Autore: soqquadro

  • Ma…Donne – 11 artiste espongono la loro idea di femminilità

            

    Sabato 8 ottobre 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (Colosseo) a Roma, la mostra Ma…donne delle artiste Valentina Adamo, Martina Buzio, Jutka Csakanyi, Linda D’Arrigo, Maddalena Di Gregorio, Maria Elena Giannobile, Maria Carla Mancinelli, Elisa Roggio, Titti Romeo, Gloria Tranchida, Ramona Zordini.
     
    Soqquadro & Vista
    Presentano

    Ma…Donne
    Mostra collettiva
    Esposizione inserita tra gli eventi della Giornata del Contemporaneo indetta dall’A.M.A.C.I.
    (Ass. Musei di Arte Contemporanea Italiani)

    DURATA: dal 8 al 21 ottobre 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 8 ottobre 2011 ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 15.30-20.00, sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORATRICI: Alessandra Parrella, Silvia Cicio
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    @mail: [email protected]  www.soqquadro.eu

         

    “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

         

    Soqquadro propone con Ma…Donne un’esposizione interamente dedicata all’arte al femminile esplorata con uno sguardo autoironico. Le artiste donne sono spesso confinate nelle mostre dedicate all’8 marzo che è diventata quasi una data-ghetto. In realtà le differenze di genere nelle espressioni artistiche sono marginali, esistono molte più ampie differenze tra artisti bravi o mediocri, tra intellettuali capaci di un pensiero forte e altri capaci di dire solo banalità, piuttosto che tra generi sessuali. Soqquadro ha quindi deciso di dare voce alle artiste donne che vogliono raccontare la propria idea dell’arte e del femminile, inteso non come svenevole languore o leziosa sensualità, ma come potenza arcaica e, perché no, anche come sessualità carnale.

    L’esposizione delle opere sarà resa itinerante con l’esposizione presso la Galleria Metamorfosi – Piazza Antonio Fontanesi 5/A, Reggio Emilia –  dal 21 gennaio al 3 febbraio 2012.

  • Soqquadro in Fiera d’Arte a Scandiano

              

    Nei giorni 23, 24 e 25 settembre 2011
    Soqquadro partecipa con tredici dei suoi artisti alla fiera d’arte Arteinfiera di Scandiano (RE).

    Artisti partecipanti:
    FRANCO DALLA POZZA, ENZO FORLETTA, FRANCESCO GRANELLI, ANDREA LUCCHETTA, FABIO MARIGO, ANDREA MERCEDES MELOCCO, RAFFAELE MISCIONE, ROBERTA PEVERELLI, MAURIZIO PICCIRILLO, ANGELA SCAPPATICCI, JESSICA SIEFF, NORBERTO TEDESCO, MAURO ZUCCHI
     
    DURATA: 23-25 settembre 2011
    INAUGURAZIONE: venerdì 23 settembre ore 15.00
    ORARI: 23 settembre 15.00/19.00 – 24 e 25 settembre 10.00/19.00
    LUOGO: Parco Fiere Scandiano (RE)
    CURATRICE: Marina Zatta 
    INFO: 333.7330045
    @mail: [email protected]
    Web: www.soqquadro.eu

    Soqquadro partecipa a questa edizione della fiera d’arte di Scandiano con 4 stand in cui espone tredici dei suoi artisti che rappresentano vari stili artistici, figurativo, informale, astratto, computer art, impressionismo. In tutte e tre le giornate di svolgimento della Fiera, all’ora di apertura, è prevista un’inaugurazione che si effettuerà alla presenza di Autorità Provinciali, Regionali e addetti del settore.

      

    Franco Dalla Pozza si esprime attraverso forme a spirale solo apparentemente identiche a loro  stesse, ma che invece si sviluppano nelle varie e possibili direzioni della mente da cui sono generate e che, in parte, generano. Per costruirle Dalla Pozza ha utilizzato degli strumenti da lui ideati che servono a produrre, sotto guida attenta e controllata del pittore, un’evoluzione “naturale” del cerchio e un suo sviluppo spaziale che ne solidi l’esistenza rendendolo entità  possibile.
     
    Enzo Forletta parla così del suo lavoro: “Dai graffiti preistorici sulla roccia ai graffiti sui muri e sulle saracinesche attraverso impressionismo, divisionismo, surrealismo, cubismo, futurismo, realismo, dalla Gioconda alle Ninfee ai Girasoli, tutto è stato dipinto infinite volte ma la spinta all’espressione continua e ogni pennellata è sempre la prima e ogni colore o impasto è sempre unico, originale mai uguale conta solo l’essenza quando  la si riesce a cogliere.”

    Francesco Granelli affronta diversi stili, tutti rivolti alla rappresentazione formale dell’immagine e dell’immaginario,  in cui prevalgono i colori caldi del rosso e del giallo disposti con pennellate brevi ma violente; l’incontro fra i colori deve rappresentare l’incrocio tra le diversità  e le conoscenze; ogni opera si deve risolvere in brevissimo tempo (action painting) altrimenti perde il contatto con l’estro conduttore perché, come diceva Kris, “l’artista non rappresenta la natura,  né la imita, ma la crea di nuovo”

    Andrea Lucchetta, parlando di sé, ci dice: La sofferenza mi ha portato alla pittura psicosomatica. Il mio cammino si rivolge alla persona in tutti i sensi. Ho ripassato quelli che erano i tratti somatici delle persone, i volti, e sono andato nello specifico con i particolari anatomici e, adesso che mi sento pronto, trasferisco le immagini che vedo nel foglio.

    Fabio Marigo ama indagare il macabro, l’occulto, la volgarità e il dolore con la forza della provocazione. Di se stesso dice:  Non ho fatto scuole altolocate. Non ho titoli di studio importanti ne’ lauree pluricentenarie. Non conosco personaggi illustri. Non ho esposto in gallerie dai nomi cool. Non vengo pubblicato e non vinco concorsi. Non faccio parte dell’ultra-snob élite degli artisti contemporanei. Non cerco di essere innovativo e originale. Non cerco fama o gloria. Dipingo solo ciò che sento veramente.

        

    Andrea Mercedes Melocco espone in questa occasione i suoi Totem: assi di legno fortemente incise e destinate all’abbandono riprendono vita. Un minuzioso e lunghissimo lavoro, guidato da uno sguardo che va oltre l’immediatezza, vaga oltre i confini della mente, là dove ogni materia ritrova l’unità originaria rimarginando le ferite aperte. Le vene e le arterie riprendono vita e accolgono segni in metallo che formano pentagrammi simbolici su cui si modulano intense visioni interiori.

    La pittura di Raffaele Miscione trae spunto da molti motivi,trovi a esempio i colori gualciti dei vecchi muri  di Napoli, degli intonachi  dei vicoli, della lava del Vesuvio, le porosità dei tufi; quella di Miscione è pittura di memoria, materia toccata di una luce che la fa esplodere,ricordi ancestrali e immagini sepolte da  cenere. Raffaele Miscione si diploma all’Istituto Statale D’Arte di NAPOLI sotto la guida di: Enrico Cajati  Ginevra Rizzuto  Elio Waschimps e frequenta in seguito l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

    Roberta Peverelli presenta in questa occasione opere della serie “Abstraction” di cui ci dice: è un viaggio a ritroso nel tempo, antica memoria di terre lontane e antichi mosaici. Le opere traggono ispirazione dai mosaici bizantini, di cui uno degli elementi preminenti fu la lirica della luce, attraverso la quale proiettare immagini fantasiose in una dimensione astratta ed ultrasensibile. Qui lo spazio tende a dilatarsi, e le figure si convertono in immagini immateriali e ricche di colori. La natura resta comunque sempre il fulcro della mia esplorazione.

    L’arte digitale, è l’ultimo sentiero intrapreso da Maurizio Piccirillo. Della sua scelta l’artista ci dice che: “Dopo la musica e la poesia, l’elaborazione di frattali mi ha incuriosito e catturato. Con la geometria frattale il mio scopo è riunire nel mio mondo artistico suono, parole e immagini. Per ora rimango affascinato dall’arte frattale. Questo si può notare dall’utilizzo dello sfondo nero, colore che caratterizza il mio stile e mi consente di rendere vive le immagini rendendo la musicalità, la poesia e la delicatezza.

    Angela Scappaticci presenta opere che orbitano intorno alla  monocromia del bianco e ci spiega: “L’idea è sfatare il concetto per cui i quadri debbano essere realizzati con i colori; un quadro può essere costituito anche solo da forme e simbolismi. Il bianco è la risultanza derivante dalla somma dei colori nello spettro elettromagnetico, ed è denso di significati: dalla purezza e spiritualità occidentali al simbolo del lutto di molte religioni orientali. Il bianco è la tavolozza cromatica più completa in cui tutto si può immaginare.

    Jessica Sieff , partendo dalle cose più piccole e semplici, come una goccia d’acqua o un fiore, passando per la complessità del volto umano, fino all’immensità di un paesaggio, ricerca la perfezione e la bellezza del mondo in cui vive. Crea immagini che possano attirare l’osservatore per la loro semplicità, scontata e allo stesso tempo tanto prepotente che non può lasciare  impassibile. Per evidenziare questo discorso la Sieff “calca la mano” con forti contrasti cromatici e violenti giochi di luci e ombre.

