Autore: ufficio-stampa

  • ANIELLO SARAVO: IL CELEBRE ARTISTA OSPITE ALLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE”.

    Il pregevole contesto espositivo delle mostre di “Spoleto Arte” accoglie le suggestioni pittoriche del noto artista Aniello Saravo. “Spoleto Arte” si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes e la curatela del professor Vittorio Sgarbi. La location designata per ospitare il grande evento è il magnifico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, nel centro storico cittadino.

     

     

     

    Nelle opere di Saravo poesia e sogno si legano fondendosi in stretto intreccio. A lui non interessa la pittura concepita nel senso più tradizionale del termine, ma vuole evidenziare e rafforzare soprattutto l’elemento connesso all’intensità e alla profondità emotiva. Riesce a creare un’unione speciale tra il rigore della lavorazione strumentale e il sentimento avvolto da lirismo aulico, nel quale i soggetti rappresentati emergono per la loro essenza interiore, per il significato dei messaggi impressi sulle tele, attraverso un denso e vitale impasto di sfumature e tonalità cromatiche, dosate e calibrate con abile maestria manuale. Predilige l’utilizzo della tecnica ad olio e si avvale di una tavolozza composta esclusivamente da pigmenti colorati di origine naturale.

     

     

     

    Saravo detiene un particolare primato artistico. Infatti, è il primo santagatese ad avere esposto a Parigi. Sulla toccante esperienza racconta “Ho provato tanta soddisfazione e orgoglio per essere stato il primo cittadino santagatese ad esporre opere proprie a Parigi. Sono contento di aver potuto rappresentare all’estero Sant’Agata de’ Goti e il comprensorio territoriale del Sannio”.

     

     

     

     

  • ALLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE” APPRODA DIEGO BOIOCCHI E LA SUA ARTE INNOVATIVA E ALL’AVANGUARDIA.

    Diego Boiocchi, alias Moho, giovane e carismatico artista moderno, sarà presente all’interno dell’esclusiva carrellata di nomi di spicco in esposizione alle rinomate mostre di “Spoleto Arte”curate dal critico Vittorio Sgarbi. L’evento attesissimo si svolgerà dal 27 Giugno al 24 Luglio nel contesto storico di Palazzo Leti Sansi, ubicato in Piazza del Mercato, nel centro nevralgico di Spoleto, con l’organizzazione dal manager produttore Salvo Nugnes.

     

    Boiocchi, accanto alla viscerale passione per l’arte ha studiato anche pianoforte, composizione e orchestrazione. Le sue opere sono posizionabili in una prospettiva fantastica tra reale e irreale e attraverso il sapiente uso della grafica, si inseriscono nell’ambito dell’attualissima e innovativa “Digital Art” e della avveniristica “Tradigital Art” riunendo simbolicamente il trasformismo contemporaneo alla tradizione classica, in un legame, che trova il suo filo conduttore portante nel desiderio di ricercare sempre originali forme d’espressione, di mettersi in gioco con inesauribile entusiasmo e spirito d’inventiva.

     

    Nella multiforme carrellata di opere alterna rappresentazioni basate sul finger painting, con stampa in monocromia e policromia, a quadri elaborati su tela con la tecnica mista, a olio, acquerello, pastello, che evocano immagini di piacevole impatto.

     

    E’ molto attivo nelle iniziative a scopo benefico ed è spesso coinvolto in manifestazioni, dove le sue creazioni vengono vendute per sovvenzionare e sostenere importanti progetti di Onlus e associazioni solidali.

  • Le mostre di “Spoleto Arte” accolgono le creazioni scultoree futuriste di Ruggero Marrani

    Il pregiato allestimento delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nella centralissima Piazza del Mercato a Spoleto, si svolgerà dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi di spicco selezionati per l’esposizione lo scultore Ruggero Marrani porterà alcune suggestive opere ispirate dall’influsso futurista.

     

    Marrani conduce la formazione accademica sotto la guida di Gerardo Dottori, pittore perugino, affermato protagonista della seconda generazione del futurismo. I suoi primi lavori sono creazioni su tela, caratterizzate da uno spessore materico molto accentuato, che si concretizzerà nel passaggio da bidimensionalità a tridimensionalità. Da inizio anni Novanta decide di abbandonare il percorso pittorico e dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si rivolge soprattutto al settore della ceramica policroma. In seguito, riprende gli studi cartografici e realizza le prime “Aerosculture” sintesi di processi e procedimenti, sia fisici sia mentali, sulle quali spiega “Ho effettuato la mia ricerca partendo dall’attenta osservazione cartacea di città o agglomerati urbani, che l’uomo ha costruito durante i secoli, da quelle micenee, greche e romane, alle planimetrie Nazca in Perù, fino alle città medioevali e rinascimentali”. E aggiunge “Nella realizzazione di ogni opera, partendo dalla forma perimetrale della base in legno, lo studio del progetto segue uno schema geometrico dinamico, che dà la forma alla terracotta per creare un -unicum- tra base d’appoggio e scultura”.

     

    Alla fine degli anni Novanta è ispirato dalle steli azteche, nascono i “Totem” sculture in ceramica a tutto tondo, con strutture dinamiche e “verticistiche”. Attraverso le “Aerosculture” e i “Totem” lo spettatore viene coinvolto, ma solo passivamente. Da qui la nascita delle “Aerosculture interattive e sonore” sulle quali commenta “Sono strutture, che consentono il coinvolgimento diretto e attivo del fruitore, che può agire e intervenire sull’opera, ruotandola, spostandola, muovendola e anche suonandola. Queste nuove soluzioni artistiche stimolano l’azione dell’osservatore, che può modificare l’aspetto formale, lasciando però intatta la caratteristica strutturale”. E prosegue “La mia parola d’ordine è vietato non toccare. Infatti, per uno sculture creare con le mani è assolutamente normale, ma anche lo spettatore per poter comprendere deve -sentire e vedere- attraverso il tatto. Con il tatto è possibile concretizzare la realtà e si possono percepire emozioni e sensazioni, che la vista da sola non potrebbe completamente soddisfare. Perciò, ho inventato queste opere di stimolo sensoriale e acustico”.

  • Nino Perrone insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione delle mostre di Spoleto Arte

    Il maestro Nino Perrone partecipa alle imminenti mostre di “Spoleto Arte” che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi. La cornice ospitante scelta per l’evento, organizzato dal manager Salvo Nugnes, è quella del magnifico scenario di Palazzo Leti Sansi, che si trova nella centralissima Piazza del Mercato, a Spoleto. 

    Perrone vanta al suo attivo una formazione artistica ad alto livello. Ha esposto in numerosi contesti ricevendo premi e riconoscimenti di prestigio, con ampio consenso da parte della critica di settore. Si cimenta con positivo successo, sia nell’ambito del realismo figurativo sia nello stile astratto informale, di matrice espressionista e concettuale. Elemento dominante della sua certosina e doviziosa ricerca, sempre in crescente evoluzione sperimentale, è il colore, nelle sue molteplici declinazioni di toni e sfumature. La tavolozza cromatica è ricca e corposa e viene concepita come prezioso strumento comunicativo, che gli consente di imprimere sulle tele quell’intenso corollario di sentimenti ed emozioni, che prendono forma e si materializzano virtualmente attraverso le opere.

