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Intervista a Luca Santilli autore de L’ERA DELL’ALCHIMAGO- Romanzo Fantasy edito da Rupe Mutevole Edizioni

Il suo recente lavoro letterario segna un punto di svolta all’interno della sua produzione. Dopo i due romanzi epistolari in versi, rispettivamente Ho raccolto un fiore nero e il sequel di quest’ultimo Gli alberi ricordano di noi, il nostro autore fa il suo ritorno nel panorama editoriale italiano con un romanzo fantasy, L’Era dell’Alchimago. Una piccola cittadina di nome Perl ai confini del Piccolo Mondo viene improvvisamente invasa dalle forze del male. L’oscuro Shaytan è tornato. Solo Axel, giovane amante delle arti alchemiche, e i suoi fratelli Albert e Mary hanno il potere di contrastarlo. I nostri eroi precipitano in una spirale di avventure interminabili dove s’impianta un immaginario storico fatto di simbologie mistiche, rimandi all’alchimia, geografie di popoli sconosciuti e storie millenarie, maghi potenti e creature mostruose.
Un romanzo dagli sviluppi imprevedibili, di cui chiediamo conto al nostro autore.
Salve Pietro, prima di iniziare, vorrei rivolgere un saluto affettuoso ai nostri lettori e ringraziarli. Ringrazio anche te per l’attenzione dimostrata nei confronti della mia produzione artistica, per seguirmi e consigliarmi e soprattutto per le tue prefazioni sempre così precise e professionali.
Sono felice di essere qui e di parlare del mio ultimo libro, L’Era dell’Alchimago edito da Rupe Mutevole Edizioni. Colgo l’occasione per ringraziare Cristina del Torchio fondatrice di Rupe Mutevole che ha seguito l’editing del romanzo con grande pazienza e dedizione, Leonardo Arnone e Isabella Santilli per la creatività nella creazione della copertina.
Crediamo molto in questo romanzo fantasy.
– Luca, come nasce L’Era dell’Alchimago?
Caro Pietro, mi chiedi come sia nato L’Era dell’Alchimago? Il romanzo nasce il 6 Febbraio del 2015. Erano circa le 21:00 quando digitai la prima parola sul formato Word. Da quel giorno non ho fatto altro che pensare ai personaggi del libro e a come rappresentare al meglio le loro emozioni, le loro aspettative, i loro ideali. Che poi in fondo sono anche i miei.
L’esigenza di scrivere e parlare ad un pubblico molto più ampio sicuramente ha guidato la mia ispirazione nella scrittura.
Volevo raccontare della cruda e violenta realtà che ci circonda ogni giorno e di come sia possibile rialzarsi e ricominciare sempre una nuova esistenza anche quando tutto sembra perso. E di macerie nel nostro presente ce ne sono tante.
Il genere fantasy può sembrare in qualche modo confinato ad un pubblico più giovane. Non è così. Sto scoprendo che se un romanzo parla di verità, di emozioni e sentimenti comuni arriva a chiunque. La mia fiducia è ben riposta soprattutto nei giovani lettori e scrittori. Essi rappresentano la salvezza per questo mondo, che potrebbe scivolare in una voragine qualora l’ego, il materialismo e l’odio non vengano placati dalla “luce dei sogni”.
– Il tuo romanzo stuzzica la creatività e la fantasia di noi lettori. Su, confessa, in fondo sappiamo che ti sei divertito a costruirne gli scenari e le vicende. Ecco, vorrei chiederti: cosa rende un romanzo suggestivo? Ti sei dato dei modelli o dei punti di riferimento?
Direi che non si possa parlare proprio di divertimento. Per me, scrivere questo romanzo è stato come fare un viaggio senza sapere a quale porto approdare. Ogni capitolo è stato un susseguirsi di eventi, immagini, dialoghi e paesaggi. Ho preso molto spunto dalla realtà circostante e dai paesaggi dei luoghi natii. Il resto è stato frutto della mia fantasia.
Un romanzo è suggestivo quando questo riesce ad essere un tutt’uno col lettore, quando i personaggi dicono e riflettono molto di te, quando le parole che li descrivono e ne narrano il mondo interiore rimodellano la mente e l’anima di chi legge. Ho sempre pensato ai libri come alleati, come amici, come confidenti, come mondi dove rifugiarsi, crescere e poi uscirne più determinati.
Credo che, quando si scrive un romanzo, tutte le pagine che hai letto degli altri autori partecipino alla stesura della tua opera, come se gli autori che hai letto con amore e rispetto ti sussurrassero tutti insieme “ Hai visto, non era così difficile scrivere un romanzo”. In effetti, mi è stato sufficiente affidarmi al mio istinto e a ciò che in quel preciso momento stavo vivendo per conferire ai personaggi emozioni determinate dal mio sentire.
