Autore: minardi

  • F. Abarth – Alessandra Brena continua il lavoro di sviluppo

    Nell’impianto romagnolo di Imola Alessandra Brena è tornata al lavoro con la Tatuus preparato dal team Euronova per proseguire l’ apprendistato e il percorso di avvicinamento alla prima gara del campionato Formula ACI CSAI Abarth.

    La 15enne bergamasca ha messo un altro importante tassello nell’intenso programma messo in atto insieme allo staff del team Euronova, migliorando il feeling e il lavoro di messa a punto della monoposto, abbassando costantemente tornata dopo tornata i suoi riscontri cronometrici.

    Alla fine della seconda giornata il cronometro dell’Enzo e Dino Ferrari segnava un “meno 2 secondi” rispetto alla migliore prestazione del giorno precedente. “Sono stati due giorni molto importati e impegnativi. Ancora una volta sono riuscita ad abbassare il mio limite avvicinandomi al resto del gruppo. In questa fase della stagione è molto importante riuscire a migliorarsi costantemente. Poter essere a metà schieramento nella prima gara sarebbe un ottimo inizio. Ora ci prepariamo per i prossimi test sul tracciato del Mugello dove proverò a togliere altri decimi” commenta Alessandra

    Il prossimo impegno per la giovanissima bergamasca è fissato sul traccciato toscano del Mugello per un’altra due giorni di intenso lavoro (programmati per il 22-23 marzo), dove ancora una volta sarà al volante della Tatuus del team di Vincenzo Sospiri.

  • Ad Alcaniz splende la stella Rigon

    La vera sorpresa della prima giornata di test collettivi della World Series by Renault 3.5 sul tracciato spagnolo del MotorLand Aragón è sicuramente Davide Rigon. Al debutto al volante della Dallara del team BVM Target il vicentino si è messo in mostra grazie ad un progressione impressionante che lo hanno portato a concludere la giornata con il secondo miglior tempo, a poco meno di un decimo dalla pole di Ricciardo.

    La giornata del talento di Thiene era iniziata molto presto con una serie di giri per conoscere la vettura prendendo il giusto feeling. Finito l’apprendistato per Davide è iniziato il lavoro di sviluppo e la scalata della classifica che ha visto concludere il pilota BVM con il quinto tempo (1’43”566) ad un solo decimo dalla vetta.

    Nel pomeriggio il pilota della Minardi Management ha abbassato ulteriormente la sua prestazione di oltre mezzo secondo (1’43”018) portando il team ravennate al secondo posto, completando la giornata con 79 tornate all’attivo e accumulando numerosi chilometri e dati che torneranno molto utili alla scuderia per il proseguo nel debutto nel campionato “Sono veramente contento di questa giornata. E’andato tutto bene, nonostante fosse tutto nuovo per me, dalla pista alla macchina. Abbiamo completato il nostro programma raccogliendo numerosi dati che saranno utili al team per il proseguo della preparazione. Il miglior tempo sarebbe stata la ciliegina sulla torna ma va bene così. Il distacco è veramente irrisorio. Devo dire che mi sono trovato molto bene con tutti i ragazzi e sono veramente molto preparati,” commenta Davide

  • F1 – Gian Carlo Minardi “Il problema degli italiani sono le risorse”

    Gli italiani e la Formula 1. Un tema che da una decina di anni a questa parte è di grande attualità tra tutti gli addetti ai lavori e non solo, visto che dopo Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella il nostro paese non è riuscito a portare nel grande circus nessun’altra bandiera, ad eccezioni delle parentesi di Pantano, Bruni e Liuzzi senza però riuscire a convincere i team principal, forse a causa di una “valigia” troppo vuota e incapace di competere con quella dei paese emergenti, piuttosto che per le loro capacità tecnico-sportive.

    Nell’anno del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia il nostro tricolore rischia di essere rappresentato, salvo una clamorosa novità dell’ultimo minuto con l’annuncio di Tonio Liuzzi al volante della HRT, soltanto da un pilota: il 37enne Jarno Trulli

    Ad alzare la voce su questo tema scottante è lo stesso pilota abruzzese che si prepara a prendere parte alla sua seconda stagione al volante del team Lotus. Durante un’intervista al settimana Autosprint Jarno punta il dito contro la Federazione e sui programmi in grado di finanziare e guidare il cammino dei più meritevoli “Non credo che in Italia manchino i piloti, la carenza sta nei programmi in grado di finanziare e guidare il cammino dei più meritevoli. Io so chi ringraziare per la mia carriera e sono persone non legate alla Federazione. Purtroppo per noi piloti in Italia c’è la Ferrari. Gli italiani sono storicamente fuori dai loro programmi, non ne conosco i motivi ma è così, ed in più calamitano su di se l’attenzione della gente che si identifica in loro. E’ molto difficile che un italiano si appassioni ad un pilota del suo paese, come accade da altre parti. Però è anche vero che se la Ferrari non fa nulla è perché non ne ha bisogno, non ci sono altre strutture che si danno da fare per colmare questo vuoto e così… al momento mi ritrovo da solo,” dichiara Trulli

    I microfoni di Minardi.it hanno raggiunto Gian Carlo Minardi che proprio nel 1997 decise di puntare sulle qualità di un giovanissimo Jarno Trulli, senza andare a guardare la valigia e il budgets a disposizione. Oggigiorno il manager faentino è impegnato a fianco della Federazione mettendo a disposizione la sua esperienza con l’obbiettivo di mettere in campo tutte le sinergie di vitale importanza per avere formule propedeutiche e preparare i piloti del domani. “La Federazione in questi ultimi anni ha fatto molto per i suoi piloti e molto si sta facendo per supportare i ragazzi che dal kart si avvicineranno al mondo dell’automobilismo e che dalla Formula ACI CSAI Abarth e Formula 3 si apprestano a calcare gli scenari più importanti di tutto il mondo, con la speranza di avere a breve un nuovo pilota italiano in Formula 1,” analizza Gian Carlo Minardi

    “A partire da quest’anno, come ulteriore step, la CSAI ha inglobato al suo interno la F.I.K. (Federazione Italiana Karting) Questo rappresenta un ulteriore passo per valorizzare i nostri piloti e aiutarli nei passaggi e nelle scelte. Certamente non è facile per un italiano trovare le risorse necessarie per approdare in categorie come GP3 o GP2 o entrare in un team di F1 come terzo pilota. Questo però non è dovuto ad una mancanza della Federazione che non si deve sostituire ad una banca o ad uno sponsor e non è un ente di beneficienza. Il compito della Federazione è quello di trovare delle collaborazioni per portare avanti progetti ambizioni. Proprio in questo senso da diversi anni sta portando avanti un’alleanza con la Ferrari e la FDA. La collaborazione tra la Scuderia di Maranello e la Federazione in questo momento è ai massimi storici. ” commenta Minardi.

    Mi dispiace leggere pertanto certe critiche da parte di Jarno. Al di la delle sue qualità che nessuno può negargli, ha vissuto un periodo in cui l’Italia poteva esprimere un alto potenziale economico e contare su due realtà italiane in Formula 1, una delle quali privilegiava certamente i piloti più meritevoli nostrani

    Purtroppo oggi lo scenario è diverso. Da una parte abbiamo continenti e nazioni emergenti come India, Cina, Asia che sfruttano l’automobilismo e lo sport per promuover la propria economia e il proprio turismo e dall’altra abbiamo una sola scuderia impegnata nel Mondiale che, con il difficile compito di vincere, non può certo avvalersi di piloti debuttanti. Proprio per far fronte a questo, da un anno a questa parte, è nata la Ferrari Drivers Accademy, un progetto ambizioso e importante con il preciso scopo di far crescere e far debuttare nei prossimi anni un pilota nella massima serie automobilistica. La FDA è una novità assoluta,

    “Ogni generazione vive la sua realtà e Jarno è stato uno degli ultimi fortunati a vivere un certo tipo di esperienza con una griglia formata da diverse scuderie che, indipendentemente dalla Minardi, investivano sui giovani privilegiando il talento al budgets. Se proiettassimo lo scenario del 1996-1997 ad oggi, lo stesso Trulli sarebbe in difficoltà ad entrare in Formula 1. Sono cambiati i sistemi e non esistono più team che sono disposti ad investire sui giovani. Non si investe più sul pilota emergente. Di conseguenza senza budgets non si va da nessuna parte, neanche con le persone giuste” conclude il manager faentino.

  • F. Abarth – Alessandra Brena tra Varano e Misano

    Continua il percorso di avvicinamento alla prima gara di campionato per la giovanissima Alessandra Brena. Sugli scenari dei tracciati di Varano e Misano, la 15enne bergamasca ha portato a termina una tre giorni di intenso lavoro al fianco del team Euronova con il fine di migliorare il feeling con la monoposto, in vista del grande debutto del 22 maggio.

    Alessandra e il suo staff hanno concentrato i loro sforzi sullo studio delle traiettorie e della frenata come ci spiega la giovane pilota bergamasca “Sul tracciato di Varano ho proseguito il mio lavoro al volante della mia F. Abarth. Dopo aver lavorato sulla telemetria e sui diversi set-up siamo passati allo studio delle traiettorie e alla frenata, il mio tallone d’Achille. Soprattutto in frenata uso ancora uno stile da kartista,” analizza Alessandra.

    Conclusa la due giorni di Varano Alessandra si è trasferita a Misano dove ha potuto prendere un primo contatto con la pista della Riviera Adriatica. Purtroppo il programma è stato interrotto anticipatamente a causa di un fuori pista che ha costretto Alessandra ad uno stop forzato ai box “Ho battezzato la pista di Misano con il mio primo incidente” racconta una sorridente Alessandra “Era la mia prima volta su questa pista e purtroppo le cose non sono andate per il meglio. Dopo solo 26 giri sono uscita di pista danneggiando la macchina irreparabilmente. Al di la di questo il mio feeling con la monoposto sta migliorando sessione dopo sessione e questa è la cosa importante. Il via della stagione è vicino e per questo la prossima settimana saremo a Imola per proseguire il lavoro interrotto. Mi aspetta una stagione lunga e per questo voglio arrivare pronta. C’è ancora molto lavoro da fare ma sono soddisfatta per i miei progressi.” commenta la Brena.

  • Alessandra Brena prepara l’ingresso in Formula Abarth

    Dopo aver accumulato chilometri, vittorie e una grande esperienza al volante del suo kart nel campionato italiano EasyKart per la giovanissima Alessandra Brena, classe 1995, è arrivato il momento del grande passo verso il mondo delle monoposto.

    Per il suo debutto la tigre del kart ha scelto il campionato che nel suo primo anno di vita è riuscito a conquistarsi un grande rispetto tra tutti gli addetti ai lavori grazie non solo ad un griglia di partenza composta da oltre 30 monoposto, ma anche per l’importante livello di competizioni di team e giovanissimi piloti che ne hanno animato ogni singolo appuntamento: la Formula ACI CSAI Abarth.