    Norberto Tedesco predilige il figurativo, con escursioni in altri generi. Per la pittura usa oli, acrilici e gessetti su legno o carta, per la scultura il legno o l’argilla. Lavora da foto che fa ad amici e parenti che usa come modelli, elaborandole anche in computer grafica per la realizzazione di collage – decollage. Ha fondato ed è presidente di una associazione artistica con la quale promuove l’arte nel suo territorio, a Giffoni Valle Piana.

    Mauro Zucchi dice: “Dipingere per me significa uscire da una società dominata dalle logiche meccaniche e tecnologiche. Questa realtà priva di umanità mi spinge a cercare nella pittura Forme espressive, portatrici di contenuto, nelle quali il colore è anima e sostanza. Non parto da correnti contemporanee, ma dall’analisi dei grandi classici otto e novecenteschi, con una nuova e intima consapevolezza semantica e linguistica del paesaggio, dell’oggettistica e dei sentimenti umani che rappresentano il mio “Essere”.

            

  • Punti di Vista

    Centro d’ Arte Vista presenta

    Punti di Vista

    mostra collettiva degli artisti

    Gabriella Bertarelli, Sara Ieva Breiska, Sabrina Faustini, Enzo Forletta, Andrea Lucchetta, Elisabetta Pogliani, Eva Pianfetti, Vittorio Zanatta

     

     

    25 LUGLIO – 8 AGOSTO 2011

    Otto artisti per otto Punti di Vista. Nella calda estate romana a due passi dal Colosseo, otto artisti contemporanei espongono otto modi per fare arte contemporanea. Una collettiva di stili e tecniche diverse, di artisti che lavorano in varie parti d’Italia, guidata dalla scelta della qualità delle opere per presentare un percorso espositivo interessante dalle inaspettate e molteplici soluzioni.

    Inaugurazione Lunedì 25 luglio alle 19.00

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    In questa occasione accoglie una collettiva di artisti in concomitanza della conclusione della stagione espositiva, prima della chiusura estiva.

    Luogo: Centro d’Arte VISTA, via Ostilia 41, Roma
    Autori: Gabriella Bertarelli, Sara Ieva Breiska, Sabrina Faustini, Enzo Forletta, Andrea Lucchetta,  Elisabetta Pogliani, Eva Pianfetti, Vittorio Zanatta
    Inaugurazione: Lunedì 25 luglio ore 19.00
    Opere in esposizione: dal 25 Luglio al 8 agosto 2011
    Orari: dal Lunedì al Venerdì dalle 15.30 alle 20.00, Sabato dalle 17.30 alle 20.00
    Telefono: 06 45449756; 349 6309004
    e-mail: [email protected]

  • Gioie di Carta

    Venerdì 17 giugno 2011 alle ore 19.00 presso lo Studio d’Arte Vanda Liguori in Viale Garibaldi 45 a Trevignano Romano si inaugura la mostra Gioie di Carta dell’artista-designer Sandra Di Giacinto.
    L’esposizione è il primo di una serie di appuntamenti intitolati I Gioielli Effimeri dedicati ad artiste del gioiello che lavorano con materiali riciclati.
     
    I Gioielli Effimeri è una rassegna di mostre che porta a Trevignano Romano le creazioni delle artiste del gioiello che lavorano con materiali alternativi.

    Creazioni dedicate a chi della bellezza ama soprattutto il lato effimero e sa apprezzarne il valore artistico.

    Preziosità per pochi.

    La rassegna è curata da Gloria Tranchida, artista e designer del gioiello, che da molti anni dedica il suo lavoro all’utilizzo di creazioni di opere d’arte e gioielli realizzati ersclusivamente con carte e cartoni riciclati.

    Le opere di Gloria sono sempre dedicate a temi legati all’ambiente e i titoli risultano essere esplicativi in questo senso. Molti suoi lavori sono stati esposti in manifestazioni artistiche di rilievo, in spazi sia pubblici che privati e in eventi legati alle tematiche ambientali e del riciclo.

    In questa nuova veste di curatrice artistica di esposizione dedicate al gioiello realizzato con materiali atipici Gloria ha contattato alcune tra le maggiori designer del gioiello italiano per realizzare una rassegna di rilievo.

        
    DURATA: dal 17 al 25 giugno 2011
    CURATRICE: Gloria Tranchida
    INFO: [email protected]

  • Creattiva – Arte e Creatività aziendale al Teatro Regio di Torino

    L’arte e la creatività che combattono lo stress da lavoro correlato.

    La società RBS Retail Banking Services, con sede a Roma, Milano e Sassari, ha intrapreso da oltre un anno il Progetto Creattiva, portato avanti da Pamela Cento in collaborazione con una equipe interna all’azienda stessa.

    Uno degli obiettivi di Creattiva è quello di ridurre, tramite l’arte e la creatività, i rischi di stress correlato al lavoro,  di cui oggi tanto si parla in seguito all’entrata in vigore del D.lgs. 81 che obbliga tutte le aziende italiane, sia pubbliche che private, a monitorare ed eventualmente intervenire con azioni di miglioramento per contenere e ridurre i rischi di questa malattia psicosociale che dilaga negli ambienti di lavoro.

    Dopo esposizioni di fotografia, presso location prestigiose  come la Bloomsbury Auction, dove gli scatti fotografici esposti erano stati creati dai dipendenti stessi del call center, è stata la volta del lancio della marca di abbigliamento Bag’N’Dress le borse che si trasformano in vestiti presentate alla Fiera delle eccellenze artigiane ARTO con il patrocinio della Regione Lazio, adesso per Creattiva è la volta della creazione di due abiti del Settecento rivisitati in chiave postmoderna, dipinti a mano da due artisti che hanno contribuito a fare la storia dell’arte italiana e internazionale: Xante Battaglia ed Ezio Gribaudo, artisti di cui hanno scritto i critici d’arte più importanti a livello mondiale;

    Battaglia, che Gregory Battcock  definì “gesto unico nella storia dell’arte”,  ha esposto tra l’altro alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Al Palazzo della Permanente di Milano, al Grand Palais di Parigi ed in altre innumerevoli gallerie pubbliche e private; Gribaudo, che Pierre Restany definì “fonte inesauribile di immagini poetiche e nuove…” ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui: il Premio alla XXXIII Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo del Brasile e quello alla IX Quadriennale di Roma. Nel 2011 Ezio Gribaudo è stato invitato a partecipare al Padiglione Italiano della 54° Biennale di Venezia, dove esporrà un’opera inedita.

    La linea abiti di Creattiva è realizzata dalle capo sarte Francesca Del Zio e Loredana Antonilli, operatrici telefoniche inbound del call center RBS, così come la modella Letizia Lucchini che, insieme alla modella Luna Balsamo, sfilerà e dunque avrà l’onore di indossare le due opere d’arte esclusive.
    L’ideazione e la supervisione artistica è di Pamela Cento, Creative Project Manager di Creattiva, e artista di cui citiamo l’ultima esposizione di videopittura “Inside” realizzata presso la Fondazione Zerilli Marimò di New York, in collaborazione con la New York University.
    I due abiti costituiscono la chiusura della sfilata dell’evento “Le Stagioni della Vita”, organizzato e ideato dalla EP Eventi di eliana Petruzzelli in collaborazione con il Teatro Regio di Torino e la Nopain, Associazione Italiana per la cura della malattia dolore, a cui verrà devoluto parte del ricavato della vendita dei due abiti di Creattiva.

    L’evento si svolgerà l’11 giugno, presso il Teatro Regio di Torino, prima tra i teatri  più belli e prestigiosi d’Italia. Una cornice unica per un progetto qual è Creattiva, che persegue la sostenibilità dello sviluppo umano.

    “Creattiva nasce da un desiderio che a volte appare sogno e a volte miraggio, di vivere meglio in azienda, riuscire a stare meglio in quelle millecinquecento ore di vita media che in un anno si passa all’interno dei muri aziendali. La creatività”, afferma ancora Pamela Cento, “ è energia positiva e propositiva, bisogna riconoscerla e imparare a usufruirne. E’ essenza dell’ essere umano. I risultati della “Formazione Creativa” sono tanti, da una migliore comunicazione interna, al miglioramento del clima  in azienda, a uno stare meglio con se stessi. Un altro beneficio, di certo da non sottovalutare, è che  tutto questo può aumentare la produttività in azienda.  Non è un caso che lo studio IBM dell’agosto 2010, dove sono stati intervistati 1500 amministratori delegati di aziende nel mondo, ha identificato la creatività  come la competenza numero uno”.

    Infocreattiva: +39 3331210272 _ www.creattivarbs.it

  • Soqquadro Factory – mostra a Reggio Emilia

    Sabato 4 giugno 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso la galleria Metamorfosi in Piazza Antonio Fontanesi 5/A a Reggio Emilia, la mostra Soqquadro Factory degli artisti Turi Angilella, Maurizio Bono, Elisabetta Fontana, Cinzia Li Volsi, Nadia Misci Conter, Roberto Perocco, Roberta Peverelli. La mostra è dedicata ad artisti che hanno recentemente lavorato con l’associazione Soqquadro

    DURATA: dal 4 al 18 giugno 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 4 giugno ore 18.30
    ORARI: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 10.00/13.00 e 16.00/20.00
    LUOGO: galleria Metamorfosi
    INDIRIZZO: Piazza Antonio Fontanesi 5/A – Reggio Emilia
    CURATRICE: Marina Zatta
    INFO: tel. 0522.1710432, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected][email protected]    
    www.soqquadro.eu – www.artemetamorfosi.it

    Soqquadro è un’associazione culturale che opera particolarmente sul territorio romano dall’ottobre del 2000. In questi anni, sotto la direzione artistica di Marina Zatta, ha realizzato circa centocinquanta mostre d’arte in spazi pubblici e privati. Nel tempo gli artisti che hanno esposto con Soqquadro hanno superato la soglia dei cinquecento aderenti e tra essi figurano pittori, scultori, performer, fotografi che si esprimono in diverse espressioni d’arte, dall’informale al figurativo, dall’astratto alla pop art, dal surreale al concettuale, tutte le correnti di ricerca artistica contemporanee sono state rappresentate nelle esplorazioni espositive di Soqquadro.

