Può essere un semplice episodio momentaneo, dovuto a un pasto particolarmente abbondante, che si risolve nel giro di un giorno.
Ma l’indigestione, insieme alla serie di sintomi che l’accompagnano, può anche essere un disturbo che si presenta periodicamente: in questo caso, va indagato più a fondo, per poter metterne in luce le cause e trovare e trovare i comportamenti necessari a risolverlo.
Con il termine “indigestione”, che i medici chiamano più precisamente “dispepsia”, si definiscono tutti quei sintomi diffusi e generalizzati che si riferiscono a una cattiva digestione.
I sintomi più comuni dell’indigestione sono:
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Dolori e tensione sull’addome,
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Senso di pienezza,
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Rigurgiti,
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Gonfiore allo stomaco,
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Bruciore allo stomaco
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Nausea,
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Vomito, accompagnato da sudorazione fredda,
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Salivazione eccessiva,
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Senso di svenimento,
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Malessere generale,
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Vertigini,
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Stordimento.
Si tratta di disturbi dovuti al cattivo funzionamento di una parte del sistema nervoso autonomo (che sfugge al controllo volontario del cervello), in seguito ad alterazioni presenti all’interno dell’apparato digerente, con cui è in relazione.
Queste alterazioni sono dovute all’infiammazione della parete interna (mucosa) dello stomaco, che presenta un accumulo irregolare di liquidi nei tessuti che la costituiscono. Talvolta, sulla mucosa si possono formare piccole abrasioni. Raramente si arriva a vere e proprie erosioni (ulcere).
Vanno poi, ricordate quelle forme di cattiva digestione dovute a diverse malattie, come per esempio: l’intolleranza alimentare ad alcune sostanze, quali il glutine (contenuto nei cereali) o il lattosio (presente nel latte).