Uno dei metodi più casalinghi più apprezzati per fare in modo che i cibi si possano mantenere più a lungo è la conservazione sottovuoto, che oggi è possibile effettuare sia mediante appositi strumenti (es. sistemi per l’aspirazione dell’aria e buste da sigillare con il calore) che con la tradizionale invasettatura di marmellate e conserve che, con l’intenso calore, determina l’assenza di aria all’interno del barattolo.
La presenza di questo gas, indispensabile per la nostra vita ma anche per quella di molti microbi, fa sì che gli alimenti siano più soggetti alla degradazione ed è per questo motivo che, eliminandolo, viene bloccato lo sviluppo dei germi.
Inoltre vi sono alcune reazioni chimcihe, in grado di compromettere la qualità dei cibi, basate proprio sull’ossigeno: ad esempio l’irrancidimento dei grassi, che spesso costringe a gettare via gli alimenti a causa del cattivo sapore che prendono.
Quando si parla di efficacia nella conservazione sottovuoto è fondamentale l’impiego di contenitori che abbiano una chiusura stagna perfetta e che la mantengano a lungo nel tempo, sino al momento della successiva riapertura. Si ricorda infine che questo metodo per preservare i cibi non sostituisce in alcun modo la refrigerazione o il trattamento termico, ma ne rappresenta solo un ausilio.