    Da un anno Soqquadro ha iniziato una fruttuosa collaborazione con la galleria Metamorfosi di Reggio Emilia e l’incontro tra Marina Zatta e Anna Paglia, vivace curatrice dello spazio Metamorfosi, ha dato viva a quattro precedenti esposizioni, che hanno tutte riscosso un buon successo di pubblico.

    Con questa quinta mostra Soqquadro chiude l’anno lavorativo prima delle vacanze estive dedicando l’esposizione ad alcuni degli artisti che hanno recentemente collaborato con l’associazione.

    Turi Angilella definisce queste foto “quadri fotografici” perché non sono una pura e semplice riproduzione della scena che gli si pone davanti agli occhi. Le foto esposte e quelle che sta realizzando su altre tematiche, seguono un percorso che si avvicina a quello che si intraprende nel compiere un’opera d’arte dipinta. Sono fotografie  –  senza trucchi, mai corrette al computer se non nel bilanciamento del bianco e nero, realizzate lavorando sui tempi e diaframmi, con gli ISO, sul movimento – che evocano immagini fantastiche, surrealiste. Le immagini diventano fuggevoli, la transitorietà si nasconde ad ogni angolo e quella magica evanescenza di cui sono pervase trasforma la parola “fine” in “cosa succederà dopo”. Forme simboliche di un linguaggio in cui la luce intrappolata diventa guida nelle penombre dell’esistenza.

    L’opera di Maurizio Bono , “Petrolio” nasce dall’idea che noi tutti siamo figli delle macchine e di ciò che le muove, rapiti da ingranaggi che troppo spesso ci rendono soli in mezzo a gente sola. Petrolio evidenzia la solitudine di chi è schiavo di un sistema che lascia pochi margini alla libertà: non è un inno alla libertà, ma rappresenta coloro che la cercano.

    Elisabetta Fontana è interprete dell’universo informale attraverso percorsi dell’anima, di rielaborazioni materiche e interiori che la portano a far uscire le sue creazioni allo scoperto. Trova nella pittura il canale espressivo per comunicare la sua interiorità attraverso opere d’arte dal particolare impatto visivo.

    Clivo (pseudonimo di Cinzia Li Volsi) opera nell’ambito della Fiber art : ha realizzato arazzi, sculture, rilievi tessili, installazioni. Oltre alle tecniche tradizionali, la sua ricerca include sperimentazioni personali di materiali e procedure. I materiali, naturali ma anche d’uso quotidiano, di scarto e di recupero (pluriball, incarti di caramelle, lattine…) sono scelti per le loro potenzialità espressive e di contenuto: alludono, evocano, raccontano, talora denunciano.  L’attività artistica coincide con una sorta di artigianalità spirituale, la magia del gesto primo, atavico, che assume la materia e le dà un’anima. La riflessione sulle urgenze delle problematiche ambientali ha ispirato diverse opere.

    Per Nadia Misci Conter la pittura, e soprattutto i colori, sono la sua vita. Attraverso di loro cerca di esprimere i sentimenti che in questi ultimi anni la stanno accompagnando, con la stessa naturalezza di un bambino che scopre il mondo. E se nel rosso vede il passato, nel blu i desideri sfumati, nel verde vede la speranza di un mondo migliore…

    Roberto Perocco, influenzato da teorie materialistiche e relativiste, sviluppa la propria ricerca attorno al rapporto Uomo-Natura in bilico fra possesso e appartenenza, Filosofia e Scienza; non esprime messaggi intelligibili, ma piuttosto provoca, isola e sospende dei momenti, situazioni e fenomeni, ora oggettivandoli,ora ponendoli in equilibrio.
    Considera il linguaggio un mezzo espressivo con limiti superabili dall’arte. La sua produzione non rimanda a nessun messaggio, sfugge ad una interpretazione univoca e si propone come fenomeno che ne induce altri come reazioni fisiche, mentali, emozionali.

    Roberta Peverelli  in questa mostra espone tre opere in cui la Natura è al centro dell’esplorazione dell’artista;  Abyss è un viaggio negli abissi più remoti della coscienza dove non c’è luce e gli oggetti e le forme appaiono indistinti. Star Implosion nasce per l’influenza sull’artista per il cielo stellato e rappresenta la fine di una stella che cade in un buco nero. Infine Sea Wish esprime il desiderio di una natura incontaminata, così com’è stato in passato, mentre la realtà di oggi è mutata e l’azzurro intenso del mare appare offuscato da cupi colori che avanzano dall’orizzonte.

  • Colori, Materie, Segni – le dinamiche dell’arte indagate da Soqquadro

    Sabato 28 Maggio 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra Colori, Materie, Segni degli artisti Marco Baj, Debora Bottaro, Maria Carla Mancinelli, Anna Pichierri, Corrado Pizzi, Francesco Rosicarelli, Matteo Rosicarelli, Matteo Ruffo, Scegle  e Ornella Stabile. La mostra è centrata sull’esplorazione dell’utilizzo dei principali strumenti del lavoro artistico.

    Soqquadro & Vista

    Presentano
    Colori, Materie, Segni

    Mostra collettiva

    DURATA: 28 Maggio – 10 Giugno 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 28 Maggio ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.00-19.30 sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORAZIONI:  Gloria Ceschin, Yasmin Mohamed Samir, Alessandra Parrella
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    [email protected] [email protected]
    www.soqquadro.eu

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo. In questo luogo Soqquadro espone la collettiva Colori, Materie, Segni, un progetto di Marina Zatta centrato sull’uso del colore, della materia pittorica e del segno grafico a 360 gradi.

    Nell’esposizione sono presenti artisti che lavorano su diversi stilemi artistici, dal figurativo alla pop art, dall’informale all’astratto, molte delle principali correnti culturali dell’arte sono rappresentate in questa esposizione. Nei secoli, qualsiasi sia stato il soggetto e lo stile della narrazione pittorica, alcuni elementi sono sempre stati la strumentazione utilizzata dagli artisti per ideare un’opera d’arte. L’uso del Colore, evidenziato dalla luce, la scelta della Materia sia essa impalpabile o densa, e il Segno in tutte le sue varianti, sono più del pennello e della tavolozza gli arnesi di composizione dell’opera. Con questa mostra Soqquadro vuole lasciare spazio espressivo agli artisti per esplorare un più ampio spettro di ricerche artistiche sia sul piano dell’ideazione che su quello della realizzazione del lavoro d’arte.
    Marco Baj con le sue opere ci racconta la lotta tra la natura e il grigio del cemento. La Città domina sulla Natura, come un meccanismo ben oliato; elimina il proprio creatore perdendo la sua vera funzione per trovarne una nuova: vivere. Come un qualsiasi essere prende coscienza di se stessa per progredirsi ancora e ancora. Ogni Città ha dei nuovi inquilini: i Palazzi (strutture verticali di vetro, acciaio e cemento). Questi servono fedelmente la Città come dei soldati. Il loro scopo è assumere nuove posizioni conquistando gli spazi verdi e aggiudicandosi nuovi piani.

    L’opera di Debora Bottaro appartiene ad un ciclo che simboleggia la pazienza e i suoi livelli. La qualità di chi sopporta serenamente  avversità, molestie, indugi e quant’altro  viene rappresentata dalla corda presente sull’opera. In quest’opera i pezzi di corda, dal più corto al più lungo, simboleggiano i gradi della pazienza.

    I  colori di Anna Maria Pichierri si accordano e si scontrano in uno spazio organizzato che diventa “campo di battaglia”, atto alla verifica, aperto alle possibilità. Essi si mostrano come regolati da leggi compositive che ne determinano posizione, andamento direzionale, quantità, contrasti. La tela, ove riversare i tentativi di esperienza, diventa – attraverso combinazioni, stesure, accostamenti tonali – terreno d’invenzione; indicando altro ed altrove. Attraverso il gioco del colore con i suoi ritmi e rimandi, l’artista, nel rapporto di esplorazione e di scavo si fa “insidioso, insoddisfatto…”

    Le “Città Invisibili” di Maria Carla Mancinelli, nel loro essere un omaggio a Italo Calvino, rappresentano paesaggi immaginari e dell’immaginario, che svelano nuove dimensioni, oniriche ed evanescenti, fatte di sovrapposizioni, nuovi piani, nuove profondità. Architetture galleggianti, leggere e fantasmatiche, che rivelano l’incertezza del presente, annegando nelle nebbie di un tempo in sospensione.

    Per Corrado Pizzi bisogna intuire l’eccezionale e ricercarlo. Per lui il punto focale è lo studio e la sperimentazione di materiali sempre più ricercati, quasi a voler rendere l’opera un manufatto unico e inedito,  perfezionando ogni particolare con pietre dai riflessi magici.

