All Posts By

DailyFocus

Comunicati

Roth Luigi (Terna) interviene su Corriere Economia

“Grandi opere e crescita: tre cose da fare subito”, Luigi Roth, presidente di Terna, interviene su Corriere Economia. In Europa sono previsti 105 miliardi d’investimenti nelle reti elettriche, l’Italia deve esserci. In questi anni Terna ha fatto la sua parte con 7 miliardi di euro già investiti e altri 8 nei prossimi dieci anni, 200 cantieri aperti, 750 ditte impiegate e 4.000 persone che lavorano per potenziare la rete elettrica nazionale.

Corriere Roth

Di Luigi Roth, presidente Terna

Tre numeri sono passati sotto traccia nel dibattito in corso su come far ripartire l’economia: gli oltre 100 miliardi di euro previsti nel Piano di sviluppo delle reti elettriche europee, i 5,2 miliardi per opere infrastrutturali del comparto energetico, di recente approvati dalla Commissione industria del Parlamento europeo, e i 474 miliardi di euro che la collettività si troverebbe a sborsare per la mancata realizzazione di opere strategiche da qui al 2027, come emerge dall’ ultimo Osservatorio sui «Costi del Non Fare».

E’ vero che questioni complesse (scarsa crescita, mancanza di lavoro, enorme pressione fiscale, burocrazia lenta, ecc.) richiedono risposte complesse, ma questo non deve scoraggiarci a ricercare possibili soluzioni. Anche perché II tempo sta scadendo: dobbiamo mettere in campo in fretta tutte le azioni capaci di dare una spinta propulsiva alla filiera dei grandi progetti infrastrutturali delle imprese committenti e di quelle fornitrici che, solo per fare un esempio, nel comparto elettrotecnico di Anie ammontano a circa 1.200.

In questi anni, Terna ha fatto la sua parte (7 miliardi di euro già investiti e altri 8 nei prossimi dieci anni; 200 cantieri aperti, 750 ditte impiegate e 4.000 persone che lavorano per potenziare la rete elettrica nazionale), ma molte altre aziende italiane potrebbero investire più velocemente se si facessero subito due o tre cose che il governo, per altro, ha già in agenda, e sulle quali serve tuttavia uno sforzo corale.

La prima è procedere con la modifica del Titolo V della Costituzione, per riportare allo Stato la competenza esclusiva in materia elettrica ed energetica. La seconda consiste nell’individuare e semplificare i passaggi autorizzativi e regolamentari che ostacolano l’iter procedurale delle opere infrastrutturali, grandi e piccole. La terza è trovare una soluzione definitiva e certa alla gestione dei conflitti locali innescati dal comitato ambientalista di turno o dalla stessa amministrazione comunale o da interessi particolari e che, complice anche un federalismo spesso miope, bloccano o ritardano opere di interesse nazionale, privando in tal modo cittadini e imprese dei benefici ad esse connessi: minori costi, più efficienza e qualità dei servizi.

Questi tre punti non devono poi diventare materia di un dibattito sterile (ahimè troppo spesso classico copione), ma devono tradursi in una road map operativa che indichi in modo puntuale tempi e cose da fare. Un vero, solido e puntuale progetto, realistico e sfidante. Misure che, tra l’altro, avrebbero il pregio di essere a costo zero per la collettività, e di non aver bisogno di stanziamenti a fondo perduto dello Stato.

L’Europa e il mondo vedono ancora l’Italia come un soggetto in grado di ribaltare la non facile situazione che sta vivendo. Dipende solo da noi. E da una politica del fare che, partendo anche da visioni diverse, con misure concrete sappia dare un impulso agli investimenti infrastrutturali, e così al lavoro e alla crescita.

Ma bisogna accelerare e agire anche a costo di scelte impopolari che forse penalizzerebbero i meno virtuosi, ma avvantaggerebbero i più capaci ed efficienti. Non potremmo mai perdonarci scelte miopi con conseguenze gravissime non solo sull’intero tessuto industriale del Paese ma, quel che è più grave, sulle future generazioni.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

LifeGate premia Terna fra i 14 ambasciatori della sostenibilità

LifeGate, il primo network media e advisor in Italia per lo sviluppo sostenibile, ha premiato con il titolo di “Ambasciatore di Impatto Zero®” quattordici aziende per l’impegno concreto a favore dell’ambiente, tra cui spicca Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare quattordici realtà eccellenti, in veri e propri ambasciatori della sostenibilità in grado di sensibilizzare i propri stakeholder verso le tematiche ambientali. Grazie a questo progetto, ad oggi, sono stati compensati 160 milioni di Kg di CO2 e tutelati 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo.

LIFEGATE

LifeGate, il primo network media e advisor in Italia per lo sviluppo sostenibile, ha premiato con il titolo di “Ambasciatore di Impatto Zero®” quattordici aziende tra le quali spicca anche la presenza di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, promossa a leader assieme a Abb, Arval, Biosline, Bracco, Comfort Zone, Davines, F.lli Francoli, Guna, Kerakoll, Longo Speciality, Malesci, Ricola, Saponificio Gianasso (I Provenzali).

L’iniziativa di LifeGate è nata con l’obiettivo di trasformare quattordici realtà eccellenti, presenti sul mercato italiano, in veri e propri ambasciatori della sostenibilità in grado di sensibilizzare i propri stakeholder verso le tematiche ambientali. A questo fine LifeGate ha selezionato le aziende che, più di altre, hanno saputo mettere in atto un percorso concreto di sostenibilità, non solo aderendo al progetto Impatto Zero® di LifeGate, ma anche attraverso una politica industriale attenta all’ambiente e un impegno nel diffondere questi valori a dipendenti e fornitori. Per questo, come sottolineato dal direttore scientifico ing. Simone Molteni, si è deciso di “premiare l’impegno di chi contribuisce a diffondere consapevolezza e incentivare le altre imprese a fare altrettanto”.

Del resto stiamo parlando di un Premio importante. Lanciato nel 2002, Impatto Zero® è il progetto di LifeGate che concretizza, per primo in Italia, gli intenti del Protocollo di Kyoto: propone iniziative e progetti di riduzione delle emissioni di CO2 e di compensazione dell’impatto ambientale di qualsiasi attività mediante crediti di carbonio provenienti da interventi di creazione e tutela di foreste in crescita Italia e nel Mondo.

Dalla sua nascita ad oggi i prodotti entrati sul mercato con il marchio Impatto Zero® sono oltre 400 milioni, per un valore economico di oltre 3 miliardi di Euro. Sono stati compensati 160 milioni di Kg di CO2, pari all’impatto medio di 245.200 persone, e tutelati 70 milioni di mq di foreste in Italia e nei Paesi di via di sviluppo, pari a 6.500 campi da calcio.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Reality NeiTuoiPanni: 2130 partecipanti e quattro vincitori

Si è appena concluso il contest online di Findomestic che ha ripercorso le tappe di “ NeiTuoiPanni”, il web reality che ha fatto indossare ai suoi concorrenti i panni di un consulente Findomestic. Con tre puntate da rivedere e sui cui giocare, quattro vincitori e 2130 partecipanti, il concorso si è concluso con successo.

Durante le tre settimane di concorso, partito il 16 Settembre, i concorrenti sono stati chiamati a rispondere ad alcune domande relative a tre delle otto puntate del web reality: Prestito Personale, Conto Deposito, Carte di Credito e Assicurazioni. I quattro vincitori – uno a settimana più un vincitore finale – si sono aggiudicati un Tablet Samsung Galaxy Note 10.1, un Samsung Smart TV LED 3D full HD 46”, più un week end per due persone in una capitale europea tra Parigi, Madrid, Berlino, Londra, Praga e Budapest.

Per Christian, direttore di filiale, la banca è come casa sua, Rosaria non ama i reality ma con Findomestic ha fatto un’eccezione, Antonetta si è fatta coinvolgere dai suoi figli, Valentina si è imbattuta per caso nel concorso NeiTuoiPanni e sì è aggiudicata il premio finale. Di età e professionalità molto diversi, i concorrenti si sono cimentati nei questionari sul reality e nella condivisione del concorso sui loro canali social.

NeiTuoiPanni Findomestic 2130 Partecipanti Quattro Vincitori Si chiude Con Successo Il Concorso


Christian
 viene dalla provincia di Treviso, ha 39 anni e lavora in banca, come direttore di filiale. Uno che i panni del consulente li veste tutti i giorni. Vincitore entusiasta della prima settimana di concorso, ha partecipato al concorso grazie alla moglie. Non è cliente di Findomestic ma conosce bene i suoi prodotti, in particolare il Prestito personale: “è un prodotto flessibile, attivabile anche e soprattutto su piccoli importi e consente a tutti di acquistare prodotti di ogni tipo – dagli elettrodomestici agli smartphone – in comode rate. Il credito al consumo, visti i tempi che corrono, è il futuro e Findomestic in questo settore sta lavorando bene».

Rosaria vive a Trani, ha 69 anni ed è casalinga. Dice di non essere portata per vestire i panni di un consulente finanziario, ma ne apprezza il lavoro quotidiano, a servizio del cliente a 360 gradi.
Vincitrice della seconda settimana di concorso, non ama i classici reality televisivi, ma per NeiTuoiPanni ha fatto un’eccezione. Ha trovato interessante il prodotto Conto deposito perché “senza vincoli e con un ottimo tasso di interesse”.

Antonetta, che si è aggiudicata la terza settimana del concorso, ha 78 anni ed è pensionata. Si è fatta convincere a partecipare dai suoi figli. Lei che di reality conosceva soltanto quelli in tv, è rimasta sorpresa dall’originalità di NeiTuoiPanni.

Valentina, vincitrice finale del concorso, ha 35 anni, è romana e fa la programmatrice. Conosceva il reality NeiTuoiPanni grazie alla tv, mentre il concorso l’ha scoperto per caso su Internet. E il “caso” le ha regalato una vittoria.

Far vestire ai clienti i panni di un consulente Findomestic, è questa chiave del web reality “NeiTuoipanni”. La cifra distintiva che tutti i concorrenti hanno apprezzato: “è importante che anche i clienti di una banca capiscano cosa vuol dire fare il consulente, punto di riferimento fondamentale per chi si accosta al mondo Findomestic”, hanno commentato i vincitori.

FonteFindomestic NeiTuoiPanni

No Comments
Comunicati

Lotta al Dolore, Progetto MenoMale +38 alla 45a Barcolana di Trieste

Una barca intenzionata a vincere la regata, ma anche uno spazio d’ascolto a terra in uno stand presidiato da medici esperti. Il progetto “MenoMale +38”, promosso da Mundipharma con l’egida dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, intende diffondere la cultura del diritto a non soffrire e una maggiore conoscenza della Legge 38/2010. Lotta al dolore in occasione della regata Barcolana 2013, l’evento velico più prestigioso in Italia.

Regata Barcolana

Quest’anno alla Barcolana, la regata più affollata del Mediterraneo, giunta alla sua 45a edizione, approda anche un importante messaggio di sensibilizzazione, quello della lotta al dolore. Presso lo stand di Mundipharma, azienda farmaceutica sponsor dell’imbarcazione “MenoMale +38”, un team di medici specialisti sarà a disposizione dei partecipanti e di tutta la cittadinanza per diffondere una corretta informazione sul dolore cronico, patologia di cui soffrono circa 15 milioni di Italiani.

Menomale+38

I clinici, dando vita a un vero e proprio “spazio di ascolto”, risponderanno ai dubbi e alle domande dei cittadini e distribuiranno materiale divulgativo sui vari tipi di sofferenza, le modalità di misurazione e le possibilità di cura, oltreché sulla Legge 38/2010, la normativa che ha sancito il diritto di ogni italiano a non soffrire. Lo stand, presso cui si alterneranno circa dieci medici, si trova all’interno del Villaggio Barcolana, alle Rive di Trieste, tra Molo Audace e Stazione Marittima, e sarà attivo nei giorni 10 e 11 ottobre (dalle ore 15 alle ore 17.30) e il 12 ottobre (dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 17.30).