    Presa la decisione di fare il grande salto verso le monoposto per Alessandra è iniziato un lungo inverno fatto di test per imparare tutti i segreti della Tatuus e di ore spese in palestra per raggiungere la migliore forma fisica, in vista del grande debutto del 22 maggio a Varano de’ Melegari.

    Alessandra, come stanno andando i test?
    Le prove stanno dando i loro frutti e mi trovo molto bene con il team che mi sta aiutando a progredire velocemente. E’ la mia prima esperienza al volante di una monoposto e quindi ci sono tantissime cose che devo imparare. Oggi (lunedì) e martedì sono a Varano, mentre giovedì e venerdì ci sposteremo a Misano. Abbiamo stilato un programma molto intenso di test in quanto non vogliamo lasciare nulla al caso

    Che lavoro stai portando avanti con il team Euronova?
    Insieme al team sto cercando di imparare tutti i segreti della vettura. Gli ingegneri, tramite la telemetria, mettono in evidenza gli errori facendo anche un paragone con quella del mio compagno di box che può contare su un’esperienza maggiore. Inoltre stiamo facendo prove con diversi set-up . In questo modo posso capire meglio come reagisce la vettura

    Quest’anno sarà la tua prima stagione in monoposto e in F. Abarth. Qual è il tuo obiettivo?
    Cercherò di dare sempre il massimo per ottenere il miglior risultato possibile. Per me sarà la prima esperienza con una monoposto dopo tanti anni di kart, ma nonostante questo non nascondo che mi piacerebbe conquistare in qualche gara il podio… e poi perché no anche una vittoria.

    Al primo contatto con la vettura, hai trovato qualche difficoltà?
    La maggiore difficoltà è arrivata dalla forma fisica, ma sto recuperando andando 4 volte alla settimana in palestra. Rispetto ad un kart una macchina richiede una preparazione più sofisticata e per questo sto lavorando duramente anche sotto questo aspetto. Poi ovviamente le differenze con un Kart sono tantissime: l’aerodinamica, che in un kart è praticamente inesistente, il tipo di regolazioni che si possono effettuare e la frenata. Con un kart devi pestare forte sul pedale mentre qui bisogna parzializzare e portare la vettura all’inserimento della curva.

    In questi test stai lavorando con il team Euronova. Ci sono contatti anche per fare tutta la stagione?
    Con il team di Vincenzo Sospiri mi trovo molto bene e spero di proseguire la collaborazione anche per tutta la stagione. Ad oggi però non c’è ancora nessun contratto anche se stiamo facendo tutte le dovute valutazioni

  • AMARCORD – Gian Carlo Minardi e Ayrton Senna

    A pochi giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche del film-documentario su Ayrton Senna abbiamo incontrato Gian Carlo Minardi che con il campionato brasiliano, scomparso il 1 Maggio del 1994 a soli 34 anni, ha sempre avuto un grande rapporto di amicizia e rispetto, come ci racconta lui stesso ai nostri microfoni

    “Ayrton è un pilota che, pur non avendo corso in Minardi, considero vicino al team. Ce stato sempre un grande rapporto reciproco di stima e fiducia. Lo contattai per la prima volta nel lontano 1981, sotto segnalazione del mio pilota Barilla che conosceva molto bene Senna, per farlo correre con noi in Formula 2. In occasione di alcune gare concomitanti tra F.2 e F. Ford decisi di tenerlo d’occhio e rimasi molto impressionato. Di conseguenza, ad Hockenheim , lo invitai a cena per fargli un’offerta molto importante per correre con noi in Formula 2. Purtroppo la dovette rifiutare in quanto mi fece vedere che la sua carriera era già stata disegnata, mostrandomi con grande tranquillità tutti gli step, compreso la conquista del Mondiale nel 1988. Ha saputo coronare tutti i programmi che aveva fatto. Proprio da quel suo rifiuto è nato tra noi due un rapporto estremamente bello. Ho avuto occasioni di passare ore con lui e credo che sia un personaggio unico nel mondo della F.1” ricorda Gian Carlo Minardi

    “Come ho raccontato anche nel mio libro ad Ayrton piaceva molto la pasta e veniva di nascosto a mangiare da noi, perché questo non piaceva certamente a Ron Dennis, con il quale ha avuto sempre un rapporto di amore-odio. Credo che durante questi pranzi fugaci, Ayrton si rilassasse veramente. L’aria italiana e romagnola gli faceva bene. Come ho detto ho passato dei momenti molto belli, vivendo le sue disavventure nel 1993 quando era in contrasto con Dennis. Abbiamo fatte lunghissime telefonate che non dimenticherò mai, perché lui era il Campione del Mondo e io il titolare di una piccola scuderia. racconta Minardi.

    Ayrton Senna era innanzitutto uno sportivo ed innamorato per questo lavoro. Correva per vincere e stabilire dei record. In uno dei tanti colloqui, che ricordo con grande tristezza, mi disse di voler vincere 5 titoli prima di fare un anno con il Minardi Team e dimostrare al mondo che era il più forte. Ho passato l’inverno del 1993 al telefono con lui perché voleva prendersi un anno sabatico. Glielo sconsiglia caldamente e anche in quell’occasione mi disse che allora sarebbe venuto a correre con me. Si può solo immaginare cosa volesse dire poter avere in squadra Ayrton Senna. Al di la che non sarebbe stata un’operazione semplice dal punto di vista economico, sarebbe successo un cataclisma. Gli consiglia di rimanere in McLaren modificando magari il rapporto, correndo a gettone, cosa che poi lui fece. In quell’anno il suo team disponeva di un motore clienti della Cosworth e, nonostante quello, riuscì a lottare ad alti vertici. Credo che Ayrton sia unico e sono curioso di vedere il lungometraggio. Quando vedo dei filmati che lo riguardano mi emoziono ancora oggi”

    In attesa del film sul campione brasiliano sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera i team di F1 riaccenderanno i propulsori per la seconda sessione di test collettivi, dopo i primi tre giorni al Ricardo Tormo “A Valencia abbiamo avuto un primissimo assaggio del 2011 e forse questa settimana potremmo avere indicazioni maggiori. In questo momento tutti i team hanno paura ad esternare le carte. Si sta lavorando molto sull’affidabilità, ma nessuno ha sparato ancora tutte le cartucce. La prima settimana è stata all’insegna della scoperta delle gomme, dove si percepisce che ci sono dei problemi. Per chi ha lavorato con la Pirelli non è certo una sorpresa. E’ chiaro con in regime di monogomma diventa importante la ripetibilità della gomma e l’adattamento del team a gestire al meglio il pneumatico. Dalle indicazioni che ho la Red Bull sempre lavorare molto bene in questo sensoconclude Minardi

    Man mano che ci avvicineremo al primo gran premio potremmo avere delle indicazioni sempre più precise sul vero valore delle monoposto. Se poi il bel tempo si vede dalla mattina la Renault riapre un po’ i giochi, anche se è purtroppo è stata toccata dall’incidente di Robert Kubica. Già in altre occasioni il polacco è venuto fuori da situazioni non facili anche se ad oggi è troppo presto cantare inni di vittoria o di pessimismo. Stiamo parlando di un pilota estremamente forte sia fisicamente che mentalmente. Leggo ascolto e mi informo soprattutto su quello che dicono i medici, anche se loro stessi sono esterrefatti sulla velocità con sui sta recuperando”

  • AMARCORD – Gian Carlo Minardi e la Pirelli

    Sul tracciato del Ricardo Tormo i team di F1 hanno riacceso i propulsori per dare vita ai primi tre giorni di test collettivi. Tanti le novità da provare e verificare: una su tutte le gomme Pirelli, al loro primo giorno d’esame dopo un lungo inverno trascorso a studiare, macinare chilometri e a raccogliere dati. Per la prima volta le scuderie hanno potuto lavorare e testare le nuove mescole.

    Quando si porta al battesimo un nuovo pneumatico i dati e le informazioni da raccogliere sono tantissimi. Si deve andare alla ricerca della migliore combinazione tra pneumatico e sospensione per l’imitare l’usura cosi come ci racconta Gian Carlo Minardi. Proprio l’ex costruttore faentino, nella sua lunga carriera nel mondo del motor sport con il suo Minardi team, ha lavorato al fianco della Pirelli per lo sviluppo delle nuove mescole. Il primo contatto nel Campionato Italia di Formula 3 (1974). La collaborazione continua anche in F2, fino all’arrivo del gruppo italiano in F1, dove ancora una volta si appoggia all’esperienza di Minardi.

    “Nel 1974, quando correvo in Formula 3, credo di essere stato il primo a portare in pista le gomme slight Pirelli, anche se in quel momento non venivano ancora usati nei vari campionati. Mi ricordo ancora lo storico ingegnere Mezzanotte con il suo vice Turchetti. Era stata un’impresa non facile in quanto avevamo riscontrato parecchi problemi di gioventù. Negli anni successivi la collaborazione continuò anche in Formula 2 dove ci togliemmo grandi soddisfazioni, come la vittoria sul tracciato di Misano e la pole position di Michele Alboreto sul circuito di Pau.” Ricorda Gian Carlo Minardi

    “In vista del debutto in Formula 1, ancora una volta la Pirelli decise di appoggiarsi al Minardi Team per portare avanti un programmi di sviluppo delle sue gomme, grazie anche al nulla osta concesso dalla Good Year. E’ stata un’esperienza molto bella. Partecipare al battesimo di una nuova gomma è estremamente importante e team e piloti hanno sicuramente dei grossi benefici. All’Estoril, durante una sola giornata di prova, Martini testò la bellezza di 30 set da qualifica segnando anche il record della pista, 1:13.100. Proprio grazie a questi tour de force la Pirelli raggiunse ottimi risultati in qualifica. Nel 1990 anche noi riuscimmo a conquistare la pole position del g.p di Phoenix con Martini. conclude Gian Carlo Minardi

    In quegli anni il problema poteva arrivare sulla durata della gara e sulla possibilità di ottenere i medesimi risultati in altre gare. Per questo motivo la Pirelli ebbe difficoltà a coinvolgere nel loro progetto altre scuderie. Bisogna ricordare che non vigeva la monogomma, ma ci si doveva confrontare con dei veri e propri colossi che hanno fatto la storia delle corse.

    Oggi invece ci troviamo in regime di monogomma e questo semplifica in parte il gioco. Da un lato abbiamo la Pirelli che deve fornire un prodotto uguale per tutti e dall’altra i team che devono cercare di adattare le caratteristiche delle sospensioni e dell’aerodinamica a questo tipo di pneumatico. In questi giorni le scuderie hanno affrontato i primi tre giorni di lavoro e sarà interessante seguire questo sviluppo. Chi per primo riuscirà ad interpretarle nel miglior dei modi avrà un vantaggio. Da quello che si può leggere alcune scuderie accusano una minor usura. Questo potrà segnare un primo sviluppo per i team, alla ricerca della migliore combinazione pneumatico-sospensione.”

