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ICS Maugeri S.p.A.: donati 4 defibrillatori a famiglie con casi di malattie genetiche

Nella sede di Pavia di ICS Maugeri S.p.A. sono stati donati quattro defibrillatori a famiglie a rischio di aritmie cardiache, grazie all’impegno del primario di cardiologia Silvia Priori e alla solidarietà delle associazioni “Alessio Koeman Allegri” e “Una famiglia per il cuore”.

ICS Maugeri S.p.A.

L’iniziativa di ICS Maugeri S.p.A. in collaborazione con l’associazione Alessio Koeman Allegri

Era il 15 dicembre del 2019 quando il cestista Alessio Allegri, soprannominato Koeman, si accasciò al suolo durante una partita, vittima di una cardiopatia aritmogena del ventricolo destro. Poco dopo, la moglie decise di fondare un’associazione per aiutare la ricerca sulle patologie cardiache di origine genetica, guidata anche dell’equipe medica della Dottoressa Silvia Priori, primario di cardiologia presso ICS Maugeri S.p.A. Con l’idea di contribuire a scongiurare tragedie improvvise, sono stati così donati quattro defibrillatori a famiglie con casi di malattie cardiache genetiche, che potrebbero beneficiare del dispositivo salvavita. “Siccome non tutti i pazienti hanno la possibilità di vedersi installare da subito un defibrillatore sotto pelle – spiega la moglie di Allegri – avere la possibilità di contare su un presidio che possa salvare la vita in ogni momento è comunque importante”. D’altronde, si tratta di uno strumento che permetterebbe “di essere un po’ più in controllo del rischio aritmico che può essere presente nelle famiglie che noi seguiamo”, ha aggiunto il primario. Altrettanto fondamentale è la consapevolezza all’uso. Per questo le famiglie seguiranno un corso professionale sull’utilizzo e sulla manutenzione dei dispostivi.

Il primario di cardiologia di ICS Maugeri S.p.A. sull’importanza della prevenzione

La Dottoressa Silvia Priori si dice orgogliosa di come funzioni il settore della prevenzione in Italia, “un’eccellenza internazionale” nel campo. Basti pensare che negli Stati Uniti è molto comune che una persona di 40-50 anni non abbia mai fatto un elettrocardiogramma, cosa assai improbabile in Italia, dove i giovani ne hanno effettuato almeno uno nei primi 20 anni di vita. “Il nostro Paese vanta uno dei sistemi più forti in materia di conseguenze delle malattie genetiche”, osserva il primario di cardiologia, ma ciò non toglie che potrebbe essere migliorato ulteriormente. Sarebbe molto utile, ad esempio, insegnare nelle scuole le competenze sul maneggiare i dispositivi medici come i defibrillatori, dei quali bisognerebbe saper controllare la scadenza delle piastre e la batteria. Essere in grado di farlo significherebbe avere la capacità di “salvare la vita a qualcuno”. Sempre in materia di prevenzione, presso ICS Maugeri S.p.A. il reparto di cardiologia e quello di neurologia stanno collaborando per individuare l’origine degli scompensi cardiaci ereditari e trovare il modo di correggere, tramite rna e dna, le anomalie che portano alla disfunzione.

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