    L’artista sottolinea “Lo studio approfondito del colore, la fusione e l’intreccio delle eterogenee sfumature, sempre ben dosate e calibrate, costituisce un punto nevralgico primario, sul quale focalizzo grande cura e precisa metodologia elaborativa, senza mai lasciare nulla alla casuale improvvisazione. Per questo i tempi realizzativi dei miei dipinti variano e si dilatano cronologicamente, con una certa ampiezza”.

    Nella sferzante energia vitale dell’arcobaleno cromatico da lui proposto, emerge un interessante riferimento di connessione al concetto di cromoterapia, che offre ai fruitori l’opportunità stimolante di carpire una chiave interpretativa, che va oltre l’impatto visivo dell’immagine riprodotta e si spinge in una dimensione sensoriale dinamica di benefica recettività quasi terapeutica, da poter condividere insieme. Tale connotazione avvalora i profondi contenuti dei messaggi e dei significati racchiusi nei quadri e risulta un tassello di fondamentale comprensione nell’approccio alla suggestiva arte pittorica di Perrone.

  • DANIELA VENTRONE E IL SUO NEOMANIERISMO: IL TUTTO NELLA SPLENDIDA CORNICE DELLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE”.

    Nel rinomato gruppo di artisti partecipanti alle attesissime mostre di “Spoleto Arte” rientra la pittrice Daniela Ventrone, con il suo originale stile connesso al figurativo. “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi, si terrà nel contesto dell’esclusivo Palazzo Leti Sansi, storico edificio situato in posizione centrale a Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

     

     

     

    La ricerca della Ventrone è caratterizzata dalla sferzante forza espressiva delle opere, dal disegno nitido, fluido e ben definito, dalle armonie cromo-luminose delle composizioni, con velature di colori e calibrati contrasti in perfetto equilibrio. Colpiscono il patos e la grandiosità della concezione rievocativa. È attratta dalle intense emozioni dell’anima, che riproduce nei dipinti tramite un accurato e dovizioso studio del volume dei corpi, della plasticità, dell’anatomia, del tono e della corposità della muscolatura. Nei marcati contrasti del gioco tra luci e ombre è frequente lo scenario del combattimento, nel quale uomini e animali sono contorti e avviluppati in un drammatico sforzo di gestualità dinamica, di immediato effetto spettacolare. È la lotta simbolica tra la materia e lo spirito dell’essere umano, che come una fiamma ardente brucia, si muove e cambia di continuo, mutando il suo aspetto.

     

     

     

    La sua arte si può ricondurre a una peculiare formula di neo manierismo, che richiama alla memoria il realismo e il luminismo caravaggesco. Prevale la tecnica dell’olio su tela di vaste dimensioni, che evidenziano una monumentalità strutturale e una consistente imponenza delle immagini. L’osservatore viene da subito attratto e coinvolto dall’azione a tema e si proietta all’interno dell’esaltante coreografia. Nella scelta mirata e mai banale della Ventroni lo sfondo solenne dei cieli risulta coerente con l’insieme e conferisce valore epico e sublime trascendenza.

  • A “Spoleto Arte” nel Palazzo Leti Sansi le installazioni futuriste di Matteo D’Errico

    Dal 27 giugno al 24 luglio lo splendido Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, accoglie le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. All’imminente evento partecipa anche Matteo D’Errico, con le sue istallazioni futuriste di matrice scultorea.

     

    Il talento autodidatta di D’Errico viene attirato dapprima dalla scultura più tradizionale, per poi rivolgersi ad un ambito di moderno trasformismo di stampo avveniristico, dove può esternare liberamente le sue originali visioni di tecnologica invenzione e creare un ponte virtuale di congiunzione tra regole strumentali, appartenenti alla tradizione ed elementi di innovativa progettazione.

     

    Nelle opere si diletta ad utilizzare anche prodotti di recupero, provenienti dal riciclo o dal comune uso domestico. Non stupisce dunque trovare nella multiforme produzione un ferro da stiro, un vecchio pc con relativa tastiera, una serie di piattaforme tipiche dei congegni e degli apparati elettrici ed elettronici. Questi prodotti vengono rivisitati e rigenerati in forma di dinamiche strutture artistiche davvero geniali nella loro coreografica nuova “dimensione vitale” di rinascita.

     

    Il fruitore, conquistato e incuriosito dall’appassionata sfida sperimentale intrapresa da D’Errico, viene spronato a cogliere un linguaggio di significati e messaggi simbolici da decodificare e decifrare, che si cela oltre l’impatto materico delle rappresentazioni e deriva dalla spiccata sensibilità introspettiva dell’artista. Emerge l’arguta metafora, in cui il cerchio della vita è collocato all’interno di un punto d’inizio, l’origine e di un traguardo conclusivo finale, che ne chiude simbolicamente i confini e li delimita. Il ruolo dell’uomo è proprio quello di scandire virtualmente questo decorso cronologico, che si identifica con le tappe esistenziali più salienti, intrecciandosi con l’habitat ambientale e architettonico circostante.

  • Alle mostre di Spoleto Arte le incantevoli creazioni di Vanessa Grant

    Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. 

    Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

    La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

    I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

  • “Spoleto Arte” accoglie l’astrattismo paesaggistico della pittrice Vanessa Grant

    Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

    Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

    La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

    I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

  • Vanessa Grant insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione delle mostre di Spoleto Arte

    Nell’esclusivo e selezionato entourage di artisti presenti alle rinomate mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, si annovera anche Vanessa Grant con la sua raffinata arte di astrattismo paesaggistico, di matrice figurativa. “Spoleto Arte” sarà allestito nel prestigioso Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, in Piazza del Mercato, dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. 

    Dal 2000 la Grant coltiva in modo accorato l’interesse e la passione per la cultura, sotto l’influenza della nonna materna, una donna giapponese emigrata alla Hawaii. Di lei ricorda “Mia nonna studiava qualsiasi cosa riguardasse l’arte, dal Canaletto al Cubismo e produsse opere di natura astratta, eseguendo anche ritratti di amici e familiari. Seguendo le sue orme ho sviluppato un mio stile personale. Non ho mai conosciuto mia nonna di persona, ma ancora oggi risento la sua influenza nelle mie creazioni”.

    La Grant spiega “L’intento propulsore, che mi guida è scoprire il mio mondo e poi con tutta l’anima dargli me stessa. Ho bisogno di cercare dentro la sfera dell’interiorità per tentare di riversare sulla tela l’essenza della natura e delinearne la sorgente d’origine, sapendo sempre, che entrambe sono parte di un -unico- omnicomprensivo. Il risultato che ottengo può variare ogni volta ed essere di tipo spirituale, gratificante e rigenerante”. E aggiunge “I paesaggi astratti hanno da definizione caratteristiche sia dei paesaggi sia degli astratti. Questo metodo di pittura può coinvolgere una consistente fantasia creativa, che si manifesta mediante l’alterazione di uno scenario riconfigurato già esistente oppure individuando un ambiente immaginario, abbracciando i principi espressionisti”.

