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Nuovo modello di barriera a muretto: Abesca presenta Trapezia

Abesca, Associazione Barriere Elementi Sicurezza Cemento Armato presenta il suo nuovo modello di barriera a muretto: Trapezia. Trapezia, l’ultimo nato tra i modelli resi disponibili dall’associazione che raggruppa tutti i principali produttori italiani di barriere di sicurezza in cemento armato New Jersey, è una barriera da posizionare come spartitraffico new jersey e come bordo laterale in fila singola. Ogni modulo di Trapezia è collegato con il successivo tramite una barra di acciaio rullato, il che fornisce continuità al sistema pur mantenendo le necessarie caratteristiche di elasticità.

La barriera in questione, naturalmente omologata secondo la norma europea EN 1317 come tutte le altre e testata in classe di contenimento H1 (contenimento più elevato) è adatta all’utilizzo su strade urbane.

Nell suo utilizzo in singola fila, con impatti particolarmente violenti, si riscontra una discreta deformabilità trasversale (in linea con tutte le barriere bordo laterale, anche in acciaio, della stessa classe) che comun

que riduce la potenzialità della perdita dei carichi trasportati che aumenterebbe se la barriera non avesse deformazioni.

Questa barriera è stata testata e provata inizialmente con un camion, per verificare e dimostrare il livello di sicurezza offerto ad un automezzo così delicato per la sicurezza stradale.

In Italia, contrariamente a molti altri Paesi europei, sono ancora molto impiegati i guard rail in acciaio che – pur essendo alti e pericolisi sono conformi alla normativa italiana. In caso di urto contro i guard rail in acciaio, nei casi di impatto medio o leggero si possono verificare l’intrusione della lama nell’abitacolo o, per le barriere più alte, l’urto tra la lama della barriera e la testa dei trasportati su autovetture; nei casi di impatto più forte, come quello che vede coinvolti mezzi pesanti, si può verificare lo sradicamento dei paletti e quindi il cedimento della barriera.

L’anomalia sta nel fatto che non tutte le barriere, anche quelle rispondenti alle prescrizioni normative, offrono la stessa sicurezza potenziale per gli automobilisti e i motociclisti. Le norme, modificate più volte, impongono requisiti poco funzionali alla sicurezza o potenzialmente pericolosi, e  spesso si progettano barriere per superare i test, e non per controllare gli esiti degli incidenti effettivi.

Dal 1 Gennaio 2011 la normativa EN 1317 parte 1,2,3,4,5 (la normativa di riferimento per il settore) fa riferimento anche ad indicatori di tipo biomeccanico e non saranno più privilegiati gli effetti degli urti sui veicoli ma piuttosto sulle persone trasportate.

Si tratta di un importante passo avanti in direzione di una maggiore sicurezza passiva per gli utenti della strada.

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