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Le principali attrazioni dell’Acquario di Cattolica osservate da vicino

L’Acquario di Cattolica è uno tra i più prestigiosi d’Italia, secondo solamente all’Acquario di Genova. Ospita una elevata quantità di animali marini appartenenti a differenti gruppi tassonomici. È una meta ambita da turisti italiani e stranieri, adulti e bambini. Offre una serie di vasche che ricreano dei microhabitat naturali.

Tra le attrazioni che si possono osservare, meritano più interesse tre specie marine che sono entrate nel cuore e nella grazia dei visitatori: lo squalo toro, la tartaruga marina comune e la meravigliosa cubomedusa.

Lo squalo toro è una specie abbastanza comune negli acquari di tutto il mondo. È un pesce cartilagineo, munito di cartilagine nell’apparato scheletrico che lo rende più flessibile, leggero e idrodinamico. Scientificamente conosciuto come Carcharias taurus, lo squalo toro è un parente vicino del famigerato squalo bianco.

Lo squalo toro è noto per la modalità di riproduzione conosciuta come cannibalismo intrauterino in quanto, all’interno dell’utero femminile i feti predano altri feti. Questa strategia di riproduzione avviene anche in altre specie di squalo.

L’altra attrazione dell’Acquario di Cattolica è la stupenda tartaruga marina comune, la Caretta caretta. Nel Mare Nostrum, il Mar Mediterraneo, le sue popolazioni stanno andando incontro ad un declino repentino perché rimane spesso incagliata nelle reti dei pescatori fortemente illegali, posizionate laddove non è consentito dalla legge.

La tartaruga marina comune presenta, lungo le coste italiane, differenti siti di nidificazione, ma, senza ombra di dubbio, l’ area maggiormente frequentata per nidificare e deporre le uova è la costa ionica calabrese, nella locride (Locri, in provincia di Reggio Calabria).

Infine, di degna nota artistica è la cubomedusa, ovvero un invertebrato marino incluso nel raggruppamento degli Cnidari, rappresentati da meduse, anemoni e polipi costruttori o meno di barriera corallina. La caratteristica che contraddistingue gli cnidari è la presenza di cnidociti, cioè cellule urticanti utilizzate sia nella caccia che nella fuga.

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