L’Eni cambia il presidente e alcuni volti del consiglio di amministrazione mentre lascia invariato il dividendo. Il gruppo incassa semi patemi la perdita della doppia A nel rating che le attribuisce l’agenzia Pitch, un declassamento dovuto in parte alle turbolenze politiche in diversi Paesi petroliferi dove il gruppo opera. L’amministratore delegato Paolo Scaponì prevede che nei prossimi quattro anni il cane a sei zampe grazie al suo eccellente posizionamento strategico continuerà a generare risultati al top dell’industria.
La novità ai vertici riguarda Giuseppe Becchi, che ieri l’assemblea degli azionisti ha eletto nuovo presidente dell’Eni; l’organo deliberante dei soci ha dato così via libera alla designazione del Tesoro. Il nuovo cda del gruppo è composto, oltre che da Bécchi e da Scaroni, da Paolo Marchioni, Carlo pesare Gatto, Mario Resca, Roberto Petri,. Francesco Tarante e Alessandro Lorenzi fra le novità figura Alessandro Profumo. Esce invece dal consiglio di amministrazione Paolo An-drea Colombo, salito la scorsa settimana alla presidenza dell’Enel. Può essere interessante riportare che al presidente andrà un compenso fisso di 265 mila euro lordi più una componente variabile fra 140 mila e gli 80 mila euro lordi, a seconda dell’andamento del titolo in Borsa. Per i consiglieri è invece prevista una componente fissa di 115 mila euro, con ulteriore compenso variabile tra i 10 e i 20 mila euro.
L’assemblea ha approvato il bilancio 2010, chiusosi con un utfie netto di 6,32 miliardi di euro, in aumento del 44,7% – rispetto ai 4,36 miliardi del 2009. È stato deciso di distribuire un dividendo 2010 pari a un euro ad azione, di cui 50 centesimi erano già stati distribuiti a settembre a titolo di acconto. Lo staccò della cedola è pre visto il 23 maggio, Con pagamento a partire dal giorno 26. Là distribuzione del dividendo consente allo Stato azionista di incassare, attraverso le partecipazioni del Tesoro (3,93%) e della Cassa depositi e prestiti (26,37%), un sostanzioso assegno da 1,21 miliardi di euro.
C’è qualche nube sul debito. L’agenzia internazionale Fì-fe&ha tagliato il ratìng su quelte a tango termine da AA- ad 4 confermando l’outlook positivo.
L’agenzia ha inoltre tagliato il rating sul debito a breve termine del gruppo Eni da F1+ a FI. Una nota spiega che la decisione riflette l’opinione di Pitch che U profilo finanziario e industriale di fini non sia più adeguato alla categoria AA. Il miglioramento marginale della leya finanziaria nel 2010 rispetto al 2009 è stato guidato dal rialzo del prezzo del greggio, mentre il debito è cresciuto in livello assoluto a 27,7 miliardi. Pitch sottolinea in particolare l’aumento del rischio industriale nelle operazione in Nord Africa, a causa delle tensioni politiche. Tali Paesi, ricorda l’agenzia, «generano circa il 33% dafla produzione di Eni e il 29% degli utili delle attività di Exploration& Production nel 2010.
Ma Paolo Scaroni non vede pericoli per le attività del gruppo in Nord Africa. Quanto sta avvenendo in Libia , ha detto non avrà impatto sul dividendo di quest’anno. E il taglio del rating di Eni ad A+ da parte dell’agenzia Pitch secondo il top manager è limitato, non mi sembra nulla dì particolarmente grave.
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