    Matteo e Francesco Rosicarelli amano utilizzare materiali di recupero (industriali, edilizi, domestici) per realizzare le loro opere. La loro poetica mira a scovare in questi materiali da discarica una nuova vita, a dare loro una seconda chance, magari migliore della precedente. E’ il caso magari di un residuo di un profilato di alluminio, che alla nascita ambiva a diventare una finestra, e che per qualche millimetro si trova ad essere fuori da questa finestra, ad essere scartato. Una volta relitto sorge di nuovo come un opera che andra ad abbellire un ambiente!

      

    Dopo alcuni anni passati come illustratore Matteo Ruffo ha deciso di dedicarsi alla pittura. Dipingere è per lui un esercizio faticoso che richiede costanza e disciplina… nulla di idilliaco o romantico. Un’immagine a suo giudizio funziona quando riesce a rappresentare una “realtà”, e quest’ultima deve essere in grado di vivere autonomamente, anche fuori da riferimenti figurativi, solo grazie alla sua forza.

    Il dipinto di Scegle fa parte di una serie in cui rappresenta i quattro elementi (fuoco, aria, terra, acqua); qui si rappresenta la terra in quanto tale, pura e semplice. La terra che sta sotto di noi, che calpestiamo, stratificata e ricolma di tesori, di sorgenti, di animali, cunicoli, rocce e radici. Terra come luogo di sepoltura, ma anche madre e generatrice di vita, antica e giovane allo stesso tempo, manifesto di un continuo rinnovamento vitale. E’ anche a questo “riciclo di vita” che ha voluto accennare, con l’impiego di vari materiali  di recupero, che rendono l’opera estremamente materica.

    Per Ornella Stabile la pittura è ricerca; nelle variabili di scelte possibili sta il linguaggio imperscrutabile della visione poetica. Il soggetto non è niente, è solo il supporto sul quale la visione si propone determinati obiettivi, è come il titolo, nient’altro che un vuoto contenitore, ma la sostanza, il vero tema dell’opera è la pittura, la materia pittorica. L’opera si lascia affascinare dal soggetto solo al fine di mostrare una materia pitttorica che non sottolinea la forma, ma la rende evocazione di se stessa, metafora vibrante di ciò che vediamo.

  • Tricolore! Tri-Colore? T-Ricolore? Tri-Col-Ore?

    Sabato 21 maggio 2011 si inaugura alle ore 17.30 presso la galleria Metamorfosi in Piazza Antonio Fontanesi 5/A a Reggio Emilia, la mostra Tricolore! Tri-Colore? T-Ricolore? Tri-Col-Ore? degli artisti Andrea Angeletti, Alex Carosi, Michele Franceschini, Maria Elena Giannobile, Azzurra Piccardi, Ivan Soddu, Elena Troubetzkoy, Sandra Vandelli, Simona Vanetti, Stefania Vassura, Elisa Zini.  La mostra dà la possibilità agli artisti di offrire ai visitatori una visione dell’Italia con occhi disincantati in occasione del 150° anniversario.

    L’evento è inserito nel circuito Off del Festival Europeo della Fotografia
    promosso dal Comune di Reggio Emilia
     
    Soqquadro
    Presenta
    TRICOLORE! TRI-COLORE? T-RICOLORE? TRI-COL-ORE?
    Mostra collettiva

    DURATA: 21 maggio al 3 giugno 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 21 maggio ore 17.30
    ORARI: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 10.00/13.00 e 16.00/20.00
    LUOGO: galleria Metamorfosi
    INDIRIZZO: Piazza Antonio Fontanesi 5/A – Reggio Emilia
    CURATRICE: Marina Zatta
    INFO: tel. 0522.1710432, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected][email protected]    
    www.soqquadro.eu – www.artemetamorfosi.it

    L’esposizione è inserita nel circuito Off del Festival della Fotografia
    che si svolge a Reggio Emilia.

    Il Tema dato quest’anno dal Comune di Reggio Emilia è VERDE, BIANCO E ROSSO, con evidenti riferimenti all’Unità d’Italia. Pur ritenendo L’Italia e la sua rappresentazione unitaria cose importanti e degne del più assoluto rispetto, riteniamo però altresì che, nel momento attuale, il sentimento nazionale non sia propriamente e del tutto patriottico, il senso dell’Italia Unita e del suo valore storico e culturale viene spesso messo in discussione, forse perché benché l’Italia sia stata fatta ormai da 150 anni, gli italiani debbono ancora in parte essere fatti. Per questo motivo abbiamo ritenuto necessario, in una mostra di fotografia che ha scelto di essere una collettiva per illustrare diversi stili e concetti di narrazione, di lasciare liberi gli artisti di esprimere il concetto dato dal comune di Reggio Emilia come meglio credevano.

    Per far ciò abbiamo scelto un titolo che, giocando con ironica lievità sulla parola TRICOLORE, lascia intendere che gli artisti partecipanti hanno avuto la possibilità di declinare il tema sia optando per una scelta narrativa rigorosa, sia avendo la possibilità di raccontare una visione dell’Italia vista con occhi disincantati. Il confronto tra queste due visioni genera un corto circuito che spinge lo spettatore alla riflessione sul senso profondo dell’essere italiani nel mondo attuale.

  • Micro-Cosmi – mostra di Soqquadro a Reggio Emilia

    Sabato 21 maggio 2011 si inaugura alle ore 17.30 presso la galleria Metamorfosi in
    Piazza Antonio Fontanesi 5/A a Reggio Emilia, la mostra Microcosmi degli artisti
    Annabel Gray Briger, Roberta Griffi e Masri.

    La mostra indaga l’immenso universo artistico che si cela in un’opera di piccole dimensioni.

    Soqquadro
    Presenta
    Micro-Cosmi
    Mostra collettiva
    DURATA: 21 maggio al 3 giugno 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 21 maggio ore 17.30
    ORARI: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 10.00/13.00 e 16.00/20.00
    LUOGO: galleria Metamorfosi
    INDIRIZZO: Piazza Antonio Fontanesi 5/A – Reggio Emilia
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORAZIONI: Mara Valente
    INFO: tel. 0522.1710432, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected][email protected]    
    www.soqquadro.eu – www.artemetamorfosi.it
    Chi l’ha detto che per fare un grande quadro bisogna usare una grande tela?

    Oggi vanno di moda le grandi dimensioni, e spesso per questo dimentichiamo quanta bellezza ci possa essere anche in un’opera dalle dimensioni modeste, quanto anche le “piccole pennellate” siano capaci di toglierci il fiato laddove ci soffermiamo a scrutarle.

    Cosa sarebbe la Gioconda se il suo sorriso fosse grande due metri? Avrebbe lo stesso ineffabile fascino o somiglierebbe ad un ghigno?

    Non serve necessariamente un grande quadro per regalare grandi emozioni, e per questo Soqquadro, con questa mostra, ha deciso di dare voce a queste piccole grandi opere.

    Nell’area al livello strada della galleria si effettuerà una mostra di fotografia inserita nel circuito Off del Festival Internazionale della Fotografia programmato dal Comune di Reggio Emilia.

  • Sotto l’ombrello – la Land Art al centro storico di Assisi

    Comune di Assisi

    “SOTTO L’OMBRELLO”
    Installazione di 500 ombrelli dipinti nel centro storico di Assisi
    dell’artista Alexander Jakhnagiev
    inaugurazione sabato 30 aprile 2001 ore 11.00, Corso Mazzini, Assisi
    29 aprile – 02 maggio 2011
    a cura di Maurizia Berardi

    Il Comune di Assisi ha il piacere di invitarVi in Corso Mazzini ad Assisi, Sabato 30 Aprile 2001 alle ore 11.00, all’inaugurazione dell’installazione d’arte “Sotto l’Ombrello” dell’artista Alexander Jakhnagiev.
    Oltre 500 ombrelli dipinti copriranno Corso Mazzini ad Asisisi allestiti ad altezza di 5 metri sullo sfondo della basilica di San Francesco e la chiesa di Santa Chiara. Gli ombrelli sono stati dipinti dall’artista insieme ai bambini delle scuole assisiane nel corso del 2010 . L’iniziativa, a cura di Maurizia Berardi, vuole riflettere e far riflettere sul bisogno di protezione e la precarietà. Una Land Art che trasformerà un pezzo del centro storico di Assisi permettendo ai visitatori di entrare dentro l’opera.

    info: 349 6309004
    “Sotto l’Ombrello – installazione di Land Art, centro storico di Assisi, Corso Mazzini, durata: dal 29 aprile al 2 maggio
    inaugurazione 30 aprile ore 11.00

    L’installazione ad Assisi è la prima tappa di un progetto internazionale che porterà l’opera d’arte  anche a Roma, Milano e in altre città europee.
    Con “Sotto l’Ombrello” l’arte invade il campo della vita di tutti i giorni e per far riflettere sulla “protezione”, un concetto tanto centrale nel nostro quotidiano (dal cibo, alla sicurezza, ai terremoti, all’acqua, alle malattie) quanto effimero e precario. Un’opera d’arte totale che frutto di un percorso interattivo con i più giovani permetterà di viverla dall’interno.

