Autore: Helly

  • Brexit, clima sempre più teso tra Londra e Bruxelles. Approvato il Great Repeal Act

    Mentre la Gran Bretagna sorride per il dato sull’inflazione (in crescita oltre le attese), la questione Brexit continua a rendere tesi i rapporti tra Londra e Bruxelles. Michel Barnier, il capo negoziatore europeo ha denunciato: “Sembra che la Gran Bretagna abbia avuto dei ripensamenti sugli impegni presi all’inizio. A questo punto c’è un problema di fiducia, e non si può certo pretendere che 27 Paesi paghino per quello che è stato deciso dal 28esimo”. Situazione complessa quindi, del resto si capiva già da tempo che i negoziati sarebbero stati tutt’altro che semplici.

    Situazione tesa sulla Brexit

    brexitAlcuni documenti del governo di Sua maestà hanno messo in evidenza quanto sia importante il contributo britannico alla sicurezza europea in termini di truppe impiegate nell’Europa orientale, nonché il peso britannico nel Consiglio di sicurezza nelle Nazioni Unite. Questo ha spinto Guy Verhofstadt, coordinatore del Parlamento europeo per la Brexit, a chiarire che non ci saranno scambi o negoziati riguardo al tema della sicurezza. A giudicare dai toni che si fanno sempre più decisi, la Brexit si avvia ad allontanare sempre di più le posizioni tra Londra e Bruxelles.

    Dati macro e Great Repeal Act

    In tutto questo i dati macro – come detto – sorridono alla Gran Bretagna. L’indice dei prezzi al consumo ha sorpreso tutte le previsioni degli analisti (+2,9%) ed è decollato ai massimi di più di cinque anni, dando una spinta anche alla sterlina. Il pound dopo la formazione di una candela doji trading è infatti andato in netta salita contro il dollaro e anche contro l’euro. Rispetto al biglietto verde ha raggiunto il livello massimo di un anno.

    Anche contro l’euro la sterlina ha fatto registrare un balzo ragguardevole. Il cambio cede infatti quasi un punto percentuale e la tecnica Heikin Ashi evidenzia una infrazione del supporto psicologico fissato a quota 0,92. Va ricordato che la sterlina è stato il primo elemento a risentire in modo pesante ed evidente della Brexit, dal momento che si è deprezzata in modo notevole nei mesi successivi al referenudm del giugno 2016.

    Intanto alla Camera dei Comuni è passato il Great Repeal Act, un documento fondamentale nel percorso verso il Brexit approvato con una maggioranza di 326 voti contro 290. Questa legge infatti recide i legami con l’Unione Europea, dal momento che he rimuoverà il Trattato Istitutivo della Comunità Europea del 1972. May lo ha definito “il primo passo per far tornare il Regno Unito un Paese sovrano e indipendente”.

  • BCE ostaggio dell’euro: valuta troppo forte per il tapering

    Ci sono Mario Draghi e la BCE al centro dell’interesse dei mercati finanziari. L’Eurozona sta vivendo una fase molto delicata, non soltanto perché a breve ci sarà l’appuntamento elettorale in Germania, ma anche perché si deve decidere se e fino a quando continuare il Quantitative Easing. Il programma di acquisto titoli voluto un paio di anni fa per sostenere la crescita sembra essere giunto al capolinea. Tuttavia i vertici della BCE sono rimasti spiazzati dal crollo del dollaro e dal conseguente apprezzamento dell’euro. Tutto questo infatti complica terribilmente i piani.

    L’euro ostacola i piani della BCE

    bce draghiLa valuta unica da diversi mesi sta avanzando costantemente e gradualmente contro il biglietto verde. Ha spazzato via tutte le resistenze tecniche importanti (qui si può approfondire il tema come calcolare supporti e resistenze), comprese quelle dall’alto valore psicologico: prima 1,10, poi 1,15 e adesso sta testando 1,20. Morale della favola? L’euro troppo forte blocca la crescita dell’inflazione che resta ben lontana dal target del 2%. Con questa premessa, parlare di tapering sembra molto complicato.

    Per questo motivo i mercati finanziari guardano con grande interesse soprattutto a quello che sta succedendo in Europa. Nessuno sa cosa passa per la testa dei banchieri europei. Decideranno di spostare ancora più in là nel tempo il processo di normalizzazione? Chissà. Forse potrebbero fare il contrario e annunciarlo per fine anno/inizio 2018. Il rischio nel primo caso è trovarsi ancora più spiazzati da una valuta che sale le scalette del Renko senza sosta. Il pericolo nel secondo caso è dare ancora maggiore spinta ad un euro già forte di suo, finendo per vanificare tutti gli sforzi fatti in questi due anni.

    Potrebbe andare a finire come dicevano i latini: “in medio stat virtus“. In questo caso significherebbe rivedere l’idea di tapering spinto, abbandonandola a favore di un processo a fasi intermedie nella diminuzione, comunque graduale, degli acquisti di bond.

