Tag: formazione

  • La squadra: i 150 di Claudia Porchietto

    La candidata alla presidenza della provincia di Torino, al ballottaggio il 21 e 22 giugno, ha presentato la sua lista civica di 150 persone, tra cui molte donne, tutte impegnate sul territorio

    Torino, 15 giugno 2009 – Aria nuova in Provincia, entusiasmo, positività e coraggio di credere nella possibilità di cambiare le cose. Sono i tratti distintivi del gruppo di 150 tra uomini e donne che da giorni sono all’opera sul territorio per sostenere la corsa alla presidenza della Provincia di Torino di Claudia Porchietto.
    Il 12 giugno i 150 sono stati presentati in una conferenza stampa a Mirafiori, in via Anselmetti 67, all’interno della struttura dell’associazione Crescere Insieme, realtà che si occupa dell’aiuto alle famiglie in difficoltà.
    Tra di loro vi sono imprenditori e casalinghe, operai e impiegati, giovani, donne e tanti volenterosi che hanno deciso di mettere a disposizione tutta la loro grinta per raggiungere l’obiettivo storico al ballottaggio di domenica 21 e lunedì 22.

    “Questa è una grande opportunità – ha sottolineato Claudia Porchietto -. E va vissuta con l’entusiasmo e la positività che ci deve trasmettere la possibilità che abbiamo di raggiungere il risultato. La nostra Provincia negli anni passati ha perso molte delle sue eccellenze, i suoi fiori all’occhiello, per colpa degli errori di un’amministrazione di centrosinistra miope e imbalsamata. Penso all’ente moda, al salone dell’auto, alla Rai, alla dirigenza dei grandi gruppi bancari. Ma ha perso anche tanti cervelli, giovani di talento che sono andati all’estero in cerca di opportunità che il nostro territorio non è stato capace di offrire loro. Ciò non dovrà mai più accadere. Noi, con la Lega Nord e tutte le altre liste che ci hanno sostenuto in questi mesi di campagna elettorale, ci siamo impegnati e ci impegneremo in futuro a difendere il nostro territorio e le nostre famiglie. Vogliamo proteggere il lavoro sul territorio e il lavoro si protegge non con le parole ma smettendola con le politiche di investimento sbagliate. Vogliamo dare valore alle vere competenze delle persone e alle loro capacità: questo sarà un punto fondamentale della mia futura struttura. E poi, così come è stato importante in questi giorni, per il futuro sarà importante il supporto delle donne, al di là delle quote rosa. Donne che si sono impegnate e hanno dimostrato che cosa vuole dire saper lavorare sul territorio. Attenzione particolare, nel mio progetto per la Provincia, l’avranno le politiche a favore della famiglia, dei figli e degli anziani. Mancano asili e persone formate ad assistere bambini e anziani. E una delle principali funzioni della Provincia è proprio quella legata alla formazione. Per cui sarà necessario intervenire in questo ambito.
    Questa è la Provincia che vogliamo, che rappresenta la svolta e che i nostri 150 amici porteranno nelle strade di tutte le città. Questo è il nostro progetto, nel quale molti torinesi hanno già dimostrato di credere”.
    “Se sarò eletta presidente – ha concluso il suo intervento Claudia Porchietto – gli assessori saranno otto, con una grande attenzione al territorio di tutta la Provincia e certamente ci sarà spazio per delle donne”.

  • Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike

    Desideriamo informarVi che presso Bolzano, si svolgerà dal 9 al 12 Luglio, il Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike organizzato dall’Accademia Nazionale di Mountain Bike.

    L’Accademia Nazionale di Mountain Bike è una struttura formativa che, da circa quindici anni, rappresenta oggi la più importante realtà europea nella formazione outdoor ed è affiliata all’Associazione Italiana Formatori (AIF).

    La nostra Guida, al termine del Corso, sarà in grado di condurre in tutta sicurezza i propri Clienti su tutto il territorio, senza limiti e condizionamenti, la meccanica e la manutenzione della propria bici non avranno più segreti, conoscerà le più attuali metodologie di allenamento e tutti gli aspetti dell’alimentazione sportiva e delle sue integrazioni, la bussola e il GPS diventeranno strumenti di uso comune, potrà insegnare nelle scuole, collaborare con le strutture turistiche anche con il concreto aiuto dello Staff dell’Accademia.

    Diventare Guida di Mountain Bike consente di accedere ad importanti opportunità occupazionali sia nel mondo del turismo che in quello del tempo libero.

    Il programma del Corso per Guide.

    Il Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike è una quattro giorni imperdibile per tutti i bikers che vogliono cogliere anche l’opportunità di far diventare la loro passione una concreta opportunità di lavoro. Il ricco programma formativo e l’elevato livello dei contenuti sono la premessa per un percorso personale esclusivo sotto la garanzia dell’Accademia Nazionale di Mountain Bike, la più autorevole struttura formativa oggi presente.

    Tra alcuni dei temi trattati nel Corso, oltre alle esercitazioni in mountain bike sulla tecnica di guida: topografia e orientamento, meccanica e riparazioni di emergenza, allenamento moderno, strategie alimentari, primo soccorso, comunicazione e pubbliche relazioni, analisi degli aspetti delle dinamiche relazionali di gruppo. Ogni materia è trattata da professionisti con specifiche esperienze professionali e con staff di collaboratori, tecnici e di atleti di altissimo livello.

    Per partecipare al corso per Guida di Mountain Bike non ci sono limiti o condizioni e non è necessario possedere una particolare condizione fisica. I Corsi non hanno alcun indirizzo agonistico, sarà quindi sufficiente una naturale buona condizione fisica. Il corso è aperto a tutti e senza limiti di età basta l’entusiasmo, l’amore e il rispetto per l’ambiente.
    Ovviamente la partecipazione è consigliata a chi ha già maturato esperienza nell’utilizzo della mountain bike.

    Iscrizione al Corso per Guide.
    (http://www.scuoladimtb.eu/webITA07/start/formguide09.html)

  • Grafica Veneta – La favola di Fabio Franceschi

    www.profumodicarriera.it

    La Grafica Veneta di Trebaseleghe punta ai 100 milioni di euro di fatturato annuo. Ha tra i suoi clienti i sessanta editori più importanti al mondo, tra cui il gruppo Hachette, leader europeo nel settore; l’inglese Time Warner di Ruper Murdoch; la Pravda, El Pais, il Sun, il New York Time. Bisogna sedersi accanto al titolare Fabio Franceschi, per fare una full immersion nella logica del suo pensare, che convive magnificamente con la duttilità del suo decidere. Cogliere la coerenza con cui articola il passato, e la creatività con cui guarda al futuro. Una lettura del presente scevra da pregiudizi ed anticipatrice dei cambiamenti. Franceschi è un imprenditore globale, animato dalla curiosità ed estraneo alla paura. Solo così si può comprendere qualcosa, dell’avventura umana e professionale dello stampatore di Harry Potter, di Ken Follett, Stieg Larsson, Valerio Massimo Manfredi e dei tanti bestselleristi, che a milioni di copie distribuisce nelle librerie del pianeta. Mentre il mondo si sveglia, va a lavorare, pranza, torna al lavoro, cena e va a dormire, le macchine futuribili, distribuite in ordine perfetto nei 26 mila metri quadrati dell’azienda, da una parte ingoiano rotoli di carta bianca e dall’altra sputano testi, pronti per essere spediti ovunque. Senza fermarsi.

    Fabio Franceschi, come in una favola?
    “Sono nato a Camposampiero quarant’anni fa, ma dai dieci vivo a Trebaseleghe; dove papà e lo zio avevano fondato negli anni ’60 la Grafica, che produceva per la pubblica amministrazione stampati quali bollettini e protesti. A diciotto anni papà è mancato e, al termine delle superiori, ho dovuto abbandonare gli studi per il lavoro. Mi piaceva costruire e per l’immobiliare erano anni interessanti: le banche sostenevano bene ed abbiamo realizzato buoni margini di profitto. Così, quando nel 2002 lo zio ha parlato di chiudere la Grafica perché non ci vedeva un futuro io, che non mi rassegnavo a mandare a casa dipendenti vissuti come persone di famiglia, ho potuto liquidarlo e cominciare ad occuparmene in prima persona”.