L’iniziativa si colloca nell’ambito di un progetto più ampio: “MenoMale +38”, che vede protagonista l’omonimo scafo, animato da personaggi del calibro di Andrea Lo Cicero e Francesco de Angelis, baroni rispettivamente del rubgy e della vela. Grazie alla partecipazione di questa barca alla regata, i riflettori si accenderanno, oltreché sulla competizione sportiva e i diversi team, anche sul diritto alla terapia del dolore e alle cure palliative.

Il progetto ha avuto l’egida dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD), come testimoniano le parole della dottoressa Rossella Marzi, Responsabile del Gruppo di Studio Legge 38 con delega ai rapporti con le Istituzioni e velista appassionata: “Attraverso il mare e qualsiasi altro mezzo di comunicazione si può sensibilizzare la popolazione laddove la Legge 38 non è ancora applicata come sistema. L’AISD, che è il capitolo italiano di EFIC e IASP, le associazioni di riferimento a livello europeo e mondiale per lo studio del dolore, ha tra i suoi valori fondanti l’impegno verso una maggiore cultura del dolore. Pertanto, ci teniamo a offrire il nostro supporto ed a essere presenti in quelle iniziative che puntano a sostenere il diritto dei cittadini ad una corretta gestione del dolore cronico”.

FONTE: MenoMale +38

No Comments
Comunicati

Uso inappropriato Fans: Progetto Cardiopain a Salerno su Nota 66 di Aifa

È partito il 27 settembre il progetto CardioPain in Roccadaspide… l’isola che c’è, un innovativo esperimento pilota del Presidio ospedaliero di Roccadaspide per ridurre l’uso improprio di antinfiammatori, come stabilito dalla nota 66 di Aifa.

Uso inappropriato di fans - Farmacista33

Il nosocomio, afferente all’Azienda sanitaria locale di Salerno, ha previsto che le Unità operative di Cardiologia, Chirurgia, Lungodegenza riabilitativa, Medicina e Ortopedia inseriranno un esplicito monito circa l’uso di Fans e di inibitori selettivi della Cox-2 sulla scheda di dimissione ospedaliera (SdO) dei pazienti cardiopatici, nel momento in cui questi ultimi, lasciando l’ospedale, tornano in carico al medico di famiglia.

«Un’iniziativa pionieristica che fa di Roccadaspide il primo nosocomio italiano a dare concreta attuazione alla nota Aifa 66» ha dichiarato Raffaele Rotunno, direttore U.O. Cardiologia – UTIC e responsabile del progetto.

Valutati ed esaminati i risultati ottenuti in questo territorio pilota, l’intento sarà poi quello di estendere “CardioPain” ad aree più vaste del Paese. I Fans e gli inibitori selettivi della Cox-2 sono farmaci antinfiammatori il cui impiego, secondo la letteratura scientifica e le più recenti indicazioni delle Autorità regolatorie, andrebbe limitato al dosaggio minimo efficace e al più breve tempo possibile. Questo a causa degli effetti collaterali a livello cardiovascolare, epatico, renale e gastrointestinale che un loro utilizzo cronico può indurre. «Ciononostante» ha sottolineato «il consumo di questi farmaci si mantiene ancora elevato nel nostro Paese e, stando al Rapporto Osmed 2011 sull’uso dei farmaci in Italia, quasi il 4% dei soggetti a rischio cardiovascolare fa un uso improprio di Fans, assumendoli per oltre 90 giorni all’anno. In Campania tale percentuale è anche più elevata, arrivando a superare il 5%, valore su cui si attestano tutte le altre Regioni del Sud».

Immediato è giunto il comunicato di apprezzamento dell’iniziativa da parte dall’Agenzia italiana del farmaco che “ritiene la decisione dell’Ospedale salernitano un meritevole esempio di quella collaborazione fattiva tra Medici prescrittori e Autorità regolatoria da sempre auspicata dall’Agenzia, al fine di garantire un uso sempre più corretto e adeguato dei medicinali.

L’appropriatezza prescrittiva è un obiettivo fondamentale di salute pubblica, oltre che uno strumento di contenimento e razionalizzazione della spesa farmaceutica, che non può prescindere dalla collaborazione con i Medici, che sono i veri protagonisti, insieme al paziente, delle scelte prescrittive e d’uso dei farmaci. L’Agenzia ritiene quindi fondamentale ribadire la centralità che le Note Aifa rivestono ai fini di una prescrizione farmacologica il più possibile conforme alle indicazioni cliniche per le quali il farmaco si è dimostrato efficace e alle sue indicazioni d’uso (dose e durata del trattamento).

Le Note limitative Aifa, nate come strumento di governo della spesa farmaceutica, sono divenute infatti progressivamente un mezzo per assicurare l’appropriatezza d’impiego dei medicinali, orientando in alcuni casi le scelte terapeutiche a favore di molecole più efficaci e sperimentate”.

FONTE: farmacista33.it

No Comments
Comunicati

Cattaneo Flavio: New York, nuova tappa roadshow

New York è la nuova tappa del roadshow a cui ha partecipato Flavio Cattaneo, AD di Terna. Il roadshow, partito la scorsa settimana da Londra, ha l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali. Gli investitori che hanno puntato su Terna hanno guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi). Prossima tappa del roadshow sarà Boston.

FlavioCattaneo_480

Dalle vicende italiane, almeno geograficamente, si sta tenendo il più possibile lontano. Lui una rete scorporata ce l’ha già e l’operazione è riuscita bene.

E’ quella elettrica, non telefonica, ma il modello Terna sta funzionando bene. Soprattutto all’estero, dove il numero uno di Terna, Flavio Cattaneo, ha ripreso a muoversi.

Domenica il manager è volato a New York per una nuova tappa del roadshow partito la scorsa settimana da Londra, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la base azionaria della società ai fondi internazionali.

Attualmente i portfolio manager stranieri hanno in mano il 41% del capitale di Terna, sul 48% detenuto dagli istituzionali (a inizio 2013 era pari al 43%), mentre i circa 200 fondi italiani che sono soci del gruppo sono fermi al 7%.

Ci sono poi circa 100 mila piccoli risparmiatori a cui fa capo ben il 22% del capitale.

Il roadshow non è destinato a loro, ma ai big che cercano dividendi e da cui Cattaneo di contro si attende una stabilità nell’investimento. Per ora Terna li ha ricompensati guadagnando oltre il 240% dall’Ipo (inclusi i dividendi) ed è la carta su cui punta il numero uno per convincere gli americani a puntare qualche fiche in più sull’azienda. Per ora sta cercando a New York, ma poi passerà alla ricca e vicina Boston.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo quinta conferma nel Dow Jones Sustainability Index per Terna

Terna, quinta conferma consecutiva nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index e quarta doppia presenza nei panieri ”World” e ”Europe”: è questo il risultato della review annuale condotta dall’agenzia svizzera di rating di sostenibilità RobecoSAM. Questo riconoscimento conferma il costante impegno di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, per una gestione sostenibile e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine.

Tralicci e linee elettriche in Alta tensione  380 mila volt

Terna: per quinto anno confermata al Dow Jones Sustainability Index

Quinta conferma consecutiva per Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index e quarta doppia presenza nei panieri ”World” e ”Europe”: è questo il risultato della review annuale condotta dall’agenzia svizzera di rating di sostenibilità RobecoSAM e on-line da questa mattina. La conferma di Terna in entrambi gli indici con punteggi tra i più elevati nel settore Electric Utilities – si legge in una nota – riconosce il costante impegno della Società per una gestione sostenibile e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine.

Logo TernaOptimized

Questo dato è confermato dalla crescita del numero di investitori attenti alle tematiche etiche, che oggi rappresentano il 12,6% del capitale di Terna. Quest’anno la selezione ha identificato 333 aziende su 2.500 nell’indice ”World” e 177 su 600 nell’indice Europe, di cui solo 13 italiane. L’analisi di RobecoSAM valuta nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità collegate agli impatti sociali e ambientali delle aziende. La severità dei criteri di valutazione ha determinato quest’anno l’esclusione dagli indici di 47 aziende precedentemente incluse. La composizione del più prestigioso indice borsistico internazionale di sostenibilità viene rivista una volta all’anno da RobecoSAM in base ai risultati dell’assessment che valuta la performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione. Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), Axia (Ethical e CSR), ECPI (Ethical Global, Euro, EMU), MSCI (Global e Europe Sustainability), ASPI Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe), Vigeo (World e Europe) e negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

FONTE: Asca

Terna confermata nel Dow Jones Sustainability Index

Quest’anno la selezione ha identificato 333 aziende su 2.500 nell’indice “World” e 177 su 600 nell’indice “Europe” (Terna è presente in entrambi), di cui solo 13 italiane – L’analisi di RobecoSAM valuta nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità collegate agli impatti sociali e ambientali delle aziende.

Quinto piazzamento consecutivo per Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, nel Dow Jones Sustainability Index. La conferma arriva dalla review annuale dell’agenzia svizzera di rating di sostenibilità RobecoSAM. Un risultato che “riconosce il costante impegno della società per una gestione sostenibile e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine”, scrive l’azienda italiana.

Quest’anno la selezione ha identificato 333 aziende su 2.500 nell’indice “World” e 177 su 600 nell’indice “Europe” (Terna è presente in entrambi), di cui solo 13 italiane. L’analisi di RobecoSAM valuta nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità collegate agli impatti sociali e ambientali delle aziende.

Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), Axia (Ethical e CSR), ECPI (Ethical Global, Euro, EMU), MSCI (Global e Europe Sustainability), ASPI Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe), Vigeo (World e Europe) e negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

FONTE: First Online

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo, Terna, rinnovato protocollo d’ intesa con Guardia di Finanza

L’AD di Terna, Flavio Cattaneo, ed il Comandante Generale, Saverio Capolupo, hanno rinnovato il protocollo d’intesa sui rapporti di collaborazione tra la società che gestisce la rete elettrica nazionale e la Guardia di Finanza. L’accordo ha esteso la collaborazione anche al contrasto del lavoro nero e delle irregolarità contributive nonché al monitoraggio ed alla vigilanza sulla corretta destinazione ed utilizzazione di materie prime e di semilavorati. Il protocollo rappresenta uno strumento di sostanziale potenziamento delle linee di presidio della legalità in un settore strategico per il rilancio dell’economia nazionale.

Nuova Linea Elettrica Sorgente   Rizziconi

Terna: rinnovato protocollo intesa con Gdf

E’ stato rinnovato il protocollo di intesa tra l’amministratore delegato di Terna S.p.A. Flavio Cattaneo, e il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, relativo ai rapporti di collaborazione tra la società che gestisce la rete elettrica nazionale e la Guardia di Finanza. L’accordo, si legge in una nota della stessa Gdf, partendo dalla positiva esperienza maturata a seguito della precedente intesa, ha esteso la collaborazione, sino ad oggi limitata alla sola prevenzione del rischio di infiltrazione criminale, anche al contrasto del lavoro nero e delle irregolarità contributive nonchè al monitoraggio e alla vigilanza sulla corretta destinazione e utilizzazione di materie prime e di semilavorati. A margine dell’evento, i due sottoscrittori hanno espresso ampia soddisfazione per la stipula dell’accordo, che rappresenta uno strumento di sostanziale potenziamento delle linee di presidio della legalità in un settore strategico per il rilancio dell’economia nazionale.

