Autore: ufficio-stampa

  • Festival Cultura Milano – In conferenza al carcere di Bollate la rinomata scrittrice Margaret Mazzantini affiancata dal manager Salvo Nugnes

    Margaret Mazzantini insieme al manager agente dei vip Salvo Nugnes, è stata protagonista di una conferenza all’interno della struttura penitenziaria di Milano Bollate. Durante l’evento benefico-solidale per i detenuti carcerari, inserito nel programma di “Cultura Milano” tenutosi venerdì 28 marzo la Mazzantini ha ricevuto la prestigiosa targa del “Premio Cultura Milano” consegnatagli dal manager Salvo Nugnes, che ospita rinomati personaggi del calibro di l’indimenticabile Margherita Hack, Bruno Vespa, Corrado Augias, Katia Ricciarelli, Patty Pravo, Roberto Vecchioni al motto propulsore di rendere la cultura accessibile a tutti.

    Durante la visita la scrittrice ha avuto l’opportunità di fare un tour guidato all’interno della struttura attraverso la falegnameria, la biblioteca, la sala prove, il laboratorio del vetro, l’orto e le serre.

     

    I detenuti durante la conferenza erano molto entusiasti di tale opportunità e hanno partecipato con numerose domande alla rinomata scrittrice, tra le più amate e apprezzate del panorama contemporaneo, che nell’occasione ha parlato del nuovo romanzo intitolato “Splendore” edito da Mondadori, nel quale racconta la storia d’amore di Guido e Costantino e la loro iniziazione sentimentale, che attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta. I due protagonisti mettono a repentaglio tutto, ogni affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale, un’identità frammentata da ricomporre, un legame assoluto, che li unisce. Si allontanano, crescono geograficamente distanti, instaurano nuove relazioni, ma il bisogno l’uno dell’altro resiste e perdura nel tempo.

     

    La Mazzantini ha uno stile inconfondibile, corposo e ricco di metafore e significati esistenziali. Ha una prosa coinvolgente, un modo di scrivere speciale, attraente, forte, acuto, tagliente. In questo suo ultimo lavoro trasporta il lettore alla scoperta dell’amore omosessuale e dello splendore. Cos’è lo splendore? E’ la bellezza fortissima della diversità, quella che Guido e Costantino esplorano nelle lunghe stagioni della loro vita, che diventa una vicenda di appassionato splendore. E’ autrice di romanzi considerati dei veri best sellers per pubblico e critica di settore, come “Non ti muovere”, “Venuto al mondo” vincitore del Premio Campiello 2009 e trasformato in film di successo e “Nessuno si salva da solo” campione di vendite.

  • Agenzia Promoter – “Vado da Francesco” il nuovo libro di Padre Enzo Fortunato in anteprima alla Mondadori di Milano con la partecipazione Giorgio Mulé e Franco Cardini

    Il Direttore della Sala Stampa Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato presenterà il suo nuovo libro “Vado da Francesco” (Mondadori), Lunedì 31 Marzo 2014, alle ore 18.30, nel prestigioso contesto della libreria Mondadori Multicenter Duomo, in piazza Duomo 1, a Milano. Durante l’interessante incontro letterario interverranno il direttore del settimanale Panorama Giorgio Mulé e lo storico saggista italiano Franco Cardini e saranno presenti volti assai noti del calibro di Marco Magnifico, vicepresidente del FAI; Stefano Lucchini, presidente di ENI Usa; Caterina Caselli, rinomata cantante e volto tv; Mario Bertolissi, vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo; Salvo Nugnes, noto manager e produttore di grandi eventi.

     

    La Basilica ed il Sacro Convento hanno ospitato visite ufficiali e incontri riservati, messaggi pubblici e testimonianze private. Nel libro di Padre Fortunato sono raccolti e raccontati alcuni di tali momenti, vissuti da personaggi famosi o da semplici donne, uomini e ragazzi arrivati fin lì per placare la loro ansia e cercare risposte non effimere ai loro interrogativi sul vivere. In un arco di tempo che copre 51 anni, dal viaggio ad Assisi di Papa Giovanni XXIII a quello di Papa Francesco, il lettore entra così nel cuore del francescanesimo attraverso gli occhi e le parole di persone che sono state sempre accolte dalla comunità dei frati con il motto di Francesco d’Assisi «Il Signore ti dia pace»: da Madre Teresa di Calcutta a Bruce Springsteen, da Michail Gorbaciov a Franco Zeffirelli, da Roberto Benigni a Renato Zero, da Andrea Bocelli a Shimon Peres, ecc.

     

    Padre Enzo Fortunato afferma “Era desiderio di San Francesco la possibilità di interagire e coesistere con tutti, un uomo accanto all’altro. La Chiesa è chiamata a partecipare nel mondo della comunicazione perché di essa fa parte l’uomo e dove c’è l’uomo c’è la Chiesa”.

  • Il Dott. Bruno Bassetto al 2° congresso dell’associazione italiana di chirurgia plastica estetica

    Il Chirurgo estetico e plastico Bruno Bassetto della Clinica Marostica Salus, socio della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e dell’Associazione Italiana Chirurghi Plastici ed Estetici, è stato raggiunto telefonicamente per un’intervista riguardo al 2° congresso dell’Aicpe, tenutosi a Firenze dal 14 al 16 marzo.

    1) Dott. Bassetto ha avuto modo di andare al Congresso dell’Aicpe?

    Sì certo, partecipo sempre agli eventi organizzati dall’Associazione. Sono fondamentali per la mia professione, perché danno la possibilità di aggiornarsi, approfondire e confrontarsi con altri specialisti del settore, sulle ultimissime tecniche d’intervento, sui nuovi materiali in commercio, sulle recenti normative e in generale su tutto il mondo della chirurgia estetica e plastica. 

    2) Erano presenti molti chirurghi plastici?

    Con mia grande sorpresa sì, erano presenti oltre 250 professionisti da tutta Italia. 

    3) È d’accordo con quello che è stato detto durante il congresso “non esistono scorciatoie o mini-interventi poco invasivi per ringiovanire”?

    È necessario essere sempre molto chiari e realisti con il proprio paziente. Si deve cercare di capire il suo bisogno e di conseguenza capire se è necessario l’intervento del bisturi. Non ci si può illudere, non esistono soluzioni facili, veloci e indolore se si vuole avere un effetto di ringiovanimento naturale e duraturo. Servono dei veri e propri interventi in sala operatoria, con dei periodi di recupero post operatori e medicazioni.

    4) Quali consigli darebbe lei ad un suo paziente che le chiede un trattamento di ringiovanimento?

    Bisogna cercare di comprendere qual è il grado di necessità del paziente, se si tratta di piccoli segni dell’età esistono tecniche poco invasive ed efficaci, come i Filler, la tossina botulinica o il Laser. Se invece si tratta di qualcosa di più importante, come tratti di pelle in eccesso sul volto causati dal rilassamento dei tessuti del volto e dalla riduzione delle ossa e del grasso, non si possono evitare gli interventi chirurgici come il Lifting.

    5) Cosa ne pensa delle persone che utilizzano creme e prodotti anti-age?

    Le creme che vengono proposte nei negozi o nelle farmacie rispondono a motivi commerciali. Le creme non possono passare la barriera cutanea per cui si limitano solo a idratare lo strato corneo della cute, che è lo stato più superficiale della medesima, non vivente, e destinato all’esfoliazione. Solo quello che viene iniettato produce effetto di riempimento mediante idratazione o stimolando le cellule a produrre tessuto nuovo. Gli interventi correggono i difetti del viso e liftano la cute del viso, quello che nessuna crema potrà mai fare.

