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Mercati finanziari, adesso il rischio è che l’ottimismo alimenti il “FOMO”

La paura quasi sempre innesca dei meccanismi di reazione psicologica, molte volte peraltro imprevedibili. Accade così non solo nella quotidianità, ma pure sui mercati finanziari. L’esempio lampante ce lo offre la situazione attuale, dominata dal timore che il coronavirus possa innescare una recessione lunga e profonda. In realtà più che un timore è una certezza, visti i dati macro e le previsioni fosche del FMI.

Il “fomo” che si diffonde sui mercati

mercati e fomoIn questo periodo dominato dalla paura, molti sociologi hanno rivisto all’opera uno schema di comportamento denominato “Fomo”. Non è una novità, e spesso si presenta subito dopo le crisi. Fomo è l’acronimo della frase Fear of Missing Out, che significa letteralmente “paura di essere tagliati fuori“.

La crisi innesca la speranza

Ma in che senso questa paura si sta diffondendo sui mercati? Presto detto. La fase di crisi acuta, quella che ha provocato il tracollo verticale delle borse, del prezzo del petrolio, perfino la caduta del prezzo dei carbon credit e dei saliscendi paurosi anche sul mercato dei cambi valutari, adesso si sta smorzando. L’allentamento delle misure di lockdown infatti, fa intravvedere una sorta di ritorno graduale alla normalità. I mercati finanziari hanno festeggiato questo allentamento delle restrizioni, con acquisti in Borsa soprattutto. Più in generale si parla di ritorno dell’appetito al rischio.

Il rischio di essere troppo ottimisti

In questo contesto di rinnovato (sia pure cauto) ottimismo, si è sviluppato il “Fomo”. Una specie di ansia presenzialista, di paura di perdere un rialzo. Chi ha vissuto il crollo, con tutte le sue implicazioni emotive, non vuole assolutamente farsi scappare la risalita. Il problema è che il Fomo ti fa vedere la risalita in ogni momento. Basta un piccolo accenno rialzista per spingerti a entrare nel mercato. Anche se non ci sono vere e proprie figure di inversione trend. Questo atteggiamento comporta dei grandissimi rischi. Non è infrequente infatti che chi è uscito pressoché illeso dal momento di crisi acuta, finisce per subire danni maggiori subito dopo di essa. Chi vuole essere parte attiva del rilancio, potrebbe infatti inciampare pericolosamente in qualche correzione. La parola d’ordine quindi, soprattutto in questi momenti, è prudenza.

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