Archives

Comunicati

Premio Livatino Saetta Costa ad Antonio Vinciguerra Presidente TAR Catania

Giudice amministrativo di primo grado preposto alla tutela degli interessi legittimi dei cittadini, il presidente della sezione di Catania del TAR Sicilia, dott. Antonio Vinciguerra, già presidente del TAR Lazio, ha ricevuto qualche giorno fa il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa, per il suo impegno nella legalità.

A consegnare il riconoscimento nella sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Via Milano, il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa prof. Attilio Cavallaro e il presidente onorario, prof. avv. Corrado Labisi.

Un premio che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in difesa della legalità – con una sezione speciale in memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, antesignana della lotta alla mafia – riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta.

Durante l’incontro il prof. Cavallaro ha illustrato al dott. Vinciguerra i 22 anni di attività del Comitato, fondato per volontà del padre di Rosario Livatino, l’avv. Vincenzo Livatino: un lavoro intenso che in questi anni ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale. Cavallaro ha poi presentato la figura della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, e antesignana della lotta alla mafia. Una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, dove per diversi anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi, per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

Al presidente del TAR Catania il prof. avv. Corrado Labisi – presidente dell’Istituto “Lucia Mangano” e docente di Diritto Internazionale nelle Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza della prestigiosa Università telematica Unisanraffaele di Zurigo, nella quale di recente è stato nominato dal senato accademico anche Pro Rettore – ha poi voluto consegnare il libro denuncia “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, del generale dell’arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, il più stretto collaboratore del giudice Falcone, del quale custodiva tutti i segreti processuali e delle indagini che all’epoca portarono alle più importanti operazioni su Cosa Nostra, volume già presentato con grande successo nell’auditorium Carlo Alberto Dalla Chiesa di San Gregorio per iniziativa dell’avv. Labisi.

Il dott. Vinciguerra si è complimentato con il Comitato per l’attività svolta, e la consegna della pergamena ha suggellato l’incontro, al quale ha preso parte anche il commissario della Polizia di Stato in quiescenza Carmelo Cavallaro.

 

No Comments
Comunicati

Comitato antimafia Livatino Saetta Costa. Lezioni di legalità all’Istituto “Federico Sciacca” di Giarre

All’Istituto comprensivo “Federico Sciacca” di Giarre è tempo di legalità: ospite il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa che anche in questo 2016 continua il suo viaggio nelle scuole della provincia etnea, impartendo lezioni di legalità e sensibilizzando gli studenti alla cultura dell’antimafia.

 

Già nel 2015 oltre 8.000 studenti sono stati coinvolti intorno ad un unico focus: non esiste pace senza giustizia sociale, tema che è stato al centro degli incontri anche di questo nuovo anno scolastico.

 

A partecipare all’evento, introdotto dal dirigente scolastico prof.ssa Maria Novelli,  centinaia di studenti attenti e interessati.

 

“Vogliamo ricordare gli ideali di giustizia di questi uomini – spiega Attilio Cavallaro, presidente del Comitato – per non dimenticare, e per costruire su queste basi gli uomini che sarete domani”.

 

Presidente onorario del Comitato e presidente dell’Istituto medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati – struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles) – il prof. avv. Corrado Labisi, che da anni porta avanti la missione della madre, Antonietta Labisi, fondatrice del Centro e antesignana della lotta alla mafia. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, durante gli anni Sessanta, ha operato assistendo piccoli e anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

 

“La mafia più pericolosa – spiega l’avv. Labisi – è quella che siede nei posti di potere. Democrazia è partecipazione, e per partecipare è necessario avere una coscienza. Il primo dovere che abbiamo verso noi stessi – continua – è l’onestà. Non possiamo cambiare di certo le sorti della società con questi incontri, ma possiamo collaborare per avere una società migliore”.

 

Ospite della lezione anche la sign.ra Giovanna Raiti, sorella di Salvatore Raiti, il carabiniere ucciso dalla mafia nella Strage della circonvallazione a Palermo, nel 1982, ad appena diciannove anni, mentre era in servizio durante il trasferimento del boss catanese Alfio Ferlito al carcere di Trapani.

 

No Comments
Comunicati

Il Comitato spontaneo antimafia Livatino Saetta Costa incontra il vice questore Manfredi Borsellino

C’è un legame molto forte che lega il Comitato spontaneo antimafia Livatino Saetta Costa alla famiglia Borsellino, e in particolare al figlio di Paolo Borsellino, Manfredi, vice questore aggiunto della Polizia, a capo del commissariato di Cefalù.

 

Già qualche mese fa il Comitato gli aveva consegnato il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa, per le alte doti morali e umane, ma anche per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino e stabilire così idealmente una continuità tra passato e presente.