Ti confesso che la parte più emozionante per me è stata descrivere i paesaggi dall’alto. Per uno come me che non ama volare, poi… Ritrovarmi con la mente sul dorso di un Kobal, una creatura mostruosa, o di altre creature alchemiche e sentirne le ali membranose sfidare le correnti ascensionali, sì, è stato davvero suggestivo.
-Si è sopra ricordata parte della tua produzione poetica. In che modo il passaggio dalla poesia alla prosa si è rivelato funzionale alla tua maturazione d’artista e scrittore?
Mi fai una domanda dal peso importante. Il solo sentire la parola “poesia” per me è rinascere. Io ho sempre inteso la poesia come un momento di liberazione, di rigenerazione dell’anima sofferente ed espressione di luce sopra le tenebre.
Ecco, la Poesia per me è stata una grande maestra di vita e maestra nella scrittura. Credo che L’Era dell’Alchimago abbia conservato diverse descrizioni alquanto poetiche. La parola chiave che a tal proposito mi torna in mente è “ Incanto”. La poesia incanta, e in un romanzo fantasy dove la magia e l’alchimia segnano tracce e percorsi da intraprendere nell’ignoto, non poteva mancare la mia grande alleata, la poesia.
Non a caso ho scelto di aprire le quattro parti, “ Perl, La Ricerca di un Destino, Verità e Malvagità, La Voce ed il Male”, in cui ho suddiviso i capitoli con delle poesie, attribuite a Eleonor una delle figure più enigmatiche di tutta la narrazione, colei che tesserà la trama di un segreto bagnato nel sangue.
-Sbirciamo ancora un po’ fra i personaggi del tuo libro. Quale rivedi più vicino a te? E perché? Da quali ti senti al contrario lontano?
I personaggi del romanzo ad ogni nuovo capitolo si presentano dinamicamente come se disvelassero nuove scene, nuovi caratteri e nuove emozioni. Se inizialmente mi sono visto molto legato ad Axel, ho in seguito scoperto che, ogni volta che scrivevo di un nuovo protagonista, una piccola parte di me gli apparteneva. Se parliamo del romanzo fine a se stesso, non mi sento lontano da nessuno dei personaggi. Axel, Albert e Mary rappresentano la mia fanciullezza, i ricordi dei tempi della scuola e del liceo, i pomeriggi a giocare nei cortili con i bambini vicini di casa. Margot e Millon invece rappresentano il periodo universitario, quando passavo semestri nei laboratori o sui libri a preparare esami di chimica, biologia, botanica e tante altre materie. Sì, loro parlano di tenacia, di sperimentare e di crederci fino in fondo. Lo stesso vale per ciò che riguarda i capitoli ed i personaggi che parlano dell’Accademia dell’Alchimia Universale.
Poi è il momento di personaggi più crudi e freddi, Corinne e Adron, strega e guerriero del Grande Mondo che rappresentano le forze dell’ipocrisia e delle vane parole dettate solo dalla sete di potere. In questo si può intendere un rimando alle grandi crisi e ai tremendi conflitti che il nostro pianeta attualmente attraversa.
Forse, il personaggio che più mi ha lasciato un segno è Adambra, l’unica che per sua volontà sia riuscita a superare la Voragine Eterna, una spaccatura all’interno del pianeta che separa il bene dal male. La sua determinazione e la sua volontà di cambiare un destino prestabilito mi spronano a fare altrettanto. A costo di perdere molto, la verità rende anche sempre tanta giustizia.
-Serbi altri progetti letterari per il futuro?
Per il futuro, il mio intento è di portare a termine entro il prossimo anno il secondo volume del L’Era dell’ Alchimago. Inoltre, appena recupererò nuova ispirazione, prenderò a terminare la trilogia del romanzo epistolare di cui parlavi in apertura, e dunque continuare il sequel de “Gli Alberi Ricordano di Noi”.
Adesso che il romanzo è stato pubblicato lascerei la parola ai lettori. Spero che sia una lettura appassionante e piena di risvolti coraggiosi. Dai libri mi è sempre piaciuto trarne consigli, discernimento nelle scelte e voglia di vivere. L’augurio è di aver scritto un libro che sia capace di emozionare e divertire.
Vi aspetto nella pagina Facebook L’Era dell’Alchimago. Al suo interno troverete immagini, booktrailer e la prefazione scritta da Pietro Romano.
Concludo ringraziando nuovamente te, Pietro, per quest’intervista

