Categoria: Comunicati

  • Workshop Il credito: rischio o opportunità? Le banche riscrivono le loro strategie

    Milano, venerdì 6 giugno ore 9.00 – 13.30

    Sala Assemblee Intesa Sanpaolo, Piazza Belgioioso, 1

    Il contesto di crescente incertezza circa l’andamento della congiuntura economica accentua la rischiosità dell’attività di erogazione del credito svolta dagli intermediari bancari e rende imprescindibile la capacità di identificare la migliore tipologia di clientela da finanziare. La valutazione del merito creditizio si realizza attraverso sistemi di valutazione sempre più avanzati, mirati alla stima dei due profili che configurano il rischio di credito nel suo complesso: la qualità del debitore, espressa dalla probabilità della sua insolvenza, e la rischiosità dell’operazione di finanziamento, espressa dal tasso di perdita in caso di insolvenza. Tali aspetti saranno al centro del dibattito a cui parteciperanno eminenti esponenti della scena pubblica economica e bancaria.
    “La partecipazione, spiega Paolo Lastrico, director business development di Sydema, risulta di estrema utilità per le banche interessate a un’accurata misurazione del rischio di credito, e quindi fondamentale per il rafforzamento del sistema informativo a supporto dei processi decisionali legati alla concessione del credito: dalla determinazione del pricing all’accertamento delle condizioni di redditività; dalle scelte di composizione del portafoglio prestiti alla definizione dei volumi da accordare e delle garanzie da richiedere senza dimenticare il supporto che l’IT è in grado di offrire nell’amministrazione e gestione del credito non performing”.
    Il workshop è rivolto alla direzione generale, ai responsabili crediti, controllo e recupero crediti, risk management e auditing interno.
    È, altresì, destinato a tutti coloro che, nell’ambito della direzione delle banche, sono comunque interessati alla tematica in oggetto.
    Per iscriversi www.sydema.it

    Per informazioni e prenotazioni:
    Giusi De Rosa
    Marketing & Communication
    Sydema s.r.l.
    Via Privata Turro, 6
    Milano
    Tel. 02-28179237
    Fax 02-28179222
    [email protected]

    Sydema è una società leader nella produzione di software per banche e assicurazioni, con specifica specializzazione in applicazioni finalizzate all’amministrazione e gestione del credito non performing.
    Grazie ad una continua attenzione verso l’evoluzione del mercato, supportata da un quotidiano confronto con la propria Clientela e da costanti investimenti in ricerca e sviluppo, Sydema ha recentemente realizzato una nuova soluzione informatica, tecnologicamente all’ avanguardia, finalizzata al controllo, al monitoraggio e alla gestione amministrativa del credito in tutto il suo ciclo di vita, dalla concessione fino all’eventuale stato di “default”. Tale soluzione verrà presentata all’interno del workshop.

    PROGRAMMA
    9.00 Registrazione
    9.30 Messaggio di benvenuto
    9.45 IL GOVERNO DEL CREDITO DOPO BASILEA 2: NON SOLO RATING?
    Prof. Andrea Resti, direttore del Centre for Applied Research in Finance dell’Università Bocconi
    10.30 ASPETTI ORGANIZZATIVI DELLA GESTIONE DEL RISCHIO DI CREDITO NELLE BANCHE: STATO DELL’ARTE, PROSSIMI PASSI E POSSIBILI QUICK WIN 
    Dott. Paolo Gianturco, Deloitte Consulting
    11.00 L’OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI DECISIONALI SULLA CLIENTELA
    Dott.sa Roberta Dalmaschio, Senior Business Consultant, Crif Decision Solutions
    11.30 UNA NUOVA SOLUZIONE A SUPPORTO DEL GOVERNO DEL CREDITO
    Roberto Zuliani, Responsabile Applicazioni Area Web, Sydema
    11.50 Coffee break
    12.10 STRUMENTI E COMPETENZE DELLA FUNZIONE DI CONVALIDA DEL SISTEMA DI RATING INTERNO
    Dott. Giacomo Petrini, Servizio Validazione Modelli e Processi, UBI Banca
    12.30 TAVOLA ROTONDA: L’ADEGUAMENTO DEI PROCESSI E DEI SISTEMI DI GOVERNO E  RECUPERO DEL CREDITO NELLE BANCHE: TESTIMONIANZE “IN DIRETTA”
    Charmain: Prof. Andrea Resti
    Avv. Pierettore Sanvito, Direttore generale Società Gestione Crediti   Banco Popolare  S.p.A.
    Dott.sa Viviana Matranga, Responsabile Servizio Contenzioso e recupero credito, Meliorbanca
    Dott. Giovanni Bertoli palomba, responsabile organizzazione di Gruppo “Basilea2”, Banco Popolare
    Dott.sa Marina Grazioli, Responsabile segnalazioni di Vigilanza, Itaca service
    13.30 Chiusura dei lavori e lunch.

    Si ringrazia Intesa Sanpaolo per la concessione della sala assemblee.

  • Nasce il sitoFocus per rendere più visibile l’azienda sul web

    Pubbliway.com (www.pubbliway.com) è il nuovo portale per la visibilità on line, dedicato a tutte le realtà imprenditoriali che vogliono comunicare sul  web in modo efficace.

    Pubbliway.com è uno spazio multifunzionale che mette a disposizione validi strumenti di comunicazione a supporto dello sviluppo del business dell’azienda: diffusione brand, nuovi canali e mercati di vendita, aumento visitatori e popolarità del sito.

    Il portale, oltre a supportare la promozione aziendale, è uno  spazio dove le imprese possono pubblicare informazioni, dialogare con gli utenti e aggiornarli costantemente attraverso rubriche, redazionali e news.

    Pubbliway.com ha pensato a un servizio innovativo e vincente: SITOFOCUS, un efficace strumento di comunicazione che attraverso informazioni di carattere generale su prodotti e servizi supporta la visibilità dell’azienda e del sito.

    Si tratta di un vero e proprio sito web dedicato all’informazione, uno spazio in cui approfondire argomenti specifici e tematici relativi a prodotti/servizi interessanti per gli utenti.

    Il SITOFOCUS è ricco di informazioni e contenuti testuali e per questo è molto più visibile sul web e sui motori di ricerca, la principale risorsa a disposizione dell’utente per reperire dati in rete.

    Il SITOFOCUS utilizza le informazioni per attirare i visitatori interessati all’argomento, che per indotto possono arrivare al tuo prodotto/servizio.

    Una forma di promozione che parte dal prodotto generico per arrivare al marchio.

    Il SITOFOCUS viene realizzato, pubblicato e integrato all’interno di Pubbliway.com, accessibile dalla home page o direttamente dalla scheda azienda (della quale è possibile disporre registrandosi direttamente sul portale).

    Entrare a far parte di Pubbliway.com, sempre posizionato nei più importanti motori di ricerca, significa visibilità e successo sul web.

    Il SITOFOCUS è realizzato utilizzando templates (strutture grafiche predefinite), personalizzato con logo aziendale, testi e link al sito istituzionale.

    I costi sono nettamente inferiori, infatti il SITOFOCUS non richiede la registrazione di un dominio, né un servizio di hosting.

    Pubbliway.com è nato nel giugno 2007 e da subito ha ottenuto ottimi risultati in termini di visitatori con un incremento mensile del 100%. In poco meno di un semestre, Pubbliway.com ha visto crescere  in maniera esponenziale il numero degli utenti che lo utilizzano, che navigano e che soprattutto ritornano a visitarlo, a conferma dell’efficacia del portale come strumento di marketing, fondamentale per la strategia di comunicazione  dell’azienda. Queste cifre raccontano il successo di Pubbliway.com e la capacità di saper capire e cogliere le necessità degli utenti, ma soprattutto la capacità di soddisfarli.

    Per informazioni

    www.pubbliway.com

    [email protected]

  • Bruno Editore: Ebook e USB-Book approdano in libreria

    In controtendenza rispetto al Salone di Torino, Bruno Editore propone l’opposto: portare gli ebook in libreria

    Il Salone del Libro di Torino sta portando in questi giorni grandi novità. Molti editori tradizionali vogliono entrare nel settore del digitale e di internet. Bruno Editore, proprietaria del marchio Autostima.net, all’avanguardia nel commercio di ebook già da diversi anni, propone l’opposto: portare gli ebook in libreria. Il mercato degli ebook, sino ad oggi accessibile solo dal PC di casa, approda dunque anche negli spazi tradizionali, sotto una nuova veste: l’USBBook.

    Sono tanti i lettori che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’editoria digitale grazie all’USBBook, invogliati anche dalla praticità del supporto e dal formato hightech e sono sempre più i consensi strappati da questo nuovo protagonista del mercato editoriale.

    “Ce lo dicono le statistiche di vendita” afferma Viviana Grunert, direttore della Bruno Editore “L’idea è nata quando abbiamo deciso di assegnare un codice ISBN ai nostri prodotti; a quel punto ci è sembrato logico cercare una forma tangibile per presentare i nostri ebook in libreria.”

    L’innovazione parte dunque dal codice ISBN, un codice usato per identificare in modo univoco i prodotti editoriali a livello internazionale. Ciò significa che tutti gli ebook contrassegnati da codice ISBN presenti nel catalogo di Autostima.net sono disponibili in commercio anche in formato USBBook. Una volta scelto il titolo dal catalogo, il lettore non deve far altro che presentare il suo ordine in libreria. In brevissimo tempo gli verrà consegnata, in un’elegante confezione, la chiave USB in cui è memorizzato l’ebook.

    Se vuoi consultare il catalogo degli ebook pubblicati da Bruno Editore vai sul sito www.Autostima.net.

    Distribuzione comunicati stampa internet
    Maleva srl
    www.maleva.it/marketing/
    fabrizio.pivari (at) maleva.it

    CS

  • Club Affiliati Italiani: rendite online con gli ebook

    Oltre 5.000 richieste di adesione per il nuovo Club della Bruno Editore che raccoglie i rivenditori di ebook in Italia

    Roma – Un tempo l’Editore distribuiva i propri libri nelle Librerie sparse per l’Italia. Tempi lunghissimi, poche vendite, nessun conteggio in tempo reale. Con l’avvento di internet sono in pochi gli editori che hanno approfittato delle nuove tecnologie per automatizzare il proprio business. La Bruno Editore, specializzata nell’editoria online e negli ebook, ha lanciato l’iniziativa del Club Affiliati Italiani™, attraverso la quale chiunque può rivendere attraverso il proprio sito internet le pubblicazioni dell’editore in formato ebook.

    I vantaggi offerti dal Club Affiliati Italiani sono molteplici: chi aderisce potrà rivendere tutti i prodotti del prestigioso catalogo di Autostima.net, il cui nome è una garanzia di qualità e un brand conosciuto in tutta Italia. Il tutto con un pannello di statistiche in tempo reale, per monitorare nella massima trasparenza, tutti i click generati, gli utenti registrati, le vendite effettuate e le commissioni guadagnate.

    Anche il guadagno economico dell’affiliazione è elevato: le commissioni sono del 30% su tutte le vendite e del 5% sulle vendite realizzate dai “sotto-affiliati“, ovvero da coloro che si sono iscritti al programma di affiliazione tramite l’affiliato stesso. Inoltre grazie ad uno speciale Moltiplicatore ciascun Affiliato potrà moltiplicare le proprie commissioni trasformandole in crediti da spendere sui prodotti dell’editore, in modo da continuare a formarsi con sconti fino all’80%.

    A differenza di tanti programma di affiliazione che riconoscono il cliente portato dall’affiliato per 10/30 giorni, il Club Affiliati Italiani è l’unico a garantire il cliente a vita. Giacomo Bruno, presidente della Bruno Editore, ce lo spiega così: “Quando l’Affiliato porta un nuovo cliente viene registrato come suo A VITA, così ogni volta che fa un ordine, anche in date differenti o per prodotti differenti, l’Affiliato guadagna sempre tutte le commissioni. Questa filosofia WIN/WIN porta maggiori risultati e maggiore soddisfazione a tutti gli Affiliati”.

    Se anche tu vuoi crearti una rendita online puoi aderire al Club Affiliati Italiani sul sito www.Autostima.net.

    Distribuzione comunicati stampa internet
    Maleva srl
    www.maleva.it/marketing/
    fabrizio.pivari (at) maleva.it

    CS

  • MSM: mostra itineranerante ispirata ai quadrati magici SATOR

    mostra itinerante quadrati magici SATORIl Magic Square Museum (MSM) organizza una mostra itinerante ispirata ai quadrati magici SATOR. Prima tappa nell’isola Italian Life dal primo maggio al 30 giugno.