 

E adesso il prof. Attilio Cavallaro, presidente del Comitato, ed il prof. avv. Corrado Labisi, presidente onorario, insieme con la dott.ssa Francesca Labisi ed il fotografo del Comitato Graziano Luciano Massimino, si sono recati presso il commissariato di Cefalù ad incontrare ancora una volta il vice questore Borsellino e fargli dono del libro denuncia “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, del generale dell’arma dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, il più stretto collaboratore del giudice Falcone, del quale custodiva tutti i segreti processuali e delle indagini che all’epoca portarono alle più importanti operazioni su Cosa Nostra.

 

Il dott. Manfredi Borsellino, nell’incontro durato oltre due ore, ha accolto con grande affetto gli ospiti, e dopo essersi detto felice nel ricevere il libro, ha elogiato l’attività del Comitato spontaneo antimafia, che nei suoi 22 anni di attività, ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

Durante la visita, il vice questore di Cefalù ha parlato al telefono con Angiolo Pellegrini, ricordando i momenti che il padre ha vissuto con il generale, tra i quali il viaggio in Brasile nel 1984, insieme a Falcone, Cassarà e De Luca, per interrogare il pentito Tommaso Buscetta: “Potevamo arrestarli tutti, mafiosi e pezzi infedeli dello Stato – scrive a questo proposito Pellegrini nel suo libro – ma qualcuno, in alto, si è tirato indietro sul più bello”.

 

Manfredi Borsellino ha poi espresso il suo personale augurio per la riuscita del prossimo imminente Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.

 

No Comments
Comunicati

XXII Memorial Livatino Saetta Costa

Giustizia, verità e fede. Sono i valori del Premio Internazionale Memorial Livatino-Saetta-Costa, riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta, destinato a magistrati, giornalisti, sportivi, artisti, agenti di polizia, carabinieri, finanzieri, e a quanti si siano distinti per l’attività lavorativa svolta nel sociale.

L’evento itinerante che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno perso la vita in difesa della legalità, è giunto alle XXII edizione e sabato scorso è approdato al Museo Diocesano di Catania, in una sala gremita. Ad organizzare il Memorial, il Comitato spontaneo antimafia “Livatino Saetta Costa”, nella persona del prof. Attilio Cavallaro, anima della kermesse e del Comitato, fondato 22 anni fa insieme al padre di Rosario Livatino: un’attività che fino ad oggi ha sensibilizzato oltre 50.000 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la regione, ritenendo prezioso strumento nella lotta alla mafia, la divulgazione attraverso una giusta informazione dei principi di legalità e giustizia sociale.

È stato il prof. avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato e presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, a dare il benvenuto ai presenti, puntando subito il dito contro il potere dei colletti bianchi, la vera mafia, quella borghese, imprenditoriale, politica, lontana dallo stereotipo cinematografico del padrino siciliano, ultimo anello di una lunga catena criminosa. “Bisogna essere vicini a far sentire e al centro della società tutti colore che si impegnano nella legalità”, ha poi aggiunto il presidente prof. Attilio Cavallaro, dando inizio alla cerimonia di consegna delle pergamene con l’inno nazionale e la proiezione delle immagini della strage di Capaci e del funerale di Giovanni Falcone e della sua scorta.

Tanti i premiati, tra i quali il dott. Guido Marino, questore di Napoli, il dott. Nicola Mazzamuto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina, Monsignor Roberto De Odorico, segretario generale dell’Università Pontificia Lateranense, e il dott. Roberto Rossi, Sostituto Procuratore della DDA di Bari – che di recente ha coordinato le indagini che hanno sventato l’attentato pianificato per uccidere il procuratore capo della Repubblica di Napoli – il dott. Antonio Prestigiacomo, commissario della Squadra Catturandi dei Carabinieri, Padre Giovanni Romeo. Il dott. Sergio Centaro, magistrato, il prof. dott. Giuseppe Firrincieli, scrittore, il colonnello dell’Esercito italiano Salvatore Daniele Patanè, l’ispettore della Polizia di Stato Giovanni Ventura – uno degli uomini che favorì la cattura del boss Nitto Santapaola nel ’93, nelle campagne di Mazzarrone – il dott. Ferdinando Guarino, ex questore di Enna, l’attrice Anna Maria Spina, impegnata nella lotta al femminicidio.

Ospite d’onore Gigi D’Alessio, premiato per il Progetto Malaterra, un album, un tour e un docufilm per la riqualificazione morale e culturale, ma non solo, della Campania e di tutto il sud Italia.

“Non voglio nascondere il male della mia terra – ha spiegato il cantautore – ma promuovere il bene”.

Da diverse edizioni ormai il Premio si fregia anche di un riconoscimento speciale istituito in memoria della Nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, e antesignana della lotta alla mafia. Una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo dove per diversi anni ha operato, portando assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della prof.ssa Labisi, per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione. A continuare la sua missione il figlio, l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Lucia Mangano, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), che in questi mesi ha accompagnato il Comitato nel suo tour di legalità nelle scuole di Catania e provincia per sensibilizzare i più giovani alla cultura del rispetto della legge.

No Comments