    Alexander Jakhnagiev, figlio d’arte (Ivan Jakhangiev) , non è nuovo a progetti di pittura interattiva insieme ai più giovani.  Molte le performance realizzate nelle scuole di Perugia, Roma, Catania, Rimini, Gorizia, Torino, Bologna, Bari, Trapani, Pescara, Treviso.  Il progetto “Le Lacrime dell’Albero”nel 2005  realizzato con l’Adoc, con gli scolari in 12 città  italiane, il progetto “Sotto l’Ombrello” nel 2006/2007  con i bambini di Firenze, Assisi, Bologna.  Inoltre nel 2002 Jakhnagiev ha realizzato “Dal Consiglio regionale con Cuori”  opere dipinte insieme ai Consiglieri regionali, Assessori e Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, coinvolgendo così i politici umbri in un progetto di pittura interattiva. Nel 2007 realizza il progetto Parabole a Colori, pittura su delle parabole televisive contro l’inquinamento visivo dei tetti, che nel 2008 espone al Cairo presso Al Gezira Art Center, invitato dal Ministero della Cultura d’Egitto. Nel giugno 2007 una sua opera è pubblicata sul biglietto della lotteria nazionale Italia. Nel 2007 e 2008 realizza i progetti “Sottosuoli” e “Schiavitù”, un percorso performativo con gli emarginati. Nel 2011 partecipa alla mostra “Omaggio alla Shoah” al Museo di Jaffa in Israele. Nel 2011 dipinge quadri interattivi insieme al presidente della camera e a deputati e bambini per una mostra benefica che espone presso il Parlamento italiano.

  • UnderGround – secondo appuntamento

    Sabato 16 aprile 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso la galleria Gard, in Via dei Conciatori 3/i (Piramide) a Roma, la mostra UNDERground degli artisti Andrea Bancone, Francesco Carta, Duilio Cau, Michele Coccioli, Micael Dellecaccie, Silvio Gatto, Cinzia Grisorio, Matthaeus Kostner, Alberto Lardizzone, Alessia Magliaro, Luigi Meregalli, Valeria Micara, , Margherita Premuroso, Wally Romeo, Alessandra Zarlottin.  La mostra è dedicata alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria.
     
    Soqquadro
    Presenta

    UNDERground
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 16 al 29 aprile 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 16 aprile18.30
    ORARI: dal martedì al sabato 16.00-19.30
    LUOGO: Galleria Gard, Via dei Conciatori 3/i, Roma (zona Piramide)
    CURATRICI: Mara Valente e Marina Zatta
    INFO: tel. 06.5759475, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected]  www.soqquadro.eu
    “Gard” GARD, Galleria Arte Roma Design, nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e diffusore di opere di arte e design di artisti e designer emergenti. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia dalle Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria che oggi è diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, diventando un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi già consacrati del mondo della pittura, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative.

    Soqquadro dedica questa mostra alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria. Strade, metropolitane, grattacieli, autobus, traffico, smog, visti non unicamente come manifestazioni dell’uomo ‘contro’ la natura ma anche dell’individuo moderno che crea il suo habitat. La globalizzazione economico-culturale e gli stravolgimenti geopolitici hanno causato trasformazioni a livello mondiale, incidendo anche sugli assetti locali, delle piccole realtà, in cui la espansione omologante, paradossalmente, ha condotto a far emergere nuove specificità: nel theatrum urbano in fibrillante evoluzione i segnali del cambiamento stanno modellando nuove forme e percezioni, sovrapposte a quelle preesistenti. Le metropoli contemporanee raccontate attraverso gli occhi di coloro che le abitano, artisti ma anche cittadini di mondi underground tutti ancora da scoprire, nelle quali luoghi, rumori, persone, colori sono in eterna evoluzione…
     L’intento della mostra è quello di aprire uno squarcio su queste recenti realtà quotidiane, per esplorarne i nuovi confini ed espressioni; una proposta di analisi positiva e non il consueto atto d’accusa nei confronti della metropoli aberrante, ma soprattutto un gesto poetico rivolto all’affascinante concretezza della ‘città’ contemporanea.

    Andrea Bancone nasce a Roma il 21 Gennaio 1989 da sempre con la passione per le più svariate forme d’arte e di creazione incomincia col disegno per poi passare alla fotografia cercando sempre di catturare il momento in una maniera che più riesca ad esprimere quello che il momento stesso gli trasmette per poi renderlo a chiunque sia in grado di recepirlo.

    Francesco Carta, giovane artista affascinato da ogni tipo di supporto cartaceo utilizza strappi di giornali, riviste di moda, vecchi quotidiani che poi tratta ed elabora invecchiandoli, stropicciandoli colorandoli, ritagliandoli fino a farli rinascere, ricchi di nuova intensità. Colpiscono la scelta dei soggetti, primi piani maschili e femminili, e l’accostamento dei colori nonché le scritte enigmatiche, in una costante ricerca grafica tra gusto e libertà espressiva.Vari formati e vari supporti, legno, tela, carta, cartone altamente decorativi rivelano una passione innata, un gusto ricercato abbinato ad un gesto semplice sublimato in composizioni originali.

    Duilio Cau Un passato e un presente da comunicatore, dalla pubblicità alla corporate identity, come strategic planner e come creativo. Un recente presente e un futuro artistico, la fotografia digitale come punto di partenza. Il resto è … vita, nato nel 1960 in Brianza, un figlio e ascendenze bergamasche, sarde e svizzere tedesche. Ha cominciato a lavorare sul tema “ombre di luce” (cercando atmosfere hopperiane in fotografia). Poi è stato attratto dal “fotografare la fotografia” ricontestualizzandola continuamente. Oggi introduce verbalità fotografando l’istante del luogo. Del suo lavoro di comunicatore apprezza il poter essere libero, dell’arte l’esserlo veramente.

    Michele Coccioli Il viaggio è di per sé un sogno, richiede l’immaginazione di un “prima” fatto di aspettative ed entusiasmi e di un “dopo” del ricordo. Ecco allora che la memoria seleziona le immagini; le città sognate diventano, a furia di crederci, una realtà concreta. Impressioni, suoni e colori si fondono in atmosfere surreali. I luoghi si colorano di palazzi, di mercati, di piazze, di gallerie, di strade, di ritmi e desideri. Il paesaggio urbano diventa architettura di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri.

    Per Micael Dellecaccie il decollage rappresenta un modo di protestare contro una società che ha perduto il gusto delle trasformazioni favolose. La maggior parte della nostra vita è basata sul consumismo, l’azione lacerante e gli strappi vogliono rappresentare una forma di protesta contro esso.  Nell’opera Ludus ho voluto rappresentare attraverso immagini di videogame il sottile confine che separa i fatti dalla realtà. Un mondo virtuale e fittizio  con cui ci troviamo ad avere a che fare tutti i giorni, come se quotidianamente avessimo a che fare con un videogame. Nell’opera D.J.H.J. attraverso varie e differenti immagini ho cercato di creare un decollage di forte impatto visivo. Ho unito e strappato un mix di immagini, di volti e oggetti come fa un dj con le sue canzoni.

    Silvio Gatto è appassionato di architettura, fotografia e pittura, ama l’arte in tutte le sue espressioni. Da dieci anni circa si dedica alla realizzazione di opere pittoriche principalmente su supporti di tela, realizzate con colori acrilici,  mettendo in risalto la matericità dell’opera e puntando ad una continua ricerca di nuovi materiali e tecniche di realizzazione per la sua arte. Amante della fotografia, intesa come arte, preferisce immagini in bianco e nero con l’esaltazione a colori degli elementi caratterizzanti l’opera. Predilige gli scatti realizzati durante i suoi viaggi, con lo scopo di immortalare attimi di vita quotidiana.

    Grys (Cinzia Grisorio) Nonostante il buio intorno, nonostante tutto intorno, vedo ancora un pezzo di cielo, ancora un pezzo di mare… L’opera presentata in questa mostra racconta una città violata dalla brutalità degli uomini

    Mattheus Kostner inventa un nuovo procedimento tecnico e rivoluziona l’idea del “ricordo” per il quale si affida il compito alle fotografie. Così, tra il 2006 e il 2010, l’artista richiede a diversi turisti la sequenza di scatti realizzati in occasione di una vacanza nella cittadina di Salzburg e constata inoltre, come nessuno di questi dimentichi di immortalare se stesso davanti alla casa natale di W.A. Mozart. L’idea che ne consegue è stratificare tutte le foto sullo stesso piano cartaceo, ma ponendo sempre per ultima proprio quella con l’artefice degli scatti e l’abitazione del grande musicista settecentesco. Il confronto che ne deriva non è sull’identificazione degli autori e sulle loro connotazioni personali, ma sulle cromie e sui gradi dissimili di luminosità che ogni riquadro riassume in sé. Testo di Danila Serafini.

    Alberto Lardizzone La serie “No Sky In My Mind” rielabora il paesaggio urbano per analizzare il legame tra l’Uomo ed i luoghi che egli abita. Le surreali scene di architettura, iterative e fantastiche, sono metafora del tempo dell’Uomo d’oggi che, vivendo in maniera vorticosa e frenetica, sempre più spesso perde di vista la via che dovrebbe essere indicata dai propri valori.
    La metafora tra Uomo e città si concretizza proprio in questa “impossibilità del cielo”, simbolo, quest’ultimo, degli ideali dell’Uomo.

    Nei lavori di Alessia Magliaro, ci si ritrova in un mondo parallelo, dove i colori, che sono i veri protagonisti, vivono di accostamenti arditi e del continuo mutare di linee e forme cha appaiono come sospese nel tempo, ma mai abbandonate al caso.