  • L’Avv. Marco Carra commenta la visita del Cardinale Angelo Scola al Consiglio Regionale della Lombardia

    Recentemente, a Milano, il Consiglio Regionale della Lombardia ha ospitato in Aula Consiliare il Cardinale Angelo Scola, che è intervenuto sul tema “Un nuovo umanesimo: il futuro della Lombardia”. Il Consigliere Regionale della Lombardia Avv. Marco Carra, ha positivamente commentato “Ho molto apprezzato l’intervento dell’Arcivescovo di Milano che ha rivolto all’Aula riflessioni profonde, in particolare  sul travaglio di civiltà e quindi il periodo di transizione che stiamo attraversando, nonché sulla necessità di recuperare l’uomo, una discussione difficile ma carica di speranza”. L’Avv. Carra ha rilevato in questo incontro un’importante spinta alla conciliazione e alla collaborazione, all’interno di un contesto sociale nel quale la tematica dell’immigrazione si fa sempre più sentire. Commentando le conclusioni di Scola, ha dichiarato infatti “è molto interessante il concetto dell’immigrazione come potenzialità, ma nel concreto, nella realtà di tutti i giorni, è obiettivamente difficile tradurre il processo di meticciato di cui parla in una possibilità effettiva. Dobbiamo favorire la cultura dell’accoglienza e trovare modi nuovi di reale integrazione”.

    Alla fine dell’incontro, il Cardinale ha  voluto salutare e incontrare personalmente tutti: Consiglieri, personale, e ospiti presenti; il gesto è stato interpretato da Carra come un “ulteriore segno di grande attenzione e vicinanza al nostro lavoro”.

  • Giax Tower: Giovanni Gelmetti parla del suo grattacielo residenziale eco-compatibile – Grattacielo di Milano

    È ormai risaputo che il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, è l’ideatore di un autentico simbolo di innovazione: la Giax Tower, situata nel contesto del quartiere Degano-Maciachini, a pochi passi dal centro storico del capoluogo lombardo. In quest’intervista, Gelmetti ci presenterà il suo grattacielo di moda a Milano.

    1- Dott. Gelmetti, quando e da cosa è nata l’ideazione della Giax Tower?

    E’ nata diverso tempo fa, dalla mia voglia di portare una ventata di aria fresca a Milano, una grande innovazione, un grattacielo residenziale eco-compatibile. Costruire in altezza, oltre che dar una bella visione del paesaggio a chi ci abita, ha un impatto ambientale migliore, così non si sfrutta il territorio e come può vedere, il panorama da qui è particolare perché ha una vista su tutta Milano. 

    2- Come mai ha scelto di costruire proprio in questo quartiere?

    Come molti quartieri delle più grandi capitali internazionali, anche Milano ha rivalutato una zona molto caratteristica, vicina al centro della città, il quartiere Degano-Maciachini. Io, come grandi aziende come Cartier, Virgin, Montblanc e molte altre, abbiamo scelto di investire e costruire qui, nella vera innovazione di Milano.

    3- Quel è il target di persone che vorrebbe raggiungere?

    Con il mio progetto vorrei raggiungere fasce molto varie, dagli imprenditori, alle famiglie, ai single, alle coppie,… Vorrei far scoprire a tutti, con questo progetto di grattacielo, che al di là di “vivere” all’interno del singolo appartamento, si può “convivere” tramite un mondo di aree comuni, che cambiano la qualità della vita di ogni inquilino. 

    4- Quali sono le soluzioni abitative offerte?

    Questo grattacielo residenziale è in grado di rispondere ed adattarsi a qualsiasi esigenza abitativa.

    Dai piccoli tagli, come gli studio o i bilocali, ottimi come investimento, agli appartamenti più ampi di grande prestigio. 

    5- Qual è il significato di “eco-abitare”? Cosa propone la Giax Tower per la salvaguardia dell’ambiente?

    Eco-abitare significa vivere nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. La mia Giax Tower è infatti costruita in classe A, la massima prevista dalla classificazione energetica, utilizzando teconologie eco-compatibili, mirate al risparmio energetico, come le tecnologie geotermica e fotovoltaica. 

    6- Ci è giunta voce che ha in progetto la costruzione di un grattacielo anche a Londra…

    A breve inizierò a costruire nel nuovo distretto ultramoderno di Londra, Nine Elms, vicino alla rinnovata Battersea Power Station, al New Covent Garden, ma soprattutto all’avanguardistica nuova sede dell’Ambasciata Americana. 

    7- Cosa ne pensa degli interventi di riqualificazione urbana nelle grande città mondiali? Ci fa un esempio di quartiere rinnovato?

    In tutto il Mondo sorgono ogni anno nuovi quartieri, nati dalla riqualificazione di zone un tempo considerate povere o addirittura “poco raccomandabili” e ogni volta c’è una corsa verso queste aree urbane, da parte di attori, rockstar, business men, modelle, sportivi e personaggi di alto livello, che vogliono avere i loro spazio, la loro abitazione esclusiva e far parte dell’innovazione. Per fare un esempio, oltre a Londra con Nine Elms, l’ultimissima zona di tendenza di New York, DUMBO.

  • Grande successo per l’Oscar al film “La grande bellezza”: ne parla il noto manager Salvo Nugnes.

     

    Il successo trionfale dello strepitoso film di Paolo Sorrentino alla Cerimonia degli Oscar testimonia la vittoria di tutta la tradizione del cinema d’autore italiano, che il Mondo elogia e apprezza ampiamente“.

    Con queste parole il noto manager produttore Salvo Nugnes, raggiunto telefonicamente per un’intervista a caldo su “La grande bellezza” consacrato come miglior film straniero al galà americano degli Oscar, inizia il suo commento e proseguendo sottolinea come “Dopo ben 15 anni finalmente l’Italia può godere, con fiero orgoglio patriottico, di questo meritato successo cinematografico“.

     

    Nugnes precisa come il risultato altisonante deve rappresentare uno stimolo per tutto il comparto del cinema, che sta risentendo della grave crisi generale e deve farci riflettere sul patrimonio inestimabile di cui possiamo fruire. Infatti, oltre ad essere un omaggio a Roma, la capitale simbolo per antonomasia della -dolce vita- ma anche della cristianità del Vaticano e della Santa Sede, che ospita il Pontefice, è una forma di onorevole riconoscimento, che viene attribuito all’intero Paese con le sue magnifiche caratteristiche uniche e di esclusiva particolarità, con i suoi paesaggi incantevoli, i meravigliosi monumenti storici, che lo rendono speciale agli occhi del Mondo.

     

    Nugnes spiega “Questa vittoria può essere simbolicamente concepita come una preziosa lezione di autostima per ciascuno di noi, perché davvero non bisogna mai dimenticare quanto il valore dell’Italia sia incommensurabile, ma purtroppo spesso non ne sappiamo sfruttare l’immenso potenziale a disposizione“.

  • Intervista: l’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti offre un nuovo modo di vivere con Giax Tower – Grattacielo di Milano

    È ormai risaputo che il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, è l’ideatore di un autentico simbolo di innovazione: la Giax Tower, situata nel contesto del quartiere Degano-Maciachini, a pochi passi dal centro storico del capoluogo lombardo. In quest’intervista, Gelmetti ci presenterà il suo grattacielo di moda a Milano.

    1- Dott. Gelmetti, quando e da cosa è nata l’ideazione della Giax Tower?

    E’ nata diverso tempo fa, dalla mia voglia di portare una ventata di aria fresca a Milano, una grande innovazione, un grattacielo residenziale eco-compatibile. Costruire in altezza, oltre che dar una bella visione del paesaggio a chi ci abita, ha un impatto ambientale migliore, così non si sfrutta il territorio e come può vedere, il panorama da qui è particolare perché ha una vista su tutta Milano. 

    2- Come mai ha scelto di costruire proprio in questo quartiere?