  • BCE, battaglia a distanza con la FED sul rapporto di cambio

    La BCE vince. No anzi, la BCE perde. Nel giro di pochi mesi la politica attendista della Eurotower è passata dall’essere saggia nella sua eccessiva prudenza, all’essere vulnerabile e stretta all’angolo. Dopo l’elezione di Trump, gli USA hanno avuto un sussulto molto forte, al punto che la FED (forse incautamente) preannunciò 3 o 4 rialzi del costo del denaro. L’effetto è stato di un continuo e imperioso apprezzamento del dollaro, trascinato da dati macroeconomici sempre positivi.

    bceMa da primavera in poi lo scenario è cambiato. Le riforme preannunciate da Trump non si sono viste, i dati macro non sono stati troppo positivi e il dollaro ha cominciato a ridiscendere. L’indicatore alligator-coccordillo, che pochi mesi prima teneva le fauci ben spalancate, le ha chiuse. Anzi è stato l’euro a spalancarle di nuovo. Tanto che adesso la FED ha cominciato ad assumere un atteggiamento da “colomba”. E gli conviene, visto che l’attendismo della BCE ha nel frattempo spinto l’euro verso picchi altissimi. Questo rende meno costoso importare dagli USA, che ringraziano e fanno respirare la loro bilancia commerciale.

    La posizione scomoda della BCE

    La patata bollente è in mano alla Bce. Ha aspettato troppo per il tapering (ovvero la riduzione del piano di stimoli all’economia) e adesso non può più farlo. Il tapering infatti avrebbe come effetto una ulteriore spinta all’euro. Che però è già troppo forte. Sarebbe come pompare una gomma che è ià oltre pressione. La spia delle preoccupazioni dell’istituto centrale europeo sono i rumors riguardo un presunto meeting tra banchieri, addirittura una settimana di anticipo sul board dell’Eurotower. Segno evidente che i timori di aver aspettato troppo sono forti.

    E i mercati come hanno reagito? Boom. La valuta comune europea, salita pochi giorni fa oltre la quota psicologica di 1,20 sul dollaro, è ridiscesa fin sotto 1,19 portando giù anche l’indicatore MACD trading. Ma la discesa è durata poco. Però il problema resta. Tutti sapevano che gli Usa stavano lavorando per un indebolimento del dollaro, ma la BCE ha negato finché ha potuto. Adesso però la situazione s’è fatta molto difficile, e la battaglia a distanza tra euro e dollaro sta premiando la FED.

  • Wall Street minacciata da… WhatsApp. Chat sfruttate per insider trading

    La tecnologia è ormai entrata far parte del nostro quotidiano, al punto tale che difficilmente ne riusciremmo a fare a meno (vale soprattutto per le nuove generazioni). Ma i sistemi di comunicazione sempre più evoluti e sofisticati portano con loro anche dei grossi problemi. L’FBI di recente ha messo in luce quali, mettendo in allarme addirittura Wall Street. Attraverso le indagini degli investigatori federali americani, è emerso infatti che a Wall Street si fa insider trading sfruttando proprio la crittografia delle chat. Quelle più comuni che usiamo tutti i giorni: WhatsApp in primis.

    Come viene attuato l’insider trading

    wall streetPer chi non lo sapesse, la pratica illecita dell’insider trading consiste nello sfruttamento di informazioni che non sono ancora di dominio pubblico, e che un soggetto conosce in anticipo per via del ruolo che ricopre in una azienda. Facendo un esempio banale, è come se in qualità di amministratore delegato sapessi che la mia azienda sta per chiudere un grosso contratto, e allora faccio comprare ad amici e parenti azioni della mia società, sapendo che appena verrà resa nota la notizia i titoli schizzeranno verso l’alto.

    Più o meno faceva questo un ex dipendente di Bank of America, che si è scoperto aveva mandato informazioni riservate a 3 amici tramite chat su operazioni in vista a Wall Street. A prescindere dal tipo di contenuto che avevano (avrebbero potuto anche essere semplici segnali opzioni binarie gratis, non sarebbe cambiato nulla), il fatto è che la pratica è un reato federale. Peraltro lo schema aveva fruttato un guadagno di 5 milioni di dollari.

    La cosa che allarma la SEC (ovvero la Consob americana), è che questo tipo di reati sta diventando molto comune. Anche se qualche caso è stato smascherato e severamente punito, non ci sono segnali di inversione del trend. Anzi il fenomeno è sempre più in crescita. Molti trader di Wall Street infatti stanno facendo uso di app criptate, come Telegram o Whatsapp o Signal, perché questa app offrono un servizio di crittografia dei messaggi. Anche se non sono del tutto impenetrabili, resta il fatto che sono difficili da smascherare. Le nuove tecnologie si prestano benissimo – proprio per questo motivo – alla realizzazioni di frodi, ma anche per riciclaggio di denaro e insider trading. Potenza… e distorsioni della tecnologia.