I lavoratori autonomi, intesi come artigiani, commercianti o liberi professionisti, in quanto privi di busta paga, hanno notoriamente più difficoltà dei lavoratori dipendenti nell’ottenere un prestito, proprio perché non hanno un reddito fisso a garanzia di rimborso. La maggiore garanzia reale richiesta ai lavoratori autonomi è l’ultima dichiarazione dei redditi, ma potrebbe non bastare; infatti ogni finanziaria propone le proprie soluzioni e, per questo, è utile quanto necessario valutare diverse offerte. Visitando i siti dedicati nel web, sarà inoltre possibile reperire dei preventivi on line, gratuiti, affidabili e senza impegno, che rendono facile il confronto.
Per i lavoratori autonomi protestati, ovvero coloro che non hanno pagato alcune rate, che hanno subito pignoramenti o sono stati messi in mora, la questione è appena più complicata. A loro garanzia non solo serve una buona posizione creditizia, ma possono essere chieste polizze vita, ipoteche immobiliari o fideiussioni, oppure bisogna essere titolari di una pensione di anzianità o di reversibilità.
Tuttavia può essere data a garanzia anche la pensione di un famigliare.
Le società finanziarie offrono ai lavoratori autonomi protestati soluzioni abbastanza flessibili e convenienti; in linea di massima i prestiti, erogati a tasso fisso, arrivano fino a 50 000 euro rimborsabili fino a 10 anni. I tempi per la pratica si accorciano e i costi si abbassano nel momento in cui, pagati i debiti in sospeso, si fa richiesta al CRIF di cancellazione dal registro dei cattivi pagatori (per maggiori informazioni si veda Prestiti Cattivi Pagatori. E’ possibile scaricare on line il modulo per la domanda, così come è possibile e più vantaggioso fare richiesta on line del finanziamento stesso.
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