    I suoi quadri possono offrire una ricca e variegata tavolozza di colori e tonalità e suscitano nelle spettatore un diversa visione dell’ambiente e delle strutture architettoniche circostanti, esprimendo l’energia della vita e della natura. Lo stile comunica una multiforme percezione di emozioni e sentimenti. Secondo la pittrice “La parola -astratto- significa allontanarsi dalla realtà, ma questo allontanamento può talvolta essere molto lieve e aprire un mondo di possibilità all’estro fantasioso e allo spirito d’inventiva”.

  • Il bianco e nero pittorico di Beatrice Cignitti in mostra a “Spoleto Arte”

    In occasione delle imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi sarà possibile ammirare il talento artistico di Beatrice Cignitti, con le sue emozionanti visioni pittoriche in bianco e nero. “Spoleto Arte” si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio nello splendido Palazzo Leti Sansi, rinomata dimora storica in Piazza del Mercato a Spoleto, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

     

    La Cignitti preferisce raffigurare il mondo circostante isolandone le forme attraverso il meccanismo dell’effetto in chiaro-scuro di ombra e luce, dove il disegno diventa lo strumento per cogliere il visibile e l’invisibile, inseguire i fasci luminosi e ritagliare lo spazio con la matita. L’impatto delle opere è davvero sorprendente. I soggetti rievocano le immagini di conchiglie, vasi, bicchieri, piccole ciotole, fiori, foglie secche, nature morte. Cimeli, che la suggestiva magia cromatica dei due colori in opposizione, come in un gioco di specchi riflessi, trasforma in miraggi misteriosi avvolti da forte intensità, in una dimensione tra realtà e fantasia onirica.

     

    Gli oggetti sembrano fermi, fissati in una condizione fuori dal tempo e dalla scansione cronologica. Il suo occhio da pittrice di acuta e spiccata sensibilità le permette di valorizzare una scelta narrativa composta da pochi elementi, selezionati nel dettaglio, sui quali studiare la collocazione ottimale rispetto alla fonte di luce dominante, che li rende protagonisti di una profonda riflessione. Si delinea una sorta di “Psicologia dell’oggetto” che trasmette importanti messaggi subliminali e metafore esistenziali. Si può individuare un riferimento al principio creatore, allo sguardo divino, all’origine del concepimento. I quadri esprimono un desiderio di spontanea autenticità e semplicità, che la Cignitti possiede e con naturale propensione, vuole condividere con l’osservatore.

  • Aida Abdullaeva espone le sue opere in occasione di Spoleto Arte

    Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti.

    Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

    Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

    Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.

  • ALBERTO PISTORESI: LA SUA CREATIVITA’ OMAGGIATA IN OCCASIONE DELLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE”.

    In occasione delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi, sarà possibile ammirare un’ampia carrellata di quadri, con disposizione antologica, appartenenti ad Alberto Pistoresi, in forma di omaggio simbolico commemorativo al rinomato esponente della pittura fiorentina. L’evento espositivo attesissimo, organizzato dal manager Salvo Nugnes, sarà allestito dal 27 Giugno al 24 Luglio nel contesto dello storico Palazzo Leti Sansi, nella Piazza del Mercato, fulcro centrale di Spoleto.

     

     

     

    Il ricordo dello straordinario talento artistico di Pistoresi resta sempre vivo nella memoria anche attraverso i pregevoli testi dei numerosi critici ed esperti d’arte, che negli anni hanno lodato ed elogiato le sue doti, esprimendo interessanti pareri a commento.

     

     

     

    In particolare, il maestro Pietro Annigoni, del quale è stato allievo, nel raccontare il primo incontro con Pistoresi scrisse “Al mercatino di San Pietro mi fece vedere una china acquerellata, che aveva fatto su per le rive dell’Arno. Mi parve una cosa notevole e sono sicuro di essere stato tra i primi ad incoraggiarlo. Da allora Pistoresi ha fatto molta strada. Nella sua pittura emergono fede caparbia e dedizione assoluta, è un lavoratore accanito. I suoi dipinti hanno composizione elementare, ma vigorosa con toni sonori profondi, luminosi, vibranti e impregnati di un sapiente e vissuto chiaroscuro, che pone in contrasto e al tempo stesso unisce l’intreccio dei colori”.

     

     

     

    Piero Bargellini sindaco di Firenze nel 1968 dichiarò “Pistoresi usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello, ma la sua opera sarebbe vana se non avesse come movente e come esito la poesia. Una sua poesia, dovuta prima di tutto da una trepida commozione suscitata da luoghi e figure, da un dolce incantamento d’anima e poi da una tenerezza, che si traduce sulla tela o sulla carta in trasparenze delicate, in fremiti amorosi, in segni efficaci, in toni essenziali”.

     

     

     

  • Una sfida a Milano: L’imprenditore Giovanni Gelmetti annuncia la fine lavori della Giax Tower

    A Milano l’imprenditore Giovanni Gelmetti annuncia la sua sfida in una conferenza, la fine dei lavori dell’elegante Giax Tower, il grattacielo più “In” del momento della città, situato in via Imbonati 62/2 si presenta a vista d’occhio molto lussuoso e imponente.

    L’imprenditore di fama nazionale nel meeting è stato affiancato da Silvana Giacobini in qualità di relatrice, l’incontro si è presentato come una vera e propria sfida milanese aperto al pubblico e con la collaborazione di Banca Intesa San Paolo.

     

    Una sfida sociale e culturale, con opportunità d’investimento, soluzioni con rispetto ambientale e risparmio energetico e una comodità abitativa eccellente, una grande soddisfazione per Gelmetti che vede il proprio lato professionale realizzato.

    E’ riuscito infatti a portare nella città milanese la modernità delle metropoli internazionali ridonando anche valore al quartiere milanese.

    La Giax Tower oggi il grattacielo più di tendenza si eleva per 25 piani e in tutto il suo splendore offre numerosi servizi con una tecnologia all’avanguardia e come ama dire Gelmetti a un costo congruo ed economico.

  • Il moderno classicismo figurativo di Aida Abdullaeva in esposizione alle mostre di “Spoleto Arte”

    Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti. 

    Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

    Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

    Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.

  • L’artista francese Jacqueline Domin espone le sue opere a “Spoleto Arte” nel Palazzo Leti Sansi

    Le grandiose mostre di “Spoleto Arte” curate dal Professor Vittorio Sgarbi, accolgono i coreografici scatti d’autore realizzati da Jacqueline Domin. “Spoleto Arte” è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes dal 27 Giugno al 24 Luglio all’interno del rinomato Palazzo Leti Sansi, struttura storica situata in Piazza del Mercato a Spoleto, in posizione centralissima.