    Come molti quartieri delle più grandi capitali internazionali, anche Milano ha rivalutato una zona molto caratteristica, vicina al centro della città, il quartiere Degano-Maciachini. Io, come grandi aziende come Cartier, Virgin, Montblanc e molte altre, abbiamo scelto di investire e costruire qui, nella vera innovazione di Milano.

    3- Quel è il target di persone che vorrebbe raggiungere?

    Con il mio progetto vorrei raggiungere fasce molto varie, dagli imprenditori, alle famiglie, ai single,

    alle coppie,… Vorrei far scoprire a tutti, con questo progetto di grattacielo, che al di là di “vivere” all’interno del singolo appartamento, si può “convivere” tramite un mondo di aree comuni, che cambiano la qualità della vita di ogni inquilino. 

    4- Quali sono le soluzioni abitative offerte?

    Questo grattacielo residenziale è in grado di rispondere ed adattarsi a qualsiasi esigenza abitativa.

    Dai piccoli tagli, come gli studio o i bilocali, ottimi come investimento, agli appartamenti più ampi di grande prestigio. 

    5- Qual è il significato di “eco-abitare”? Cosa propone la Giax Tower per la salvaguardia dell’ambiente?

    Eco-abitare significa vivere nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. La mia Giax Tower è infatti costruita in classe A, la massima prevista dalla classificazione energetica, utilizzando teconologie eco-compatibili, mirate al risparmio energetico, come le tecnologie geotermica e fotovoltaica. 

    6- Ci è giunta voce che ha in progetto la costruzione di un grattacielo anche a Londra…

    A breve inizierò a costruire nel nuovo distretto ultramoderno di Londra, Nine Elms, vicino alla rinnovata Battersea Power Station, al New Covent Garden, ma soprattutto all’avanguardistica nuova sede dell’Ambasciata Americana. 

    7- Cosa ne pensa degli interventi di riqualificazione urbana nelle grande città mondiali? Ci fa un esempio di quartiere rinnovato?

    In tutto il Mondo sorgono ogni anno nuovi quartieri, nati dalla riqualificazione di zone un tempo considerate povere o addirittura “poco raccomandabili” e ogni volta c’è una corsa verso queste aree urbane, da parte di attori, rockstar, business men, modelle, sportivi e personaggi di alto livello, che vogliono avere i loro spazio, la loro abitazione esclusiva e far parte dell’innovazione. Per fare un esempio, oltre a Londra con Nine Elms, l’ultimissima zona di tendenza di New York, DUMBO.

  • Intervistato Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, sul nuovo modo di vivere: il cohousing

    Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

    1) Cos’è il “cohousing”?

    Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

    2) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

    Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità. 

    3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

    Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

    4) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

    In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

  • Le parole di Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia” sul grande successo ottenuto dal vernissage della sua mostra “Le Dive nell’arte”

    Il poliedrico artista Piercarlo Malinverni detto “l’artista della Casa Reale dei Savoia” è stato raggiunto telefonicamente per un intervista sul vernissage della mostra “Le Dive nell’arte”, organizzata dal manager Salvo Nugnes, presso la storica “Milano Art Gallery“. Durante l’inaugurazione, che ha ottenuto un notevole successo e riscontro, erano presenti molti vip, tra cui il noto scrittore di noir Andrea Pinketts, la giornalista Annamaria Consolaro volto “meteo” di Mediaset, alcuni comici di Zelig e diverse personalità dal “sangue blu”.

     

    D: Ci è stato riferito che erano presenti alla sua mostra alla Milano Art Gallery diversi ospiti speciali. Si aspettava la presenza di così molti personaggi famosi alla mostra? Ne è soddisfatto?

    R: Sono soddisfattissimo e mi sento veramente onorato di tanta partecipazione di persone qualificate.

     

    D: La mostra è intitolata “Le Dive nell’arte“. Un commento nel confronto tra mondo dell’arte e mondo del cinema?

    R: C’è sintonia in questo parallelismo, emerge un humus che è esaltante e continua a proporre nuovi stimoli, perché il mondo del cinema e del teatro, con le sue maschere e le sue finzioni, è il paradosso della vita stessa. L’idea delle attrici quindi è stata quella di coagulare, fissare su un tavola, il momento di gloria della loro bellezza estrema e renderla eterna, con qualche simbolo che indicasse alcune cose significative dei loro film famosi e alcuni accenni alla loro vita privata, in qualche caso anche un po’ piccante. Secondo me in arte niente deve essere scontato, i messaggi, i simboli vanno letti dal fruitore.

     

    D: Come nascono la passione e l’amore per le grandi dive di Hollywood?

    R: Innanzitutto per una riverenza verso la bellezza femminile e poi per l’idea che le dive degli anni Cinquanta e Sessanta idealmente rappresentano le nostre madri.

     

    D: Una riflessione sul concetto di arte; cosa significa essere artisti nell’epoca attuale?

    R: L’arte è l’essenza della vita, per me la vita senza arte avrebbe poco senso. L’arte, oggi come ieri o nel Rinascimento, è uno dei più grandi stimoli che ci può essere per l’uomo, potrebbe essere proprio un punto d’arrivo a cui dedicare una vita intera. Secondo me per l’arte, vale la pena vivere.

     

    D: Ci spiega il significato di gestalt, l’essenza della visione?

    R: Gestalt nel senso di intrusione della materia altra all’interno di un’opera d’arte, recuperata anche da oggetti casuali oppure trovati, che a volte diventano proprio il centro del quadro, un punto di partenza per realizzare un’opera. Possiamo dire che si crea un parallelismo tra l’arte e il messaggio sociale che ci può essere nell’opera, ad esempio l’ecologia o un richiamo all’uomo per essere più attento nei confronti del Mondo. L’incremento continuo della tecnologia inventata negli ultimi anni va a discapito della natura, si creano un sacco di detriti e oggetti di consumo che diventano difficili da smaltire, alcuni rifiuti rimangono nell’eternità, quindi possiamo dire che c’è un tentativo anche di un messaggio sociale.

  • L’innovativo imprenditore Giovanni Gelmetti intervistato sul tema dell’investimento immobiliare.

    Di questi tempi decidere di fare un investimento nel settore immobiliare non è semplice. A questo proposito è stato contattato telefonicamente l’imprenditore Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, per dare alcuni veloci consigli in merito.

    D: Nel campo degli immobili residenziali si possono fare buoni affari?

    R: Si, si possono ancora fare buoni affari! Tutto dipende dal prodotto, quindi dalla qualità e dalla tipologia dell’edificio, e dalla scelta della zona. Al giorno d’oggi, consiglio di investire su nuove costruzioni o case d’epoca.

     

    D: Quali i migliori quartieri per acquistare casa?

    R: Per la scelta della zona, la parola chiave è “comodità”. Si fanno buoni affari nelle zone in crescita, vicine ad infrastrutture, attività commerciali e servizi, nonché comode da raggiungere con i mezzi di trasporto pubblici, soprattutto nelle grandi città. Poi tutto dipende anche dalle esigenze e dalla cifra che si ha a disposizione. Posso dirle che qui, nella zona della Giax Tower, si sono trasferite realtà come la Virgin, Richmond, Mattel, etc. quindi è un quartiere in completa rinascita che, alle nostre cifre di vendita, è davvero vantaggioso.

     

    D: Ad esempio, per quanto riguarda il grattacielo da lei ideato, come funziona per chi dovesse avere bisogno di un aiuto finanziario per l’acquisto?

    R: Non c’è alcun problema! Siamo convenzionati e finanziati dalla Banca Intesa San Paolo che applica un tasso d’interesse molto vantaggioso, rendendo l’investimento ancora più fruttuoso.

     

    D: Avete richieste anche da clienti stranieri?

