditare la mia immagine con diffamazioni che saranno presto smentite in una conferenza giornalistica radio televisiva, oltre a procedere per vie legali in sede civile e penale.

Avv. Labisi, l’Istituto “Lucia Mangano” di cui Lei é Presidente in questi ultimi quattro anni è diventato il fiore all’occhiello per il sud Italia in materia di neuropsichiatria e neurofisiologia, successo dovuto senz’altro alla sua gestione ed al suo impegno. Quali sono adesso i suoi progetti futuri legati a questa attività e più in generale alla sua opera di solidarietà nei vari campi del sociale?                                     

Senz’altro risollevare l’Istituto dalla cattiva precedente gestione é stato il mio impegno costante negli ultimi anni e grazie all’amore che da sempre mi lega alle mie attività sono riuscito ad ottenere importantissimi successi e riconoscimenti al livello locale, nazionale ed internazionale, non ultimo l’accreditamento dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico “Lucia Mangano” come struttura d’eccellenza presso il Parlamento Europeo. Merito di questo grande successo é stato senz’altro anche l’esempio di mia madre, la Nobildonna Antonietta Azzaro Labisi, da sempre attenta ai bisogni della gente, soprattutto dei soggetti svantaggiati che a vario livello hanno potuto contare sul suo sostegno spontaneo e generoso; a questo si aggiunge la fitta rete di rapporti internazionali che ho costruito con l’intento di portare avanti importanti battaglie per i diritti umani. Molte delle quali già intraprese con successo, come quelle in Africa, Georgia, Ucraina, e chiaramente per i diversamente abili. Per cui i progetti futuri sono legati a quanto detto e alla volontà di Dio che da sempre segue i miei passi e che mi assegnò questa missione che accetto così come gli attacchi avversi delle forze demoniache che mi spingono sempre più a credere e capire di essere nella giusta strada. Da fervido credente, quale sono, ritengo infatti fermamente che ognuno nasca con una stella, e la mia mi ha portato ad oggi a servire l’umanità sofferente.

 

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Consegnate le Targhe d’Argento del Premio Internazionale Antonietta Labisi – XXII edizione

Un messaggio di pace, amore e solidarietà che dal palcoscenico dell’Hotel Nettuno ha raggiunto Ucraina, Israele, Palestina, Paesi in guerra, simbolicamente gemellati con la Sicilia grazie al Premio Internazionale Antonietta Labisi. Un riconoscimento creato dall’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” per ricordare la madre Antonietta, prematuramente scomparsa in un incidente automobilistico, per la quale è in corso un processo di beatificazione. E ad aprire la kermesse infatti, il ricordo in video e musica di Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto, che ripercorre le tappe più significative di una vita dedicata agli altri.

Sul palcoscenico a bordo piscina, Nino Graziano Luca e Simona Pulvirenti a condurre una serata all’insegna dell’eleganza e della professionalità, alla quale hanno preso parte autorità civili e militari, tra le quali S.E. il Procuratore generale Salvo Scalia, l’ex Procuratore generale Gianni Tinebra, il Prefetto di Pavia Peg Strano Materia, e un pubblico entusiasta di oltre ottocento persone. Assente, per impegni istituzionali, S.E. l’Ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon, che con una lettera ha voluto però complimentarsi con l’avv. Labisi ed esprimergli apprezzamento per la preziosa attività che l’Associazione Internazionale Antonietta Labisi porta avanti da anni, nello spirito della sua ispiratrice, a favore dell’umanità sofferente.
E’ il premio al lavoro, alla dedizione e all’impegno la Targa d’Argento Antonietta Labisi, assegnato a personalità ed organismi che si sono distinti nel campo sociale, della ricerca, della scienza e della cultura, quest’anno giunto alla ventiduesima edizione.
L’impegno come valore e forza vitale, lo ribadisce anche Andrea Tidona – La vita è bella, Il Caimano, I cento passi, Nastro d’argento come attore protagonista de La meglio Gioventù – uno dei tredici illustri ospiti che si sono alteranti sul palco della Targa d’Argento Antonietta Labisi; a lui il premio per l’Arte 2015, consegnato dalla giovane attrice Alice Viglioglia. Per la Medicina, premiato dal presidente dell’Ordine dei Medici di Catania Massimo Buscema, Giuseppe Riccardo Spampinato, direttore dell’Unità operativa complessa di Odontoiatria Speciale Riabilitativa nel Paziente Disabile del “Policlinico Vittorio Emanuele” di Catania e professore incaricato di Odontoiatria preventiva e di Comunità all’Università di Catania. Doppio riconoscimento per la Pace e la Cultura, a due donne candidate nel 2005 al Premio Nobel per la Pace: Angelica Edna Calò Livnè, insegnate, giornalista, regista e scrittrice israeliana, fondatrice e direttrice artistica della Fondazione Beresheet LaShalom – Un inizio per la pace, e Samar Sahhar, insegnante palestinese e direttrice di un orfanotrofio in Palestina, premiate rispettivamente dall’Ammiraglio Gaetano Paolo Russotto e dal dott. Salvo Labisi, vice presidente generale dell’Associazione Internazionale Antonietta Labisi.
Un’amicizia quella tra Angelica e Samar che è anche un messaggio di comunione tra due popoli storicamente in conflitto. “Nelle guerre non ci sono vincitori, solo morti e feriti”, dicono, e per costruire un ponte di reciproca comprensione tra Israele e Palestina hanno creato in Betania un panificio, dove le donne israeliane e palestinesi fanno simbolicamente insieme il pane per la pace.
Premio alla Carriera al Contrammiraglio Nicola De Felice, Comandante del Comando Marittimo di Sicilia e Presidente del Comitato interforze dei Centri di eccellenza nazionali e accreditati presso la NATO, e all’Ammiraglio Domenico De Michele, Direttore marittimo della Sicilia Orientale, Capo del Compartimento Marittimo, consegnati da rispettivamente da Giovanni Puglisi, preside Facoltà di Farmacia e Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Catania, e da Alexadre Kapustin, vice Ambasciatore dell’Ucraina in Italia.
Premio per la Tutela dell’Ambiente da Salvatore Ranno, già direttore della Clinica di Urologia dell’Università di Catania, a Claudia Salvestrini, direttore di “Polieco”, consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene, e segretario generale di European eco-trust.
Per la Lotta alla Mafia a ritirare la Targa d’Argento consegnata da Alexadre Kapustin, Carmelo La Rosa, vice presidente dell’Associazione Nazionale Antimafia “Alfredo Agosta”, accompagnato dal figlio del Carabiniere ucciso dalla mafia, Giuseppe Agosta. A Yevhen Shkvyra, Consigliere e vice capo dell’Ufficio della Pianificazione e dell’Analisi di Dipartimento degli Affari Consolari del Ministero Affari Esteri, e primo segretario Capo sezione Culturale e di Informazione presso l’Ambasciata Ucraina in Italia, conferito il premio per i Rapporti Diplomatici, consegnato da Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Antimafia Livatino-Saetta.
Spazio poi al giornalismo con Lucia Bellaspiga, inviata del quotidiano Avvenire, autrice di diversi libri tra i quali una biografia su Carlo Urbani, il primo medico italiano vittima della SARS. Ha parlato di storia la Bellaspiga, e di quei vuoti che restano nella cultura del nostro Paese, come le foibe e l’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati. A consegnare il premio Angelo Jannone, ex colonnello del ROS, autore con Giovanni Falcone delle indagini sul patrimonio di Totò Riina, e per due anni infiltrato all’estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi, che ha presentato il suo secondo libro “Aspettando…giustizia”, sul caso irrisolto di Luca Orioli e Marirosa Andreatta, i cui corpi furono rivenuti privi di vita nel bagno della ragazza a Policoro sullo Ionio Lucano, alla presenza anche del colonnello dei Carabinieri in congedo Salvino Paternò, protagonista del romanzo.
A Sergiy Fomenko, musicista ucraino, ardente sostenitore dell’integrazione europea dell’Ucraina, impegnato costantemente nella zona delle azioni militari dell’Ucraina dell’Est, dove organizza concerti solidali, con lo scopo di risollevare lo spirito di militari, civili e volontari, il premio per i Diritti Umanitari, consegnato dal Maestro premio Oscar Stelvio Cipriani. E gli ultimi due riconoscimenti vanno a due catanesi, Maria Monsè, conduttrice e attrice, autrice di alcuni libri, l’ultimo dal titolo sfizioso, “In cucina col tacco 12”, perché nemmeno ai fornelli bisogna perdere la femminilità, premiata da Domenico Platania, già Sostituto procuratore generale del Tribunale di Catania; e Vincenzo Cosentino, regista laureato in economia e specializzato in cinema in Australia, con all’attivo 13 cortometraggi e la partecipazione a festival prestigiosi tra i quali Cannes. Il suo corto “Handy” è diventato un film con protagonista Franco Nero, pluriselezionato in America e in altre dieci metropoli europee. A quest’ultimo il premio Giovani Talenti, consegnato dall’avv. Corrado Labisi.
Non sono mancati i momenti di spettacolo all’interno della serata, con la musica del premio Oscar Stelvio Cipriani, le esibizioni canore del soprano Cosetta Gigli, del tenore Filippo Micale, del cantante pop romeno Bodgan Vladau, e le performance dal gusto esotico di Jada Morad e le Oriental girls.
Il Premio è stata anche occasione per raccontare il tour della legalità che l’avv. Corrado Labisi ha percorso insieme con il Comitato Antimafia Livatino-Saetta, che dall’inizio dell’anno scolastico ha toccato diciassette istituti superiori del capoluogo etneo ed alcuni anche della provincia, incontrando oltre ottomila ragazzi, con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani alla cultura della legalità e del rispetto per le regole. Sette di queste scuole hanno voluto poi intitolare ai magistrati Livatino e Saetta, e alla Nobildonna Antonietta Azzaro Labisi, eroina della carità e antesignana della lotta alla mafia, le proprie aule magne.

