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A SAN PIER DAMIANO HOSPITAL FAENZA E’ OPERATIVA UNA NUOVA RISONANZA MAGNETICA “APERTA”

San Pier Damiano Hospital si è dotato di una nuova Risonanza Magnetica “aperta”: un’innovativa apparecchiatura in grado di effettuare tutte le indagini diagnostiche, comprese quelle riservate finora alle strumentazioni più performanti ma chiuse. In questo modo vengono superati i disagi connessi al trovarsi in uno spazio angusto, con benefici per le persone che, pur non mostrando vera claustrofobia, semplicemente soffrono lo spazio ristretto, non consentendo acquisizioni perfette a causa di movimenti involontari causati da ansia e stanchezza.

Nella struttura ospedaliera di Faenza appartenente a GVM Care & Research, la nuova Risonanza Magnetica è inserita all’interno dell’organizzazione di Diagnostica per Immagini, che raggruppa Radiologia, Tac, Densitometria Ossea ed Ecografia. Gestita da un’equipe di medici, radiologi e tecnici coordinata dal dottor Fabio Serafini, la dotazione tecnologica è stata collocata in ambienti rinnovati, confortevoli e spaziosi, dove accoglienza, privacy e appropriatezza delle prestazioni rappresentano i tratti distintivi. «La nuova strumentazione è a disposizione per tutti gli esami più frequenti alle articolazioni, alla colonna vertebrale e all’encefalo – spiega il dottor Fabio Serafini – La Risonanza Magnetica è una tecnica diagnostica non invasiva, che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando onde radio e campi magnetici, pertanto non presenta il rischio insito nell’utilizzo dei raggi X, comunemente impiegati in Radiologia e nella Tac. L’indagine ha una durata media di circa trenta minuti».

Previo appuntamento e tramite prescrizione medica, ogni richiedente può accedere quotidianamente a questa metodica diagnostica, in accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso assicurazioni sanitarie integrative e casse mutue, oppure a pagamento tramite RapidLine (info 800.993.993). Info: www.gvmnet.it

Il dottor Fabio Serafini, nato nel 1954, si è laureato all’Università di Bologna in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Radiologia. Dopo una prima esperienza al Sant’Orsola di Bologna, dal 2003 lavora per GVM Care & Research, a San Pier Damiano Hospital di Faenza e Maria Cecilia Hospital di Cotignola.

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Città di Lecce Hospital, il reparto di Oculistica si arricchisce di un innovativo laser ad eccimeri

Da qualche giorno il reparto di oculistica di Città di Lecce Hospital, struttura appartenente a GVM Care & Research (gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini), si è dotato di una strumentazione chirurgica di ultima generazione: un laser ad eccimeri per combattere miopia, ipermetropia ed astigmatisno, in grado di correggere difetti anche complessi ed impercettibili. L’apparecchiatura consente abluzioni sicure, con risultati ottimali, anche nel trattamento di particolari patologie oculistiche. «Il laser ad eccimeri offre la possibilità di intervenire con assoluta precisione per la correzione dei problemi di refrazione – dichiara il professore Michele Vetrugno, responsabile del reparto – Con questa acquisizione Città di Lecce Hospital si conferma centro di primo piano sul territorio salentino: il nuovo servizio, di assoluta eccellenza, va ad affiancarsi alle tecnologie all’avanguardia per la diagnosi precoce e la cura del glaucoma e delle patologie retiniche. Finalmente i cittadini non saranno più costretti ad onerose trasferte per ottenere un servizio di chirurgia refrattiva di alta qualità, alla quale si potrà accedere in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, oppure attraverso assicurazioni sanitarie integrative e casse mutue».

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Maria Eleonora Hospital apre nuovo Poliambulatorio a Palermo

Il Maria Eleonora Hospital continua a rafforzare i propri investimenti sulla Sanità siciliana. L’ospedale, accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research – fondata da Ettore Sansavini – annuncia l’apertura del nuovo Poliambulatorio presso la sede distaccata di via Paolo Gili.

Il Poliambulatorio è dotato di macchinari e strumentazioni mediche di ultima generazione e diventerà uno dei punti di riferimento in Sicilia per quanto riguarda la diagnostica relativa a branche come ortopedia, neurochirurgia, chirurgia generale e oculare.