FONTE: Asca

Logo TernaOptimized

Guardia di Finanza, rinnovata e ampliata collaborazione con Terna

L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, ed il Comandante Generale, Saverio Capolupo, hanno rinnovato il protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra la società che gestisce la rete elettrica nazionale e la Guardia di Finanza. L’accordo – si legge in una nota della Gdf – , partendo dalla positiva esperienza maturata a seguito della precedente intesa, ha esteso la collaborazione, sino ad oggi limitata alla sola prevenzione del rischio di infiltrazione criminale, anche al contrasto del lavoro nero e delle irregolarità contributive nonché al monitoraggio ed alla vigilanza sulla corretta destinazione ed utilizzazione di materie prime e di semilavorati. A margine dell’evento, l’ad e il Comandante Generale hanno espresso ampia soddisfazione per la stipula dell’accordo, che rappresenta uno strumento di sostanziale potenziamento delle linee di presidio della legalità in un settore strategico per il rilancio dell’economia nazionale.

FONTE: Il Velino

No Comments
Comunicati

Cattaneo Flavio, Terna parte il nuovo elettrodotto Sicilia-Calabria

Terna, in corso di realizzazione il nuovo elettrodotto, un ponte nascosto che avvicinerà Sicilia e Calabria. Si tratta del più lungo cavo sottomarino al mondo, che consentirà di abbassare il costo dell’energia elettrica in Sicilia, con un risparmio complessivo stimato di oltre 600 milioni di euro. L’elettrodotto, che rappresenta uno dei fiori all’occhiello tra i progetti intrapresi da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, permetterà, inoltre, di evitare emissioni di C02 in atmosfera per 670 mila tonnellate annue.

Terna e l'ambiente

Neppure Ulisse è riuscito a domare l’ira funesta di Scilla e Cariddi, gli orribili mostri mitologici che terrorizzavano i marinai di passaggio per lo Stretto di Messina. Di certo non gli mancavano ne il coraggio ne l’astuzia, ma forse non aveva a disposizione gli studi ingegneristici e le dotazioni tecnologiche che oggi hanno permesso di realizzare una delle opere infrastrutturali più monumentali, visionarie e innovative mai concepite in ambito energetico.
Già, perché mentre le impetuose correnti che agitano il mondo politico non sono mai riuscite a trovare un punto di accordo per un Ponte sopra lo Stretto, il Gruppo Terna – primo gestore di rete indipendente in Europa e sesto nel mondo – sta realizzando un Ponte (elettrico) sotto lo Stretto di Messina, che unirà la Sicilia e la Calabria, collegando tra loro le province di Messina e Reggio Calabria.

In corso di realizzazione, l’elettrodotto rappresenta sicuramente uno dei fiori all’occhiello tra i progetti intrapresi da Terna, che oggi gestisce oltre 63.000 km di linee in alta tensione su tutto il territorio nazionale.

Fondata nel 1999, nel 2004 si quota a Piazza Affari e l’anno successivo, con l’unificazione tra proprietà e gestione della rete di trasmissione, nasce Tema Rete Elettrica Nazionale SpA; da quel momento i risultati della società guidata da Flavio Cattaneo sono sempre stati in crescita fino a raggiungere, nel 2012, la cifra record di 1.235 milioni di euro di investimenti.

«Una volta ultimato, il nuovo elettrodotto raggiungerà una lunghezza complessiva di 105 chilometri», ci racconta Maria Rosaria Guarniere, ingegnere elettrotecnico responsabile della Funzione Realizzazione della Direzione Ingegneria di Terna Rete Italia. È lei che sovrintende un enorme cantiere dislocato su più sedi che, tra terraferma, mare e antri delle montagne, impiega mediamente ogni giorno 160 addetti e una punta massima di 90 ditte: «Si tratta di un investimento totale che supera i tre miliardi di euro e di una sfida che riguarda un’area fortemente critica per fenomeni sismici e per dissesti idro-geologici, sottoposta anche a precisi vincoli paesaggistici e ambientali, ma che si prefigge di raggiungere obiettivi di primaria importanza; innanzitutto rafforzare il collegamento elettrico tra la Sicilia e il continente attraverso una doppia tema di linee (cioè da sei cavi, mentre attualmente è garantito da un solo cavo a 380 kV, ndr), una sorta di autostrada elettrica a tre corsie, fondamentale non solo per mettere in sicurezza l’isola ed evitare disservizi sempre più frequenti (dovuti all’età avanzata delle strutture esistenti e a un considerevole aumento dei consumi), ma anche per abbassare il costo dell’energia elettrica in Sicilia, con un risparmio complessivo stimato di oltre 600 milioni di euro all’anno destinato ad alleggerire le bollette di tutti gli italiani».

Il ponte elettrico dello Stretto di Messina riveste una rilevanza decisiva anche in relazione alla strategica collocazione geografica della nostra penisola, che rappresenta una corsia preferenziale per il collegamento tra le reti del Nord-Africa e quelle dell’Europa centrale. Il cantiere “multiplo” è partito nell’estate del 2011 e la chiusura è prevista entro la fine del 2015; fra tratte aeree, terrestri e marine, intervallate dalle quattro stazioni elettriche (presenti a Sorgente e Villafranca in Sicilia, a Scilla e Rizziconi in Calabria), l’elettrodotto vanta già diversi record mondiali che sono ovviamente il vanto dell’ingegner Guarniere: «Abbiamo posato il più lungo cavo sottomarino a corrente alternata al mondo (38 chilometri, che raggiunge i 370 metri sotto il livello del mare), realizzato il più profondo pozzo verticale per cavi ad altissima tensione (300 metri, con un diametro di 7 metri) e
il più lungo tunnel orizzonta le sempre per cavi ad altissima tensione (scavato per 2,8 km sotto una montagna, a una profondità di 600 metri e con una pendenza del 10%)».

Logo TernaOptimized

Con la realizzazione del nuovo elettrodotto è stato raggiunto anche il più alto livello di tensione in Europa per una stazione elettrica a corrente alternata: 550 kV, un traguardo che ha però comportato l’adozione di soluzioni straordinarie dal punto di vista operativo e della gestione della sicurezza. «All’interno delle stazioni intermedie, dove arrivano e ripartono i cavi con le linee portanti dell’impianto», ci spiega l’ingegner Massimo Rebolini, responsabile della Funzione Sviluppo Tecnologie nella Direzione Ingegneria e Sviluppo Rete di Terna Rete Italia, «si trovano i cosiddetti “blindati” realizzati da Siemens, il cuore e il cervello dell’intero elettrodotto; qui sono alloggiati tutti gli strumenti di governo di qualsiasi possibile anomalia dell’apparato, come gli organi di interruzione (da attivare per esempio in caso di corto circuito), di sezionamento (per escludere temporaneamente alcune sezioni dell’impianto), di misurazione dell’energia e di tutti i parametri di tensione e corrente che circolano in questo ambito, il tutto gestibile a livello centrale tramite controllo remoto. Si tratta di una soluzione studiata ad hoc, con tecnologia allo stato dell’arte che ha portato al massimo rendimento in spazi ridotti di quattro volte rispetto alle dimensioni standard di stazioni elettriche come queste, peraltro progettate per resistere a un terremoto del 7° grado della Scala Richter. Come dire, tra gli edifici più sicuri al mondo…».

Ma è sul fronte dell’impatto ambientale che Rebolini – autore anche dei rilevamenti tecnici e degli studi di fattibilità dell’intero progetto – ci tiene a sottolineare gli ulteriori sforzi compiuti da Terna: «A fronte della realizzazione di 82 chilometri di nuovi elettrodotti, nelle province di Messina e Reggio Calabria verranno interrati 67 chilometri e demoliti 170 di vecchie linee elettriche, ma anche liberati dal vincolo di servitù 264 ettari di territorio (pari a 350 campi da calcio). Il nuovo impianto consentirà inoltre di evitare emissioni di C02 in atmosfera per 670 mila tonnellate annue e di risparmiare 10.000 metri quadri di territorio grazie all’impiego (per 20 km del tratto aereo) degli innovativi tralicci “monostelo”, che hanno un impatto visivo ridotto e un ingombro al suolo mediamente inferiore di 15 volte rispetto a quello dei piloni tradizionali tronco-piramidali».

E chissà mai che Terna non riesca in futuro a rendere convertibile anche l’energia sprigionata dalle indomabili furie di Scilla e Cariddi…

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo: Terna 5° anno al vertice del Dow Jones Sustainability Index

Sostenibilità, per il 5° anno consecutivo Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, si posiziona al vertice della prestigiosa classifica Dow Jones Sustainability Index. La conferma della presenza di Terna nei panieri “World” e “Europe”, con punteggi tra i più elevati nel settore Electric Utilities, riconosce il costante impegno della Società per una gestione sostenibile e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine.

Pale eoliche

Quinta conferma consecutiva per Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index e quarta doppia presenza nei panieri “World” e “Europe”: è questo il risultato della review annuale condotta dall’agenzia svizzera di rating di sostenibilità RobecoSAM e on-line da questa mattina.

La conferma di Terna in entrambi gli indici con punteggi tra i più elevati nel settore Electric Utilities riconosce il costante impegno della Società per una gestione sostenibile e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine.

Questo dato è confermato dalla crescita del numero di investitori attenti alle tematiche etiche, che oggi rappresentano il 12,6% del capitale di Terna.

Logo TernaOptimized

Quest’anno la selezione ha identificato 333 aziende su 2.500 nell’indice “World” e 177 su 600 nell’indice Europe, di cui solo 13 italiane. L’analisi di RobecoSAM valuta nel dettaglio i sistemi aziendali di governo dei rischi e delle opportunità collegate agli impatti sociali e ambientali delle aziende. La severità dei criteri di valutazione ha determinato quest’anno l’esclusione dagli indici di 47 aziende precedentemente incluse.

La composizione del più prestigioso indice borsistico internazionale di sostenibilità viene rivista una volta all’anno da RobecoSAM in base ai risultati dell’assessment che valuta la performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione.

Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), Axia (Ethical e CSR), ECPI (Ethical Global, Euro, EMU), MSCI (Global e Europe Sustainability), ASPI Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe), Vigeo (World e Europe) e negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Ambientalismo intelligente: manca un giusto sfruttamento delle nostre risorse

Crescita e occupazione: parole buone prima del voto. In Italia le multinazionali fuggono perché non esiste un ambientalismo intelligente e perché ancora non siamo in grado di attuare un giusto sfruttamento delle nostre risorse. Manco a farlo apposta, una parte dell’attuale programma di Governo è incentrato su alcuni dei temi che ho affrontato di recente sul blog.

ambientalismo intelligente

Stamani, dalle pagine del Corriere della Sera, è stata riportata la notizia dell’imminente presentazione di “Destinazione Italia” un piano che prevede una serie di incentivi fiscali e dismissioni che permetteranno di attrarre degli investimenti dall’Estero, come ha assicurato il premier Enrico Letta.

Un plauso all’iniziativa arriva anche dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo cui la manovra costituirà “un importante fattore” per la riduzione del debito.

Gocce di Verita

Ovviamente, a ispirare il Governo nell’elaborazione di un programma di attività volto al richiamo di capitali da altre nazioni, non è stato il blog Gocce di Verità…ma una serie di campanelli d’allarme scanditi dalla fuga delle multinazionali dal nostro Paese e da alcune “tirate d’orecchie” arrivate anche da organi d’informazione di fama internazionale, come il prestigioso Times .

E’ infatti trascorso poco più di un mese quando un editoriale del quotidiano inglese, pubblicato alla vigilia di un incontro tra il nostro presidente del Consiglio e l’inquilino di Downing Street, Mr. David Cameron, paragonava l’Italia all’Africa e all’America del Sud a causa delle difficoltà che stanno caratterizzando l’avvio di un progetto industriale di matrice britannica sul nostro territorio.

L’articolo in questione, dall’eloquente titolo “Logic vanishes in hour of need / La logica scompare nel momento del bisogno”, racconta di una società petrolifera anglosassone le cui attività in Italia “vengono ostacolate a livello locale con il pretesto dell’impatto ambientale”.

Una storia che vi ricorda qualcosa? Possibile, perché la compagnia inglese che sta riscontrando così tanti problemi nell’installare una piattaforma petrolifera al largo delle coste abruzzesi è la stessa a cui ha fatto riferimento Chicco Testa nel suo recente articolo di denuncia.