  • F1 – Gian Carlo Minardi “Il simulatore come la galleria del vento. Indispensabile”

    Sono giorni intensi per i team di Formula 1. Dopo un lungo inverno trascorso tra le fabbriche, gallerie del vento e nei simulatori è giunto il momento di affinare le armi in vista del primo appuntamento stagionale, in programma il week end dell’ 11-13 aprila sul tracciato di Abu Dhabi.

    Il circuito valenciano Ricardo Tormo è il salone d’onore per il battesimo delle nuove monoposto, nel primo dei quattro turni di test collettivi organizzati dalle scuderie. Quando si tratta di Formula 1 non può naturalmente mancare la voce che per oltre 20 anni ha tenuto alto l’onore e la bandiare italiana. Per questo i nostri microfoni hanno raggiunto nella sua abitazione a Faenza Gian Carlo Minardi

    “Da quello che si può vedere e leggere via internet, che è diventato il mezzo più utilizzato per fare informazione, abbiamo macchine che più o meno si somigliano tutte e che partono da un progetto 2010, nonostante siano state introdotte particolari novità regolamentari. “ analizza Gian Carlo Minardi

    “In questi primi tre giorni di test sul tracciato di Valencia i team cercheranno di mettere a punto quelle che sono le novità, uno su tutti l’ala mobile e il KERS. In questi primi test nessuno vorrà svelare esattamente i propri assi nella manica, per non dare vantaggi agli avversari prima del debutto ufficiale in gara ad Abu Dhabi. Si farà un lavoro basato sull’affidabilità. E’ sicuramente difficile, se non impossibile, esprimere dei primi giudizi. Sarà un mese molto intenso e man mano che ci avvicineremo all’ora X le scuderie alterneranno le varie novità, prima della prova finale. conclude l’ex costruttore faentino.

    Arriviamo da un inverno molto inteso durante il quale sta cambiando il modo di sviluppare le vetture. Non potendo provare, e ancora una volta sottolineo il mio disappunto verso questa politica in quanto non esiste nessuno sport al mondo dove non si fa preparazione o allenamento, sta prendendo sempre più importanza l’uso del simulatore, strumento che arriva dal mondo dell’aeronautica . Oggi vengono rilasciati dei brevetti dove l’80% dell’attività pratica viene svolta attraverso questo strumento. L’automobilismo piano piano si sta avvicinando. Chi sarà più bravo a riprodurre al simulatore la realtà avrà certamente un vantaggio non indifferente. Non dimentichiamoci che tra le novità di quest’anno c’è anche l’avvento delle gomme Pirelli.

    L’avvento del simulatore si può paragonare all’arrivo della galleria del vento. Io ho vissuto in prima persona quel momento, in quanto faccio parte di una generazione che ha dovuto capire un po’ alla volta cosa fosse la galleria del vento. Da allora ad oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e la galleria del vento è determinante per lo studio delle nuove vetture. Entro pochi anni quindi avremo simulatori che saranno in grado di replicare con esattezza la realtà”

  • L’INTERVISTA – Davide Rigon

    Dopo aver chiuso il 2010 con un nuovo titolo, Davide Rigon è concentrato nella preparazione della nuova sfida che potrebbe vederlo ai nastri di partenza della Gp2 Seris. I nostri microfoni hanno raggiunto il pilota vicentino, attualmente impegnato al Driver Program Center di Forlì, seguito dal Dr. Emiliano Maraldi e dalla Dr.ssa Caterina Mazzoni.

    Ti sei lasciato alle spalle un altro anno con un nuovo titolo in bacheca, il secondo nella Superlegue Formula. Quali sono le aspettative per il 2011?
    Quest’anno spero di poter correre in una categoria che mi possa dare maggiore visibilità perche come livello la Superleague Formula non è certo inferiore a nessun altro campionato. E’ stato un 2010 molto difficile corso ai massimi livelli. Il mio sogno ovviamente è poter correre in GP2, visto che ormai vedo praticamente impossibile l’arrivo in F1 dove quasi tutti i sedili sono stati assegnati.

    Oltre alla GP2 non nascondi il tuo interesse verso i prototipi.Sto guardando anche ai prototipi LMP1 e LMP2 anche se ad oggi non ci sono grandi novità. La Le Mans è un campionato tirato e molto bello e tutti i piloti che hanno avuto la possibilità di provarlo, non vogliono più abbandonarlo.

    Nel 2008, l’anno in cui hai vinto il tuo primo campionato in Superleague Formula, avevi firmato anche il tuo debutto nel Mondiale FIA GT al volante di una Ferrari, conquistando la vittoria nella 24H di Spa.E’ stata una stagione in cui ho fatto una grande esperienza, lavorando anche sullo sviluppo delle gomme Pirelli. L’esperienza mi è stata anche molto utile in SF. A dir la verità preferisco nettamente guidare le monoposto anche se sono pronto ad un passaggio con altre vetture, soprattutto se si tratta di Le Mans o della 24H di Spa. Sono gare che mi attirano molto. Mi piace quando bisogna portare al limite una vettura in ogni singolo passaggio. Ad esempio nella 24H di Spa abbiamo sempre guidato al limite. Ogni giro era come un giro di qualifica.

    Tornando all’anno scorso con la vittoria della SF è arrivata la chiamata da parte del team Rapax per prender parte ad una giornata di test.Valuto quell’esperienza in modo positivo anche se sono stato un po’ sfortunato per via del problema al propulsore durante la sessione del mattina e al ripartitore di frenata durante il turno pomeridiano. Questo ci ha rallentato ed è stato un peccato non poter mettere in luce il lavoro del team. Pensando poi che mi sono confrontato con piloti che avevano alle spalle un’intera stagione con questa vettura, o che arrivavano da almeno due-tre giorni di test su quella pista, sono soddisfatto del risultato finale. Mi sono ri-ambientato in fretta alla Gp2 . Ho trovato una macchina più lente dalla SF per quanto riguarda il motore mentre più performante come grip e frenata. Anche dal punto di vista fisico non ho fatto nessuna fatica a guidarla.

    Per il tuo ritorno in GP2 con chi stai parlando?
    Principalmente ho parlato con Rapax mentre i miei manager sono stati contattati anche da altre scuderie.

    A questo punto della stagione a che punto sei con il budgets?
    Per poter disputare la GP2 Main Series mi manca ancora un 30%, mentre la percentuale sale se pensiamo anche la GP2 Asia. Io sono comunque pronto per una qualsiasi chiamata dell’ultimo minuto anche perché l’11 febbraio sul tracciato di Abu Dhabi ci sarà il primo appuntamento. Quando non si hanno a disposizioni grandi sponsorizzazioni bisogna sempre farsi trovare pronti per poter sfruttare nel migliore dei modi ogni minima occasione. Ormai la GP2 è diventata una tappa obbligatoria per arrivare in F1, anche se bisogna ricordare che Vettel e tanti altri non hanno mai fatto questo campionato

    A proposito di Vettel e Kubica, nei giorni scorsi Gian Carlo Minardi ha parlato dell’importanza di riaprire le prove libere del venerdì ai rookie.Non capisco come faccia un pilota ad arrivare pronto per un campionato così competitivo qual è la F1 senza poter effettuare delle prove. Ce la necessita di avere delle sessioni per i rookie che si vogliono affacciare alla F1. Far girare dei giovani sarebbe anche un modo per mettere sotto pressione i piloti ufficiali e per aiutare il team a raccogliere dati utili per il proseguo del week end. Si partirebbe tutti alla pari e la scuderia dovrà scegliere il miglior pilota da far girare. Gli ultimi piloti forti che si sono affacciati alla F1 sono emersi grazie alle prove del venerdì o ai test, quando questi erano ancora liberi. Negli ultimi anni invece sono arrivati piloti con la valigia, ma che non sono riusciti a confermarsi l’anno successivo. Questo penalizza anche il livello della griglia di partenza.

  • Gian Carlo Minardi “Bisogna tornare alle prove del venerdì per i rookie”

    Per cercare di chiarire meglio questa situazione abbiamo deciso di raggiungere in questo inizio di anno Gian Carlo Minardi che durante la sua lunga militanza nel mondo delle corse e nel Mondiale, a capo del suo Minardi Team, ha puntato sempre fortemente sui giovani. Il manager faentino ha le idee molto chiare sull’argomento e i due punti cardini su cui bisogna intervenire sono due: tornare alle prove libere del venerdi dedicate ai rookie e modificare le leggi cercando di agevolare le aziende che scelgono di investire nel mondo dello sport.

    Finche ci saranno team che puntano solamente sui piloti con la valigia, è chiaro che i nostri ragazzi partiranno sempre svantaggiati.  Bisognerebbe tornare alle prove del venerdì obbligando ogni team a girare per almeno in una delle due sessioni con un rookye. Non dimentichiamoci  che proprio da queste sessioni sono venuti alla ribalta il neo campione del mondo Sebastian Vettel (al volante della BMW) e il polacco Robert Kubica.  E’ chiaro che ai rookie sarà richiesta una sponsorizzazione, ma si parlerebbe di cifre abbordabili, contro i 10-15 milioni che oggi sono richiesti per potersi assicurare un sedile. In questi ultimi anni sono mancati quei team che, come la Minardi, puntava prettamente sui giovani. Ormai tutti privilegiano solamente l’entrata economica a quello che può essere il risultato in pista.

    E’ inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito: in questo momento l’unica strada che può riabilitare e rimettere in moto i giovani piloti, e in particolar modo quelli nostrani, è quella delle prove del venerdì mattina. Tutte le scuderie sarebbero messe sullo stesso piano per quell’ora e mezza. Così facendo i team sarebbero obbligati a fare delle selezioni perché il pilota in questione dovrà essere in grado di dare delle indicazioni positive sullo sviluppo della monoposto. Continuo ad insistere su questa strada. Già nel 1996 chiedevo che alcune parti delle macchine fossero standard, come motori, cambi e gomme. Solo nel 2007-2008 ci siamo arrivati. Forse tra 10-12 anni ci si ricorderà che la F1 non è fatta solo dalle grandi case automobilistiche. Oggi siamo alla fine di un ciclo di alcuni piloti che a breve dovranno andare forzatamente in pensione. Chi prenderà il loro posto? Senza giornate di test è impossibile trovare i sostituti di Barrichello, Schumacher, Webber e Trulli.

    Qualsiasi pilota che arriva in F1 non ha l’esperienza necessaria. Ci si affaccia al mondiale dopo solo tre sessioni di test: lo abbiamo visto proprio lo scorso anno in casa Williams dove il 90% dei punti sono stati portati da Rubens Barrichello e ora abbiamo un Nico Hulkemberg che è costretto a stare a guardare o a fare da terzo pilota. Non credo che sia bello e corretto, anche se capisco la scelta della scuderia che, classifica alla mano, ha conquistato i punti grazie all’esperienza del brasiliano. A questo punto il secondo sedile deve essere occupato da un pilota che porta in dote una grande quantità di denaro (vedi Maldonado) che si paga il noviziato e l’esperienza.  Tornando invece alle prove del venerdì si preparerebbero piloti che a fine stagione conoscono piste, macchina e team. Non sto inventando nulla di nuovo.” Commenta Gian Carlo Minardi.