L’apertura del Poliambulatorio di Palermo credo sia la conferma dei costanti investimenti del Gruppo nel settore Sanitario in Sicilia”, ha commentato il dottor Aldo Panci, Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital. “Il personale medico a disposizione del Poliambulatorio è particolarmente prestigioso e si avvale della perfetta integrazione tra medici già operanti in Regione e esimi professionisti provenienti da tutta Italia, come il dottor Rodolfo Rocchi, il dottor Vasina e il dottor Vito Bongiorno che verrà direttamente dalla Francia, con cui sono in atto delle trattative per un suo trasferimento a Palermo in pianta stabile: si tratta di un grande esperto sulle patologie legate alla spalla”. 

“I medici si avvarranno anche del Cosentino Hospital per effettuare gli interventi chirurgici. Il nostro obiettivo – continua il dottor Panci – è quello di riuscire ad abbattere il grave problema della migrazione di pazienti verso strutture extra-regionali, che crea disagi per gli spostamenti e aggravi delle spese sanitarie per la nostra Regione”.

In particolare,  il dottor Piergiorgio Vasina è il massimo esperto italiano per quanto riguarda la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore con ausilio della robotica e della navigazione.

 

Luciano Majelli

Consultant Barabino&Partners S.p.A.
E-mail: [email protected]
Tel.: 02/72.02.35.35
Fax: 02/89.00.519
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Dislessia, demenza e anoressia: a Conversano (Ba) screening gratuiti nel mese del Benessere psicologico

Cosa può nascondersi dietro una dislessia in un adulto o un bambino? Come fronteggiare la demenza nell’età avanzata? O ancora: come gestire i disturbi dell’alimentazione? Saranno queste le iniziative al centro di screening gratuiti psicologici e neuropsicologici, riservati ad adulti e bambini, che si terranno nell’ambito del “Mese del benessere psicologico”, promosso dall’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, unitamente al Gruppo GVM Care & Research – gruppo fondato da Ettore Sansavini –  e alla onlus “Attivamente Puglia”. Gli screening avranno luogo, ogni martedì e giovedì, presso i poliambulatori Medicol (clinica Villa Lucia Hospital) di Conversano, ogni martedì e giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Nel quadro dell’iniziativa sono stati organizzati quattro workshop tematici, il primo dei quali si terrà sabato 6 ottobre, presso la sala conferenze di Medicol/Villa Lucia, a partire dalle 10 e verterà su “I disturbi del linguaggio e dell’apprendimento nell’età evolutiva”. Il calendario prevede gli altri appuntamenti ogni sabato mattina successivo, il 13, 20 e 27 ottobre, ove sarà possibile seguire dibatti sull’argomento e rivolgere domande ai numerosi specialisti invitati. La manifestazione, dopo il successo dell’edizione della “settimana del benessere psicologico” dello scorso anno, ha l’obiettivo di diffondere la cultura del benessere psicologico e promuovere la professionalità dello psicologo nella regione Puglia. La centralità del ruolo dello psicologo è indiscutibile se si fa riferimento al concetto di Salute, intesa come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non alla semplice assenza di malattia”(OMS). A coordinare i lavori, per GVM, sarà il dott. Francesco Maringelli, psicologo nonché responsabile Medicina territoriale e assistenza domiciliare di GVM in Puglia.

Per informazione e prenotazioni telefonare a 080/4080111.

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Primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici

Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola – clinica del Gruppo Villa Maria fondato da Ettore Sansavini –  il 3 settembre scorso è stato praticato un primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici. Gli impianti zigomatici permettono, a chi non ha osso sufficiente al mascellare (arcata superiore), di posizionare  in pochi giorni di trattamento una protesi fissa in sostituzione della tradizionale ed ingombrante dentiera. Questo tipo di intervento oggi rappresenta l’alternativa migliore all’innesto d’osso nei casi di atrofia al mascellare.