Di seguito il link per l’acquisto:
http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/l-era-dell-alchimago-di-luca-santilli.html

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Intervista di Alessia Mocci ai quattro autori della raccolta poetica Unico Assedio, Rupe Mutevole

Unico Assedio”, edito nel febbraio del 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni”, è una raccolta poetica nella quale sono presenti quattro autori che si confrontano a suon di versi. Christian Iacomucci con  “Carnet”, Stefania Mercatali con “Olimpo Travel”, Lorenzo Campanella Morana con “Sinfonie di Mondi” e Laura Cuppone con “Tempesta Perfetta” sono i protagonisti di “Unico Assedio, una stanza aperta senza spazio e tempo nella quale parole ed inchiostro si incontrano per narrare le loro storie fantastiche ed i voli pindarici.

 

Gli autori sono stati molto disponibili nel rispondere a qualche domanda sulla loro attitudine letteraria. Buona lettura!

 

 

 

 

A.M.: Da quanto tempo scrivi?

 

Christian Iacomucci: Fin da subito ho capito che la scrittura era un mezzo con cui sarei andato d’accordo, attraverso il quale avrei potuto esprimere tutto quel che sentivo di possedere in termini di fantasia, inventiva, immaginazione. A praticarla con impegno e costanza ho iniziato intorno ai 15/16 anni. Possiedo un mucchio di quaderni da allora. Credo che un giorno dovrò decidermi ad un rogo auto-censurante.

 

Stefania Mercatali: Scrivo da quando percorro i sentieri più remoti di me stessa, come potrei scoprire l’esterno se non affronto il mio dualismo interiore! Quindi cominciare a scrivere mi ha messo in contatto con passato, presente e futuro della mia vita e come conseguenza ineluttabile, quella degli altri.

 

Lorenzo Campanella Morana: Fin da piccolo scrivevo storie, strane, bizzarre ed ingombravo d’inchiostro interi quaderni. Il mio rapporto con la scrittura è stato sempre “sentito”, vero e non può può essere rappresentato come l’immagine su uno specchio, ma bensì come il legante naturale, che unisce la frammentarietà del mio essere. E poi, è una vera passione creare delle opere d’ Arte, quelle su carta, che possono navigare nell’infinito di fantasiosi lidi.

Laura Cuppone: Non ricordo esattamente quando ho cominciato, ma dal 2007 scrivo su un sito di poesie e racconti. Successivamente ho aperto due blog, angoli dove cerco di condividere  anche altre passioni.

 

A.M.: Cos’hai provato quando hai tenuto in mano la raccolta poetica?

 

Christian Iacomucci: Ho trovato il plico dei libri ad attendermi in casa una notte in cui rientravo da Firenze, non esattamente sobrio, sicché ho guardato meglio il giorno dopo. Ben fatto. Un bel tempismo per lenire i postumi.

 

Stefania Mercatali: Piacere ed insieme a questo libro è maturata una bella conoscenza con uno degli altri coautori.

 

Lorenzo Campanella Morana: A dirti la verità, ho avuto particolari sensazioni, questo perché stringere tra le mani una propria creazione è veramente bello. Mio padre, poi, è contento di questo libro. È una persona che consiglierei a tutti di incontrare.

Laura Cuppone: Una sensazione diversa da quella che si prova leggendosi su un monitor. Molto emozionante direi.

 

A.M.: C’è fra tutte le tue poesie pubblicate una preferita?

 

Christian Iacomucci: Credo che questa silloge funga da apripista a qualcosa che mi frulla per la testa da anni, coniugare cioè la poesia all’arte pittorica. Ma non dico altro al riguardo. Delle poesie presenti sulla raccolta al momento preferisco quelle che ho scritto su Giorgione, Picasso, El Greco e Rembrandt. E quella su Bertocci, ma per un motivo innanzi tutto umano: un omaggio ad un artista che ho la fortuna di avere per amico e col quale ho avuto l’onore di collaborare in “&”, il mio secondo libro.