Anticipando l’ex presidente di Enel, anche il giornalista Gary Parkinson punta il dito contro gli amministratori locali, colpevoli di essere impegnati a non intaccare la propria “reputazione ambientalista” davanti agli occhi dell’opinione pubblica alla vigilia delle elezioni regionali, invece di avviare strategie che prevedano un efficace sfruttamento degli importanti investimenti che ci sono in ballo.

Anche secondo il Times, dunque, il partito che attualmente governa l’Italia è quello del “Not In My Term Office / Non Durante Il Mio Mandato”.

Ma cosa dicono gli esperti in merito a questa spinosa vicenda? Le Istituzioni stanno realmente tutelando le nostre coste e il nostro mare da un eventuale pericolo, oppure qualcuno dei nostri amministratori è più attaccato alla propria poltrona che al futuro del Paese?

Stando al parere del geologo Uberto Crescenti, ex rettore dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, “tutte le attività di ricerca di idrocarburi portano lavoro, fanno crescere l’economia e portano benessere”.

Per rassicurare gran parte di coloro che vedono in una piattaforma petrolifera solo inquinamento e distruzione dell’attività turistica, il professionista ha inoltre ricordato che il super partes Comitato di Valutazione d’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha già espresso più volte parere favorevole al progetto e, pertanto, è “da ritenere che siano state previste tutte le opportune e necessarie attività tese alla salvaguardia ambientale e della salute pubblica”.

Alla fine di questa partita, il cui risultato è ancora incerto, sarebbe utile domandarsi se e quanto sia (in)giusto che una minoranza decida del futuro di un’intera regione/nazione in nome di rischi ambientali imprecisati o mai documentati.

Forse con qualche parere scientifico in più e alcuni comizi elettorali in meno, il territorio e lo sviluppo potrebbero diventare addirittura sinonimi. Persino in Italia.

FONTE: goccediverità.it

No Comments
Comunicati

Gocce di verita: Energia, una dipendenza da oltre 1000 euro a testa

Dal blog Gocce di Verità. Tasse importazione gas, riserve gas Italia. Come reagireste se vi dicessero che una cospicua parte delle nostre tasse viene investita per importare materie prime di cui il territorio italiano dispone in abbondanza? Ambiente, territorio, sviluppo, energia.

Gocce di Verita Tasse importazione gas

Una domanda che mi sono posto quando ho scoperto che per riscaldare le nostre case e dissetare i nostri mezzi di trasporto, il bel Paese solo nel 2011 ha dovuto spendere di importazioni ben 62 miliardi di euro, vale a dire più di 120 milioni di miliardi delle nostre mai dimenticate lire giusto per rendere meglio l’idea (Fonte Strategia Energetica Nazionale, documento approvato e presentato lo scorso marzo dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente per indirizzare e programmare la politica energetica del Paese).

Gocce di Verita

Qualcuno di certo obietterà che l’Italia è rinomata per il turismo e le sue spiagge e che quindi questa cifra spropositata – pari a quasi 2 finanziarie del Governo Monti – sia lo scotto da pagare per non essere nati in Texas ma in riva al bagnasciuga dell’immacolato Mediterraneo.
Purtroppo, come già ho ricordato in alcuni dei miei post precedenti, non è di dominio pubblico che, sotto i nostri piedi, il territorio italiano nasconde delle ingenti quantità di gas e di petrolio, un piccolo tesoretto tricolore che trasforma in un grave spreco economico la percentuale di riserve energetiche dall’Estero: solo nel 2010, ad esempio, ben l’84% del consumo energetico nazionale è stato importato, contro una media europea del 53% (Fonte SEN).

Secondo quanto rilevato da fonti autorevoli e indipendenti come il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente, le risorse potenziali totali presenti nel nostro Paese ammontano a 700 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) di idrocarburi (cifra che, peraltro, considerati gli ultimi 10 anni in cui l’attività esplorativa si è ridotta al minimo, è probabile sia stata definita largamente per difetto). Una stima che conferma ancora una volta come, fatta eccezione per i Paesi nordici, le riserve italiane siano le più importanti dell’Europa continentale.
Ma allora per quale motivo ogni anno decidiamo di pagare per qualcosa che già possediamo in abbondanza, facendo prendere il volo a gran parte del nostro stipendio verso Paesi come Russia, Algeria e Libia?

Qualcuno risponderebbe che l’industria petrolifera finirebbe per macchiare di nero la filiera turistica. Partendo dall’inviolabile presupposto che lo sviluppo energetico di un territorio non deve trascurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio, qualche tempo fa ho postato lo studio sulle potenzialità del settore italiano degli idrocarburi condotto dal R.I.E. (Ricerche Industriali ed Energetiche) che ha rilevato come le attività petrolifere siano compatibili con quelle del settore turistico, sull’esempio dell’Emilia Romagna: qui, infatti, pur essendo quasi la metà del territorio interessata da attività di sviluppo degli idrocarburi con ben 210 pozzi produttivi (fonte Unmig) si è riusciti a divenire un punto di riferimento importante per il flusso turistico straniero (quinta Regione in Italia), con un 6,2% del totale concentrato inoltre proprio nelle coste prospicienti l’estrazione di gas naturale avviata oltre mezzo secolo fa.

E a chi obietta che lo sfruttamento delle risorse di idrocarburi sia un’attività pericolosa per l’ambiente e per le persone, cosa si può dire? La risposta a questi dubbi legittimi, forse, non risiede nella urla da comizio elettorale o negli allarmismi di piazza, bensì nei dati scientifici emersi dagli studi pubblicati da organi seri e indipendenti: lo studio del R.I.E. ha rilevato che nel periodo 1970-1990, nonostante la forte intensificazione delle attività E&P, in Italia non si è registrato alcun impatto di grande rilievo sull’ambiente; inoltre, negli ultimi 10 anni, non sono stati riscontrati casi di blow-out (un’uscita incontrollata di acqua, gas o petrolio) nei pozzi offshore dei mari italiani, contro una media europea e mondiale nell’intorno di 1,8-1,3 per mille pozzi perforati.

Infine, secondo lo studio di Confindustria Chieti il settore “Industria del petrolio” (che comprende anche il mid-stream e il downstream) risulta essere il comparto dell’industria manifatturiera caratterizzato dalla più bassa percentuale di infortuni sul lavoro rispetto ai dipendenti (elaborazioni su dati INPS).

Alla luce di queste evidenze, sono del parere che l’Italia non possa più permettersi di ascoltare sedicenti ambientalisti e rappresentanti politici alla caccia di qualche voto: nel bel mezzo di una delle crisi economiche più lunghe e dure che i libri di storia ricordano, assieme ai comprensibili sforzi richiesti ai cittadini sotto forma di aumento di tasse e del taglio di alcuni servizi, non sarebbe giusto che lo Stato sfruttasse al meglio tutte le risorse di cui fortunatamente dispone? E io pago…

FONTE: www.goccediverita.it

No Comments
Comunicati

Web reputation pharma: Netscreening, italiani non amano le aziende del farmaco

La prima indagine sulla “web reputation” delle pharma pubblicata su “AboutPharma and Medical Devices” realizzata in collaborazione con Netscreening. Gli internauti italiani non amano le aziende farmaceutiche. Tra blog, social network, chiacchiericci e semplici search, il web di casa nostra non mostra particolare affezione per i produttori di pillole. Ne parla poco – rispetto ad altri comparti industriali – ma soprattutto ne parla male. Da AboutPharma.

È quanto risulta da un’indagine esclusiva, svolta tra gennaio e giugno 2013, da AboutPharma and Medical Devices  in collaborazione con Netscreening, società specializzata nelle analisi di web reputation. L’indagine appare sul numero di settembre del nostro mensile e ha messo sotto la lente le discussioni italiane online riguardanti 70 aziende farmaceutiche italiane e straniere, oltre ai principali produttori di dispositivi, selezionandone una quarantina tra quelle che presentavano la maggiore significatività statistica. Le aziende farmaceutiche sono state “indagate” utilizzando il rispettivo brand quale keyword.

Da un primo sguardo emerge che:

  1. Pfizer guida la classifica della presenza online, con 4.578 discussioni (seguono Bayer e Novartis ben distanziate);
  2. Baxter vince tra i produttori di dispositivi (tuttavia va considerata la doppia veste produttiva);
  3. Fatto cento il valore attribuito alle tendenze di ricerca dedicate al sistema industriale più allargato, l’azienda Pharma che totalizza più “search” (Pfizer) è ben ultima, con indice 2, dietro a brand quali Samsung (88), Ikea (41), Fiat (28) e Kinder (4).

netscreening web reputation pharma_01

netscreening web reputation pharma_02
Il tutto a dimostrazione che il posizionamento delle aziende del farmaco nei dibattiti online è poco significativo se confrontato con altri segmenti merceologici.

Inoltre, dall’analisi del “sentiment” per settore, calcolato sulle dieci aziende più discusse, emerge che chi in rete discetta di farmaci o pacemaker e dibatte su chi li produce, nella maggior parte dei casi lo fa con atteggiamento neutro e distaccato (64%). Tuttavia, come accennato in apertura, vige un sentimento negativo (27,6%) verso il pharma nel quale non è difficile rintracciare i segni di un antico, notorio e irrisolto stigma nei confronti di chi “fa i soldi sulla pelle della gente”.

Meno “indigesto” appare ai navigatori il mondo dei device, considerato che il 76.7% delle discussioni che lo riguardano ha un carattere neutro e che dissensi (13.25%) e consensi (10.05%) quasi si equivalgono.

netscreening web reputation pharma_03

Decisamente più fortunato è il comparto Hi-tech (56% sentiment  positivo: gli smanettoni adorano le loro manie), seguito a ruota da Food & Beverage (51%), Moda (0%), Grande distribuzione (26%) e Auto/moto (26%).

Per questa specifica ricerca Netscreening ha interrogato 80mila fonti italiane dall’inizio dell’anno (65% fonti 1.0 e 35% fonti 2.0, ovvero i social network), sette giorni su sette e per ventiquattr’ore al giorno.

AboutPharma ha affidato l’interpretazione del dato a tre grandi esperti di web, marketing e comunicazione: Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, Mario Pappagallo, giornalista del Corriere della Sera, e Paolo Tacconi, global digital director di De Agostini Publishing. I primi due indicano nella scarsa vocazione tecnologica e in alcuni oggettivi e storici errori (ad esempio gli scandali) le ragioni delle critiche mosse alle imprese dai navigatori italiani, suggerendo una migliore divulgazione dei comportamenti virtuosi per uscire dal pantano. Su quest’ultimo punto concorda anche Paolo Tacconi, che spiega le migliori strategie comunicative per presidiare il web. Prevenire è meglio che curare. Anche su internet.

FONTEaboutpharma.com

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo, nuove infrastrutture elettriche per il Parco del Pollino

Ambiente, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, completa in tempi record la demolizione dei tralicci nel Parco del Pollino. Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio, liberando così un’importante area del Parco. L’entrata in esercizio del nuovo impianto, migliorando la qualità di fornitura dell’energia, ha reso possibile dare il via al piano di razionalizzazione della rete nell’area.

Tralicci Pollino

E’ stata completata in appena un mese la demolizione da parte di Terna Rete Italia, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, della linea a 150 kV che collegava Rotonda ad Agri e che attraversava il Parco del Pollino per 40 km.

Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio, liberando così un’importante area del Parco del Pollino.

Vista la difficile accessibilità dei tralicci, durante alcune fasi dell’operazione è stato necessario l’utilizzo dell’elicottero. In questo modo si è evitata l’apertura di nuove strade all’interno dell’area protetta.

La demolizione è stata possibile grazie alla realizzazione da parte di Terna Rete Italia di nuove infrastrutture fondamentali per il sistema elettrico dell’area. Tra queste, la Stazione Elettrica 380/150 kV di Aliano in provincia di Matera, entrata in esercizio a ottobre dello scorso anno. Un nuovo impianto a basso impatto visivo, posizionato a breve distanza dalla Strada Statale della val d’Agri, che si trova all’incrocio della linea a 380 kV “Matera – Laino” con le linee a 150 kV “Rotonda – Agri” e “Agri – Salandra”.

