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Dai montacarichi agli ascensori il passo è (stato) “breve”

Agli inizi dell’Ottocento la Rivoluzione Industriale diede un’incredibile svolta alle economie di gran parte del mondo occidentale; una svolta che fu possibile anche grazie alla spinta all’innovazione tecnologica.

Nei primi decenni del secolo comparvero, nel vecchio continente, i primi impianti meccanizzati per il sollevamento dei carichi.

L’eterna lotta contro la forza di gravità, che sino a quel momento era stata ‘combattuta’ dall’uomo a forza di braccia o sfruttando il lavoro animale, iniziò ad essere affrontata mediante la forza del vapore prima – e dell’energia elettrica, insieme alle tecnologie pneumatiche, poi.

Tra le prime applicazioni degli ‘antenati’ dei moderni montacarichi possiamo ricordare il sollevamento dei materiali all’interno delle miniere inglesi e l’ausilio nel trasporto dei carichi pesanti nelle industrie tessili. Nel 1830 ad esempio, nel Derbyshire, venne realizzato un impianto per il trasporto pesante presso una fabbrica di cotone estesa su sei piani.

Le potenzialità della meccanizzazione dei montacarichi per il sollevamento di merci e materiali non passarono naturalmente inosservate a livello di applicazioni civili, ed ecco nascere nei decenni successivi i primi impianti dedicati espressamente al trasporto delle persone.

Intorno alla metà dell’800 questi sistemi iniziarono a diffondersi progressivamente, ma fu nel 1854 che arrivò un’importante svolta: l’inventore americano Elisha Otis stupì il mondo inventando il paracadute, un sistema che rendeva l’ascensore finalmente sicuro e al riparo dagli incidenti. E il resto… è storia.

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