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O.R.S.A.: in prima linea per la sicurezza alimentare

Istituito con una delibera regionale del 17 luglio 2007, presso l’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (I.Z.S.M.), l’Osservatorio Regionale per la Sicurezza Alimentare (O.R.S.A.), è un organo operativo dell’Assessorato Regionale alla Sanità con il compito di tutelare gli interessi dei consumatori e di seguire e curare le attività produttive operanti sul territorio regionale. Tra i suoi compiti principali rientrano soprattutto attività di monitoraggio, relative alla tracciabilità dei prodotti alimentari, e compiti di informazione, divulgazione e promozione, svolti prevalentemente nei confronti dei consumatori e delle associazioni dei produttori.

Le sue funzioni sono strettamente necessarie per orientare ed indirizzare le politiche attuate dagli Assessorati regionali della Sanità, dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Ricerca Scientifica, grazie ai dati e alle informazioni raccolte “in prima persona” e a quelle che all’O.R.S.A.  giungono dagli Enti “correlati”, anch’essi operanti nel settore della sicurezza alimentare.

Il rapido scambio di dati, raccolti ed aggiornati in tempo reale, permette di creare un sistema di stretta cooperazione e correlazione tra i diversi enti, così da consentire un maggior coordinamento delle attività e, conseguentemente, anche delle politiche da attuare sul territorio. Lo scopo principale dell’O.R.S.A. è , quindi, quello di fornire agli enti regionali tutti gli strumenti necessari per rendere molto più efficaci gli studi e le analisi dei rischi legati al consumo degli alimenti, senza dimenticare di correlare i suoi studi e le sue ricerche con una serie di elementi necessari sia nella fase di valutazione sia in quella di gestione dei rischi.

Tutto ciò si traduce, dunque, in una maggior prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini, grazie alla creazione di una rete di comunicazione integrata e un sistema di controllo che prevede l’affidamento di specifici compiti e funzioni alle diverse strutture amministrative interessate. Grazie alla sua attività di costante informazione e monitoraggio, l’O.R.S.A. ha anche il compito di gestire una aggiornatissima banca dati nella quale sono raccolte tutte le notizie relative a qualità, sicurezza alimentare, tracciabilità dei prodotti, sorveglianza della sicurezza alimentare, attività di informazione e formazione in materia di sicurezza alimentare.
Importante è anche il coordinamento che l’O.R.S.A. stabilisce non solo cin gli organi regionali ma anche con quelli operanti a livello nazionale e comunitario e questo al fine di rendere le sue funzioni sempre più precise ed efficaci.

Ufficio Stampa
Maia Design
per Chimicionline.it

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Etichette alimentari: Il Ministero stabilisce norme più “rigide”

Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto recentemente sulla spinosa questione delle etichette alimentari, al fine di fare un po’ di chiarezza, evitando così applicazioni non conformi alla legislazione comunitaria in vigore.
Lo scopo principale della circolare ministeriale diffusa in questi giorni è quello di salvaguardare principalmente le persone che soffrono di intolleranze alimentari, un disturbo del quale soffrono sempre più individui, circa uno ogni 250, almeno stando alle stime più accreditate, ponendo particolare attenzione ai celiaci che nel nostro paese sono circa 400mila, con un aumento di casi che ogni anno fa registrare un +9%.
Si punta, quindi, ad una maggiore trasparenza che “obblighi” i produttori ad indicare con esattezza il nome degli ingredienti, al fine di assicurare non solo la qualità del prodotto acquistato ma anche la sua sicurezza.
Nella circolare diffusa dal Ministero si legge:
“La regola generale valevole per gli allergeni alimentari è che questi, se utilizzati nella produzione di un prodotto alimentare e presenti nel prodotto finito anche in altra forma, devono essere riportati sull’etichetta indicando chiaramente il nome dell’ingrediente in questione”
L’unica eccezione si ha nel caso in cui la denominazione di vendita del prodotto indichi già l’allergene, cosa che avviene ad esempio per il latte. In questo caso il Ministero ha ritenuto che l’informazione data al consumatore fosse di per sé già sufficiente ed ha considerato, pertanto, superfluo ripetere l’indicazione nell’etichetta.
Ma quali sono gli allergeni riconosciuti?
Secondo una classificazione operata dall’UE gli allergeni alimentari possono essere classificati in 14 categorie, tra le quali rientrano i cereali contenenti glutine( come grano, segala, orzo, avena, farro etc.), i crostacei, le uova, il pesce, gli arachidi, la soia, la frutta a guscio (come mandorle, nocciole, noci, pistacchi etc.), il sedano, la senape, i semi di sesamo, i lupini, i molluschi ed i derivati di tutti questi prodotti, senza dimenticare l’anidride solforosa e i solfiti in concentrazione superiore a 10 mg/kg o 10mg/l espressi come SO2.
La circolare ministeriale, firmata da Giuseppe Tripoli, Capo Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economica, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non ha però come unico obiettivo quello di tutelare la salute dei consumatori grazie alla pratica dell’informazione esaustiva e trasparente, ma anche quello di venire incontro alle esigenze delle imprese che necessitano di indicazioni precise e certe, al fine di elevare la qualità e la sicurezza dei propri prodotti.
L’importanza di una corretta informazione “alimentare” è stata testata recentemente anche dalla School of Economic Sciences della Washington State University e pubblicata sul Journal of Consumer Affair. Lo studio condotto ha analizzato la centralità di una corretta informazione relativa ai cibi acquistati, concentrandosi principalmente sulle persone di mezza età. Il risultato è importante, in quanto ha rivelato come la corretta lettura degli ingredienti sia un fattore determinante nella perdita di peso e nella scelta di una sana alimentazione. Dati alla mano si è infatti dimostrato che chi dedica un po’ di tempo alla lettura delle etichette dei cibi acquistati riesca a perdere peso molto più velocemente rispetto a chi non pone attenzione alle etichette buttandosi direttamente sul contenuto della confezione.
Ben venga, quindi, la decisione del Ministero che con la sua posizione ha voluto sottolineare come una corretta informazione sia la base per aiutare a vivere meglio e in salute.
Ufficio Stampa
Maia Design
per chimicionline.it
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