 

Stefania Mercatali: Athena: incontrata durante il viaggio ad Atene nel Luglio 2011. La sua ombra scura mi ha seguita attraverso le strade moderne della città greca, indicandomi i segni del suo passaggio attraverso le epoche. Il suo tempio svetta a dominio della città e gli ulivi, nati dalle viscere della terra, sfavillano nelle giornate estive, in una danza arcaica al ritmo di qualche nenia ambulante. Colloqui senza tempo.

 

Lorenzo Campanella Morana: Non ci sono poesie preferite, come non ci sono figli prediletti, se si è vero genitore! Ogni Poesia, ogni Aforisma è un Mondo a sé, nella sua banalità ed unicità.

Laura Cuppone: No, le poesie sono come “figlie”. Si può preferire una figlia ad un’altra?

 

A.M.: Qual è la raccolta all’interno di “Unico Assedio” che ti ha colpito maggiormente?

Christian Iacomucci: “Olimpo Travel” di Stafania Mercatali. Uno stile ben marcato e personale.

Stefania Mercatali: Certamente “Carnet” di Christian Iacomucci, la sua combinazione pittura e poesia mi ha ammaliato. Mi piace molto come ha trasfigurato la sua visione di pittura in parole, credo di essere andata a guardare ogni dipinto che ha citato, per capire quali labirinti di pensieri e storie il disegno gli stimolava. 

 

Lorenzo Campanella Morana: Non ho letto ancora “Unico Assedio” con molta attenzione; non ci sono intere raccolte che mi colpiscono, casomai poesie o delle scelte. Un piccolo esempio di Bellezza creativa nel più largo, ma allo stesso tempo, breve, campo della poesia è il componimento “Eros” di Stefania Mercatali.

Laura Cuppone: Ogni raccolta scelta ha il suo fascino, la sua direzione poetica, il suo conio espressivo, la sua incombente leggerezza. Tutte e quattro insieme calzano a pennello.

 

A.M.: Qual è, secondo te, il target di lettori che potrebbero apprezzare “Unico Assedio”?

 

Christian Iacomucci: Trovo orrendo il concetto di target. Spero non ve ne sia uno specifico. E comunque questo non spetta agli autori dirlo. L’artista crea senza pensare al destinatario. L’artista deve pensare alla propria arte; chi sceglie di sostenerlo ha il dovere di pensare al resto. In primo luogo sapendolo individuare, non raccattando su ogni dilettante che quotidianamente si sveglia scopertosi “poeta”.

 

Stefania Mercatali: Poeti amatoriali e qualche curioso, inutile negare l’evidenza che la poesia è parte integrante della vita di ognuno, ma pochi le danno la mano!

 

Lorenzo Campanella Morana: Il pubblico al quale piacerebbe “Unico Assedio” è variegato, può trattarsi di giovani, come di persone più mature. La cosa più importante è che siano persone ricche di sensibilità e che dedichino un po’ del loro tempo al pensiero, all’interiorità, perché di questi tempi è utile.

Laura Cuppone: Difficile pronosticare sulla poesia o sul suo tentativo di penetrazione spirituale o intellettuale. Spero venga apprezzata nella sua variegata totalità.

 

A.M.: Preferisci scrivere direttamente su tastiera oppure tenendo stretta in mano una penna?

 

Christian Iacomucci: Ho iniziato ad utilizzare il pc molto recentemente, in concomitanza ad un certo cambiamento del mio stile. Cercavo la semplicità ed il computer ha contribuito con la sua immediatezza. Certe cose però abbisognano della lentezza dell’inchiostro per essere elaborate, anche perché su carta rimangono i tanti passaggi, ed a volte è utile aver sottomano le minute. Sullo schermo c’è solo l’“adesso”, non rimane niente delle varie stesure.

Stefania Mercatali: Con la mia stilografica finisco sempre per riportare tutto ciò che scrivo su carta, ma oggi uso anche la tecnologia. Per la silloge “Olimpo Travel”, arrivata a 50 componimenti, non mi sono mai stancata di informarmi e senza internet probabilmente ci sarebbero voluti decenni e grattacieli di testi da consultare.

 

Lorenzo Campanella Morana: Se scrivo tenendo in mano una penna, mi vengono più idee, è più naturale, è più evocativo e simboleggia il rapporto di Simbiosi narrativa più profondo, tra il “creatore di un nuovo mondo” ed il mondo stesso che “prende vita, danzando sul tappeto bianco del foglio”. Ciò mi provoca una sorta di rivoluzione interna, costellata da germogli di fantasia e fiammate di passione.