    R: Certamente! Investitori stranieri sono la norma, in una città come Milano, anche se l’Italia non è molto famosa per questo. In questo periodo si stanno registrando i primi cenni d’interessamento da parte dell’estero, tutto ciò per merito dell’energia scaturita dai nuovi progetti che si stanno realizzando nel nostro Paese.

     

    D: Alla Giax Tower c’è anche la possibilità di mostrare un appartamento finito?

    R: Senz’altro! Ci sono appartamenti campione già arredati e pronti da mostrare agli acquirenti. Questi facilitano l’acquisto, in quanto favoriscono sia chi ha comprato nella carta sia chi ha intenzione di comprare e danno modo di analizzare da vicino il prodotto.

  • Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti parla del “cohousing” una nuova modalità residenziale basata sulla condivisione

    Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

    1) Cos’è il “cohousing”?

    Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

    2) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

    Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità. 

    3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

    Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

    4) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

    In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

  • Grandi consensi per il vernissage inaugurale della mostra di Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia”

     

    Nell’esclusiva Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, si è svolto con grandi consensi il vernissage inaugurale della mostra “Le Dive nell’arte” di Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia”, in data 23 marzo. La pregiata esposizione di opere, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes, resterà in loco fino al 7 Aprile. Hanno presenziato all’importante evento anche rinomati personaggi come lo scrittore Andrea Pinketts, che ha espresso significativi commenti di apprezzamento verso l’artista, un gruppo di comici della popolare trasmissione Zelig, la giornalista volto tv Mediaset Annamaria Consolaro, nonché rinomate personalità dal “sangue blu”.

     

    Le opere sono in buona parte dedicate alle mitiche attrici e dive nazionali e internazionali del cinema degli anni cinquanta e sessanta, come simbolico omaggio a queste eteree ed eterne bellezze senza tempo, che vengono rievocate in tutto il loro ammaliante splendore attraverso le suggestive raffigurazioni. In tal modo Malinverni sviluppa un interessante legame in parallelo tra mondo del cinema e mondo dell’arte, intesi come universi intercomunicanti per diffondere un linguaggio espressivo universale, che si congiunge in armonioso intreccio con i messaggi subliminali inseriti nelle immagini rappresentate che l’occhio attento e sensibile dell’osservatore deve carpire e interpretare.

     

    L’organizzatore Salvo Nugnes, parlando dell’appassionata vocazione di Malinverni dice “Fin dal primo contatto di approccio conoscitivo con Piercarlo Malinverni ne ho da subito percepito la spontanea e innata propensione artistica. Ho colto in lui una personalità versatile e un’indole carismatica, attraverso cui si è cimentato nella duplice dimensione di autorevole professionista della medicina e di talentuoso artista dalla fantasiosa abilità creativa. All’appassionata vocazione per l’arte coniuga quella spiccata sensibilità, quella calorosa umanità, quell’intensa energia positiva, che dimostra anche nel ruolo di esperto medico, tracciando un significativo legame di connessione virtuale in perfetto equilibrio tra i due ambiti, seppur così diversi, per unirli ad intreccio simbolico nel suo percorso esistenziale“.

     

    Nel novero  degli affezionati estimatori e collezionisti di Malinverni ci sono i membri della Casa Reale dei Savoia, che ormai da molto tempo lo seguono nel suo multiforme percorso e con i quali ha instaurato un rapporto di solida amicizia. Di loro racconta “l’incontro con i Savoia è datato negli anni, abbiamo frequentazioni comuni in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo. Inoltre, sono loro consulente medico di fiducia. Mi hanno commissionato diversi lavori, tra cui opere legate ad atmosfere e scenari marini ed altre creazioni connesse ad espressioni di matrice astratta, di tipo informale-materico, su cui attualmente sto concentrando la mia evoluzione di ricerca e sperimentazione“.

     

  • Il manager Salvo Nugnes e Vittorio Brumotti inviato di Striscia, protagonisti di un evento benefico nel carcere di Opera

    Vittorio Brumotti, re dei guinness sportivi e popolare personaggio inviato di Striscia la Notizia è stato protagonista di un evento a scopo di solidarietà benefica per i detenuti dell’Istituto penitenziario di Opera, a Milano. Durante l’incontro, che si è svolto presso la Sala Teatro della struttura di reclusione, Brumotti ha parlato della sua carriera e del suo mondo, affiancato dal manager Salvo Nugnes, relatore e organizzatore dell’evento, per poi regalare a tutti i presenti una delle sue incredibili performance con la fidata mountain bike.

     

    Il vulcanico Vittorio, detto 100% Brumotti, pseudonimo assai azzeccato, è amatissimo da adulti e piccini, che lo seguono tifando per le sue intrepide sfide estreme. Svelando un suo prossimo obiettivo da record mitico dice “Nella primavera 2012 purtroppo è sfumato il mio sogno di scalare l’Everest per un’autorizzazione negata dal governo nepalese e a livello legislativo e burocratico su quel fronte è ancora tutto bloccato. Ma nella mia testa ora c’è il Monte Bianco con i suoi 4.810 metri d’altezza. Io e il mio staff stiamo aspettando le dovute autorizzazioni e poi con la mia bici da corsa mi sto allenando a compiere il giro della morte, faccio le prove in Liguria dove ho creato una piscina ricoperta di gommapiuma“.

     

    Brumotti fornisce la sua importante presenza di testimonial nella campagna itinerante di comunicazione “Una vita da social” sul rapporto dei minori con il mondo informatico e internet contro i pericoli del web. Sull’argomento sottolinea “I minori devono seguire i consigli di mamma e papà. Lancio un appello anche ai produttori di telefoni cellulari, l’orco quello delle favole può aggirarsi su internet, ma non è per nulla virtuale, bisogna sensibilizzare e prevenire i rischi connessi all’uso di internet“.

     

    L’iniziativa rientra nel corposo ed eterogeneo calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” organizzato da Salvo Nugnes con il motto propulsore di rendere la cultura accessibile a tutti attraverso iniziative, che ospitano illustri personalità come Vittorio Sgarbi, Margaret Mazzantini, Claudio Brachino, Mogol, Patty Pravo, Corrado Augias, Bruno Vespa, Silvana Giacobini, Paolo Limiti, Mario Luzzatto Fegiz, Paolo Del Debbio e tanti altri.

  • In anteprima la presentazione del nuovo libro di Padre Enzo Fortunato dal titolo “Vado da Francesco” a Milano, Libreria Mondadori Multicenter Duomo

    Appuntamento culturale attesissimo nel rinomato contesto della libreria Mondadori Multicenter Duomo, in piazza Duomo 1 a Milano, in occasione dell’anteprima di presentazione del nuovo libro di Padre Enzo Fortunato dal titolo “Vado da Francesco” edito da Mondadori, che si terrà Lunedì 31 Marzo alle ore 18.30.

     

    Padre Enzo, responsabile della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e noto volto televisivo, spiegando il ruolo del Santo Padre nella moderna comunicazione, dice “Il Papa con il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Comunicazione sottolinea l’importanza dei gesti nel mondo tecnologico. Lui, per primo con -l’Enciclica dei Gesti- fa riferimento al Buon Samaritano, un gesto come quello che fece San Francesco con il lebbroso. L’elemento comunicativo per la Chiesa è stato fondamentale per l’avvicinamento a tutto il suo popolo, la presa di coscienza di un inversione di tendenza si è realizzata diversi anni fa con l’ingresso ufficiale di Benedetto XVI su Twitter e continua ancora oggi con Papa Francesco e i suoi gesti“. E aggiunge “possiamo dire, che al giorno d’oggi la comunicazione ha trovato perfetta armonia con la Chiesa, perché in grado di parlare a tutti, ai giovani e a chi è lontano, dando la possibilità di interagire a una pluralità di persone. Quello che una volta la piccola Diocesi di periferia instaurava con gli abitanti del circondario è ora possibile a livello mondiale“.