Mentre l’implantologia dentale tradizionale permette al paziente con pochi denti o addirittura senza più denti (edentulo) di ritornare a masticare con i denti fissi mediante l’inserimento nell’osso di “viti” in titanio, la particolarità degli impianti zigomatici è quella che si possono posizionare anche laddove il paziente non ha più osso a sufficienza, per cui gli impianti tradizionali non sono indicati; gli “zigomatici” sono impianti molto più lunghi, arrivano anche a  5 cm, e vengono ancorati all’osso zigomatico anche nei casi di minima quantità ossea della mascella, la cosiddetta atrofia ossea.

Solitamente dopo 2-3 giorni dall’intervento si può posizionare una protesi dentaria fissa (con la tecnica del carico immediato)  con evidenti vantaggi per il paziente sia dal punto di vista estetico che funzionale e, soprattutto psicologico. A Cotignola, per la prima volta, l’intervento è stato eseguito da un’equipe composta dal dottor Stefano Stea, responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale,  e dal dottor Giorgio Ban, odontoiatra implantologo. L’intervento di implantologia zigomatica viene eseguito in anestesia generale ed in regime di ricovero; a Maria Cecilia Hospital prevede sempre la collaborazione tra l’implantologo e il chirurgo maxillo-facciale.

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Il dottor Aldo Panci è il nuovo Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital

Il Maria Eleonora Hospital, ospedale accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research, annuncia la nomina del dottor Aldo Panci ad Amministratore Delegato. Il dottor Panci manterrà, contemporaneamente, il ruolo di guida del Cosentino Hospital.

Contestualmente, il dottor Stefano Mantegna lascia la carica di AD per diventare Presidente del Consiglio di Amministrazione del Maria Eleonora Hospital, mentre il dottor Giuseppe Bianco, già Responsabile del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare, diventa il nuovo Direttore Sanitario.

Accolgo con particolare entusiasmo questa nuova opportunità offertami dal Gruppo e sarà mio obiettivo primario quello di continuare nel lavoro di sviluppo di un ospedale che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello della Sanità siciliana”, ha dichiarato il dottor Aldo Panci. “Il Maria Eleonora Hospital negli scorsi mesi è stato indicato dal “Programma nazionale esiti”, gestito dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Agenas), come una delle struttura ospedaliera più virtuose a livello nazionale per quanto riguarda la cardiochirurgia. Continueremo, quindi, a impegnarci per far combattere la fuga dei cervelli del settore medico verso il Nord e per garantire ai pazienti servizi e strumentazioni sempre più all’avanguardia”.           

 

GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

www.gvmnet.it

 

 

Contacts:          Barabino & Partners

Luciano Majelli

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La sfida continua di Villa Maria

E’ nato nel cuore della Romagna il più grande network privato d’Italia che ora opera anche all’estero. La storia di un sogno realizzato e le aspettative per il futuro.

Intervista apparsa su la Voce di Romagna al Presidente del Gruppo Villa Maria Ettore Sansavini

Non fa tempo a mettere piede dentro un traguardo, che già vede un altro orizzonte più avanti. I suoi collaboratori faticano a stargli dietro: “A volte il mio direttore amministrativo mi sgrida”. Sorride Ettore Sansavini, che con Villa Maria è al timone del primo gruppo sanitario privato per strutture accreditate, con più di trenta cliniche e poliambulatori, tra Italia, Francia, Polonia, Albania e Romania. Una saga imprenditoriale da self made man romagnolo. Perito chimico e diplomato ragioniere alle serali di Forlì, è partito negli anni ‘60 come impiegato in una clinica privata, costruendo negli anni una holding che fattura 500 milioni l’anno e occupa oltre 5mila persone, impegnata anche in società di servizi, nelle cure termali, nell’alimentare e nel biomedicale.

“Faccio l’imprenditore con lo spirito di quando mio nonno, agricoltore, mi portava per i campi a vedere il grano crescere. Ecco: io non amo il rischio del gioco, non mi sono mai seduto al tavolo della roulette. Ma ho il desiderio di costruire. Non si fa impresa per il denaro. Perché i soldi, quando si lavora e si lavora bene, arrivano da soli. E servono per costruire ancora, per far crescere qualcosa”. Un ragazzo di 68 anni, Sansavini, che nel 1973, a 28 anni, fu chiamato a dirigere la clinica Villa Maria di Cotignola ancora in costruzione, investendo poi tutto quanto aveva – i 2 milioni di lire della liquidazione del lavoro precedente – e che da lì ha creato il primo polo sanitario privato italiano. “Avevamo 600milioni di capitale e 600 milioni di debiti. Ho corso un rischio; e ancora ne corro”. La scelta di allora gli ha dato ragione. E adesso, in tempi di crisi e recessione, investe ancora: 25milioni di euro per costruire due piani ulteriori nella clinica di Cotignola sono solo un esempio.