L’entrata in esercizio del nuovo impianto, migliorando la qualità di fornitura dell’energia, ha reso possibile dare il via al piano di razionalizzazione della rete nell’area: verranno eliminati 2 km di vecchi elettrodotti a 150 kV nei pressi di Aliano oltre ai 40 km già eliminati all’interno del Parco.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo: Terna inaugura l’elettrodotto italo-francese

Energia, Terna, iniziati i lavori per realizzare il cavo interrato più lungo del mondo con tecnologia d’avanguardia a corrente continua. L’elettrodotto, lungo quasi 200 km, collegherà Italia e Francia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio ma con impatti più che positivi sul mercato dell’energia: l’innovativa infrastruttura incrementerà l’interscambio energetico fra i due Paesi e consentirà all’Italia di ottimizzare le rinnovabili ed esportare. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “7,9 miliardi di euro di investimenti già stanziati per i prossimi dieci anni”.

Elettrodotto Francia

Quasi 200 km di cavo interrato, con tecnologia d’avanguardia a corrente continua, che collegherà Italia e Francia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio ma con impatti più che positivi sul mercato dell’energia: l’innovativa infrastruttura che col tempo permetterà di risparmiare sul costo dell’elettricità e che farà finalmente dell’Italia un Paese esportatore di energia e non solo importatore, è frutto della collaborazione tra Terna e la francese Rte, con la virtuosa partecipazione degli enti pubblici locali e il co-finanziamento della Commissione europea.
Proprio sull’asse di territorio che vede ancora i cantieri dell’alta velocità ferroviaria contestati e di fatto fermi, il corridoio elettrico tra i due Paesi è invece già partito e diventerà nel 2019, anno della prevista conclusione dei lavori, il collegamento sotterraneo e invisibile più lungo del mondo, facendo dei due Paesi divisi dalle Alpi i rispettivi primi partner nell’interscambio energetico.
“Ci saranno però voluti 12 anni per farlo”, ricorda Dominique Maillard, presidente della transalpina Reseau de Transport d’Electricité. Ma i benefici sono molti di più dei punti d’ombra rilevati dal partner francese nel corso dell’inaugurazione di Piossasco, piccolo centro in provincia di Torino dove si può dire che tutto ebbe inizio, visto che grazie al suo cittadino più famoso, Alessandro Cruto, proprio qui fu utilizzata per la prima volta, il 16 maggio 1883, la lampadina elettrica ad incandescenza.

FlavioCattaneo_480

Esattamente 130 anni dopo, un invisibile cavo che parte da Grand’Ile, in Savoia, e attraverso un lungo viaggio nascosto fra strade, ponti e gallerie (compresi i 13 km del traforo del Frejus) giunge in Piemonte, garantirà sostenibilità ecologica, risparmio energetico e creazione di posti di lavoro, nell’ottica di un mercato unico dell’energia europea  che vede nella collaborazione Italia-Francia un importante passo, già sancito ai tempi delle presidenze di Prodi e Sarkozy con gli accordi bilaterali di Nizza del 2007.
Il tutto grazie soprattutto a un forte investimento di Terna, società in piena salute che nel 2012 ha fatturato oltre 1,8 miliardi di euro con utili a 464 milioni, come sottolineato al “taglio del nastro” dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo: “Dalla sua nascita (nel 2004, ndr) Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”. Investimenti, come l’elettrodotto italo-francese denominato “Piemonte-Savoia”, che consentiranno al Paese di diventare negli anni sempre più esportatore e sempre meno importatore, come riconosciuto dallo stesso Maillard: “La nuova infrastruttura permetterà di ottimizzare le energie rinnovabili, sulle quali l’Italia è avanti, soprattutto grazie al fotovoltaico”.
Energia che potrà dunque essere venduta alla Francia, specialmente nei periodi invernali, in cui il Paese transalpino non sempre riesce a soddisfare la propria domanda interna. Oltretutto sempre lo stesso presidente della società di trasporto elettrico francese ricorda che, verrebbe da dire una volta tanto, è l’Italia ad aver investito di più e ad essere più avanti nei lavori: “Mentre oggi a Piossasco si dà il via, in Francia inizieremo solo fra 6 mesi”.
Motivo d’orgoglio, ma non solo. Il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ricorda anche i benefici in termini economici per la popolazione: “A pieno regime con l’opera, che porterà la capacità di trasporto della rete tra i due paesi dagli attuali 2.650 megawatt a oltre 4.400 megawatt, si risparmieranno 150 milioni di euro di energia all’anno: solo qualche euro per ogni singolo utente, ma che di questi tempi non fanno mai male, e senza contare l’impatto positivo che la nuova opera avrà sull’ambiente e sul mercato del lavoro”.

FONTE: First Online

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo: Più sicuro il sistema elettrico di Ischia

Ischia, grazie al Piano di Sviluppo della Rete Nazionale del 2009 e del 2010 è entrato in esercizio il nuovo collegamento elettrico in cavo sottomarino a 150 kV “Cuma-Patria 2″, che, affiancando l’ esistente “Cuma-Patria 1″, garantisce all’isola di Ischia una riserva strategica di energia in caso di necessità. L’intervento, realizzato da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, assicurerà maggiore sicurezza al sistema elettrico dell’intera isola.

Bonifica frattamaggiore

Terna, Flavio Cattaneo.
La necessità di raddoppiare il collegamento “terra ferma – isola verde” era stata evidente nell’agosto del 2009 quando alcuni lavori di scavo stradale nel Comune di Giugliano in Campania danneggiarono l’allora unico collegamento in cavo provocando di conseguenza disalimentazioni sull’isola di Ischia.

Nel 2011 sono stati completati i lavori relativi allo stallo nella stazione elettrica di Patria, alla posa dei cavi, alle giunzioni, ed a tutti i collaudi necessari per il nuovo collegamento, mentre l’entrata in esercizio è stata posticipata in relazione ad attività di competenza Enel per il blindato di Cuma.

Il tratto nuovo è posato prevalentemente in un’area agricola, collocata all’interno di una zona classificata come Sito di Interesse Nazionale, ed attraversa un tronco ferroviario Alta Velocità; nonostante tali particolarità le attività sono state portate a termine nei termini previsti grazie alla sinergia delle varie unità dell’AOT/NA e del DSC coinvolte ed alla professionalità delle ditte esecutrici dei lavori.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Terna Elettrodotto Francia: Flavio Cattaneo, eccellenza di ingegneria elettrica

Piossasco, Terna avvia i lavori per la costruzione del nuovo elettrodotto Piemonte-Savoia. L’opera rappresenterà la 23ma interconnessione con l’estero ma soprattutto il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato: 190 chilometri tra Piossasco e Grand’Ile. Flavio Cattaneo, AD di Terna: «Questa interconnessione con la Francia rappresenta un’eccellenza dell’ingegneria elettrica a livello mondiale e consentirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi».

Terna Elettrodotto Francia

L’ultima linea di interconnessione con la Francia risale al 1985 quando fu costruita la Rondissone-Albertville. Ma, una volta ultimato, il nuovo elettrodotto Piemonte-Savoia, il quinto tra la penisola e i cugini d’oltralpe e i cui lavori sono stati inaugurati dall’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, rappresenterà la 23ma interconnessione con l’estero ma soprattutto il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato: 190 chilometri tra Piossasco (To) e Grand’Ile (Savoia), che saranno messi in servizio per il 2019 e che saranno realizzati in modo da integrarsi perfettamente con le infrastrutture stradali e autostradali esistenti.

L’opera, che richiederà un investimento complessivo di 1,4 miliardi di euro (800 milioni per il tratto italiano e 600 per quello francese) si inserisce nel quadro di una cooperazione bilaterale in ambito energetico sancita dagli accordi di Nizza e produrrà benefici evidenti per il sistema: 150 milioni di euro di risparmi l’anno. «Questa interconnessione con la Francia rappresenta un’eccellenza dell’ingegneria elettrica a livello mondiale – ha spiegato Cattaneo – e consentirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi». Il nuovo elettrodotto, ha evidenziato poi il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, presente all’avvio del cantiere, «è una infrastruttura innovativa e di grande importanza comunitaria che permetterà di consolidare ulteriormente la collaborazione in campo industriale ed energetico tra i nostri due paesi».

In base agli accordi siglati nel 2007, oltre all’opera inaugurata, sono previsti anche il potenziamento della rete esistente, attualmente in corso, sulla linea “Cornier-Montagny-Albertville-LaPraz-Villarodin-Venaus-Piossasco” per ulteriori 600 megawatt. Complessivamente, quindi, la collaborazione tra Terna e Rte porterà la capacità di trasporto della rete tra i due paesi dagli attuali 2.650 a oltre 4.400 MW, con un incremento di oltre il 60%. In Italia, circa la metà dell’investimento per il nuovo elettrodotto sarà a carico di Terna e l’altra metà sarà sostenuta da Transenergia, società di scopo partecipata pariteticamente da Sitaf e Nemo, ciascuno con il 50 per cento.

FONTE: Il Sole 24 Ore

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo: Esporteremo energia, Via all’elettrodotto italo-francese

Piossasco, via all’elettrodotto italo-francese. Inaugurata l’innovativa infrastruttura che permetterà di risparmiare sul costo dell’elettricità e che farà finalmente dell’Italia un Paese esportatore di energia.
La realizzazione del cavo interrato a corrente continua più lungo del mondo, incrementerà l’interscambio energetico fra i due Paesi e consentirà all’Italia di ottimizzare le rinnovabili con un impatto ambientale minimo. L’Ad di Terna Flavio Cattaneo: “Diventeremo esportatori”.

Bonifica frattamaggiore

Inaugurato a Piossasco, in Piemonte, il cantiere per realizzare il cavo interrato a corrente continua più lungo del mondo, che incrementerà l’interscambio energetico fra i due Paesi: la fine dei lavori (che sul versante francese inizieranno solo fra 6 mesi) è prevista nel 2019 e consentirà all’Italia di ottimizzare le rinnovabili ed esportare. Quasi 200 km di cavo interrato, con tecnologia d’avanguardia a corrente continua, che collegherà Italia e Francia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio ma con impatti più che positivi sul mercato dell’energia.

L’innovativa infrastruttura che col tempo permetterà di risparmiare sul costo dell’elettricità e che farà finalmente dell’Italia un Paese esportatore di energia e non solo importatore, è frutto della collaborazione tra Terna e la francese Rte, con la virtuosa partecipazione degli enti pubblici locali e il co-finanziamento della Commissione europea. Proprio sull’asse di territorio che vede ancora i cantieri dell’alta velocità ferroviaria contestati e di fatto fermi, il corridoio elettrico tra i due Paesi è invece già partito e diventerà nel 2019, anno della prevista conclusione dei lavori, il collegamento sotterraneo e invisibile più lungo del mondo, facendo dei due Paesi divisi dalle Alpi i rispettivi primi partner nell’interscambio energetico. “Ci saranno però voluti 12 anni per farlo”, ricorda Dominique Maillard, presidente della transalpina Reseau de Transport d’Electricité.

