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AUMENTANO LE IMPOSTE IMMOBILIARI A PIACENZA

Analizzando la IUC si rileva una tendenza all’aumento, che va a pesare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti piacentini. Anche se restano invariate le aliquote di Imu e Tasi per prime e seconde case, aumenta l’Imu per gli immobili in comodato d’uso e la Tari, l’imposta sui rifiuti. Necessarie misure per modulare correttamente le tasse in modo da ridurre la disuguaglianza, facendo pagare di più i contribuenti effettivamente più abbienti.

Negli ultimi anni, Piacenza, ha visto un rilevante aumento dell’imposizione fiscale comunale. La IUC, Imposta Unica Comunale, introdotta nel 2014, si compone di tre differenti tributi, con differenti presupposti: Tasi ed Imu, che hanno come base imponibile la rendita catastale dell’abitazione, e la Tari, l’imposta sui rifiuti basata, invece, sulla metratura dell’immobile.

La Tasi e l’Imu hanno due ruoli differenti:

L’IMU è una tassa patrimoniale sulla casa, rimasta in vigore fino all’anno 2012 e oggi in vigore solo sulle seconde case e su tutti i fabbricati non destinati ad abitazione principale e considerati di lusso (es: appartamenti di lusso, castelli ecc)
TASI invece è una tassa sui servizi indivisibili (illuminazione pubblica, cura del verde pubblico ecc) e può essere applicata sia sulla prima che sulla seconda casa.

L’Amministrazione comunale di Piacenza ha apportato alcune importanti modifiche comuni ad entrambi i regolamenti di Imu e Tasi:

Alcune modifiche riguardano solamente il regolamento Tasi:

Nel Comune di Piacenza, l’aliquota Tasi 2015 rimane invariata rispetto al 2014, ed è fissata al 3,3 per mille per la prima casa, mentre per le altre tipologie di immobili all’1 per mille e allo 0 per mille. Inoltre rimangono invariate anche le percentuali di versamento a carico del proprietario, a cui spetta il versamento del 10% dell’imposta, e dell’affittuario che deve versare il restante 90%.
Rispetto all’anno scorso, sono state introdotte alcune agevolazioni:

I Comuni in cui si spende di più sono Cadeo, Castellarquato (217 euro), Agazzano, Alseno, Borgonovo, Caminata, Caorso, Cerignale, Lugagnano, Pianello (210 euro), Piacenza (207 euro), Rottofreno (210 euro). Si paga invece meno a Besenzone, Calendasco, Corte Brugnatella, Pecorara, Piozzano, Zerba, Farini, Gossolengo, Gragnano (84 euro).
Cadeo, Castell’Arquato e Piacenza applicano l’aliquota massima del 3,3 per mille; Besenzone, Calendasco, Corte Brugnatella, Pecorara, Piozzano e Zerba non applicano la Tasi.

Le aliquote IMU 2015 hanno registrato un aumento dallo 0,72% allo 0,96% per le abitazioni e relative pertinenze concesse in comodato gratuito a parenti entro il secondo grado che risiedono in tali immobili. In tutti gli altri casi, sono rimaste invariate le aliquote e le detrazioni Imu previste nel 2014. L’aumento dell’aliquota per gli immobili in comodato d’uso elimina la necessità di presentare l’autocertificazione prevista, invece, l’anno scorso.
Dal 2014 la legge stabilisce che la somma di IMU e TASI non superi l’1,06% e sul territorio piacentino sono ben 16 i comuni che raggiungono la massima aliquota prevista.
Nei Comuni di Carpaneto, Coli, Fiorenzuola, Lugagnano, Piacenza e Pianello Val Tidone sono state deliberate aliquote agevolate per coloro che affittano l’immobile (ancora più leggere se a canone concordato) oppure per chi concede la propria seconda casa in comodato gratuito ai propri familiari.
L’IMU colpisce in maniera pesante tutte le seconde case non affittate. Il principio è che se si possiedono abitazioni oltre quella principale, queste devono essere date in locazione. Se si è proprietari di un’immobile e si desidera affittarlo, consigliamo di pubblicare un annuncio sul portale Piacenzacase.it

Ora vediamo insieme dove si paga meno:

Cerignale e Zerba: 638 euro
Besenzone: 680 euro
Coli e san Pietro in Cerro: 714 euro
Farini, Ottone, San Giorgio: 722 euro
Corte Brugnatella e Podenzano: 756 euro

Insieme ad IMU e TASI, troviamo un’altra componente della IUC, la TARI che rappresenta il servizio di smaltimento rifiuti. Sono sempre i comuni a deliberarne gli importi prevedendo delle aliquote differenziate in base al numero di componenti del nucleo familiare che vengono poi moltiplicate per la metratura delle abitazioni interessate.
Se nel calcolo della tariffa vengono considerati sia i metri dell’abitazione che il numero di occupanti si ottiene più equità rispetto alla quantità di rifiuti prodotta, ma di fatto le nuove delibere dei comuni hanno portato ad aumenti delle imposte sul servizio rifiuti.
Si evidenzia che nei comuni Cortemaggiore e Ottone si sostengono importi inferiori ai 150 € annui, mentre nei comuni di Agazzano e Caminata si pagano importi superiori ai 300 €.

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