    Con quale personale visione del futuro?
    “Il libro mi ha sempre attirato, lo vivo come un prodotto che dura nel tempo. Ma tutti mi dicevano che era un mercato maturo, dominato da colossi quali Mondadori e Bertelsmann. Ragionandoci su, ho intravisto un importante spazio libero. Sino a pochi anni fa, dal momento in cui l’editore consegnava il file per la stampa a quello in cui il libro era completato, passavano minimo tre settimane. C’era un rapporto strano e difficile tra fornitore e cliente. L’idea di successo è nata proprio da lì. Noi forniamo ogni tipo di testo in 24 ore, lo slogan di Grafica Veneta è: #Your book in a day and in a night”. Il libro stampato in 24 ore è divenuto il nostro core business, tanto che ci impegniamo a pagare noi, se non rispettiamo i tempi previsti. E’ stata la nostra attenzione al servizio ad assicurarci un cliente strategicamente importante come il New York Time: fiore all’occhiello, per cui produciamo tutti gli instant books allegati al quotidiano. Durante la campagna elettorale Usa abbiamo stampato testi su Obama, destinati ad un target selezionato di elettori democratici. D’altra parte, un instant book dev’essere pronto in poche ore. Noi ne stampiamo ad esempio 10 mila copie. Ne servono di più? In 24 ore eccone pronte altre 20-30 mila”.

    Stampate molti allegati ai giornali?
    “E’ il settore in cui siamo dominanti; con un’attenzione particolare ai paesi dell’Est, specie la Romania, dove esiste la cultura del libro”.

    Qual è la filosofia d’impresa dell’azienda?
    “Dal 2002 ad oggi ci siamo concentrati sugli aspetti tecnologico-produttivi: siamo una delle poche industrie al mondo con un costo del lavoro inferiore al 9% ed i nostri 220 operai producono come fossero il doppio. Ogni giorno controlliamo la resa del prodotto e la quantità di ore investita. Il nostro ufficio strategico interno tiene d’occhio le novità richieste dal mercato e tutti i parametri, che ci consentono di risparmiare mantenendo elevata la qualità dei servizi. Teniamo ogni mattina una riunione di sviluppo e nel pomeriggio un’altra di ristrutturazione dei costi. Produciamo sette giorni su sette, una nostra giornata di lavoro equivale a tre nelle altre aziende”.

    Lei quanto lavora?
    “Entro in azienda alle otto del mattino ed esco alle 23. Ho la fortuna di lavorare non con dei dipendenti, ma con un’invidiabile squadra di 220 ragazzi, età media 33 anni, di cui vado fiero. L’azienda è così performante, perché le persone che vi lavorano dentro lo sono. La tecnologia la acquisti in due ore; non così il capitale umano”.

    Il suo nome è divenuto di pubblico dominio con i libri di Harry Potter.
    “Stampo Harry Potter per quasi tutta Europa, dall’Italia alla Romania. La saga del maghetto è uno dei pochi titoli al mondo che vende entro 10 giorni dalla pubblicazione; mentre lo svedese Larsson si diluisce in un anno, in virtù d’un passaparola che lo fa lievitare”.

    Vero che dovevate proteggere con le armi i libri in uscita di Harry Potter?
    “Vero sì, se non volevamo rischiare una penale di milioni di euro. Una squadra di 18 persone armate (sei per turno) sorvegliava che neppure la copertina potesse uscire di qui prima del momento convenuto”.

    Quanti libri stampate in un anno?
    “Ne prevediamo per il 2009 140 milioni di copie: per il 25% destinate all’Italia, per il restante 75%, oltre ai paesi europei, a mercati in via d’espansione come quelli dell’Est, il Brasile, il Venezuela. Noi stampiamo per i grandi quotidiani del mondo tutto ciò che non è giornale; trenta riviste di tempo libero per la Francia e 20 per l’Italia; il 40% della scolastica italiana, ma stiamo chiudendo operazioni interessanti anche in Angola, dove in collaborazione col governo centrale regaliamo ad ogni famiglia un’Enciclopedia della Salute, che aiuta a fare prevenzione”.

    Programmi futuri?
    “Essere presenti ovunque con referenti, come già abbiamo in Romania, che si muovono dalle librerie ai chioschi di giornali per mantenere il polso della situazione. Niente uffici stabili: ogni decisione dev’essere presa dalla sede centrale, così da darci la sensazione di dominare il mercato e non di subirlo”.

    La sua vita fuori di qui?
    “Sono entrato nella squadra veneta di Confindustria, presieduta da Tomat, come consigliere per Innovazione e Ricerca. Ho una magnifica famiglia: una moglie che collabora con me e tre figli maschi di 18, 17 e 12 anni, che durante il week end vengono a respirare l’aria dell’azienda. I primi due già si vedono qui dentro da grandi”.

  • Claudia Porchietto, elezioni per la provincia di Torino: rendere trasparente e condivisa la vita della Provincia grazie al web

    La tecnologia per garantire il massimo della trasparenza in ogni passaggio della vita della Provincia è il web, per “una casa trasparente, come se fosse di vetro” spiega Claudia Porchietto. “A cominciare dal consiglio provinciale che sarà trasmesso in diretta via internet (alla quale finora il presidente Sergio Vallero si è sempre opposto, nonostante la presenza di telecamere fisse durante i consigli provinciali). Pensiamo di realizzare anche un notiziario on line – prosegue la Porchietto – utilizzando anche il web 2.0, ovvero Facebook e tutti gli altri portali in cui il cittadino può interagire, proprio come stiamo facendo in questa campagna elettorale. Infine la banda larga da portare in tutte le scuole superiori gestite dalla Provincia, con collegamenti wireless per far accedere alla rete tutti gli studenti e fornire un vero supporto alla formazione”. E conclude sottolineando che la rete non è un particolare di contorno, come sembra spesso apparire nelle parole dell’opposizione: “l’apporto delle nuove tecnologie sarà fondamentale nello sviluppo del nostro territorio. Sia per l’aspetto della connettività, sia per l’aggiornamento tecnologico necessario alla competitività. Non si tratta solo di una mera questione tecnologica, ma di innovazione a 360°, capace di creare un cambiamento di mentalità indirizzato ad una sempre maggiore condivisione con il cittadino”.

  • Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike: Bolzano 9-12 Luglio 2009

    Desideriamo informarVi che presso Bolzano, si svolgerà dal 9 al 12 Luglio, il Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike organizzato dall’Accademia Nazionale di Mountain Bike.

    L’Accademia Nazionale di Mountain Bike è una struttura formativa che, da circa quindici anni, rappresenta oggi la più importante realtà europea nella formazione outdoor ed è affiliata all’Associazione Italiana Formatori (AIF).

    La nostra Guida, al termine del Corso, sarà in grado di condurre in tutta sicurezza i propri Clienti su tutto il territorio, senza limiti e condizionamenti, la meccanica e la manutenzione della propria bici non avranno più segreti, conoscerà le più attuali metodologie di allenamento e tutti gli aspetti dell’alimentazione sportiva e delle sue integrazioni, la bussola e il GPS diventeranno strumenti di uso comune, potrà insegnare nelle scuole, collaborare con le strutture turistiche anche con il concreto aiuto dello Staff dell’Accademia.

    Diventare Guida di Mountain Bike consente di accedere ad importanti opportunità occupazionali sia nel mondo del turismo che in quello del tempo libero.

    Il programma del Corso per Guide.

    Il Corso Nazionale per Guide di Mountain Bike è una quattro giorni imperdibile per tutti i bikers che vogliono cogliere anche l’opportunità di far diventare la loro passione una concreta opportunità di lavoro. Il ricco programma formativo e l’elevato livello dei contenuti sono la premessa per un percorso personale esclusivo sotto la garanzia dell’Accademia Nazionale di Mountain Bike, la più autorevole struttura formativa oggi presente.

    Tra alcuni dei temi trattati nel Corso, oltre alle esercitazioni in mountain bike sulla tecnica di guida: topografia e orientamento, meccanica e riparazioni di emergenza, allenamento moderno, strategie alimentari, primo soccorso, comunicazione e pubbliche relazioni, analisi degli aspetti delle dinamiche relazionali di gruppo. Ogni materia è trattata da professionisti con specifiche esperienze professionali e con staff di collaboratori, tecnici e di atleti di altissimo livello.

    Per partecipare al corso per Guida di Mountain Bike non ci sono limiti o condizioni e non è necessario possedere una particolare condizione fisica. I Corsi non hanno alcun indirizzo agonistico, sarà quindi sufficiente una naturale buona condizione fisica. Il corso è aperto a tutti e senza limiti di età basta l’entusiasmo, l’amore e il rispetto per l’ambiente.
    Ovviamente la partecipazione è consigliata a chi ha già maturato esperienza nell’utilizzo della mountain bike.

    Iscrizione al Corso per Guide.
    (http://www.scuoladimtb.eu/webITA07/start/formguide09.html)

  • Quanta parte del tuo tempo lavorativo dedichi alla formazione e all’aggiornamento?