    Luigi Meregalli in Un giorno di pioggia in città, la giornata di pioggia fa aumentare il grigiore, si perdono i profili dei grattaceli, le persone non sono ben distinte, camminando sui marciapiedi sono quasi irriconoscibili. L’autore  ha voluto abbassare lo sguardo, focalizzando le sole sagome mobili riflesse sul marciapiede bagnato. La tecnica è fluida, l’acquerello permette queste trasparenze mettendo in risalto le sagome scure del riflesso. In Percorsi riflessi ci mostra uno spazio urbano, un marciapiede, dove la gente tutti i giorni cammina frenetica, osservando il ritmo dei passi delle persone ci si accorge che non sono uguali. In quest’opera il passo saltellante del ragazzo rappresentato con le scarpe da tennis, è in contrasto con il passo pesante, un passo sofferto del vecchio che aiutandosi col bastone quasi si trascina le grosse scarpe. È evidente in poco spazio la divergenza tra le due generazioni.

    Per Valeria Micara l’opera esposta è un ‘immagine “fantastica” della città e della sua espansione che viene a formare dei paesaggi architettonici in cui si perde la distinzione tra naturale e artificiale, in cui una cattedrale assume le forme di un corpo celeste e il tessuto urbano si estende a dismisura senza soluzione di continuità.

    Margherita Premuroso è nata a Carate Brianza il 20 Novembre 1983, dopo aver concluso gli studi artistici a Monza, si diploma all’Istituto Europei di Design di Milano in Illustrazione e Animazione.
    Inizia nel 2005 a lavorare come concept designer e successivamente come direttore artistico presso Playstos Entertainment. Dal 2008 collabora con le maggiori case di animazione e comunicazione in Europa come freelance. Nel 2010 si trasferisce a Londra per seguire progetti Video e Motion Graphic per case di Videogiochi e pubblicità. Nel 2011 apre InkyMind uno studio di produzione di animazione con sede a Milano  svolgendo il ruolo di direttore artistico. Attualmente lavora su Cortometraggi  e video di animazione

    Wally Romeo narra sé stesso e il suo lavoro in questo modo: “mi affascinano i colori brillanti e vibranti, le vedute di scorcio, soggetti che fuoriescono dalla tela, e lasciare il resto all’immaginazione di chi lo sta osservando”.

    Alessandra Zarlottin ha lavorato durante il suo percorso di studi presso la Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino, dove ha intrapreso il suo itinerario di conoscenza e sperimentazione della tecnica fotografica. Tale esperienza le ha trasmesso una visione del medium interpretato come linguaggio e come mezzo di comunicazione diretta con il mondo.  La fotografia rappresenta il modo in cui riesce a guardare la realtà e a confrontarsi con essa,  esprimendo una personale visione delle cose.  Ogni singolo scatto è il risultato di ciò che percepisce, e di ciò che cattura il suo sguardo con estrema intensità; un particolare, un taglio che coglie il trascorrere del tempo e che, spesso, corre oltre l’apparenza del concreto.

  • microcosmi – mostra collettiva alla galleria Vista

    Sabato 2 aprile 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (Colosseo) a Roma, la mostra Microcosmi degli artisti Flavia Cavaniglia, Gloria Ceschin, Ciro Cipollone, Annabel Gray Briger, Filippo Guicciardi, Luca Marin Maria, Nadia Misci Conter, Salvatore Varietà. La mostra è dedicata alla piccola dimensione nell’elaborazione dell’opera d’arte.
     
    Soqquadro & Vista
    Presentano

    Microcosmi
    Mostra collettiva
    DURATA: dal 2 al 15 aprile 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 2 aprile 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.00-19.30, sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORATRICI: Gloria Ceschin, Yasmin Mohamed Samir, Alessandra Parrella
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    @mail: [email protected]  www.soqquadro.eu

    “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    Soqquadro dedica questa mostra alle opere di piccole dimensioni; ciascun artista espone infatti tre o quattro lavori tutti di dimensioni ridotte.
    Chi l’ha detto che per fare un grande quadro bisogna usare una grande tela?
    Oggi vanno di moda le grandi dimensioni, e spesso per questo dimentichiamo quanta bellezza ci possa essere anche in un’opera dalle dimensioni modeste, quanto anche le “piccole pennellate” siano capaci di toglierci il fiato laddove ci soffermiamo a scrutarle.
    Non serve necessariamente un grande quadro per regalare grandi emozioni, e per questo Soqquadro, con questa mostra, ha deciso di dare voce a queste piccole grandi opere.

    I quadri di Flavia Cavaniglia sono di piccolo formato, realizzati  con tecniche miste e su vari supporti, e per lei il concetto nell’arte si legge solo attraverso la forma, poiché quando si chiede ad un pittore moderno il significato della sua opera, l’unica saggia risposta è: “Quando guardiamo un prato o un albero non chiediamo cosa vuole esprimere”.

    Le foto di Gloria Ceschin vogliono far capire che la malinconia pur non vedendosi è sempre viva dentro di noi. “Un luogo dove rifugiarsi, un piccolo mondo antico che fa sognare e ricordare, la mia casa è questo e molto di più…”.

    L’arte di Ciro Cipollone è un arte innocente, che corrisponde ad una realtà quotidiana poetica e stupefacente. Si tratta di un articolazione di idee che esprimono sensibili stati creativi tramite diverse combinazioni di frammenti lignei, di un non-stile all’obbligo di dover narrare qualcosa. Egli attua  un’invenzione riformatrice, un’azione soggettiva della facoltà inventiva come affermazione di una nuova fisiologia, come animazione della propria identità, come modo per espandere la coscienza di una dimensione spirituale.

    Nei dipinti e disegni di Annabel Gray Briger elementi storici, romanzeschi e decorativi si fondono in una narrazione visiva.  Vi troviamo curiosità accademica, nostalgia per l’estetica ed atmosfere d’altri tempi, ma anche fanciullesco desiderio di ritrovare il mondo delle vecchie fiabe ed i sentimenti dei romanzi ottocenteschi.  Elementi frivoli si bilanciano con una buona dose di ironia.
    Le immagini, ottenute attraverso una ripetuta sovrapposizione di leggere linee e delicati strati di colori tenui, hanno una qualità onirica.

    Quella di Filippo Guicciardi è un’arte visuale, gestuale, una sorta di segni e colori, legata alla tradizione informale, ma con  nuove concezioni, sviluppata e ricercata con svariate tecniche, ma principalmente attraverso l’uso del dripping.  Questo, però, solamente dopo aver creato il vuoto dentro di sé; così facendo, il corpo riesce ad eseguire spontaneamente movimenti precisi, secchi ma fluidi, poiché è entrato senza ragionamento nello scorrere dell’universo. L’io sparisce, per far parte di qualcosa di talmente più grande da essere incomprensibile razionalmente ed indescrivibile con le parole.

    Domandando a Luca Marin Maria cosa muove la sua arte egli ci risponde: “Nel mio lavoro cerco sempre di produrre pensiero. Fare questo è difficile e nello stesso tempo potente affascinante, trovare la spiegazione al matrix, estrapolare una ragione in questo, porterà l’uomo a definirsi sempre di più lo porterà alla consapevolezza di sé”.

    La pittura, e soprattutto i colori, sono per Nadia Misci Conter  la sua vita. Attraverso di loro cerca di esprimere i sentimenti che in questi ultimi anni la accompagnano, con la stessa naturalezza di un bambino che scopre il mondo. E se nel rosso vede il passato, nel blu i desideri sfumati, nel verde la speranza di un mondo migliore…

    Salvatore Varietà ci accompagna, con le sue pennellate, all’interno di stati emozionali; dalla trasmissione di calore, luce, gioia serenità ed energia vitale, passando per il concetto di “silenzio” (se questo sia mancanza di suono o assenza di parole), arriviamo fino all’innocenza giovanile di un volto di ragazza, ancora completamente estraneo alla corruzione del corpo ma curioso dell’esperienza passionale. Ed infine ci regala un omaggio alla grandezza della pittrice Tamara de Lempicka, attraverso il simbolo delle donna indipendente che si afferma.

  • Respirare il mare

    ARTINGEGNO
    presenta
    “Respirare il mare” personale della fotografa Imma Lazzaro

    Inaugurazione 25 marzo 2011 ore 18.30 – Via Giolitti, 172

    Il 25 marzo alle ore 18.30, Artingegno inaugura – nella sua sede di Via Giolitti, 172 – la prima personale a Roma della giovane fotografa Imma Lazzaro che resterà aperta al pubblico sabato 26 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 20.00 e domenica 27 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
    “Respirare il mare” propone 10 immagini in bianco e nero di straordinaria intensità che mettono in luce il legame profondo tra l’autrice e il mare, un legame che lei stessa è incapace di spiegare con le parole ma che riesce ad esprimere in maniera vera e spontanea attraverso le sue fotografie.
    Per l’autrice il mare è vita ed entra in contatto con lui, in inverno quando le spiagge isolate sono umide per i recenti temporali e l’unico suono e quello del ritorno dell’onda e lo racconta attraverso le fotografie che lo descrivono nei suoi particolari, nella sua possenza e nel suo rapporto con l’essere umano.
    “La scelta del bianco e nero, come scrive nella presentazione il noto fotografo Marco Tenaglia, è scelta si creativa, ma soprattutto comunicativa che drammatizzando la fotografia mostra nella sua pienezza il rapporto più intimo con il paesaggio. Il colore con il suo realismo vincolante sarebbe stato un’aggiunta che in realtà avrebbe svuotato l’immagine.”
    (La fotografa Imma Lazzaro sarà presente e a disposizione dei giornalisti e dei visitatori in occasione dell’inaugurazione il 25 marzo dalle ore 18.30, sabato dalle 10.00 alle 20.00 e domenica 27 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.00)
    Ingresso gratuito.