     

    La Domin è artista autodidatta. Nasce a Parigi e vive in Italia da 25 anni. Di lei racconta “Insegno tecniche di rilassamento e meditazione basate sul respiro. Le mie fotografie sono la conseguenza di molte meditazioni en plein air contemplando la natura, in uno stato di pacifica partecipazione. Assisto alla straordinaria manifestazione della luce”. E spiega “Uso spesso la tecnica macro, ma senza l’obiettivo macro: Guardo e fotografo il piccolo da molto vicino e lì vedo spesso l’infinitamente grande. Sono mie compagne due macchine fotografiche, analogiche, di cui una subacquea, entrambe senza flash, in quanto utilizzo solo la luce naturale”.

     

    Emozione e suggestione scaturiscono dalle immagini della Domin, maestra dell’arte fotografica. Attraverso l’uso delle sfumature cromatiche e dei bagliori luminosi esalta il messaggio introspettivo contenuto nell’attimo fuggente immortalato e lo rende eterno e sempre presente. Le opere fanno riflettere l’osservatore attraverso il sapiente uso della dicotomia del gioco tra luci-ombre. L’obiettivo diventa il filtro per cogliere e trasfigurare il reale, personalizzandone la proiezione e fissandola nel tempo con vigorosa forza rievocativa.

     

    Le caratteristiche distintive delle foto artistiche della Domin sono le vibrazioni, l’ispirazione e l’energia vitale, che le qualificano come vere e proprie forme d’arte d’impeccabile elaborazione. La lucidità visiva del suo coinvolgente punto di vista, che consente anche un punto di osservazione sensibile e partecipativo, la perfezione assoluta delle inquadrature mai fredde o impersonali, la scrupolosa e certosina scelta dei soggetti ritratti, l’esaltazione garbata ed elegante dei colori nella loro più congeniale vivacità espressiva, conferiscono un plus valore aggiunto all’eterogenea produzione.

     

    Lo spirito d’inventiva e di creatività derivanti dall’acuto ed esperto occhio critico, capace di catturare e trasformare la realtà enfatizzando momenti e frammenti istantanei, che diventano unici ed irripetibili, si fonde con il trasporto emozionale, che guida la mano della Domin e le permette di raggiungere risultati di sorprendente impatto visivo, dimostrando la sua innata vocazione e l’ineccepibile maestria di fotografa professionista.

  • il Lido Nettuno di Capri si prepara a ricevere illustri ospiti tra cui Federico Moccia, Marisa Laurito, e molti altri

    Partenza alla grande per la stagione estiva del prestigioso Lido Nettuno ad Anacapri, con una squadra vincente, composta da un nutrito staff capitanato dalla vulcanica manager imprenditrice Laura Trezza. La moderna struttura vacanziera sorge ad Anacapri, collocata sopra la Grotta Azzurra, meraviglioso capolavoro della natura ammirata in tutto il mondo. La posizione centralissima permette di dominare il panorama dell’intero comprensorio con una visuale davvero coreografica. E’ stato predisposto un pacchetto di servizi inclusive offerti a costo assai vantaggioso per i fruitori, che potranno trascorrere giornata indimenticabili in un’oasi rigenerante e perfettamente attrezzata, per rispondere a qualunque particolare e specifica richiesta. 

    Ha ottenuto forte risonanza mediatica l’esclusiva festa mondana organizzata all’interno del Lido, a cui hanno preso parte importanti personalità, come Valeria Marini, Belen Rodriguez, Pamela Prati, Gianfranco Vissani, il manager agente Salvo Nugnes. Sono previsti in arrivo per prossimi eventi altri amici vip tra Federico Moccia, Marisa Laurito, abituali frequentatori e affezionati clienti del rinomato contesto vacanziero.

    Non mancheranno momenti dedicati al comparto artistico e musicale, con due appuntamenti imperdibili da programma: il 3 Agosto il critico Vittorio Sgarbi parlerà in conferenza a tema sul mondo dell’arte, intavolando anche un interessante dibattito con il pubblico e il 16 Agosto la soprano Katia Ricciarelli allieterà la platea con una performance canora dal vivo eseguendo brani famosi di intensa suggestione.

  • IL MANAGER SALVO NUGNES AFFIANCATO DAI GRANDI NOMI DELLO SPETTACOLO: TUTTI INSIEME A FAVORE DEI MARO’ IN INDIA.

    I grandi nomi dello spettacolo e della cultura, da Katia Ricciarelli a Vittorio Sgarbi, da Francesco Alberoni a Silvana Giacobini, da Alessandro Meluzzi a Cristiano De André, capitanati dal manager agente Salvo Nugnes, si schierano a favore dei Marò italiani trattenuti in India, in occasione della manifestazione nazionale a Roma, organizzata dall’Unsi, in piazza Bocca della Verità, in data 14 Giugno.

     

    Il quotidiano “Libero” ha dedicato ampio spazio alla delicata questione internazionale e ha pubblicato le dichiarazioni integrali a commento degli illustri personaggi, che hanno dimostrato forte vicinanza ai due Marò e ai loro famigliari, auspicando una soluzione tempestiva ed efficace alla grave situazione.

     

     

    Francesco Alberoni spiega “Ritengo, che sia una questione da portare davanti all’assemblea delle Nazioni Unite, come segno di gravissimo atto di inciviltà. È un problema generale, non è solo un problema giuridico tra India e Italia. Bisogna, che l’Onu stabilisca qual è il comportamento più civile. L’India non deve processare degli innocenti. Gli altri Stati devono portare appoggio di sostegno all’Italia. E’ una denuncia di richiesta, in forma di invito all’india a liberarli in modo definitivo”.

     

    Katia Ricciarelli afferma “Auspico, che si arrivi quanto prima a una soluzione positiva, sono vicina con affetto ai Marò e ai loro famigliari e ammiro molto la dignità, che hanno dimostrato in questa sofferta vicenda”.

     

     

     

    Cristiano De André dice “Speriamo tanto in un’azione incisiva dell’Italia per risolvere il problema delicato. Potrei dire, forza Italia soprattutto in questo caso, prendendo spunto anche dalla frase in ambito di tifoseria calcistica per i mondiali”.

     

  • La raffinata pittura d’ispirazione floreale di Angelica Cioppa esposta a “Spoleto Arte”

    Nell’ambito delle rinomate mostre di “Spoleto Arte” che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, la nota pittrice Angelica Cioppa esporrà alcune sue creazioni ispirate al tema floreale. La location ospitante designata per “Spoleto Arte” è lo splendido Palazzo Leti Sansi, nel centro storico spoletino, in Piazza del Mercato.

     

    La Cioppa nata in Scozia, studia tra Parigi, Londra e Bruxelles, acquisendo consolidata padronanza delle tecniche strumentali e piena competenza dei virtuosismi artistici. Si muove in un contesto di libera interpretazione di un elemento per eccellenza della natura, il fiore, senza alcuna tendenza imitativa e decorativa, ma con l’intento di estrapolare una raffigurazione unica e speciale nel suo genere, dando un effetto esclusivo all’entità -Fiore- concepita come una sorta di figura vivente animata, di soggetto autonomo e indipendente impresso sulla tela.