    Per capire quanta parte del loro tempo lavorativo gli italiani dedicano alla formazione e all’aggiornamento, abbiamo lanciato un sondaggio ai cybernauti nelle pagine del nostro magazine online www.profumodicarriera.it, chiedendo loro: “Quanta parte del tuo tempo lavorativo dedichi alla formazione e all’aggiornamento?” Il 40% dei votanti ha risposto: “Meno ore di quante vorrei”. A questi, s’aggiunge un altro 8%, che sostiene di poter dedicare alla formazione e all’aggiornamento “pochissime ore”. Quindi quasi il 50% dei votanti (48% per l’esattezza) si sente insoddisfatto rispetto alla propria formazione continua. Gli altri votanti si sono espressi così: il 23% di loro ritiene di dedicare all’aggiornamento “un numero di ore sufficienti per mantenersi competitivi nel mercato del lavoro”; mentre il restante 29% asserisce di spendervi “moltissime ore, perché la funzione ricoperta lo richiede”.

    I dati: Dando uno sguardo ai dati mondiali raccolti dall’Istat e da altri centri di ricerche statistiche, scopriamo che alla fine del 2008, il 29% dei lavoratori italiani ha partecipato ai corsi di formazione e di aggiornamento continui, contro il 33% della media dei lavoratori dell’Unione Europea. La quota degli over 50 coinvolti nella formazione continua supera raramente il 30% dei partecipanti. La formazione continua in Italia è uno strumento ancora poco utilizzato, soprattutto rispetto al resto dell’Europa. È questo il dato che emerge dal Rapporto annuale sulla formazione continua presentato dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, realizzato dall’Isfol.
    I dati parlano chiaro: la media europea delle imprese che hanno offerto formazione ai propri dipendenti è pari al 60%, mentre nel nostro Paese raggiunge appena il 32%. Numeri che ci collocano al terz’ultimo posto nell’Europa allargata. Questo risultato è determinato in prevalenza dall’assetto che il sistema produttivo nazionale assume in alcuni settori tradizionali – tessile, turismo, commercio al dettaglio – con imprese piccole e poco innovative. Il dato è però in crescita rispetto al 1999, quando il nostro valore sfiorava il 24%. Meno profonda la distanza che ci separa dal resto dell’Europa quando si osservano altri indicatori. In Italia il 29% dei dipendenti (2,5 milioni) è stato coinvolto in corsi di formazione, contro la media Ue del 33%. Nel nostro Paese la durata media dei corsi è leggermente inferiore rispetto a quella comunitaria: 26 ore contro 27, mentre sono più alti i costi sostenuti per partecipante (fonte: Labitalia/Adn).
    L’azienda, quando stipula un contratto di lavoro, è talmente sommersa da costi e oneri che tutto – anche la formazione dei propri dipendenti – passa in secondo piano. Come rilevavamo, l’Italia è un Paese che non investe abbastanza nella formazione. Terz’ultimi, in Europa, con un misero 32% di imprese che realizzano percorsi di formazione in itinere. Dopo di noi ci sono solo Bulgaria e Grecia; tutti gli altri Paesi svolgono più formazione in itinere. Prima di noi ci sono anche Polonia, Lituania e Romania.
    Eppure le Società e gli Enti che erogano formazione sono aumentati, passando dal 24% al 32%. Oltre che nella crisi economica mondiale, il motivo di questo stop nella formazione è probabilmente da ricercare nel costo orario per l’aggiornamento in itinere. Tale costo è infatti uno dei più alti d’Europa, circa 58 euro contro la media dell’Unione Europea di 52 euro. Se osserviamo i soli corsi di formazione il dato aumenta leggermente, ma restiamo lontani dalla media europea.

    Le opinioni: «Oggi – interviene Andrea Di Lenna, direttore di Performando, società di consulenza e formazione manageriale – complice la crisi economica, le risorse che le aziende possono investire nella formazione sono davvero poche. Il dipendente di un’azienda dedica appena l’1% della vita professionale complessiva alla formazione e all’aggiornamento. Il periodo non aiuta e ogni professionista deve arrangiarsi come può. Ecco allora che in questo “momento di magra”, possono funzionare bene i corsi di aggiornamento di poche ore su aspetti tecnici e operativi, organizzati solitamente dalle Associazioni di Categoria. A questi possiamo aggiungere qualche buon libro, la lettura di riviste specializzate e il ricorso a internet».
    Secondo Sonia Russo, psicologa e formatrice in TWT, le aziende per uscire dalla crisi devono prestare attenzione al cambiamento e costruirsi una mentalità commerciale. «La crisi è evento critico di un cambiamento in atto. Le aziende devono imparare a conoscerlo e a gestirlo, e costruire al loro interno una cultura del cambiamento. Per farlo occorre focalizzarsi su un presupposto: il cambiamento è costante. A partire dai dati della produzione e dalla condivisione di idee, proposte e pensieri, ci si deve costruire una modalità di gestione del cambiamento. Per aumentare il fatturato serve una nuova mentalità aperta alle sfide e alle novità, una mentalità commerciale. Non è possibile affrontare la crisi “chiudendosi”, “eliminando”; bensì è necessario aprirsi al cambiamento, al nuovo».
    Carlo Ortolani, direttore di Cineas, ritiene che sia necessario investire nella formazione seguendo il modello francese. «In Francia, la scelta del Governo è stata quella di puntare con decisione sulla formazione universitaria e sull’aggiornamento professionale. Lo stato francese ha finanziato un progetto che prevede lo stanziamento di 10 miliardi di euro in 5 anni, per fornire ai 10 migliori campus universitari del Paese gli strumenti necessari per affrontare le sfide scientifiche del XXI secolo. Questo vuol dire che ogni polo universitario, selezionato nella rosa dei centri d’eccellenza, riceverà 400 miliardi di vecchie lire l’anno». Una formula per l’apprendimento continuo che Ortolani ha proposto come modello virtuoso ed efficace anche qui da noi. In Francia l’iniziativa è stata voluta da Dominique Villepin (Primo Ministro nel 2005) e a luglio 2008 il ministro dell’Università e della Ricerca Valérie Pécresse, ha reso noti i nomi degli atenei selezionati sulla base dei seguenti criteri: integrazione con la ricerca di eccellenza esistente, riqualificazione del patrimonio universitario e urbanistico, sviluppo complessivo della ricerca e della regione, integrazione urbana della vita universitaria.
    Oltre all’investimento nella formazione accademica, in Francia viene previsto per legge l’aggiornamento continuo per tutti i lavoratori. «Il DIF, il Droit Individuel à la formation – ha concluso Ortolani – è stato introdotto dalla legge 4 maggio del 2004, e implica che tutti i lavoratori (con una minima anzianità di servizio), in qualunque settore, dedichino da 20 a 120 ore all’anno all’aggiornamento professionale. Inoltre, è prevista per legge la possibilità di ottenere un congedo individuale di formazione di un anno. Dopo aver maturato un periodo di carriera significativo, il lavoratore può ottenere un riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita».

     

    Cristiana Boggian
    YOUS Agenzia per il Lavoro S.p.A.
    via N.Tommaseo, 5
    35131 Padova Italia
    [email protected]
    +39 049.82.30.004
    http://www.profumodicarriera.it

  • Rossano Galtarossa – Vincere con la testa

    Nello sport così come in azienda, non si vince solo con i muscoli, ma anche e soprattutto con la testa. Sono la motivazione, la forza di volontà, la tenacia, la determinazione, che spingono un atleta ad allenarsi. E a superare – ogni giorno sempre un po’ di più – i propri limiti fisici, per ottenere una prestazione ottimale. Anche in azienda il professionista deve credere nel proprio lavoro, nell’efficacia delle sue competenze, deve sentirsi parte integrante del “sistema impresa” e deve voler crescere, per riuscire a dare sempre il massimo di sé. Dietro a tutto ciò, c’è la testa, la mente. Non per niente, l’allenamento di uno sportivo si struttura secondo tre ambiti: fisico, emozionale e mentale. E l’allenamento di un uomo d’azienda? Quanta parte occupa della giornata la fase dell’allenamento? Qui si scopre un paradosso. Il parallelismo tra il mondo sportivo e quello aziendale ha una aderenza pressoché totale per diversi aspetti. Pensiamo ad esempio al team building, alla leadership, alla gestione delle emozioni e dello stress, alla motivazione. Per quanto concerne l’allenamento invece, balza agli occhi una divergenza spaventosa. Mentre lo sportivo dedica all’allenamento almeno il 95% del tempo professionale, il dipendente di un’azienda appena l’1% della vita professionale complessiva. Ecco allora che campioni plurimedagliati, come Rossano Galtarossa, possono assumere il ruolo di coach aziendali, portare la loro esperienza di sportivi a una platea di professionisti, e attivare così i noti meccanismi del benchmarking.

