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Etica e Società

Assenteismo? È legittimo il ricorso all’agenzia investigativa

Il datore di lavoro può ricorrere ad un’agenzia investigativa per accertare le cause dell’assenza dal luogo di lavoro e, quindi, il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da parte del dipendente. È la conclusione a cui è giunta la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 8373 pubblicata il 4 aprile scorso. Quando è legittimato, in sostanza, il datore di lavoro a rivolgersi ad un’agenzia investigativa?

La Cassazione ha di fatto, precisato che l’art. 2 dello Statuto dei lavoratori non preclude all’azienda di chiedere l’intervento dell’agenzia investigativa, purché questa “non sconfini nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria riservata dall’art. 3 dello Statuto direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori e giustifichi l’intervento in questione non solo per l’avvenuta prospettazione di illeciti e per l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione (cfr. Cass. 14.2.2011 n. 3590)”.

Le garanzie dei sopra citati articoli dello Statuto dei Lavoratori, si legge ancora nella sentenza, “operano esclusivamente con riferimento all’esecuzione dell’attività lavorativa in senso stretto, non estendendosi, invece, agli eventuali comportamenti illeciti commessi dal lavoratore in occasione dello svolgimento della prestazione che possono essere liberamente accertati dal personale di vigilanza o da terzi”.

“Orbene – spiega la Cassazione nel respingere il ricorso dell’ex dipendente licenziato per giusta causa – nella fattispecie il convincimento della Corte territoriale si è basato sull’esito di un’attività investigativa, oggetto anche di prova testimoniale degli investigatori, rientrante nei poteri di controllo datoriale, in quanto esercitata in luoghi pubblici, onde è stato accertato, per 10 giorni, non solo il mancato rispetto dell’orario giornaliero di lavoro ma anche che, in orario di lavoro, al di fuori dell’ufficio, il dipendente non aveva svolto alcuna attività lavorativa”.

Secondo i giudici di merito, nel caso in oggetto, l’attività degli investigatori rientrava quindi tra i poteri di controllo del datore di lavoro in quanto esercitata in luoghi pubblici. La Suprema Corte ha, quindi, condiviso la decisione della Corte d’appello secondo la quale il controllo effettuato dagli investigatori non era finalizzato ad accertare le modalità dell’adempimento dell’obbligazione lavorativa bensì “le cause dell’assenza del dipendente dal luogo di lavoro concernenti appunto il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da compiersi anche all’esterno della struttura aziendale”.

 

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Agenzia Investigativa Roma

Investigatore privato Roma

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Comunicati

Investigazioni aziendali: tutelare l’impresa è mestiere da detective

Casi continui e sospetti di assenteismo, concorrenza sleale, spionaggio industriale, marchi e brevetti sempre a rischio di plagio: le imprese di qualsiasi campo si trovano oggi a dover affrontare problemi non da poco che possono costituire, specie se non risolti in tempo, ostacoli notevoli non solo al successo aziendale, ma anche a un naturale e sereno svolgimento delle attività.

Affidarsi a un’agenzia di investigazioni è un metodo di cui un numero crescente di aziende sta scoprendo la validità e la sicurezza, soprattutto in termini di legittimità legale: quando infatti un’azienda, per auto-tutelarsi, deve addentrarsi in questioni come la verifica delle credenziali di un neoassunto o di una persona da assumere per posti di particolare responsabilità per cui è necessario instaurare da subito un reale rapporto di fiducia, oppure accertarsi che un dipendente o un collaboratore esterno non violi i patti di non concorrenza, l’incertezza su cosa sia legittimo e cosa no, sul confine tra legalità e illegalità, è all’ordine del giorno.

Per questo le investigazioni aziendali devono essere necessariamente affidate ai professionisti del settore, ai cosiddetti detective che sono per prima cosa conoscitori del diritto e pertanto possono stabilire di volta in volta, caso per caso, le modalità, legittime di fronte alla legge vigente, con cui proteggere il marchio di un’azienda, le sue attività interne ed esterne; i servizi investigativi, poi, non solo possono adottare meccanismi di difesa dell’impresa: a uno spionaggio industriale fatto da un concorrente con metodi che cadono nell’illegalità, l’agenzia investigativa può rispondere con un controspionaggio che rientri nei confini della legalità, riuscendo così nel doppio intento di certificare in sede penale l’azione illegittima del concorrente e di carpire in maniera del tutto legittima informazioni importanti sui propri competitors.

Tutelare l’impresa è davvero oggi mestiere di detective, o meglio di esperti del diritto e delle leggi vigenti.

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