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La nuova tassa sugli immobili e certificazione energetica.

La cedolare secca sui redditi da locazione è la vera novità del mercato immobiliare. Si tratta di un’imposta sostitutiva con un’aliquota unica del 20 per cento che
va a sostituire l’attuale tassazione ad aliquota progressiva. La cedolare è, dunque, sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative
addizionali, nonché dell’imposta di bollo sul contratto di locazione, mentre non si applica alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate
nell’esercizio di un’attività d’impresa o di arti o da enti non commerciali. La facoltà di optare per la cedolare non si applica agli immobili che non sono di
proprietà di persone fisiche.
Lo scopo dell’introduzione di questa nuova tassazione è quello di garantire una maggiore equità fiscale, evitare l’evasione da parte dei percettori di reddito
d’affitto in ragione del minor carico fiscale e, in questo modo, favorire l’affitto degli immobili e gli investimenti nel settore.
Gli organizzatori, tra cui costruttori e agenti immobiliari, della manifestazione “La casa in piazza”, la prima borsa immobiliare varesina, concordano sull’effetto
positivo della nuova tassazione. «Da qualche tempo – dice Sergio Bresciani presidente provinciale dell’Associazione nazionali costruttori edili (Ance) – registriamo
una sorta di ritorno all’investimento nel mattone non soltanto per migliorare la propria situazione abitativa o per acquistare la prima casa, ma come vero e proprio
bene rifugio. Riteniamo che questa inversione di tendenza sia in parte dovuta al crollo della rendita finanziaria, ma anche dall’introduzione della cedolare secca».
L’introduzione della cedolare comporterà però un minor gettito fiscale complessivo per compensare il quale il governo spera nella emersione delle situazioni di
evasione fiscale dei canoni di locazione, favorita dalla maggiore convenienza del regime fiscale. Il riequilibrio del gettito fiscale sugli immobili
(per uso abitativo e produttivo) che, secondo la Banca d’Italia, in Italia è pari a oltre 34 miliardi di euro, si potrà ottenere solo con il recupero dei canoni di
locazione non dichiarati per una quota pari al 78 per cento di quelli già conosciuti dal fisco.

La certificazione energetica –
Anche questa è una delle novità del mercato immobiliare. L’Attestato di certificazione energetica (Ace)
è una sorta di bollino verde che viene allegato al rogito nelle compravendite immobiliari indipendentemente dall’epoca di costruzione e dalla superficie
utile dell’immobile. Lo scopo della certificazione è chiaro: chi compra una casa, nuova o usata che sia, deve essere a conoscenza delle prestazioni in termini di
basso o alto consumo del fabbricato. Chi costruisce case, dunque, e i proprietari in genere dovrebbero puntare sul risparmio energetico perché riuscirebbero a
vendere a prezzi più alti gli immobili. Il consumo di un immobile in termini energetici e stato classificato attraverso 8 classi di efficienza energetica: A+, A, B, C, D, E, F, G. Un immobile classificato A+ è il più efficiente dal punto di vista del consumo energetico e quindi vendibile a un prezzo più alto; uno classificato G è più scarso e quindi, in teoria, varrà meno. Il fabbisogno termico di un immobile, espresso in chilovatt/ora al metro quadro, viene calcolato in base a quanta energia all’ora è necessaria per riscaldare un metro quadri di un immobile e 20 gradi centigradi. Quindi, se una casa è già predisposta per l’impianto fotovoltaico o geotermico, sarà di una classe superiore rispetto a un casa il cui impianto di riscaldamento è alimentato a gasolio. A mettere il bollino (certificazione) ci sarà un certificatore iscritto in un apposito albo predisposto dalla Regione Lombardia.
La certificazione, secondo gli operatori, ha creato un po’ di confusione sul mercato immobiliare. «E’ stata inserita in un modo e in un momento sbagliato –
sottolinea Santino Taverna (primo a sinistra nella foto), presidente provinciale e regionale della federazione italiana dei mediatori e agenti di affari –
perché rischia di far diventare vecchie abitazioni che sono state costruite non più di due anni fa. Non dimentichiamo che in questi ultimi anni si è costruito
molto e quindi c’è ancora tanto da smaltire nell’edilizia».

Spesso le norme anticipano troppo i tempi e, secondo gli esperti del settore, in chi compra casa non c’è ancora tutta questa consapevolezza.
«E’ chiaro che oggi si costruisce secondo i canoni del risparmio energetico – dice Giampero Ghiringhelli, direttore provinciale dell’Ance- ma la gente non ha
ancora piena coscienza di cosa sia la certificazione e spesso non la chiede. E’ un passaggio importante, è vero, ma l’esperienza ci dice che il patrimonio immobiliare
italiano si rivaluta comunque sempre».