Sansavini, è singolare che la sua avventura nella sanità privata si sia giocata proprio nella Bassa Romagna di allora, che certo mirava ad altri modelli di assistenza…
Villa Maria nacque dal desiderio di un medico, Ilio Barcaroli. Voleva costruire la clinica a Lugo, tra la ferrovia e via Felisio. Non gli diedero i permessi. Allora la fece a Cotignola, ma su un terreno di confine, rivolta a Lugo. Lì ci sono arrivato nel ‘73, come direttore amministrativo. La clinica era ancora in costruzione, l’abbiamo inaugurata il 24 ottobre. Subito ci siamo accreditati con le mutue, poi è arrivato il sistema sanitario nazionale. Il distretto di Lugo fu scelto come uno dei quattro progetti pilota in Italia per sperimentare il nuovo sistema. E noi, unici in Italia, fummo sconvenzionati.

Diciamo che le amministrazioni non vi favorivano…
Per anni hanno cercato di farci chiudere. L’allora presidente del Consorzio socio sanitario voleva fare della clinica la sede dell’ente. Ma abbiamo resistito, lavorando. Avevamo bisogno di pazienti, di clienti. I soci cominciavano a dubitare del progetto Villa Maria. Io presi a comprare le azioni di chi temeva il futuro, per tenere alto il livello e sostenere il progetto. Mi sono indebitato fin sopra i capelli. Poi ci siamo inventati
l’odontoiatria: la gente andava in Olanda con pullman organizzati per farsi curare, noi abbiamo portato i dentisti a Cotignola. Quindi è arrivata la cardiologia e la cardiochirugia. Insomma: abbiamo portato quelle attività che in regione e in Italia erano più carenti. E ci hanno salvato anche i libici.

Prego?
Avevamo bisogno di lavorare, e negli anni ‘70 c’era questo movimento di pazienti che venivano a farsi curare in Italia.
Ottenni, tramite l’ambasciata, una convenzione: dal ‘75 al ‘79 abbiamo avuto un centinaio di pazienti libici a Cotignola. Venivano anche perché avevamo portato a Villa Maria il professor Boccanera, un ortopedico molto conosciuto.

Si puntava all’alta specialità…
Sempre, come abbiamo poi sempre fatto: mai duplicare i servizi sanitari presenti sul territorio, ma offrire prestazioni di eccellenza lì dove ce n’è bisogno. Rispondendo alle esigenze: dal
1979 abbiamo creato il primo polo cardiochirurgico privato italiano.
La gente andava negli Stati Uniti o in Svizzera, noi abbiamo portato i medici qui. E’ arrivata la notorietà, il 12% della cardiochirugia italiana a Cotignola. Da lì è nata la rete degli ospedali del gruppo.

E finalmente il servizio pubblico si accorge di voi…
Fino al 1996 abbiamo lavorato in maniera sostanzialmente autonoma, con contratti di rimborso per i pazienti curati da noi che venivano da altre regioni. Poi è arrivato l’accreditamento con il servizio sanitario, perché avevamo un sistema di alta specialità importante.

Villa Maria ha cliniche dal nord al sud. In regioni amministrate da forze politiche diverse. Come cambiano i rapporti?
Sono diversi approcci, ma il rapporto è sostanzialmente buono con tutti. Ci siamo sempre proposti di fare quello di cui il pubblico aveva bisogno, o di investire in settori che non erano nemmeno stati considerati.

In Puglia ora le condizioni sono più tese.
Lì abbiamo lavorato molto, la Regione non ci ha riconosciuto quanto riteniamo ci spetti, ed è nato un contenzioso, che in parte ha dato ragione a noi, in parte alla Puglia. Abbiamo ancora della difficoltà a riscuotere i nostri crediti, e ora ci stiamo riorganizzando. Vede, ogni struttura ha una sua autonomia finanziaria, il gruppo finanzia l’avvio, ma poi ogni clinica deve avere la sua autonomia economica.

