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Il disagio dell’animo e lo squilibrio chimico: nessuna prova!

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  • 24 Settembre 2014

 

La Dott.ssa Joanna Moncrieff è senior lecturer in psichiatria presso il London
University College ed autrice di «The Myth Of The Chemical Cure» [Il mito
delle cure chimiche].

«Esercito nel campo della psichiatria da oltre 20 anni, e per la mia
esperienza gli antidepressivi non fanno nulla di buono. Non li assumerei in
nessuna circostanza, nemmeno se fossi a rischio di suicidio.

Tutti gli studi mostrano che – nel migliore dei casi – gli antidepressivi ti
fanno sentire un po’ meglio di quanto non farebbe un placebo, il che non
significa che curino la depressione.
Dopo anni di scannerizzazione del cervello, non abbiamo una sola prova che la
depressione sia collegata ad un qualche squilibrio chimico cerebrale, dunque è
discutibile l’idea in sé di trattarla con sostanze chimiche.

Ritengo la depressione una reazione estrema alle circostanze, ed il modo
migliore per uscirne è di eliminare le cause, il che a volte vuol dire
psicoterapia, a volte modificare la situazione trovando un nuovo lavoro o
risolvere i problemi relazionali.

Naturalmente esistono alcune persone che sono depresse senza un apparente
motivo, ma ugualmente non abbiamo ancora alcuna prova né che soffrano di un
disturbo cerebrale né che gli antidepressivi siano loro di aiuto. La cosa
migliore rimane cercare e trovare delle novità che spezzino i circoli viziosi
nel pensiero e nel comportamento.

Gli antidepressivi sono delle sostanze psicoattive, che alterano la mente come
fanno l’alcool o la cannabis ed io ho sempre pensato che se fossi stata
depressa avrei voluto conservare tutta la mia lucidità e le mie facoltà per
venir fuori dal pantano e non il ritrovarmi immersa in una nebbia
farmacologica della quale non avrei nemmeno capito gli effetti».

 

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Prova Scientifica: Gli antipsicotici riducono il cervello

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  • 8 Aprile 2014

Scansione cerebraleI trattamenti tramite antipsicotici sono associati ad una
riduzione del volume di materia grigia. Nei pazienti che hanno ricevuto più di
un trattamento con antipsicotici è presente una diminuzione progressiva del
volume di materia bianca.

Le immagini, a lungo attese, di 14 anni di risonanze magnetiche (MRI)
risultanti dagli studi della dottoressa Nancy Andreasen su 211 pazienti,
documentano un restringimento progressivo del volume di tessuto cerebrale nei
pazienti a cui sono stati prescritti antipsicotici la prima volta che hanno
sperimentato un episodio di psicosi.

La scoperta, pubblicata su The Archives of General Psychiatry (un estratto qui
sotto) mostra un rapporto diretto di causa tra il dosaggio, la durata
dell’esposizione agli antipsicotici e il restringimento del cervello:

Ad una più lunga esposizione corrisponde un più piccolo volume del tessuto del
cervello ed un aumento di volume del fluido cerebrospinale.
Dopo aver controllato gli effetti di altri 3 fattori predittivi, un
trattamento di maggiore intensità tramite un antipsicotico è stato associato
con indicatori di una riduzione generalizzata e specifica dei tessuti del
cervello.
Un trattamento antipsicotico continuato è stato associato a volumi inferiori
di materia grigia. La diminuzione progressiva del volume di materia bianca era
più evidente nei i pazienti che hanno ricevuto più trattamenti con
antipsicotici.
La scoperta conferma gli studi sugli animali:

“La plausibilità che un trattamento antipsicotico a lungo termine abbia una
conseguente riduzione del volume generale cerebrale è ulteriormente
convalidata da recenti studi controllati sui macachi”.
“Questi risultati sono coerenti con i precedenti studi MRI che suggeriscono
che gli antipsicotici producono cambiamenti nel cervello umano, misurabili con
tecniche di neuroimaging dal vivo.”
Il meccanismo con cui questi farmaci causano danni al cervello, è stato
spiegato da Dott. Andreasen in un’intervista al The New York Times (2008):

“questi farmaci … bloccano le attività di base dei gangli (formazioni
nervose) . La corteccia prefrontale non riceve l’input di cui ha bisogno e
viene arrestata dai farmaci. Ciò riduce i sintomi psicotici. E provoca anche
una lenta atrofia della corteccia prefrontale.”
“Un’altra cosa che abbiamo scoperto è che più sono i farmaci che vengono
somministrati e più si perdono i tessuti cerebrali.”
Tratto da: http://www.ahrp.org/cms/content/view/606/9/ di Vera Hassner Sharav
26 febbraio 2011

 

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