     

    Le rappresentazioni occupano ampio spazio di colore, dai toni sferzanti e prorompenti, si dilatano e si estendono mostrando una materia generalmente pura, incontaminata e spesso dominata da una certa tendenza alla deformazione, che crea un rilievo di distacco, un estraniamento del fiore stesso rispetto al contorno circostante. Il centro degli stami e dei pistilli viene volutamente posto in contrasto e in contrapposizione all’ovaio, da cui sono generati i pollini, fino a raggiungere forme, che rasentano l’informalità espressiva e regalano prospettive di visione tridimensionale all’insieme.

     

    L’impatto estetico è ricco di intrinseca misteriosità naturale. Il mondo fiorito si propone agli occhi dell’artista come una leggenda densa di magiche presenze variopinte, rigogliose e floride nell’essenza sostanziale dell’esistere e forse anche simbolicamente rispecchianti il loro destino di precarietà, di suadente fascino stremato dallo scorrere implacabile del tempo e dalla fine già preannunciata, com’è destino, che sia per ogni cosa bella.

     

    Il messaggio, che la Cioppa lancia all’osservatore è fortemente percepibile. I fiori sembrano chiedere la simpatia di chi li guarda, per sopravvivere e invitare a carpirne il significato più importante e recondito, di componenti vive e palpitanti, dotate di accattivante e passionale sensualità. Nei quadri emerge la necessità di non limitarsi ad una semplice operazione di esecuzione descrittiva, ma bensì di fornire un’accurata e doviziosa analisi personale, da trasmettere al fruitore.

     

    Sulla base degli insegnamenti del filosofo Immanuel Kant, per il quale “L’artista può e anzi deve trascurare totalmente la realtà apparente e comune, per trarre dalla propria fantasia gli elementi della sua opera” la Cioppa offre un meritevole e lodevole esempio di elevata capacità rielaborativa e conclamata abilità cromatica. Ci regala delle incantevoli e delicate proiezioni, in cui nulla è banalmente decorativo, ma si allinea in una preziosa cornice di vibrante e pulsante vitalità.

  • L’arte cosmopolita di Clara Fantini in esposizione nel prestigioso contesto di “Spoleto Arte” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes

    Dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014 le storiche mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, accolgono le illustri mostre di “Spoleto Arte” con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Nell’occasione saranno esposte le creazioni di stile cosmopolita di Clara Fantini. 

    La Fantini, genovese di nascita si è formata artisticamente a Roma, dove fin dal primo anno di scuola liceale dimostra particolare inclinazione e predisposizione per la pittura e il disegno. Dal 1985 vive e lavora in Grecia, a Kavala e dal 1992 ha esposto i suoi lavori in Italia e all’estero, ricevendo grandi consensi di pubblico e critica di settore.

    Di lei racconta “L’amore e la passione per la pittura, riproposta con il prezioso supporto della mia famiglia, mi consente di superare tutte le difficoltà. Dipingo quando riesco a trovare un po’ di tempo libero, ma soprattutto di notte. Utilizzo in prevalenza oli, pastelli, carboncini, colori acrilici, in connubio con materiali naturali come il legno, il ferro e la canapa. Il mio impegno è costante sia a livello famigliare sia a livello artistico. Ho un’inesauribile propensione nella ricerca persistente di nuove idee e innovativi elementi d’ispirazione”. E aggiunge “L’incontro con i pittori di Kavala è stata la chiave di svolta per entrare nello scenario greco ed approfondirne i contenuti e le modalità espressive più caratteristiche”.

    E’ stata insignita di un premio speciale per l’opera dal titolo “Insieme” attualmente conservata presso la casa del governo a Kabala. E’ un progetto ad ampia portata internazionale, che esprime uno specifico significato semantico e rappresenta i valori universali primari da tutelare e salvaguardare. La Fantini dichiara “-Insieme- assume una profonda valenza di significato etico-morale. Illustra il percorso umano verso il futuro. Un viaggio difficile e irto di ostacoli, come il periodo storico-sociale, che stiamo attraversando. Io raffiguro metaforicamente gli ombrelli come simboli di protezione e difesa dei valori umani di solidarietà, giustizia, amore, onestà”.

  • ANNEMARIE AMBROSOLI: LA SUA ARTE “EN PLAIN AIR”, IN BELLA MOSTRA A SPOLETO ARTE.

    Grande attesa per “Spoleto Arte” le mostre curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, nel contesto esclusivo di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, in posizione centralissima nel cuore di Spoleto. L’evento di prestigio si svolgerà dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel selezionato novero degli artisti in esposizione si inserisce Annemarie Ambrosoli, con i suoi coreografici dipinti.

     

     

     

    Il percorso artistico dell’Ambrosoli è stato segnato dai maestri dell’impressionismo, del postimpressionismo e dal fauvismo. Nella solida formazione hanno acquisito grande rilevanza i soggiorni in Lombardia, Alto Adige e Austria. E’ stata seguita nel periodo giovanile da una persona di famiglia, il talentuoso zio Ercole Frigoli, paesaggista, che le ha insegnato la tecnica della pittura ad olio e le ha trasmesso l’amore per la natura e l’habitat naturale circostante. In vent’anni di approfondita ricerca e sperimentazione stilistica, il tema da lei preferito è la pittura di paesaggio “En plein air” con l’intento di approcciarne le differenti modalità esecutive, trasferendole fedelmente sulle tele, come rappresentazione autentica e dettagliata della realtà.

     

     

     

    L’Ambrosoli racconta “La natura è il modello per la realizzazione di animati giochi di colore sulla tela. In primis, voglio trasmettere emozioni e sentimenti e il soggetto rappresentato passa, per così in secondo piano, seppur rivestendo una posizione importante nell’insieme pittorico”. E spiega “Gli alberi sono una tematica primaria, soprattutto durante la stagione fredda, passeggiando in cerca di motivi d’ispirazione, trovo nei loro rami dei movimenti conosciuti, che riescono ad infondermi emozioni, che poi imprimo e trasferisco nelle opere”.

     

     

     

    Si diletta anche nella creazione di “Insiemi – Ensembles” intesi non come elementi singoli del paesaggio, ma come combinazione di più elementi diversi, per comporli ad intreccio e rispecchiare la storia e l’interazione tra uomo e ambiente, caratterizzando l’identità di un luogo o di una regione. L’Ambrosoli dice “I paesaggi, gli insediamenti e i centri abitati sono in continua e rapida trasformazione, con il rischio di omologazione e perdita di eterogeneità. I miei lavori pongono l’accento su questo aspetto focale”.

     

     

     

    Altro filone a lei caro è quello dei “Nudi e ritratti”. Non emerge soltanto la raffigurazione del viso, ma si evince la personalità del modello riportato nel quadro. L’Ambrosoli sottolinea “Nei nudi, come insegnano i pittori impressionisti Renoir, Manet, Degas, non è la sola rappresentazione del corpo di interesse, ma l’essere individuo, i suoi sentimenti, le emozioni, i sogni, le paure, le speranze”.