    Il secondo aspetto analizzato da Minardi è sul fronte finanziario dove il governo dovrebbe trovare delle leggi per agevolare le imprese che decidono di investire nel mondo dello sport “Per concludere c’è anche da sottolineare un altro discorso, anche se è molto più complicato. Il governo dovrebbe fare delle leggi che salvaguardino le aziende che investono nello sport, come succede negli altri paesi. L’esempio ce lo abbiamo sotto gli occhi tutti. Oggi arrivano in F1 piloti che hanno delle agevolazioni dal loro stato perché rappresentano il paese facendosi promotori, oppure perché sono appoggiati da grandi imprese che a loro volta possono godere di un’agevolazione.

    Non dimentichiamoci che senza le sponsorizzazioni il mondo dell’automobilismo, e delle sport in generale, non andrebbe  avanti. In questo modo si salvaguarderebbe un numero elevatissimo di posti di lavoro. Non voglio azzardare a delle cifre ma a mio avviso siamo oltre i 200.00 addetti che ruotano intorno al mondo del motor sport. Le corse non sono solo il divertimento domenicale dei “figli di papà” ma dietro c’è tutto un mondo  di officine, piccoli  e grandi imprenditori, artigiani. Le 2 e 4 ruote rappresentano un volano molto importante per l’economia: durante solamente un week end di un campionato italiano vengono smosse tra le 2000 e 2500 persone che durante il fine settimana portano denaro nelle varie città (alberghi, negozi, ristoranti …).” Conclude Gian Carlo Minardi

  • A Davide Rigon il Casco D’oro AutoSprint 2010

    Finale di stagione da fuochi d’artificio per Davide Rigon. Dopo aver conquistato il trono della Superleague Formula bissando il successo del 2008, il campione veneto si è aggiudicato anche il casco d’Oro Autosprint completando un 2010 al top.

    Un nuovo riconoscimento per un grande campione che in questi anni ha fatto razzia di vittorie e titoli, imponendosi con prepotenza nel mondo dell’automobilismo internazionale conquistando la stima e l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori sul campo, grazie ad un talento straordinario.

    “Sono veramente onorato per questo ambito premio. Dopo il titolo in Superleague Formula, un campionato che anche quest’anno ha dimostrato grande competizione e un parco piloti di altissimo livello, è arrivo anche questo prestigioso riconoscimento. Voglio ringraziare AutoSprint e tutti gli addetti ai lavori che mi seguono sempre con grande passione. Ora siamo già proiettati verso il 2011, alla ricerca del budgets necessario. Purtroppo ogni hanno devo lottare sempre contro questo avversario ostico. Per fortuna però sono sempre riuscito ad avere la meglio” commenta sorridendo Davide Rigon

    Dopo la vittoria della Superleague Formula Rigon ha ricevuto la chiamata dal team Rapax per prendere parte sulla pista di Adu Dhabi ai test collettivi della GP2, dove ancora una volta è riuscito a mettersi in evidenza “E’ stata un’esperienza più che positiva e ho trovato un team molto professionale. Abbiamo svolto un grande lavoro anche se siamo stati rallentati da alcuni inconvenienti tecnici sia al mattino che al pomeriggio che hanno rallentato il nostro programma. Nonostante questo ho portato a termine molti chilometri su un tracciato che non conoscevo segnando un buon riscontro cronometrico. Per la prossima stagione la GP2 è uno delle possibilità. Tutto dipenderà dal budgets” conclude Davide

    Quando si parla di giovani promesse del motor sport il microfono non può non passare per Faenza bussando alla porta del manager faentino Gian Carlo Minardi “E’ il giusto premio per questo ragazzo che continua a fare enormi sacrifici cercando di realizzare il suo sogno. Il mio plauso va ad Autosprint che lo ha sempre sostenuto. Oggi ci sono quattro-cinque piloti che meriterebbero di più di quello che stanno ricevendo dall’automobilismo, ma come ho già sottolineato in altre occasione in Italia è molto difficile trovare le risorse. Purtroppo poi la Ferrari, per esigenze, punta solamente su campioni già formati. Per questo cercherei di obbligare i team a girare il venerdì con un giovane. Durante le sessioni libere i team percorrono pochi chilometri, tranne nel caso in cui debbano provare nuove soluzioni, e dare la possibilità ad un rookie di mettersi in mostra animerebbe anche il turno con le prime battaglie. Preparare dei giovani alla F1 non è cosa facile e per questo motivo certi vecchietti continuano a resistere.” Conclude Minardi

  • L’OCCHIO di Gian Carlo Minardi sul panorama italiano

    Mortara, Rigon, Valsecchi. Sono solo alcuni dei piloti italiani che in questa stagione hanno fatto suonare con orgoglio e onore l’Inno di Mameli nei più importanti autodromi internazionali. Ma andiamo in ordine cronologico. Neanche sette giorni fa Edoardo Mortara è entrato nella storia dell’automobilismo mettendo il suo secondo sigillo nel Gran Premio di Macao, dopo il successo nello scorsa edizione e la vittoria del titolo in F3 Euro Series.

    Ultimo appuntamento stagionale della GP2 Seris sul circuito di Abu Dhabi nell’insegna invece di Davide Valsecchi che ha firmato il gradino più alto del podio di gara-2, prima di mettersi in gran luce al volante della F1 del team HRT nella sessione dedicata ai giovani.

    E infine Davide Rigon. Il ventiquattrenne veneto, dopo il successo del 2008 è riuscito a bissare il successo in Superleague Formula portando sul tetto d’Europa il club belga dell’Anderlecht, alla fine di una stagione all’insegna del recupero e della solidità.

    In questo finale di stagione i nostri microfoni hanno deciso di raggiungere Gian Carlo Minardi per stilare il quadro generale sul 2010 dei nostri portacolori. Tanti gli argomenti trattati dall’ex costruttore faentino che oltre a fare il punto sul panorama italiano sottolinea l’importanza di dare più spazio ai piloti durante le prove libere del venerdì mattina. “Lo scorso fine settimana Edoardo Mortara ha fatto un qualcosa che difficilmente potrà essere ripetuto. E’ un pilota che è sempre andato molto forte e sinceramente non ho capito bene cosa possa essere successo quando è uscito dala GP2. Nonostante fosse alla sua prima stagione era riuscito a far parlare di se. Con grande umiltà ha fatto un passo indietro andando a vincere la F3 Euro Series. Quello che è sicuramente più importante è la vittoria nel GP di Macao, che richiama tutto il fior fiore dell’automobilismo “minore”. Bisogna fargli un plauso e meriterebbe di essere certamente supportato. Mi auguro che il gruppo Volkswagen gli possa aprire delle possibilità, facendolo crescere come pilota avvicinandolo al professionismo. E’ sicuramente tra i giovani più promettenti che l’automobilismo italiano sta facendo crescere, insieme a Rigon e Valsecchi,” analizza Gian Carlo Minardi

    “In questa stagione Rigon è riuscito a vincere per la seconda volta un campionato che si è dimostrato essere molto competitivo e il titolo è il giusto premio per il lavoro che ha saputo fare in questa lunga stagione. Davide è sempre stato un primo attore e direi che merita una chance di prestigio. Ora deve cercare di consacrarsi. Nel mondo dell’automobilismo purtroppo non conta solo il talento e la fortuna, ma anche il fattore economico. continua Minardi

    Valsecchi ha mostrato di essere già maturo per la F1. Al di la delle condizioni della pista ha dimostrato, arrivando da una stagione in GP2 e salendo per la prima volta su una monoposto da Formula 1, di essere veramente pronto per il grande salto. Purtroppo i posti sono pochissimi e non è facile mettere insieme dei budgets così importanti. Per questi tre alfieri, che meriterebbero tutti un posto dignitoso nella massima serie, non sarà facile raggiungere questo traguardo.

    Le polemiche che ho letto in questi giorni su qualche sito sono inutili, chiamando in causa la Federazione che non farebbe nulla per i piloti. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto un grande lavoro. La Federazione ha l’obbligo di appoggiare e inventare dei campionati validi per la formazione dei giovani, ma non può permettersi l’onere di sovvenzionare la stagione di un pilota. Si sta lavorando duramente anche con l’FDA e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dopo un vuoto di parecchi anni abbiamo la fortuna di avere dei ragazzi validi che come Federazione vogliamo aiutare almeno a livello di consigli, indirizzandoli su quello che potrà essere il loro cammino. I giovani che sono passati dalla Formula Aci CSAI Abarth alla F.3 hanno fatto molto bene. Questo significa che si tratta di un campionato promettente e propedeutico. Anche Calderelli, proveniente dalla F3 Italia, sta facendo molto bene nelle prove in GP2 e a breve proverà la Ferrari F1 dove potrà mostrare il suo talento. In F.3 è il pilota che ha marcato più vittorie in gara-1. Inoltre su circuiti impegnativi si è distinto. Ci sono tantissimi piloti che stanno crescendo e per questo sarebbe molto bene che qualcuno li potesse testare. Sono ansioso di vedere in azione trio Ramos-Richelmi-Caldarelli con la Ferrari a Vallelunga. C’è molta carne al fuoco. Vediamo di cuocerla bene senza farla bruciare”

    “Per spezzare una lancia in favore di tutti questi giovani che stanno crescendo mi auguro che i team di F1 decidano di rivedere la gestione delle prove del venerdì mattina. Da diversi anni continuo a sottolineare l’importante di ritornare alle prove libere del venerdì mattina dedicate ai giovani. Proprio da li sono venuti alla ribalta nomi come il campione del mondo Sebastian Vettel e Robert Kubica. A mio modesto parere, ad oggi, questa è l’unica strada che potrà aprire la strada verso il circus ad alcuni piloti. Questa strategia andrebbe a favore non soltanto dei piloti, ma anche alla F1 stessa. Ormai ci sono 3-4 piloti che all’anagrafe contano tante candeline. Poter contare su un vivaio e su dei campioni giovani come Vettel, Rosberg, Hamilton, Alonso ha un vantaggio non indifferente in termini di immagine, prestazione e audience. conclude Gian Carlo Minardi

    Da quello che possiamo leggere sui giornali e ascoltare dai TG sull’economia e sulla crisi finanziaria ci aspetterà un 2011 pieno di incognite. Siccome l’automobilismo è un mondo che vive prettamente sull’economia e sugli investimenti questa situazione non ci aiuta. E’ anche vero che nonostante tutto l’Italia è riuscita ad onorare i campionati dove siamo stati presenti come concorrenti e organizzatori. Questo mi fa sicuramente ben sperare”

  • Davide Rigon ad Abu Dhabi con il team Rapax

     

    Il 2010 di Davide Rigon non è ancora concluso. Dopo la spettacolare vittoria del titolo in Superleague Formula con i colori bianco-viola dell’Anderlecht il campione è pronto a preparare il suo ritorno in GP2, prendendo parte ai test collettivi sul tracciato di Abu Dhabi.

