Tag: diritti umani

  • ANCORA UN SABATO PER I DIRITTI UMANI

    Per portare i diritti umani in ogni luogo per le generazioni future

    ROMA – Sabato 10 aprile ancora una raccolta firme per insegnare la Dichirazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole per crescere i futuri paladini della tolleranza e della pace.

    Promossa dall’associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani onlus, la petizione sarà presentata ai visitatori del centro commerciale PIM di Selva Nera che potranno dare il loro sostegno a questa iniziativa per rendere i diritti umani una realtà concreta portando innanzitutto i giovani a conoscere i 30 articoli della Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito nel 1948 per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

    Durante l’evento sarà possibile familiarizzarsi anche con la “Guida per l’Insegnante” un efficace strumento didattico elaborato dalla Fondazione Gioventù Internazionale per i Diritti Umani e la Tolleranza, che ha reso il testo della Dichirazione di facile accesso per i giovanissimi mediante l’uso di video e fotografie. Uno degli strumenti didattici della Guida è un piano di lezioni predeterminato e di semplice utilizzo da parte di ogni educatore, che prevede l’uso del DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti. Il DVD ha il suo opuscolo di accompagnamento, “Che cosa sono i diritti umani?”, una versione illustrata della Dichirazione Universale che ne riproduce comunque il testo integrale nella sua ultima sezione.

    Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica, che con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza.

    Infine la Guida contiene 30 posters che possono essere affissi in aree pubbliche o utilizzati come ausilio visivo di riferimento per ciascuna delle lezioni.

    Perno di queste lezioni è quindi la Dichirazione Universale dei Diritti Umani. Riconoscendo l’importanza di renderla ampiamente conosciuta dopo la sua ufficializzazione, l’Assemblea Generale chiese inoltre che “venisse divulgato, mostrato, letto ed esposto principalmente nelle scuole ed in altre istituzioni per l’istruzione, senza distinzione basata sullo status politico dei paesi o dei territori”.

    Per informazioni
    www.youthforhumanrights.org

  • Tra la perduta gente: i Boscimani del Kalahari

    Tra la perduta gente

    è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria  Raffaella Milandri.

    Si terrà il 13 dicembre presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana  che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente”  si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.

    Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).

    “Durante la mia  intervista   la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo,  indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:

    “Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un  potere crudele contro popoli inermi”

    LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI

    I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani  portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.

    Dopo diverse deportazioni, oggi  nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare  i pozzi d’acqua,  e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia  e da radici. proibisce di  La loro vita è durissima.

    “Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi  impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.

    Oggi, mentre i  Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano

    nei campi di reinsediamento  sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre.  Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro  diritti umani.

    Nel  2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre,  a   usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza  nulla è cambiato.  Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.

    E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :

    una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento:  “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa.  L’appello della Milandri:

    “E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”

    I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169

    Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.

    Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino:  culture e società così speciali da essere considerate Patrimonio dell’Umanità, stile di vita semplici a contatto con la natura .

    Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.

    “ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono.  Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri

    L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.

    “ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU,  dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”

    L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente  approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e  del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

  • Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: due virali che spopolano in rete.

    Mercoledì 25 novembre 2009 è la “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, un tema che oggigiorno è una terribile realtà. Sempre più spesso i mezzi di informazione ci parlano di donne su cui viene fatta violenza, soprattutto in ambito domestico. Sono numerose le campagne che vogliono sensibilizzare su questo argomento e da qualche giorno sul web stanno spopolando due “virali” creati per il medesimo scopo. Il primo di questi è un “advertgame” danese dal titolo “Hit the bitch”. Scopo del gioco è colpire una donna: più forte lo si fa più punti si guadagnano. A fine partita compare la scritta raggiunto il punteggio di 100% gangsta (status che viene subito sostituito da 100% idiot) e viene mostrata la ragazza a terra, piangente e piena di lividi mentre una voce fuori campo dice “Il gioco l’hai perso la prima volta che hai alzato le mani su una donna”. Il secondo è invece un video ideato da SS&C Varese, che non considera la violenza che colpisce le donne come problema sociale, ma come male storico che affligge la nostra società da secoli. Sono immagini molto forti: “La violenza sulle donne è dentro la nostra storia. Il vero capolavoro sarebbe cancellarla. SS&C contro la violenza sulle donne”.

    Link:
    Video del gioco http://www.youtube.com/watch?v=pwNn6rPD3fc
    Video SS&C: http://www.youtube.com/watch?v=UhL–10pAps

  • leggete questa favola che altro non e’ che la mia triste storia

     

    LEGGETE QUESTA FAVOLA, C” E’ TUTTO, IL PRINCIPE AZZURRO, BIANCANEVE, LA STREGA CATTIVA….MA MENTRE LA SCRIVEVO MI SONO ACCORTA CHE NON SERVE A FAR ADDORMENTARE I BAMBINI….MA CHE E’ SOLO UNA TRISTE STORIA CHE DOVREBBE FAR RISVEGLIARE LE COSCENZE  ED INVECE STA FACENDO MORIRE ME,…..MA QUETA E’ UN ALTRA STORIA!!!!Io sto morendo, sto morendo dentro, forse sono gia impazzita e non me ne accorgo neanche piu’ . La mia storia e’ atroce, di quelle che si fa afatica anche a raccontare. Arrestata illegalmente per estorcermi denaro, per una accusa infamante, traffico di bambini., io che sono una volontaria, che i bambini li ho sempre aiutati, io che ho dato la mia vita per aiutare chi , meno fortunato di me, aveva bisogno di una mano per uscire dal buio  della disperazione.Io quel buio lo avevo gia’ provato, ed e’ per questo che decisi di mollare tutto per girare il mondo cercando si sentirmi migliore. Infatti arrivai nelle filippine e qui inizio’ il mio incubo peggiore. Capirai alla polizia del posto non sembrava vero di essere riuscita ad incastrare una donna sola, bianca dove bianca significa soldi, denaro, ed e\ proprio in virtu’ di quei fogli dicarta dove di solito e’ stampato un eroe  o un presidente che ora mi trovo a combattere una battaglia piu’ grande di me.