Ma i benefici sono molti di più dei punti d’ombra rilevati dal partner francese nel corso dell’inaugurazione di Piossasco, piccolo centro in provincia di Torino dove si può dire che tutto ebbe inizio, visto che grazie al suo cittadino più famoso, Alessandro Cruto, proprio qui fu utilizzata per la prima volta, il 16 maggio 1883, la lampadina elettrica ad incandescenza. Esattamente 130 anni dopo, un invisibile cavo che parte da Grand’Ile, in Savoia, e attraverso un lungo viaggio nascosto fra strade, ponti e gallerie (compresi i 13 km del traforo del Frejus) giunge in Piemonte, garantirà sostenibilità ecologica, risparmio energetico e creazione di posti di lavoro, nell’ottica di un mercato unico dell’energia europea che vede nella collaborazione Italia-Francia un importante passo, già sancito ai tempi delle presidenze di Prodi e Sarkozy con gli accordi bilaterali di Nizza del 2007. Il tutto grazie soprattutto a un forte investimento di Terna, società in piena salute che nel 2012 ha fatturato oltre 1,8 miliardi di euro con utili a 464 milioni, come sottolineato al “taglio del nastro” dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo: “Dalla sua nascita (nel 2004, ndr) Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”. Investimenti, come l’elettrodotto italo-francese denominato “Piemonte-Savoia”, che consentiranno al Paese di diventare negli anni sempre più esportatore e sempre meno importatore, come riconosciuto dallo stesso Maillard: “La nuova infrastruttura permetterà di ottimizzare le energie rinnovabili, sulle quali l’Italia è avanti, soprattutto grazie al fotovoltaico”. Energia che potrà dunque essere venduta alla Francia, specialmente nei periodi invernali, in cui il Paese transalpino non sempre riesce a soddisfare la propria domanda interna. Oltretutto sempre lo stesso presidente della società di trasporto elettrico francese ricorda che, verrebbe da dire una volta tanto, è l’Italia ad aver investito di più e ad essere più avanti nei lavori: “Mentre oggi a Piossasco si dà il via, in Francia inizieremo solo fra 6 mesi”.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo: completata demolizione tralicci Parco del Pollino

Sostenibilità ambientale, completata a tempo record la demolizione dei tralicci nel Parco del Pollino. La dismissione della linea è stata possibile grazie alla realizzazione di nuove infrastrutture, fondamentali per il sistema elettrico dell’area, ad opera di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio.

Tralicci Pollino

E’ stata completata in appena un mese la demolizione da parte di Terna Rete Italia, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, della linea a 150 kV che collegava Rotonda ad Agri e che attraversava il Parco del Pollino per 40 km.

Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio, liberando così un’importante area del Parco del Pollino.

Vista la difficile accessibilità dei tralicci, durante alcune fasi dell’operazione è stato necessario l’utilizzo dell’elicottero. In questo modo si è evitata l’apertura di nuove strade all’interno dell’area protetta.

La demolizione è stata possibile grazie alla realizzazione da parte di Terna Rete Italia di nuove infrastrutture fondamentali per il sistema elettrico dell’area. Tra queste, la Stazione Elettrica 380/150 kV di Aliano in provincia di Matera, entrata in esercizio a ottobre dello scorso anno. Un nuovo impianto a basso impatto visivo, posizionato a breve distanza dalla Strada Statale della val d’Agri, che si trova all’incrocio della linea a 380 kV “Matera – Laino” con le linee a 150 kV “Rotonda – Agri” e “Agri – Salandra”.

L’entrata in esercizio del nuovo impianto, migliorando la qualità di fornitura dell’energia, ha reso possibile dare il via al piano di razionalizzazione della rete nell’area: verranno eliminati 2 km di vecchi elettrodotti a 150 kV nei pressi di Aliano oltre ai 40 km già eliminati all’interno del Parco.

FONTE: TernaSostenibilità ambientale, completata a tempo record la demolizione dei tralicci nel Parco del Pollino. La dismissione della linea è stata possibile grazie alla realizzazione di nuove infrastrutture, fondamentali per il sistema elettrico dell’area, ad opera di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio.

E’ stata completata in appena un mese la demolizione da parte di Terna Rete Italia, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, della linea a 150 kV che collegava Rotonda ad Agri e che attraversava il Parco del Pollino per 40 km.

Complessivamente sono stati dismessi circa un centinaio di tralicci dell’alta tensione, eliminati 45 km di conduttori e recuperate 100 tonnellate di acciaio, liberando così un’importante area del Parco del Pollino.

Vista la difficile accessibilità dei tralicci, durante alcune fasi dell’operazione è stato necessario l’utilizzo dell’elicottero. In questo modo si è evitata l’apertura di nuove strade all’interno dell’area protetta.

La demolizione è stata possibile grazie alla realizzazione da parte di Terna Rete Italia di nuove infrastrutture fondamentali per il sistema elettrico dell’area. Tra queste, la Stazione Elettrica 380/150 kV di Aliano in provincia di Matera, entrata in esercizio a ottobre dello scorso anno. Un nuovo impianto a basso impatto visivo, posizionato a breve distanza dalla Strada Statale della val d’Agri, che si trova all’incrocio della linea a 380 kV “Matera – Laino” con le linee a 150 kV “Rotonda – Agri” e “Agri – Salandra”.

L’entrata in esercizio del nuovo impianto, migliorando la qualità di fornitura dell’energia, ha reso possibile dare il via al piano di razionalizzazione della rete nell’area: verranno eliminati 2 km di vecchi elettrodotti a 150 kV nei pressi di Aliano oltre ai 40 km già eliminati all’interno del Parco.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Cattaneo energia: Terna, Al via nel torinese cantiere elettrodotto Italia-Francia

Piossasco, inaugurato il cantiere per realizzare 200 km di cavo interrato a corrente continua, il più lungo del mondo, che incrementerà l’interscambio energetico fra Italia e Francia consentendo di ottimizzare le rinnovabili ed esportando energia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio. Flavio Cattaneo, AD di Terna: “Dalla sua nascita Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”.

Elettrodotto Francia

Inaugurato a Piossasco, in Piemonte, il cantiere per realizzare il cavo interrato a corrente continua più lungo del mondo, che incrementerà l’interscambio energetico fra i due Paesi: la fine dei lavori (che sul versante francese inizieranno solo fra 6 mesi) è prevista nel 2019 e consentirà all’Italia di ottimizzare le rinnovabili ed esportare. Quasi 200 km di cavo interrato, con tecnologia d’avanguardia a corrente continua, che collegherà Italia e Francia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio ma con impatti più che positivi sul mercato dell’energia.
L’innovativa infrastruttura che col tempo permetterà di risparmiare sul costo dell’elettricità e che farà finalmente dell’Italia un Paese esportatore di energia e non solo importatore, è frutto della collaborazione tra Terna e la francese Rte, con la virtuosa partecipazione degli enti pubblici locali e il co-finanziamento della Commissione europea. Proprio sull’asse di territorio che vede ancora i cantieri dell’alta velocità ferroviaria contestati e di fatto fermi, il corridoio elettrico tra i due Paesi è invece già partito e diventerà nel 2019, anno della prevista conclusione dei lavori, il collegamento sotterraneo e invisibile più lungo del mondo, facendo dei due Paesi divisi dalle Alpi i rispettivi primi partner nell’interscambio energetico.

“Ci saranno però voluti 12 anni per farlo”, ricorda Dominique Maillard, presidente della transalpina Reseau de Transport d’Electricité.
Ma i benefici sono molti di più dei punti d’ombra rilevati dal partner francese nel corso dell’inaugurazione di Piossasco, piccolo centro in provincia di Torino dove si può dire che tutto ebbe inizio, visto che grazie al suo cittadino più famoso, Alessandro Cruto, proprio qui fu utilizzata per la prima volta, il 16 maggio 1883, la lampadina elettrica ad incandescenza. Esattamente 130 anni dopo, un invisibile cavo che parte da Grand’Ile, in Savoia, e attraverso un lungo viaggio nascosto fra strade, ponti e gallerie (compresi i 13 km del traforo del Frejus) giunge in Piemonte, garantirà sostenibilità ecologica, risparmio energetico e creazione di posti di lavoro, nell’ottica di un mercato unico dell’energia europea che vede nella collaborazione Italia-Francia un importante passo, già sancito ai tempi delle presidenze di Prodi e Sarkozy con gli accordi bilaterali di Nizza del 2007. Il tutto grazie soprattutto a un forte investimento di Terna, società in piena salute che nel 2012 ha fatturato oltre 1,8 miliardi di euro con utili a 464 milioni, come sottolineato al “taglio del nastro” dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo: “Dalla sua nascita (nel 2004, ndr) Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”.

Investimenti, come l’elettrodotto italo-francese denominato “Piemonte-Savoia”, che consentiranno al Paese di diventare negli anni sempre più esportatore e sempre meno importatore, come riconosciuto dallo stesso Maillard: “La nuova infrastruttura permetterà di ottimizzare le energie rinnovabili, sulle quali l’Italia è avanti, soprattutto grazie al fotovoltaico”.
Energia che potrà dunque essere venduta alla Francia, specialmente nei periodi invernali, in cui il Paese transalpino non sempre riesce a soddisfare la propria domanda interna. Oltretutto sempre lo stesso presidente della società di trasporto elettrico francese ricorda che, verrebbe da dire una volta tanto, è l’Italia ad aver investito di più e ad essere più avanti nei lavori: “Mentre oggi a Piossasco si dà il via, in Francia inizieremo solo fra 6 mesi”.
FONTE: La Stampa

No Comments
Comunicati

Cattaneo Flavio: cresce la popolarità di Terna all’estero

Terna, prima le semestrali con una crescita dell’utile del 19% e un ebitda margin di circa il 79%, poi le raccomandazioni degli analisti da hold a buy. All’estero cresce la popolarità di Terna e del suo AD Flavio Cattaneo. L’ultima ricerca sulla shareholder identification su oltre 100 mila azionisti retail che detengono il 22% del capitale, infatti, evidenzia una base azionaria composta per il 41% da investitori stranieri.

Flavio Cattaneo

Prima le semestrali con una crescita dell’utile del 19% e un ebitda margin di circa il 79%. Poi, gli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno alzato la raccomandazione su Terna da hold a buy, con target a 3,64 euro, visto che i conti trimestrali “ancora una volta sono stati solidi e sopra le nostre stime”. Infine, l’analisi di Fidentis, che raccomanda il buy e fissa il target del titolo tra 3,65-3,70 euro. E chissà se l’ad Flavio Cattaneo farà le ferie all’estero, visto che la sua popolarità fuori dai confini è in aumento.

Logo Terna_240

L’ultima ricerca sulla shareholder identification su oltre 100 mila azionisti retail che detengono il 22% del capitale, infatti, evidenzia una base azionaria composta per il 41% da investitori stranieri: dei 397 soggetti istituzionali che attraverso 1.400 fondi posseggono il 48% del capitale, 322 non sono italiani. Insomma, Cattaneo piace oltrefrontiera.

FONTE: Terna

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo, Eletrodotto Italo-Francese “Diventeremo esportatori”

Inaugurato a Piossasco, in Piemonte, il cantiere per realizzare il cavo interrato a corrente continua più lungo del mondo, che incrementerà l’interscambio energetico fra i due Paesi: la fine dei lavori è prevista nel 2019 e consentirà all’Italia di ottimizzare le rinnovabili ed esportare. Flavio Cattaneo: “Dalla sua nascita Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”.

Flavio Cattaneo

Quasi 200 km di cavo interrato, con tecnologia d’avanguardia a corrente continua, che collegherà Italia e Francia senza il minimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio ma con impatti più che positivi sul mercato dell’energia: l’innovativa infrastruttura che col tempo permetterà di risparmiare sul costo dell’elettricità e che farà finalmente dell’Italia un Paese esportatore di energia e non solo importatore, è frutto della collaborazione tra Terna e la francese Rte, con la virtuosa partecipazione degli enti pubblici locali e il co-finanziamento della Commissione europea.

Terna

Proprio sull’asse di territorio che vede ancora i cantieri dell’alta velocità ferroviaria contestati e di fatto fermi, il corridoio elettrico tra i due Paesi è invece già partito e diventerà nel 2019, anno della prevista conclusione dei lavori, il collegamento sotterraneo e invisibile più lungo del mondo, facendo dei due Paesi divisi dalle Alpi i rispettivi primi partner nell’interscambio energetico.

