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Pagine di vita

“Volevo scriverti e dirti tutto quello che penso. Ho tanti fogli di carta intestata , ma ogni volta che la penna tocca il foglio mi sembra di non riuscire a raccogliere le idee che potrebbero essere quanto meno adatte a farti capire quello che il mio cuore sente! Sono lontana da casa da così tanto tempo, che mi sembra di aver dimenticato immagini, profumi, suoni, volti. Mi sembra di non sentir parlare la mia lingua madre da così tanto tempo d’aver paura di non ricordare più come si parla, come si comunica, come si pensa … Vorrei tanto tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro e, aprendo la porta sentire il profumo del ragù di mia madre. Quell’aroma che riempiva la casa, la rendeva così calda e accogliente. Quante domeniche quell’odore mi ha svegliata, mi ha disgustata … svegliandomi per andare a messa. In questi giorni sono andata in quella libreria, ricordi? Quella che fa angolo con il bar e che fa stampa carta intestata. Ci sono entrata così tante volte da quando sono qui, ma solo stamattina ho notato che la sua faccia, quella del proprietario, sta cominciando ad essermi familiare. La faccia di un estraneo. Come ti sembra? Penso davvero di aver bisogno del tuo parere. Vorrei sedermi sul divano accanto a te, di fronte ad una tazza di te caldo con un cucchiaino di miele così che “non fa ingrassare” come pensi tu, e ascoltare ciò che hai da dire su quello che vedi. Mi basterebbe che tu mi raccontassi qualsiasi cosa, anche solo per sentire il suono della tua voce squillante che riempirebbe gli angoli bui di questa casa. Questa casa che vorrebbe essere mia, appartenermi, rappresentarmi, ma che riesce a mala pena a ripararmi dal freddo. Ho sbagliato qualcosa, sento di aver sbagliato qualcosa. Ma non capsico cosa. Ho bisogno che tu me lo dica!”

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