 

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Lezioni di legalità al Liceo Classico Nicola Spedalieri di Catania. Il ricordo dei giudici Livatino e Saetta e della prof.ssa Labisi

Partire dalla cultura, perché la cultura è nemica della mafia. Un assioma imprescindibile per il Comitato Antimafia Livatino Saetta che continua il suo viaggio della legalità nelle scuole della provincia etnea. Ultima tappa il Liceo Classico Nicola Spedalieri, dove una rappresentanza degli allievi ha partecipato con attenzione all’incontro sulla legalità presenziato dal presidente del Comitato Attilio Cavallaro, dal sostituto procuratore della Repubblica dott.ssa Rosaria Molè, dal presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano avv. Corrado Labisi, Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, la prof.ssa Rosaria Livatino, cugina del magistrato Rosario Livatino, l’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.
Ad introdurre la lezione il dirigente scolastico prof. Alfio Pennisi, che ha parlato di come la mentalità mafiosa possa essere sconfitta solo attraverso la vittoria della cultura. Poi la parola ai relatori, e la condanna senza appello da parte del presidente del Comitato Attilio Cavallaro delle fiction che hanno fatto della criminalità organizzata uno status simbol, a partire da “La Piovra” fino a “Il capo dei capi”.
Scorrono le immagini della strage di Capaci e le parole della vedova dell’agente Schifani al funerale di Giovanni Falcone e della sua scorta, strozzate dalle lacrime, arrivano come un pugno nello stomaco dei giovani spettatori che applaudono mentre prende la parola la dott.ssa Rosaria Molè, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania. “La mafia è difficile da debellare, è radicata nel tessuto sociale e non solo in Sicilia. La forma più semplice di criminalità – spiega – è rappresentata dal clientelismo: fare un favore comporta un obbligo morale, e lascia spazio ad ampie forme di ricatto.”
Sensibilizzare dunque al cambiamento di una mentalità illegale, iniziando dalla lettura della Costituzione, suggerisce la dott.ssa Molè, guida fondamentale per il vivere civile, prestando un’attenzione particolare alla sezione “Diritti e doveri dei cittadini”.
“Il concetto di legalità passa dalla giustizia sociale”: sono le parole di un altro testimone di legalità, l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta consegnerà all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.
“I giovani devono rendersi degni della democrazia – afferma l’avv. Labisi, citando le parole del filosofo Nicola Spedalieri al quale è intitolato il liceo – siate il tutto, l’esperienza, andate controcorrente, così come ha detto Papa Francesco. La speranza per la Sicilia siete voi: i grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi siano di esempio per cambiare il mondo. Il futuro vi appartiene.”
La lettura di una lettera custodita dal Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, scritta anni prima da uno studente di un istituto superiore catanese dal carcere minorile, attestato d’amore per la vita e monito a non cadere nella spirale dell’illegalità, ha poi concluso l’incontro, suggellato dal saluto della cugina del magistrato Rosario Livatino, Rosaria Carmela Livatino e dall’intervento dell’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.