    Rossano Galtarossa ha indossato la maglia azzurra per 18 anni, aggiudicandosi 4 medaglie olimpiche e altre 10 ai Campionati Mondiali. E’ l’unico atleta ad aver vinto per cinque anni consecutivi il Campionato Italiano nella specialità “Singolo Senior”. Attualmente è il canottiere azzurro con il maggior numero di medaglie olimpiche e l’unico atleta padovano ad aver partecipato a cinque Olimpiadi.

    Facendo riferimento alla sua esperienza personale, ci può spiegare che cosa è l’allenamento? In cosa consiste? E quanta parte del suo tempo occupa?
    Per uno sportivo l’allenamento è fondamentale. Occupa il 95% del tempo riservato allo sport e si scansiona in allenamento fisico, emozionale e mentale. Ovviamente la parte più significativa è dedicata all’allenamento fisico, imprescindibile per un atleta. Così come, avere delle conoscenze e competenze tecniche, è fondamentale per il professionista. In situazioni di affaticamento il corpo risponde attivando delle spie (accelerazione del battito cardiaco, acido lattico) che mettono in allerta il soggetto che si sottopone allo stress, suggerendogli di fermarsi. Queste spie, se accese, vengono infatti percepite come indicatori di una situazione di pericolo. L’allenamento fisico serve per andare oltre il limite che il corpo erige, ogni giorno sempre un po’ di più. Abituando il corpo a spostare in avanti la percezione dell’affaticamento. E qui subentra l’allenamento emotivo, che aiuta a trovare la scintilla che spinge oltre il limite fisico. L’allenamento insegna al cervello che lo stato in cui si trova lo sportivo non è una situazione di pericolo. Si tratta di un processo difficile e doloroso, che non è possibile portare avanti se non si ha una forte spinta emotiva. Ma, se da un lato le emozioni ti spingono a dare di più, dall’altro possono ingenerare ansie in fase di gara, nelle prove finali. E qui subentra l’allenamento mentale che aiuta a vincere le paure generate dalla pressione psicologica. L’allenamento non deve mai essere “comodo”, altrimenti l’atleta involve e la regressione è dietro l’angolo. Per spingere sempre sull’acceleratore è necessario trovare uno stimolo. L’allenamento mentale serve a questo. L’atleta deve quindi porsi la domanda: “Perché lo sto facendo?” e tenere sempre a mente quale obiettivo vuole raggiungere.

    L’allenamento cambia con l’approssimarsi della gara. In quale modo? Come riesce a tenere sotto controllo l’ansia e lo stress che crescono man mano che il giorno della competizione si avvicina?
    Con l’avvicinarsi della gara, diminuiscono sensibilmente le ore dedicate all’allenamento fisico, per permettere al corpo, dopo ritmi estenuanti, il pieno recupero delle forze. Ho imparato sulla mia pelle, che le ore vuote che precedono le gare sono pericolosissime. La pressione psicologica sale per l’avvicinarsi della prova e la mente, non occupata dall’allenamento, batte come un tarlo sulle paure e le ansie. Per evitarlo e tenere impegnata la testa, in queste ore io mi faccio accompagnare dai libri. Leggo romanzi d’avventura e storici. Non è per nulla facile gestire le emozioni e prepararsi mentalmente alla gara. All’Olimpiade di Pechino c’erano molte aspettative su di me. E questa pressione psicologica poteva diventare dannosa. Allora ho cercato di lavorare dentro di me, per capovolgere l’ansia e trasformarla in un’emozione positiva. Mi sono detto: se l’aspettativa su di me è grande, significa che la gente è convinta che io sono in grado di ottenere un buon risultato, e crede questo perchè io effettivamente ho delle potenzialità.

    E sulla “motivazione” invece, cosa ci può dire? Quale è la motivazione che la spinge a sacrificarsi in vista di un obiettivo?
    Ho un carattere competitivo e trovo gratificazione nel dimostrarmi di essere bravo. Credere in sé stessi porta ad osare un po’ di più. Osando si conseguono risultati e questi ultimi a loro volta fortificano la convinzione di essere bravi. Si tratta di un circolo virtuoso. Se un atleta matura la consapevolezza di essere bravo, subito dopo se ne rendono conto anche gli altri.
    Io ritengo che più è difficile l’obiettivo da raggiungere, più si trova gratificazione nel conseguirlo. Ma è anche altrettanto vero che, per lanciarsi in una impresa impegnativa, bisogna trovare una forte motivazione e gratificazione. In quel che faccio io metto passione ed esuberanza, corroborate dai risultati finora ottenuti. Ho un carattere competitivo, che mi spinge a cercare la gratificazione.

     

    Eppure può capitare che i risultati sperati non arrivino, nonostante la forte motivazione e i sacrifici richiesti dal duro regime degli allenamenti …
    Nonostante l’impegno, non è matematico arrivare infatti! Capita spesso che equipaggi che si sono qualificati primi, poi in gara non salgano nemmeno sul podio. Lì, oltre alla preparazione atletica, giocano anche altre componenti: l’emotività, lo stato delle attrezzature, l’armonia dell’equipaggio, la preparazione degli avversari.
    All’inizio della carriera sportiva, non bisogna bruciare le tappe, ma lasciarsi guidare e consigliare da un buon coach. E “rubare” più che si può dall’esperienza altrui, con umiltà e voglia di crescere. Negli allenamenti e in gara, secondo me, l’importante è dare sempre il massimo, per non avere rimpianti davanti ai risultati ottenuti. Si può essere “vincitori” anche se anche non si sale il primo gradino del podio, ma ci si qualifica secondi o terzi. L’importante è non avere rimpianti. Ma del concetto di “vittoria” parleremo un’altra volta.

     

    Cristiana Boggian
    YOUS Agenzia per il Lavoro S.p.A.
    via N.Tommaseo, 5
    35131 Padova Italia
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  • Quante aziende cambia in media una persona nella propria vita lavorativa?

    C’era una volta il “posto fisso”, quello che tutti trovavano subito dopo aver terminato gli studi e che – di buon grado o per senso del dovere – vedeva tutte le stagioni della vita di una persona, accompagnandola dalla giovinezza all’età adulta, fino a portarla poi alla pensione. Non stiamo parlando di fatti che accadevano nell’era mesozoica, né stiamo leggendo l’incipit di una fiaba per bambini. Succedeva appena trent’anni fa …
    Oggi, siamo entrati in un’altra era geologica dove impera la “flessibilità” e, per ambizione o per necessità, tutti siamo spinti a una certa “motilità” e “mobilità”. Come tante api sui fiori, saltelliamo da una azienda all’altra, tentando di lasciare un’impronta positiva del nostro “esserci stati”. Ma ancor oggi, nascosti fra la moltitudine, esistono professionisti che hanno stretto con il loro “primo” lavoro un vincolo ancor più indissolubile del matrimonio (specie oggigiorno)!

    Ma quante aziende cambia in media una persona nella propria vita lavorativa? Ce lo siamo chiesti qui, tra le mura della redazione di Profumo di Carriera, e abbiamo voluto girare la domanda a voi.