    Ripensatevi per un attimo mentre sedevate tra i banchi di scuola. Cercate di ricostruire mentalmente un’ora di matematica: ricorderete pochissimi studenti interessati e molti annoiati, distratti, assenti.
    Eppure la matematica è essenziale in una società basata sulla ricerca scientifica e sull’informatica.
    Inoltre la matematica è nata a braccetto con la filosofia ed in seguito ha accompagnato la religione e la magia.
    Dati i presupposti, perché oggi la matematica deve annoiare o non dare spunti di interesse.

    Magic Square Museum (MSM) nasce in Second Life (ospitato dall’isola di Vulcano) con questo intento: creare interesse per un argomento matematico misterioso e affascinante come i Quadrati Magici.
    Fotografi, artisti e appassionati hanno abbracciato il progetto e fornito, dapprima il loro punto di vista che si è poi concretizzato in interessanti apporti.
    MSM ha deciso di trasformare la sezione dedicata ai Quadrati Magici SATOR in una mostra Second Life itinerante.

    La prima tappa sarà nell’isola italiana realizzata con particolare sensibilità per la resa grafica: Italian Life.
    La mostra sarà visitabile dal primo maggio al 30 giugno al seguente slurl
    Italian Life (79, 122, 20).

    Troverete le successive tappe in famose land di lingua inglese e spagnola e, a richiesta, siamo molto interessati ad allestire una mostra non virtuale ma reale.

    Cosa sono i Quadrati Magici?
    Visita MSM!
    MSM in Second Life – Vulcano (89,35,25)
    sito MSM www.magic-square-museum.com
    wiki MSM

    Cosa sono i Quadrati Magici SATOR?
    Visita la mostra itinerante!
    Italian Life (79, 122, 20)

    Magic Square Museum
    www.magic-square-museum.com
    info (at) magic-square-museum.com
    La locandina ufficiale dell’evento è stata creata da Grafiche Valle d’Aosta
    http://magic-square-museum.com/MSM-Italian-Life-Magic-Square-SATOR.pdf.

  • Eurotech in anteprima al BIAS 2008 con la nuova linea completa di soluzioni per l’automazione industriale

    Panel PC & ZypadEurotech Italia presenterà alla prossima manifestazione BIAS 2008 (Pad. 9 Stand L21) la nuova gamma completa di soluzioni per l’Automazione Industriale. Soluzioni che vanno dai Panel PC, ai Box PC, Monitor, Boards Embedded, Wearable Computers, People Counter e, in anteprima nazionale, nuove soluzioni tecnologiche ed innovative sviluppate dal Gruppo.

    Il Gruppo Eurotech, con le sue dodici aziende e i circa 600 dipendenti divisi equamente fra Europa, America e Asia, si presenta oggi come una piccola multinazionale quotata in borsa, leader di mercato nella realizzazione di sistemi embedded ad alta integrazione tecnologica. E’ da notare che un terzo del personale è impegnato in attività di ricerca e sviluppo. La capogruppo ha sede ad Amaro, in provincia di Udine, dove si trovano anche la Direzione Generale e il coordinamento delle attività di Ricerca e Sviluppo. Nella stessa sede sono organizzate anche le strutture di Marketing & Sales ed R&D di Eurotech Italia, azienda italiana del gruppo focalizzata su due Business Unit: “Transportation & Defence” e “Industrial & Commercial”. Quest’ultima, forte di un’acquisizione di un’azienda storica attiva nel settore dell’automazione industriale da oltre 25 anni, con stabilimento di produzione a Varese, e grazie ad un team tecnico-commerciale con elevato know how, si presenta alla prossima manifestazione BIAS 2008 con la nuova linea di soluzioni marchiate Eurotech, dedicate all’Automazione Industriale.
    Con una nuova immagine, una nuova struttura commerciale ed una gamma di prodotti completamente nuovi, Eurotech presenterà al prossimo Bias 2008, al Padiglione 9, Stand L21 due prodotti in anteprima nazionale.
    Infatti verrà esposta una soluzione che rappresenta l’ultima frontiera tecnologica nel settore degli embedded PC, dando così una dimostrazione dei traguardi della tecnologia del Gruppo negli embedded computer.
    Altra novità, caratterizzata da una collaborazione con un partner importante nel mondo dell’automazione industriale,è una soluzione per il controllo e la supervisione di macchine e impianti.
    A queste due anteprime si affianca la nuova famiglia di Panel Computer Tech One. Ampia offerta di configurazioni sia per le piattaforme hardware proposte, che può essere basata su microprocessori Risc o x86, sia per l’ampia scelta degli LCD, dal più piccolo, per applicazioni che richiedono alta affidabilità in spazi contenuti, con tagli di display da 5.7” , 6.5” e 8.4”; a quelli più grandi per applicazioni che richiedono maggiore area di visualizzazione con tagli da 12.1”, 15” e 17”. Tutte le configurazioni possono avere il touch screen resistivo.
    Il Panel PC VH-50R , con display da 5.7”, ha un processore Intel PXA 255 a 400 Mhz (disponibile anche con processore PXA 270 a 520 MHz), a basso consumo e ridotta dissipazione di calore, caratteristiche ottimali per applicazioni domotiche con installazioni a muro, grazie all’apposita cassetta della Bticino.
    Il catalogo Industrial PCs si completa con la gamma dei BOX PCs e dei Monitor Industriali, che offrono entrambi un’ampia scelta di configurazioni per coprire la maggior parte delle esigenze del settore.
    All’interno dello stand sarà possibile visionare anche alcuni prodotti della vasta gamma proposta dal Gruppo Eurotech.

    per maggiori informazioni:
    Giuliana Vidoni
    [email protected]
    tel 0433 485411
    www.eurotech.com

  • MailUp si integra con Google Analytics

    MailUp si integra con Google Analytics

    La nuova versione del servizio prevede l’integrazione con i sistemi di Web Analytics, in particolare il sistema professionale ImetriX e quello gratuito Google Analytics, che consentono di tracciare, monitorare e rendere più efficaci le campagne di email marketing.

    Aprile 2008 – MailUp continua ad aggiornarsi e a migliorare. La nuova versione permette ora l’integrazione con i sistemi di Web Analytics, per potenziare ulteriormente le campagne di email marketing.

    La Web Analytics e’ uno strumento molto importante che analizza le componenti di traffico di un web site, consentendo cosi’ di individuare con precisione tutto cio’ che avviene all’interno di un sito vale a dire le aree visualizzate, il numero dei visitatori, come arrivano al sito, la durata della navigazione, ecc.

    Cio’ offre gia’ numerosi vantaggi: si valuta la redditivita’ degli investimenti offrendo utili indicazioni a supporto del processo decisionale, si individuano eventuali errori e opportunita’ di business e si ottimizza la web experience.

    La Web Analytics se integrata con campagne di email marketing, come MailUp nella versione 5.8.3, aumenta notevolmente la loro efficacia. Infatti, mediante il supporto di questo strumento di analisi e’ possibile rilevare l’effettivo interesse che una email promozionale desta nei destinatari, il loro ingresso al sito, l’eventuale propensione a convertire tale visita in un acquisto o in altri obiettivi e molto altro.

    In particolare MailUp e’ stato integrato con il sistema gratuito Google Analytics e con il sistema professionale ImetriX, la prima soluzione italiana di Web Analytics di livello Enterprise che ottimizza l’efficacia delle campagne Adv e dell’e-business.

    NWEB SRL
    NWEB e’ una societa’ di WEB ENGINEERING e INTERNET MARKETING. Progetta e realizza servizi Internet, portali dinamici e applicazioni per la vendita online, grazie a un potente e flessibile sistema di ecommerce (www.productcart.it). Nata come marchio nel 2000 e come srl nel 2002, ha sede a Cremona e Milano e conta su uno staff di circa 15 persone. Nel settore dell’Email Marketing e della Gestione di Newsletter, e’ tra i leader di mercato con la soluzione professionale multicanale “MailUp” (www.mailup.it), che vede come clienti, tra gli altri: Comune di Venezia, Universita’ IULM, Draft Italy, Gruppo La Perla, Laplink Software, EURO RSCG 4D, Coin.

    Per informazioni e materiali:

    NWEB SRL – UFFICIO STAMPA
    Elisa Scarso
    Via Melchiorre Gioia 72
    20125 Milano
    Tel 02-71040485
    Fax 02-99985606
    Email: [email protected]

  • Arredamenti in vimini

    Arredamenti in vimini: produzione e vendita

    Bottega del Vimini si trova a Piacenza ed è un abottega specializzata nella produzione di mobili in vimini e salotti da interno ed esterno in midollino, mobili in rattan e bamboo anche su misura e nelle colorazioni richieste con cuscineria sfoderabile, e stoffe di prima qualità e scelta.

    Cesti e divani in giunco

    Vendita al dettaglio di cesterie ed arredamenti in giunco, mobili da giardino e terrazzi, mobili in vimini. Divani e poltrone, dondoli, fioriere, gazebo.

    Gazebo giardino in vimini e midollino

    Mobili in midollino da interno e arredamento da giardino su misura. I nostri mobili sono selezionati solo con materiale di prima qualità, intrecciati a mano filo per filo.

    Eseguiamo impagliature di tutti i tipi di sedie in paglia, corda, paglia di Vienna e paglia di Chiavari.

    I nostri arredamenti in vimini sono selezionati solo con materiale di prima qualità, intrecciati a mano filo per filo. Cesti di vario genere di bamboo, giunco, midollino e rattan di diversi colori

    La Bottega del Vimini

    Via Pace, 6 – 29100 Piacenza (PC)

    Tel: 0523.320685 – Fax: 0523.320685

    www.bottegadelvimini.it

  • Carboidrati, la benzina dell’organismo

    Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo “carboidrati” è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell’amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

    I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

    I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

    I monosaccaridi
    Glucosio – costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall’organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
    Galattosio – è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
    Fruttosio – è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

    I polisaccaridi
    I polisaccaridi sono formati dall’unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
    Fibre – la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l’assorbimento dei nutrienti e difendono l’organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l’eliminazione di sostanze dannose.
    Glicogeno – è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d’energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
    Amido – contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

    FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

    La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:

    1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
    2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
    3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.

    Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l’importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

    ECCESSO DI CARBOIDRATI

    Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

    CARENZA DI CARBOIDRATI

    Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c’è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l’assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un’assunzione bilanciata di carboidrati.

    IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

    Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.

  • Cos’è realmente la margarina vegetale?

    La margarina vegetale è il prodotto industriale derivato dall’idrogenazione degli acidi grassi insaturi, spesso utilizzato in diverse ricette di cucina. Questo processo trasforma un sostanza organica indispensabile e utile al metabolismo in una sostanza tossica, non più utile e difficilmente eliminabile.

    Ciò che rende un acido grasso essenziale al nostro metabolismo è la presenza di un doppio legame tra gli atomi di carbonio della catena principale. Anche per chi non se ne intendesse di chimica, basti sapere che un acido grasso dotato di questo doppio legame è detto "insaturo". Nel momento in cui vi viene aggiunto un atomo di idrogeno alla molecola, questo doppio legame viene meno. Un acido grasso privo di doppio legame è allora detto "saturo".

    E’ comune trovare sull’etichetta degli alimenti la tabella dei valori nutrizionali ed è altrettanto comune trovare una suddivisione tra i grassi contenuti nel prodotto in saturi ed insaturi. Infatti la distinzione è notevole come è notevole il diverso metabolismo che assumono all’interno del corpo. Gli acidi grassi insaturi sono essenziali al nostro metabolismo, costituiscono le membrane delle cellule da cui dipendono importantissimi scambi tra l’interno e l’esterno delle cellule stesse.

    Alcuni tipi di acidi grassi insaturi, gli omega-3 e gli omega-6 non possono essere prodotti dal metabolismo per cui devono essere assunti per mezzo dell’alimentazione. Questi sono tutti acidi grassi naturali famosi per una grande varietà di benefici a cui conducono: contrastano le allergie, anemie, artrite, cancro, candida, depressione, diabete, pelle secca, eczema, affaticamento, problemi cardiaci, infiammazioni, sclerosi multipla, sindrome premestruale (PMS), psoriasi, metabolismo pigro, infezioni virali, ecc.