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Lezioni di Legalità al Liceo Galilei di Catania e all’Istituto Mazzei di Giarre

Continua il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta nelle scuole della provincia etnea: lezioni di legalità che negli scorsi giorni si sono tenute al Liceo scientifico Galileo Galilei, alla presenza del presidente del Comitato Livatino Saetta prof. Attilio Cavallaro, il Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, il presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano avv. Corrado Labisi, il consigliere di Corte d’Appello di Catania Sebastiano Mignemi, il presidente dell’Associazione antiracket Asia dott. Salvo Campo, e l’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.

A moderare l’incontro, introdotto dalla dirigente scolastica prof.ssa Gabriella Chisari, gli studenti della classe IV sezione N dell’istituto preparati dalla prof.ssa Testa, pronti a presentare gli ospiti e ad intervenire con domande relative al tema della legalità.

La prima testimonianza arriva da Gianni Santonocito, una vita da agente di commercio vissuta sotto la morsa del racket delle estorsioni, e il coraggio di denunciare, nonostante la paura per sé e la sua famiglia.

Parola d’ordine legalità.

“Sarete voi, ragazzi, la nuova classe dirigente – spiega Attilio Cavallaro – siete voi per primi dunque a dover combattere la mafia. È la scuola la vera maestra di antimafia, la salvezza per la nostra terra, che deve correggere quell’eterno errore culturale che definisce i mafiosi “uomini d’onore”: ma quale onore c’è nel portare odio?”

Scorrono le immagini della strage di Capaci e le parole della vedova dell’agente Schifani al funerale di Giovanni Falcone e della sua scorta, e tra gli applausi prende la parola il dott. Mignemi, consigliere di Corte d’Appello di Catania Sebastiano Mignemi. Racconta delle indagini dell’omicidio Livatino da lui condotte, e di quanto le testimonianze dirette siano state preziose: “Bisogna essere protagonisti della propria vita e delle proprie azioni, rifiutando i compromessi.”

Altra importante testimonianza di legalità arriva dall’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta consegnerà all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

“E’ necessario lavorare sulla prevenzione – ha spiegato Labisi – educare i ragazzi al concetto di legalità, per questo siamo qui oggi. Servono centri di aggregazione nei quartieri, per togliere i giovani dalla strada, questo mia mamma l’aveva capito già nel 1958, ma da allora nulla è cambiato. La speranza per la Sicilia siete voi, alzate la testa, e non abbiate paura di andare contro corrente. I grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi siano di esempio per cambiare il mondo. Il futuro vi appartiene.

Siamo il mare nostrum la culla del mediterraneo, sono certo che se la mafia non è ancora stata sconfitta, la colpa è della politica. La politica è la vera mafia, che abbandona a se stesse la magistratura e le forze dell’ordine.”

A concludere gli interventi Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.

Anche l’Istituto Professionale per l’Agricoltura Mazzei di Giarre ha ospitato le lezioni di legalità del Comitato Livatino Saetta, e gli studenti seguiti dal Preside Stefano Raciti, dal Vice-Preside Francesco Arcidiacono e dalle Prof.sse Ferrante e Bonaventura, si sono distinti per la massima attenzione e per l’intelligenza con cui hanno formulato le domande ai vari relatori.

Tra i relatori dell’incontro il dott. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato, l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, il dott. Antonino Costa, Capitano della Guardia di Finanza di Riposto, il dott. Salvatore Fazzino, Vice Questore della Polizia di Stato, dirigente del commissariato di Acireale, il dott. Aldo Tiralongo, direttore della Casa Circondariale di Giarre, il dott. Salvo Campo, presidente dell’ass. antiracket Asia.

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Giornata della Legalità al Politecnico del Mare Intitolata l’Aula magna dell’Istituto alle vittime di mafia Rosario Livatino e Antonino Saetta, e alla prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi

Continua nelle scuole catanesi il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta: lezioni di legalità che hanno fatto tappa al Politecnico del Mare “Duca degli Abruzzi”, dove gli studenti hanno partecipato con entusiasmo all’incontro per l’intitolazione dell’aula magna dell’Istituto alle vittime di mafia Rosario Livatino e Antonino Saetta e alla prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, antesignana della lotta alla mafia ed eroina della carità.

Ad aprire la lezione proprio la benedizione della targa commemorativa posta su una parete dell’aula; poi la parola alla preside Brigida Morsellino che ha introdotto l’incontro soffermandosi sui modelli di vita rappresentati da Livatino e Saetta, esempi di legalità e di rispetto per le persone.

Relatori della giornata di studio il presidente del Comitato Livatino Saetta prof. Attilio Cavallaro, il Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, il presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano avv. Corrado Labisi, il sostituto procuratore presso il Tribunale di Enna Augusto Francesco Rio, il dott. Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo Alfredo Agosta ucciso dalla mafia a Catania, e l’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.

Rispetto delle regole, empatia e umanità, questo il concetto di legalità emerso dalla lezione, senza abbassare lo sguardo davanti a nessuno e mantenendo il giusto senso critico.

“Questo tour nelle scuole è un omaggio a chi non c’è più – ha spigato il presidente del Comitato, Attilio Cavallaro – a quegli eroi che hanno sacrificato se stessi per radicare nella società la cultura della giustizia, e che continuano a vivere idealmente in quanti sono animati da un desiderio di rivalsa contro qualunque forma di criminalità organizzata.”

A ricordare poi Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati – struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles) – le immagini di un video e la testimonianza del figlio l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto, che ha parlato di una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta consegnerà a breve all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

“E’ necessario lavorare sulla prevenzione – ha spiegato Labisi – educare i ragazzi al concetto di legalità, per questo siamo qui oggi. La speranza per la Sicilia siete voi, alzate la testa, e non abbiate paura di andare contro corrente. I grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi siano di esempio per cambiare il mondo.”

Un pensiero alla Nobildonna Antonietta Labisi è stato rivolto anche dalla Preside Morsellino, che l’ha definita figura di riferimento per gli studenti.

La consegna delle pergamene da parte del Comitato Antimafia Livatino Saetta alla preside dell’Istituto e ai dirigenti scolastici del Liceo scientifico Galileo Galilei Gabriella Chisari, dell’Istituto Alberghiero Karol Wojtyla Daniela Di Piazza, e della scuola media Fontanarossa di Librino Concetta Tumminia, ha condotto verso il finale della giornata di studi, suggellata poi dalla lettura della lettera di un ex compagno di scuola scritta anni prima dal carcere minorile, attestato d’amore per la vita e monito a non cadere nella spirale dell’illegalità.