    Il golden boy veneto scenderà in pista per la prima volta sul tracciato di Yas Marina con i colori del team Rapax formando un duo-stellare, tutto italiano. Il bi-campione della Superleague Formula con il team campione in carica della GP2 Series.

    “Sono veramente contento di aver raggiunto questo accordo con il team Rapax. Voglio chiudere al meglio questo fantastico 2010 che ha saputo regalarmi un nuovo titolo. Metterò a disposizione del team la mia esperienza per aiutarli a sviluppare la monoposto in vista del 2010. Dovrò imparare in poco tempo il tracciato, ma non sarà certamente un problema. Sono sicuro che insieme potremmo fare un buon lavoro. Questo test potrebbero rappresentare la base di partenza per un progetto più importante in vista della prossima stagione” commenta Davide Rigon

    Rigon sarà in azione con il team Rapax nella giornata di sabato, per l’ultima uscita della Dallara GP2/08 gommata Bridgestone, prima di dare il benvenuto alla nuovissima GP2/11 vestita Pirelli che animerà le prossime tre edizioni del campionato.

  • Gabriele Lancieri si impone nella 6 Ore di Vallelunga

    Sul tracciato romano Piero Taruffi Gabriele Lancieri conclude nel migliore dei modi la sua stagione, con la conquista del gradino più alto del podio nella XX edizione della 6 ore di Vallelunga.

    Al volante di una BMW M3 del team austriaco Duller Motorsport Gabriele Lancieri, in coppia con Belicchi e Cremonesi graffia il successo nella Silver Cup, a conclusione di una strepitosa rimonta iniziata da Belicchi, in seguito ad un contatto che ha fatto perdere al team quasi 10 min ai box per riparare lo sterzo, e portata a termine dal romagnolo con il primo posto assoluto di categoria e il nono assoluto.

    “E’ stata una gara fantastica! Abbiamo fatto tutti un ottimo lavoro e mi dispiace che Cremonesi sia stato coinvolto in un piccolo contatto “cercato” dai nostri diretti avversari, che fino a quel momento si era comportato molto bene in condizioni tutt’altro che facili con l’asfalto umido. Questo non ci ha fatto perdere d’animo e dopo un lavoro perfetto dei meccanici e tecnici del team Dulller sia io che Andrea Belicchi abbiamo mantenuto in gara un ritmo quasi da qualifica e siamo stati sempre molto rapidi nei sorpassi. Sono molto contento di questa vittoria proprio a fine di una stagione di diversi podi ma senza mai salire sul gradino più alto” commenta Lancieri

    Una 6 ore da incorniciare per Lancieri e i suoi compagni, che con la vittoria scrivono il proprio nome nell’albo d’oro di questa storica endurance che nell’ edizione 2010 ha visto al via ben 54 vetture. Un nuovo sigillo per un pilota targato Giovanni Minardi, dopo la vittoria di Davide Rigon nella Superleague Formula.

  • Davide Rigon, una carriera verso l’impossibile?

    Davide Rigon e il gradino più alto del podio, un binomio insolvibile. Cambiano i campionati, i team e gli avversari, ma non il risultato finale. Il titolo conquistato sul tracciato spagnolo di Navarra nel campionato Superleague Formula è solo l’ultimo dei tanti sigilli messi a segno dal talento veneto la cui bacheca personale vanta successi in tutti i campionati che ha preso parte, consolidando la sua figura nel mondo del motor sport internazionale. Dopo la vittoria nel campionato italiano di F. Azzurra nel 2005 e il titolo di vice campione l’anno successivo nelle fila della F.3 Italia, per Rigon arriva infatti il doppio successo nel 2007 con il titolo italiano ed europeo di F.3000.

    Il 2008 è l’anno della consacrazione con la vittoria al debutto nella 24H di Spa-Francorchamps al volante di una Ferrari F430 nel Mondiale FIA GT e il titolo nel neonato campionato Superleague Formula con i colori del club di Pechino. L’approdo nel 2009 in GP2 nelle fila del team milanese Trident non è dei più facili, nonostante il podio sul tracciato Malese in GP2 Asia, il quinto posto sul tracciato di Spa e diversi altri importanti piazzamenti come in occasione del GP di Montecarlo. Per il 2010 Rigon e il suo management decidono quindi di tornare sui loro passi. La scelta si dimostra ancora una volta azzecca e con i colori bianco-viola del club belga dell’Anderlecht il ventiquattrenne conquista il suo secondo titolo nella SF dimostrandosi determinato e sicuro di se, guidando il team Azerti fino al loro primo successo nella categoria “La stagione in GP2 non è stata certamente positiva, ma ci sono dei motivi. Con il team Trident molto probabilmente non ci siamo fidati l’uno dell’altro e non sono riuscito a fare lo stesso lavoro che quest’anno ho svolto con il team Azerti, dove ho sentito intorno a me tutta la fiducia. Anche senza vincere il titolo si poteva fare certamente meglio di così. In aggiunta i problemi di budgets non mi avevano aiutato. Per tutta la stagione arrivavo il mercoledì sul tracciato senza avere la certezza di poter poi salire in macchina. In queste situazioni diventa impossibile fare dei programmi e sviluppare la macchina. E’ stata una stagione lunga e sofferta. Non mi era mai capito di stare così a lungo lontano dal podio” ricorda Davide Rigon.

    Il 2010 non è stato certamente una passeggiata e bissare il successo nello stesso campionato non è certo cosa semplice. Dopo un inizio non facile sul tracciato inglese di Silverstone Davide ha preso per mano il team – giovane e alla sua prima apparizione nel campionato – indicandogli la strada giusta da seguire, lavorando e sviluppando gara dopo gara la potente monoposto da 750 cv. “E’ stata una stagione combattuta fino al photo-finish. Sinceramente dopo Silverstone non credevo più nel titolo. Con la squadra abbiamo deciso di provarci lo stesso e siamo riusciti a creare un ottimo gruppo di lavoro. Mi hanno dato molta fiducia e sono contento di averli ripagati con questo successo,” commenta Davide “Vincere per ben due volte lo stesso campionato non è mai facile, in particolar modo qui dove ci sono tantissimi campioni anche se la gente crede che vincere la SF sia molto facile. Purtroppo è anche l’idea di molti addetti al lavori che operano in altri contesti. Credo che vincere un titolo non sia mai facile soprattutto quando lo fai con un team che non è al top” racconta il vicentino. “La SF ha dei ritmi serrati. Devi dare sempre il 100% senza permetterti la minima sbavatura. Ogni errore viene pagato pesantemente. Secondo me questo è un grande pregio del campionato perché insegna ai suoi piloti a mantenere la calma e i nervi saldi, costringendoli a prendere decisioni importanti in pochissimo tempo. Anche in questo si avvicina ai ritmi da F1”

    Appena archiviato il titolo i pensieri di Rigon sono già proiettati al 2011, anche se ad oggi non ci sono ancora delle conferme. Il primo pensiero è rivolto al grande circus della Formula 1 senza però disdegnare un impegno in GP2 o in Superlegue Formula “Ora mi voglio godere questo successo con la speranza che possa arrivare una chiamata dalla Formula 1. Dopo i successi del 2005-2007-2008, senza dimenticare il secondo posto in F.3 Italia, anche in questa stagione ho dimostrato di essere pronto sotto tutti gli aspetti. In questi mesi sto lavorando duro per cercare di raggiungere questo grandissimo obiettivo, anche se certamente non sarà facile. Se la F1 non mi volesse allora mi concentrerò su altro. Mi piacerebbe continuare in Superleague Formula. Per il 2011 il progetto è quello di crescere ulteriormente con tappe in Cina, Australia e Brasile. In alternativa mi piacerebbe correre, e vince, la 24 Ore di Le Mans con un prototipo LP1. Un mio ritorno in GP2? Solo se ci fosse la possibilità di correre nelle fila di un top team per puntare diritto al successo finale.”

    Dello stesso parere anche le persone che hanno osservato da molto vicino il ventiquattrenne in questi anni, come Gian Carlo Minardi che nel 2005 lo fece esordire al volante di una sua monoposto, l’ing. Gabriele Tredozi e il suo manager Giovanni Minardi e che in tutti questi anni ha saputo seguirlo e indicargli la strada giusta grazie alla sua esperienza pluriennale nel mondo delle competizioni sportive, e ad un passato tra F1, F.3000 e Superleague Formula “Conosco Davide ormai da moltissimi anni. Sono orgoglioso non soltanto per il successo in se, ma per il tipo di lavoro che ha svolto durante tutto l’arco della stagione lavorando fianco a fianco con il team lottando fino alla fine, scendendo un pista con grande determinazione e sangue freddo. Anno dopo anno siamo cresciuti di categoria portando a casa vittorie e titoli, nonostante problemi di budgets non indifferenti che ci hanno impediti di partecipare a test privati o di poter disporre di materiale sempre nuovo. Nel 2007, l’anno del suo esordio e del suo titolo in F.3000 abbiamo lavorato fianco a fianco nello stesso team. In quell’occasione ho avuto modo di apprezzare veramente il suo talento, la sua metodologia di lavoro e la sua precisione. Nel 2008 invece siamo stati avversari, in quanto ero stato chiamato a lavorare per la Scuderia PlayTeam nel suo debutto in SF. Posso dire con assoluta tranquillità che è molto meglio avere Rigon nella propria squadra che come diretto avversario. Nonostante fosse al debutto con una monoposto così complessa e potente (V12 da 750 cv) ha portato ancora una volta il suo team al successo avendo la meglio su piloti che potevano contare su esperienze, anche pluriennali, nel mondiale di Formula 1,nel l’ex Champ Car e GP2. In quel momento lui invece arrivava solo dalla F.3000. Non riesco a capire come mai non possa trovare l’opportunità di provare per un team di F1. Oggi vedo in F1 molti campioni, ma anche tanti piloti mediocri che arrivano a guidare una monoposto grazie alla valigia piena di dollari. Mi fa molto piacere vedere che i media sia nazionali che internazionali stiano dando molto risalto alla vittoria di Davide e al suo talento. Mi auguro di cuore che anche altri si possano accorgere del suo valore” Commenta Giovanni Minardi.

    Per il quarto anno consecutivo quindi un pilota gestito dal manager Giovanni Minardi firma l’albo d’oro del campionato. Oltre ai già citati successi di Rigon, nel 2007 Gabriele Lancieri e Luca Casadei avevano conquistato l’alloro rispettivamente nel Campione Italiano GT e nell’italiano Clio RS, mentre il 2009 è stato il turno del romano Daniel Zampieri con il titolo nella F.3 Italia, che gli è valso un posto nell’ FDA

    Il successo di Davide non è passato inosservato neanche tra gli ingegneri e progettisti della Menard Competition Technologies Limited (MCT), la società che ha disegnato, progettato e creato il cuore della monoposto targata Superleague Formula, un V12 da 4.2 litri che eroga la bellezza di 750 CV.