    I grassi saturi sono caratterizzati dall’avere un punto di fusione più elevato, infatti si distinguono facilmente poiché a temperatura ambiente restano solidi come ad esempio il burro, la margarina, il grasso condensato che spesso rimane sul fondo delle padelle ecc. Al contrario, ai nostri occhi, l’olio di oliva è sempre liquido. Questi grassi non esistono in natura e il nostro organismo non sa come comportarsi con loro che agiscono come veleno su reazioni cellulari critiche. Il corpo tenta di usarli come se fossero buoni ma ciò altera il normale apporto di minerali e di altri nutrienti, permettendo ai microbi e ai composti chimici tossici di entrare nelle cellule più facilmente. Risultato: accumulo dei grassi nel sangue, cellule indebolite, limitate funzioni organiche, sistema immunitario esaurito.

    La margarina viene prodotta aggiungendo atomi di idrogeno alle molecole di acidi grassi di origine naturale per renderle più saturate, elevando il punto di fusione del grasso, in modo che rimanga solido a temperatura ambiente. Questo processo, chiamato appunto idrogenazione, richiede la presenza di un catalizzatore metallico e temperature di circa 260°C. L’idrogenazione è diventata popolare in America perché questo grasso non si degrada o diventa rancido così velocemente come gli oli naturali e pertanto ha una conservazione maggiore.

    Si potrebbe lasciare un pezzo di margarina sul tavolo per anni e vedere che non sarà stato intaccato da larve, insetti o roditori. La margarina è un non-cibo! In confronto anche il burro è un grasso saturo e contiene residui ormonali e pesticidi ma è un alimento completo e sicuramente è migliore dei grassi idrogenati o parzialmente idrogenati.

  • Walt Disney

    Walt Disney è nato il 5 dicembre 1901 a Chicago nell’Illinois. Walt era uno dei cinque figli della famiglia Disney, quattro ragazzi e una ragazza. Dopo la nascita di Walt, la famiglia Disney si trasferì in Marceline Missouri dove Walt ha vissuto la maggior parte della sua infanzia. Walt ha sviluppato un forte interesse per l’arte sin da giovane, amava disegnare illustrazioni e spesso le vendeva anche ai vicini per arrotondare qualche soldo. Ha perseguito la sua carriera da artista studiando l’arte e la fotografia alla High School di McKinley in Chicago. Sempre in questo periodo Walt ha cominciato ad amare ed apprezzare la natura, la fauna selvatica, le famiglie e le Comunità animali. Benchè suo padre fosse stato abbastanza severo e pur non avendo molte risorse finanziarie, Walt è stato spronato dalla madre e dal fratello più anziano, Roy, a perseguire i suoi talenti. Durante la guerra del 1918, Walt Disney ha tentato di arruolarsi nel servizio militare ma fortunatamente per lui fu rifiutato perchè aveva soltanto sedici anni. Successivamente, Walt si unì alla croce rossa ed fu inviato oltremare in Francia, trascorrendoci un anno sia come autista d’ambulanza sia come funzionario. Successivamente la sua ambulanza è stata coperta dalla testa alla cosa con i fumetti Disney!

    Rientrato dalla Francia, si è dedicato ad una carriera artistica commerciale. Ha fondato una piccola impresa denominata Rid-O-Grammo che in seguito è andata in fallimento.

    Con la sua valigia e venti dollari, Walt si è diretto allora ad Hollywood per cominciare una nuova carriera. Dopo avere ottenuto un gran successo con le sue “Alice commedias” Walt è divenuto una figura riconosciuta di Hollywood. Il 13 luglio 1925, Walt ha sposato uno dei suoi primi impiegati, Lillian Limita, in Lewiston. Da questa unione nacquero due figli Diane e Sharon. Nel 1932, la produzione intitolata “fiori e alberi” (il primo fumetto a colori) fece vincere al suo studio il primo premio della loro carriera. Il 21 dicembre 1937 esce Biancaneve ed i Sette Nani, la prima pellicola musicale animata integrale, premiata al teatro di Carthay a Los Angeles. La pellicola è stata prodotta al costo inaudito di $1.499.000! nonostante la profonda depressione, la pellicola è ancora considerata il frutto di una delle abilità più grandi ed un monumento indistruttibile dell’industria cinematografica. Durante i cinque anni successivi, gli studi del Walt Disney hanno completato altri classici animati integrali quali Pinocchio, Fantasia, Dumbo e Bambi. Walt Disney aveva anche il sogno di realizzare un parco di divertimento pulito e ed organizzato che è divenuto realtà e conosciuto come parco di Disneyland, inaugurato nel 1955.

    Walt Disney è diventato anche un pioniere della televisione, cominciando la produzione per la televisione nel 1954. Fu il primo a lanciare in onda un programma meraviglio in pieno colore quale è il suo stile. E’ il 1961. Walt Disney è una leggenda; un eroe del ventesimo secolo. La sua popolarità in tutto il mondo è stata basata sugli ideali che il suo nome rappresenta: immaginazione, ottimismo, creazione e successo della tradizione americana. Walt ha condotto il suo pubblico più vicino al futuro mentre si può dire che a raccontarci del passato non vi è nessun altro uomo grandioso come lui.

  • La nuova tecnologia UMTS

    La possibilità di connettersi alla rete web e navigare in internet era, fino a qualche anno fa, un privilegio per pochi. In parte dovuto all’elevato costo di connessione, in parte dovuto alla collocazione geografica in cui si vive, Internet rappresentava, per la maggior parte delle persone, un’avanguardia non raggiungibile in tempi immediati.

    La potenzialità di internet è difficilmente quantizzabile: esso rappresenta ogni giorno di più, un pozzo infinito da cui attingere informazioni, comunicare, intrattenersi e lavorare. Ma esso rappresenta in realtà una lama a doppio taglio che oltre ad aprirci alla cultura e all’informazione può incrementare e diffondere azioni e informazioni ignobili. Da un punto di vista più oggettivo internet è un mezzo e l’uso che ne possiamo fare dipende da noi e dalle nostre attitudini. Oggi, fortunatamente ed anche se per fini di lucro, l’accessibilità ad internet sta diventando sempre più concreta e a portata di tutti.

    Per i casi particolari di potenziali utenti che non hanno una linea telefonica fissa a casa e non intendono attivarla, che hanno a disposizione un computer con cui navigare e che non voglio spendere grosse cifre, è a disposizione  nuova tecnologia: UMTS.

    Il sistema UMTS è una tecnologia usufruibile con i telefonini di neogenerazione e supporta un tasso di trasferimento d’informazione massimo di 1920 kbit/s. In particolare, per le trasmissioni di dati (acquisizione di files multimediali, accesso al portale…) questo valore è decisamente superiore a quello fornito dai classici modem 56K. Per mezzo dei cellulari UMTS è, quindi, possibile accedere  al World Wide Web e navigare con velocità elevate, pur non avendo una linea fissa a casa.

    Cerchiamo di analizzarne meglio i diversi aspetti mettendone in luce anche eventuali carenze: L’UMTS non funziona con le vecchie reti GSM ma richiede reti e antenne proprie; in Italia, come sappiamo, ci sono 4 compagnie di telefonia mobile che offrono diverse possibilità: Wind copre solo le grandi città, Tre solo i capoluoghi di provincia, TIM farà altrettanto (ma ha iniziato più tardi la copertura) e Vodafone ha la rete più capillare anche nel resto d’Europa coprendo centri minori. Considerando che il 70% degli italiani vive in centri con meno di 10000 abitanti, la maggioranza del Paese rimane esclusa dalla copertura UMTS e, senza esserne informata, spesso acquista un cellulare dal quale non può ricevere alcun tipo di questo servizio e deve ripiegare verso una connessione molto più lenta. I 4 gestori Italiani raccolgono in un apposito database le richieste di copertura con antenne UMTS: il comitato per la pianificazione valuterà poi se inserire la località nell’elenco di quelle da coprire. E’ importante notare il ruolo a volte determinante delle Amministrazioni Locali la cui attuale legislazione offre ampi poteri di veto nella posa di nuove antenne, rallentando di fatto i piani di copertura previsto dai gestori.

    Per gli utenti che si trovano all’interno delle fasce di copertura è data la possibilità di usufruire del servizio con diverse tipologie di abbonamento che nel complesso risultano sempre più vantaggiose della semplici tariffe di base. Gli abbonamenti comportano tariffe mensili rapportate ai megabyte scaricati o flat senza limiti di tempo a costi relativamente bassi  (dai 9 ai 30 euro mensili). Seppure economiche, queste tariffe non hanno spronato le compagnie alla diffusione del servizio e quindi ad aumentare la copertura della rete e ad abbattere i prezzi dei telefonini UMTS sebbene questi ultimi, quando dotati di cavo con porta USB 2.0 da collegare al PC rappresentano la soluzione migliore al “digital divide” per molti potenziali utenti.

    Vi è quindi da considerare la spesa iniziale per l’acquisto di un telefonino di neogenerazione, spesa che non risulta indifferente. Alle classiche offerte di mercato la Tre propone anche una serie di telefonini disponibili in comodato d’uso studiati a posta per permettere una connessione ad internet tramite il sistema UMTS.

    Concludendo, si evince che vi sono ancora molte mete da raggiungere ma conoscendo i ritmi frenetici del mondo dell’informatica non passerà molto tempo prima che questo servizio si possa espandere ovunque e per chiunque. Di fatto questo tipo di tecnologia sta avendo un boom con utenti quali lavoratori o studenti che vivono in grandi centri abitati e che, per motivi economici o per motivi lavorativi, vogliono assicurarsi una connessione alla rete che sia economica e indipendente dal luogo d’abitazione.

  • Tomografia di probabilità della resistività

    Nell’ambito delle metodologie geofisiche correntemente utilizzate per l’esplorazione del sottosuolo, un notevole contributo è dato dalle prospezioni di tipo geoelettrico. La prospezione geoelettrica consiste nella determinazione sperimentale del parametro della resistività apparente, attraverso misure congiunte di intensità di corrente elettrica inviata nel sottosuolo mediante una coppia di elettrodi infissi nel terreno, e di tensione ai capi di una seconda coppia di elettrodi, anch’essi in contatto diretto col suolo.
    Il metodo geoelettrico risulta tra i più idonei per l’individuazione e la definizione di volumi contaminati eventualmente presenti in suoli e falde, in quanto le caratteristiche elettriche del sottosuolo sono fortemente influenzate dalla presenza di sostanze inquinanti, sia di natura inorganica che organica. Di conseguenza si possono ottenere informazioni di dettaglio sui percorsi d’infiltrazione degli inquinanti, spesso molto articolati, e sull’evoluzione nel tempo del processo di inquinamento, qualora l’indagine geoelettrica venga ripetuta periodicamente. Una tipologia di analisi dei dati ottenuti con il metodo geoelettrico è costituito dalla tomografia di probabilità della resistività. Di fatto esso rappresenta una metodologia di ricognizione capace di individuare la distribuzione più probabile di anomalie di resistività, visualizzando la geometria dei corpi sepolti all’interno del volume del sottosuolo esplorato.
    Prima di entrare nel dettaglio dell’innovazione che questo metodo introduce nell’ambito delle tecniche di propspezione geofisica, è necessario illustrare brevemente il metodo classico di interpretazione dei dati tomografici.

    Limitandoci all’analisi in due dimensioni ed evitando di descrivere le diverse modalità con le quali i dispostivi di raccolta dati possono essere configurati (Schlumberger, Wenner, dipolo-dipolo, polo-polo, ecc…) il risultato che si ottiene da una campagna tomografica viene definita pseudo-sezione di resistività apparente. Il compito più arduo (almeno fino all’avvento dei moderni personal computer) era quello di interpretare tali pseudo-sezioni al fine di individuare una sezione di resistività vera o comunque di fornire un risultato valido alla prospezione geofisica. Con l’avvento e la diffusione dei computer il discorso si è in parte facilitato grazie a dei software che sono in grado di invertire le pseudo-sezioni di resistività apparente in sezioni di resistività.

    Questa metodologia propone un approccio diverso al problema, basato sul fatto che la misura di un’anomalia del campo elettrico, rappresentante la risposta ad uno stimolo fisico di una determinata caratteristica sepolta, può essere interpretata come la risposta cumulativa di un insieme di contributi elementari di diverse anomalie. In tale ottica esiste una molteplicità di configurazioni che possono generare la risposta cumulativa osservata, all’interno dell’accuratezza delle misure. Il problema viene quindi affrontato seconda l’ottica generale dei problemi inversi, per i quali non viene mai fornita una soluzione deterministica ma una distribuzione di probabilità all’interno dello spazio delle soluzioni.