     

    Sul Pontefice afferma “il nome Francesco addita la via dell’umiltà e della semplicità evangelica, la via tracciata da Cristo povero e crocifisso, la via che il Papa ha indicato da subito con le sue parole rivolte alla Chiesa, proprio quella Chiesa che per Francesco ha il volto della tenerezza e incontra ogni uomo riconducendolo come fratello. Questo volto di tenerezza lo vediamo in Papa Francesco“.

     

  • “L’artista della Casa Reale dei Savoia” Piercarlo Malinverni ottiene grande successo all’inaugurazione della sua mostra alla Milano Art Gallery

    Il poliedrico artista contemporaneo Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia” è stato protagonista apprezzatissimo durante il vernissage inaugurale della sua mostra personale dal titolo “Le Dive nell’arte” allestita nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del rinomato manager produttore Salvo Nugnes. All’evento, svoltosi in data domenica 23 marzo, erano presenti illustri ospiti e nomi di spicco, tra cui lo scrittore noir e popolare personaggio televisivo Andrea Pinketts, alcuni dei comici di Zelig, Annamaria Consolaro, giornalista e noto volto del “Meteo” di Mediaset e diverse persone di “sangue blu”. L’esposizione resterà allestita fino al 7 aprile ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

     

    Sul suo esordio artistico e sulla passione per l’arte, Malinverni racconta “Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione, che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle accademie e dalle scuole d’arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. È tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre in modo cospicuo e seriato dall’inizio degli anni ottanta in poi”.

     

    Riguardo la corposa tipologia di opere esposte spiega “Sono quadri dedicati alle famose attrici degli anni cinquanta e sessanta, partendo dalle italiane come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli e arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marlyn Monroe, che ovviamente non poteva proprio mancare. Un’altra parte di opere è orientata su alcuni quadri di filone astratto-informale, su cui sto indirizzando la mia nuova ricerca di sperimentazione stilistica e che contengono anche importanti e significativi messaggi di matrice etico-sociale sulla tutela dell’ambiente, sull’ecologia e i problemi attinenti ad essa. Spesso, i materiali che utilizzo sono di recupero, provenienti da scarti ed elementi da riciclo e dal vintage d’epoca, per enfatizzare questo stimolo riflessivo nei fruitori“.

  • Milano Art Gallery: 110anniversario della nascita del grande Salvador Dalì, il figlio José dedica la mostra

    Intervistato José Van Roy Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale” il giorno dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre, il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

     

    1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

    Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

     

    2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

    Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in tre\quattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

     

    3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

    E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

    Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

     

    4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

    Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

     

    5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

    Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.

  • Giax Tower e imprenditoria: parla l’imprenditore Giovanni Gelmetti.

    Intervistato il noto imprenditore milanese Giovanni Gelmetti, ideatore di una delle costruzioni residenziali più innovative di tutta Italia, la Giax Tower, parla del mondo dell’imprenditoria e del suo avanguardistico grattacielo.

     

    D- Quali pensa possano essere le cause della continua chiusura di imprenditori e imprese edili?

    R- Credo vivamente che dall’immobiliare parta tutto, è un indotto incredibile dell’economia, degli artigiani e quindi bisognerebbe prestare particolare attenzione al settore dell’edilizia. E’ come il motore di un’auto: se funzione bene, l’auto cammina sicura.

     

    D- Cosa l’ha spinta, in un periodo così difficile per il nostro Paese, a ideare e progettare una delle costruzioni residenziali più grandi e innovative di tutta Italia? E perché ha scelto proprio il quartier Maciachini a Milano?

    R- I colleghi, la gente del settore, mi hanno fin dal principio sconsigliato di costruire un grattacielo residenziale in questo periodo. Mi dicevano che ero “folle” e che non avrei avuto buoni esiti. Anche personalità importanti, che stimavo molto, hanno provato a convincermi a lasciare perdere, ma io non mi sono dato per vinto e ho proseguito con la mia idea, la mia visione, che, a quanto pare, mi sta dando ragione! Perché ho scelto il quartiere Maciachini? Fin da ragazzo mi divertivo a scoprire zone dove c’era la possibilità di rivalorizzare, partendo da situazioni di degrado. Questa passione per la riqualificazione è sempre rimasta. Adoro l’idea di fotografare in mente un quartiere e andare a crearne nuovi layout.

     

    D- È stato difficile per lei mantenere un rapporto qualità-prezzo così conveniente per l’acquirente?

    R- Certamente non è semplice, per un’innovazione del genere. Il risultato deriva da lunghi studi ed importanti decisioni. Per ottenere risultati competitivi, ho fatto scelte considerevoli ed avuto intuizioni creative. Ho infatti adottato un’impostazione di business basata sulla creatività e sulla positività.

     

    D- C’è giunta notizia che molto presto comincerà la costruzione di una “nuova Giax Tower” a Londra. Ha trovato differenze sostanziali tra la burocrazia italiana e quella inglese?

    R- Beh, ogni Stato ha la sua burocrazia, quindi anche tra Italia ed Inghilterra ci sono svariate differenze, date dalle diverse culture.

     

    D- Da importante imprenditore, noto in tutta Italia quale è lei, cosa si sente di consigliare ai giovani imprenditori che vogliono intraprendere la sua strada?

    R- Di fare progetti con il cuore.

  • Le parole del Maestro Giuseppe Santonocito sulla sua prossima mostra alla Milano Art Gallery

    Intervistato il Maestro Giuseppe Santonocito, in occasione della sua prossima mostra pittorica “Ispirazione onirica” presso la “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, con vernissage inaugurale in data Mercoledì 9 Luglio alle ore 18.30.

     

    D: Abbiamo avuto notizia della sua prossima prestigiosa mostra nello storico contesto della “Milano Art Gallery”; come nasce questa importante occasione? E’ la prima volta che espone a Milano?

    R: Questa occasione nasce da un nostro amico che ci aveva parlato di questa prestigiosa galleria a Milano, così ci siamo messi in contatto con il manager Salvo Nugnes, è venuto a trovarci ed è nata una bella amicizia, dalla quale è nata inoltre l’idea della mostra. È la prima volta che faccio una personale a Milano, ho esposto negli anni novanta alla Galleria Modigliani, ma era una collettiva.

     

    D: Maestro Santonocito, ci racconta quando nasce la passione per l’arte e com’è avvenuta la sua formazione in ambito artistico?

    R: Ho cominciato a dipingere circa 35 anni fa professionalmente. Sono totalmente autodidatta, ho studiato esclusivamente per conto mio. Quando ho avuto qualche problema di vita, quando ho capito che la mia strada sarebbe stata la pittura, allora ho iniziato a studiare i maestri del ‘500, ma ho fatto tutto da me e piano piano ho trovato poi la mia strada in questo modo di dipingere, in questo stile, che continuo da circa 25 anni.

     

    D: Quali sono le principali fonti ispiratrici della sua ricerca stilistica?

    R: Direi il mio cervello.

     

    D: In tanti anni di carriera, coronata da meritati successi, quali consigli/suggerimenti può dare alle nuove generazioni di artisti?

    R: Posso suggerire di esprimere sempre ciò che sentono. Sono una persona molto complicata e la mia, è tutta un’ispirazione dentro me stesso, quindi gli insegnamenti che posso dare alle nuove generazioni è di essere se stessi.

  • Il rinomato imprenditore milanese Giovanni Gelmetti parla delle tecnologie eco-compatibili della Giax Tower.