    Ebbene: “Quante aziende hai cambiato o presumi di cambiare nella tua vita lavorativa?” Il 42% dei votanti, basandosi sulla propria personale esperienza, risponde dalle 5 alle 7 aziende. A quest’ampia fetta di popolazione s’aggiunge un altro 34%, che dichiara d’aver cambiato dalle 3 alle 5 aziende nella propria vita lavorativa. Il 16% dei votanti addirittura sostiene d’aver già superato le 7 aziende, o che presto taglierà il traguardo. Mentre invece, dall’altra parte dell’orizzonte, solo l’8% delle persone sostiene che nella propria vita professionale rimarrà nel range da 1 a 3 aziende.
    Per quanto si tratti di statistiche, ottenute da una popolazione ristretta di votanti, sembrano fotografare bene la realtà di oggi. Ma, per non restare nella superficie, abbiamo cercato di capire i motivi che spingono le persone a cambiare spesso lavoro o, viceversa, a rimanere nella stessa azienda per tutta la vita. Per questo abbiamo realizzato delle interviste a campione. E riportiamo le più significative.
    «Lavoro in Acciaierie Valbruna dal 1977, da quando avevo appena 19 anni». A parlare è Cesare Fasolo, che oggi ricopre il ruolo di responsabile Formazione e Sviluppo in Acciaierie Valbruna. «Da 32 anni nella stessa azienda, con funzioni e responsabilità che via via si sono accresciute nel tempo. Lei mi chiede il perchè della mia scelta? Ebbene: sono rimasto perchè professionalmente mi sento soddisfatto qui in Valbruna. Ho la fortuna di lavorare in un’azienda che è in costante sviluppo. Negli anni l’ho vista crescere, evolversi, internazionalizzarsi, aumentare il numero di prodotti realizzati e le filiali. E’ una azienda che ha compiuto anche scelte pionieristiche. Spesso, si decide di cambiare lavoro quando vengono meno gli stimoli, a causa della staticità dell’azienda. Il professionista in questo caso va in asfissia, soffre. Ma in Acciaierie Valbruna i cambiamenti sono molto intensi, e non c’è mai stato un attimo di noia».
    Diametralmente opposta l’esperienza professionale di Giuseppe Duso, rientrato nel settore delle costruzioni dopo un’esperienza variegata in una quindicina di aziende molto differenti fra loro. Quasi quarantasettenne, con 28 anni di lavoro alle spalle, Giuseppe Duso vanta: 5 anni nel settore della chimica per le costruzioni; 2 nelle imprese di costruzioni; 2 in aziende di costruzioni nel settore degli impianti di depurazione e altri 2 anni, sempre in aziende di costruzioni, ma nel settore delle strade; 3 anni e ½ in una impresa che lavorava nelle infrastrutture (dighe, gallerie); 1 anno tra Olanda e Germania negli elettrodotti; 5 anni in Omnitel ad occuparsi di start-up; altri 2 a Roma nel settore delle infrastrutture telefoniche; 4 anni nell’elettronica e nell’elettromeccanica; e infine da 2 anni è rientrato nel settore delle costruzioni, con un grosso gruppo di Treviso. Gli abbiamo chiesto i motivi che stanno dietro queste scelte. «Alla base del cambiamento – ci spiega Giuseppe Duso – c’è la voglia di fare cose nuove, di mettersi alla prova. In secondo luogo, quando hai individuato il lavoro che ti piace, che fa per te, cerchi di essere retribuito in modo adeguato. Cambi per andare in meglio. Chiaro che ogni volta che si cambia, si rischia di mettere a repentaglio la propria sfera emotiva e l’equilibrio familiare. Io sono fortunato: ho trovato una compagna d’avventure intelligente, che è diventata mia moglie».

    www.profumodicarriera.it

    Cristiana Boggian   –   Redazione YOUS

  • Corso “La correzione di bozze”

    Sabato 16 maggio 2009 la Bel-Ami Edizioni organizza a Roma il corso di formazione editoriale “La correzione di bozze”, a cura di Amalia Maria Amendola.

    Il corso mira a fornire ai partecipanti gli strumenti teorici e tecnici necessari alla professione del correttore di bozze, fondamentale intermediario fra l’autore e il grafico editoriale. Con il supporto di momenti di esercitazione pratica, l’incontro presenterà le fasi di lavorazione del libro precedenti la pubblicazione: dalla prima lettura all’analisi stilistica e formale del testo, fino alla cura dei dettagli ortografici e di impaginazione, con un corollario di suggerimenti utili a migliorare la produttività e ad avviarsi concretamente alla professione.

    AMALIA MARIA AMENDOLA si è specializzata in editoria alla Scuola Superiore di Studi Umanistici di Bologna. Ha lavorato come correttrice di bozze per la società Juranet ed è attualmente redattrice presso Mondadori Education. Ha pubblicato il saggio L’isola che sorprende. La narrativa sarda in italiano (1974-2006) (Cuec, 2006). Il suo manuale Come scrivere una proposta editoriale è in corso di pubblicazione.

    Il corso avrà luogo in via della Paglia 43 (zona Trastevere). I posti disponibili sono 10 e la scadenza delle iscrizioni è fissata per lunedì 11 maggio 2009.
    Il programma dettagliato del corso e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito internet della casa editrice (www.baedizioni.it).

    PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
    [email protected] (Area Formazione Bel-Ami Edizioni)

  • Teleunit e la scuola

    Anche Teleunit partecipa all’iniziativa I CARE (Imparare, Comunicare, Agire in una Rete Educativa) promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione. Nell’ambito di questo progetto ministeriale, infatti, l’azienda ha ospitato, per una giornata conoscitiva e formativa, gli allievi dell’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore Blaise Pascal – Arnolfo Di Cambio di Perugia. Dante Taddei, Direttore Customer Relation Management, e Alfredo Mommi, Responsabile Relazioni Esterne, hanno illustrato le peculiarità aziendali in un percorso strutturato con Marco Durante, Direttore Commerciale. Con la partecipazione a questo progetto, Teleunit intende supportare i giovani in procinto di affacciarsi al mondo del lavoro, per aiutarli nella propria scelta formativa e/o lavorativa e nel loro ingresso in un mercato in continua evoluzione, con riferimento all’inserimento anche dei ragazzi diversamente abili. Teleunit ha potuto mostrare agli studenti le dinamiche e le caratteristiche di una delle aziende umbre all’avanguardia, unica nel territorio per tipologia di prodotto e mercato di riferimento, basata sul principio di soddisfazione del Cliente, non tralasciando la motivazione del Personale interno e le componenti organizzative dei processi.

  • Master PERFORMANCE STRATEGIES STRATEGIE ANTICRISI PER 700 MANAGER ISTRUITI DA FRANCESCO ALBERONI, VALENTINA VEZZALI E FRANCESCO CASOLI

    Milano Marittima 5 aprile

    Si è concluso domenica 5 aprile, il MASTER PERFORMANCE STRATEGIES presso il Palacongressi di Milano Marittima, a cui hanno partecipato oltre 700 manager e professionisti, accorsi da tutta Italia per imparare lezioni anti-crisi con maestri del tutto inconsueti.

    Gli interventi di Francesco Alberoni, Valentina Vezzali, Francesco Casoli, sono stati inseriti in un programma di lezioni tenute da esperti di settore di caratura internazionale Anthony Smith, per 15 anni Direttore Vendite Italia e Europa in Nike e Levis’, Gianni Golfera,  il più accreditato memory trainer mondiale, oggetto di studio da parte della Nasa, e Alessio Roberti, il più grande esperto italiano di ricerca e formazione in PNL.

    Una platea affollata di imprenditori, professionisti e manager è convenuta da tutta Italia per imparare tecniche e strategie anti-crisi atte a sviluppare soluzioni creative per superare la difficile congiuntura economica.

    “Nei momenti critici, niente panico” ha suggerito Francesco Alberoni, nel suo intervento articolato tra esempi di strategia militare e di marketing “ma sostegno ai propri uomini e alleanze strategiche. E’ importante ridurre il fronte, quando le risorse sono insufficienti ad affrontare troppi nemici, meglio stringere alleanze e indirizzare le risorse a strategie alternative” riportando il caso “Mulino Bianco”, marchio nato proprio dalle difficoltà create dalla crisi petrolifera e dai prezzi calmierati alla fine degli anni ’70.

    Altro caso emblematico di pensiero strategico-alternativo è stato portato dall’On. Francesco Casoli, Presidente del Gruppo Elica S.p.A, che ne ha ripercorso l’evoluzione da azienda conto terzi a marchio di riferimento internazionale. “Siate acrobati: flessibili e veloci, perché il mondo cambia in fretta” è stato l’invito del Senatore Casoli alla platea “ l’Italia è un grande produttore di conoscenze e di innovazione; difendiamo con orgoglio questo patrimonio”. L’on Casoli ha annunciato iniziative da parte del governo per istituzionalizzare organismi di difesa del patrimonio creativo Italiano e del know how produttivo.

    Anche l’intervento di Valentina Vezzali ha riscosso grande interesse: una testimonianza di coraggio e determinazione nell’ambire ad obiettivi importanti. Questo il senso del suo contributo, accolto con entusiasmo da un pubblico abituato più a parlare di grafici e vendite, che di stoccate e “assalti”.

    Marcello Mancini, AD della Società Performance Strategie, organizzatrice dell’evento, esprime grande soddisfazione per la sua riuscita e la partecipazione di un pubblico così numeroso: oltre 700 partecipanti:  “In momenti di grandi mutamenti economici e sociali, è necessario saper sfruttare le opportunità che nascono proprio dallo stravolgimento di abitudini e meccanismi consolidati, “ continua Mancini ” l’intento di questo seminario è quello di sviluppare nel management aziendale italiano attitudini e approcci completamente nuovi al “fare business”.

  • CORSI di VISUAL MERCHANDISING con VOUCHER 2011

    Visual Merchandiser è la figura nata dalla naturale evoluzione del Vetrinista e non si occupa solo della vetrina ma anche dell interno del punto vendita, collaborando con Architetti e Designers nella scelta degli arredi.

    La sua carriera si può svolgere in due modi: o con assunzione in azienda o esercitando la libera professione.