    Controllando la telemetria del MCT V12 della monoposto dell’Anderlecht, gli ingegneri sono rimasti particolarmente colpiti dalla pronta reazione del campione veneto al contatto con la monoposto bianco-verde del Beijing che durante le fasi iniziali della seconda gara sul tracciato di Navarra aveva colpito il leader del campionato Rigon mandandolo fuori pista, facendogli ammutolire il motore. A questo punto qualsiasi pilota avrebbe gettato con rabbia il volante fuori dalla monoposto abbandonando la corsa, ma non Rigon. Con grande prontezza di spirito è passato dalla modalità automatica a quella manuale e ha inserito la retromarcia, facendo riaccendere il propulsore. E’ bastato un leggero salto indietro per riaccendere le sue speranze e di tutto il team Azerti. Confrontando i secondi che sono passati dal contatto alla ripartenza con le numerose e complesse operazioni portare a termine da Rigon si può comprendere quanto sia stata straordinaria la reazione del pilota. In poco più di otto secondi Davide Rigon ha trasformato la sua giornata e salvato la sua stagione.

  • Istruzioni per l’uso: come salvare una stagione in soli 8’’

     

     

    La conquista del titolo in Superleague Formula del talento veneto Davide Rigon continua a tener banco nel mondo dei motori, sia all’interno che fuori dai confini nazionali. L’impresa di Rigon non è passata inosservata tra gli ingegneri della Menard Competition Technologies Limited (MCT), la società che ha disegnato, progettato e creato il cuore della monoposto targata Superleague Formula, un V12 da 4.2 litri che eroga la bellezza di 750 CV.

    Controllando la telemetria del MCT V12 della monoposto dell’Anderlecht, gli ingegneri sono rimasti particolarmente colpiti dalla pronta reazione del campione veneto al contatto con la monoposto bianco-verde del Beijing che durante le fasi iniziali della seconda gara sul tracciato di Navarra (ultimo round stagionale) aveva colpito il leader del campionato Rigon mandandolo fuori pista, facendogli ammutolire il motore. A questo punto qualsiasi pilota avrebbe gettato con rabbia il volante fuori dalla monoposto abbandonando la corsa, ma non certamente Davide Rigon. 

    Con grande prontezza di spirito è passato dalla modalità automatica a quella manuale e ha inserito la retromarcia, facendo riaccendere il propulsore. E’ bastato un leggero salto indietro per riaccendere le sue speranze e di tutto il team Azerti. Senza batter ciglio, e tra gli applausi del team e di tutto lo staff MCT, Rigon è tornato in pista recuperando il tempo perso agguantando l’undicesimo posto, punti preziosi per il campionato e l’accesso alla SuperFinale. Il resto è storia recentissima: il portacolori dell’Anderlech conquista il quarto posto e il suo secondo titolo nella categoria, dopo lo scudetto del 2008 targato Pechino.

    Confrontando i secondi che sono passati dal contatto alla ripartenza con le numerose e complesse operazioni  portare a termine da Rigon si può comprendere quanto sia stata straordinaria la reazione del pilota. In poco più di otto secondi Davide Rigon ha trasformato la sua giornata, e salvato la sua stagione.

    Ecco nel dettaglio le operazioni effettuate da Rigon, a partire dal contatto con il Beijing

    0.0 sec. – Collisione con la monoposto del Beijing. Il pilota lascia l’acceleratore e inizia a frenare
    0.5 sec. – Il pilota frena e il motore si spegne
    1.385 – Le ruote sono completamente ferme
    1.925 – Il pilota lascia i freni e la macchina va all’indietro
    2.050 – Il display segna una velocità di 39 kph
    2.925 – Bloccasterzo attivato
    3.615 – Frizione spinta, motore spento – 24 kph
    4.105 – Bloccasterzo completamente attivato
    5.305 – Bloccasterzo ridotto – 16 kph
    6.245 – Passaggio alla modalità cambio manuale
    6.415 – 2 marcia inserita 14 kph
    6.875 – 1 marcia inserita – 14 kph
    7.165 – Neutra inserita – 13 kph
    7.535 – Retromarcia inserita – 12 kph
    8.03 – Pedale accelleratore premuto – 11 kph
    8.07 – Rilascio frizione – il motore riparte
    8.235 – 683 giri/min – 9 kph
    8.360 – 1228 giri/min – 8 kph
    8.710 – 7872 giri/min – la caccia ha inizio

    Insomma, una nuova dimostrazione pratica del talento di un ragazzo di ventiquattro anni che anche in questa stagione, come in tutte le altre, ha dominato la scena vincendo l’ennesimo titolo lasciandosi alle spalle piloti con grande esperienza a livello mondiale.

    Con questo ennesimo sigillo Rigon si conferma come grande realtà del motorsports internazionale, nonostante la mancanza di un importante appoggio economico.
    Si ringrazia David Price e la Menard Competition Technologies per la gentile concessione dei dati e per l’interessamento verso Davide Rigon.

  • Davide Rigon, tra presente e futuro

    Il team belga ha creduto fortemente sulle qualità di Davide Rigon, chiamandolo a difendere i colori bianco-viola dell’Anderlecht nonostante il budgets insufficiente per coprire l’intera stagione. Con grande caparbietà e tenacia Rigon non ha tradito le attese, ripagando la fiducia dei suoi uomini a suon di pole position e successi, trascinando la scuderia sul tetto d’Europa.

    Si sta concludendo per te un 2010 ricco di successi e soddisfazioni!
    Si, un 2010 caratterizzato da tante vittorie culminato con il titolo nella Superleague Formula, ma certamente non facile. Sinceramente da come era iniziato non avrei pensato di poter chiudere con il titolo in tasca.

    Tornando all’inizio dell’anno, hai rischiato di non correre!
    Purtroppo è vero. All’inizio della stagione ero a piedi. L’obiettivo principale per il 2010 era la GP2, ma alla fine non siamo riusciti a trovare il budgets per correre al top. Abbiamo deciso di tornare così sui nostri passi trovando un accordo con un club della Superleague Formula. All’ultimo però hanno preferito un altro pilota che copriva tutto il budgets. A pochi giorni dal via mi sono trovato quindi senza un sedile. Per fortuna è arrivata in extremis la chiamata del team Azerti che ha deciso di scommettere su di me e sono contento di averli ripagati con il titolo.

    Correndo con tranquillità e regolarità i risultati arrivano anche in campionati difficili, cosa che invece non hai potuto dimostrare lo scorso anno in GP2.
    Lo scorso anno arrivavo in circuito il mercoledì senza sapere se avrei corso. Per questo era praticamente impossibile programmare il lavoro insieme al team per sviluppare e migliorare la macchina. Invece quest’anno ho lavorato molto insieme al team e al mio ingegnere per preparare volta per volta il week end di gara.

    Quali sono i tuoi prossimi impegni per questi finale di stagione?
    Domenica e lunedì sarò in Belgio per assistere al big mach tra Anderlecht e Club Brugge. Sarà interessante per me e spero che possano vincere. La squadra ha dimostrato grande interesse nei miei confronti e vediamo se ci saranno le basi per continuare il progetto insieme.

    Speri che questo titolo possa aprirti le porte della Formula 1?
    Ovviamente con la vittoria di questo titolo il mio interesse ora è rivolto verso la Formula 1. In questi mesi sto lavorando duro per cercare di raggiungere questo grandissimo obiettivo, anche se certamente non è facile. Se la F1 non mi volesse allora mi piacerebbe continuare in Superleague Formula, un campionato che è cresciuto molto passando dalle 6 gare dell’anno scorso alle 12 di quest’anno. Inoltre per il 2011 il progetto è quello di crescere ulteriormente con tappe in Cina, Australia e Brasile. E’ un campionato molto valido e competitivo dove corrono piloti con grande esperienze. Il fattore economico fa gola a molti e può essere di aiuto a quei piloti che come me fanno difficoltà a trovare le risorse economiche per continuare a correre. In alternativa mi piacerebbe correre, e vince, la 24 Ore di Le Mans con un prototipo LP1

    …hai già qualche contatto?
    Assolutamente no. Dopo la vittoria nella 24 ore di Spa mi piacerebbero fare anche questo tipo di esperienza.

  • L’ing. Tredozi “Il talento di Rigon non deve essere sprecato”

    Si è trovato a lavorare a stretto contatto con tantissimi campione, da Fernando Alonso a Mark Webber (solo per citare i primi due piloti della classifica del mondiale di Formula 1) cucendogli addosso una monoposto da Formula 1. Stiamo parlando di Gabriele Tredozi, ingegnere di grande fama nel circus della Formula 1 grazie alla sua lunga carriera nelle fila del team Minardi F1 a partire dal 1988 quando venne chiamato da Gian Carlo Minardi, ricoprendo ruoli sempre più importanti fino a diventare nel 2001 direttore tecnico del team faentino.

    Dopo aver collaborato con lo staff Dallara per il progetto della monoposto del team di Adrian Campos (poi ribattezzato Team Hispania F1) in questa stagione l’ingegnere di Brisighella è tornato nel campionato Superleague Formula con il team Azerti, dopo l’esperienza nel 2008 nelle fila della Scuderia PlayTeam con i colori rossoneri dell’AC Milan. Conclusa la stagione con la vittoria del titolo da parte di Davide Rigon (Anderlecht) abbiamo raggiunto telefonicamente l’ing. Tredozi per farci raccontare le sue impressioni sul campione vicentino, capace di mettere in riga piloti con una grande esperienza alle spalle.

    Conosco Davide da diversi anni, anche se non avevo mai avuto l’occasione di lavorare con lui a stretto contatto. Durante la mia carriera e i miei anni in Formula 1 ho avuto modo di lavorare con diversi campioni come Fernando Alonso e Mark Webber (per citare due piloti che oggi sono in lotta per il mondiale) e posso dire che Rigon è un pilota molto forte, completo e intelligente. Durante la corsa riesce ad ottimizzare il risultato finale. Ogni suo giro è come un mattone che va a comporre il risultato finale. E’ un pilota determinato e lucido in ogni situazione come ha dimostrato durante tutta la stagione e in particolar modo nell’ultimo appuntamento di Navarra con la vittoria del titolo, lottando fino alla fine” commenta Tredozi.

    “Ha corso in un campionato di alto livello, che in soli tre anni è riuscito a richiamare a se piloti di grande esperienza. A mio avviso nessun campionato monomarca poteva contare su una griglia così competitiva come quella della Superleague Formula. Nonostante un inizio di stagione non facile, Rigon ha recuperato senza commettere il minimo errore, andando a vincere all’ultima corsa. E’ un pilota che va forte e che allo stesso tempo non sbaglia. Questa è una grande dote. Non c’è dubbio che sia un potenziale campione. Ha saputo dimostrarlo in tutti questi anni con i fatti. Mi auguro che il suo talento non vada sprecato” conclude l’Ing. Tredozi.

  • Il manager Giovanni Minardi “Rigon ha dimostrato maturità”

    Dopo Gian Carlo Minardi anche Giovanni Minardi, manager di numerose giovani promesse tra le quali anche Davide Rigon e Daniel Zampieri, ha voluto commentare l’impresa del vicentino in un campionato che lui conosce molto bene, avendone preso parte nel 2008 nelle fila della Scuderia PlayTeam, difendendo i colori rossoneri dell’AC Milan.