    Situato nei pressi del MAC Center, la Giax Tower è considerato il grattacielo di moda a Milano, non solo per il raffinato ed ultramoderno design che propone, ma soprattutto per l’innovazione tecnologica che offre, che lo categorizza come smart building. L’ideatore di questo grattacielo intelligente, Giovanni Gelmetti, dinamico imprenditore immobiliare milanese, è stato intervistato proprio a questo proposito.

     

    D: Cosa s’intende per Smart Building?

    R: La traduzione letterale di questo termine è “edificio intelligente”, un edificio mirato cioè a ridurre l’impatto ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici, e dotato inoltre di apparecchiature sofisticate e tecnologiche in grado di permettere una gestione e un controllo in remoto, in modo semplice, di numerosi dispositivi elettronici.

     

    D: Tra le tecnologie, nel suo grattacielo ha scelto di adottare la domotica…

    R: Esattamente. L’adozione della domotica per ogni singola unità immobiliare consente di usare la tecnologia per semplificare la vita all’interno dell’ambiente residenziale. L’impianto è in grado di gestire climatizzazione, illuminazione, impianto antifurto e molto altro ancora.

     

    D: Quali sono le altre innovazioni tecnologiche che propone la Giax Tower?

    Come prima cosa, in ogni appartamento è stata prevista la predisposizione della fibra ottica. Poi un’altra delle tante innovazioni si trova nelle autorimesse, che oltre ad essere provviste di prese per la ricarica delle auto elettriche, ogni singolo box è dotato di contabilizzatore d’energia elettrica in grado di gestire ogni singolo consumo. E per la sicurezza tutta la zona è video sorvegliata 24/24h e 7 giorni su 7.

     

    D: Che soluzione di risparmio energetico ha pensato per il grattacielo di moda a Milano?

    La Giax Tower sfrutta l’energia geotermica e fotovoltaica, che permette di mantenere bassi i costi di gestione, producendo autonomamente energia elettrica e termica.

  • Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, parla delle tecniche antisismiche in Italia – Grattacieli Milano

    L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, ha rilasciato un’intervista sull’importanza dell’utilizzo delle tecniche di costruzione antisismiche in Italia, per la prevenzione contro i terremoti. 

    1) Dott. Gelmetti come mai ha scelto di adottare tecniche antisismiche nella costruzione della Giax Tower?

    Nonostante la sismicità del sito in cui sorge la Giax Tower sia particolarmente contenuta e fra le più basse del territorio nazionale, può succedere che vengano percepite dall’uomo, onde sismiche con epicentri anche lontani. Ci tengo particolarmente alla sicurezza e alla tranquillità dei residenti, dunque abbiamo progettato e realizzato la struttura in modo da renderla più resistente e stabile possibile.

    2) Com’è strutturato il grattacielo?

    La Giax Tower è costituita da un corpo centrale, la “torre”, che si sviluppa per due piani interrati e 25 fuori terra. La torre, localizzata al centro dell’intervento, è circondata dai due piani interrati, che separano la torre tramite particolari giunture, che ne svincolano il comportamento strutturale. Il nucleo centrale, realizzato in cemento armato, è l’elemento che assicura la stabilità globale dell’edificio sia in termini di resistenza nei confronti delle azioni orizzontali, come sisma e vento, sia in termini di limitazione ai piani alti delle oscillazioni, per garantire un sicuro “human comfort” agli abitanti. Le significative dimensioni del nucleo e i consistenti spessori delle pareti sono stati proprio definiti per rendere la costruzione sicura nei confronti delle azioni sismiche e rigida nei confronti delle raffiche del vento, che si manifestano in modo sempre più accentuato con l’ altezza delle costruzioni. 

    3) Ha parlato “human comfort”. Cosa s’intende con questo termine?

    S’intende lo stato di benessere umano in relazione agli aspetti esterni ed ambientali. Alcuni dei fattori che determinano lo “human comfort” sono temperatura, umidità, intensità e tipologia di luce, suoni e odori e molto altro ancora.

  • Un sito personalizzato realizzato da Promoter Web per l’Avv. milanese Gloria Gatti.

    Il rinomato Avv. Gloria Gatti si è affidata a Promoter Web, azienda leader specializzata nel settore multimediale e informatico, per la realizzazione del nuovo sito internet. Esperta ed affermata professionista in ambito giuridico e forense, l’Avv. Gatti, vede il suo studio legale, proprio nel cuore del capoluogo lombardo, in via Borgogna n.5, affianco alla suggestiva Piazza San Babila. Storica la sua collaborazione con il quotidiano nazionale “Il Sole 24 Ore”

    per il quale scrive da tanti anni interessanti articoli pubblicati con cadenza periodica.

     

    Il sito, interamente dedicato a Gloria Gatti, è realizzato con una piattaforma strutturale innovativa e un’impostazione semplice e di facile fruibilità. Attraverso esso sarà possibile apprendere con tempestività le notizie e le informazioni, che la riguardano. All’interno sarà presente anche una ricca galleria d’immagini correlate alle interviste, agli articoli e  ai comunicati stampa e a lei riferiti.

     

    Il manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Web spiega “Per questa grande professionista abbiamo ideato e progettato un sito personalizzato e su misura, completo, esaustivo, ma nel contempo di agevole e funzionale consultazione, sia da parte di chi la conosce già bene sia da parte di chi desidera conoscerla meglio attraverso l’approfondimento del corposo materiale in esso contenuto“.

  • L’imprenditore Giovanni Gelmetti intervistato sulle novità dell’edilizia e sul calo del mercato immobiliare

    Secondo i dati, il 2013 è stato un anno nero per il mercato immobiliare. Le compravendite sono calate del 10% circa, con numeri al di sotto dei livelli del 1985. Abbiamo contattato l’imprenditore Giovanni Gelmetti, molto attivo nel settore, ideatore di uno dei grattacieli residenziali di Milano, la Giax Tower, per sentire il suo parere da esperto.

     

    D: Cosa pensa si potrebbe fare per iniziare a risollevare l’immobiliare?

    R: Secondo me, prima di tutto bisogna credere nelle innovazioni. Sono convinto che tutte le idee originali e creative che stanno nascendo e che si stanno sviluppando in Italia, porteranno un grande beneficio al nostro Paese.

     

    D: A proposito di novità. Una delle ultime tendenze punta all’edilizia etica. Si stanno infatti sviluppando dei progetti di cohousing per anziani. In cosa consistono e cosa ne pensa?

    R: Credo siano progetti imprenditoriali molto ambiziosi e lodevoli. Premetto che seguo particolarmente la filosofia del “coabitare”, che ho applicato anche per l’ideazione della Giax Tower, dunque sostengo fortemente queste iniziative. Il cohousing per anziani semplificherà la vita di molti, perché andrà in contro alle esigenze e alle necessità di chi non è in grado di pagare ingenti affitti, di chi è stanco di stare da solo, di chi vuole vivere bene nel contesto della propria abitazione. Ho sentito inoltre che in queste palazzine, che non hanno nulla a che vedere con le Residenze Sanitarie Assistenziali, ci saranno molteplici aree comuni, la possibilità di avere la spesa a domicilio, il personale domestico, servizi infermieristici e soprattutto la vigilanza 24 ore su 24.

     

    D: Oltre allo sviluppo di “idee creative”, cos’altro potrebbe giovare al mercato?

    R: Sicuramente la popolazione ha bisogno di incentivi. I giovani tendono a restare in famiglia, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, i pensionati non hanno abbastanza introiti, gli investitori non credono più nel settore e via dicendo, dunque la maggior parte degli italiani evita di acquistare, cambiare o costruire casa. C’è bisogno di un aiuto, una spinta da parte dell’alto, che faccia sentire alla popolazione un reale sostegno. L’immobiliare è un indotto incredibile dell’economia e bisogna prestarne particolare attenzione. Dopotutto, ognuno di noi deve avere una casa, è un bene primario.

