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La composizione di un antifurto, sensori e attivatori.

Tra i componenti principali di un buon antifurto, i sensori sono indubbiamente quelli fondamentali a far scattare l’allarme.

I sistemi di antifurto prevedono, infatti, che ogni volta che i sensori rilevino la presenza di intrusi o movimenti sospetti o alterazioni nella zona controllata, provvedano ad attivare l’allarme.

La loro funzione è importante, ma è anche vero che sarà necessario saper districarsi tra le varie tipologie e tecnologie di sensori, dato che ce ne sono diversi modelli sul mercato.

Le categorie principali di sensori sono date da:

  • sensori da esterno
  • sensori da interno
  • contatti magnetici.

Quando malintenzionati o intrusi si introducono nel proprio spazio, è importante che i sensori antifurto da esterno ne rilevino subito la presenza, attivandosi e dando modo al proprietario dell’abitazione di intervenire rapidamente sul luogo dell’effrazione.

Questi sensori da esterno possono essere posizionati in giardino, negli spazi di condivisione esterna, sul terrazzo o garage. Ne troviamo diverse tipologie come i sensori ad infrarosso passivo, a doppia tecnologia che combinano gli infrarossi e i microonde, e infine i sensori a sole microonde.

I sensori da interno possiedono un funzionamento simile a quelli da interno, però con la differenza di avere una percezione dei rumori e delle intrusioni più elevata.

Sono poco soggetti ai falsi allarmi, per evitarne di spiacevoli, e possiedono caratteristiche che li rendono meno facili da sabotare da parte dei malintenzionati. Coprono ottimamente lo spazio interno, integrandosi con i sensori antifurto esterni.

I contatti magnetici, invece, hanno la funzione di proteggere gli infissi, porte e finestre, che sono di regola uno dei punti di accesso più a rischio. I contatti magnetici si presentano come piccoli contatti che vengono fissati sugli infissi e, se separati, inviano un segnale di allarme alla centralina.

Ognuno dei componenti è indispensabile in un impianto di allarme.

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ALIMENTATORE CERTIFICATO VENITEM PER SISTEMI ANTINCENDIO: TUL 375 EN

Si chiama TUL 375 EN ed è il nuovo alimentatore a 27,6V 5A per sistemi antincendio di Venitem certificato UNI EN54–4 : 2007, comprensiva dell’addendum A2 : 2006.  IMQ  n. 0051 – CPD – 0267. Con l’ottenimento di tale certificazione Venitem ha completato la gamma di prodotti antincendio omologati, dando la possibilità a tutti gli operatori del settore di dotarsi di prodotti certificati e conformi alla normativa CPD (89/106/CEE) per l’installazione dei loro impianti.
L’installatore che utilizza la linea di prodotti antincendio Venitem ha la certezza di trattare materiali garantiti e certificati, con facoltà di conseguire, quando richiesto, il CPI (certificato prevenzione incendi).
Il nuovo TUL 375 EN possiede un’alimentazione con basso rumore residuo per sensori e barriere ottiche, e risponde alle esigenze di alta corrente per sirene, apri-porta e altri dispositivi concatenati ai sistemi di allarme incendio.
Grazie al sistema Crowbar protegge tutti i dispositivi ad esso collegati, intervenendo in caso di sovratensione di rete dovuta a scariche atmosferiche, disturbi di elevata potenza o altri fenomeni.
Merita una citazione anche il nuovo circuito elettronico che Venitem ha realizzato per misurare la resistenza interna della batteria senza sovraccaricarla e quindi evitando di contribuire al suo invecchiamento. La frequenza di controllo, addirittura maggiore rispetto a quanto imposto dalla normativa, consente di ottimizzare al massimo la durata della batteria.
Si aggiunga che il nuovo alimentatore di Venitem, tramite la mascherina frontale serigrafata e retro-illuminata a LED, è in grado di fornire in modo visivo le informazioni per individuare rapidamente l’eventuale mal funzionamento dell’impianto. In particolare segnala: presenza rete (luce verde) – batteria OK (luce verde) – batteria bassa (luce rossa) – batteria sovraccarica (luce rossa)- guasto generale (luce gialla). Dispone anche di 2 uscite a relè indipendenti, 1 per mancanza rete programmabile e 1 per guasto batteria ( bassa – sovraccarica – aperta – scollegata – resistenza interna superiore a  1 Ω) e fusibili interrotti.
Altri 5 LED all’interno dell’alimentatore rendono immediatamente individuabile ogni singola anomalia. Inoltre, la presenza dell’amperometro a led integrato a 10 livelli (con indicazione di sovraccarico), consente la verifica in tempo reale della corrente erogata.  La corrente massima di uscita dell’alimentatore, come da tradizione Venitem, è sempre garantita.  Tale alimentatore è disponibile anche nella versione a 27,6V 3A (TUL 373 EN).
Pur in presenza di un prodotto così complesso, Venitem è riuscita a rendere il suo utilizzo e dimensionamento  facile e ottimale. Il laboratorio di Ricerca & Sviluppo di Venitem ha infatti ideato uno strumento molto utile che permettere all’installatore di dimensionare correttamente l’alimentazione dell’ impianto antincendio. Tale foglio di calcolo è  disponibile in versione .zip sulla sezione DOWNLOAD del sito www.venitem.com.
Con Venitem, la sicurezza ha una marcia in più.

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