La situazione del Sud Africa sta creando non poche preoccupazioni agli investitori. La turbolenza politica si somma ad una crescita economica tutt’altro che solida. Fattori questi che normalmente mettono sull’allerta i mercati finanziari. Vanno poi aggiunti anche la bassa fiducia dei consumatori e l’aumento del deficit. Un quadro poco incoraggiante, che non ci fa sorprendere del fatto che il merito di credito del paese sia in dubbio. Già si è abbattuta la scure di Standard & Poors, che ha tagliato il suo giudizio sulla carta governativa sudafricana portandolo a junk (spazzatura). Per adesso invece Moody’s si è limitata a prendere in considerazione una mossa analoga.
Valuta ed economia del Sud Africa
Nelle 2019 il paese andrà alle elezioni politiche, ma il presidente Zuma già a quel tempo potrebbe aver abdicato, visto che contro di lui pendono accuse pesanti e l’impeachment incombe. Pur di evitare spiacevoli conseguenze, potrebbe decidere di fare da solo un passo indietro e ciò spianerebbe la strada a Ramphosa. Il che ai mercati piace parecchio. Ecco perché malgrado un quadro globale poco incoraggiante, avere azionario sudafricano non viene considerato così rischioso come si dovrebbe.
Del resto non dobbiamo dimenticarci che le azioni del paese da gennaio a ottobre 2017 hanno guadagnato (in dollari) il 19,6%, con un Relative volatility index RVI davvero clamoroso. Inoltre la corsa maggiore si è registrata proprio nelle ultime settimane. Questo essenzialmente per due motivi. Anzitutto la maggior parte delle società sudafricane quotate producono i loro guadagni all’estero, il che le rende poco interessate a ciò che succede a livello domestico. In secondo luogo quello sudafricano è un mercato molto concentrato, visto che il 40% del listino è dominato da appena 4 società, che conti alla mano generano il 95% del rendimento dell’indice. Per questo motivo molti fondi di investimento dedicati ai mercati emergenti, sono molto attenti alle vicende sudafricane.