    Come diventare Visual Merchandiser? Uno spiccato senso estetico e cultura nel marketing, sono le caratteristiche essenziali per una buona base di partenza, che integrati con una formazione specialistica adeguata, sono i primi percorsi vincenti richiesti dalle aziende.

    Assovisual, prima associazione italiana di Visual Merchandiser, ha tra i suoi obiettivi quello di operare con successo nella formazione di questi professionisti instaurando così incontro tra domanda e offerta del mercato della Moda e non solo.

    L Associazione organizza, dal 26 al 30 Settembre 2011, a Milano, un CORSO DOI VISUAL corso da 5.gg full-immersion (45 ore),inclusa anche Visita Guidata nel “Quadrilatero della MODA” (via Montenapoleone – via della Spiga – Via S.Andrea – C.so Venezia), per imparare efficacemente i segreti del mestiere, ASSOVISUAL mette a disposizione 3 VISUAL-VOUCHER Contributi di Euro 550,00 ciascuno da poter richiedere entro il 10 settembre 2011.

    -Quota iscrizione c/Voucher (ENRO IL 10 SETTEMBRE) E. 950,00

    Oltre alla formazione, ASSOVISUAL, offre lo sportello Placement che GRATUITAMENTE, segnala alle Aziende, in nominativi dei partecipanti ai corsi e master effettuati.
    Grazie a questo servizio, ad oggi: Harley-Davidson, Casa Damiani, Puma, Goldenlady, Stefanel, Adidas, Johnson & Johnson, Oreal, Pupa, Diadora, Coin e Coccinelle, Robe di Kappa, Rinascente, Breil, la Rinascente, Miluna Perle e Ikea, sono solo alcune delle aziende che hanno richiesto collaborazione all’ Associazione Nazionale con sede a Milano per inserimenti di queste figure nel proprio organico.

    Per informazioni sulla professione:
    SEGRETERIA CORSI: tel 02.48713521 ra. Fax 02.40010028 ra.
    mailto: [email protected]

    da oggi è disponibile una infoline Assovisual Mobile:335.71.19.630

  • Corso “Il piacere della scrittura” a Roma

    Sabato 18 e domenica 19 aprile 2009 la Bel-Ami Edizioni organizza a Roma il corso “Il piacere della scrittura”, a cura di Aldo Putignano.

    Oggetto del corso è la scrittura del racconto breve, inteso come genere autonomo e non come sottospecie di romanzo. Attraverso l’analisi delle principali regole di composizione e degli elementi portanti e accidentali del testo, dall’incipit al finale, le lezioni intendono fornire ai partecipanti un essenziale bagaglio di riferimenti in grado di stimolarne le potenzialità espressive, restituendo, secondo il progetto del gruppo Homo Scrivens coordinato da Aldo Putignano, il piacere della scrittura quale mezzo privilegiato di comunicazione dell’io. Il corso si svilupperà in tre momenti: il primo di carattere teorico, con riferimento agli schemi e alle tecniche della narrazione; il secondo di natura pratica, consistente in esercizi di scrittura e approfondimento degli elaborati; il terzo dedicato alla lettura di testi brevi (racconti o romanzi brevi in estratto), allo scopo di mettere in evidenza le scelte dei grandi narratori.

    ALDO PUTIGNANO è scrittore, docente universitario e direttore editoriale della collana Boopen LED. Si occupa di presentazioni e occasioni d’incontro per scrittori esordienti, collaborando con diverse case editrici. Autore teatrale e televisivo, ha pubblicato, tra gli altri volumi, Faximile, 49 riscritture di opere letterarie (Frilli, 2004), Vedi Napoli e poi scrivi (Kairós, 2005) e Il caso Freud (Giulio Perrone Editore, 2007).

    Il corso avrà luogo in via della Paglia, 43 (zona Trastevere). I posti disponibili sono 20 e la scadenza delle iscrizioni è fissata per lunedì 14 aprile 2009.

    PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
    www.baedizioni.it
    www.homoscrivens.it

  • THE PRACTICE by Scuola Visual Merchandising

    Costruire un’immagine affascinante e vincente di sé? Perché se quest’arte è di vitale importanza per l’uomo contemporaneo non dovrebbe esserlo per un’azienda proiettata al futuro? Anticipare i più intimi pensieri del consumatore, influenzare e colpire la sua sfera emozionale: queste le vere sfide del marketing odierno.

    E’ proprio in risposta a tale esigenza che negli ultimi anni è nata una nuova figura professionale tanto strategica quanto ancora poco conosciuta nella realtà italiana: quella del Visual Merchandiser, il moderno scenografo del punto vendita. La sua missione è costruire, grazie all’estro coniugato a profonda conoscenza tecnica, un ideal set attorno al prodotto attraverso lo studio della luce, dell’arredamento, del posizionamento efficace dello stesso nelle più svariate realtà merceologiche. Un nuovo professionista dell’immagine dunque, un creativo capace di proporsi non solo come trend setter dalla grande sensibilità artistica, ma soprattutto in grado di dimostrare una concreta abilità nell’organizzare e curare nel dettaglio gli spazi espositivi. Queste caratteristiche distintive lo rendono una figura specializzata e per questo altamente richiesta dal mondo delle grandi imprese.

    Con tali premesse, Factory School avvia il nuovo progetto “THE PRACTICE” che vuole essere il completamento della ormai consolidata Scuola Visual Merchandising. Il corso ha una forte valenza pratica, anche se supportata da adeguate sessioni di teoria, è condotto da professionisti di alto livello, che operano attivamente nel mercato, e affronta materie specifiche lavorando su diverse tipologie di merci. E’ previsto l’allestimento pratico di vetrine e pareti che simulino l’interno del negozio relative alle diverse attività commerciali e l’apprendimento di tecniche di esposizione, distribuzione e disposizione cromatica. Ogni partecipante sarà in grado di esporre in modo vincente, progettare un layout espositivo e di realizzarlo in maniera corretta. Gli allievi saranno così chiamati a mettere in pratica, allestendo e realizzando delle reali “situazioni”, le regole del Visual Merchandising e della vetrinistica per fare di un punto vendita uno strumento adeguato ai canoni di performance di immagine richiesti dal mercato. Il progetto punta a sviluppare la manualità e la creatività necessaria per poter “pensare” e “realizzare” concetti legati al marketing, merchandising e visual merchandising. L’obiettivo è quello di realizzare e progettare vetrine, layout merceologici evoluti e gestire in autonomia punti di vendita sotto l’aspetto del merchandising.

    La location delle attività è volutamente esclusiva; infatti si terrà presso la Rosa Manichini Spa in Milano, la più importante azienda italiana produttrice e distributrice di manichini. Dal 4 al 7 Maggio formazione intensiva e al termine, per chi vuole inserirsi in azienda, 6 mesi di stage presso le più importanti imprese di tutta Italia. Il progetto è sviluppato in collaborazione con le più importanti aziende del settore Moda, Fashion, Design e Gdo tra le quali La Rinascente e Iana Spa. Il progetto per la sua particolarità pratica è a numero chiuso e prevede una selezione d’ingresso volta a valutare il livello di conoscenza delle materie che saranno poi affrontate. Per informazioni contattare la segreteria del progetto allo 049.9813900 o www.factoryschool.i

  • Nuovo workshop di scrittura poetica a Roma

    Domenica 29 marzo 2009 la Bel-Ami Edizioni ripropone a Roma il workshop di scrittura poetica della poetessa Bibiana La Rovere.

    Affiancando alla trattazione teorica la pratica della composizione, il workshop intende fornire ai partecipanti un’esperienza diretta della scrittura poetica: dall’analisi delle teorie critiche e delle “forme della poesia” sino alla definizione dei diversi modelli metrici, con esercizi di applicazione delle regole e degli accorgimenti tecnici suggeriti. Il workshop si concluderà con un intervento del prof. Plinio Perilli, poeta, critico e saggista.

    BIBIANA LA ROVERE è poetessa e critica letteraria. La sua raccolta d’esordio, Niente che conti intorno (Edizioni Tracce, 2008), ha vinto il Premio Internazionale di Poesia “Poseidonia – Paestum”, classificandosi tra i finalisti del Premio “Città di Penne”. La silloge Cuore Cavato, di prossima pubblicazione, ha ricevuto il Premio “ScrivereDonna 2008” quale opera inedita.

    Il workshop avrà luogo presso la libreria Il Mattone in Via Giacomo Bresadola, 12/14 (zona Prenestina – Via Tor de’ Schiavi). I posti disponibili sono 15 e la scadenza delle iscrizioni è fissata per lunedì 23 marzo 2009.

    PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.baedizioni.it.

  • I dottorati di ricerca: crescità personale, investimento per il futuro o lavoro post laurea?