Laura Cuppone: Matita e penna sono i miei strumenti preferiti come i tovaglioli di carta i  biglietti dell’autobus se non ho altro…

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Christian Iacomucci: Per ora ho trovato persone molto disponibili e professionali. Nel sordido mondo della piccola editoria credo sia una delle poche attendibili, a patto che non si mettano a pubblicare mille testi all’anno per puro lucro. E spero altresì che gli autori vengano supportati in maniera adeguata per quanto concerne diffusione, promozione, iniziative. Attendo fiducioso.

Stefania Mercatali: Sono soddisfatta e potrei consigliarla. Rupe Mutevole offre una opportunità ad uno scrittore o presunto tale!

 

Lorenzo Campanella Morana: Grazie a te, Alessia, ho iniziato a dialogare con questo mondo, quello delle pubblicazioni.  Non posso far altro che ringraziare Rupe Mutevole.
Certo, la consiglierei ad un amico che vuole pubblicare qualche sua arte, ma non solo per la Casa editrice, bensì anche per l’esperienza creativa ed innovativa di mettere insieme le “invenzioni” di quattro autori.

 

Laura Cuppone: Chi fa della letteratura divulgazione d’arte, in genere, trovo faccia cultura e Rupe Mutevole è una  casa editrice  pronta ad accogliere lo scrittore al suo stato puro a donare emozione al lettore investendo solo sulla capacità d’osservare e l’esperienza nell’ascoltare.

 

A.M.: Hai qualche novità per il 2012 che vuoi condividere con noi?

Christian Iacomucci: Prossimamente uscirà un mio libro di poesia sempre per Rupe Mutevole, curato da Silvia Denti. Il titolo è “Senza Titolo”. Sarò poi fra i curatori del premio artistico “Biennale premio Artemisia 2012” e parallelamente porto avanti una formazione musicale di matrice rock-cantautorale (batteria, contrabbasso ed io alla chitarra classica e voce) per il quale compongo i pezzi alla chitarra e scrivo i testi. Vediamo un po’…

Stefania Mercatali: Ho cominciato un progetto di poesia “visiva”, trascrivo i miei versi su una carta speciale, la pelle e quindi immortalo questa visione con la fotografia.

 

Lorenzo Campanella Morana: Ci sono tante idee. Vorrei sperimentare tante cose, ma per ora ho un obiettivo principale: l’Esame di Maturità.

Laura Cuppone: Credo che ciò che si legga la prima volta sia una novità, mi affido a questo e cerco di non farmi sopraffare dalle mode e di leggere ciò che mi attrae in quel momento.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

 

Christian Iacomucci: Come una donna che scivola/ Tra i complimenti e via/ Quanto ho inseguito la musica/ Tra i temporali, io…” Paolo Conte

 

Stefania Mercatali: I colori maturano la notte”  Alda Merini

 

Lorenzo Campanella Morana: “La scrittura non è una penna che getta inchiostro su un foglio, ma far volare la fantasia, sul tappeto volante delle idee, così, liberamente, senza regole.” Lorenzo Campanella

Laura Cuppone:L’umiltà è oasi di grandezza.” L’ho scritto perché credo fermamente nel privilegio dell’umile e del semplice di cogliere profondità inaspettate che la forzata ricercatezza e il cinismo della superbia  non raggiungeranno mai. Buona lettura!

 

La foto di copertina “La porta” è una creazione di Fabio Costantino Macis

http://fabiocostantinomacis.carbonmade.com/

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

Fonte:

Intervista di Alessia Mocci ai quattro autori della raccolta poetica “Unico Assedio”, Rupe Mutevole

 

 

 

 

 

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Presentazione de Confessioni…di un pazzo di Simone Tomassini, Rupe Mutevole, 18 novembre 2011, Como

Sarà venerdì 18 novembre 2011 la prima presentazione del romanzo “Confessioni…di un pazzo” del big della musica Simone Tomassini. Il romanzo è uscito in libreria il 10 novembre 2011 ed è stato pubblicato dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”.

 

Inizierà alle ore 18:00 presso la Feltrinelli di Como in via Cesare Cantù n°17.