     

     

     

     

  • Nell’esclusivo complesso del Lido Nettuno di Anacapri grande attesa per la conferenza sull’arte di Vittorio Sgarbi

    Il corposo calendario di importanti iniziative previste nell’esclusiva struttura del Lido Nettuno, che si trova nel cuore della splendida isola, in via Grotta Azzurra ad Anacapri, si arricchisce di un evento di forte prestigio, con la conferenza del noto critico Vittorio Sgarbi “Spoleto Arte – Da Pier Paolo Pasolini a Dario Fo”, prevista per Domenica 3 Agosto 2014, alle ore 21, che regalerà agli spettatori una coinvolgente lectio magistralis, affrontando un’eterogenea carrellata di interessanti argomenti e intavolando anche un vivace dibattito aperto con il pubblico. L’incontro è organizzato in collaborazione con il manager produttore Salvo Nugnes.

     

    Sgarbi approfondirà la tematica delle Mostre di Spoleto Arte, da lui curate, che si svolgono, dal 27 giugno al 24 luglio, nello storico Palazzo Leti Sansi, con protagonisti nomi di spicco ed illustri esponenti del panorama attuale, tra cui il Premio Nobel Dario Fo, maestro indiscusso del teatro italiano e Pier Paolo Pasolini, il celebre regista visto tramite un incredibile reportage fotografico.

     

    “Spoleto Arte” costituisce una sorta di osservatorio sull’arte attuale, voluto da Sgarbi, per onorare la memoria e celebrare il ricordo dell’esimio Giancarlo Menotti e per valorizzare al meglio le preziose creazioni esposte. Al riguardo Sgarbi afferma: “Spoleto Arte è un modo per dare continuità di prosecuzione alle numerose iniziative di rilievo già realizzate in questi anni nella famosa città umbra, considerata un riferimento primario e imprescindibile a livello artistico-culturale e un fondamentale contenitore per accogliere molteplici manifestazioni prestigiose“.

  • La raffinata artista Grazia Massa esporrà i suoi quadri cromatici nelle sale dello storico Palazzo Leti Sansi, in occasione delle prestigiose mostre di Spoleto Arte

    È prossimo l’inizio delle straordinarie mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, previste dal 27 giugno al 24 luglio, all’interno dello storico palazzo Leti Sansi, situato in Piazza del Mercato, nel cuore di Spoleto. In esposizione anche le cromatiche geometrie pittoriche di Grazia Massa.

     

    La Massa, fin da giovane età ha sentito l’esigenza di esprimere i suoi sentimenti attraverso l’arte. Le tematiche affrontate negli anni di formazione sono varie: paesaggi en plein air, nature morte, figurative con una particolare attenzione alla figura umana. Le tecniche usate sono varie: acquerello, olio, tempere, pigmenti vinilici, a fresco, gouaches, smalti. Successivamente passa all’astratto di matrice concettuale, dove esterna emozioni e sensazioni tramite il colore, dipingendo forme semplici, segni ed elementi della geometria, linee pulite ed essenziali.

     

    Nei quadri si individuano percorsi, che si intrecciano, si fondono, si interrompono, cercano di uscire dagli spazi predefiniti, lasciando stupito e quasi attonito l’osservatore, che nel contempo è invogliato a cogliere nell’intricata tortuosità il proprio cammino esistenziale, talvolta bruscamente bloccato da forzature e costrizioni esterne. Queste rappresentazioni riconducono ad un piano di profonda realtà interiore, lasciando trapelare significati e messaggi rivolti al fruitore.

     

    Connotazione qualitativa molto rilevante, delineabile nelle opere astratte, è la non ripetitività di se stessa, poiché l’artista rinnova ogni volta le componenti segniche e materiche delle sfumature e tonalità utilizzate con fantasiosa capacità di rigenerazione. Ogni raffigurazione non è un discorso finito e concluso a se’ stante, ma si ricongiunge ad una visione ampia e aperta, seppur contenuta in una concezione di unicità ed esclusività elaborativa e progettuale.

     

    La pittrice commenta “le opere della mia ricerca artistica sono un transito, un passaggio. Ogni fruitore può cercare di scoprire il proprio percorso di vita, avvicinarsi ai quadri e attraverso un’osservazione partecipe e consapevole, può individuare il suo percorso più congeniale, sintonizzandosi sui pensieri e con lo sguardo seguendo la strada, sulla sequenza virtuale immaginaria, che risulta più vicina e affine al suo modo di essere, all’ego introspettivo più intimo. In sintesi, questo è il processo, che mi ha stimolato nell’approccio all’astrattismo e che desidero condividere”.

     

    Prosegue sottolineando “quali e quanti percorsi riusciamo a compiere nella nostra esistenza? Quante volte abbiamo sbagliato strada o direzione e abbiamo dovuto cambiare direzione e orientamento, per poterci ritrovare in pace con noi stessi? Non c’è vita, che non sia tortuosamente vissuta e, che non abbia dato l’opportunità di creare occasioni e tappe -nodali- che hanno segnato per sempre il nostro cammino. Con i miei lavori desidero focalizzare l’essenza primaria del nostro vivere, affinchè ne comprendiamo l’importanza e l’incidenza sostanziale, con sensibile e ispirata propensione”.

     

  • 3. ISABELLE CASELLA: NELLA GRANDE CORNICE DI SPOLETO ARTE, AL VIA DAL 27 GIUGNO, PER PRESENTARE LE OPERE D’ARTE DELL’ARTISTA FRANCESE.

    In occasione delle imminenti mostre di “Spoleto Arte”, che si svolgeranno dal 27 giugno al 24 luglio, con la curatela di vittorio sgarbi e l’organizzzazione del manager produttore Salvo Nugnes, sara’ possibile ammirare le visioni oniriche dell’arte di isabelle casella, conosciuta con lo pseudonimo di belle. l’allestimento espositivo e’ all’interno dell’elegante palazzo Leti Sansi, situato nel cuore di Spoleto, in piazza del mercato.

     

    Cio’, che contraddistingue l’estro creativo della casella e’ il vivace e innato talento di autodidatta. inizia e dipingere all’eta’ di 16 anni e ritrae il volto di Van Gogh. non frequenta scuole specifiche, ma studia e si documenta per proprio conto sulle vite degli artisti, che piu’ la appassionano. tra questi spicca il celebre maestro Salvador Dali’, nel quale ritrova uno spunto stimolante per la sua ricerca stilistica, in particolare in riferimento alla rappresentazione di immagini e rievocazioni concepite in chiave di interpretazione del sogno e di tutta quella sfera emozionale, scaturita dalla dimensione di onirismo e fantasia surreale.

     

    La casella spiega “non voglio essere definita un artista in senso lato del termine, ma bensi’ una sognatrice a tutto tondo inserita nel mondo dell’arte, con la dote di riuscire ad interpretare ed esternare i miei desideri e i sentimenti dell’anima attraverso il pennello”. e aggiunge “per descrivermi basta guardare con occhio attento e sensibile i miei quadri, che gia’ parlano e svelano di me in modo assai approfondito”.