    Nel caso in esame, a partire dalla pseudo-sezione di resistività apparente, non verrà fornita una sezione di resistività ma una sezione di probabilità di occorrenza di avere un contributo elementare di anomalia di resistività rispetto ad un modello di riferimento assunto. Sostanzialmente, quindi, tale tecnica fornisce uno strumento per individuare la distribuzione più probabile di anomalie di resistività nel sottosuolo.

  • Test antidroga delle Iene… altre verità scomode

     Incedibile, ancora una volta le Iene affacciano su realtà per molti inimmaginabili, per altri incredibilmente deludenti, per altri ancora da sempre ritenute plausibili.

    2007, una Iena in borghese ha avvicinato i politici e con il pretesto di un’intervista sulla Finanziaria ha fatto tamponare la loro fronte da una finta truccatrice. Il campione doveva essere analizzato per verificare l’uso da parte dei nostri parlamentari di sostanze stupefacenti da sempre vietate nel nostro paese. Il risultato è stato di 16 onorevoli positivi su 50 campioni analizzati. Di questi parlamentari 12 avevano assunto cannabis e quattro cocaina.

    Il servizio bomba avrebbe garantito uno scoop senza precedenti, eppure non è andato in onda. Ad intervenire è stato il Garante per la Privacy e così i politici hanno potuto dormire sonni tranquilli. Ma ci sono delle osservazioni che è lecito fare: Il servizio bloccato avrebbe garantito l’anonimato ai politici coinvolti dalla singolare inchiesta. Questo è fuori dubbio una garanzia che il programma, con dieci anni di servizi alle spalle, ha sempre garantito, dai ladri di motorini, ai guaritori filippini, per non parlare degli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. Tutti sempre rappresentati col volto coperto e dall’identità sconosciuta. Quello che viene spontaneo pensare, allora, è che in Italia evidentemente esiste una privacy di serie A per i parlamentari ed una di categoria inferiore per tutti gli altri.

    Altra osservazione, il vero problema della situazione, ben più grave e serio è rappresentato dal fatto che in Italia, coloro che detengono il potere legislativo e si fanno portavoce dei diritti del cittadino, violano le stesse leggi che spesso hanno contribuito a far approvare in misura preoccupante. Qui non si tratta di una disputa tra proibizionisti e antiproibizionisti: ogni parlamentare ha diritto di operare secondo le proprie convinzioni, ma dovrebbe farlo nel rispetto della legge. Un personaggio pubblico gode di molti privilegi, ma deve pure accettare qualche regola in più, deve essere un modello di rappresentazione e di guida, incentivare l’educazione ed il rispetto delle leggi. Quanto può far piacere agli italiani sapere che parte dello stipendio dorato di questi signori finisce speso in droga, mentre molte famiglie non arrivano alla fine del mese? Qui c’è quanto basta per avvelenarsi l’animo per bene.

    Ci sono casi di tossicodipendenza minore dichiarata e considerata aggravante per tante persone comuni. Non è giusto questa disuguaglianza in un regime democratico come non è giusto lasciare impunito e libero di rappresentare la volontà popolare un parlamentare che non è in grado di rispettare la legge. Ma questa obiezione, in Italia, è forse ormai troppo vecchia e comune, per poter essere presa sul serio. Di fatto la storia non cambia. No, non va bene.
    Calissano si è presentato una domenica pomeriggio in Tv per affermare di aver abbandonato la droga e per questo viene accolto come un eroe. Tanti ragazzi qualsiasi devono affrontare lo stesso percorso e, spesso soli, lo devono fare con maggior eroismo. Non sentiamo alcun orgoglio per la nuova figura del parlamentare disintossicato.

  • 30 milioni di card magnetiche ogni anno!

    Secondo uno studio dell’Osservatorio Loyalty Cards dell’università di Parma condotto sulla grande distribuzione, il mercato italiano delle promozioni al consumo vale tra i 2500 e 2800 milioni di euro, ogni anno vengono emesse 30 milioni di carte fedeltà e l’80% delle famiglie italiane utilizza 3 o più tessere.

    Le motivazioni che spingono un potenziale cliente a richiedere la tessere fedeltà possono essere molteplici: la maggior parte dei clienti è attratto dagli sconti sulla spesa, dalla chance di fruire di offerte speciali e per accedere a raccolte punti che danno diritto a regali. Quello delle tessere è un vero e proprio boom. I clienti che utilizzano il catalogo hanno una frequenza di visita al punto vendita doppia rispetto alla media della clientela e la loro spesa totale annua è tre volte quella di un cliente che non partecipa al catalogo.

    L’idea di fidelizzare il cliente con un regalo si è manifestata per la prima volta in Italia nel 1875 con la famosissima raccolta delle figurine Lebing che si trovavano nei barattoli dell’estratto di carne a cui seguirono numerosi altri casi di raccolte di figurine. Dopo il fenomeno figurine esplose quello dei “bollini”. Una delle prime raccolte fu quella lanciata da Mulino Bianco che dalla fine degli anni settanta decise di stimolare la fedeltà ai suoi prodotti con dei premi che esprimessero i valori del marchio. Oggi la prima “consumer collection” italiana è quella Granarolo che dal 1995 propone una raccolta a punti con regali di grande successo, visto che ogni anno vengono richiesti da 700.000 a 1.000.000 di premi.

    I bollini adesivi, soggetti a falsificazione o a usura, sono sempre più spesso sostituiti dalle card in plastica (con codice a barre stampato, con banda magnetica o con microchip), più pratiche e affidabili. Ogni tessera fedeltà contiene tutte le informazioni relative ai nostri consumi e molti rabbrividiscono solo all’idea: dati importantissimi per le aziende che li utilizzano per pianificare le loro strategie di marketing.

    Per mezzo di questi studi le aziende possono attrarre ogni anno più clienti alla fedeltà verso il proprio marchio e aumentare così i propri benefici. Come è tipico del marketing, la massa di clienti appare come una gallina dalle uova d’oro da attrarre e ammaliare per ricavare il massimo del beneficio.

    E’ poi così vantaggioso fruire dei premi e servizi legati alla carta fedeltà? Se la filosofia adottata è quella di comprare il prodotto scegliendolo in modo che risponda esattamente alla proprie esigenze allora si possono effettivamente ricavare dei benefici. Spesso però accade che queste raccolte a punti ci spingono a comprare dei prodotti in eccesso rispetto alle nostre esigenze solo per completare la raccolta ed avere un oggetto in regalo al prezzo di acquisti inutili e superflui. Inoltre, normalmente, bisogna integrare i punti con una cifra in denaro: il risparmio rispetto all’acquisto tradizionale si aggira allora intorno al 30-35% ovvero quello equivalente ad un prodotto in promozione o in offerta! La raccolta punti può convenire, quindi, a patto che il prodotto serva davvero, che si possa verificare in anticipo la sua qualità e che si possa raggiungere la meta agognata senza dover aumentare i regolari acquisti settimanali.

  • Sport e denaro

    L’associazione del denaro allo sport ha degradato l’evento di incontro, scambio, divertimento e socializzazione che dovrebbe rappresentare lo sport e lo ha trasformato in un giro di soldi senza precedenti, venendo meno a molti obiettivi utili e nobili a cui invece lo sport, sopratutto a grandi livelli, poteva condurre.

    Quando subentra il denaro gli obiettivi delle persone, delle società e delle aziende possono cambiare rapidamente come è normale che ci si aspetti. Questo è lecito nel mondo del lavoro. Ovviamente non è più lecito se conduce all’illegalità, alla mancanza di rispetto, alla violenza o se trasforma un evento sociale, culturale e di intrattenimento in un evento diseducativo. E’ quello che secondo molti è successo a molti livelli dello sport quando questi raggiungendo i livelli massimi di competizione diventano esclusivamente un business per chi li gestisce. Ne sono esempi palesi il calcio, la formula uno, il motociclismo.

    Quando dietro un evento gira molto denaro è inevitabile non soffermarsi su alcune osservazioni: inevitabilmente tali eventi acquistano grande importanza in termini di oudiens per cui conquistano un’attenzione incredibilmente grande. Questa attenzione è fornita a pieno dal pubblico ma è pur vero che lo stesso pubblico è indotto a interessarsi ed a seguire certi eventi per opera di un continuo bombardamento di messaggi che giungono continuamente al nostro cervello fino ad interiorizzarli per bene. E’ così che leggendo sempre di calcio mercato, acquisti e contratti delle società, decisioni tattiche se non persino di controversie legali si è continuamente informati di ogni aspetto sportivo. Basta pensare al tempo che la rubrica sportiva occupa all’interno del telegiornale di punta, alle pagine dedicate all’informazione sportiva di un quotidiano… un quotidiano che giornalmente ha sempre molti articoli riguardanti lo sport da pubblicare. Vi è tanto da scrivere sullo sport e sulle società sportive quanto le notizie di cronaca di tutto il mondo! Forse non è proprio così, forse è un semplice questione di scelta, selezionare solo alcune informazioni di cronaca e incrementare quelle sportive. Siamo davvero più interessati allo sport che alle notizie internazionali o siamo forse guidati nelle nostre letture o forse vi è la compresenza di entrambe le cose? Anche quando il cittadino è realmente interessato alle notizie sportive è giusto che un quotidiano di cronaca generale si pieghi alle volontà del pubblico venendo meno al suo ruolo fondamentale di informazione ed educazione? Tutto sommato esistono già i giornali totalmente dediti allo sport.

    Altra domanda che molte persone si possono porre è se sia equilibrato la mole di milioni di euro che ruota dietro al mondo sportivo rispetto ai diritti fondamentali di vita che l’uomo dovrebbe avere e non possiede. Sarebbe teoricamente plausibile se anche la salute, l’educazione, il lavoro e infine il tempo libero per ogni singolo essere umano avessero un appoggio monetario paragonabile a quello concesso al mondo sportivo! Ovviamente c’è un disequilibrio disumano che non solo è privo di rispetto verso le persone che combattono ogni giorno con la fame per sopravvivere ma è anche anti-educativo per giovani a cui la società, in questo modo, non insegna cosa sia il rispetto né tanto meno a dare la giusta importanza da un alto all’intrattenimento e dall’altro al denaro, al dovere e all’informazione.

  • Ray Charles, una leggenda americana

    Se esiste un’esperienza che può dimostrare la possibilità di raggiungere traguardi eccezionali pur partendo da condizioni estremamente svantaggiate, questa è l’esperienza di Ray Charles. Nell’America degli anni Trenta la sua vita potrebbe già destinata all’insuccesso: Ray è nero, povero e cieco dall’età di sette anni. Invece, malgrado tali premesse, egli riesce a imporsi sulla scena musicale americana fino a diventare una leggenda della musica mondiale. Come ciò è stato possibile non è difficile da spiegare. La fortuna centra soltanto relativamente. Sono piuttosto il coraggio, la determinazione , lo straordinario talento che spiegano questo  strepitoso successo.

    Ray Robinson nacque ad Albany, in Georgia, il 23 Settembre 1930, e sin da piccolissimo si innamorò della musica conosciuta attraverso gli inni della chiesa battista e il blues dei musicisti locali. A cinque anni era già in grado di suonare il pianoforte. Proprio in quel periodo avvenne anche la prima tragedia della sua vita: la morte del fratello George e l’inizio della perdita della vista. Due anni dopo Ray era ormai cieco, ma determinato a convivere coraggiosamente con l suo handicap. Rifiutò infatti di utilizzare il  bastone, un cane guida o qualsiasi altro strumento preferendo affidarsi al suo udito e ai suoni. Fondamentale, in questo momento, fu la presenza amorevole ma inflessibile della madre. Fu lei a iscriverlo alla scuola pubblica per non vedenti di St. Augustine, dove Ray imparò a leggere la musica in Braille e assorbì le diverse influenze musicali della scena locale: dal jazz allo swing, dal gospel al country. Dopo la morte della madre, avvenuta poco dopo, Ray rimase solo ma non si perse d’animo. A soli 17 anni salì su un Greyhound e attraversò quasi tutto il continente nordamericano fino a raggiungere Seattle. Qui iniziò a esibirsi come pianista e crooner finché non riuscì a ottenere un primo contratto con l’etichetta Swing-time Records. Il primo successo arrivò però all’inizio degli anni Cinquanta, quando Ray firmò con l’Atlantic Records e fu mandato in tournée con la leggendaria Ruth Brown, “Miss Rhythm”. Di li a poco mescolando la spiritualità del gospel con la carnalità del blues, il successo fu immediato. Nel 1956 pubblico “I’ve got a woman” seguito da altri brani memorabili, tra cui “Unchain my heart” e “Hit the road Jack“. A venti anni Ray Charles era già definito “The Genius”. Nel 1959 egli cambiò nuovamente etichetta passando alla ABC-Paramount dalla quale ottenne un contratto estremamente vantaggioso in base al quale manteneva la proprietà dei suoi master: un controllo finanziario che fino ad allora non era stato concesso a nessun altro musicista. Il passaggio alla Paramount segnò anche una svolta nel suo linguaggio musicale che si arricchì delle sonorità della musica country e western. Sono di questo periodo classici favolosi come “Georgia on my mind” e “I can’t stop loving you“. Nei turbolenti anni Sessanta Ray iniziò anche a battersi per i diritti civili dei neri rifiutandosi di suonare in club aperti soltanto ai bianchi. Contemporaneamente, tuttavia, la sua vita privata franò sopratutto a causa dell’eroina. Anche in questo caso però Ray Charles non si lasciò sopraffare: si ricoverò infatti in una clinica e si liberò per sempre dalla tossico-dipendenza. Tornò quindi alla musica e riprese le sue tournée con un ritmo impressionante di concerti. Nel corso della sua carriera Ray Charlesvinse ben 18 Grammy e incise più di 75 album, fino al 10 Giugno del 2004, quando è morto all’età di 73 anni.