 

L’evento sarà moderato dal giornalista de “la Provincia” e del “Corriere del Ticino” Alessio Brunialti. Sarà presente l’autore Simone Tomassini con le copie del suo “Confessioni…di un pazzo”  così da lasciare una dedica su ogni copia.

 

“Confessioni…di un pazzo” è ambientato nelle strade e ponti di New York e la protagonista indiscussa è la musica come libertà artistica. I personaggi principali sono Filo e Jennifer. Filo è un ragazzo dalla mente libera e dalle enormi potenzialità musicali mentre Jennifer non ha mai badato al concetto di pensiero libero ed, il fortuito incontro con il musicista le cambierà notevolmente la vita.

 

Estratto da “Confessioni…di un pazzo”:

 

Non dovresti avere paura di realizzare i tuoi sogni, dovresti avere paura di non aver sogni da realizzare! Se non desideri nulla, probabilmente sei al riparo dalle delusioni. Ma quanto può durare? Se non sei disposta a piangere, non aspettarti neanche di ridere.

 

Facile per lui. Lui non desiderava una casa elegante, una macchina di lusso e bei vestiti, come la maggior parte della gente. Lui veniva da un altro pianeta. I suoi desideri gli facevano conquistare la libertà, mentre per la maggior parte delle persone, al contrario, i desideri diventano una gabbia; spesso, quando si realizzano, non ci si ricorda neanche più perché li avevamo inseguiti.

 

Un evento da non perdere per le fans del cantautore ma, anche, per tutti i curiosi che amano la lettura e le serate piene di sorprese!

 

Ci saranno presentazioni del libro a Milano, Firenze, Roma ed in altre città italiane!

 

Se desiderate ricevere direttamente a casa “Confessioni…di un pazzo vi lascio il link per l’ordinazione della vostra copia:

http://www.reteimprese.it/cat_A40124B53096C0

www.simonetomassini.com

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

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Rupe Mutevole Edizioni alla Fiera del libro di Trino per la festa di San Bartolomeo, 25-30 agosto 2011, Trino (VC)

Amici autori, artisti, musicisti, scultori, poeti! Ecco una bella notizia che allieterà la vostra estate!

A partire dal 25 agosto fino al 30 compreso, a Trino, nel vercellese, si terrà l’annuale festa di San Bartolomeo, patrono del luogo che, come vuole la tradizione, viene festeggiato alla grande con numerose iniziative, soprattutto culturali.

Il Comune di Trino Assessorato Promozione Turistica e Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Provincia di Vercelli, organizza, durante i festeggiamenti della Festa Patronale di Trino (Edizione 2011), una mostra del Libro presso i locali del Teatro Civico. La manifestazione denominata “CentoCinquantaLetterario”, avrà come tema portante i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Avrà inizio giovedì 25 Agosto 2011 alle ore 19.00, con l’inaugurazione della suddetta mostra e con la presenza delle Autorità Locali, Regionali e Nazionali . Per allietare la serata verrà offerto uno spettacolo teatrale nella piazzetta antistante la mostra: “V.E.R.D.I.” organizzato da Enrica Magnani Bosio, dell’associazione Circolo Reale Carlo Alberto.

La mostra prevede la presenza di numerose Case Editrici provenienti dal Piemonte e da tutta Italia, che allestiranno all’interno del Teatro Civico i loro stand e promuoveranno il loro materiale. Durante la manifestazione, che sarà fruibile al pubblico da Venerdì 26 Agosto a Martedì 30 Agosto dalle ore 10.00 alle ore 22.00, si terranno ogni giorno numerosi appuntamenti con autori e personaggi di spicco della cultura nazionale.

Ospiti d’eccezione della manifestazione saranno: Remo Bassini direttore de “LA SESIA”, Rolando Picchioni presidente della Fondazione Salone del Libro di Torino, Gavino Angius scrittore, Paolo Ferrero scrittore, Alessandra Comazzi opinionista de “LA STAMPA”, Marinella Venegoni giornalista de “LA STAMPA”, Fossale Giorgio Assessore alla Cultura del Comune di Vercelli (con allestimento di uno spazio dedicato ad “ARCA”) e molti altri. All’interno del Teatro Civico di Trino verrà allestita una Mostra pittorico-fotografica dell’artista Mirna Rivalta, oltre che la consueta mostra pittorica della Famija Trineisa, e verrà esposta nel fuaiè d’ingresso la mostra delle figurine dei 150 anni d’Italia realizzata dal Comune di Trino, dove Bruno Ferrarotti (storico locale) e Massimo Novalli (giornalista de “La Repubblica”) presenteranno il libro “LA CAMBIALE DEI 1000” sui 150 anni.