    Durata: dal 25 al 27 marzo 2011

    Per informazioni contattare:
    Marina Zatta 333.7330045 – [email protected]
    Giusy Maletta 339.8105142 – [email protected]
    Michela Magliocchetti 339.7141145 – [email protected]
    Anna Fiorelli 338.7643353 – [email protected]

  • La campana dell’amicizia

    CAMERA: BAMBINI E DEPUTATI DIPINGONO PER SOLIDARIETÀ
    Fini e Lupi inaugurano il 9 marzo la “Campana dell’Amicizia”

    Mercoledì 9 marzo alle ore 15.00 presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, e il Vicepresidente, Maurizio Lupi, hanno partecipato all’iniziativa “La Campana dell’Amicizia” ideata dall’artista Alexander Jakhnagiev.
    Cinquanta quadri per una gara di solidarietà: la Camera dei deputati si trasforma in “atelier” con bambini e deputati, insieme, impegnati a dipingere. L’iniziativa di beneficenza è dedicata alla Casa di Don Guanella di Roma e simbolicamente alla Campana dell’Amicizia, posta al suo ingresso.
    I disegni realizzati verranno esposti nelle bacheche dell’ingresso della Biblioteca della Camera e saranno messi in vendita a cura della Casa di Don Guanella.
    La mostra durerà due settimane.
    Il progetto è organizzato dalla Presidenza della Camera con il patrocinio dell’Associazione della Stampa Parlamentare e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

    Alexander Jakhnagiev, figlio d’arte, non è nuovo a progetti di pittura interattiva insieme ai più giovani.  Molte le performance realizzate nelle scuole di Perugia, Roma, Catania, Rimini, Gorizia, Torino, Bologna, Bari, Trapani, Pescara, Treviso.  Il progetto “Le Lacrime dell’Albero”nel 2005  realizzato con l’Adoc, con gli scolari in 12 città  italiane, il progetto “Sotto l’Ombrello” nel 2006/2007  con i bambini di Firenze, Assisi, Bologna.  Inoltre nel 2002 Jakhnagiev ha realizzato “Dal Consiglio regionale con Cuori”  opere dipinte insieme ai Consiglieri regionali, Assessori e Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, coinvolgendo così i politici umbri in un progetto di pittura interattiva. Nel 2007 realizza il progetto Parabole a Colori, pittura su delle parabole televisive contro l’inquinamento visivo dei tetti, che nel 2008 espone al Cairo presso Al Gezira Art Center, invitato dal Ministero della Cultura d’Egitto. Nel giugno 2007 una sua opera è pubblicata sul biglietto della lotteria nazionale Italia. Nel 2007 e 2008 realizza i progetti “Sottosuoli” e “Schiavitù”, un percorso performativo con gli emarginati. Nel 2011 partecipa alla mostra “Omaggio alla Shoah” al Museo di Jaffa in Israele.

  • micro & MACRO – mostra a Reggio Emilia

    Sabato 19 marzo 2010 si inaugura alle ore 17.30 presso la galleria Metamorfosi in Piazza Antonio Fontanesi 5/A a Reggio Emilia, la mostra micro & MACRO degli artisti Maurizio Farina, Rossella Liccione, Maria Carla Mancinelli, Rachele Mari-Zanoli, Ida Monopoli, Gisella Pasquali, Elisabetta Pogliani, Chiara Ricardi, Marialuisa Sabato, Angela Scappaticci, Scegle, Stefano Sorrentino.  La mostra esplora il ruolo giocato dalla dimensione spaziale nella creazione artistica.
     
    Soqquadro
    Presenta
    micro & MACRO
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 19 marzo al 1 aprile 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 19 marzo ore 17.30
    ORARI: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 10.00/13.00 e 16.00/20.00
    LUOGO: galleria Metamorfosi
    INDIRIZZO: Piazza Antonio Fontanesi 5/A – Reggio Emilia
    CURATRICE: Marina Zatta
    INFO: tel. 0522.1710432, cell. 333.7330045
    @mail: [email protected][email protected]    
    www.soqquadro.eu – www.artemetamorfosi.it

    Che cosa sarebbe la Gioconda se fosse enorme? E i quadri di Pollock se fossero minuscoli? La dimensione dell’opera è uno dei fattori importanti nella concezione narrativa dell’opera d’arte..

    Sul tema ha scritto per Soqquadro un testo di riflessione Carla Melandri:   
    Nessuno potrebbe innamorarsi di Raskolnikov se Delitto e Castigo fosse un libello di poche pagine e, allo stesso modo, la dolcezza minimalista ed eterea di un Haiku sarebbe nulla se si trattasse di un’opera in due volumi. Le opere programmatiche della modernità, poi, si sono sempre fondate sulle loro dimensioni: Il Quarto Stato, ad esempio, ha la grandezza di un’idea rivoluzionaria che avanza, quasi a dimensione reale, a sconvolgere la quieta esistenza borghese degli osservatori; Le Demoiselle d’Avignon, invece, con la loro vastità proclamano con impertinenza e a gran voce il loro ruolo di passaggio dall’antico al moderno; le opere di Pollock sono grandi come il mondo che vi si nasconde dentro; le ultime ninfee di Monet non sono ninfee, ma disegni di una immensità vaga e indefinita. D’altro canto Impression, soleil levant di Monet o il Blaue Reiter di Kandinsky, nella loro piccolezza fisica, racchiudono una carica creativa e rivoluzionaria di violenta tensione deformante, che li ha portati a sconvolgere tutti i canoni precostituiti di pittura dando vita- e nome- ai rispettivi movimenti artistici. Guernica è di una dimensione direttamente proporzionale all’orrore che denuncia, uno spazio immenso in cui l’esplosione è portata dentro la forma, ripetendola all’infinito sulla tela. Ma succede a volte che infinitamente piccolo e infinitamente grande si possano incontrare in opere come La Grand-Jatte di Seurat i cui i puntini, rappresentanti di un infinito microscopico, si uniscono a creare un universo iconografico macroscopico. Micro e macro come dichiarazioni di poetica, dunque, come politica, come rivoluzione, come due componenti dello stesso universo.”

    Nella  realizzazione delle proprie opere Maurizio Farina,  con l’ausilio di un programma di computer grafica, compie una sorta di viaggio nel proprio inconscio senza mancare di attingere alla memoria collettiva. In questo modo le immagini vengono lasciate fluire liberamente e come in una metamorfosi prendono forma e mutano attraverso ogni tappa seguendo unicamente l’istinto e le emozioni vissute durante il percorso. Le opere si compiono alla fine del viaggio facendo emergere dal sommerso alla luce un universo carico di colori e visioni oniriche di forte impatto visivo ed emozionale perché prive di qualsiasi filtro.

    “L’opera d’Arte è un viaggio verso l’interiorità del suo creatore, è uno sguardo interiore. Così, la ricerca estetica si fa vita e ri-nasce sotto forma di opera: il segno naturale la terra, i paesaggi sono elementi vitali che si trasformano in emozioni pure, un invito a guardare da dentro le cose, “dove i sensi e l’armonia interiore sono in perfetto equilibrio e l’artista può comunicare con tutto ciò che la circonda”. Rossella Liccione nei suoi lavori mira ad una conoscenza degli elementi di questo mondo vissuta con occhi nuovi, un viaggio che si può rivelare introspettivo anche per il fruitore, un viaggio che intrapreso, rivela l’anima in tutta la sua armonia universale.

    Le “Città Invisibili” opere presentate in questa mostra da Maria Carla Mancinelli, nel loro essere un omaggio a Italo Calvino, rappresentano paesaggi immaginari e dell’immaginario, che svelano nuove dimensioni, oniriche ed evanescenti, fatte di sovrapposizioni, nuovi piani, nuove profondità. Architetture galleggianti, leggere e fantasmatiche, che rivelano l’incertezza del presente, annegando nelle nebbie di un tempo in sospensione.

    Di una delle opere in mostra di Rachele Mari-Zanoli, il suo lavoro intitolato Primordiale, ci parla Paola Simona Tesio: E’ un quadro di risonanza interiore che pulsa armonico come la musica della mente, quasi fossero i pensieri a fluttuare nell’anima. Visivamente richiama le iridescenze dei celenterati, anch’esse fluttuanti, ma nella vastità degli oceani. Inoltre è come se i cromatismi dell’arcobaleno, spettacolo del cielo, fossero imprigionati tra i pigmenti, divenendo da fugaci, immortali. Il primordiale si fa eterno.

    Ida Monopoli ci parla così del suo lavoro: “Le mie COMPOSIZIONI CROMATICHE propongono immagini non figurative: le forme che compaiono sulla tela non sono che particolari distribuzioni del colore che svolgono la funzione di dosare gli equilibri della composizione nel suo complesso. Si tratta di uno studio sull’accostamento dei colori partendo da una combinazione di base che viene poi sviluppata in elaborazioni successive”.