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Incontro sulla legalità all’Istituto Comprensivo “Livio Tempesta” di San Cristoforo: il ricordo di Antonietta Azzaro Labisi

San Cristoforo non dimentica Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati – struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles) – e ad appena un mese dall’intitolazione dell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Cesare Battisti” a lei e ai magistrati Rosario Angelo Livatino e Antonino Saetta, è l’Istituto Comprensivo “Livio Tempesta” stavolta a ricordare l’appassionato impegno di una donna speciale, attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Nel noto quartiere popolare catanese Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva portato assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità.

Durante l’incontro sulla legalità organizzato dal Comitato “Livatino Saetta” e dalla preside della scuola la prof.ssa Biagia Grassia – alla presenza del giudice Nunzio Sarpietro, presidente dei GIP del Tribunale di Catania, il presidente del Comitato Attilio Cavallaro, l’avvocato Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano”, il commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, il dott. Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo Alfredo Agosta ucciso dalla mafia a Catania, e Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia – il dott. Sarpietro, relatore del convegno, ha spiegato agli studenti il concetto di legalità e giustizia attingendo all’esempio dato dalle eroiche vite dei magistrati Rosario Livatino e Antonino Saetta, e ricordando la profonda carità che ispirò l’opera di Antonietta Azzaro Labisi, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo. Ad intervenire poi l’avv. Corrado Labisi, che con partecipazione ha raccontato l’impegno della madre scomparsa prematuramente alla vigilia di Pasqua del 1983, vittima di un tragico incidente stradale. “Dal 1956, anno in cui mia mamma operava nel quartiere, in silenzio e in punta di piedi, sostenendo migliaia di famiglie e collaborando attivamente con gli allora parroci della Chiesa degli Angeli Custodi, Padre Pignataro e Padre D’Arrigo – spiega Labisi – poco è cambiato. San Cristoforo deve dare ai giovani luoghi di aggregazione, realizzare laboratori d’arte, teatri, per creare un’alternativa alla strada e alla malavita.

La mia presenza qui oggi – continua – che vuole proseguire il dialogo iniziato da mia madre, mi commuove ma mi rende più forte per combattere, come ha fatto lei, l’indifferenza di una classe politica sempre più becera, pronta ad avvicinarsi ai quartieri disagiati solo per chiedere voti e rubare la dignità di chi lì vive. L’unica cosa che però non può essere rubata è la speranza, e la mia missione è proprio dare questa speranza: qualcosa può cambiare.”

Al termine dell’incontro il dott. Nunzio Sarpietro, ha consegnato il Premio Livatino Saetta all’Istituto “Livio Tempesta” e alla sua preside la prof.ssa Grassia, e al dott. Gaetano Consiglio, membro attivo dell’Associazione Antonietta Labisi.

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L’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano sostiene Telethon. In scena i pazienti del Centro

 

Metti tre Re Magi un po’ speciali. Stelle animate, angeli paffutelli, un bue e un asinello. Metti in scena un Natale diversamente abile, ed è subito emozione. Soprattutto se a mettersi al servizio di chi soffre, è proprio chi soffre. La solidarietà per la solidarietà nello spettacolo allestito all’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati che, come già accaduto lo scorso anno, ha scelto di sostenere la Fondazione Telethon che da 25 anni supporta la ricerca scientifica per la cura delle malattie genetiche rare.

Uno spettacolo corale, con oltre 60 attori speciali in scena, ospiti del convitto, semiconvitto, ambulatorio ed RSA, tutti insieme per sostenere Telethon.

Dalla leggenda dei Re Magi ed il significato del donare, alla rappresentazione dello spirito del Natale attraverso i tempi che cambiano: due atti che commuovono e divertono, metafora dell’amore e dell’amicizia. Riflessioni sui rapporti umani che viaggiano in rete, sopraffatti dal sempre più dilagante individualismo; un disorientamento nei valori tradizionali, compromessi da un consumismo sempre più frenetico.

E tra canti natalizi, balli hip hop, entusiasmo e tanta bravura, gli ospiti dell’I.M.P.P. Lucia Mangano anche per quest’anno danno la loro lezione d’amore a quanti del Natale vivono solo luci e regali.

A ringraziare attori, famiglie e terapisti l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto – accreditato presso il Parlamento Europeo dallo scorso 3 novembre Lobbista nel settore sanitario (neuro-psicologia, neuro-fisiatria, neuro-psichiatria) – che con devozione da anni continua la missione della madre Antonietta, fondatrice del Centro. Tra gli applausi del pubblico, sul palcoscenico anche il dott. Maurizio Gibilaro, coordinatore provinciale di Telethon, che da anni cura iniziative di raccolta fondi a Catania.

“Ringrazio come sempre l’amico Corrado Labisi per la sua sensibilità – commenta Gibilaro – e per avermi regalato anche per quest’anno l’emozione rara di assistere ad uno spettacolo tanto coinvolgente, creato da una struttura d’eccellenza”.

Il dott. Gibilaro ha poi consegnato gli attestati di benemerenza all’avv. Labisi, alla dott.ssa Cinzia Romano e alla Dott.ssa Papalia, in rappresentanza di tutti gli educatori che hanno lavorato alla realizzazione dello spettacolo.

 

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FOCUS SULL’AUTISMO: L’I.M.P.P. LUCIA MANGANO DALLA PARTE DELLE FAMIGLIE

In Italia sono circa 100.000 le persone che soffrono di una sindrome autistica. Hanno tra i 3 e i 42 anni, sono soprattutto maschi, nel 72,5% dei casi frequentano la scuola e, se troppo grandi, frequentano un centro diurno. Seguono terapie cognitivo-comportamentali insieme alla logopedia, alla fisioterapia e alla psicoterapia, e solo da adulti assumono farmaci per tenere sotto controllo i sintomi della malattia.

