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Concilium Italia porta la Conciliazione a Pescara

A sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 28/2010, la Conciliazione obbligatoria si sta affermando come lo strumento in grado di rivoluzionare la Giustizia civile rendendola di fatto accessibile al cittadino, colmando ritardi e affrontando la questione del contenzioso arretrato, obbligando le parti prima di presentarsi da un giudice di provare a ricomporre la lite, istruendo una mediazione, obbligatoria appunto, che ha costi bassi e tempi certi, massimo 120 giorni.
Frenetico il lavoro per l’organismo di conciliazione Concilium Italia, che si sta distinguendo per la capillare presenza sull’intero territorio nazionale e che in queste ore ha calendarizzato l’apertura di nuove prestigiose sedi, come quella di Pescara, in via Marconi 29.
L’inaugurazione e’ occasione di un bel confronto al Caffè Letterario di Via delle Caserme 22 e sono confermate presenza autorevoli del panorama istituzionale e professionale non solo pescarese, come il Presidente della Provincia Guerino Testa e l’assessore Vincenzo Serraiocco, l’avvocato Germano De Cinque e il giornalista economico Massimo Lucidi. Si segue la formula dell’inaugurazione “salottiera”, che al di là del caloroso in bocca al lupo che si deve a chi lancia una nuova iniziativa professionale e imprenditoriale, consente di motivare la struttura, farsi conoscere sul territorio e scambiare nel contempo delle considerazioni tecniche sulla materia della media-conciliazione civile: eventi che coinvolgono i principali opinion leader sul diritto e l’economia nelle città sedi di apertura delle Camere targate Concilium Italia.
Non solo pasticcini e champagne ma anche tante presenza di qualificati professionisti e imprenditori, Istituzioni locali e opinion leader capaci di confrontarsi sul tema della conciliazione; approfondito per i tanti meritori aspetti primo fra tutti la logica del “mi conviene”, rispetto a quella del “ho ragione” che è chiaramente più competitiva, rivoluzionaria appunto. Logica che ha ispirato il sistema a cogliere l’opportunità forte di dirimere le proprie controversie civili ricorrendo all’Alternative Dispute Resolution, il sistema di risoluzione delle controversie che il Governo ha reso obbligatorio per molte materie. I diritti reali, la divisione, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato, l’affitto di azienda, il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, il risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, i contratti assicurativi, bancari e finanziari trovano così strutture e professionisti di primo piano per dibattere e portare ad accordo entro 120 giorni le parti che altrimenti mantengono il diritto di rivolgersi al giudice con tutte le lungaggini dell’attuale situazione. L’obbligatorietà premia la scelta culturale per diffondere lo strumento che negli anni prossimi diffonderà un modo diverso per risolvere le liti e di fatto favorirà un percorso verso una società meno conflittuale.

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