Durante le serate, prima dell’orario di chiusura della mostra verranno organizzati intrattenimenti musicali e di lettura riguardanti il periodo risorgimentale. Nei giorni di Sabato e Domenica il direttore Remo Bassini e Gavino Angius terranno corsi di scrittura e giornalismo gratuiti al pubblico. Infine Lunedì 29 Agosto saranno ospiti presso il Comune di Trino i Sindaci dei Comuni Cavouriani, per la firma del Patto di Amicizia, che si terrà presso i locali della mostra. Le presentazioni dei libri avverranno tutti i giorni, non solo all’interno del Teatro Civico, ma bensì verrano sfruttati tutte le aree e i locali più caratteristici del nostro Comune (Sinagoga, Sala Cavour, Palazzo Paleologo, Biblioteca Civica e Chiese trinesi).

All’ingresso della mostra, durante l’apertura,  sarà presente anche uno stand delle Poste Italiane dove sarà possibile acquistare materiale commemorativo ai 150 anni dell’Unità d’Italia e Cavour, sarà attivo anche un servizio Filatelico Temporaneo con Annullo Speciale. L’iniziativa è perciò volta a promuovere tutto il territorio Vercellese e Piemontese.

Quindi, all’interno di tale appetibile palinsesto, anche i nostri interventi con gli autori di Rupe Mutevole ( vi renderemo noti  poi i nominativi precisi), presentati da Silvia Denti, uno per uno, con possibilità di dibattiti e maggiore conoscenza degli autori stessi, interviste, letture ed esposizione dei libri.

Tutto questo ed altro ancora, probabilmente altri personaggi noti daranno la loro conferma nel presenziare e vi terremo aggiornati.

Link presentazione casa editrice Rupe Mutevole:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni


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Intervista di Alessia Mocci a Federica Ferretti ed alla sua collana Echi da Internet, Rupe Mutevole Edizioni

“Echi da Internet” è la nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, la curatrice è Federica Ferretti. La collana intende raccontare il Nuovo Mondo ed il Nuovo Popolo. Un’idea abbastanza originale ed alternativa che ha come oggetto Internet ed il popolo che popola questo mondo virtuale.

Racconti di chat visti come antichi pettegolezzi di lavandaie che si recano al mercato in piazza; la rete ormai è più reale della realtà ed “Echi da Internet” ha scelto di dare spazio alla seconda vita che ognuno di noi ha.

Suddivisa in 4 sottocollane troviamo: “Arte in cucina”, “Gocce di memoria”, “Al bivio (La luce in fondo al Tunnel), “Contemporanea”.

Federica Ferretti è stata molto disponibile nell’illustrarci la sua collana editoriale e nell’invitare tutti a partecipare alle nuove selezioni. Buona lettura!

A.M.: Perché nasce la collana editoriale  “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: La collana “Echi da Internet” nasce per   rappresentare umori e sensazioni della  odierna realtà multimediale, fornire cioè  una panoramica  linguistica d’insieme di una società in continuo mutamento,  dove cogliere il colore delle voci che ogni giorno occupano la piazza, si incontrano, si conoscono, si “amano”, ci riempiono la vita, può essere fonte di notevole arricchimento…la rete viene rappresentata a tutto tondo, in ogni modo, secondo il linguaggio che è proprio di ognuno di noi, secondo le sue inclinazioni, le contaminazioni che più gli si addicono.

A.M.: Quando nasce la collana?

Federtica Ferretti: La nostra storia: abbiamo promosso un’iniziativa sul n. 15, 13 aprile 2011, di Donna Moderna, ospitati nella rubrica Amiche di Salvataggio, perché abbiamo creduto nella possibilità di una letteratura alternativa, multisfaccettata. Quest’idea, nelle sua profonda bellezza, non poteva non premiarci,  così, dai vari  spunti e suggerimenti  di quelle voci, sono nate le sottocollane:

Arte in cucina: non  racconterà solo delle vostre doti culinarie, ma rappresenterà il vostro modo di esprimervi nella cucina pensata ed assaporata nel tempo, secondo le   varie tradizioni di cui non possiamo  nè vorremmo, dimenticarci.

Gocce di memoria: è il file rouge tra passato e presente, nel segno  della nostra cultura…un emozionante viaggio  a ritroso, nella storia della nostra terra.

