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Grossisti per sigarette elettroniche: certificazione dei liquidi obbligatorie

La tendenza commerciale degli ultimi mesi sembra convergere su un prodotto nuovo per le masse, la famigerata sigaretta elettronica.

La e-cigarette è molto in voga, perché si sostituisce alle tradizionali sigarette offrendo, teoricamente, un rischio cancerogeno più basso.

Le soluzioni utilizzate per i liquidi per sigaretta elettronica sono solitamente composte da acqua, glicerolo, glicole propilenico e nicotina, quest’ultima in quantità variabili. E’ anche possibile aggiungere aromi alimentari, in modo da dare un maggior gusto al momento dell’inalazione.

Il problema delle sigarette elettroniche, però, è che non sono considerate come dovrebbero. I negozi che le vendono (che spuntano come funghi) le considerano solo come meri giocattoli, e non come strumenti che possono danneggiare la salute del paziente.

La soluzione delle sigarette elettroniche, infatti, non può essere improvvisata da chicchessia, ma ampiamente certificata da laboratori preposti. Ancor prima di essere una doverosa logica, questa è una premessa legale. Le leggi che infatti devono essere rispettate per la produzione di liquido delle sigarette elettroniche sono le seguenti:

Insomma, è tutt’altro che uno scherzo. Il problema di fondo, inoltre, è che nella stragrande maggioranza degli imprenditori che si lanciano nella vendita di sigarette elettroniche le competenze chimiche per poter decriptare queste leggi sono poche se non del tutto assenti.

Ed è per questo che bisogna tassativamente affidarsi a laboratori che possono mettere in bella evidenza tali certificazioni.

In termini più generici, inoltre, le confezioni di sigarette elettroniche devono riportare una serie di avvisi ben chiari ed evidenti, proprio come accade per le sigarette normali. I più importanti sono:

Quelle appena elencate sono indubbiamente anche quelle più ovvie. Ma la stessa confezione dovrà riportare la precisa composizione chimica della soluzione, i pittogrammi del pericolo, il tappo di sicurezza per evitare che i bambini la possano aprire e, cosa non ovvia ma molto importante, il numero di telefono del produttore, in modo che possa essere contattato da chiunque per qualsiasi problema dovuto alle sigarette elettroniche.

La scelta della soluzione liquida migliore, oltre che da tutta una la serie di normative che abbiamo elencato, deve essere dettata anzitutto dal buonsenso. Il punto, infatti, è che comunque la sigaretta elettronica, in quanto prodotto relativamente nuovo, non ha potuto far vedere i suoi eventuali effetti a lungo termine. In parole semplici, non sappiamo se tra dieci o venti anni un fumatore di sigarette elettroniche starà meglio o peggio di un fumatore tradizionale.

Leggere i pareri sulle sigarette elettroniche ci porta a opinioni discordanti, e non ci si riferisce a quelle dell’uomo comune, ma anche a quelle di fonti autorevoli.
Sempre dal punto di vista legale, inoltre, poniamoci una domanda: cosa succede se si viene pizzicati a vendere liquidi per sigarette elettroniche senza le certificazioni dovute? Se va bene, la chiusura dell’attività ed una mega multa.

Il danno economico basterebbe già da solo come deterrente. Ma se poi il malcapitato fumatore dovesse avere problemi di salute dovuti proprio alla tossicità del liquido? Le conseguenze sarebbero ancora peggiori, tramutabili molto probabilmente in una detenzione direttamente proporzionale al danno fisico causato all’utente.

Vale la pena correre il rischio? Crediamo proprio di no. Quindi, affidarsi solo a grossisti di sigarette elettroniche che hanno le dovute certificazioni: è un bene per tutti.

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