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Le lame circolari: come fare una scelta oculata

Le lami circolari servono per le lavorazioni con diversi elettroutensili: seghe circolari da banco o portatili, troncatrici, smerigliatrici… i prodotti sono innumerevoli per questo è bene conoscere le varie tipologie per poter affrontare l’acquisto delle lame in serenità. Per semplificare la spiegazione, possiamo dire che le lame circolari appartengono a quattro macro categorie: quelle a dentatura grossa, a dentatura fine, a dentatura in carburo e per tranciare. Le prime sono utilizzate soprattutto nella grande industria dal momento che queste servono per agire su pezzi di grandi dimensioni, tendenzialmente di legno (nell’industria si usano anche le lame circolari al widia o lama al widiam che hanno dei riporti in metallo duro in carbonio di tungsteno). Sempre per lavorazioni industriali ma anche per piccole lavorazioni di precisione, poi, ci sono le lame a dentatura fine. Per i lavori su metalli, su pietra o comunque materiali particolarmente resistenti la scelta deve ricadere sulla lama (o disco) studiato per la tranciatura. Grazie alle sue caratteristiche di resistenza alla temperatura, lunga durata nel tempo, efficienza massima anche se sottoposto a lavorazioni gravose con una velocità di taglio superiore alla media, però, adesso sono sempre più utilizzate le lame in carburo. Non necessitando di frequenti affilature, infatti, questo prodotto permette di guadagnare in tempo e denaro. Inoltre, grazie al trattamento antiossidazione che può essere facilmente apposto, le lame non rischiano ne’ la ruggine e neppure la decadenza dovuta a fattori di storaggio non ideali, come quelli in presenza di un alto grado di umidità.

Grazie ai riduttori, che permettono l’utilizzo dello stesso disco anche su più elettroutensili dal momento che sono in grado di diminuire il diametro del foro centrale, però, la stessa lama può fornire diverse lavorazioni: i riduttori possono rimpicciolire il foro da 4 a 10 millimetri. L’unico svantaggio di un elemento quale è il carburo è il costo un po’ più elevato rispetto alle lame circolari tradizionali.

C’è comunque un buon compromesso: le lame in acciaio cromato o in acciaio vanadio. Questi offrono le stesse prestazioni a livello di lavorazione: ovviamente, però, non hanno la stessa resistenza nel tempo. Inoltre, hanno una minor performance nei tagli ad alta velocità. E per quanto riguarda la manutenzione? Essendo oggetti da taglio, le lame devono essere pulite molto bene alla fine della lavorazione. Questa pulizia deve essere fatta anche sull’elettroutensile per evitare che residui di lavorazione possano emergere con le vibrazioni. C’è poi l’affilatura che, per le lame più tecniche, deve essere attuata da una ditta specializzata. Il settore della lama circolare, per il taglio di qualunque materiale dall’alluminio al legno, ha delle regole di sicurezza molto severe. Prima cosa da ricordare è spegnere l’elettroutensile prima di qualunque operazione di manutenzione e soprattutto se dovete interrompere il vostro lavoro per fare altro (basta un attimo infatti perché il pulsante dell’accensione venga premuto). Inoltre non dovete mai toccare la lama ancora in movimento ed evitare che sul bancone ci siano oggetti o attrezzi che siano da ostacolo alla linea di taglio. Occhiali, tuta, guanti e mascherina sono ovviamente degli elementi da non dimenticare mai.

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