I tagli della spending review non risparmiano la sanità. Cosa cambierà?
Le Regioni dovranno ridurre la loro spesa sanitaria, vedremo in che direzione. Auspichiamo che non si tocchi il privato, perché noi costiamo solo per quello che facciamo: ad ogni prestazione corrisponde una tariffa, se lavoriamo siamo pagati, altrimenti no.
Oltretutto, se sforiamo il budget che ci viene assegnato a inizio anno, per l’extra non vediamo un centesimo. Difatti ogni anno lasciamo diversi milioni sul piatto.

Chi ve lo fa fare?
Se ci sono delle emergenze non possiamo non intervenire. All’estero a volte è diverso. In Polonia quell’extra ce lo riconoscono, e il lavoro in più viene considerato per accrescere il budget l’anno successivo.

Il servizio sanitario nazionale compie 34 anni. E’ un modello da ripensare?
Tutti ci auguriamo che possa continuare, perché è una conquista fondamentale dal punto di vista sociale. Il problema è come viene amministrato. Il pubblico deve garantire che le prestazioni siano al meglio e al minor costo, ma non è detto che sia lui a erogare il servizio. Dovrebbe rimanere indifferente: l’importante è la qualità.

Un altro sistema è possibile?
Non credo: solo con la presenza del pubblico si rischierebbe di non essere competitivi sui costi e di appiattire la qualità. Solo privato si tradurrebbe in solo mercato, riducendo la qualità per un maggior profitto dell’imprenditore.

La direzione indicata dai tagli è l’ingresso delle assicurazioni?
In senso esclusivo non è un’ipotesi percorribile, perché, ad esempio, se un paziente ha malattie croniche o è molto anziano, non trova chi l’assicuri; scomparirebbe un livello di assistenza. Occorre una rivisitazione del sistema assicurativo, verso una copertura totale. Interessante per ridurre la spesa pubblica sono invece i fondi integrativi di chi lavora, come previsto da diversi contratti nazionali. Oggi viene ideologicamente interpretato come un privilegio, invece va proprio a vantaggio di chi è più in difficoltà:
si accorciano le liste di attesa, e chi lavora paga un po’ di più, sì, ma garantisce alti livelli di assistenza per tutti.

Sansavini, la sanità è spesso nel mirino delle inchieste giudiziarie, specie in Lombardia…
Non credo a quelle accuse. Ma va detto che in Italia operano sette/ottocento cliniche private. Non tutti sono uguali; un privato non deve essere compromesso con la politica. La selezione si fa sui requisiti di qualità delle prestazioni, e sono criteri molto severi per chi opera nel privato. Sarebbe auspicabile un terzo organo di controllo anche per il pubblico. E da anni chiediamo che le Ausl si diano un bilancio civilistico, per evitare di scoprire dopo troppo tempo buchi importanti nelle spese.

Anche lei è stato sfiorato da inchieste giudiziarie, indagato…
Anche processi, ma mai una condanna in tanti anni di attività.

Che impegni ha il suo gruppo per il futuro?
Dobbiamo consolidare quel che abbiamo, anche accorpando le strutture più piccole, come faremo in Puglia, Sicilia e Toscana. Il gruppo prosegue poi nel campo industriale del biomedicale. Il 9 agosto (oggi, ndr), riapriremo la nostra azienda per la produzione di dispositivi medici di Medolla, nel modenese. Il capannone era stato danneggiato dal terremoto. Ripartiamo, con maggiori potenzialità, in uno stabilimento poco distante dal primo.
Forte è l’impegno nel campo alimentare e termale. In sanità puntiamo a una crescita in Polonia, e nel giro di tre anni vogliamo aprire una clinica in Tunisia.

C’è crisi e recessione, lei continua a investire…
Proprio adesso lo facciamo di più. Nella ricerca, nell’innovazione. Un esempio: a Villa Maria avevamo già un laboratorio di elettrofisiologia, ma abbiamo fatto una proiezione sulla ricerca, per introdurre nuove metodiche, come quelle portate avanti dal professor Carlo Pappone. Oggi ci rimettiamo soldi, ma stiamo investendo per il futuro, offriamo un patrimonio di attività e conoscenze per tutto il gruppo.