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Il risparmio energetico in casa: come realizzarlo con semplici accorgimenti

Nel corso di questi tempi si assiste sempre maggiormente all’attuazione di politiche volte al risparmio energetico o in generale che pongono come obiettivo principale quello di ridurre sensibilmente più elevati livelli di inquinamento che sono presenti nelle grandi metropoli italiane o in generale nelle città. Ciò che pochi sanno è che alti livelli di inquinamento sono prodotti attualmente non solo dalle automobili che rappresentano effettivamente un fattore di rilievo ma le nostre case contribuiscono ad inquinare per circa il 30% dei livelli totali.

In questi ultimi anni si è assistito anche ad una maggior attenzione nei confronti le tematiche ambientali, vedi anche la certificazione energetica degli edifici, ma soprattutto stiamo vivendo un periodo di importante progresso tecnologico riguardo i materiali edilizi che compongono la nostra casa e che possono essere adottati per delle politiche di risparmio energetico. Gli interventi possibili sono molteplici e non sono necessariamente onerosi. Il primo fattore che importante considerare per il risparmio energetico della nostra abitazione è quello che riguarda l’isolamento termico delle superfici disperdendoti ovvero di quelle aree che sono a contatto con l’esterno oppure con ambienti non riscaldati. L’isolamento delle mura della casa può essere realizzato dall’interno, dall’esterno oppure nell’intercapedine che una parte di muro che sta tra l’esterno e interno della nostra abitazione.

La soluzione migliore è quella di praticare il cosiddetto cappotto ovvero porre gli strati isolanti all’esterno dell’abitazione e questo è molto conveniente in tutti quei casi in cui si deve anche procedere ad un rifacimento la facciata. L’isolamento dall’interno è invece la soluzione più semplice per coloro ai quali desiderano avere le soluzioni di risparmio energetico molto economiche ma l’effetto collaterale è quello di ridurre leggermente lo spazio abitabile all’interno dell’abitazione. La terza soluzione è, come spesso accade, una giusta mediazione tra le due soluzioni precedenti e può essere realizzata mediante l’iniezione di materiali isolanti direttamente nell’intercapedine della nostra abitazione, sempre con lo stesso sia presente. Circa le parti da isolare si ricorda sempre la definizione di superficie disperdente che appunto una zona della nostra abitazione a contatto con un’aria fredda. Il risparmio energetico nell’abitazione deve passare necessariamente dall’isolamento di coperture quali ad esempio il tetto che è il maggiore responsabile della perdita di calore durante i mesi invernali ed è la causa del surriscaldamento nei mesi estivi.

Dopo aver attuato queste semplici procedure di risparmio energetico nella nostra abitazione è necessario procedere ad una nuova taratura dell’impianto termico così che lo stesso lavori in maniera proporzionata con le prestazioni termiche raggiunte con queste semplici operazioni.
Un ulteriore aspetto estremamente rilevante per quanto riguarda il risparmio energetico nelle case riguarda i serramenti e le superfici vetrate. I primi sono spesso fonte di importanti infiltrazioni di aria fredda che causano un ricambio di aria eccessivo e pertanto nei mesi invernali contribuiscono notevolmente ad abbassare la temperatura dell’aria interna. In questo caso inserire delle guarnizioni spugna può essere sufficiente per arginare le perdite più importanti. I vetri sono l’ulteriore superficie da tenere in considerazione: se il vetro singolo bisognerebbe procedere alla sostituzione con un vetro doppio oppure in alternativa tentare un isolamento per mezzo di una tenda pesante. Ulteriore fattore di analisi deve essere il cassonetto contenente la nostra tapparella che spesso consiste di una semplice strato di legno raramente isolato. Anche in questo caso i negozi di ferramenta più vicino saprà suggerirci una soluzione bassissimo costo per adottare una tecnica di risparmio energetico.

Per verificare l’effettivo risparmio conseguito con questi semplici accorgimenti si potrà per esempio procedere alla certificazione energetica dell’abitazione così da verificare mediante calcoli accurati il risparmio energetico che potrà essere fatto. Alcuni appartamenti situati nella zona di Milano, in prossimità del Duomo, vero centro nevralgico della metropoli milanese, mediante la certificazione energetica Milano sono riusciti a conseguire risparmi energetici nell’ordine del 20% della bolletta totale dell’abitazione

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