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Pannelli e pareti fonoassorbenti alla base della bonifica acustica

La maggior parte delle persone è abituata ad avere a che fare con il suono – nel bene e nel male – ogni giorno della sua vita. Fra rumori causati dal traffico, da altre persone o animali domestici, oppure ancora da attività produttive e industriali, le fonti di inquinamento acustico possono essere davvero tante e causare una cacofonia che può arrivare anche ad essere insopportabile quando non addirittura pericolose per la salute.

In effetti quando pensiamo alla parola “inquinamento” vengono in mente gli effetti negativi sulla natura e sulle matrici ambientali, tuttavia quando il problema interessa l’acustica anche il nostro benessere psicofisico viene compromesso.

Prendiamo ad esempio gli stabilimenti industriali ove si svolgono attività produttive rumorose a causa della presenza di particolari impianti o attrezzature. Le persone che lavorano in questi luoghi devono proteggersi con appositi ausili (es. cuffie, tappi…) per evitare danni gravi quali in particolare la diminuzione progressiva dell’udito (ipoacusia) o la comparsa di “rumori fantasma” (acufene).

In questi luoghi oltre ai dispositivi di protezione individuali è indispensabile effettuare interventi mirati di bonifica acustica che permettano di contenere le fonti rumorose ed evitare il dannoso riverbero delle onde sonore sulle pareti che, sommato al rumore iniziale, crea spesso situazioni “assordanti”.

Generalmente vengono usati pannelli e pareti fonoassorbenti per contenere le onde di pressione sonora, da ubicare in posizioni accuratamente determinate mediante studi conoscitivi in modo tale da minimizzare l’inquinamento acustico.

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