    Quella di Ray Charles è stata veramente una vita intensa, passionale, drammatica, sofferta, La si può paragonare ad un lungo viaggio pieno di ostacoli ma sommamente affascinante. Un viaggio costellato da grandi successi, ma anche di molti fallimenti personali dai quali tuttavia Ray seppe sempre rialzarsi.

    La sua musica rilegge tutti i generi della cultura americana dando vita a un prodotto del tutto innovativo, capace di affascinare vecchie e nuove generazioni. A lui, non a caso, si sono ispirate icone musicali del calibro di Elvis resley, B King, Stevie Wonder fino ad artisti giovanissimi quali AliciaKeys, Norah Jones e Jstin Timberlake.

  • ESSO, la più grande compagnia petrolifera del mondo

    Durante le elezioni del 2000 in USA la Esso diede 1.376 milioni di dollari ai repubblicani, più di qualsiasi altra compagnia petrolifera. E non fu la sola. Il 91% delle compagnie appoggiavano l’elezione di Bush. Guarda caso, non appena Gorge W. Bush diventò presidente degli USA rimosse gli Stati Uniti dal protocollo di Kyoto, l’unico accordo internazionale che collegava il riscaldamento globale alla politica che la Esso ed altre compagnie petrolifere promuovevano. Gli USA coprono un territorio vastissimo e come sappiamo è un paese fortemente industrializzato, da soli sono responsabili del 25% dell’inquinamento globale che causa l’innalzamento delle temperature. Ciò significa che il suo contributo ha un grande effetto sull’efficacia del protocollo stesso.

    La Esso è famosa per aver sostenuto la campagna più attiva per bloccare lo svolgimento del protocollo di Kyoto e ha supportato organizzazioni corporative a fare lo stesso servendosi dei suoi poteri politici ed economici per ostacolare qualsiasi intervento su ciò che riguarda i cambi climatici. Ricordiamo che l’estrazione del petrolio e la combustione dei combustibili fossili causano di emissioni di gas serra in assoluto più impattanti. Chi vuole è libero di non credere al fatto che la Esso avviò persino una campagna pubblicitaria di condanna del protocollo di Kyoto sulla stampa americana, servendosi di Bush per tirarsene fuori. Patrocinò inoltre una propaganda multimilionaria per annullare le prove su cui basare una azione legale a difesa del clima globale. Ad oggi la Esso riesce ancora ad aggirare il problema diplomaticamente servendosi di studi scientifici vecchi o incorretti per confermare le sue posizioni. Usando strategie perfezionate dalle compagnie del tabacco, queste campagne pubblicitarie confondono il pubblico e i politici nei confronti del riscaldamento globale e mettono a tacere la volontà politica sull’argomento. Non solo: ebbe anche il coraggio di pubblicare un messaggio sui giornali americani, proprio due giorni prima l’entrata di Gorge W. Bush, sottolineando i propri obbiettivi di “una politica energetica per la nuova amministrazione” affermando che l’obbiettivo di Kyoto era dannoso, irrealistico e che andava assolutamente modificato.

    Esisteva fino a qualche anno fa una coalizione, detta Coalizione per il Clima Globale (CGG), formata da un gruppo industriale a favore delle risorse energetiche derivanti dai combustibili fossili che esercita un ruolo di leader nel minare le iniziative atte a risolvere il problema del surriscaldamento (il suo sito web proclama  “liberarsi bene dal Kyoto”). La Esso la sostenne per ben due anni. Poi nel 2002 la GCC si “sciolse” dichiarando di aver espletato i propri scopi contribuendo ad un nuovo approccio nazionale nei confronti del riscaldamento globale. In altre parole, con gli Usa fuori dal protocollo di Kyoto la GCC non aveva più ragion d’essere.
    Esso è di sostegno finanziario e presiede a capo dell’API, Istituto Petroliero Americano. A partire dal 1998 l’API predispose di reclutare  e formare “scienziati indipendenti”, ovviamente senza nessun trascorso di dispute sulla questione climatica, per intraprendere un lavoro mediatico contro la scienza ufficiale sul clima e il protocollo di Kyoto. La conclusione ovvia di tutto questo discorso è che la Esso non è interessata ai cambi climatici e rifiuta di accettare il legame esistente tra i propri affari e il riscaldamento globale.
    Da ciò la Esso si è sempre mossa nel tentativo di fuorviare l’opinione pubblica e i suoi sostenitori tramite l’uso di studi scientifici selezionati scorretti e obsoleti.
    La compagnia rifiuta di investire in qualsiasi tipo di progetto per l’energia alternativa, in contrasto con la BP e la Shell che avranno entrambi investito 500 milioni di dollari nei prossimi tre anni. Invece, Esso sta espandendo in maniera prepotente la sua produzione di gas e benzina premendo politicamente per aver accesso a nuove aree petrolifere vergini  come la Artic National Wildlife Refugee in Alaska.

  • Paradisi Fiscali

    I «paradisi fiscali», sono dei territori piccolissimi o degli stati le cui legislazioni fiscali sono volutamente lassiste o inesistenti atte ad offrire una condizione legale e fiscale del tutto favorevole ai detentori di grossi capitali, indipendentemente dall’origine di questi ultimi. Secondo le stime, il numero dei paradisi fiscali varia dai 60 alle 90 unità.
    All’origine alcuni di questi territori non erano che dei porti dove potevano trovare rifugio le navi dei grandi imperi europei dalle intemperie e dai pirati. Parliamo del 1800 a cui corrisponde la fase di attribuzione della bandiera di nazionalità britannica o francese alle isole dei Carabi che si trovano al largo dell’America Latina.
    Negli anni venti incominciano a sorgere dei nuovi territori specializzati nella formulazione di legislazioni destinate a sottrarre i patrimoni alla imposte: Bahamas, Svizzera, Lussemburgo.
    La fine della Seconda guerra mondiale segna la vera svolta per lo sviluppo dei paradisi: I territori sotto il dominio europeo furono tagliati fuori dal piano Marshall e non ricevettero, quindi,  aiuti economici sperati. Alcuni territori così, invece di continuare a produrre materie prime che non avrebbero più sostenuto la stabilità economica, si specializzano nell’accoglienza e nel concedere asilo ai detentori di capitali istituendo il segreto bancario e l’assenza di tassazione.
    Con l’emergere degli eurodollari (capitali in valuta statunitense rimasti sui mercati esteri dopo la dichiarazione di inconvertibilità da parte del presidente Nixon nel 1971) negli anni 60 e dei petrodollari (mezzi di pagamento in valuta statunitense in mano ai grandi produttori petroliferi che in seguito al forte aumento dei prezzi del greggio dei primi anni settanta, risultarono inconvertibili per la svalutazione dichiarata dall’amministrazione Nixon nel 1971) negli anni 70, le grandi banche, le grandi imprese e la City di Londra, che attira tutte le grandi società finanziarie, appoggiarono lo sviluppo di queste strutture, avendo tutte da guadagnare nel poter disporre di zone con debolissima imposizione fiscale. A Bahamas, Svizzera e Lussemburgo si aggiungono, in questo periodo il Liechtenstein, le Isole del Canale, le Isole Cayman, Bermuda, Panama.
    Nel corso degli ultimi trenta anni, proprio grazie alla liberalizzazione finanziaria che ha incoraggiato l’assenza di controllo sui movimenti di capitale su scala internazionale, il numero dei paradisi fiscali cresce vertiginosamente. I movimenti di capitale trovano nei paradisi un singolare luogo accoglienza che favorisce soprattutto la criminalità, avendo questa il tempo e modo di ripulire le proprie ricchezze, riacquistando limpidezza e carta bianca.
    E’ stimato che l’attività dei paradisi fiscali è oggi caratterizzata da un giro di affari di oltre 1800 miliardi di dollari l’anno. Nei soli paradisi europei sono registrate più di 680.000 società e un numero più che doppio di trust.
    I paradisi hanno contribuito e contribuiscono alla fortuna delle potenze finanziarie, implicate sin dall’origine nelle creazioni di questi paradisi fiscali. Difficilmente dunque le potenze accetteranno di disfarsene.

    Una curiosità per chi volesse fare un bel giro turistico: Al boulevard Prince Henry di Lussembrugo, capitale dell’omonimo granducato, al nr. 13, tutte nello stesso palazzo si possono trovare le sedi di Pirelli, Mondadori, Tosi, Merloni Ariston e, 50 metri più in là, Meccanica Finanziaria, Lucchini, Autogrill, Franzoni, Gazzoni Frascara e Valentino.
    Cosa ci fa il gruppo Mediaset a Malta? E l’Istituto Mobiliare Italiano a Madeira?
    Non deve stupire che quasi il 50% (112 su 250) delle società quotate in borsa ed il 25% (22 su 88) dei gruppi bancari hanno partecipazioni, quasi sempre di controllo, in società residenti nei paradisi fiscali.
    Bisogna quindi sapere che risparmi investiti in fondi comuni e simili, corrono il rischio di entrare nel giro degli investimenti praticati dalle società che hanno sede in un paradiso fiscale (in Lussemburgo, o alle Bahamas), entrando, quindi, in contatto con altro denaro di dubbia provenienza facilitando operazioni di candeggio o riciclaggio molto redditizie per le banche off shore e per le mafie internazionali…
    Molti istituti di credito italiani, dal San Paolo all’Unicredito, dalla Banca Nazionale del Lavoro alla Banca di Roma, dalla Comit alla Banca Popolare dell’Emilia, sono titolari di società off shore con sede in paradisi fiscali, dove possono tranquillamente operare al di fuori di ogni controllo del fisco e al di fuori della legge.

  • La natura nel pieno della sua potenzialità si esprime anche attraverso oceani verdi

    Solo la libertà e la leggerezza di un uccello può permettere di apprezzare la grandezza del Pantanal, la sterminata pianura tra Brasile e Bolivia che ogni anno finisce sommersa e diventa un paradiso naturale popolato da milioni di esseri, la più grande zona umida del mondo, la più vasta riserva di acque interne della terra.

    Il Pantanal, “il pantano” si trova nel cuore profondo del Brasile e rappresenta un immenso declivio alluvionale che a Nord sfiora il bacino del Rio delle Amazzoni e varca, verso occidente, oltre i confini politici, la Bolivia e il Paraguay.

    Un vero spettacolo della natura dove fiumi e canali sembrano serpenti attorcigliati l’uno all’altro in un gioco inestricabile, creatori di in un labirinto di acque verde-azzurro. Vi sono fiumi che con regolarità, scompaiono e riappaiono una volta ogni sei mesi. Il Pantanal è una piana a geografia mutante: da Aprile a Settembre, le acque del fiume Paraguay e dei suoi affluenti, sotto l’onda d’urto di piogge torrenziali (1500 millimetri ogni anno), si trasformano in un lago senza confini, in un oceano nascosto nella profondità dell’america latina. E’ come se metà della Francia finisse, di colpo, sott’acqua. Nell’estate australe una coltre acquitrinosa, profonda avvolte fino a sette metri, ricopre la geografia umida del Pantanal. Gli indigeni di questa terra acquatica la chiamavano Mar di Xaraes.

    Passati i mesi delle tempeste tropicali, il Pantanal riemerge. Le acque si ritirano e lasciano dietro a loro isole sabbiose ricoperte di boschi e savane. E’ un paesaggio di immense pozzanghere rotonde, di lagune salmastre, di praterie intrise di umidità. Per milioni di esseri viventi il Pantanal è un Eden reale. Qui si trovano 3500 specie di piante, 264 di pesci, 652 di uccelli, 102 di mammiferi, 80 di rettili, 40 di anfibi. Un vero portento di biodiversità, un intreccio di ecosistemi da tutelare assolutamente e allo stesso modo da esplorare e contemplare.

