PLOS ONE e Computers in Human Behaviour sono riviste scientifiche che hanno pubblicato i risultati di indagini condotte per accertare l’influenza attuale dei cellulari sugli esseri umani.
I ricercatori della Lancaster University e della University of Waterloo dell’Ontario hanno analizzato un campione di 23 giovani tra i 18 ed i 33 anni per due settimane ed un altro di 660 soggetti; nel primo caso si è trattato di indagare le volte in cui in un giorno vengono consultati i social network, si telefona, si ascolta la musica, si leggono i messaggi, si controlla l’ora, ed il risultato è stato di cinque ore ed 85 volte, misurate tramite un’applicazione installata sullo smartphone. Il risultato della seconda indagine sullo stile cognitivo, le competenze verbali, le competenze matematiche, ha indicato nei soggetti più analitici un minor uso dei motori di ricerca rispetto ai soggetti più intuitivi, che denotano una diminuzione dell’intelligenza associata alla consueta pigrizia. Molte persone evitano gli sforzi per la risoluzione dei problemi, pertanto i cellulari fungono da prolungamento del cervello, cosa che influirà negativamente sull’invecchiamento cerebrale e sulla psiche, anche se non si sa indicare in quale modo. Le capacità sociale verbale sono diminuite, creando soggetti che sembrano sfiorare l’autismo.
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