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Laser: quanto c’è da sapere in dettaglio sul suo impiego per l’epilazione.

Laser ossia Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation è un acronimo.
Acronimo significa parola creata con le iniziali di altre parole, dal greco ἄκρον, akron, “estremità” + ὄνομα, onοma, “nome”.
Il suo nome evoca la fantascienza ed armi terribili più di qualsiasi altro nome !
Per ora tali armi sono solo in fase di studio, ovviamente quelle di potenza e maneggevolezza tipica dei film e telefilm, non si esclude che nelle segrete stanze del Pentagono vi siano già armi molto vicine a tali scopi ed anche per efficacia…
Tornando coi piedi per terra il laser ha 3 caratteristiche:

–      Emissione di luce coerente

–      Emissione di luce monocromatica

–      Altissima luminosità o brillanza

E sono proprio queste peculiarità che lo vedono impiegato nelle più diverse attività umane: attività ludiche (videogame letti dal laser sui supporti ottici, animazioni 3D) attività industriali (taglio materiali, raffreddamento, saldatura…) medicina (chirugia e medicina estetica) editoria (stampanti, fotocopiatrici).
Come si vede tutte attività che non sono per nulla fantasiose / fantastiche.
Per gli impieghi bellici citiamo il laser usato come puntatore ai bersagli, per i raggi disintegratori alla Star Trek probabilmente dovrà scrivere un mio nipote…

Il principio per cui il laser è pericoloso è dovuto alla brillanza, cioè la possibilità di concentrare molta potenza in un microscopica superficie, poi tale radiazione luminosa attraversando gli atomi della struttura del “bersaglio” li eccita e li scalda fino a fonderli o vaporizzarli o bruciarli. Non si escludono le varie combinazioni di ogni singolo effetto fino all’impiego di tutti e tre assieme ! In funzione del tipo (o dei tipi) di laser impiegati per lo scopo prefissato.

La caratteristica della monocromia assieme alla coerenza li rende inoltre molto utili al trasporto informazioni: lettori CD e DVD comunicazioni su fibra ottica…

In chirurgia la sua precisione e coerenza permettono incisioni precise (non a caso si usa l’aggettivo chirurgico anche per altri campi…) o impieghi a basso tasso di effetti collaterali: colpire solo le determinate cellule malate senza coinvolgere i tessuti circostanti sani !
In medicina estetica poi gli usi sono molteplici:  stimolazione dermo-capillare, trattamenti di coagulazione selettiva, epilazione ecc.

I laser in funzione della loro potenza e quindi pericolosità sono così classificati:

Classe 1. Laser che sono sicuri nelle condizioni di funzionamento ragionevolmente

prevedibili, compreso l’impiego di strumenti ottici per la visione

diretta del fascio;

> Classe 1M. Laser che emettono radiazione nell’intervallo di lunghezze

d’onda tra 302,5 e 4000 nm, che sono sicuri nelle condizioni di funzionamento

ragionevolmente prevedibili, ma che possono essere pericolosi se

l’utilizzatore impiega strumenti ottici all’interno del fascio;

> Classe 2. Laser che emettono radiazione visibile nell’intervallo di lunghezze

d’onda tra 400 e 700 nm, per i quali la protezione dell’occhio è normalmente

assicurata dalle reazioni di difesa, compreso il riflesso palpebrale. Questa

reazione può essere prevista per fornire una protezione adeguata nelle condizioni

di funzionamento ragionevolmente prevedibili, compreso l’impiego

di strumenti ottici per la visione diretta del fascio;

> Classe 2M. Laser che emettono radiazione visibile nell’intervallo di lunghezze

d’onda tra 400 e 700 nm, per i quali la protezione dell’occhio è normalmente

assicurata dalle reazioni di difesa, compreso il riflesso palpebrale.

Tuttavia, l’osservazione può risultare pericolosa se all’interno del fascio

l’utilizzatore impiega strumenti ottici;

> Classe 3R. Laser che emettono nell’intervallo di lunghezze d’onda compreso

tra 302,5 e 106 nm, per i quali la visione diretta del fascio è potenzialmente

pericolosa, ma il rischio è inferiore rispetto a quello dei laser di classe 3B;

> Classe 3B. Laser che sono normalmente pericolosi in caso di visione diretta

del fascio. Le riflessioni diffuse sono normalmente sicure;

> Classe 4. Laser che sono in grado di provocare riflessioni diffuse pericolose.

Possono causare lesioni alla cute e potrebbero anche costituire pericolo

d’incendio. Il loro utilizzo richiede estrema cautela.( Fonte ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro)

Come si può leggere è difficile trovare laser sicuri al 100%, anche se ben lontani da strumenti in grado di vaporizzare un Klingon…
Attenzione quindi ai laser per epilazione domestica in quanto per lunghezza d’onda e potenza (classe 3) sono efficaci e sicuri, però attenzione alle scritte in piccolino sui manuali d’uso, ove sempre viene prescritta una visita da un medico, clausola che sa molto di “in caso di guai noi siamo manlevati da ogni responsabilità…”.
E inoltre per completezza d’informazione e per non essere tacciati di essere fomentatori di falsi allarmismi elenchiamo anche ciò che viene previsto (sempre dall’Ispesl) come norme si sicurezza, e se leggete quanto sotto riportato non c’è da prendere la cosa sotto gamba…

Ove possibile, il dispositivo laser deve operare in condizioni di confinamento

fisico;

> Per i laser montati in posizioni fisse: sistema di spegnimento automatico di

sicurezza;

> Il laser deve rimanere acceso unicamente durante l’uso;

> Accensione con sistema a chiave;

> I dispositivi laser, specie se di potenza, devono essere sottoposti a manutenzione

periodica;

> Rispetto delle istruzioni fornite dal costruttore;

> Locale provvisto di segnaletica;

> Nel caso di laser di potenza, accesso consentito alle sole persone autorizzate

e impedito alle altre tramite l’installazione di barriere fisiche (come porte a

codice magnetico);

> Impianti a norma, requisito ancora più stringente se si è in presenza di laser

di potenza;

> Ricambio dell’aria (rimozione degli inquinanti aerodispersi eventualmente

prodotti dal laser);

> Presenza di sistemi di aspirazione localizzata in caso di formazione di sottoprodotti

volatili;

> Assenza di superfici riflettenti o loro rimozione dal cammino ottico del fascio

radiante;

> Assenza di materiali infiammabili o esplosivi o loro rimozione dal cammino

ottico del fascio radiante;

> Lavoratori adeguatamente istruiti sui rischi connessi all’uso delle apparecchiature

laser, sui comportamenti idonei e sulle misure di prevenzione e

protezione;

> Lavoratori dotati, in funzione della classe di appartenenza del laser e del

rischio valutato, di dispositivi di protezione individuale per l’occhio e, se

necessario, per la cute (occhiali, guanti per i laser UV, guanti e tute inmateriale

ignifugo durante l’utilizzo di apparati di potenza);

> In accordo con i principi generali di tutela del lavoratore sulla base dell’art. 218

del D.Lgs 81/2008 e in relazione ai risultati della valutazione del rischio messa

in atto della sorveglianza sanitaria per gli addetti all’utilizzo di sistemi laser.
Concludendo, un’invenzione che fa dire: “Ma come si faceva prima quando non c’era !” Tanti sono gli impieghi e strabilianti i risultati ottenibili, considerati quelli non citati per brevità, altrimenti si scriverebbe un tomo enciclopedico !

Emiliano Dix

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