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Fotografi 2.0 si nasce…o ci si diventa!

Il digitale, i social network, il commercio elettronico hanno profondamente cambiato la professione dei fotografi: come affrontare le sfide del futuro?

E’ la solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. C’è chi, quando incontra qualche difficoltà, vede tutto nero e si fa fagocitare dalla negatività. E chi, al contrario, sfrutta i periodi di crisi come opportunità.

Lo stesso principio vale per la professione di fotografo: molti hanno cessato la propria attività, rimanendo attaccati ad uno stereotipo che non esisteva più. Altri, invece, non si sono arresi al cambiamento ma l’hanno cavalcato, reinventandosi il mestiere per stare al passo coi tempi.

 Abbiamo avuto il piacere di ascoltare la testimonianza di un fotografo professionista che ce l’ha fatta: Giuliano Bernardi, 37 anni di esperienza nel campo, tra i primi utilizzatori di MomaPIX. 

Nell’intervista, ci racconta come è riuscito a rimanere sulla strada del successo in questi anni di profondi mutamenti.

I. Giuliano, innanzitutto grazie per la tua disponibilità all’intervista. E’ importante portare alla luce esperienze positive come la tua! Puoi raccontarci quando e  come hai iniziato la tua carriera di fotografo! Nello specifico, a quali settori si rivolge la tua attività di fotografo?

G. “La mia attività si rivolge principalmente alla fotografia nel settore turistico, ovvero servizi alle scuole di sci, gare di sci, eventi sportivi invernali ed estivi in montagna, matrimoni, cerimonie, eventi culturali, stampa digitale, archivio fotografico, servizi fotografici per alberghi, depliants, virtual tours e riprese e montaggio video.”

I. Insomma, una passione sviluppata davvero a 360 gradi, complimenti! Secondo te, quali sono i fattori che determinano il successo di un fotografo professionista?

G. “Per avere successo bisogna cercare di dare il massimo della qualità ed essere sempre aggiornati all’evoluzione della tecnologia hardware e software. Questo è il motivo per cui, diversi anni fa, ho deciso di rivolgermi a MomaSoft. Senza un team qualificato che pensa a mantenere il mio sito sempre aggiornato, avrei fatto fatica a restare al passo coi tempi”.

 I. E questo fa molto piacere a noi! Cosa trovi utile nell’utilizzo di MomaPIX?

G. “MomaPIX mi permette di mostrare e vendere online sia servizi sportivi che eventi culturali. Il suo utilizzo è semplice ed intuitivo, tutti i miei collaboratori riescono a caricare i servizi con facilità.”

 I. …Allora dicci anche se consiglieresti MomaPIX e perché!

G. “Consiglierei MomaPIX a chi vuole dare un servizio completo, al giorno d’oggi molti clienti chiedono se possono vedere online  le foto che sono state scattate loro, quindi un fotografo che vuole essere aggiornato dovrebbe usare questo servizio senza indugio, sia che lavori per privati, sia per agenzie.”

I. Quali sono per te i vantaggi di un e-commerce?

G. “Nel mio caso, i vantaggi sono diversi. Ad esempio, la possibilità di un concorrente di una gara di vedere le proprie foto dopo poche ore, anche se è tornato a casa in un’altra città o in un altro stato. Oppure i turisti che si sono dimenticati di comprare le foto direttamente in negozio mentre erano in vacanza.

Io ho la possibilità di avere un negozio aperto 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, aumentando le mie occasioni di vendita. I miei clienti hanno a disposizione un servizio efficiente che permette loro di acquistare foto digitali e stampe comodamente seduti in poltrona da casa, che si tratti della garetta di sci del bambino o della foto della lezione con il maestro di sci.  Il mio cliente più lontano è stato un atleta di fama internazionale di corsa in montagna, che ha acquistato le foto dalla Nuova Zelanda!”

I. Certo, fino a qualche anno fa questa era fantascienza…cosa è cambiato in questi anni nella professione del fotografo?

G. “Beh, con il digitale lavorare è molto più facile ma, proprio per questo, la professione ha perso l’aurea che aveva. Bisogna adattarsi al cambiamento: io nel corso degli anni ho chiuso 4 punti vendita, investendo sull’e-commerce a costi molto più bassi”.

I. Quale pensi sia il futuro della professione di fotografo?

G. “Credo che la professione di fotografo sarà sempre più difficile, per diversi fattori quali la sempre maggior facilità di ottenere foto di buon livello con gli apparecchi fotografici, gli smartphones sempre più performanti, il cambiamento indotto dai social networks per il quale tutti si sentono fotografi, grafici e videomaker, e per il cambiamento di mentalità delle nuove generazioni, che non cercano più la qualità ma piuttosto la fruibilità e condivisibilità delle immagini.”

I. C’è qualche consiglio che daresti ai giovani che vogliono avviarsi alla professione di fotografo?

G. “Se a un giovane piace la fotografia, consiglierei di portare avanti la passione come hobby, prima di pensare a farne la sua professione. Bisogna essere consapevoli che il vecchio stereotipo del fotografo non esiste più, i professionisti non possono prescindere dal confrontarsi con le nuove sfide dell’evoluzione tecnologica, dovranno essere fotografi 2.0 e fare la differenza. In tutta sincerità, credo che di fotografi professionisti ne rimarranno pochi, attorniati da una marea di fotoamatori più o meno evoluti.”

Grazie ancora a Giuliano per averci raccontato la sua esperienza…e forza e coraggio a tutti i fotografi che devono dare una nuova marcia alla loro attività!

 

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