Al bivio( La Luce in fondo al Tunnel ): raccoglie il vissuto quotidiano, le  vicende di vita vera che in qualche modo ci solleticano gli occhi ed il cuore nella gravità dei loro aspetti e nell’aspirazione dellla loro risoluzione.

Contemporanea: accoglie a braccia aperte i nuovi scrittori di Non Conventional Literature

A.M.: Quanto è importante il linguaggio internettiano nella scrittura? E nell’oralità?

Federica Ferretti: Così, Echi da Internet, si  dovrebbe caratterizzare per uno stile di certo più asciutto, concreto,  …dico dovrebbe perché, come ho avuto modo di constatare leggendo e valutando i vari dattiloscritti inviati,    nel linguaggio internettiano, di certo più immediato, in realtà molti  riescono ad esprimere comunque perle di pura poesia…che mi piace definire letteratura  non convenzionale…Secondo me,  ciò lascia degli strascichi… o perlomeno si riflette irrimediabilmente nel parlato, specie  quando  il tempo sembra ormai  sfuggirci.

A.M.: “Tu non sei bionda” è la vostra prima pubblicazione. Come sta reagendo il pubblico di lettori?

Federica Ferretti: La prima pubblicazione, “Tu non sei bionda”, è quella che, sin dalla scrittura, si impone come  una rappresentazione schietta di un dialogo virtuale a due, perciò, possiamo dire che  risente maggiormente della cultura multimediale, specie quando si  decide di vivere in maniera virtuale anche e forse soprattutto un sentimento d’amore e d’amicizia… con tutti i rischi, ma pure   emozioni… che ne possono scaturire…

A.M.: Rupe Mutevole è stata al Salone Internazionale del Libro di Torino suscitando notevoli consensi. Che ne pensi dell’esperienza? È stata positiva?

Federica Ferretti: L’esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino  ha coinvolto positivamente noi tutti, è stata  senz’altro il trampolino di lancio per molte ed importanti iniziative,  ridando parallelamente  smalto e tempra ad ognuno dei progetti già avviati e non può che avere lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.  Quando ripartiamo?

A.M.: Quali sono i criteri di scelta per la pubblicazione di un manoscritto in “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: Pubblicare con “Echi da Internet” è molto semplice in verità…cerchiamo l’anima vera della gente, che, (è questo  forse il grande merito di INTERNET), molto spesso emerge nella rete, dove, complice l’anonimato in cui è possibile rifugiarsi, si esprime nella sua più intima essenza….cari scrittori virtuali,  vi accogliamo nel mondo delle parole soffocate nel cuore e nell’anima;  urlate forte al cielo ma non ancora pronunciate di fronte all’oggetto del nostro sentire;  vi accogliamo tra le innumerevoli possibilità che le parole offrono, tra i sogni sopiti e le speranze che hanno appena preso corpo. Dai racconti di vita vissuta, ai saggi storici, o leggendari, musicali, pittorici, e perché no, di arte culinaria… daremo particolare risalto alle voci femminili che vogliono raccontare il loro rapporto con il virtuale, il loro navigare controcorrente, l’esito di ogni approdo, felice o doloroso che sia stato.

A.M.: Qualche consiglio per gli esordienti che desiderano pubblicare?

Federica Ferretti: Ciò che mi sento di poter consigliare a chi si avvicina alla meravigliosa esperienza della scrittura, è di lasciarsi guidare dalla penna sul proprio foglio, con enorme spontaneità. Ciò non vuol dire  perdersi in inutili giri di parole, od allucinanti elucubrazioni…credo invece che uno degli ingredienti per la riuscita di un’opera letteraria, sia la semplicità espressiva…seguite il vostro istinto.

A.M.: Ci sono altre novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

Federica Ferretti: Per quanto riguarda le novità, siamo interessati ad aprirci su vari altri fronti…da una parte, lanciare l’idea di una sottocollana più squisitamente dedicata all’arredamento od al savoir fare femminile: SWEET HOME…e dall’altra, avviare un approccio più scientifico…magari una sottocollana dedicata alla psico-musico-terapia…insomma, ragazzi, scriveteci…ce n’è davvero per tutti i gusti!!!

Entusiasmo e piedi per terra: ecco ciò che si percepisce dopo aver letto le risposte di Federica Ferretti, una bella apertura mentale e tanta voglia di crescere.

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

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