    Il Pantanal è un piano inclinato appena percettibile e ciò fa sì che le acque, nella stagione della chuva, la piaoggia, esondino senza fretta: ma è un alluvione che non può essere fermata. Solo quando le grandi piogge rallentano nei mesi della seca, si mette in moto il vazante, il deflusso. E’ altrettanto lento ma alla fine i fiumi ritrovano la pace dei loro alvei contorti. Da Nord a Sud il declivio quasi si azzera: non più di due centimetri di dislivello per centinaia di chilometri. Dunque orizzonti che si perdono a vista d’occhio, nessuna collina, nessuna montagnola, l’immensità del “pantano” rimane solo una sensazione per chi non ha le ali…

    Nel Pantanal ci sono anche gli uomini: i pantaneiros, poche migliaia dispersi in fattorie isolate e vastissime. La densità degli uomini non arriva a un abitante per chilometro quadrato. La vita di un pantaneiros è dedita ai cavalli robusti e alle grandi mandrie di vacche e zebù. Le giornate, i mesi e gli anni sono scanditi dalle nascite dei vitelli, dalla vaccinazione annuale del bestiame, dai piccoli rodei di fattoria, dalla paura per le malattie e non ultimo dalla transumanza per radunare le vacche brade prima che restino intrappolate dalle acque che inondano il Pantanal…

  • Ospedale amico del bambino

    Nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) e l’ UNICEF hanno lanciato una campagna mondiale per promuovere l’allattamento al seno, volta a invertire la tendenza dell’uso di surrogati del latte materno e a sostenere tutte le precauzioni volte alla corretta nutrizione dei bambini.

    Una nuova contro tendenza nei confronti della modernità del novecento, un riavvicinamento alla naturalità del sistema a cui apparteniamo…

    Nel corso del novecento era diventato d’uso comune ricorrere durante l’allattamento all’uso di farine lattee in sostituzione del latte materno. Questa tendenza è ancora quella dominante nella maggior parte dei paesi del mondo. Nelle regioni più sviluppate, la possibilità di allattare il proprio bimbo con surrogati del latte materno, biberon e accessori vari era sicuramente vista come una modernizzazione a cui aderire per il meglio del bimbo stesso è permetteva anche una maggiore emancipazione delle donne. Nei paesi in via di sviluppo però, dove le condizioni igienico-sanitarie sono molto precarie e dove l’acqua è un bene incerto, le conseguenze di questa nuova tendenza hanno condotto ad una maggiore incidenza di morte, malattie e denutrizione. Oggi molte donne continuano a fare ciò che la prassi gli dice di fare e questa prassi, come detto, è ancora quella si svezzare prematuramente il bimbo e di aiutarsi con il latte in polvere.

    Il latte naturale, ovvero quello che un bimbo può serenamente prendere dal seno della propria madre, è un vero è proprio tesoro, esso  fornisce al bimbo tutto ciò di cui necessita, dall’acqua alle sostanze di difesa immunitaria, al nutrimento richiesto da quel particolare stadio di vita. Un neonato che si nutre esclusivamente di latte materno non soffrirà mai la sete, rafforzerà il proprio sistema immunitario e avrà un nutrimento che si adatta alla crescita giorno dopo giorno poichè è il latte stesso a cambiare nel coso delle ore e delle giornate per adattarsi ad una mervigliosa creatura quale un bimbo.

    L’iniziativa “ospedale amico del bambino” offre alle strutture sanitarie le linee guida per diventare veri e propri centri di sostegno all’allattamento materno. Un ospedale che aderisce all’iniziativa si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, di biberon o tettarelle e ad attuare dieci passi fondamentali per favorire l’allattamento al seno.
    Dalla promozione di questa iniziativa ad oggi sono stati più di 19.000 gli ospedali, in 140 Paesi in via di sviluppo e industrializzati, a ottenere il riconoscimento “amico del bambino”.

    I dieci passi raccomandati per il successo dell’allattamento al seno” sono:

    1. Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
    2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
    3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento al seno
    4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno già mezz’ora dopo il parto
    5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
    6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
    7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ), in modo che trascorrano insieme ventiquattr’ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
    8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
    9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell’allattamento
    10. Favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell’allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall’ospedale o dalla clinica.

    Tutto ciò smentisce la paura di molte donne di non avere abbastanza latte o di non poter sopperire adeguatamente alle necessità del proprio figlio. Secondo questa filosofia infatti è proprio un buon attaccamento al seno e quindi l’avvio di un allattamento naturale e continuativo nel tempo a favorire dal punto di vista biologico la produzione del latte. Se si aggiunge il fatto che l’allattamento al seno rende più intimo e stretto il raporto madre-figlio giovando alla salute, al benessere e alla serenità di entrambi, allora questa iniziativa assume una nobiltà priva di misure..

  • Vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi: l’azione europea

    A partire dagli anni settanta, oltre all’unificazione del mercato europeo, la comunica economica europea ha volto l’attenzione alle sempre più incalzanti problematiche ambientali, divenendone il riferimento principale per tutta l’Unione Europea.A partire da questi anni, infatti, sono state emesse una serie di convenzioni e direttive volte ad indirizzare il quadro normativo degli stati membri che altrimenti non avrebbero attuato opere di volte al ripristino e alla salvaguardia ambientale o lo avrebbero fatto ancora più tardivamente di quanto è avvenuto e dai risultati estremamente eterogenei e di difficile comparazione. Riportiamo qui di seguito le tappe fondamentali che hanno costruito la storia della normativa europea in materia di ambiente, natura ed energia:

    La Convenzione di Ramsar,

    Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, soprattutto in riferimento agli habitat degli uccelli acquatici, è stata firmata a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971. Ratificata in Italia con DPR 13 marzo 1976, n. 448.

    La Convenzione si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone definite “umide” mediante l’individuazione, delimitazione e lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell’avifauna, al fine di porre in essere programmi che ne consentano la conservazione e la valorizzazione.

    Direttiva del consiglio  Concernente la conservazione degli uccelli selvatici, 2 aprile 1979 N. 409. La direttiva concerne la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo. Essa si prefigge la protezione, la gestione e la regolazione di tali specie, comprendendo l’aspetto sia riproduttivo che ambientale e ne disciplina lo sfruttamento.

    Direttiva”Habitat” 92/43/CEE per “la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”

    Scopo della direttiva è contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato.

    Le misure adottate dalla presente direttiva sono intese ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario, senza trascurare tuttavia le esigenze economiche, sociali e culturali, nonché le particolarità regionali e locali.

    Con la presente direttiva nasce Natura 2000. Essa è una rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea, istituita dall’art. 3 della direttiva.

    Tali aree denominate SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZSC (Zone Speciali di Conservazione) nel loro complesso garantiscono la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e specie del continente europeo,  particolarmente minacciati dalla frammentazione e dall’estinzione.

    La rete Natura 2000 permette agli Stati membri di applicare il concetto innovativo di tutela della biodiversità riconoscendo l’interdipendenza di elementi biotici, abiotici e antropici che concorrono nel garantire l’equilibrio naturale in tutte le sue componenti.

    All’interno delle aree SIC e ZSC sono vietate una serie di attività al fine di assicurarne la preservazione. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che tanga conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Essa costituisce lo strumento per garantire, dal punto di vista procedurale e sostanziale, il raggiungimento di un rapporto equilibrato tra la conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie e l’uso sostenibile del territorio. In Italia la direttiva “Habitat” è attuata dal DPR 8 settembre 1997, n. 357 con lo scopo di salvaguardare l’integrità dei siti attraverso l’esame delle interferenze di piani e progetti non direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie ed in grado di condizionarne l’equilibrio ambientale. 

  • L’importanza della Naturopatia, ieri oggi e domani

    Oggi, sempre più numerose, sono svariate le correnti di pensiero che ricercano un vivere sano ed in equilibrio naturale col mondo che ci circonda. E’ sempre più assodato tra le persone che si può raggiungere uno stato di benessere e prevenire le malattie in modo del tutto naturale, utilizzando rimedi e pratiche non artificiali attraverso cui stabilire il giusto equilibrio bioenergetico, fisico e psicoterapeutico. Equilibrio, la chiave di tutto. Con l’equilibrio si comunica bene, si vive bene, ci si sente meglio. La naturopatia è sempre esistita, prima ancora che qualcuno gli desse un nome. Solo per citare un esempio, i rimedi naturali erano usati fin dai tempi più antichi (anche perchè non esisteva l’industria) e il principio vis medicatrix naturae, “il potere naturale di auto-guarigione” era uno dei fondamenti dell’antica scuola del medico greco Ippocrate (460-375 a.C.). Ai tempi di Ippocrate, il sistema ecoambientale era molto più equilibrato di oggi: aria pulita, acqua incontaminata, cibo genuino, elementi della terra allo stato puro, dal fango all’argilla. Attraverso l’interazione di queste componenti il fenomeno di autoguarigione si innescava facilmente e automaticamente, portando equilibrio all’essere umano. Dall’osservazione di tutto ciò, nasce la Naturopatia, una riscoperta del potere di auto-guarigione. Essa fonda i suoi principi sull’idea che il corpo dell’uomo riesca a guarire spontaneamente se riesce ad espellere le tossine accumulate dai modi di vita non corretti. Utilizzando il potere curativo della natura, essa spinge le nostre difese a tornare in equilibrio e a funzionare correttamente, rendendoci i veri ed unici artefici della nostra buona salute. I rimedi utilizzati a questo scopo sono erbe, prodotti minerali e animali, ma anche altri antichi metodi usati da popoli e civiltà culturalmente lontane da quelle occidentali come le tecniche manuali, l’agopuntura e la riflessologia in generale. In effetti la fitoterapia, l’omeopatia, i Fiori di Bach, gli oligoelementi, la gemmoterapia e la riflessologia sono tutte delle terapie aventi un denominatore comune: la Naturopatia. Anche una passeggiata in un ambiente luminoso, bello e tranquillo concorre alla cura del proprio essere e il suo potere energetico non andrebbe sottovalutato.

     E il Naturopata che cosa fa? Egli cerca di comprendere, in primo luogo, quali possano essere state le cause che hanno condotto il paziente al suo stato di disagio. Contemporaneamente cerca di ripristinare e promuovere le capacità funzionali del corpo, non focalizzandosi sull’apparato affetto da anomalia ma sull’equilibrio fisico, emozionale, mentale ed energetico, lavorando sulle cause che lo hanno alterato. E’ la forza vitale l’energia che ogni uomo possiede e che è in grado di guarirlo. Per questi motivi, il naturopata è colui che “educa” alla salute e non di certo un medico. Un bel passo avanti verso una nuova indpendenza dal sistema medicinale e curativo occidentale, dalla contaminazione diffusa dell’ambiente e dallo stress quotidiano a cui questa vita moderna e frenetica ci spinge!

  • Troppi cari mutui e tassi sopra la media Ue

     Da tempo l’Ue combatte per abbassare i costi di operazioni bancarie e mutui in tutta Europa, con l’Italia sempre di più nel mirino rispetto agli altri paesi. I tassi per mutui e per i crediti al consumo sono più elevati della media Ue; il tasso annuo effettivo globale di questi ultimi anni è maggiore di circa un punto percentuale; i tassi praticati dalle finanziarie, specie sulle operazioni di piccolo importo sono ancora più elevati.

    Come se non bastasse, dai rapporti pubblicati da Bruxelles negli ultimi mesi, è emerso che i conti italiani sono i più cari del vecchio continente. E si potrebbe incalzare ammettendo che per lavorare un assegno in Italia si richiedono ancora in media sette giorni. In Italia ci vuole una legge per facilitare la trasmissione digitale delle immagini che ne consentirebbe una significativa riduzione.

    Vediamo qualche confronto con il resto dell’Europa.

    Mediamente in Europa mantenere un conto costa 14 euro all’anno, una cifra ragionevole. In Italia, il prezzo si aggira sui 90 euro. Qualcuno potrebbe osservare che il prezzo maggiore giustifica alcuni servizi garantiti ma è pur sempre una cifra sproporzionata e lontana anni luce dai costi imposti dai cittadini danesi e olandesi che pagano l’inezia di 2,5 euro, o dei tedeschi che arrivano a pagare 40 euro.