L’autismo oltre che una malattia è un problema sociale: quando le famiglie scompaiono infatti, chi soffre di questa patologia diventa un fantasma, perché per lui non è prevista nessuna forma di tutela. Ancora è difficile avere diagnosi precoci, esistono poche possibilità di formare terapisti capaci di trattare con efficacia percorsi di abilitazione. Proprio per dare risposte concrete alle richieste di operatori e genitori, l’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati ha istituito corsi aperti a tutti gli operatori sulla tematica “I disturbi e il trattamento dello spettro autistico”, con l’obbiettivo di ampliare le conoscenze del personale sull’argomento e gettare le basi per la realizzazione di un centro specialistico di eccellenza per il trattamento del bambino affetto da autismo. Presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati e della R.S.A. Lucia Mangano è l’avv. Corrado Labisi, accreditato presso il Parlamento Europeo dallo scorso 3 novembre Lobbista nel settore sanitario (neuro-psicologia, neuro-fisiatria, neuro-psichiatria). Forte della convinzione che valorizzare, coltivare e sviluppare il fattore umano sia una risorsa centrale, e rappresenti la base per il miglioramento continuo dell’organizzazione, l’avv. Labisi ha fatto propria l’importanza dell’esigenza formativa, per garantire sempre migliori competenze professionali e culturali, oltre ad una crescita personale del singolo individuo. Al fine dunque di diffondere innovazioni e conoscenze scientifiche e non secondariamente, di incrementare le capacità professionali di ognuno con una sempre migliore qualità e sicurezza della riabilitazione e dell’assistenza, l’avv. Corrado Labisi si è fatto promotore della Formazione Aziendale con corsi approvati dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, aderendo ai criteri per l’assegnazione dei crediti Ecm.

I corsi sono stati tenuti dal prof. Silvano Solari, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del Centro Autismo Asl 5 di La Spezia, co-redattore della rivista “Autismo e disturbi dello sviluppo” e del Centro Studi Edizioni Erickson; docente inoltre di “Valutazione dei disturbi dello sviluppo” presso il corso di laurea in Psicologia dell’Università di Genova.

Un percorso formativo altamente coinvolgente, suddiviso in tre incontri. Il primo incentrato sugli aspetti diagnostici e operativi, durante il quale è stata analizzata l’importanza dell’utilizzo di un linguaggio comune tra tutte le figure che hanno rapporti con il bambino autistico, e di una strategia condivisa che tenga conto dei deficit, delle problematiche, degli obiettivi che si intendono raggiungere, e gli step da superare. Approccio senz’altro più dialettico che pratico, ma capace di tenere alta l’attenzione dei partecipanti e suscitare l’interesse all’approfondimento. Fulcro del secondo incontro sono stati invece i suggerimenti, le strategie e soprattutto i punti di riflessione che hanno portato i partecipanti a confrontarsi e a sperimentare queste tecniche d’intervento. Filo conduttore dei due seminari la consapevolezza che non bisogna affidarsi a ricette preconfezionate, ma calibrare l’intervento di volta in volta sulle caratteristiche personali e peculiari del bambino.

Durante il terzo appuntamento focus sul dramma espressivo nell’autismo ad alto funzionamento e nella Sindrome di Asperger, che ha permesso di sperimentare ciò che era stato teorizzato nei precedenti incontri, sotto la guida stavolta del prof. Pietro Francesco Macchiavelli, psicologo e attore del Progetto Ideas Viareggio e La Spezia: bisogna trovare un canale comunicativo e di interazione con il bambino – ha spiegato Macchiavelli – cercando sempre di rimodulare il proprio atteggiamento ed i comportamenti, attraverso stimoli tattili, visivi, olfattivi e uditivi.

Un approccio dunque che non può essere essenzialmente unilaterale, per il quale è dunque necessario coordinare tutte le figure che operano e interagiscono con il bambino. Per questo l’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano ha voluto creare dei incontri periodici, già attivi dallo scorso mese di ottobre, anche per i genitori, spesso costretti a sostenere da soli un pesante carico emotivo. Si tratta del “parent training”, un confronto con il sostegno di un’equipe qualificata per affrontare i problemi della quotidianità attraverso una collaborazione sinergica che mira al miglioramento della qualità della vita del soggetto e della famiglia.

Un’attenzione verso la formazione, quella dell’I.M.P.P. Lucia Mangano, già dimostrata a partire dal 2012 quando, avvalendosi della collaborazione della società di servizi “Fonditalia”, ha organizzato corsi riguardanti “Il rischio sanitario e Green Procurement”, e sul “Risk Management”. Il primo ha analizzato i benefici degli aspetti ambientali nell’offerta di beni e servizi, evidenziando i vantaggi della promozione di prodotti a ridotto impatto ambientale, e perciò meno pericolosi per la salute. In campo sociale il Green Procurement determina maggiore consapevolezza e diffusione della cultura di “consumatori socialmente e ambientalmente responsabili”. Il secondo invece ha sottolineato come in ogni struttura sanitaria, insieme all’efficienza e all’efficacia delle prestazioni erogate, sia necessaria la sicurezza del servizio offerto.

Nel 2013 poi il corso in “Comunicazione e Problem Solving” ha consentito l’acquisizione di conoscenze teoriche, tecniche e strategiche sulla risoluzione dei problemi e nella presa di decisioni importanti per gli utenti. In itinere i corsi di “Prevenzione dallo stress da Lavoro e dalla Sindrome di Burnot” e “Progetto Legge 231/01”. Durante il corso “Prevenzione dallo stress da Lavoro e dalla Sindrome di Burnot” la dott.ssa Valentina Petralia, psicologa e psicoterapeuta, affronterà il tema della Sindrome altamente correlata alle professioni d’aiuto (Helping Profession). Il concetto di Burn-out (letteralmente bruciati, esauriti, scoppiati) è stato a lungo analizzato dagli studiosi del comportamento umano e indica una serie di fenomeni di affaticamento, logoramento ed improduttività lavorativa che riguardano non solo le singole persone ma anche la sfera organizzativa e sociale nella quale operano. Il corso ha come obiettivo riconoscere i segnali e i sintomi del Burn-out, oltre a dare gli strumenti per la messa in atto di strategie di prevenzione ed intervento. Il corso “Progetto Legge 231/01” affronterà le problematiche connesse ad un modello di prevenzione dei reati, così come previsto dal Decreto Legge. L’introduzione di reati associati all’igiene e alla sicurezza sul luogo di lavoro oltre che alla normativa ambientale, predispone che dotarsi di un modello come quello previsto dalla Legge 231/01 sia di fatto indispensabile.

L’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, sede dei corsi sopracitati, è struttura accreditata presso il Parlamento Europeo – Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles.

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I.M.P.P. Lucia Mangano: Intitolata alla fondatrice Antonietta Azzaro Labisi e ai magistrati Rosario Angelo Livatino e Antonino Saetta, l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Cesare Battisti” di San Cristoforo

A San Cristoforo la conoscevano bene Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Nel noto quartiere popolare catanese Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva portato assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità.