    Sono infatti due anni che sono segregata qui aspettando che un processo metta fine a questo orrore. Con un tranello dicevo, mi incastrano, l’accusa e’ infamante, traffico di minori, mi arrestano, e mi rilasciano dopo un giorno perche’ l’imboscata non  era riuscita bene, infatti, per mancanza di prove, incongruenze. Il procuratore mi rida’ la liberta’, ma, mi accusa di falsificazione di documenti, documenti che io, come risulta da tutti i verbali, non ho mai falsificato. Il problema, e’ che mi sequestrano il passaporto, per cui, non posso lasciare il paese, pur non avendo nessuna restrizione, infatti io potrei andarmene tranquillamente, l’importante e’ che io presieda in aula il giorno dell’udienza. Come fare a riavere il mio documento? Facile, basta andare alla polizia , o fare una richiesta tramite un avvocato. Macche’ niente da fare, non se ne parla proprio, nel mio passaporto ci sono le prove del reato, per cui, non puo’ assolutamente essere rilasciato, a meno che….a meno che….io sganci 20000 euro, visto che ci vuole, il gioco e’ fatto!!!!!.Peccato che 20000 euro gia’ me li aveva tolti il primo avvocato, quello che la nostra cara e bella ambasciata, mi aveva consigliato di assumetre come mio legale. Nel frattempo, sempre quella struttura, situata nella zona piu’ bella di Manila, che ancora mi chiedo a cosa serve, oltre che a sbattermi le porte in faccia e trattarmi come la peggiore delle criminali, non fa altro che accrescere la mia angoscia, dicendomi che sarei rimasta, per il resto della mia vita a marcire in una squallida prigione. Ce bello!!! E pensare che mi ero appena fatta due anni di terapia per uscire dalla depressione che mi aveva devastata, voi che dite forse ci sto ricadendo?? Ma si, sono solo due anni che sto aspettando un processo, solo due settimane che non mangio perche’ i miei soldi sono finiti, e poi perche dovrei ricaderci, non ho mica perso il mio lavoro…..o si??? Eh si!!! Ho perso anche quello, come ho perso mia mamma per dei linfonodi al collo, CANCRO, proprio come quei linfonodi che mi hanno appena risconttrato a me in un bellissimo  ospedale di manila. Allora che fare, chiaro, semplice, iniziare a scivere la mia favola ai giornali, tv, …..ma mi sono accorta, che purtroppo, non sono una pirata della strada, per cui questa non va, sfortunatamente non ho ne genitori, ne parenti, per cui non posso ucciderli, e udite udite, non ho neanche un bambino a cui fracassare il cervello….peccato!!!! non va bene, nessuno mi ha risposto ma io che ho una grande fantasia, mi sono fatta una vaga idea di quello che hanno pensato…..ci dispiace, il pubblico non puo appassionarsi alla sua storia, e per cui come potra’ immagginare, noi non potremo fare  soldi con gli sponsor, lei ancora non si e’ tolta la vita, ripassi piu’ tardi. Foertunatamente un principe azzurro, ha sentito l’odore della mela e, ha pubblicato la mia favoletta, sul giornale dove lavora, IL MESSAGGERO, . era infatti il 12 ottobre quando nella pagina degli esteri appare come di incanto la notizia!!!, risultato??? Ambasciata, ministero, pigiano dei tasti su tastiere e telefoni e mi chiamano, * signora, come va??? Come sta??? credete sia cambiato qualcosa??? Niente, ,…mi sto ancora battendo affinche il giorno 17 novembre giorno del mio compleanno ma, anche la data della udienza ci sia accanto a me a farmi forza e a darmi coraggio un avvocato che non ho!!!! Come ?direte voi, E quello che ti ha scippato i primi 20000 euro??? Beh….quello diceva che 20000 erano pochi e che se non gliene avessi dati altri,……suo malgrado e con grande soffrenza avrebbe dovuto abbandonarmi…bene, cosi’ e’ stato!!! Ora sono sola…ma sola davvero, come un cane impaurito, senza soldi, senza una pacca sulla spalla, terrorizzata. E con un grande bisogno di essere stretta ed abbracciata da qualcuno. Non riesco neanche piu’ a piangere.Ora non mi rimane altro che trovare un lieto fine degno di questa storia ma sono due anni che sto lottando e le mie forze sono esaurite, sarebbe bello fare un sondaggio, ora va tanto di moda e piace tanto a tutti, fare un televoto, ma io non ho neanche il telefono, quello me lo hanno staccato ormai da tempo. E allora, me ne staro’ qui buona buona, aspettando che qualcuno si accorga di me fino a che ne avro’ il coraggio e la forza.

    Ciao a tutti spero di avervi tirato un po su di morale…….