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  • Ecobuild a Londra: l’imprenditore milanese Giovanni Gelmetti parla della fiera sull’edilizia eco-sostenibile

    Il brillante imprenditore immobiliare milanese, Giovanni Gelmetti, ideatore dell’innovativo grattacielo Giax Tower, ha rilasciato una breve intervista sulla fiera internazionale Ecobuild 2014, tenutasi a Londra dal 4 a 6 Marzo, dedicata all’edilizia eco-sostenibile del futuro, all’architettura e al design del verde.

    1)Dott. Gelmetti, ha avuto l’occasione di essere presente alla rinomata fiera quest’anno?

    Certo. Penso che Ecobuild sia una manifestazione degna di lode, in quanto ha come tema principale l’eco sostenibilità dell’edilizia, fondamento in cui credo molto. Durante l’evento, molti professionisti come me, oltre che appassionati e curiosi, hanno l’opportunità di tenersi sempre in aggiornamento e scambiarsi opinioni su nuove tecnologie, materiali di costruzione, soluzioni e idee mirate alla salvaguardia dell’ambiente.

    2) In questa edizione, qual è stato l’argomento protagonista?

    Sicuramente il fotovoltaico. Il Regno Unito è uno dei mercati più attivi in Europa per questo tipo di tecnologia eco-friendly. Anch’io ho scelto di sfruttare questo tipo di energia, oltre che a quella geotermica, per la Giax Tower, e sono convinto di aver fatto la scelta giusta, in quanto oltre a rispettare la nostra Terra, si riducono nettamente i costi di gestione.

    3) Era presente anche il nostro Paese tra gli stand dell’Ecobuild 2014?

    Per l’Italia è stato dedicato un intero padiglione di circa 200 mq, in una zona molto centrale e visibile, dove abbiamo potuto mostrare l’eccellenza delle nostre imprese dell’immobiliare.

  • L’imprenditore Giovanni Gelmetti afferma: “il cohousing è il nuovo modo di vivere”.

    Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

     

    D: Prima di tutto, cos’è il “cohousing”?

    R: Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

     

    D: E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

    R: In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

     

    D: Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

    R:  Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora.

     

    D: Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

    R: Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità.

  • Attesissima mostra di José Van Roy Dalì alla Milano Art Gallery con l’organizzazione del manager dell’arte Salvo Nugnes

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica “La verità surreale” di José Van Roy Dalì figlio dell’esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si terrà dall’11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell’occasione speciale verrà celebrato l’anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.

     

    José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E’ uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

     

    Sul periodo dell’infanzia vissuto in Italia racconta “Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi“.

     

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • Presenza esclusiva di Vittorio Sgarbi con il manager Salvo Nugnes alla fiera dell’arte di Parma.

    Al tradizionale appuntamento con la Fiera dell’Arte a Parma non poteva mancare la presenza esclusiva del professor Vittorio Sgarbi, che accompagnato dall’agente Salvo Nugnes si è recato in visita ai padiglioni della rinomata manifestazione, accolto calorosamente dagli espositori e dal nutrito pubblico in visita.

     

    Di recente il noto critico è stato protagonista di un evento di straordinaria portata, assumendo le vesti di “cicerone per una notte” durante la guida al prestigioso Museo degli Uffizi a Firenze, che si è svolta dopo l’orario ufficiale di apertura, riservata ad una ristretta e selezionata cerchia di fruitori. Nell’occasione Sgarbi ha incantato tutti con una sublime lectio magistralis di storia dell’arte, riscuotendo entusiastici encomi ed apprezzamenti.

    Un’iniziativa di grande successo, che ha dato un plus valore ad un contesto, che da parecchi anni vanta il primato assoluto a livello nazionale per affluenza di visitatori.

  • Intervistato Giovanni Gelmetti, noto imprenditore immobiliare e ideatore della Giax Tower su Milano Expo 2015

    Tutte le attenzioni sono puntate sull’Expo 2015 di Milano, che si terrà dal 1° Maggio al  31 Ottobre 2015 con il tema di interesse mondiale “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. Intervistato il geniale imprenditore immobiliare milanese Giovanni Gelmetti, ideatore del grattacielo eco-compatibile Giax Tower, molto in voga nel capoluogo lombardo, che ci porrà di fronte alla sua visione di questa iniziativa internazionale.

     

    D: Il tema principale dell’Expo 2015 è l’alimentazione, le parole chiave sono cibo, energia, pianeta e vita. Come ritiene l’argomento di questa edizione?

    R: Sono dei temi molto forti, di importanza universale. Rappresentano passato, presente e futuro, il futuro che stiamo decidendo noi adesso, con le nostre azioni. Siamo noi che contribuiamo ai cambiamenti ambientali, che si proiettano poi in ciò che mangiamo, che produce la nostra energia. La qualità della vita dipende in gran modo dalla qualità alimentare.

     

    D: Dott. Gelmetti, si prevede che l’Expo 2015 attirerà circa 21 milioni di visitatori. Cosa ne pensa di questo enorme afflusso di turisti per una città come Milano?

    R: Come ogni cosa, anche questo avrà fronti positivi e negativi. Il turismo porta lavoro e maggiori possibilità di contatti, parlando per gli imprenditori come me anche a livello professionale e d’investimento, con persone che arrivano da tutto il Globo. Certamente alla notevole affluenza dovranno affiancarsi tutta una serie di procedimenti e servizi per permettere che l’”insediamento” sia più scorrevole possibile, in quanto, nonostante l’Expo, bisogna mantenere comunque una certa “normalità” nella città.

     

    D: Lei che è un esperto di costruzioni, cosa ne pensa dell’impatto ambientale che deriverà dal Polo Fieristico Rho-Pero, dove si terrà la manifestazione?

    R: Un’area del settore nord-ovest di Milano, una superficie di circa 1,1 milioni di metri quadrata, ha subito un processo di trasformazione e riqualificazione. Infrastrutture, linee metropolitane, tratti autostradali, collegamenti ferroviari, continuano ad essere modificati ed integrati. Ovviamente sarà fondamentale far tesoro di queste costruzioni al termine dell’Expo, per riconvertire tutta la sua energia positiva in nuove ed energizzanti idee creative.

     

    D: A proposito di riqualificazione.. Lei ha progettato la Giax Tower nel contesto del Quartiere Dergano-Maciachini. Come mai questa scelta?

    R: Fin da ragazzo mi divertivo a scoprire zone dove c’era la possibilità di rivalorizzare, partendo da situazioni di degrado. Questa passione per la riqualificazione è sempre rimasta. Adoro l’idea di fotografare in mente un quartiere e andare a crearne nuovi layout. Come molti quartieri delle più grandi capitali internazionali, il Quartiere Dergano-Maciachini è stato completamente rivalutato e io, come importanti aziende, ho scelto di investire e costruire qui, nella vera innovazione di Milano.

    D: Anche il suo progetto ha delle proposte per la salvaguardia dell’ambiente..

    R: Certamente, è un argomento che mi sta molto a cuore. La Giax Tower è infatti costruita in classe A, la massima prevista dalla classificazione energetica, utilizzando tecnologie eco-compatibili, mirate al risparmio energetico, come le tecnologie geotermica e fotovoltaica. Inoltre offre ben 6000mq di verde privato!

  • Agenzia Promoter – Padre Enzo Fortunato racconta il suo libro “Vado da Francesco” alla libreria Mondadori il 31 marzo.

    Il prestigioso contesto della libreria Mondadori Multicenter Duomo, in piazza Duomo 1 a Milano, ospita l’anteprima di presentazione del nuovo libro di Padre Enzo Fortunato “Vado da Francesco” (Mondadori) che si svolgerà in data Lunedì 31 Marzo alle ore 18.30.