“Ci saranno però voluti 12 anni per farlo”, ricorda Dominique Maillard, presidente della transalpina Reseau de Transport d’Electricité. Ma i benefici sono molti di più dei punti d’ombra rilevati dal partner francese nel corso dell’inaugurazione di Piossasco, piccolo centro in provincia di Torino dove si può dire che tutto ebbe inizio, visto che grazie al suo cittadino più famoso, Alessandro Cruto, proprio qui fu utilizzata per la prima volta, il 16 maggio 1883, la lampadina elettrica ad incandescenza.

Esattamente 130 anni dopo, un invisibile cavo che parte da Grand’Ile, in Savoia, e attraverso un lungo viaggio nascosto fra strade, ponti e gallerie (compresi i 13 km del traforo del Frejus) giunge in Piemonte, garantirà sostenibilità ecologica, risparmio energetico e creazione di posti di lavoro, nell’ottica di un mercato unico dell’energia europea  che vede nella collaborazione Italia-Francia un importante passo, già sancito ai tempi delle presidenze di Prodi e Sarkozy con gli accordi bilaterali di Nizza del 2007.

Il tutto grazie soprattutto a un forte investimento di Terna, società in piena salute che nel 2012 ha fatturato oltre 1,8 miliardi di euro con utili a 464 milioni, come sottolineato al “taglio del nastro” dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo: “Dalla sua nascita (nel 2004, ndr) Terna ha fatto investimenti per 8 miliardi, di cui 1,5 miliardi solo nel 2013, e con altri 7,9 miliardi già stanziati per i prossimi dieci anni”.

Investimenti, come l’elettrodotto italo-francese denominato “Piemonte-Savoia”, che consentiranno al Paese di diventare negli anni sempre più esportatore e sempre meno importatore, come riconosciuto dallo stesso Maillard: “La nuova infrastruttura permetterà di ottimizzare le energie rinnovabili, sulle quali l’Italia è avanti, soprattutto grazie al fotovoltaico”.

Energia che potrà dunque essere venduta alla Francia, specialmente nei periodi invernali, in cui il Paese transalpino non sempre riesce a soddisfare la propria domanda interna. Oltretutto sempre lo stesso presidente della società di trasporto elettrico francese ricorda che, verrebbe da dire una volta tanto, è l’Italia ad aver investito di più e ad essere più avanti nei lavori: “Mentre oggi a Piossasco si dà il via, in Francia inizieremo solo fra 6 mesi”.

Motivo d’orgoglio, ma non solo. Il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ricorda anche i benefici in termini economici per la popolazione: “A pieno regime con l’opera, che porterà la capacità di trasporto della rete tra i due paesi dagli attuali 2.650 megawatt a oltre 4.400 megawatt, si risparmieranno 150 milioni di euro di energia all’anno: solo qualche euro per ogni singolo utente, ma che di questi tempi non fanno mai male, e senza contare l’impatto positivo che la nuova opera avrà sull’ambiente e sul mercato del lavoro”.

FONTE: firstonline.it

No Comments
Comunicati

Cattaneo Terna, Semestre buoni risultati facendo interesse del Paese

”I numeri del semestre mostrano ancora una volta la qualita’ del lavoro della squadra di Terna e anche come sia possibile per un’azienda perseguire l’interesse generale del Paese realizzando allo stesso tempo buoni risultati”. L’amministratore delegato Flavio Cattaneo commenta cosi’ i risultati dei primi sei mesi dell’anno della societa’.

Flavio Cattaneo

”Proseguiamo il nostro lavoro – aggiunge – per aumentare ulteriormente l’efficienza della rete elettrica italiana rendendo sempre piu’ connesse tutte le zone del Paese e sviluppando nuove interconnessioni con l’estero”. ”Il lavoro di Terna fino ad oggi ha prodotto benefici per oltre 5 miliardi di euro per il sistema elettrico italiano – aggiunge Cattaneo – ma lo sviluppo delle infrastrutture deve essere promosso a livello europeo e ciascun Paese deve essere supportato in questo impegno. E’ una sfida che l’Europa ha il dovere di promuovere, per accorciare i tempi di costruzione della rete e del mercato elettrico integrato”. ”L’Italia – conclude Cattaneo – puo’ giocare un ruolo centrale, per la sua posizione geografica, per la struttura e lo sviluppo delle interconnessioni ad alta tensione e per lo stato del suo parco di produzione. E’ un’occasione unica anche per creare lavoro e aumentare sicurezza ed efficienza a beneficio di imprese e cittadini”.

Fonte: ilmondo.it

Terna: ricavi 1° semestre +7,3%. Utile netto +18,8% a 263,7 mln
Terna ha chiuso il primo semestre con ricavi in crescita del 7,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa a 918,8 milioni di euro. Il risultato, spiega la societa’, deriva dal maggiore corrispettivo per la remunerazione per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale, pari a +73,6 milioni di euro, parzialmente compensato dai minori ricavi delle altre partite energia per i meccanismi di premi e penalita’. Il margine operativo lordo si attesta a 731,9 milioni di euro (+9,4%) con l’Ebitda margin che si attesta, quindi, al 79,7%, in miglioramento rispetto al 78,1% registrato nel primo semestre 2012. Il risultato operativo e’ salito dell’11,6% a 518,5 milioni di euro mentre il risultato ante imposte e’ pari a 475,8 milioni di euro (+18,3%). L’utile netto del periodo, si attesta a 263,7 milioni di euro, in crescita di 41,8 milioni di euro (+18,8%) rispetto ai 221,9 milioni del primo semestre 2012. L’indebitamento finanziario netto e’ pari a 6.574,8 milioni di euro e registra una crescita di 719,8 milioni di euro rispetto a fine 2012 ”sostanzialmente per il finanziamento degli investimenti del periodo e l’erogazione del saldo del dividendo 2012”.

Fonte: asca.it

No Comments
Comunicati

Gocce di verità per essere informati su ambientalismo, Mar Adriatico e Petrolio

Nel dibattito, sempre vivace e affollato, sullo sviluppo del territorio  e le sue connessioni con l’ambiente, nasce una voce fuori dal coro dei no e delle proteste: un nuovo blog, Gocce di Verità, che ha l’intento di offrire alla discussione un punto di vista scientifico, all’insegna dell’umiltà e del dialogo aperto a tutti.

Gocce_di_verita

Partendo da una recente polemica sul caso della piattaforma petrolifera di Ombrina Mare in Abruzzo, alimentata da un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, lo scopo del blog è quello di affrontare criticamente la sindrome NIMBY (Non nel mio giardino) che spesso coinvolge ambientalisti, comitati, amministrazioni e politici locali e “che si scatena ogni qual volta – spiega l’autore – sui nostri territori nasce un progetto industriale”.

Un blog che intende “poter contare su fatti, evidenze, controprove in grado di dimostrare se questo o quel progetto rappresenti un’opportunità reale e non semplicemente una potenziale minaccia”. Esiste dunque una modalità, si chiede il blogger, “per raccogliere informazioni scientifiche, opinioni personali, critiche, richieste, contributi ed esperienze finalizzati ad avvicinarsi alla verità il più possibile e con grande umiltà ?”.
La risposta si può forse (e finalmente) trovare nel “web e nella sua funzione di catalizzatore sociale libero, aperto, democratico”.

Sullo sfondo del blog l’emblematico scontro tra due mondi in molti casi contrapposti: quello dell’ambientalismo di pancia, della piazza da una parte, e quello di un ambientalismo informato, “sobrio” e favorevole allo sviluppo sostenibile del territorio dall’altra. Realtà distanti che il blog vorrebbe avvicinare: “Siamo poi così certi che territorio e sviluppo non possano stringere un’alleanza fruttuosa e rispettosa di regole, sentimenti, necessità individuali e collettive?”

No Comments
Comunicati

Michelle Bonev, l’attrice bulgara torna a parlare di Donne in Gioco

Blog Michelle Bonev, l’attrice bulgare torna a parlare di Donne in Gioco, Goodbye Mama e di Romantica Entertainment, società di produzione cinematografica e televisiva con sedi in Italia e Bulgaria di cui Michelle Bonev è proprietaria e presidente

Michelle Bonev

Auditel “Donne in Gioco”. 26 marzo 2013. Nonostante l’argomento delicato e drammatico, la partita di calcio della Nazionale Italiana contro la Nazionale Maltese, valida per le qualificazioni ai mondiali (8.500.000 di spettatori), e Ballarò (5.000.000 di spettatori preoccupati di conoscere il futuro del paese), 2.500.000 di italiani (tutti quelli che erano rimasti sintonizzati su Canale 5, aspettando la fiction) hanno visto “Donne in Gioco” e l’hanno apprezzata, perché sono tornati a vedere anche la seconda puntata.

Da oggi due milioni e mezzo di persone in più conoscono meglio la ludopatia e gli effetti che provoca. Questo per me è un grande successo! E nonostante i critici televisivi abbiano asserito che è una brutta fiction, decine di migliaia di persone la stanno visionando sul sito di Mediaset Fiction. Vedono la prima e la seconda puntata.

Grazie a tutti voi per aver apprezzato il mio lavoro, alla Polizia di Stato per aver permesso alla Produzione di girare nella Scuola di Polizia di Trieste, grazie agli attori e alle maestranze che hanno preso parte alla fiction… Perché noi facciamo questo mestiere per il nostro pubblico, che è il nostro arbitro supremo. È giusto che ognuno abbia la sua opinione, ma resta un’opinione, non una legge! Bisogna avere il rispetto di chi si spende, fatica e rischia per accendere i riflettori sui gravi problemi sociali, e bisogna rispettare l’opinione di due milioni e mezzo di persone che hanno visto sia la prima che la seconda puntata di “Donne in Gioco”.

Romantica Entertainment

Mission. Ho costituito la Romantica Entertainment per parlare dei problemi che affliggono la nostra società. Per dar luce alle questioni importanti di cui si parla ancora poco.

In “Goodbye Mama” parlo di che fine facciano gli anziani una volta che non servono più a nessuno, parlo dei figli che abbandonano i loro genitori negli ospizi, parlo della violenza dei genitori sui figli, parlo delle madri cattive, perché non ci sono solo madri buone. Parlo di un regime totalitario come il comunismo da dove sono fuggita.

In “Donne in Gioco” parlo di come è facile ammalarsi di ludopatia, parlo attraverso Olivia, una poliziotta e una madre, perché così nessuno pensi di esserne immune, parlo delle donne vittime del gioco, pronte a prostituirsi pur di continuare a giocare… Parlo di cose che ho conosciuto o che mi hanno colpito. Io parlo! Non me ne sto in silenzio, facendo finta di niente. Cerco di dare il mio contributo nel modo a me consono.  E non mi stancherò mai, perché ci siete voi a darmi la forza!

Grazie per aver deciso di ascoltarmi nonostante gli insulti. Grazie di Cuore!

Pronta per nuove battaglie.

Sempre vostra Michelle Bonev

FONTE: michellebonevblog.it

No Comments
Comunicati

Flavio Cattaneo, Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia

Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia: nel mese di giugno le fonti pulite hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricità italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda.
Secondo i dati forniti da Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, in un anno la quota delle fonti rinnovabili sulla produzione netta è passata dal 38,2 al 50,2 per cento. Registrati livelli record di produzione per fotovoltaico, eolico e idroelettrico.

Cattaneo Rinnovabili

Dati Terna, AD Flavio Cattaneo

Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia: nel mese di giugno (dati Terna) le fonti pulite hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricità italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda. Lo afferma Greenpeace in un comunicato.

In un anno (confrontando giugno 2012 con giugno 2013) la quota delle fonti rinnovabili sulla produzione netta è passata dal 38,2 al 50,2 per cento, mentre i consumi complessivamente sono diminuiti del 6,2 per cento. Mentre fotovoltaico, eolico e idroelettrico fanno registrare livelli record di produzione, la produzione termoelettrica crolla (-22,8 per cento), con impianti a gas e – dato parzialmente inedito – anche a carbone, in netto calo. I dati di giugno sono peraltro la conferma – insiste l’organizzazione ecologista – di una tendenza registrata finora lungo tutto il primo semestre del 2013.