    Fortunatamente le banche italiane si sono impegnate ad abolire i costi per la chiusura dei conti, visto che fino all’anno scorso divorziare allo sportello costava la bellezza di 60 euro.

    Le cose non migliorano se si esaminano le commissioni caricate sui prelievi con carta di credito. In Europa prelevare 100 euro costa in media 1.14 euro, mentre in Italia l’operazione può costare fino a sei volte di più. Sempre in Italia, un commerciante per accettare la carta di credito può pagare fino a quattro volte di più rispetto ad un commerciante europeo, con ovvie ripercussioni sul prezzo pagato in cassa dai consumatori.

    Altro esempio poco entusiasmante sono i bonifici transfrontalieri. Italia e Grecia spiccano per la variabilità dei costi da un istituto all’altro. In Italia fare un bonifico di 100 euro può costare da zero a 12 euro con un valore medio di 2,5 euro comunque superiore a quello medio europeo di 1,30.

    Trend in aumento per i trasferimenti interni e per i prelievi da bancomat. Nel 2001 per un trasferimento interno si pagava dai 25 centesimi ai 4 euro, nel 2005 tra i 2 e i 5 euro.

    Infine, grande piaga per il consumatore italiano, il costo di un mutuo. Secondo i dati di Bankitalia in Italia i mutui sono troppo cari rispetto al resto d’Europa con un differenziale anomalo: a Marzo 2007 il tasso d’interesse sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è risultato essere del 5,2% a fronte del 4,7% registrato in media nell’area dell’euro. Buffo notare che, sempre in Italia, i due terzi dei prestiti contratti per acquistare casa è a tasso variabile mentre in Europa le proporzioni sono ribaltate. Allora i rialzi del costo del denaro in corso in Europa avranno effetti più onerosi per i cittadini italiani.

  • Definizione ed aspetti storici della mutagenesi ambientale

     La mutagenesi si è sviluppata come branca specialistica della genetica in relazione al fatto che composti chimici e radiazioni ionizzanti e non, capaci di indurre mutazioni in differenti sistemi sperimentali possono influire negativamente sull’incidenza delle malattie ereditarie nell’uomo.Successivamente, in seguito anche alla conferma che la maggior parte degli agenti chimici che inducono il cancro hanno anche attività mutagena, sono stati sviluppati numerosi test genetici, che formano il corpo della mutagenesi ambientale, e che sono utilizzati per individuare agenti chimici e fisici con capacità mutagena e quindi potenzialmente cancerogena.

    L’ispiratrice e la fondatrice di tutto il settore della ricerca sulla “mutagenesi chimica” prima, e della “mutagenesi ambientale” dopo, è stata indubbiamente Charlotte Auerbach, soprattutto negli anni in cui dirigeva la “Mutagenesis Research Unit” del Medical Research council presso l’Institute of Animal Genetics dell’Università di Edimburgo (Scozia), la prima istituzione scientifica di ricerca, riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, nel settore della mutagenesi teorica e sperimentale.

    Lo sviluppo invece della Mutagenesi Ambientale è riconducibile ad un numero limitato di ricercatori in diversi Paesi dell’Europa e del  Nord America.

    Con i loro studi hanno gettato le basi scientifiche, sia pure con argomenti individuali, di un corpo di conoscenze che oggi ha raggiunto il massimo consolidamento scientifico “sperimentale e teorico”,  pari a quelli di altri settori di ricerca e di conoscenza all’interno delle scienze genetiche

    La Auerbach pubblicò il suo primo lavoro sperimentale sulla mutagenesi chimica nel 1946, ma come rivela lei stessa nel 1951 “Sono trascorsi appena 10 anni da quando il Dr. Muller (1941), nell’ultimo Cold Spring Harbour Symphosium sul gene e le mutazioni, aveva detto che i tentativi di indurre mutazioni mediante sostanze chimiche non avevano ancora prodotto risultati chiaramente positivi”.

    A dire la verità, questa affermazione già allora non era vera, risultati chiaramente positivi erano stati ottenuti qualche settimana prima (dell’affermazione di Muller) con il gas mostarda, ma, a causa di ragioni di sicurezza nazionale che proibivano la pubblicazione di ricerche di guerra, questi risultati sono stati tenuti segreti sino a qualche tempo dopo la guerra “(Auerbach e Robson, 1942, 1947).)

    Durante la Iª Guerra Mondiale i farmacologi erano stati colpiti dalla somiglianza esistente tra le ustioni prodotte sulle persone dalle radiazioni X e dal gas mostarda (gas asfissiante usato abbondantemente in tale guerra ed anche dopo!) che rimarginavano debolmente e successivamente si riaprivano. Da ciò l’ipotesi che il gas asfissiante potesse indurre aberrazioni cromosomiche e quindi mutazioni.

    Inoltre, in analogia con i Raggi X, si ipotizzò che composti BI-FUNZIONALI della famiglia delle MOSTARDE AZOTATE, potessero essere degli utili composti ANTI-NEOPLASTICI.

    Cio portò allo sviluppo, presso il CHESTER BEATTY RESEARCH INSTITUTE (attualmente Institute of Cancer Research), di importanti composti anti-neoplastici parzialmente in uso anche oggi. Praticamente la mutagenesi chimica  si è sviluppata ininterrottamente e con grande successo durante i 25 anni successivi alla scoperta di C. Auerbach e collaboratori, coinvolgendo diversi ricercatori in moltissimi laboratori

    Nel 1964 fu pubblicato il primo numero della rivista “Mutation Research” edita da F.H.Sobels.

    A partire dal 1965, avendo fatto molta attenzione ai pericoli genetici prodotti dalle radiazioni ionizzanti (dalla bomba atomica lanciata su Hiroshima il 6 agosto 1945 e dopo) i ricercatori di genetica e di mutagenesi riuscirono a convincere la Società del pericolo esistente anche per la potenziale induzione di mutazioni nella popolazione umana da parte di numerose sostanze chimiche sintetizzate per vari impieghi e trovate mutagene su una serie vasta di organismi animali, vegetali e microbici.

    Molte di queste sostanze rientravano in settori di applicazione industriale per la produzione di materie utilizzate in medicina, nell’industria chimica, nei pesticidi, nei conservanti degli alimenti, nei cosmetici, ecc., che comunque comportavano un’esposizione più o meno rilevante della popolazione umana a materiale potenzialmente mutageno.

    Il rilevante interesse suscitato dal possibile rischio per la salute umana rappresentato dalle sostanze mutagene ed il forte impegno della ricerca sulla mutagenesi chimica negli Stati Uniti ed in Europa, determinarono la fondazione della  Environmental Mutagen Society (EMS) in una storica riunione organizzata a Washington  nell’Aprile 1969, dove era anche presente una decina di ricercatori europei. 

    Uno dei primi atti dell’ EMS fu la costituzione di un registro delle sostanze chimiche valutate per la loro potenziale mutagenicità e dell’ Environmental Mutagen Information Center (EMIC) ad Oak Ridge, per volere di A. Hollaender e diretto da J.Wasson

    L’evento di Washington fu immediatamente seguito dalla costituzione della European Branch della EMS (EEMS), con una riunione scientifica organizzata a Monaco di Baviera il 10 luglio 1970.

    Tale riunione, presieduta dal Presidente della EMS, A.Hollaender, fu aperta dall’intervento di C.Auerbach sulle problematiche dei test in relazione all’interesse scientifico del processo di mutagenesi; da L. Ehrenberg, di Stoccolma, sui problemi chimici della mutagenesi ambientale; da G.Röhrborn, di Heidelberg, sui rapporti tra mutageni chimici e l’uomo; da N. Loprieno di Pisa, sulla specificità dei mutageni chimici.

    Nell’ottobre 1991, in Italia, è stata fondata la Società Italiana di Mutagenesi Ambientale (S.I.M.A., primo presidente Prof. Nicola Loprieno), che è andata ad unirsi ad un panorama di analoghe Società europee e mondiali.

  • Muccino d’America

     Con La ricerca della felicità, alias, the pursuit of Happyness, Gabriele Muccino ha decisamente conquistato Hollywood. Il mondo patinato del business cinematografico si è inchinato al suo talento, offrendogli non poche opportunità. Da quasi due anni Muccino è di stanza in America, corteggiato da grandi star, tra cui Tom Cruise a casa del quale è ospite di riguardo. Amato dal pubblico italiano ma sempre un po snobbato dalla critica di casa nostra, ha cercato altrove nuovi scenari possibili, mantenendo immutata la voglia di fare bel cinema.

    Dopo Come te nessuno mai, Muccino aveva stipulato un contratto con la Miramax per il remake di C’eravamo tanto amati. Il progetto è andato in fumo ed il contratto è scaduto. Stava per iniziare un film con Al Pacino, altro progetto non andato in porto, quando Eva Mendes, entusiasta dell’Ultimo bacio, durante le iprese di Hitch, ha parlato del film a Will Smith. Il quale, dopo aver visto anche lui la pellicola, ha dichiarato di voler lavorare col regista italiano proponendogli di dirigere La ricerca della felicità. Deciso a fare questo film, Muccino si presenta con Will Smith ai boss della Columbia, futuri produttori del film insieme a Smith. Stando a quanto dice Muccino, i produttori erano terrorizzati all’idea di affidare un film ad alto budget a un regista italiano che non aveva mai girato una scena in lingua inglese. Alla fine crede di averla spuntata solamente perchè Will lo ha imposto alla produzione quando solitamente sono i produttori ad imporsi sulle scelte della ragia o nella sceneggiatura.

    Il film è tratto dalla storia vera di Chris Gardner, durante l’era Reagan, in una San Francisco senza sole. Venditore di macchinari ospedalieri, Gardner, con un figlio (nel film interpretto dal vero figlio di Smith, Jaden) che studia in una scuola di cinesi nel quartiere Chinatown e una moglie che lavora in una lavanderia, non ha una vita brillante. Un pensiero prende corpo nella sua testa, quello di dare una svolta alla sua vita. La ricerca i Gardner è la ricerca di una vita migliore dell’attuale contrassegnata dal benessere che gli manca, dal sorriso scomparso dal viso di sua moglie, e dalla routine di un lavoro di venditore privo di soddisfazione. Abbandonato dalla moglie, messo in carcere per un giorno, sporco di vernice e vestito come un operaio si presenterà alla selezione più importante di un corso di formazione per futuri broker all’interno di una famosa società. L’emozione aumenta durante tutto il film: un emozione che prende il cuore e anche lo stomaco nel seguire l’onestà, la forza e la caparbietà di un uomo che non demorde mai anche quando, sfrattato di casa, inventa un gioco con lo scopo di distrarre il figlio e farlo addormentare nel bagno della metropolitana.

    La ricerca della felicità è lontana dai racconti intrisi di pessimismo del nostro Muccino: i suoi film, infatti, sono sempre stati raccontati con una punta di cinismo, tanto da essere etichettato in Italia come “il regista della borghesia”. Il film è una storia che tocca molti americani, che spesso arrivano a vivere una povertà estrema. Racconta la sopravvivenza di un uomo che trasforma e riscatta la sua vita. Forse l’unico particolare che lo accomuna agli altri lavori del regista italiano è che Gardner si trova, come gran parte dei personaggi di Muccino, al limite della disperazione e deve fare una scelta che determinerà la sua vita. Un dramma raccontato senza un velo di enfasi lontanissimo dalla retorica dell’happy end.

  • La delusione del cittadino italiano

     Un forte senso di sfiducia e amarezza pervade l’aria del nostro bel paese, il risultato di tanti anni di aspettative continuamente ripagate da una gestione politica deludente.

    In uno scenario politico così frammentato, labile, statico e retrogrado  è davvero facile fare irruzione in scena palesando apertamente tutto quel malcontento comune del cittadino italiano che le altre forme di comunicazione di massa si ostentano a censurare.

    Così Beppe Grillo, comico italiano, forte del suo carisma e con i suoi eccessi verbali, è riuscito a conquistarsi l’attenzione di molti cittadini e a travolgere il delicato sistema politico e la maggioranza che attualmente governa il nostro paese nel faticoso tentativo di riprendere ossigeno.

    Già da anni Beppe Grillo ha colpito nel segno con il suo blog, uno spazio web dove il comico italiano schiaffeggia il conformismo della stampa italiana pubblicando una serie molto eterogenea di notizie, che nessuno stampa. Infatti già la censura dei giornali e la monotonia che li caratterizza ha contribuito da anni a far nascere un forte senso di repulsione dei cittadini verso l’informazione politica di cui parlano.

    Ma la nausea per l’informazione odierna è nulla se paragonata a quella per la politica italiana.

