Qualche giorno fa la Federal Reserve ha deciso, come da copione, di alzare i tassi di interesse dando così luogo alla terza manovra restrittiva del 2018. E il mercato dell’argento è tornato a incupirsi. Peraltro ha confermato che quella appena effettuata potrebbe non essere l’ultima stretta monetaria, visto che a dicembre si preannuncia un nuovo ritocco.
Le mosse della FED e il mercato dell’argento
Negli ultimi due anni la banca centrale americana ha aumentato i tassi per otto volte. Non senza ragione, visto che l’economia a stelle e strisce marcia a vele spiegate. Ogni ritocco ha fatto balzare il dollaro, he anche stavolta è scattato al rialzo. Se fino a poche settimane fa l’euro-dollaro viaggiava verso quota 1.18, immediatamente si sono manifestati pattern e figure inversione trend, che è puntualmente hanno avuto conferma dai fatti. L’euro-dollaro infatti è sceso fin sotto quota 1.16 toccando i minimi dall’estate.
Le ripercussioni sui metalli preziosi
L’effetto collaterale è stato il calo delle quotazioni dell’argento. Nel 2018, il metallo bianco ha subito diverse cadute come conseguenza di un’economia statunitense sempre più positiva, di aspettative di maggiori tassi di interesse e di timori di una guerra commerciale globale. Già perché ormai i mercati sono propensi a considerare un rifugio sicuro il dollaro piuttosto che i metalli preziosi (discorso che vale anche per l’oro). Per questo motivo anche chi sta puntando sulla ripresa dell’argento, si cautela comunque con strumenti di protezione. Chi sa cos’è lo Stop Loss trading ben comprende la situazione.
In tutto questo scenario infatti, alcuni analisti ritengono che la corsa del biglietto verde presto potrebbe subire una battuta d’arresto, con la conseguenza che i metalli preziosi torneranno a vivere una stagione propizia. Ma il mercato al momento non manda grandi segnali in questo senso.