Comunicati stampa e News

Asti Toso: quando terroir e tecnologia s’incontrano

Se c’è un prodotto che ha accompagnato la crescita e lo sviluppo dell’azienda Toso questo è senza dubbio l’Asti, lo spumante dolce italiano per eccellenza, che sulle ripide colline raccontate da Cesare Pavese ha la sua culla esclusiva.

Quelle attorno a Santo Stefano e Cossano Belbo sono terre bianche, magre, con il calcare che prevale sulle restanti componenti pedologiche. Sotto il sole d’estate, i filari verdi segnano in modo inequivocabile un panorama nitido e quasi geometrico.

Questi suoli così compatti e poveri di nutrimento esaltano alla perfezione gli aromi intensi del Moscato bianco, quei profumi dolci di miele, fiori e pesca bianca che anche le api adorano.

Per riuscire a trasferirli nel vino occorre una tecnologia di cantina impeccabile, la pressatura soffice delle uve e un percorso di spumantizzazione a basse temperature che arresta la fermentazione quando il vino ha raggiunto i 7% Vol. e ha completato la presa di spuma.

Dolce senza eccesso, fragrante di fiori e frutti, decisamente spumante, l’Asti di Casa Toso, affascina al primo assaggio. Si beve tradizionalmente con i dolci a pasta lievitata, le creme e le crostate di frutta, si gusta con piacere come bicchiere rinfrescante a metà pomeriggio, sorprende incredibilmente al momento dell’aperitivo con i salatini e le acciughe.

Con una progressione che sa di conquiste fatte con gradualità, Casa Toso ha poco per volta condiviso il cammino dell’uva Moscato e dell’Asti, da un lato sperimentando nelle vigne di famiglia le scelte produttive più adatte a una produzione di qualità e dall’altro instaurando con tanti viticoltori che vivono la vigna tra le Valli del Belbo e del Bormida un rapporto di collaborazione e di rispetto reciproco, che porta ciascuno a fare bene il suo mestiere.

Così, con quella politica dei piccoli passi propria delle famiglie radicate tra queste colline, Casa Toso ha cresciuto di anno in anno la vinificazione delle uve Moscato fino ai 3.500.000 chilogrammi della vendemmia 2010. E anche le bottiglie di Asti Spumante sono aumentate e con la stessa gradualità, fino ai volumi di 2.500.000 di tutto il 2010.

Anche in prospettiva futura, l’impegno rimane lo stesso: continuare nella ricerca della qualità, nel rispetto dell’origine e nella condivisione di una strategia globale e delle sue problematiche con chi vive la vigna, nella consapevolezza che si opera in un settore che in Piemonte interessa tre province, 52 comuni, quasi 10.000 ettari di vigne e pressappoco lo stesso numero di famiglie di viticoltori.

Exit mobile version