    I giovani sentono di vivere in un paese fantastico posto nelle mani di persone chiuse, inefficaci e per molti versi ancora conservatrici rispetto a molti altri paesi dell’Unione Europea. Non meraviglia, quindi, se Grillo promuovendo una campagna, come quella portata avanti nel V-day, per un parlamento pulito e ringiovanito ha avuto l’appoggio di molti giovani, studiosi e non, che vorrebbero veder fare qualcosa in più per il loro paese dalle persone che hanno scelto alle innumerevoli elezioni parlamentari… si fa per dire: rappresentanti della volontà popolare personificati in deputati condannati ed eletti dalle segreterie dei partiti più che dai cittadini.

    Ancora non basta, per avere una svolta, secondo Grillo, si deve eliminare l’odierno sistema dei partiti sfilacciati, fatti di formazioni sempre più numerose e poco rappresentative, ma potenti e invadenti. Alla luce di tutto questo forse una buona percentuale di italiani sarebbero disposti ad avere Beppe Grillo come premier, non tanto per la fiducia nelle sue abilità politiche (ammesso che ne abbia) ma perchè semplicemente non ne può più.

  • Il mistero irrisolto dell’Isola di Pasqua

     Uno dei misteri più grandi sulla terra è la presenza delle grandi statue di roccia che si levano in piedi sull’isola di Pasqua. L’isola di Pasqua è una delle isole più distanti dalla terra ferma, essa infatti è in pieno oceano pacifico del sud, 3.700 Km ad ovest del litorale del Cile e 4.022 Km a sud-est della Tahiti. L’isola più vicina è a 2.252 Km di distanza ed è disabitata. Già questa distanza rende l’isola molto particolare. Tanto famosa quanto piccola, l’Isola di Pasqua è lunga solamente 24 Km e larga 16 Km. Tuttavia, l’isola di Pasqua, che era quasi deserta quando è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 da un capitano olandese, è ricoperta da centinaia monoliti, ognuno dei quali pesa diverse tonnellate e possono arrivano fino a 9 metri di altezza. Chi ha costruito queste statue giganti e perchè? Nessuno conosce la risposta sicura ma molti, da sempre, stanno cercando di capirlo. E’ stato Persino suggerito che gli extraterrestri possano aver svolto un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’origine di queste statue giganti e della civiltà che le ha costruite e molte sono le teorie che emergono. Una teoria suggerisce che l’isola di Pasqua è stata abitata dai marinai Polinesiani giunti sin li attraverso un viaggio lungo migliaia di miglia per mezzo delle loro canoe, guidati dalle stelle, dai ritmi dell’oceano, dal colore del cielo e del sole, dalle figure delle nubi, se non persino dalla direzione di volo degli uccelli in migrazione. I Polinesiani sarebbero così giunti sull’isola nel 400 d.C. Tuttavia, le correnti dell’oceano che li hanno condotti sin là non gli avrebbero permesso di tornare indietro. Bloccati sull’isola, si impiantarono lì originando una nuova civiltà con le sue proprie usanze e credenze. Sembra che tra la popolazione esistessero due ranghi sociali diversi, quello caratterizzato dagli orecchi lunghi, più importanti e quelli dagli orecchi corti, gli operai. Potrebbe essere per questo motivo che la maggior parte delle famose statue dell’isola  hanno le orecchie lunghe.

    Ci sono 887 statue che sono state ritrovate sull’isola. Tuttavia, soltanto alcune statue sono giunte alla loro destinazione finale. Il resto è stato abbandonato lungo il tragitto. Le statue sono rocciose e sembra che siano state intagliate dal bordo superiore delle pareti rocciose del vulcano sull’isola. Una volta che la statua fosse stata intagliata, veniva presumibilmente trascinata verso la base del vulcano così da poter esser legata da corde e posta in piedi. Per mezzo del sistema della puleggia, la statua veniva infine condotta alla relativa destinazione.

    Le statue furono poste tutte allineate tra loro, con lo sguardo volto verso l’isola. Poiché un opera del genere richiedeva la cooperazione dell’intera popolazione, la gente doveva esser convinta che tale opera fosse voluta dalle loro divinità.

    Il decadimento della civiltà fu probabilmente dovuto all’esaurirsi delle risorse sull’isola, ormai troppo piccola per 11000 abitanti. Il lavoro sulle statue si fermò e le statue in costruzione furono abbandonate e quando i primi Europei giunsero sull’isola, trovarono un numero molto esiguo di abitanti. Questa storia rappresenta solo una delle tante ipotesi plausibili eppure non considera e non chiarisce tanti misteri rimasti ancora irrisolti: gli abitanti dell’isola avevano un proprio sistema di scrittura, differente da qualsiasi altro nel mondo. Nessun altro abitante del pacifico ha saputo scrivere come loro, neanche gli indiani americani. Chi ha insegnato loro a scrivere? Hanno forse sviluppato un sistema proprio? Inoltre gli abitanti dell’isola di Pasqua hanno vissuto lontani dalle patate dolci che hanno coltivato. Queste patate dolci si trovavano in America. Come le hanno ottenute? Ancora più assurdo sembra che qualcuno possa aver viaggiato per 2300 miglia in assenza di mezzi opportuni. Eppure l’arrivo dei cileni attraverso questo lungo percorso è la teoria di base per il libro ed il film Kon-Tiki. E’ stato fatto uno studio sul DNA prelevato da campioni ritrovati in tombe appositamente scavate che hanno dimostrato il collegamento filogenetico con i polinesiani. Dunque i polinesiani hanno vissuto sul mare ed hanno saputo come viaggiare attraverso le loro piccole canoe migliaia di miglia. Sapevano dove stavano andando. Gli indiani americani non hanno mai saputo come riuscirci.

    Come potete vedere, allo stato odierno, ci sono parecchie teorie per quanto riguarda l’isola di Pasqua e le statue che vi risiedono. Altre teorie hanno persino suggerito l’intervento degli alieni per spiegare simili eventi. L’isola di Pasqua continua ad essere uno dei misteri irrisolti più grandi del mondo.

  • Un motivo per l’invasione in Iraq

     Il mondo intero è vincolato economicamente a una sola valuta, il dollaro americano, che un solo paese può produrre a volontà, gli USA. Questo permette loro di controllare il commercio mondiale. Gli Stati Uniti importano notevoli quantità di merci e servizi a costi relativi molto bassi. Infatti come è noto, gli Usa risultano la prima potenza economica mondiale. Adesso l’euro comincia ad essere una seria minaccia per l’egemonia del dollaro e per l’egemonia economica statunitense. Non solo perché attualmente è più forte ma anche perché compete con l’euro nell’ex Unione Sovietica, in Asia Centrale, nell’Africa Sub-sahariana e in Medio Oriente.

    Il primo segno in questo senso è emerso nel novembre del 2000 quando l’Iraq, per la prima volta all’interno dell’OPEC, vendette il petrolio in valuta europea. Da allora, il valore dell’euro è aumentato del 17% e il dollaro ha cominciato a calare. Si potrebbe quindi pensare che una possibile ragione dell’invasione e dell’insediamento del governo USA in Iraq è stata quella di costringere il paese a tornare sui propri passi per gli scambi petroliferi in dollari. Se ciò fosse vero un altro motivo per l’invasione potrebbe allora essere quello di scoraggiare altri slanci dell’OPEC verso l’euro, specialmente da parte dell’Iran, visto il precedente, il secondo produttore dell’OPEC, che stava attivamente discutendo il passaggio all’euro per le esportazioni di petrolio.

    A causa degli enormi deficit commerciali oggi il dollaro è attualmente sopra valutato di circa il 40%. Allo stesso tempo l’area dell’euro non ha grossi deficit, applica tassi d’interesse più elevati e possiede una quota crescente nel commercio internazionale. Questo equivale a dire che l’euro si sta rafforzando sempre più a dimostrazione della sua crescente diffusione e che il dollaro non sarà più l’unica scelta a livello mondiale.

    Perché dovrebbe risultare tanto assurdo che di fronte al declino della propria potenza economica in campo internazionale, la superiorità militare risulterebbe essere l’unico strumento rimasto agli USA per dominare il mondo? Considerando che il costo di un tale sforzo militare sia insostenibile, il mondo potrebbe rovesciare gli Stati Uniti dalla loro posizione egemonica, se solo volessero, con l’abbandono concertato del regime monetario basato sul dollaro. I governi non possono non essere consapevoli di questa possibilità. Eppure allo stato odierno stiamo ancora così, nulla sembra essere cambiato: gli Usa si impongono militarmente non solo in Iraq ma in molti alti paesi del mondo, invadono e sostengono dittature in paesi a loro lontani per un meschino interesse economico ed il resto del mondo, le stesse dittature, accettano questo compromesso dietro una sottile rete di interessi avvolte davvero incomprensibile anche ai più esperti. Dal momento che si è parlato ben poco della connessione euro-dollaro con la «guerra al terrorismo» e che i media continuano a  non parlarne, la discussione, quale che sia stata, dovrà comunque allargarsi in futuro, poiché né quella per il dollaro e per l’economia statunitense, né la minaccia rappresentata dagli USA per la pace mondiale svaniranno molto presto.

  • L’uso di integratori alimentari per il nostro benessere

     Affinchè una dieta sia sana ed equilibrata deve comprendere tutti i nutrimenti: componenti degli alimenti che l’organismo usa per svolgere le sue normali funzioni vitali. Una alimentazione carente di uno, pochi o molti di questi nutrienti può causare problemi di varia natura ed entità. Si può allora ricorrere all’uso di integratori alimentari

     I nutrienti organici, detti anche macronutrienti, sono, come noto, i carboidrati, le proteine e i grassi. Essi sono indispensabili fonti di energia e di materia (gli amminoacidi) per costruire altra materia (massa muscolare ed enzimi). I nutrienti inorganici o micronutrienti sono i sali minerali, l’acqua e le vitamine. Quest’ultimi spesso sono presi sotto gamba pur essendo fondamentali per la formazione delle molecole e la regolazione dei processi metabolici. Al contrario dei macronutrienti sono presenti in quantità minime negli alimenti ed un regime alimentare che omette determinati cibi può facilmente condurre ad una caranza ad alcuni di questi micronutrienti. Una loro mancanza può causare scompensi nel metabolismo e  lungo andare condurci a diversi problemi più o meno cronici e molto antipatici come i crampi, le unghie deboli ma anche a situazioni di anemia ed osteoporosi.

    Ormai è indiscutibile che privarsi di frutta e verdura a sufficienza fà sì che manchino vitamine e minerali. Oltre ad una dieta poco ricca ci possono essere altri motivi che rendano inadeguato l’apporto di nutrienti: malattie che non consentono all’organismo di assorbire in maniera adeguata queste sostanze oppure fasi della vita (crescita, gravidanza, vecchiaia) in cui si ha particolarmente bisogno di certi  nutrienti. In tutti questi casi, è bene e a volte necessario, integrare la propria alimentazione sopperendo alla mancanza di una o più di queste sostanze. Gli integratori alimentari altro non sono che una fonte concentrata di nutrienti. Possono contenere sostanze vegetali o non ma comunque naturali come la propoli, la pappa reale o il polline d’api. Gli integratori possono essere assunti solo per via orale e non rappresentano medicinali né prodotti dietetici atti a curare malattie o a dimagrire. Essi servono a favorire il benessere dell’organismo contribuendo ad un’alimentazione bilanciata e corretta e ad aiutare le funzioni fisiologiche dell’organismo.

    Concludiamo con una breve panoramica sugli integratori alimentari che sono comunenmente disponibili nelle erboristerie. A seconda dei componenti, si distinguono quelli costituiti da painte officnali e loro derivati, integratori di vitamine, di sali minerali, di fattori nutrizionali non essenziali ma che partecipano ai processi metabolici, di amminoacidi e loro derivati, di protenie, integratori energetici, di acidi grassi, integratori a base di probiotici (microorganismi capaci si superare a barriera gastrica e di arrivare “vivi” nell’intestino dove, riequilibrando la flora intestinale, normalizzano le funzioni intestinali e contrstano l’insorgere delle infezioni) ed infine intergratori di fibra. C’è davvero un mondo di benessere da scoprire dietro questi integratori ma non bisogna scordarsi che l’integratore più sano e naturale resta una sana ed equilibrata nutrizione. Ci si domanda solo se, col massimo dell’impegno, la vita moderna ci consenta di acquistare prodotti davvero sani e ricchi di nutrienti come è normale che sia o se la recente mania delle colture intensive non ci stia automaticamente rendendo vittime di una carenza nutritiva ormai diffusa.