    Col passare degli anni il mondo dell’università sta cambiando notevolmente e dimostra di voler prestare una sempre maggiore attenzione alla realtà produttiva esterna. I vari seminari, corsi, master che vengono frequentemente organizzati e allestiti sono proprio rivolti alla possibilità di voler rendere più accessibile la soglia delle ristrette esigenze curriculari, al fine di creare un maggior collegamento tra le conoscenze acquisite e gli sbocchi produttivi esistenti.

    Cosa dice la legge
    La legge di riferimento in questo senso è la n. 449 del 27 dicembre 1997, la quale elargisce crediti di imposta a imprese e soggetti di diversa natura dietro una assunzione degli oneri relativi a borse di studio che sono state concesse per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca, nel caso in cui il relativo programma di ricerca sia concordato con il soggetto di cui al presente comma e nei casi di assunzione a tempo pieno… di titolari di dottorato di ricerca. La legge in questione, intitolata misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, ha delineato tali orientamenti al fine di stabilire un’importante e utile connessione fra il mondo della cultura e il mondo del lavoro: ma per quanto riguarda i dottori di ricerca che operano nell’ambito delle materie umanistiche, questi orientamenti non forniscono alcun ausilio. Al contrario, è possibile ipotizzare che i provvedimenti citati in precedenza creeranno un numero spropositato in favore dei posti di dottorato istituiti nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, che, essendo favorite nel mantenere delle relazioni durature e importanti col mondo dell’impresa, potranno usufruire di sostanziose integrazione economiche volte a finanziare borse dottorali, mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati che sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonee.

    Gli svantaggi del dottorato di ricerca
    L’iniziativa del dottorato di ricerca presenta essenzialmente due svantaggi: anzitutto, la struttura tradizionale della Laurea è rimasta immutata e senza sostanziali variazioni, con una durata che è generalmente superiore alla durata media degli altri paesi, mentre il dottorato di ricerca è un’iniziativa che si è semplicemente aggiunta. Inoltre, il fatto che non si sia richiesto e dato alcun privilegio e vantaggio al dottorato per quanto riguarda l’accesso al mondo delle professioni, ha privato il dottorato stesso di un ruolo essenziale nella ricerca lavorativa. Il dottorato è dunque diventato semplicemente un titolo di mero significato accademico, valutato e richiesto soltanto con finalità propedeutiche alla futura carriera universitaria e di ricerca. Alcuni dottorati, poi, specialmente quelli delle materie scientifiche, il dottorato viene ridotto spesso a una semplice continuazione della tesi di laurea e un percorso obbligato al mondo della ricerca. In questo caso, infatti, il dottorato di ricerca assume i contorni di un mezzo di sfruttamento di lavoro semigratuito e un supporto non legale alla reale attività didattica. Nell’ambito delle professioni esso contraddistingue una sorta di apprendistato, pagato dallo Stato, necessario per essere cooptato con i tipici fenomeni di dipendenza lavorativa.

    Materie scientifiche
    Nell’ambito delle materie scientifiche, il dottorato di ricerca ha subito delle pesanti ripercussioni sulla sua stessa struttura, soprattutto a causa della sua eccessiva accademizzazione: come primo aspetto che risalta in questo senso, c’è il fatto che si è completamente rinunciato a rendere il dottorato un livello culturalmente più elevato della laurea, a causa di corsi di insegnamento troppo generici e dedicati a persone con interessi diversi (tra l’altro sono dei corsi gestiti male, perché svolti a titolo gratuito e spesso coincidenti con corsi specialistici del corso di laurea, con una conseguente scarsa correlazione tra la capacità di apprendimento degli studenti e il livello del corso stesso). Un altro aspetto che bisogna sottolineare è la presenza del concorso selettivo di ingresso: in questo caso, si ottiene generalmente una borsa di studio che permette di frequentare il dottorato. Questo elemento favorisce sicuramente una sorta di contrapposizione tra i dottorandi per l’inserimento nel mondo della ricerca: si andranno dunque a curare maggiormente i risultati pratici (pubblicazioni o titoli equivalenti…) piuttosto che il miglioramento della preparazione personale.

    La borsa di studio
    La borsa di studio relativa al dottorato di ricerca si è evoluta nel corso del tempo, sotto la spinta di particolari interessi. Inizialmente il numero di posti di dottorato era limitato a causa del numero di borse di studio assegnate a ogni facoltà e da queste ultime a ogni materia specifica. La selezione dei candidati idonei avviene tramite concorso generalista, un concorso che dovrebbe premiare il merito, ma non perfettamente definito nel dettaglio dei suoi obiettivi. Attualmente si è però proceduto verso la soluzione delle borse sponsorizzate, ovvero pagate da enti nazionali di ricerca (come ad esempio il CNR, ENEA…): tra l’altro vi sono anche alcune realtà più avanzate, di industrie private che hanno convenienza a veder preparate, a un costo modesto, persone di alta qualificazione. Le borse di studio sponsorizzate vengono pagate quindi da enti esterni al fine di svolgere un lavoro di ricerca su un tema preciso e rappresentano una soluzione senz’altro utile, rappresentando una sorta di anticamera un lavoro vero e proprio successivo.

  • SCUOLA VISUAL MERCHANDISING – IL PRODOTTO CHE SEDUCE

    Costruire un’immagine affascinante e vincente di sé?

    Perché se quest’arte è di vitale importanza per l’uomo contemporaneo non dovrebbe esserlo per un’azienda proiettata al futuro?

    Anticipare i più intimi pensieri del consumatore, influenzare e colpire la sua sfera emozionale: queste le vere sfide del marketing odierno.

    E’ proprio in risposta a tale esigenza che negli ultimi anni è nata una nuova figura professionale tanto strategica quanto ancora poco conosciuta nella realtà italiana: quella del visual merchandiser, il moderno scenografo del punto vendita.

    La sua missione è costruire, grazie all’estro coniugato a profonda conoscenza tecnica, un ideal set attorno al prodotto attraverso lo studio della luce, dell’arredamento, del posizionamento efficace dello stesso nelle più svariate realtà merceologiche.

    Un nuovo professionista dell’immagine dunque, un creativo capace di proporsi non solo come trend setter dalla grande sensibilità artistica, ma soprattutto in grado di dimostrare una concreta abilità nell’organizzare e curare nel dettaglio gli spazi espositivi.

    Queste caratteristiche distintive lo rendono una figura specializzata e per questo altamente richiesta dal mondo delle grandi imprese: lo testimonia uno studio condotto da Factory School by Boscolo srl con la collaborazione di aziende di portata nazionale e internazionale (quali La rinascente E Iana e molte altre nell’ambito del tessile) che ha dimostrato come sia fortemente sentita l’esigenza di trovare giovani profili qualificati da inserire nella propria realtà aziendale.

    Profili difficili da reperire nell’attuale mercato del lavoro, che necessitano quindi di una formazione specifica in scuole dedicate.

    Ma che percorso deve seguire chi voglia avvicinarsi a questa affascinante professione?

    Una importante risposta è possibile trovarla grazie alla SCUOLA VISUAL MERCHANDISING che per questa edizione replica a Milano dal 16 al 21 Marzo e Roma dal 30 Marzo al 4 Aprile 2009 a seguire 6 mesi di stage presso le più importanti aziende in tutta Italia.

    Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria organizzativa al numero 049.9813900 o visita il sito ufficiale www.factoryschool.it

    Perché anche l’occhio vuole la sua parte !

  • A Differens Marketing & Innovation la comunicazione del master con relatori di fama mondiale

    Dopo il tutto esaurito della prima edizione di Roma, che ha visto oltre 500 partecipanti, si rinnova ad aprile 2009 l’appuntamento con uno degli eventi formativi più innovativi in Italia. Il Master Performance Strategies, infatti, rappresenta un’occasione imperdibile per apprendere gli strumenti, le tecniche e i “segreti del mestiere” di chi opera abitualmente in organizzazioni altamente competitive e vincenti.

    I trainers – di eccezionale livello – prestano abitualmente la loro consulenza professionale a multinazionali, aziende leader in Italia o nel mondo ed Enti governativi.

    L’eminente sociologo Francesco Alberoni affronterà il tema: “La crisi come opportunità di leadership” illustrando le qualità ed il modo di operare dei leader nei momenti critici. Alberoni, oltre che ricercatore, docente e famoso saggista, è attivissimo nella  consulenza strategica, prestata a grandi aziende multinazionali: Fiat, Indesit, Frau, Tod’s, Barilla e tante altre.