Sansavini, vede un’uscita dalla crisi?
Ho fiducia negli italiani, dal nord al sud, ciascuno con le sue differenze. Il paese si riprenderà.


Fonte: LA VOCE DI ROMAGNA
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Intervento di Ettore Sansavini membro Comitato Esecutivo AIOP Nazionale e Presidente di GVM Care & Research

L’esigenza di provvedere con urgenza ad una revisione della spesa pubblica ha portato il Governo ad anticipare alcuni provvedimenti che, mentre da un lato andranno ad incidere sui costi delle Istituzioni, dall’altro mireranno alla riduzione della spesa per i servizi pubblici.

Consapevoli della necessità di mettere mano ai costi sostenuti dall’intero apparato, quello che stona nei cosiddetti “tagli” alla spesa sanitaria è la paventata riduzione del 2% del fondo sanitario destinato agli erogatori privati accreditati, i quali rappresentano gli unici costi certi, misurabili e verificabili da parte di chiunque.

E’ bene chiarire all’opinione pubblica che le strutture ospedaliere private accreditate vengono remunerate dalle Asl sulla base di tariffe stabilite dalla stessa P.A., il più delle volte a valori ulteriormente scontati e solo per le prestazioni effettivamente erogate.

Basti considerare che, sul totale delle prestazioni erogate dal servizio sanitario, il 25% è stato fornito da ospedali privati accreditati e che il costo sostenuto dallo stato per tali prestazioni è pari solo al 15% della spesa sanitaria complessiva (dati 2010). In altre parole spendendo il 15% si sono curati il 25% di tutti i malati.

Inoltre, le stesse aziende ospedaliere private hanno i loro bilanci pubblicati (cosa che non vale per l’ospedalità pubblica) e sono chiamate sia a soddisfare i requisiti tipici del concessionario di pubblico servizio sia ad operare secondo le logiche del mercato, ossia salvaguardando la redditività e riducendo le inefficienze.

Per questa ragione, una indiscriminata riduzione del fondo sanitario già contrattualizzato con gli erogatori privati accreditati, non farà altro che ridurre la loro capacità di fornire prestazioni sanitarie a favore di tutti i cittadini, quantificabili in 56.000 ricoveri ospedalieri annui in meno per patologie oncologiche, neurochirurgiche, cardiologiche, ortopediche, per la dialisi, ecc., difficilmente assorbibili dalla capacità del sistema pubblico.

Inoltre la spesa ospedaliera pubblica aumenterebbe immediatamente dello 0,6% di ciò che oggi spende lo Stato.

Una manovra è giusta ed equa se mostra di incidere sulle inefficienze e sui costi ingiustificabili e fuori controllo.

Spesso si crede erroneamente che gli ospedali privati “sottraggano” pazienti al sistema pubblico. Al contrario, gli ospedali privati accreditati rappresentano un elemento di complementarietà rispetto al Sistema Sanitario Nazionale, rispondendo in modo efficace ed efficiente a specifiche esigenze dell’utenza e di fatto permettendo uno snellimento del flusso dei pazienti che accedono ai servizi sanitari.

Gli ospedali privati accreditati sono l’unica voce certa nelle spese della sanità pubblica. Questa riduzione decisa dal Governo produrrebbe l’unico effetto di privare significativamente i cittadini del loro fondamentale diritto alla tutela della salute.

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Verso e-Health 2020: Ettore Sansavini parla delle innovazioni tecnologiche del GVM Care&Research

In “Verso e-Health 2020” , Pasquale Tarallo, parla dell’aiuto delle innovazioni tecnologiche in campo sanitario. Prima non era possibile parlare di sanità a distanza, ora si. È proprio questo che indica e-Healt, la sanità via Internet.
All’interno c’è un capitolo a cura di Ettore Sansavini, Presidente di GVM Care&Research, che tratta proprio di e-Healt per quanto riguarda il famoso gruppo sanitario GVM.

