Mediamente, in una vita dormiamo ben 27 anni. Gli scienziati sanno che dormire è indispensabile al corretto funzionamento dell’organismo ma non hanno ancora capito quali sono le reali funzioni del sonno e soprattutto il motivo per cui sogniamo.
Tutti noi sappiamo quanto un sogno possa turbarci o, al contrario, calarci in un mondo magico in cui tutti i nostri desideri si avverano; talvolta ricordiamo perfettamente le nostre avventure oniriche, con le loro trame assurde, altre volte invece ci sembra di non aver sognato. I sogni sono stati spesso fonte d’ispirazione per artisti: basta pensare a Salvador Dalì, o alle atmosfere sospese di Federico Fellini.
Per Sigmund Freud il sogno era un elemento da analizzare per comprendere al meglio desideri e pulsioni dei suoi pazienti: l’interpretazione dei sogni infatti nacque con il neurologo austriaco, il padre della psicanalisi. Il libro “L’interpretazione dei sogni” fu pubblicato nel 1900 ed ebbe un’importanza rivoluzionaria, dato che all’epoca il sogno non era considerato un elemento da tenere in considerazione per studiare la psiche delle persone.
Secondo Freud il motore dei sogni sono i desideri inconsci, non accessibili all’io; tutta la teoria di Freud si basa sull’inconscio, sul fatto che ognuno di noi ha desideri e pulsioni nascoste spesso inaccettabili per la coscienza, ossia l’Io. Il contenuto latente, nel sogno, viene portato a galla per l’abbassamento delle difese, ma deve comunque essere mascherato per eludere la censura del Super Io del sognatore.
Per interpretare i sogni Freud ricorreva al metodo della libera associazione, che permetteva al paziente di parlare liberamente di tutto ciò che collegava al contenuto manifesto del sogno. Nel sogno Freud aveva rintracciato alcune leggi “universali”ossia dinamiche: la condensazione, il collegamento tra elementi che in stato di veglia sarebbero scollegati; lo spostamento, l’attribuizione di caratteristiche di un elemento a un altro elemento; la drammatizzazione, ossia il trasformare in azioni i contenuti latenti del sogno, la simbolizzazione, l’utilizzo di simboli per comunicare elementi altrimenti inaccettabili ( ne esistono di universali ma anche di individuali), rappresentazione per l’opposto, ossia che ciò che ricordiamo del sogno è l’opposto di ciò che in realtà è il nostro desiderio.
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