     

    Tra i soggetti principali impressi sulle tele emergono suadenti ballerine, che danzano su delle matite, mani misteriose, che sbucano dal cielo. spesso, ama immortalarsi in mezzo ai fiori e alle farfalle, elementi, che predilige accanto a se’ e dice “in un’altra vita sicuramente sarei nata farfalla”.

    Molto originali anche le installazioni di ali, da lei realizzate per indossarle immedesimandosi in farfalla e assumendo le sembianze di una magica fata, dall’incantevole allure.

     

    Rivolge il suo interesse e la sua ammirazione verso Frida Kahlo e la tradizione messicana, scoprendo l’uso di colori vivi, forti, decisi, energici, densi di sfumature tonali variegate e coinvolgenti, tipiche della cultura del Messico. da qui inizia a elaborare dei tributi per rendere omaggio simbolico alla famosa pittrice, facendole dei suggestivi ritratti, personalizzati con geniale inventiva.

  • Milano Art Gallery: Maria Pia Severi elogiata per le sue opere da Andrea Pinketts nella mostra organizzata da Salvo Nugnes

    La poliedrica artista Maria Pia Severi ha riscosso grandi consensi durante il vernissage inaugurale della mostra fotografica “I colori della realtà” allestita nella storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, dall’11 al 30 giugno, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

     

    Ad elogiarne il talento anche il popolare scrittore e noto volto televisivo Mediaset Andrea Pinketts, che ha visitato l’esposizione apprezzando i variegati scatti d’autore, realizzati dalla Severi durante i suoi numerosi percorsi itineranti, in Italia e all’estero. Da Capri a Lisbona, da Bologna a Firenze, da Modena a Mantova, ci regala immagini incantevoli, di autentica unicità ed esclusività.

     

    Il Professor Sgarbi commentando le creazioni della Severi ha dichiarato “Non i luoghi, ma la percezione dei luoghi, la memoria indefinita non delle situazioni e dei particolari, ma delle sensazioni, come ciò, che resta di un sogno. Le fotografie della Severi sono una sfida alla memoria, il tentativo di fotografare i ricordi, la natura anche imprecisa, ma decisiva”. E aggiunge evidenziando come “La sua tecnica appare impressionistica e divisionistica come la trascrizione di un sogno. Presenze costanti sono le donne, sfuggenti, assorte e affascinanti negli scatti, che suggeriscono la velocità dei loro passi e dei loro pensieri, ma anche l’immobilità di un momento, in cui fermarsi e sorridere. Contro la distanza dei luoghi impone la perdita del fuoco, rinunciando alla nitidezza, che è propria della riproduzione fotografica. Ed è questa l’originale ricerca, che ne caratterizza l’opera coerente”.

     

  • ANTONELLA LAGANA’ SBARCA A SPOLETO, PER ESPORRE I SUOI COINVOLGENTI DIPINTI IN UNA GRANDE CORNICE ARTISTICA.

     

    Un’interessante serie di dipinti dell’artista Antonella Laganà saranno presenti nell’illustre contesto espositivo delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Il grande evento si svolgerà all’interno delle storiche mura del Palazzo Leti Sansi, che si trova nel cuore del centro storico di Spoleto, nella coreografica Piazza del Mercato.

     

     

     

    Dalle opere della Laganà si proiettano, quasi avvolti da atmosfera misticheggiante di coinvolgente impatto, dei vortici luminosi, delle danze segniche e cromatiche. La sua pittura stimola l’osservatore a cogliere e conoscere dimensioni di nuove realtà visive. Attraverso i segni e le speciali grafie compositive, elaborate in modo personalizzato, esprime tutto il suo mondo interiore di emozioni, percezioni e sensazioni da condividere con il fruitore, in un simbolico viaggio onirico tra fantastico e reale. I suoi intensi messaggi vanno oltre lo spazio delimitato dalla tela, per gridare urlando con forza ed energia la loro verità, per sconfiggere il buio delle tenebre e arrivare alla luce e alla salvezza eterna.

     

     

     

    La Laganà ama definire la sua espressione stilistica con il termine di “Spazialismo Lirico” per la particolare connotazione di poetico lirismo, che le contraddistingue in tutto il loro accattivante fascino di armoniosi intrecci e fasci colorati. Vittorio Sgarbi di lei ha detto “Ama definirsi -maga- dell’arte, non pittrice, perché considera pura magia saper tradurre in forma l’essenza di un’emozione”.

  • Graziella Paolini Parlagreco espone le sue opere in occasione di Spoleto Arte organizzato dal noto manager Salvo Nugnes

    Nel prestigioso “contenitore artistico” delle mostre di Spoleto Arte, si inserisce la nota pittrice Graziella Paolini Parlagreco, con il suo delicato lirismo poetico. “Spoleto Arte” con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio nello splendido Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, cuore pulsante del centro storico Spoletino. 

    La Paolini Parlagreco è amante delle arti figurative, della poesia, del teatro, della danza, della filosofia, della ricerca esoterica e di tutto ciò, che riguarda la bellezza e il mistero della vita in genere. Amante della pittura e della calcografia, ha sperimentato con grande successo e soddisfazione anche la tecnica dell’incisione.

    L’ampia produzione comprende nature morte, marine e una ricca galleria di quadri dedicati a soggetti femminili. La tensione creativa si percepisce in ogni opera, unitamente all’estro raffinato e ricercato e alla virtuosa maestria elaborativa. La scelta a cui si ispira genera interazione tra pittura e realtà, da cui proviene un linguaggio figurativo, che alterna rappresentazioni realistiche a tematiche surreali. Il tutto è sottolineato da un comune denominatore: la sintesi come essenza delle cose.

    Le raffigurazioni sono collocate in spazi fantastici e luoghi della memoria, testimoni di un tempo passato, di un ambiente particolare, di una positiva energia culturale. Spesso viene inserito l’elemento simbolico, per dare un plus valore ai significativi messaggi impressi sulla tela. Emerge la prevalenza assoluta del segno e la precisa scelta delle luci e delle sfumature cromatiche declinate in suadenti tonalità. Spicca il rosso, nella sua pura lucentezza e intrigante passionalità, che si riverbera e offre alle immagini un allure di coinvolgente sensualità. La Paolini Parlagreco si rivela convinta estimatrice ed interprete del culto del bello e di quel concetto di bellezza, che per il filosofo Platone coincide con il bene universale.

  • Alle attesissime mostre di “Spoleto Arte” il poliedrico Francesco Pezzuco espone le sue innovative creazioni

    Nel novero dei talentuosi artisti in esposizione all’interno delle attesissime mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno presso Palazzo Leti Sansi dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, il poliedrico Francesco Pezzuco sarà presente con una carrellata di creazioni pittoriche innovative e intrise di messaggi subliminali ad ampia portata sociale. 

    La sua ricerca stilistica si basa sull’espressione elegante e calibrata, oltre che sulla sperimentazione dinamica.

