Dollaro e oro sembrano essere ancora più intrecciati rispetto al solito. In particolare, se da un lato il rally del biglietto verde sta spingendo al ribasso le quotazioni del metallo giallo, alcuni fattori di rischio che emergono a livello internazionale potrebbero frenare la propensione al rischio degli investitori.
La possibile spinta all’oro
Tuttavia il perdurare di condizioni finanziarie rigide potrebbe creare tensioni sulle valute dei mercati emergenti. Questo finirebbe per spingere l’oro, se i timori di contagio si estenderanno anche ad altri mercati. Del resto l’oro è sempre il bene rifugio per eccellenza.
Gli occhi dei trader saranno puntati soprattutto però sulle mosse della Federal Reserve. I verbali dell’istituto centrale americano – relativi alla riunione di maggio – potrebbero fornire una indicazione importante sia sul dollaro che sui rendimenti USA. Una dichiarazione dal tono “hawkish” potrebbe accelerare la marcia del biglietto verde, spingendo l’indicatore OBV trading on balance volume verso l’alto. Così come le dichiarazioni riguardo le aspettative di inflazione saranno importanti per il sentiment e per le potenziali implicazioni sull’oro.
Se la Fed sembrerà più disponibile a tollerare un modesto aumento dell’inflazione, allora il prezzo dell’oro potrebbe riprendere la marcia al rialzo. Analogo discorso nel caso in cui il prezzo del petrolio – ai massimi di tre anni – dovesse andare ancora su. Ulteriori aumenti del greggio infatti farebbero crescere le paure di un’inflazione in salita e quindi l’oro potrebbe salire a sua volta.