    Per esperienza personale so cosa vuol dire avere Davide Rigon come avversario. E’ sempre meglio averlo in squadra con te che contro. Già nel 2008, all’esordio del campionato, aveva messo in mostra tutto il suo talento battendo piloti con molta più esperienza.” analizza Giovanni Minardi

    Per questo sono molto contento per questo nuovo successo, ma non certamente sorpreso. Conosco Davide ormai da moltissimi anni e da cinque raccogliamo successi. Sono orgoglioso non soltanto per il successo in se, ma per il tipo di lavoro che ha svolto durante tutto l’arco della stagione lavorando fianco a fianco con il team lottando fino alla fine, scendendo un pista con grande determinazione e sangue freddo. Il team era molto giovane e alla sua prima esperienza in un campionato così competitivo come quello della Superleague Formula. Rigon, insieme all’Ing. Tredozi, li ha portati al loro primo successo.

    Arrivare all’ultimo appuntamento in calendario con ancora tre gare da correre e cinque piloti in lotta per il titolo non è mai facile. Lui ha lottato e non si è mai arreso conquistando prima la pole position e poi il podio in gara-1. In gara-2 , partendo dal fondo, ha lottato senza mai arrendersi anche quando è stato speronato. Con caparbietà ha conquistato l’accesso alla SuperFinale e quindi il titolo, guidato con il cuore e con la testa, pensando al campionato. Ancora una volta ha dimostrato grande maturità. Per la prossima stagione stiamo guardando intorno. La Formula 1 rimane il nostro principale obiettivo e per questo mi auguro che qualche team decida di dare una possibilità a Davide per far vedere almeno quali sono le sue capacità. Con le fine del Mondiale ci saranno tre giorni dedicati ai giovani e sarebbe bello vedere in azione anche Rigon. Ovviamente il budgets richiesto è immenso, sopratutto per Davide che fin dall’inizio della sua carrierà ha dovuto lottare contro questo problema anno dopo anno. Stiamo provando a coinvolgere alcuni partners importanti” Dichiara il manager.

    Minardi.it

  • Gian Carlo MINARDI “La F1 deve dare una chance a Davide Rigon”

     

    Nel 2010 Davide ha festeggiato i suoi primi 12 anni di attività sportiva. Da quel lontano 13 luglio 1998 la bacheca di casa Rigon è diventata sempre più prestigiosa grazie ai numerosi successi e titoli, anche se forse la soddisfazione più grande è arrivata nel 2005 con la chiamata da parte di un certo Gian Carlo Minardi per un test al volante della sua monoposto di F1 sul tracciato romano di Vallelunga “Rigon aveva solo 18 anni e veniva dalla vittoria in Formula Azzurra. Era all’inizio della sua carriera e nonostante la sua inesperienza ero rimasto positivamente impressionato. Certamente allora non era ancora pronto fisicamente per una Formula 1. Ora è maturato e ha tutte le caratteristiche e qualità per primeggiare anche in Formula 1.” commenta Gian Carlo Minardi, scopritore di numero talenti come Fernando Alonso, Mark Webber, Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli

    Con orgoglio posso dire che dopo quel test molto persone si sono accorte di lui. Quello che io posso augurare a Rigon e che gli venga offerta un’opportunità seria per mettersi in mostra e far vedere a tutta la F1 che pilota è. Posso poi anche sbagliarmi, ma qualche volta ci ho anche preso…Ho avuto modo di sentirlo dopo la vittoria e credo che questo ragazzo oggi meriti qualcosa di più importante, senza nulla togliere alla Superleague Formula.  Questo titolo è il giusto premio per il lavoro che ha saputo fare in questa lunga stagione. E’ stato un campionato molto combattuto e la SF è una categoria impegnativa e difficile. Davide è sempre stato un primo attore e direi che merita una chance di prestigio. Dopo un inizio non facile è riuscito a recuperare punto su punto il terreno perso senza perdersi d’animo. Ha saputo motivare la squadra dando le indicazioni giuste per sviluppare la macchina, aiutato anche dall’esperienza dell’Ing. Tredozi. Anche nelle situazioni difficili come in Spagna ha saputo gestire la situazione guidando con la testa. In tutte le categorie in cui ha corso è sempre stato al top, nonostante le difficoltà economiche. Per la seconda volta Davide ha vinto un campionato che ha saputo mettere insieme un parterre di primaria importanza con piloti provenienti dalla F1, GP2 e così via. Credo che l’esperienza del 2009 di Davide Rigon in Gp2 non possa essere considerata, in quanto è stata fatta con l’auto di tutti (team compreso) ma senza il budgets necessario. Tutti i giovedì arrivava in autodromo senza la certezza di poter salire in macchina il venerdì. In questa situazione era impossibile per Davide e per il team stesso fare dei programmi e lavorare sulla macchina. E’ stata una stagione che è servita al ragazzo a livello mentale, fisico e tecnico, ma i risultati non rispecchiano in alcun modo il potenziale di Rigon. A conclusione di tutte queste considerazioni spero di cuore che Davide Rigon possa ricevere la chiamata che io gli feci 5 anni fa” Conclude Gian Carlo Minardi

     

  • Davide Rigon “Ora voglio la Formula 1”

    E’ sicuramente l’uomo del momento. Davide Rigon, pilota ventiquattrenne, dopo essersi aggiudicato il campionato Superleague Formula portando al successo il club belga dell’Anderlecht e gli uomini del team Azerti pensa in grande e strizza l’occhio al circus della Formula 1.

    Nonostante all’anagrafe la Superleague Formula abbia compiuto solamente 3 anni dalla sua nascita è riuscita a ritagliarsi uno spazio e una grande considerazione tra piloti, team e addetti al lavoro che popolano il paddock. Dopo aver riportando tifosi e appassionati negli autodromi grazie al connubio motori-calcio e ad un format innovativo, il campionato ha messo insieme anche per questa stagione un parterre di piloti di grande prestigio e valore tecnico, chiamando a se drivers con esperienze in Formula 1, GP2, World Series e IRL.

    Dopo aver guidato sul tetto d’Europa il club di Pechino nel 2008 e l’esperienza in GP2 Series dell’anno successivo, il talento veneto è tornato nel campionato con l’obiettivo di bissare il successo, rispondendo alla chiamata del team Azerti. Dopo un inizio non facile sul tracciato Inglese di Silverstone Davide ha preso per mano il team – giovane e alla sua prima apparizione nel campionato – indicandogli la strada giusta da seguire, lavorando e sviluppando gara dopo gara la potente monoposto da 750 cv. “E’ stata una stagione ricca di soddisfazione e successi, culminata proprio con il titolo nell’ultimo appuntamento, ma non per questa meno facile. Subito dopo la gara di Silverstone, forse il nostro peggior week end, ci siamo rimboccati le maniche lavorando duramente sotto tutti gli aspetti. Ad Assen il nostro lavoro è stato ripagato con le due vittorie, ma la macchina non era ancora perfetta. Siamo sempre stati concentrati, lavorando insieme.” Commenta il neo campione Rigon “La seconda parte di stagione è stata ottima. Siamo stati in grado di mettere insieme un gran numero di punti e successi scalando la classifica fino al primo posto. Sapevamo che sarebbe stata dura fino alla fine e solo l’ultima SuperFinale ha assegnato il titolo. Tutti i piloti che corrono in questo campionato sono dei professionisti e dei campioni con alle spalle esperienze di grande prestigio e per questo sono felicissimo di questo titolo.” continua Davide “Ora mi voglio godere questo successo con la speranza che possa arrivare una chiamata dalla Formula 1, magari in occasione dei test di fine stagione di Abu Dhabi. Ho dimostrato di essere pronto sotto tutti gli aspetti. La Superleague Formula è un campionato molto impegnativo, non solo per i piloti che compongono la griglia, ma anche per il suo regolamento. A partire della qualifiche che non permettono il minimo errore. La griglia di partenza di gara-2 è determinata invece dall’inversione completa dell’ordine di arrivo di gara-1. Questo vuol dire che se vinci sei costretto a partire dall’ultima posizione. Le due manches danno poi lo stesso punteggio e quindi devi prendere molti rischi per recuperare posizioni e non perdere terreno. Entrano in gioco tantissime strategie. Ogni week end non è mai uguale a quello precedente e la classifica di quest’anno ne è una dimostrazione” racconta Davide

  • La Superleague Formula 2010 è di Davide Rigon

    CAMPIONEEEEEEEEEEEEEEEEEE! Davide Rigon è il nuovo campione della Superleague Formula. Nell’ultimo ed entusiasmante week end sul tracciato spagnolo di Navarra Davide Rigon conquista il titolo, bissando il successo ottenuto nel 2008, l’anno dell’esordio del campionato.

    Nella domenica in cui Fernando Alonso e la Ferrari conquistano la leadership nel Mondiale di F1, l’inno di Mameli suona alto anche sul podio di Navarra, grazie al talento di un pilota di grandissimo valore tecnico, il nostro Davide Rigon che si cuce addosso il secondo titolo di tre titoli fino ad ora assegnati dal campionato.

    In un week end da cardiopalma, che ha chiuso la stagione 2010, Davide Rigon ha portato in trionfo l’Anderlecht, regalandogli il primo successo nel campionato, dopo aver portato alla vittoria il club di Pechino nell’anno dell’esordio della nuova serie che unisce il mondo dei motori con quello del calcio.

    “E’ incredibile. Era veramente difficile poter vincere il titolo. Eravamo in cinque in corsa per il titolo. In gara 2 purtroppo sono stato colpito dal Beijin e il mio motore si è spento. Sono passato quindi al manuale e poi ho inserito la retromarcia. Per fortuna si è riacceso. E’ stato un momento spaventoso, ma per fortuna poi tutto è andato nel migliore dei modi. La macchina non si è danneggiata e così sono riuscito a prendere parte alla SuperFinale. Voglio ringraziare tutti i ragazzi del mio team. E’ stata una stagione fantastica. Mi hanno sempre sostenuto. La Superleague Formula è un campionato professionale e oggi abbiamo regalato a tutti uno spettacolo unico. Dopo 12 appuntamenti il titolo è stto assegnato negli ultimi giri dell’ultima SuperFinale. Questo fa capire quanto sia stata combattuta questa stagione!” Commenta il neo campione della Superleague Formula Davide Rigon

    Si chiude così un nuovo anno ricco di soddisfazioni e vittoria per il talentuoso Rigon. Dopo i successi del 2007 – con la vittoria dei titolo italiano ed europeo di F.3000 – e del 2008 in Superleague Formula, la bacheca di Rigon si arricchisce di un nuovo titolo.

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  • Daniel Zampieri tra i protagonisti nei test di Alcaniz

    Si è conclusa la tre giorni di test collettivi della World Series by Renault 3.5 sul tracciato di Alcaniz. Dopo il turno sulla pista di Barcellona della scorsa settimana Daniel Zampieri è tornato al lavoro per continuare la preparazione al suo 2011 che lo vedrà impegnato ancora una volta al volante della potente Dallara WSR 3.5 L’ex portacolori del team Pons deve ancora sciogliere il dubbio sul suo prossimo team.

