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Linguaggio per ciechi, nuove forme di comunicazione

Il Metodo Braille è un tipo di linguaggio per i ciechi, a puntini in rilievo, che prende il nome dal suo inventore, ed è usato per leggere e per scrivere, qualunque tipo di testo

Il metodo Braille è il linguaggio dei ciechi per poter leggere e scrivere, basato sulla combinazione di punti in rilievo percepibili al tatto, che corrispondono alle lettere dell’alfabeto.

Il metodo prende il nome dal suo inventore, Louis Braille , che nacque a Coupvray nel 1809 in una famiglia molto povera, 4° figlio di un sellaio. Un bimbo gracile e curioso, Louis, che a causa della sua curiosità e di una congiuntivite perse l’uso della vista, cambiando completamente la sua vita.

Il piccolo Louis grazie infatti all’interessamento del Marchese d’Orvilliers andò a studiare alla Regia Istituzione dei Giovani Ciechi di Parigi, ove Valentin Hauy, aveva ideato un metodo di lettura per i ciechi, composto da lettere in legno, da riportare su cartoni in rilievo. Un metodo prezioso per i non vedenti ma che aveva profonde lacune, che furono superate con l’adozione da parte dell’Istituto del nuovo metodo del Capitano Charles Barbier de la Serre, ossia il metodo usato dall’esercito per comunicare di notte, fatto di punti, linee e segni convenzionali.

Un nuovo metodo che permette di scrivere grazie ad una stecca scorrevole forata, senza considerare ortografia, cifre e segni d’interpunzione, che Braille cercò di migliorare.

E difatti, dopo molti tentativi e ricerche, Braille inventò così un nuovo linguaggio per ciechi, composto da 63 nuove combinazioni di segni per le lettere dell’alfabeto, le vocali accentate, i numeri, i segni matematici e anche d’interpunzione

Un nuovo linguaggio per i ciechi

Un nuovo linguaggio per ciechi che fu subito adottato quale metodo d’insegnamento alla Regia Istituzione e che permise ai non vedenti non solo di leggere in autonomia ma anche di scrivere da soli o sotto dettatura.

Braille fu così nominato istitutore a soli 20 anni, e poco dopo inventò il rafigrafo, un macchinario che permise ai non vedenti di scrivere per i vedenti. Un macchinario però che non riscosse molto successo in quanto piuttosto complicato, e che nel tempo fu sostituito dalla macchina da scrivere.
Ma i successi per Braille non finirono qui, ed anzi, la validità del suo metodo fu riconosciuta pubblicamente con l’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto al Boulevard des Invalides.

Purtroppo però il giovane Barille fu colpito da una grave forma di tubercolosi e morì nel 1835, ma il suo metodo, rappresenta una pietra miliare e nel 1949 l’Unesco, si è incaricata di diffonderlo in tutto il mondo, a beneficio di tutti i non vedenti.

Oggi, sono ben 800 i dialetti e le lingue nel mondo, che usano il metodo Braille per la comunicazione tra i non vedenti.

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