Con una produzione in calo del 4,1 per cento, il comparto termoelettrico ha registrato una contrazione del 16,3 per cento mentre idroelettrico (+37,9 per cento), eolico (+31,4 per cento) e fotovoltaico (+15,2 per cento) sono cresciute significativamente, rappresentando il 41 per cento della produzione nazionale (+9,6 per cento rispetto al 2012). Lo scorso 16 giugno hanno coperto il 100 per cento del fabbisogno nazionale, azzerando per due ore il costo dell’elettricità. (…..)

FONTE: La Stampa

No Comments
Comunicati

Scaroni Atlantic Council: l’Europa deve puntare sui giacimenti di shale gas

L’ad di Eni Scaroni all’Atlantic Council: l’Europa deve puntare sui giacimenti di shale gas
Un new deal energetico a base di efficienza, miglior sfruttamento degli idrocarburi convenzionali, ma, soprattutto, shale gas. E’ questa la ricetta dell’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, per combattere il caro energia che impedisce alle imprese italiane ed europee di spiccare il volo verso la ripresa economica…

PaoloScaroni

Un new deal energetico a base di efficienza, miglior sfruttamento degli idrocarburi convenzionali, ma, soprattutto, shale gas. E’ questa la ricetta dell’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, per combattere il caro energia che impedisce alle imprese italiane ed europee di spiccare il volo verso la ripresa economica.

Ricetta che l’ad del cane a sei zampe ha illustrato mercoledì a Washington in undiscorso davanti alla platea internazionale del think tank americano Atlantic Council, aprendo i lavori sui nuovi scenari mondiali dell’energia.

Scaroni ha indicato due strade ben precise: lo sviluppo delle fonti non convenzionali e la valorizzazione di nuove partnership strategiche.

Lo sviluppo dei giacimenti di shale gas come opportunità – Per quanto riguarda la prima priorità, l’esempio viene, non a caso, d’Oltreoceano, dove la rivoluzione dello shale gas ha stravolto gli equilibri del mercato dell’energia. Un meccanismo che sta favorendo gli Stati Uniti i quali “possono contare su tutta l’energia di cui hanno bisogno a prezzi imbattibili”, ma che sta pesantemente penalizzando l’Europa. Dove, spiega Scaroni, “un’industria già mortificata dal calo della domanda e da un mercato del lavoro ancora troppo rigido, deve ora competere con l’industria americana che paga il gas un terzo di quella europea e l’elettricità meno della metà”. E i numeri parlano chiaro: “rispetto al 2008, la domanda di gas in Europa è diminuita del 15 %”, a causa del caro energia, in un momento storico in cui invece “le nostre imprese hanno bisogno di poter contare su gas a prezzi competitivi per sopravvivere”. Come sciogliere il nodo? Lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas, sul modello americano, è un’opportunità da cogliere, ma, sottolinea Scaroni, “vanno prima creati i presupposti politici”. Presupposti che, per il momento, non ci sono.

Intensificare i rapporti con Russia e Nord Africa come priorità – Occorre dunque adottare una strategia di mercato mirata: “l’Europa potrebbe rafforzare i legami politici con i suoi tradizionali fornitori di gas: Algeria, Libia e soprattutto Russia”. I cui “interessi di lungo periodo coincidono con quelli europei”. La Russia perché “ha tutto l’interesse ad avere un’Europa industriale forte e in crescita essendo il mercato di sbocco naturale dei suoi idrocarburi” e il Nord Africa perché, nonostante i disordini in corso, “smentirà i pessimisti” e diventerà una regione forte e florida su cui puntare.

Le dichiarazioni di Scaroni hanno raccolto il consenso di molti big del settore, a partire dalpresidente di Confindustria Energia, Pasquale De Vita, di Lucio Caracciolo, dell’economista Alberto Quadrio Curzio e, in particolare, del presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli: “se negli Usa il gas costa un terzo che da noi è perché i costi di produzione dello shale gas sono bassi, ma sono superiori ai costi di produzione di quello convenzionale in Nord Africa e Russia. Abbiamo delle potenzialità vicino a casa e dobbiamo lavorare con questi Paesi per comprare gas da loro a prezzi più vicini ai loro costi. E per fare questo dobbiamo continuare sulla strada difficilissima che Eni, così come l’Agip negli anni ‘30, ha intrapreso e che è inevitabile”.

No Comments
Comunicati

Michelle Bonev: Fiction Donne in Gioco prodotta, diretta e interpretata nel 2012

Michelle Bonev Blog, Donne in Gioco. Nel 2012 ho prodotto, diretto e interpretato la fiction in due puntate da cento minuti “Donne in Gioco”. La produzione comprende: circa 750 attori secondari, 55 attori professionisti, 50 location, 150 persone di troupe, prima e seconda unità, 9 settimane di riprese.

Michelle Bonev

Diritti televisivi. I diritti televisivi di “Goodbye Mama” sono stati acquistati da Rai Cinema per 1 milione di euro, considerando la qualità del film e il fatto che Michelle Bonev riscuotesse il consenso di 6 milioni di spettatori Rai. Vendere i diritti televisivi di un film è una prassi normale. Molte altre case di produzione vendono i diritti televisivi dei loro film alla Rai, ma nessuno solleva un tale putiferio. Come possiamo verificare, ancora una volta si è voluta distorcere la verità per convincere l’opinione pubblica che ci sia qualcosa di losco. Ma la verità è che “Goodbye Mama” è un film serio che tratta problemi seri e non meritava di essere massacrato in quel modo. Confido nel Servizio Pubblico, sono certa che presto la Rai lo manderà in onda, così che voi stessi possiate giudicare le sue qualità. Perché nessuno ha mai parlato di cosa tratti “Goodbye Mama”? È stato soltanto detto che è un brutto film e che tutti hanno fatto tutto per compiacere Berlusconi!

Bonev Fiction


Silvio Berlusconi. 
Io conosco il dott. Berlusconi dal 1995, perché con la mia precedente azienda di Model Management, con sede a Milano, rappresentavo i giocatori del Milan per la moda. Avevo incontrato il dott. Berlusconi allo stadio e durante le cene organizzate a fine partita. Avevo avuto un’ottima impressione di lui come persona, ma non ero sua amica! Dopo questi attacchi ingiustificati, il dott. Berlusconi mi ha telefonato, mostrandosi dispiaciuto per come sono stata offesa dalla stampa dopo il suo saluto. Mi ha detto che aveva visto “Goodbye Mama” e che gli era piaciuto molto. Mi ha chiesto se avessi altri progetti da proporre. Così io gli ho parlato di “Donne in Gioco”.

“Donne in Gioco”. Dopo 2 anni di scrittura della sceneggiatura con Valerio D’Annunzio e la supervisione di Salvatore Basile, nel 2012 ho prodotto, diretto e interpretato la fiction in due puntate da cento minuti “Donne in Gioco”. La produzione comprende: circa 750 attori secondari, 55 attori professionisti, 50 location, 150 persone di troupe, prima e seconda unità, 9 settimane di riprese. Budget 3.500.000 di euro, e non 4.000.000 di euro come continuano ad asserire molti giornalisti, senza mai essersi informati, come imporrebbe la loro professione. “Donne in Gioco” è stato interamente girato a Trieste, nonostante la Regione Friuli Venezia Giulia abbia bloccato i finanziamenti per il cinema. Negli ultimi anni, con la crisi economica, i produttori cinematografici sono costretti a de-localizzare per poter continuare a realizzare prodotti di qualità. Nonostante tutto, la Romantica Entertainment ha deciso di restare in Italia e di spendere i soldi italiani sul territorio italiano.

La Ludopatia è una patologia che coinvolge il 3% della popolazione italiana, circa un milione e mezzo di persone. Nessuno in Italia ne ha mai parlato attraverso la fiction. Ho deciso di farlo io. Mediaset ha lavorato al mio fianco per due anni e alla fine delle riprese ho ricevuto soltanto complimenti da parte dell’azienda.

FONTE: michellebonevblog.it

No Comments
Comunicati

Lucchini New York: nella Grande Mela la mostra “New York. Nato nel passato”

L’idea era nata dopo l’acquisto in un’asta di un curioso album fotografico”, racconta Silvia Lucchini. “In queste foto, in particolare, la città appare rarefatta, e i tagli architettonici sono molto particolari”. New York Born back into past è in mostra all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Lucchini New York

A fine 2011 abbiamo raccontato l’uscita di un volume fotografico dedicato a New York, curato da Stefano Lucchini e dalla moglie Silvia, dal titolo “NEW YORK – Born back into the Past” (testi in italiano e inglese, con introduzioni di Geminello Alvi e Gianni Riotta). Un libro unico nel suo genere (pubblicato da Alinari-24 Ore), ricco di citazioni d’autore.

Mostra Lucchini New York

L’idea era nata dopo l’acquisto in un’asta di un curioso album fotografico”, racconta oggi ad Affaritaliani.it Silvia Lucchini. Che si trova proprio a New York, dove nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura si inaugura la mostra “New York. Nato nel passato”, che raccoglie una sezione fotografica dalla collezione d’epoca acquistata da Stefano e Silvia.

“La particolarità  di questa mostra, che durerà fino al 3 luglio, è che vede protagoniste le foto originali”, ci spiega la curatrice. Per Silvia Lucchini “è innegabile che New York in bianco e nero sia sempre molto affascinante. In queste foto, in particolare, la città appare rarefatta, e i tagli architettonici sono molto particolari”.

C’è chi dice che gli autori delle fotografie siano più d’uno. Ma per Silvia Lucchini non è così: “Sono convinta che dietro ci sia una sola mano, lo stile è uniforme, si nota un’evidente continuità in questi scatti”. Dopo le immagini su New York in bianco e nero, come ci anticipa la stessa Silvia Lucchini, la coppia si metterà a lavoro “su una nuova collezione, sempre dedicata al passato della Grande Mela. Sarà una vera sorpresa…”.

FONTE: affaritaliani.it

No Comments
Comunicati

Foto New York Collezione Lucchini a Park Avenue il libro Born back into The Past

Dal 5 giugno fino al prossimo 3 luglio presso il centro culturale italiano a New York sulla Park Avenue vengono esposte 40 foto del libro New York, “Born back into The Past”. Le foto fanno parte della collezione Stefano e Silvia Lucchini – curatrice della mostra e del libro edito da Alinari Sole24ore Cultura con Gianni Riotta e Geminello Alvi.

Collezione Lucchini

E’ nato come un libro, ora e’ una mostra. Quaranta fotografie, che ripropongono in parte la raccolta del volume ‘New York. Born back into the Past’, esposte da stasera per un mese all’Istituto italiano di cultura di New York. “Le foto fanno parte di una collezione acquistata a un’asta alcuni anni fa” spiega Silvia Lucchini, “La particolarita’ e’ che sono di un anonimo: non siamo mai riusciti a risalire all’autore o agli autori e non c’e’ riuscita neppure la Alinari quando ha stampato il libro”.

Le immagini ‘raccontano’ una passeggiata da sud a nord della Manhattan del 1942: “scorci particolari di una citta’ che sta per entrare in guerra”. Il libro era nato come un “atto d’amore” per la citta’ che non dorme mai: 103 fotografie inedite dalla collezione di Stefano e Silvia Lucchini con testi di Geminello Alvi e Gianni Riotta.

Foto attuali nei sentimenti che emergono dalle persone ritratte. “Niente graffiti, niente piercing, niente iPod alle orecchie come oggi”, scrive Riotta ma “gli Dei, le speranze, le illusioni, i miti, la forza, le sconfitte di allora sono le nostre”.

“Questa raccolta”, sottolinea Alvi, “offre non solo splendide foto di New York in anni compressi, come quelli della guerra, ma descrive il remare verso il passato dell’anima di chi le scatto’, le compose assieme in una successione che non lascia dubbi”.

FONTE: agi.it

No Comments