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Un pezzetto del Monferrato a Good..

Nel  3° Salone delle specialità enogastronomiche ed agroalimentari,che si tiene a Udine in questi giorni, anche il Monferrato è rappresentato, nel pad. 2 di Vinum Loci e Città del vino.

Il Comitato “Vinum Loci”,è nato per  promuovere la ricerca scientifica e la conoscenza dei vitigni antichi e autoctoni italiani, in modo da poter pubblicare i risultati di questi studi in schede che, salvando vitigni antichi e vini autoctoni dall’oblio o quanto meno dall’anonimato, ricostruiranno la mappa dell’immenso patrimonio vitivinicolo nazionale.

Le Città del Vino e Vinum Loci sono presenti a Good con un banco d’assaggio di Passiti naturali e ad accompagnare la degustazione dei passiti saranno i dolci di Daniela, titolare dell’azienda artigianale Magie del Monferrato.

Questi piccoli capolavori dolci e salati della tradizione piemontese sono il risultato della  cura nella scelta delle materie prime e dell’attenzione alle intolleranze alimentari ed esprimono la passione nel realizzare ogni singolo biscotto.

“Magie del Monferrato” nasce da un idea di Daniela Caviglia, la titolare. Con il DNA del nonno Annibale, che negli anni ‘50 con l’azienda A.L.M.A. SPA, costruì la stazione di Portanuova a Torino,si è inventata una serie di prodotti dolci e salati da forno e ogni singolo biscotto, è confezionato con la foto di un paese dell’Alto o Basso Monferrato. In più “Magie” perché con l’effige dei 22 arcani maggiori dei tarocchi, il “Tarocchiso” , venduti con tanto di “Bugiardino,a raccontare ciò che è mistero, con una voglia di qualcosa di nuovo, unico e originale! La vita è la realizzazione del sogno della giovinezza e Daniela lo testimonia con questa linea che riporta a questa terra, in pieno Monferrato, dalle dolci colline ricche di storia, di eccellenze artistiche, di cibi e vini di antica tradizione.

Simpaticamente chiamata la “regina degli impasti” è Erika, la figlia di Daniela, con Roberta e Giorgia, si dedica alla preparazione, amalgamando accuratamente le materie di prima qualità, per trasformarli in biscotti, baci di dama, lingue salate o la nostra specialità (sempre salata): I “Munfrà”!  Con la soddisfazione della loro mamma, che controlla la produzione e il contatto con i clienti proponiamo anche una linea senza glutine non solo per chi è intollerante, ma anche per chi vuole mangiare sano e rimanere più leggero e in linea! Sostituendo la farina di frumento con farina di riso 100% o farina di farro 100% tutti i nostri prodotti (o quasi) possono essere proposti con questa importante variante.!

Lavoro duro e onesto di tenaci artigiani, popolo piemontese ricco di iniziative, come del resto dimostra  il passato, per soddisfare non solo il  lavoro ma per creare nuove aspettative, in un mercato sempre più difficile e competitivo. Le tradizioni non devono essere assorbite dall’innovazione e dalla tecnologia.  Questo è l’impegno di Daniela e della sua azienda; valorizzare il territorio attraverso un percorso tutto “Monferrino” esaltando  gusti e sapori.

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150 anni, 150 piatti, 150 territori..L’Italia unita attraverso la sua cultura enogastronomica: la scommessa di SapereSapori e le Città del Vino

La tradizione in cucina, i piatti che ancora oggi si insegnano ai figli, sono l’aspetto che più rappresenta l’identità nazionale e che hanno ancora un forte legame con il territorio, con i prodotti locali e con i  nostri ricordi.

La cucina enogastronomica italiana è fatta di tante tradizioni territoriali, ognuna molto diversa dalle altre, ed ognuna con una sua storia..la storia del suo popolo

I ristoranti e gli agriturismi potranno partecipare all’iniziativa “Un’Itàlia” gratuitamente, proponendo un piatto tradizionale locale, elencando gli elementi base locali utilizzati, e la descrizione tradizionale sia in italiano che, facoltativamente, in forma dialettale, per cucinarlo

Una giuria scelta fra giornalisti enogastronomici, scrittori, chef, selezionerà i 150 piatti che più rappresentano la storia e la tradizione nazionale e che utilizzano il maggior numero di ingredienti locali. AI 150 piatti selezionati, verranno abbinati 150 vini scelti per territorialità e  concordanza di sapori. I 150 piatti e i 150 vini saranno poi riproposti in forma editoriale.

Sapere Sapori, è nato nel giugno 2006 con l’obiettivo di diffondere cultura sulla storia del cibo e delle sue tradizioni; un viaggio culturale che ci fa conoscere la storia degli alimenti, per riscoprire usanze e tradizioni di cui ogni territorio custodisce le origini. Un percorso ambizioso, che inizia dai tempi in cui il cuoco era un inventore di piatti, per confrontarli con l’interpretazione moderna e la loro trasformazione nel tempo..

L’Associazione Nazionale “Città del Vino” è nata nel 1987 dalla passione di un primo gruppo di 39 Sindaci, convinti già allora dell’importanza strategica di cominciare quella battaglia per la qualità, per quella qualità a 360 gradi non limitata esclusivamente al vino, oggi riconosciuta da tutti come la più grande ricchezza del nostro Paese. Le Città del Vino rappresentano,oggi,  un circuito di oltre 569 enti locali, idealmente un itinerario attraverso l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare o di montagna e di ogni singola Città con una storia enogastronomica da raccontare e di piccoli Comuni, quelli che danno nome ad un vino o a un piatto, che producono nel proprio territorio vini a denominazione di origine e che sono legati al vino per storia, tradizione, cultura e per i quali ruralità ed enogastronomia insieme, sempre più hanno costituito la vera occasione per una nuova sostenibilità dei territori.

Con questa filosofia SapereSapori, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del vino, in occasione di questo momento storico, i 150 anni dell’unità d’Italia,  intendono portare alla luce la storia di 150 piatti di varie realtà regionali,promuovendo un’azione di raccolta e di divulgazione di quei riferimenti enogastronomici tradizionali che sono la storia della nostra cucina e delle nostre tradizioni

La scommessa di SapereSapori e Città del Vino è raccontare, ancora una volta, piatti d’altri tempi e vini orgogliosi che fanno parte della nostra storia e della nostra gente, piatti spesso tramandati a voce e mai scritti e vini,  che il tempo puo’ aver modificato le tecniche di lavorazione , ma che il gusto riproposto è sempre lo stesso.

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