Il capitolo tratta dei principali temi che riguardano l’avanzamento tecnologico in campo sanitario e, che per Vostra comodità, abbiamo qui suddiviso in tre paragrafi:

 

 

Il 2020 è il termine per raggiungere l’obiettivo preposto dall’UE: pieno potenziale di salute e benessere di tutti i cittadini dell’Unione Europea.

e-Healt è un nuovo modo per parlare di salute ed è necessario capire la necessità dei social network per l’interazione sociale.

GVM Care&Research, come spiega il suo presidente Ettore Sansavini, è “un importante avamposto delle sperimentazioni più innovatrici e all’avanguardia”.

Ormai l’e-Healt è una parte principale della sanità e in questo libro vengono raccontate e messe a confronto le diverse prassi operative messe in atto da diversi gruppi sanitari per arrivare ad un confronto diretto e capire l’importanza che il mondo sociale sta sviluppando anche in campo medico-sanitario per raggiungere quel benessere preposto per il 2020.

 

GVM Care&Research

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Ettore Sansavini all’Aiop Giovani: “La collaborazione fra pubblico e privato fondamentale per il futuro della sanità”

Mentre a Londra il dottor Bruno Biagi – vice presidente di GVM Care & Research e direttore generale del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, lo scorso 15 marzo ha partecipato alla Conferenza di Healthcare Europa dal titolo “Growing through the storm” (“Crescere in mezzo alla tempesta”) rappresentando l’Italia, Il Presidente di GVM Care & Research Ettore Sansavini è intervenuto agli Stati Generali Aiop Giovani di Bologna.

Dieci anni fa nacque la Sezione Aiop Giovani, riservata ad associati o figli di associati di età inferiore a quaranta anni sul modello di Confindustria, di cui Aiop è parte integrante. Il decimo anniversario dell’associazione, e allo stesso tempo lo scadere dei mandati di alcuni dirigenti non più rieleggibili per raggiunti limiti di età, ha stimolato l’organizzazione degli Stati Generali Aiop Giovani, svoltisi il 20 marzo scorso nella Sala Plenaria di Unindustria Bologna.

La scelta di questa sede non è stata casuale: l’Emilia Romagna fu, infatti, la prima regione a stipulare con Aiop un accordo di accreditamento innovativo, che ha in parte contribuito a fare di questo Sistema Sanitario Regionale uno dei migliori dal punto di vista dei risultati di salute e della sostenibilità. Durante la prima sessione degli Stati Generali Aiop Giovani, svoltasi al mattino e riservata ai soli associati, sono state elaborate le Tesi, condensato di dieci anni di attività e progetti per il futuro.

La sessione pomeridiana, aperta al pubblico, ha visto, fra gli altri, l’intervento di Ettore Sansavini, Presidente di GVM Care & Research e membro del Comitato Esecutivo di Aiop Nazionale. Sansavini ha avuto parole d’apprezzamento per le Tesi svolte dai giovani imprenditori di Aiop, definendole «la riprova di un’innata vitalità del nostro comparto, perché i temi posti rappresentano la vera svolta per un rinnovamento dell’apparato, dei processi decisionali e conoscitivi sui quali, sino ad ora, si è retta la politica sanitaria del Paese».

Il Presidente di GVM ha poi proposto alcune sue considerazioni di ordine generale, ma con un riferimento ai possibili scenari di breve e medio periodo. Per carattere, mi ritengo un ottimista, quindi leggo le criticità come un qualcosa che non si deve passivamente subire, bensì da cogliere con interesse, poiché le crisi sono di per sé selettive, quindi anche premianti, e perché disegnano nuovi scenari, quindi sono fonte di opportunità».

«Desidero ribadire agli esponenti politici che i loro obiettivi in materia sanitaria potranno trovare in noi imprenditori dei partner altrettanto affidabili, purchè l’ospedalità pubblica abbandoni azioni pregiudizialmente protezionistiche e si apra a un costante confronto su basi esclusivamente clinico-scientifiche – ha rimarcato infine Sansavini –  Sottolineo il profilo scientifico come dato di fatto: la produzione scientifica dell’ospedalità privata ha quantomeno eguagliato quella pubblica. E’ quindi un interlocutore essenziale per le politiche di sviluppo ed innovazione».

www.gvmnet.it

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