Alla vigilia di Pasqua del 1983, Antonietta Azzaro Labisi rimase vittima di un tragico incidente stradale, lasciando un vuoto enorme in chi la conosceva, in tutto il quartiere di San Cristoforo, nonché nei pazienti dell’Istituto “Lucia Mangano”. E oggi è proprio San Cristoforo a volerla ricordare, intitolando a lei, “eroina della carità a San Cristoforo e antesignana della lotta alla mafia”, e ai giudici martiri Rosario Angelo Livatino e Antonino Saetta, l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Cesare Battisti”. Lezioni di legalità che hanno permesso agli alunni della scuola di approfondire la missione di figure significative nella lotta alla mafia, alla presenza del Presidente dei GIP del Tribunale di Catania, dott. Nunzio Salpietro, relatore dell’incontro, che ha voluto evidenziare le qualità spirituali, umane e professionali dei due magistrati, e la profonda dedizione alla carità della prof.ssa Labisi, persone da imitare.

A celebrare la memoria di Antonietta Azzaro Labisi la nipote, la dott.ssa Francesca Labisi, che ha raccontato del dispiacere per non aver avuto l’onore di conoscere la nonna, scomparsa prematuramente, ma di come le persone che sono entrate in contatto con lei la ricordino carismatica e con un grande cuore, lei che  spese la sua intera vita al servizio degli altri. “C’è una frase che la rappresenta molto – spiega Francesca Labisi – diventata il motto del Premio Internazionale Antonietta Labisi attraverso il quale da 21 edizioni premiamo persone che si sono distinte nel campo sociale, e recita «L’uomo vale per quello che sa rendere all’umanità sofferente».

Un pensiero essenziale – continua – semplicissimo, che racchiude in sé l’intera missione di vita che mia nonna ha portato avanti. Non è semplice riuscire ad essere coerenti con i nostri obbiettivi: la giustizia è un seme che deve essere piantato nella coscienza dei più piccoli, che saranno gli adulti di domani.”

Presenti all’incontro anche il Presidente del Comitato Livatino/Saetta prof. Attilio Cavallaro, il Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, l’Ispettore delle Guardie Penitenziarie di Giarre Gianni Trumino, la Preside dell’Istituto “Cesare Battisti” Paola Iaquinta, e l’ing. Ugo Tomaselli del Quotidiano La Sicilia.

Oggi l’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” è una struttura all’avanguardia, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), una realtà di efficienza che garantisce il proprio supporto a tutte quelle famiglie che vivono situazioni problematiche legate non solo alla patologia del figlio, ma anche al pregiudizio sociale che ancora oggi le colpisce. Una scommessa vinta quella dell’avv. Corrado Labisi, Presidente del Centro, che ha riscattato i disabili da sempre relegati ai margini della società, costituendo anche una Compagnia Teatrale Stabile, con ˝attori speciali˝ che con la loro bravura regalano emozioni uniche ed hanno ottenuto importanti riconoscimenti a carattere regionale, nazionale ed internazionale. L’arte del drammatizzare e dell’esibirsi, utilizzando il gioco e la creatività come strumento operativo, fa emergere le abilità individuali: il corpo diventa un testo che racconta e trasmette emozioni.

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Premio Internazionale “Antonietta Labisi” – Resoconto 19° edizione

Anche quest’anno l’Associazione Internazionale Antonietta Labisi, presieduta dall’avv. Corrado Labisi, Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana e rappresentante legale dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano”, che la istituì nel 1985 per ricordare la scomparsa prematura della madre Antonietta, fondatrice e direttrice dell’Istituto, ha organizzato il Premio Internazionale “Antonietta Labisi”, assegnato come da tradizione a personalità ed organismi distintisi nel campo sociale, della ricerca, della scienza e della cultura.

A condurre la diciannovesima edizione dello storico evento, ospitato nei saloni dell’Hotel Nettuno, Nino Graziano Luca.

Ad alternarsi sul palcoscenico il prof. Renato Bernardini e il prof. Korotkov Konstantin Gheorghievick, preside della Facoltà di Fisica Quantistica di Sanpietroburgo, premiati per la scienza; il generale Antonio Pappalardo, ex Comandante Nucleo Speciale ROS Arma dei Carabinieri, per l’arte; il prof. P. Heinrich Pleiffer S.J., teologo docente universitario di Storia dell’Arte, per la cultura; il prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, psicologo clinico e psicoterapeuta, volto noto di numerosi programmi televisivi, per la Criminologia; per il giornalismo Adriana Pannitteri, giornalista Rai; per la regia Alfredo Lo Piero; per l’impegno sociale l’ing. Gerardo Rosa Salsano, presidente nazionale C.A.D.; ed infine il dott. Enzo Stroscio, General Director del mensile Globus Magazine, rivista premiata per la sezione novità editoriali della categoria giornalismo.

Nel corso della kermesse l’avv. Labisi ha voluto ricordare la mamma Antonietta e il suo prezioso insegnamento, citando le sue parole “L’uomo vale per quello che sa rendere a favore dell’umanità sofferente.”

Ufficio stampa
Associazione Internazionale Antonietta Labisi

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Movimento della Coscienza Popolare Siciliana – Resoconto convention “Con la Sicilia o contro la Sicilia”

È iniziata ufficialmente la campagna elettorale del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana che sabato scorso all’Hotel Nettuno ha incontrato i presidenti dei più importanti movimenti sicilianisti intervenuti alla convention “Con la Sicilia o contro la Sicilia”.
Obiettivo dell’avv. Corrado Labisi, presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, riunire tutti i partiti in un’unica rete politico-civico-popolare che tuteli e difenda soprattutto gli interessi di giovani, disoccupati, pensionati, e di tutti i piccoli e medi imprenditori, proposito felicemente raggiunto a fine incontro, quando diversi movimenti hanno firmato un protocollo d’intesa per la costituzione dello Stato Confederato di Sicilia.

Ad aprire la convention l’esecuzione live del brano “Madreterra” da parte del suo autore, il Maestro Vincenzo Spampinato, scelto come inno ufficiale del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana dal presidente Labisi che, dopo aver salutato i presenti e ringraziato Spampinato per la sua partecipazione, ha lasciato la parola all’avv. Angelo Bellomo, presidente dell’Assemblea e alla dott.ssa Angela Ragona, Coordinatrice Regionale Donne.