     

    Sulla scelta del Pontefice di chiamarsi Francesco Padre Enzo evidenzia come “chiamarsi Francesco è un segnale molto forte. Mezzo secolo fa Giovanni XXIII venne a pregare sulla tomba del Santo e spiegò, che nel nome di Francesco è riassunta in una sola parola -il ben vivere-, l’insegnamento di come dobbiamo metterci in comunicazione con Dio e con gli uomini. Nel 1978 Papa Wojtyla disse, che il Papa a motivo della sua missione deve avere dinanzi agli occhi tutta la Chiesa universale nelle varie parti del globo e ha bisogno in modo particolare dell’aiuto del patrono d’Italia e dell’intercessione di San Francesco“.

     

    Padre Enzo è responsabile della sala stampa del Sacro Convento di Assisi e direttore degli editoriali di San Francesco patrono d’Italia. Tra le recenti interviste da lui fatte e pubblicate all’interno della rivista dei frati di Assisi, c’è quella al popolare cantante Adriano Celentano, che ha parlando di Papa Francesco ha dichiarato che “i fedeli sono attratti da questo Papa e le chiese si riempiono da quando c’è lui. Quando sento il Papa parlare di Gesù mi emoziono. E’ il papa della svolta. La cosa, che più di tutte apprezzo è la forte concentrazione sulla figura di Gesù. E’ questa la vera svolta epocale, che il mondo aspettava“.

     

    Padre Enzo afferma “non esiste strada più solenne della vita di tutti i giorni per ridare bellezza alla nostra umanità, attraverso sani pensieri, nobili gesti e soprattutto una fede, che si sforza di essere coerente, una fede colorata di amabilità francescana. La vera rivoluzione antropologica non avviene fuori di noi, ma dentro di noi attraverso un percorso, che ci permette di essere uomini fraterni o come direbbe San Francesco uomini amabili. Un volto rivolto verso Dio è necessariamente un volto rivolto verso un fratello“.

  • Andrea Colasio, assessore alla cultura di Padova, parla dell’aggressione subita e su come migliorare la situazione patavina

    Dopo meno di una settimana dall’accaduto, è stato individuato l’aggressore dell’Assessore alla Cultura di Padova, Andrea Colasio, colpito senza motivo da un passante, M.K. iraniano di 34 anni, nei pressi del Quartiere di Arcella, nella città patavina. Di seguito un’intervista rilasciata da Colasio, pochi giorni dopo il fatto.

    1) Assessore Colasio abbiamo saputo la notizia sull’aggressione subita, ci racconta come si è svolta la dinamica dei fatti?

    Ero negli uffici della mia casa editrice informatica, situata in una torre dei Gregotti nel Quartiere di Arcella a Padova. Alle 7.10 sono sceso, in quanto avevo un appuntamento con un amico e, mentre lo aspettavo sul marciapiede, vedo con la coda dell’occhio da sinistra un personaggio un po’ inquietante e molto grosso che farfugliava da solo. Ha iniziato a fissarmi e ha poi cominciato una corsa, urlando qualcosa in una lingua incomprensibile, mi ha sferrato un calcio fortissimo alla schiena e mi ha buttato in mezzo alla strada… se passava una macchina mi avrebbe preso sotto. Ho chiamato immediatamente il 113 e li ho avvisati della l’aggressione, ma che l’avrei seguito, pregando di mandare delle volanti nel tentativo di fermarlo, perché avrebbe potuto aggredire qualcun altro. Poi l’ho visto fermo a parlare con un signore di colore e ha dato un calcio anche a lui. Ho continuato a seguirlo ma ad debita distanza, l’uomo era molto pericoloso. Alla fine quando sono arrivate le volanti, l’uomo, che conosceva molto bene il quartiere si era dileguato. Era uno sbandato, non era sicuramente un aggressore politico. Sono riuscito a descrivere bene alla Polizia i capelli, la giacca e i pantaloni, il volto mi sembrava di un nord africano, piuttosto tozzo e pesante, direi anche abbastanza borderline.

     

    2) Chi era la persona, che l’ha aggredita? Lo conosceva già da prima o era persona estranea mai vista e conosciuta?

    No, non so chi sia, l’ho inseguito dicendo “chi sei, fermati, che arriva la polizia” ma lui continuava a scappare. Quando ci siamo trovati in una strada molto scura, sono corso indietro e mi sono premurato di allontanarmi velocemente. Non era molto reattivo, ma comunque mi ha sferrato un calcio talmente forte che ho lo stampo del tacco della sua scarpa sulla schiena.

     

    3) Quali danni le ha provocato questo grave episodio di violenza personale?

    Danno fisico, un po’ di ematoma e di male, se dovesse peggiorare mi farò vedere da un medico. Se fossi caduto in strada in malo modo e fosse passata una macchina o mi avesse preso la colonna vertebrale sarebbe stato pericoloso, poteva spezzarmi una vertebra. Devo dire che sono stato anche fortunato.

     

    4) Pensa, che la Città di Padova sia diventata più pericolosa per gli abitanti rispetto al passato?

    È un trend generale. Il problema è capire quale passato, una volta avevamo via Anelli. Oggi Padova ha un 15% di popolazione extracomunitaria, prevalentemente sono persone integrate, fanno lavori utili per la città.

    In alcuni quartieri attorno alle sale da gioco, al bingo e ad alcuni locali si è creata una fenomenologia che non risponde al requisito del buon immigrato, ma ad altri requisiti e conseguentemente c’è un sottofondo di delinquenza che va estirpata.

     

    5) Gli organi competenti, quali misure preventive di sicurezza devono adottare per evitare il proliferare di tali spiacevoli situazioni?

    Servirebbero maggiori controlli e maggiore inflessibilità nei comportamenti criminali. Credo bisogni rafforzare la sicurezza con molta luce, molte più telecamere, perché è importante che i cittadini si auto-organizzino. Stimo molto i Guardian Rangers padovani con cui ho collaborato come Assessore alla Cultura durante l’organizzazione degli eventi. Penso che oggi, vista la situazione di criticità, la soluzione non abbia una risposta unica, ma risposte plurali. Si deve continuare a lavorare sull’integrazione culturale, coinvolgere le associazioni di extracomunitari che hanno tutto l’interesse che la città per loro, prima che ancora per noi, sia tranquilla. Bisogna coordinare meglio le forze di polizia che hanno già fatto un egregio lavoro, visto anche il tempismo con cui sono arrivati e la professionalità. E’ necessario un lavoro di coordinamento mettendo assieme l’integrazione sociale, la cultura, i servizi sociali.

     

    6) Quali consigli, a fronte di questo episodio di cui è stato vittima, vuole dare ai suoi concittadini per tutelarsi e proteggersi?

    Siamo noi come amministratori e lo Stato che dobbiamo farci carico della sicurezza dei cittadini. I negozianti della zona devono rafforzare il sistema di vigilantes, ma anche noi come amministrazione dovremmo dare un aiuto nelle zone critiche e rafforzate le forme di presidio del territorio, più illuminazione, più vigilantes, la presenza costante di deterrenza delle forze dell’ordine, una presenza anche dei cittadini, dei Guardian Rangers, che hanno un’importante funzione di deterrenza. Bisogna continuare a lavorare nelle scuole per l’integrazione culturale, coinvolgere le associazioni. La risposta non è una, ma sono cento e più ne attiviamo e meglio riusciremo a garantire la legalità e la sicurezza in una città bellissima, che ha dei punti di degrado come molte altre realtà metropolitane, ma per fortuna è una città meravigliosa, dove non è un caso che vengano decine di migliaia di turisti e non succede mai niente, quindi non dobbiamo raccontare una Padova che non c’è. C’è una Padova che ha delle zone critiche, ma anche una Padova meravigliosa.