     “La negoziazione vincente”, sessione formativa per chi opera nel commerciale è tenuta da Alessio Roberti, il più grande esperto italiano di PNL (programmazione neuro linguistica) che ha già formato manager di aziende come Siemens, Ducati, YKK, Azimut Yachts.

    Sarà invece Gianni Golfera, il più accreditato memory trainer mondiale, attualmente oggetto di studio da parte della Nasa, a svelare le tecniche di memorizzazione che permettono di  aumentare le capacità produttive: esporre in modo mnemonico conferenze e relazioni ,memorizzare rapidamente  testi, cifre, password e codici bancari.

    Tu3, ”Eleva al cubo al tuo potenziale” è il concept comunicativo del master, messo a punto da Differens Marketing & innovation, l’azienda che, non a caso, ha fatto della teoria dell’evoluzione Darwiniana il proprio modello di Business.

    “Un messaggio semplice e diretto, rivolto a tutti coloro che desiderano migliorarsi attraverso una formazione di qualità” commentano Andrea Rosini e Maria Grazia Abruzzese, che coordinano le attività di marketing e comunicazione con la società Differens Marketing & Innovation.

    Gli strumenti utilizzati sono principalmente direct marketing, direct mailing, roadshow e infomeeting, below the line, campagna stampa e web marketing. Di particolare efficacia quest’ultimo strumento, sviluppato in stretta collaborazione con la dinamica web agency Gialloafrica di Tommaso Ricci.

    “Il nostro master non è solo tecnica, ma  è concepito per offrire ai partecipanti anche  momenti di grande emozione e coinvolgimento, grazie alle testimonianze di personaggi che hanno saputo ottenere risultati straordinari in campi competitivi” spiega Marcello Mancini, amministratore delegato di Performance Strategies Srl.

    L’ ospite speciale Valentina Vezzali, unica atleta del mondo ad aver vinto tre medaglie d’oro consecutive nella stessa disciplina ai giochi olimpici, porterà la sua testimonianza di donna e campionessa, capace di raggiungere il difficile equilibrio tra vita familiare e successo agonistico.

    Guiderà la tre-giorni formativa in qualità di Master Tutor,  Anthony Smith, uno dei docenti più innovativi nel campo dello sviluppo delle risorse umane, che metterà a disposizione dei partecipanti i suoi 15 anni di esperienza manageriale in multinazionali come Nike e Levi’s.

    Il Master, dedicato a manager, imprenditori e tutti coloro che desiderano migliorare le proprie “performance”, si terrà al Palazzo dei Congressi di Milano Marittima (RA), dal 3 al 5 aprile 2009.

    www.performancestrategies.it

    www.differens.it

  • Modulo gratuito “Il contratto di edizione”

    Venerdì 30 gennaio 2009 la Bel-Ami Edizioni organizza a Roma il modulo gratuito di formazione editoriale “Il contratto di edizione”, a cura dell’avvocato Fabrizio Macrì.

    Il modulo mira a fornire le nozioni fondamentali relative al contratto di edizione, per poter riconoscere in esso la professionalità di un editore. Nel corso dell’incontro verranno anche illustrati i diritti e i doveri sia dell’autore che dell’editore, senza dimenticare di suggerire gli strumenti con cui avvalersi dei propri diritti in caso d’inadempienza dei termini contrattuali. I punti del contratto che verranno analizzati spaziano dalla precisazione del numero delle copie che l’editore intende mandare in stampa all’assegnazione del prezzo di copertina, del codice ISBN e dei bollini adesivi SIAE.

    FABRIZIO MACRÌ è il responsabile legale della Bel-Ami Edizioni. Avvocato nel Foro di Roma, si occupa di diritto civile, con particolare attenzione alla responsabilità civile e alla contrattualistica. Esperto di diritto dell’informatica e di informatica giuridica, ha pubblicato articoli in tema di fiducia nel commercio elettronico, “certificazione” dei siti web e firma digitale.

    Dove: Libreria Il Mattone – Via Giacomo Bresadola, 12/14 – Roma 00171 (zona Prenestina – Via Tor de’ Schiavi)
    Quando: Venerdì 30 gennaio 2009, ore 18.30 – 21.00
    Posti disponibili: Min. 5 / max. 10 persone
    Scadenza iscrizione: Venerdì 23 gennaio 2009
    Modalità di iscrizione: Inviare un’e-mail con nome, cognome e numero di telefono all’indirizzo [email protected] . L’e-mail dovrà riportare in oggetto la dicitura “Prenotazione modulo gratuito ME001 del 30/01/09”.
    Costo: Gratuito
    Programma: http://www.baedizioni.it/?page_id=210

    Per maggiori informazioni:
    Area Formazione Bel-Ami Edizioni
    [email protected]

  • La Scuola Visual Merchandising a Bordo di MSC Poesia

    Da Venezia a Istanbul 8 giorni di Formazione in Navigazione

     

    Nel mare della formazione Factory School by Boscolo srl presenta la nuova e innovativa metodologia di studio e con la preziosa disponibilità di MSC Crociere salpa da Venezia il prossimo 8 Novembre il primo corso di Visual Merchandising in navigazione.

     

    A Bordo della ammiraglia MSC Poesia si aprirà la quinta edizione della Scuola Visual Merchandising già consolidata a Milano e Roma. La crociera formativa consentirà a un numero limitato di partecipanti di immergersi tra le caleidoscopiche suggestioni dei mercati del Medio Oriente per andare alla scoperta di nuovi e diversi modi di allestire aree commerciali ed espositive.

     

    Due manager professionisti visual, accompagneranno per 8 giorni i fortunati allievi in un emozionate percorso di apprendimento per diventare futuri scenografi dei punti vendita coniugando da subito teoria e pratica.

     

    Questa professione è nata in America e solo da pochi anni si sta sviluppando anche in Europa: il Visual Merchandiser è il consulente d’immagine delle moderne organizzazioni commerciali. Si occupa di organizzare le merci nei punti vendita per renderli sempre più attraenti al cliente e sceglie cosa e come disporre le vetrine e gli spazi espositivi.

     

    Factory School inaugura la nuova edizione della Scuola Visual proponendo la crociera gratuita a coloro che si iscriveranno entro il 31 Luglio.

     

    Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria organizzativa al numero 049.8360696 o visita il sito ufficiale www.factoryschool.it

  • Scuola Visual Merchandising Quinta Edizione

    Boscolo e MSC Crociere un binomio di lusso per unire moda e turismo – La Quinta Edizione della Scuola Visual Merchandising si terrà a bordo di MSC Poesia

     

    15/07/2008 è on line il bando per partecipare alla V edizione della Scuola Visual Merchandising della Factory School by Boscolo srl.

    Sempre più esclusivo e richiesto, il progetto per l’attuale edizione vede la partnership con MSC Crociere; la parte formativa si effettuerà durante una crociera dal 8 al 15 Novembre 2008 a bordo di MSC Poesia la nuova ammiraglia di MSC Crociere.

    Grazie alla preziosa partnership con MSC Crociere il progetto Scuola Visual Merchandising diventa un emozionante viaggio formativo per essere formati a 360 gradi nel settore della moda, del design e della Gdo.

    Per tutti coloro che si iscriveranno entro il 31/07/2008 la crociera sarà gratuita.

    Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria organizzativa al numero 049.8360696 o visita il sito ufficiale www.factoryschool.it

  • Boscolo… non solo Veneto !

    Boscolo, realtà consolidata nel Veneto attiva nel reclutamento di risorse umane, avvia il nuovo progetto di ampliamento sul territorio Nord Italia. “Entro il 2008 pronte le 5 nuove agenzie (Torino, Milano, Brescia, Bologna, Pordenone)” afferma Romano Boscolo Amministratore della Boscolo. “Il nostro obiettivo è la crescita e lo sviluppo della nostra organizzazione; per questo da subito rafforzeremo la nostra presenza nel territorio Veneto ma non solo, vogliamo esportare il nostro know-how nelle regioni limitrofi per coprire entro il 2010 il nord Italia con almeno 50 nuove agenzie”

    L’ambizioso progetto della Boscolo apporterà al mercato nuove opportunità di occupazione: il gruppo prevede un elevato numero di assunzioni per la gestione e l’organizzazione interna tra esperti nella selezione, formazione e commerciali e un forte reclutamento di personale per la fornitura di servizi alle aziende.

    La forza della Boscolo, maturata in oltre 15 anni di presenza nel contesto delle risorse umane, è rappresentata dalla consolidata esperienza e conoscenza delle esigenze degli imprenditori e dei nuovi modelli organizzativi. “Il nostro brand nel Veneto – conclude Romano Boscolo –  è sinonimo di affidabilità, dinamicità e flessibilità e con le nuove politiche di crescita ci sentiamo pronti a rispondere alle richieste del mercato nazionale”.