“I politici la coscienza ce l’hanno pulita perché non l’hanno mai usata”, tuona nel suo intervento il segretario generale di Trasporto Unito Maurizio Longo, che ha sposato la causa del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, così come Nello Di Pasquale, sindaco di Ragusa e segretario del Movimento Territorio, secondo il quale è necessario rimboccarsi le maniche e donarsi ad altri movimenti e ad altre persone, per fare gruppo, e Antonio Pappalardo, presidente del Movimento civico Il Melograno, che auspica come per la Sicilia anche per le altre regioni d’Italia la creazione di Stati Confederati.
“Vogliamo lasciare ai nostri figli – aggiunge Mariano Ferro, presidente del Movimento dei Forconi – se non un posto di lavoro in eredità, almeno l’insegnamento che bisogna lottare per i propri principi.”

A chiudere i lavori il presidente Movimento della Coscienza Popolare Siciliana Corrado Labisi, che ha commentato: “Il politico è il cittadino dei cittadini, deve essere umile e onesto. Noi diciamo no alla corruzione, alle ruberie, ai malfattori, e abbiamo scelto come logo una barca con i colori dell’arcobaleno che prende il largo, per una Sicilia libera fatta di uomini veri.”

Ufficio stampa
Movimento della Coscienza Popolare Siciliana

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Il Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana avv. Corrado Labisi di ritorno dal viaggio in Georgia

Si è concluso il viaggio dell’avv. Corrado Labisi, Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, che nei giorni scorsi con una delegazione di noti professionisti e imprenditori siciliani, si è recato in visita presso la Repubblica di Georgia, invitato dal Primo Ministro Nika Gilauri, in doppia veste, come Presidente del Movimento e Presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati.
Ad attenderlo i ministri dell’Economia, delle Finanze e della Sanità, con i quali l’avv. Labisi si è intrattenuto lungamente programmando attività e collaborazioni future.
Con il Ministro dell’Economia Vera Kobalia ha valutato progetti imprenditoriali da poter fare realizzare in Georgia ad imprese siciliane; con il Ministro della Finanza Dimitri Gvindadze ha discusso sulla situazione della finanza in Georgia, apprendendo che esiste un’unica tassa per il cittadino e l’imprenditore pari al 15%; con il Ministro della Sanità Irakli Giorgobiani ha confrontato il Sistema Sanitario Nazionale georgiano e quello italiano.
In occasione dell’incontro con il Ministro della Sanità è stato inoltre ratificato un protocollo d’intesa tra l’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano”, del quale Labisi è rappresentante legale, e il Ministero della Sanità georgiano, al fine di realizzare in Georgia una struttura neuro riabilitativa sul modello della “Lucia Mangano”. Per iniziare questo rapporto di collaborazione, il Ministro Giorgobiani sarà nel mese di giugno a Catania, in visita alla struttura medica.
“E’ stato un viaggio indimenticabile – commenta l’avv. Labisi – durante il quale mi è stato chiaro quanto coraggio questo Paese ha dimostrato di avere per conquistare la piena libertà dopo settant’anni di dittatura. Libertà che ha ridato al popolo e alla nazione dignità e giustizia sociale, valori che si traducono concretamente in lavoro e ricchezza economica.
Mi auguro – continua – che anche la Sicilia possa prendere esempio dalla Georgia, per rialzare finalmente la testa, svincolandosi da una politica che opprime e calpesta anziani, giovani, disoccupati, imprenditori e professionisti.”

Ufficio stampa
Movimento della Coscienza Popolare Siciliana

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L’avv. Corrado Labisi, Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana unico politico invitato all’Ordinazione Episcopale di Mons. Santo Gangemi

Si è svolta sabato 17 marzo nella Basilica Cattedrale Protometropolitana di Messina, l’Ordinazione Episcopale di Mons. Santo Gangemi, arcivescovo titolare eletto di Umbriatico e Nunzio apostolico nelle Isole Salomone, conferita da S. E. Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, alla presenza delle più alte autorità provinciali e regionali, e numerose autorità civili, militari e religiose, tra le quali S. E. il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo Metropolita di Palermo.
Unico politico ad essere stato invitato alla solenne cerimonia – insieme al sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca – l’avv. Corrado Labisi, Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana e rappresentante legale dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati (CT).
“Ritengo che la Santa Madre Chiesa voglia mantenere le distanze da una classe politica come quella attualmente al potere, che ha creato solo miseria e povertà”, spiega il Presidente Labisi in merito all’assenza di rappresentanti del Governo regionale durante la celebrazione religiosa.
“Il Movimento della Coscienza Popolare Siciliana – continua – si ispira al contrario degli altri partiti a valori cattolici e cristiani: è sceso in campo in virtù del monito fatto dal Santo Padre che ha invitato tutti gli uomini liberi e di buona volontà a dedicarsi alla politica per propugnare con forza e coraggio i principi cristiani, tra i quali dare speranze e risultati concreti ai giovani disoccupati e alla povera gente.”
“Per noi del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, che ci sentiamo dei veri e propri crociati in missione per liberare la Sicilia da oppressori e tiranni, è un grande onore aver partecipato come unico partito politico alle celebrazioni per la nomina di Mons. Gangemi, al quale – conclude Corrado Labisi – sono personalmente legato da una vecchia amicizia.”

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Futuro incerto per disabili e Residenze Sanitarie Assistenziali – La parola all’avv. Corrado Labisi rappresentante legale della RSA “Lucia Mangano”

Le Residenze Sanitarie Assistenziali, strutture di tipo extra-ospedaliere, che fanno parte dei servizi territoriali di primo livello, accolgono persone disabili, non curabili a domicilio, affette da patologie neurologiche e psichiatriche ormai stabilizzate. Come prevede il Legislatore, le RSA sono finalizzate a fornire accoglienza, prestazioni sanitarie e soprattutto recupero funzionale e sociale, tant’è che l’obiettivo primario è la massima realizzazione dell’integrazione dell’individuo disabile, attraverso interventi sociali e sanitari, la creazione di un ambiente familiare tra persone e ospiti, frequentazione di luoghi pubblici per creare relazioni interpersonali, il coinvolgimento della famiglia del paziente in tutte le attività svolte, la formazione e l’aggiornamento del personale per il raggiungimento degli obiettivi.
“Per effetto del DPR 24/05/2010, relativo alla riorganizzazione per soggetti fragili – spiega l’avv. Corrado Labisi, rappresentante legale dell’Istituto Medico Psico-pedagogico “Lucia Mangano” – i tempi di permanenza nelle RSA non possono superare i 12 mesi consecutivi, per cui nel caso della RSA “Lucia Mangano” per tutti i soggetti non è stata più concessa l’autorizzazione alla prosecuzione del trattamento in regime di ricovero, prevedendosi per gli stessi, in base al succitato Decreto, il trasferimento in altre strutture socio-sanitarie idonee a garantire una continuità del percorso terapeutico intrapreso.
“A questo punto sorge spontanea una domanda – continua – quali saranno le conseguenze a cui questi soggetti, psichicamente ed emotivamente fragili, andranno incontro una volta trasferiti coattivamente (senza l’assenso dei familiari o di chi ne esercita la tutela), in altra, o peggio ancora, in altre strutture assistenziali, ovvero case protette?”

