Crescita e stabilità, investimenti e sicurezza energetica. E poi la vicenda di Porto Tolle. L’annuale assemblea di Confindustria ha gettato uno sguardo d’insieme sulla situazione del sistema Italia e il giudizio che ne è emerso è che il Paese ha bisogno di trovare subito la via della crescita, puntando su competitività, infrastrutture e snellimento di iter burocratici che troppo spesso finiscono per ostacolare imprese, lavoratori e, con essi, lo sviluppo di Regioni e dell’intera nazione.
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha usato la vicenda dell’impianto polesano come “esempio concreto” per indicare a istituzioni, aziende e amministrazioni pubbliche un modo di agire “che deprime la crescita e sottrae competitività” al Paese.
“Dopo anni e anni di attesa, dopo che centinaia di aziende si erano qualificate per lavori da 2,5 miliardi – ha ricordato Marcegaglia – si dice no a una centrale che serve come il pane all’intero Nord Est del Paese e si sbatte la porta in faccia a migliaia di posti di lavoro”.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, auspica che “la Regione Veneto decida subito su cosa fare di Porto Tolle” perché “questa via crucis che dura da sei anni deve finire presto” senza recare ulteriore danno a lavoratori e imprese ormai pronte a impegnarsi in un progetto che interessa il livello locale come quello nazionale.
L’ad di Enel, Fulvio Conti, arrivato all’Assemblea di Confindustria a bordo di una delle 140 smart elettriche del progetto E-mobility Italy, ha commentato il discorso di Marcegaglia sottolineando che il presidente degli industriali italiani “prende atto degli sforzi che il governo ha fatto per dare stabilità e una base per la crescita e propone strumenti per crescere: le nuove infrastrutture sono la base principale di questo percorso di sviluppo”. Porto Tolle è un esempio paradigmatico in questo ottica e Conti ha ribadito la posizione di Enel: “Continuiamo a lavorare. Stiamo analizzando la situazione per poter tornare a presentare un progetto nel pieno rispetto delle regole”. E ancora: “Tutte le difficoltà amministrative e giuridiche dovranno essere superate con uno sforzo ulteriore da parte nostra. Noi non rinunciamo, combattiamo perché, come dice Confindustria, abbiamo bisogno di un rilancio per la crescita”.