    L’arte per lui diventa un tramite, uno strumento prezioso ed efficace per divulgare nell’opinione pubblica importanti riflessioni etiche e morali, rivolte sia alla coscienza individuale sia a quella collettiva.

    I suoi quadri assumono la peculiare connotazione distintiva di mezzo di denuncia indirizzato a fornire il giusto incipit motivazionale per stimolare la rivalutazione del rapporto tra uomo e natura, interpretato come linguaggio universale, spesso dimenticato e svilito, a causa del grave degrado ambientale provocato dall’azione umana distruttiva.

    Pezzuco afferma “Solo tramite un effettivo rinnovamento l’uomo potrà entrare in una dimensione esistenziale di centralità assoluta e rigenerata, per riscoprire la propria essenza e la vera identità, che gli appartiene come essere sensibile, intelligente e consapevole del ruolo di primaria responsabilità verso se stesso e ciò, che lo circonda nella sua globalità”.

    E sottolinea come “L’ uomo, diversamente dagli altri animali, ha il senso dell’arte. Penso, che l’arte consenta all’uomo di elevarsi, l’arte è un dono, che ci salverà. L’arte è un potente ed incisivo mezzo di denuncia sociale, che mi consente di affrontare le tematiche, che più mi stanno a cuore”.

  • Spoleto Arte esporrà Francesco Pezzuco insieme ad rinomato di gruppo artisti organizzato dal noto manager Salvo Nugnes

    Nel novero dei talentuosi artisti in esposizione all’interno delle attesissime mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno presso Palazzo Leti Sansi dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, il poliedrico Francesco Pezzuco sarà presente con una carrellata di creazioni pittoriche innovative e intrise di messaggi subliminali ad ampia portata sociale. 

    La sua ricerca stilistica si basa sull’espressione elegante e calibrata, oltre che sulla sperimentazione dinamica.

    L’arte per lui diventa un tramite, uno strumento prezioso ed efficace per divulgare nell’opinione pubblica importanti riflessioni etiche e morali, rivolte sia alla coscienza individuale sia a quella collettiva.

    I suoi quadri assumono la peculiare connotazione distintiva di mezzo di denuncia indirizzato a fornire il giusto incipit motivazionale per stimolare la rivalutazione del rapporto tra uomo e natura, interpretato come linguaggio universale, spesso dimenticato e svilito, a causa del grave degrado ambientale provocato dall’azione umana distruttiva.

    Pezzuco afferma “Solo tramite un effettivo rinnovamento l’uomo potrà entrare in una dimensione esistenziale di centralità assoluta e rigenerata, per riscoprire la propria essenza e la vera identità, che gli appartiene come essere sensibile, intelligente e consapevole del ruolo di primaria responsabilità verso se stesso e ciò, che lo circonda nella sua globalità”.

    E sottolinea come “L’ uomo, diversamente dagli altri animali, ha il senso dell’arte. Penso, che l’arte consenta all’uomo di elevarsi, l’arte è un dono, che ci salverà. L’arte è un potente ed incisivo mezzo di denuncia sociale, che mi consente di affrontare le tematiche, che più mi stanno a cuore”.

  • A Spoleto Arte in mostra il surrealismo artistico del maestro Fabrizio Pinzi

    Nello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio si terranno le illustri mostre di “Spoleto Arte” con la curatela affidata al critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Nel nutrito gruppo degli artisti partecipanti è stato selezionato anche il rinomato maestro Fabrizio Pinzi, che esporrà interessanti quadri influenzati dalla matrice di stampo surrealista, fonte ispiratrice primaria della sua personale ricerca espressiva.

     

    Dall’appassionata fantasia pittorica di Pinzi si coglie un simbolico emblema derivante dal suo prezioso patrimonio spirituale, che genera immagini d’incredibile visionarietà, che vogliono stupire e meravigliare l’osservatore attraverso l’originale artificiosità concettuale della loro elaborazione. Venuti meno i rigidi freni inibitori e le costrittive barriere mentali della coscienza razionale, in lui prevale l’istinto irrazionale ideativo di dare vita a figure e soggetti dal virtuosistico effetto cromatico, che solo in apparenza può sembrare incongruo nella disposizione, ma che compone uno spazio ben delimitato e definito. In esso, le rappresentazioni e i cromatismi assumono un’enigmatica e misteriosa profondità di significato, lasciando emergere dalle tele un sentimento inconscio, caratterizzato da rievocazioni surreali iperrealistiche e da un mondo immaginario, animato da dinamiche pulsioni e desideri introspettivi.

     

    Emerge un articolato complesso di elementi e meccanismi fantastici e onirici, che rimandano al surrealismo con formidabili metafore, basate su un linguaggio subliminale, codificato da una semantica, che deve essere compresa a livello istintivo piuttosto, che tramite la riflessione razionale. Lo spettatore viene stimolato a percepire la giusta dimensione del narrato, nel quale Pinzi rivela se stesso con impeccabile efficacia comunicativa. Un’impronta dal simbolismo mistico, che traccia un equilibrio sostanziale impeccabile nel dialogo tra forme e colori per evidenziarne al meglio l’essenza costitutiva, suggerendo molteplici chiavi di lettura e spunti interpretativi.

     

  • MILANO ART GALLERY: OCCHI PUNTATI SULLA NUOVA MOSTRA FOTOGRAFICA FIRMATA MARIA PIA SEVERI.

    Nello storico spazio culturale “Milano Art Gallery”, in via Alessi 11 a Milano, ci si prepara ad accogliere l’artista modenese Maria Pia Severi e la sua mostra fotografica, intitolata “I colori della realtà”. Il tutto organizzato, come di consuetudine, dal manager Salvo Nugnes, con inaugurazione in data 11 Giugno 2014, alle ore 18.30.

    La Severi, sulla scena artistica da molti anni, dimostra grande destrezza e sensibilità artistica. Con i suoi scatti estremamente originali, l’artista modenese, ha avuto modo di pubblicare numerosi volumi, che hanno riscontrato ottimi consensi di pubblico e di critica.

     

    Il Prof. Vittorio Sgarbi commentando la poliedrica fantasia creativa di Maria Pia Severi afferma: “La frammentazione della realtà operata dalla Severi regala una stupefacente intensità. Colpiscono i giochi di luce arricchiti da rimandi al dinamismo e alla celerità, che rapiscono lo sguardo muovendolo all’interno di un vortice, in cui le immagini riprodotte arrivano a conquistare colui che le osserva”. E sottolinea “La Severi non vuole, che le sue fotografie riproducano alcunché, ma che siano l’equivalente in moto e anche remoto, del nostro ricordo, delle nostre sensazioni. Un’emozione, una luce, un’impressione, una fotografia fuggitiva, che non focalizza un luogo e che non riproduce un momento, ma uno stato d’animo per la perdita dei sensi, uno stordimento. Come chi si sveglia all’improvviso e ricorda soltanto i frammenti di un sogno, perdendone il senso, la continuità narrativa”.