Dai dati riportati in letteratura e dall’esperienza clinica quotidiana è accertato che lo spostamento da un luogo in cui si è vissuto, intrecciando una serie di relazioni umane, sociali ed affettivamente significative, ad un nuovo contesto socio-ambientale estraneo, può essere causa diretta, specie nei soggetti psichicamente ed emotivamente fragili, del riacutizzarsi di una patologia stabilizzata da tempo; può sviluppare una sintomatologia depressiva da abbandono o da sradicamento; può portare all’isolamento e alla chiusura relazionale; può causare una regressione repentina e irreversibile nel quadro cognitivo, delle autonomie e delle funzioni adattive conquistate.
Esso quindi non rappresenta una “soluzione assistenziale appropriata a garantire la continuità del percorso di cura dei soggetti dimessi” ma, al contrario, costituisce un evento fortemente destabilizzante e mal adattivo in un sistema famiglia quale quello della RSA “Lucia Mangano”, dove da anni i soggetti hanno raggiunto un armonico equilibrio affettivo e un alto grado di adattamento comportamentale, sociale e personale.

“Purtroppo per effetto del D.P.R. del 24/05/2010 a firma dell’Assessore alla Sanità dott. Massimo Russo – conclude l’avv. Labisi – il futuro delle persone da noi assistite, viene vanificato poiché non è stata più concessa l’autorizzazione alla prosecuzione del trattamento in regime di ricovero, prevedendosi per gli stessi, in base al menzionato decreto, il trasferimento in altre strutture socio-sanitarie, per noi operatori del settore, non idonee a garantire la continuità del percorso terapeutico intrapreso. Tutto ciò può definirsi un atto politico criminale contro i soggetti deboli.”

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Festa della Musica di Scordia – Premiato l’avv. Corrado Labisi Presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana

Cento musicisti per la sensibilizzazione contro l’abuso di alcol. La V edizione della Festa della Musica di Scordia, organizzata dal dott. Franco Barchitta e dal Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri di S. M. di Licodia Sebastiano Terranova, patrocinata da Regione Siciliana, Provincia Regionale di Catania e Comune di Scordia, ha voluto veicolare attraverso la musica il messaggio dei valori della vita contro le devianze giovanili.

Una serata dedicata anche alla riflessione dunque, per incontrarsi e confrontarsi, durante la quale è stato premiato l’avv. Corrado Labisi, presidente del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, per il suo eccezionale altruismo, l’alto e costante impegno umanitario, per la sua elevata sensibilità alle problematiche giovanili e sociali. Accanto a lui Dario Montana, coordinatore provinciale dell’Associazione Libera, fratello del commissario della Squadra Mobile di Palermo Beppe Montana, ucciso dalla mafia.

“E’ necessario intraprendere un cammino di valori sociali, culturali e umani, e tutti noi abbiamo il dovere di collaborare con i giovani e lavorare per loro, in questo momento di crisi che non offre alcuna prospettiva”, ha affermato Labisi durante la consegna del riconoscimento.
“Abbiamo bisogno di uomini che abbiano il coraggio di dire la verità, perché solo attraverso la verità si può arrivare alla giustizia sociale, come insegna il testamento spirituale di Madre Teresa di Calcutta al quale da sempre mi ispiro”.

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“Mare Nostrum”- Artisti siciliani a confronto

“Mare Nostrum” premia la sicilianità. Talento, cultura, impegno sociale, al centro dell’evento organizzato dal Movimento della Coscienza Popolare Siciliana, presieduto dall’avv. Corrado Labisi, primo di una lunga serie di iniziative promosse dallo stesso.

Sul palcoscenico dell’Hotel Nettuno il celebre attore Miko Magistro, il tenore Filippo Micale e il soprano turco Gonca Dogan, i cantautori Francesco Ferro e Gregorio Lui, il prestigiatore Gabriel, il giovane tenore Salvo Guastella accompagnato al piano da Salvatore Vaccarella, che hanno ricevuto la targa “Mare Nostrum” ed entusiasmato con le loro performance gli oltre 400 intervenuti. Premiati anche la stilista Arcangela Aiello, Saro Leonardi, noto storico e scrittore catanese, il pittore Chris Minoldi, l’autore teatrale Alfio Guzzetta ed il corpo di ballo folkoristico “Sicilia mia”.

Una parte della serata è stata dedicata al concorso “Miss Bellezza Solidarietà” che ha eletto la ragazza distintasi per l’impegno sociale e umanitario, votata da una giuria presieduta dal giornalista del Tg La7 Vincenzo Adornetto, e composta dalla dott.ssa Maria Gallo, il notaio Giuseppina Portale, l’avv. Marika Terranova, prof.ssa Angela Ragona, dott.ssa Ida Figura, dott. Giuseppe Ridolfo, dott. Giuseppe Barberi, geom. Nicola Bella, prof. Orazio Somma, e la dott.ssa Sonia Chillè. Bando ai vecchi stereotipi, che vogliono la donna premiata per il suo aspetto, ad essere in primo piano adesso è lo zelo e la dedizione verso cause benefiche. Ad aggiudicarsi la vittoria Stefania Costanzo, che da anni lavora nelle case di riposo e si prende cura degli anziani.

Tra i momenti più significativi, la consegna da parte del coordinatore del Movimento della Coscienza Popolare Siciliana Giuseppe Firrincieli, giornalista e scrittore, all’avv. Labisi di una spilla risalente al 1943, simbolo del separatismo siciliano, e la firma di un protocollo d’intesa tra Labisi e l’arch. Umberto Trenta, consigliere regionale delle Marche e presidente del consiglio comunale di Ascoli Piceno, per un progetto di pace a Lampedusa.

A chiudere la serata, condotta dalla giornalista Simona Pulvirenti, magici giochi pirotecnici per celebrare la Sicilia e il Movimento della Coscienza Popolare Siciliana.

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