    Il talento del Ferrari Driver Accademy si è mostrato ancora una volta molto veloce e costante, occupando saldamente le posizioni di vertice dividendo il suo lavoro tra i team Draco e BVM-Target. Nella prima giornata di lavoro il pilota capitolino si è accasato al team Draco concludendo la sessione con un ottimo quinto posto, risultando il migliore tra gli italiani. Nelle due giornate successive Zampieri ha proseguito il lavoro con la compagine di Ravenna, l’esordiente BVM-Target, lavorando sui diversi set-up senza cercare la prestazione.

    DAY 1 – Top 10

    01. Adrian Quaife-Hobbs – Comtec Racing – 1:43.055
    02. Alexander Rossi – ISR – 1:43.424
    03. Brendon Hartley – P1 Motorsport – 1:43.438
    04. Anton Nebylitskiy – KMP Racing – 1:43.765
    05. Daniel Zampieri – Draco – 1:43.799
    06. Nathanael Berthon – Tech 1 Racing – 1:43.952
    07. Walter Grubmuller – P1 Motorsport – 1:44.244
    08. Stephane Richelmi – Tech 1 Racing – 1:44.251
    09. Nelson Panciatici – KMP Racing – 1:44.261
    10. Federico Leo – ISR – 1:44.388

    DAY 2 – Top 10
    01. Alexander Rossi – ISR – 1:42.798
    02. Brendon Hartley – P1 Motorsport – 1:42.824
    03. Daniel Zampieri – BVM Target – 1:43.072
    04. Adrian Quaife-Hobbs – Comtec Racing- 1:43.091
    05. Anton Nebylitskiy – KMP Racing – 1:43.122
    06. Stephane Richelmi – Draco – 1:43.177
    07. Nelson Panciatici – KMP Racing – 1:43.334
    08. Nathanael Berthon – Tech 1 Racing – 1:43.497
    09. Walter Grubmuller – P1 Motorsport – 1:43.512
    10. Mirko Bortolotti – BVM Target – 1:43.513

    DAY 3 – Top 10
    01. Adrian Quaife-Hobbs – Comtec Racing – 1:42.557
    02. Mirko Bortolotti – BVM Target – +0.229
    03. Anton Nebylitskiy – KMP Racing – +0.380
    04. Daniel Zampieri – BVM Target – +0.781
    05. Marco Barba – Draco – +0.798
    06. Nelson Panciatici – KMP Racing – +0.825
    07. Cesar Ramos – P1 Motorsport – +0.834
    08. Walter Grubmuller – P1 Motorsport – +0.892
    09. Valtteri Bottas – Tech 1 Racing – +1.067
    10. Filip Salaquarda – ISR – +1.233

  • Davide Rigon pronto per la sfida finale sul tracciato di Navarra

    Il cownt-down è iniziato! Questo fine settimana, sul nuovissimo tracciato spagnolo di Navarra, Davide Rigon scenderà in pista nell’appuntamento finale della Superleague Formula, cercando di bissare il successo ottenuto nel 2008, firmando così per la seconda volta l’albo d’oro del campionato che da tre anni a questa parte riunisce i migliori talenti provenienti da tutti i campionati europei e non.

    Anche in questa stagione la Superleague Formula è riuscita ad attrarre intorno a se grande interesse verso i media e i piloti più talentuosi, disegnando una griglia di partenza delle grandi occasioni con drivers provenienti dai più prestigiosi campionati europei ed oltre oceano, come Formula 1, IRL, GP2 Series e World Series.

    Il talento veneto, e portacolori dell’Anderlecht, è riuscito ancora una volta a mettere tutti in riga, conquistando la leadership del campionato a suon di pole position, vittorie e podi (2 pole, 5 vittorie e 15 podi) diventando il punto di riferimento per i suoi principali avversari.

    Con solo più un week end da disegnare e raccontare i piloti in lotta per il titolo sono addirittura 5, così come nel Mondiale di Formula 1. I “fantastici 5”, racchiusi in una forbice di appena 44 punti, si daranno battaglia sui 4000 mt della pista spagnola a partire da sabato 23 con i due turni di prove libere da 40’ ciascuno, che faranno da antipasto all’ultima sessione di qualifica. Domenica, a partire della 12.40, si scatenerà l’inferno con i piloti pronti a scaricare a terra tutti i 750 cv del loro V12 per la prima delle tre gare in programma.

    “Con una classifica così corta la SuperFinale potrebbe diventare fondamentale. Tra me e il Basile (2° in classifica) ci sono solo 7 punti, mentre il distacco con il Milan (quinto in classifica) sale a 44 lunghezze, che possono esser tante come poche soprattutto in un campionato come la Superleague Formula, che ogni week end mette in palio 106 punti (50 punti per gara, e 6 la SuperFinale). Bisogna ovviamente considerare anche l’inversione completa della griglia di partenza tra le due gare” commenta Davide Rigon, pronto a partire per la Spagna “Ci sono troppe variabili che possono intervenire e per questo non voglio fare calcoli. Parto per Navarra con l’obiettivo di tornare in Italia con il titolo in tasca. In queste settimane ho lavora duramente sia in palestra sia con il team per preparare al meglio la trasferta. Tutto dovrà essere perfetto. Durante il week end i tempi sono ridotti al limite e in caso di guasto c’è veramente pochissimo tempo per intervenire sulla vettura. La non conoscenza del tracciato non mi preoccupa. Quando abbiamo corso ad Assen era la mia prima esperienza e ho vinto gara-1, così come in altre occasioni. In questi mesi abbiamo fatto un lavoro straordinario e ora vogliamo completare l’opera. Il miglior week end? Deve ancora arrivare” risponde un sorridente Rigon “Spero che sia quello di Navarra”

  • Faenza, Minardi “Webber, un pilota sottovalutato dalla F1”

    Si riducono i gran premi e i punti in palio, ma non i pretendenti al trono. Il calendario conta solo più tre caselle bianche e 75 punti in palio, ma i piloti in lotta per il l’alloro continuano ad essere 5: due Red Bull, 1 Ferrari e due McLaren. L’australiano Webber guida il gruppo anche se i punti di vantaggio su Fernando Alonso, che apre il quartetto degli inseguitori, si è ridotto a “soli” 14 punti, causa anche la lotta interna con Sebastian Vettel che negli ultimi due appuntamenti ha rubato al suo compagno 7 punti.

    Non poteva quindi arrivare in un momento migliore il primo gran premio della Korea. Il nuovissimo ma ancora incompleto circuito di Yeongam sarà terra di nessuno, in quanto team e piloti partiranno tutti dallo stesso livello. Per tutti si tratterà di una pista assolutamente nuova e tutta da scoprire, con gli inconvenienti del caso, come la polvere presente in pista.

    In attesa di vedere cosa saprà regalarci la Korea, siamo andati a Faenza per parlare con chi ha cambiato la vita (sportivamente parlando) e la carriera del leader del mondiale, portandolo all’esordio nel 2002: Gian Carlo Minardi che quest’anno può ammirare in vetta alla classifica due dei numerosi piloti che ha lanciato nel grande circus della Formula 1.

    Mark Webber è sempre stato un pilota molto veloce in tutte le condizioni. In questi anni ha lavorato molto per perdere quei chili in eccesso, senza compromettere la massa muscolare” commenta Gian Carlo Minardi “E’ un pilota completo che ha avuto la sfortuna di arrivare nel mondiale ad un’età troppo avanzata, rispetto alla media. E’ senza alcun dubbio tra i migliori quattro piloti del mondiale. A mio avviso l’australiano è stato sottovalutato da tutto l’ambiente. E’ un pilota che ha fatto la gavetta, partendo proprio con me alla Minardi, correndo però ogni volta con team che non disponevano del budgets necessario per lottare nelle posizioni di vertice. Il bruttissimo incidente a fine 2008, avvenuto mentre stava preparando la nuova stagione, ha condizionato tutto il suo 2009 facendolo rimanere nell’ombra del suo nuovo compagno di squadra. Quest’anno invece, dopo aver recuperato in pieno, sta mettendo in seria difficoltà Sebastian Vettel. A mio avviso si meriterebbe di vincere il titolo, anche se dovrebbe fare l’ultimo salto di qualità per essere un campione completo. Proprio per questo non sono molto d’accordo con la strategia messa in atto della Red Bull, lasciando liberi i due piloti. Tra Suzuka e Singapore Webber ha perso ben 7 punti nei confronti di Alonso. Ora le lunghezze di vantaggio potrebbero essere addirittura 21 (quasi un gran premio)” conclude l’ex costruttore faentino.

  • Barcellona: Daniel Zampieri al lavoro per il 2011

    Conclusa la sua prima stagione in World Series by Renault il talento della Ferrary Driver Accademy Daniel Zampieri si è messo subito al lavoro sulla nuova stagione che lo vedrà ancora al volante della potente Dallara WSR 3.5.

    Sul circuito di Barcellona il pilota capitolino ha preso parte alla due giorni dei test collettivi, dividendo il lavoro tra il team Fortec Motorsport e la new entry BVM-Target, una seconda famiglia per Daniel dopo la conquista del titolo italiano di F.3 nel 2009. La volante della rossa del team Fortec la freccia di Fiano Romano ha staccato un ottimo quarto tempo dimostrando un buon feeling sia in condizioni di pista bagnata sia con le gomme slick, lavorando.

    Nella giornata di martedì Zampieri aveva invece portato al debutto la Dallara del team BVW-Target, con l’obiettivo di accumulare dati preziosi per lo sviluppo della monoposto senza cercare la prestazione. Nonostante questo è di ottimo auspicio il terzo miglior tempo ottenuto nel primo turno di prove, in condizione di pista bagnata.

    Per Zampieri sono stati due giorni di intenso lavoro durante i quali ha avuto la possibilità di lavorare con due realtà diverse. Con BVM-Target, alla prima uscita nel campionato World Series by Renault 3.5, è riuscito a staccare un ottimo secondo tempo in condizioni di pista bagnata, mostrando tutto il suo talento in queste difficili situazioni, per poi concentrarsi sul lavoro di sviluppo della monoposto raccogliendo il maggior numero di dati possibili. Con Fortec invece ha provato tantissimi set-up lasciando cadere in secondo i tempi del cronometro. Nonostante questo è arrivato un’incoraggiante quarto posto. Due giorni quindi più che positivi” commenta il manager e team director di BVM-Target (per il programma WSR 3.5) Giovanni Minardi “Ora ci sposteremo tutti al Motorland Aragon dove Daniel si dividerà tra team Draco e BVM” conclude Minardi.

    La prossima settimana il circus della Formula WSR 3.5 tornerà in pista sul tracciato del Motorland Aragon, per altri tre giorni di prove libere (dal 18 al 20), dove Daniel Zampieri sarà al lavoro con il team Draco, nella giornata di lunedì 18, e nuovamente con BVM-Target (18-20).