    La manipolazione del colore e della materia concretamente protagonisti nella pittura di Gisella Pasquali, danno corpo ad una spazialità che ingloba istanze esistenziali ed altre più propriamente estetiche. Un’animata ricerca riconducibile alla vivace area della sperimentazione informale. Tutto ciò accade in un contesto rappresentativo dell’universo di Gisella Pasquali, che rivela espressivamente liberando sconfinate immagini inconsce, nelle quali affiorano tracce di lontane memorie. La pittura diventa  silenzioso ripensamento, esercizio di libertà, riflessione sulla vita e sui limiti umani, spartiacque fra il temporaneo e l’eternità. Infine confessione.

    L’artista Elisabetta Pogliani realizza una pittura emozionale in cui l’artista stessa si lascia andare nel dipingere alle emozioni vissute. In questo contesto, ci parla lei stessa dei lavori in mostra: considero City un omaggio a Palermo, che ho avuto modo di visitare durante la scorsa estate. E’ semplicemente nato dall’esplosione dei colori e delle luci d’estate al ritorno da questa città  vibrante. Per ciò che concerne l’opera Ola, negli ultimi tre anni ho avuto la possibilità in pieno inverno di fare dei viaggi in Sud America. I paesaggi così diversi dal nostro e l’oceano con le sue onde mi hanno catturato. Ola è un omaggio a quelle onde maestose, corpose e sicure che ti rafforzano l’anima.

    In questa mostra Chiara Ricardi presenta dei lavori tratti dai cicli Promemoria Tattili e Mineralogie. Nel ciclo dei promemoria tattili il racconto della Natura si legge su foglietti ceramici  accostati come tasselli di un puzzle completo ma frammentato o anche come i molteplici esemplari di pazienti tassonomie. La bidimensionalità dei promemoria appuntati alla parete è contraddetta dal loro incurvarsi, piegarsi e sovrapporsi e da una scrittura tattile che accentua la componente segnica e materica. Il ciclo delle Mineralogie si nutre della duplice fascinazione per la geometria organica della natura, con le sue leggi di accrescimento, progressione e frammentazione, e per la materia minerale a base di ferro e silicio.

    Marialuisa Sabato è pittrice, illustratrice e scrittrice di libri per ragazzi. Ha esposto a New York, Basilea, Berlino, Firenze, Taormina,  Genova, Innsbruck, Milano, Roma, Bari, Venezia, Pisa, Ferrara, Torino, Cremona… Nel 2008 ha vinto il I CONCORSO INTERNAZIONALE d’ARTE BARBERART di Nizza Monferrato (AT). Il suo lavoro, fortemente gestuale e materico, gioca poeticamente con il colore trasmettendo al fruitore dell’opera sensazioni di forte vitalità e gioiosità che si ricollegano al nostro Io bambino.

     Nelle opere di Angela Scappaticci la Materia è la regina incontrastata, utilizzata soprattutto con la tecnica del cretto inventata da Burri. Nei suoi lavori l’effetto craquèlure diventa una sorta di sfida tra artista e materia, tra ciò che si attende e ciò che chimicamente si concretizza. Così i cretti di Angela sono strumenti di narrazione, emotiva ed espressiva. A volte sono accompagnati da colori vigorosi o dinamici, studiati sempre tramite la simbologia, oppure sono monocromi bianchi con piccoli segni in tinte dal forte contrasto, minimali ma dall’impatto energico.

    Egle Scerelli, in arte Scegle, è artista informale che esprime sulla tela figurazioni a tecnica mista, sensazioni, emozioni non programmate, in un complesso itinerario cromatico e formale, espressione della propria forza spirituale e umana. Le tele di Scegle sono composizioni di accentuata creatività con inserti di materiali: stoffa, metallo, vetro. Sono simbolismi, forme geometriche in cui si riconosce spesso il profilo, la sagoma della figura umana. Tavolozza semplice, immediata, nelle geometrie come nelle macchie, che creano forme immaginose.

    Stefano Sorrentino si presenta in quest’esposizione con due lavori di epoca e ispirazione diversa: “Palinsesto n.0” rappresenta la sovrapposizione di vari strati di scrittura  e di colore e fa riferimento ai “Palinsesti” ossia le antiche pagine manoscritte, sottoposte a cancellazione e successiva riscrittura, il cui testo può riaffiorare col tempo; i “Brani” sono piccoli acquarelli che rappresentano l’incompletezza e l’incompiutezza della scrittura, come brandelli di frasi mai pronunciate o mai ascoltate da nessuno.

  • UnderGround – mostra sulla poetica della metropoli

    Sabato 5 marzo 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (Colosseo) a Roma, la mostra UNDERground degli artisti Daniele Afferni, Daniele Carnovale, Duilio Cau, Paolo Cervino, Michele Coccioli, Klodian Deda, Saverio Feligini, Alberto Lardizzone, Francesca Leoni, Dario Roccatello, Nadia Sabbioni, Roc co Simoncini, Antonio Tanzi, Luisa Tonelli.  La mostra è dedicata alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria.


     
    Soqquadro & Vista
    Presentano

    UNDERground
    Mostra collettiva
    DURATA: dall’5 al 18 marzo 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 5 marzo 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.00-19.30, sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICI: Mara Valente e Marina Zatta
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    @mail: [email protected]  www.soqquadro.eu


     

    “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    Soqquadro dedica questa mostra alla metropoli, alla città vista non solo come antagonista della natura, ma anche come espressione del vivere umano moderno, una visione poetica della città e non solo denigratoria. Strade, metropolitane, grattacieli, autobus, traffico, smog, visti non unicamente come manifestazioni dell’uomo ‘contro’ la natura ma anche dell’individuo moderno che crea il suo habitat. La globalizzazione economico-culturale e gli stravolgimenti geopolitici hanno causato trasformazioni a livello mondiale, incidendo anche sugli assetti locali, delle piccole realtà, in cui la espansione omologante, paradossalmente, ha condotto a far emergere nuove specificità: nel theatrum urbano in fibrillante evoluzione i segnali del cambiamento stanno modellando nuove forme e percezioni, sovrapposte a quelle preesistenti. Le metropoli contemporanee raccontate attraverso gli occhi di coloro che le abitano, artisti ma anche cittadini di mondi underground tutti ancora da scoprire, nelle quali luoghi, rumori, persone, colori sono in eterna evoluzione…
     L’intento della mostra è quello di aprire uno squarcio su queste recenti realtà quotidiane, per esplorarne i nuovi confini ed espressioni; una proposta di analisi positiva e non il consueto atto d’accusa nei confronti della metropoli aberrante, ma soprattutto un gesto poetico rivolto all’affascinante concretezza della ‘città’ contemporanea.

  • Generazione XXX – lo sguardo dei trentenni sul mondo

    Sabato 26 febbraio  2011 si inaugura alle ore 18.30 presso AGORA’ STRADA SOCIALE in Via Toscani 33 (zona Gianicolo) a Roma, la mostra Generazione XXX, esposizione collettiva degli artisti: Stefano Canotti, Max Coppeta, Margò Crocco, Korvino italian Factory, Roberta Funari, Kris (Christian Fermo), Davide Garagnini, Giusy Geraci,  Annabel Gray Briger, Fausto Novelli, Eva Pianfetti, Azzurra Piccardi, Valentina Ruggiero, Meri Tancredi, Sara Torzuoli, Andrea Vannini.

    Soqquadro Vista & ProgettoArteRoma
    Presentano
    GENERAZIONE XXX
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 26 Febbraio al 12 Marzo  2011
    INAUGURAZIONE: sabato 26 Febbraio ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.00
    LUOGO: Agorà Strada Sociale via Antonio Toscani 33, Zona Gianicolo, Roma
    CURATRICE: Michela Melis
    INFO: blog.stradasociale.org
    [email protected] – www.soqquadro.eu


     
    Agora’ nasce, nel 1980, dall’esigenza di dare una forma stabile e riconoscibile all’agire solidaristico. Dal primo convenzionamento con il Comune di Roma, la pratica quotidiana è orientata alla crescita nell’ambito del lavoro sociale.

    L’attenzione ai bisogni manifesti e latenti dei cittadini, l’adesione ai principi fondativi e di sviluppo dell’impresa sociale, l’innovazione e la varietà dei progetti, l’incremento costante del numero degli interventi, la piena condivisione con la comunità di riferimento di azioni e risultati conseguiti, hanno posto la struttura in una posizione rilevante nel contesto romano.

    In questo quadro, accanto a servizi tradizionali e sperimentali, mirati alla rimozione del disagio vissuto da specifiche fasce di popolazione e alla generale promozione delle risorse della collettività, trovano oggi realizzazione anche i settori della formazione e comunicazione.

    In questo contesto Soqquadro e Vista presentano la mostra collettiva Generazione XXX curata da Michela Melis. 

    La mostra Generazione XXX si propone di creare un percorso visivo, un itinerario di punti di vista diversi sul mondo e sulle cose. Lo sguardo a volte disilluso, a volte sognante dei trentenni, che combattono, sognano e giocano con la realtà, vivendo al massimo le emozioni, le difficoltà e le sfide che questo tempo  impone loro si esprimerà attraverso varie forme di arti visive che racconteranno il riflesso dei loro occhi. A volte tacciati di essere viziati e di aver avuto tutto, altre di essere vittime dei loro padri, sono semplicemente giovani donne e uomini che con spirito critico e speranza cercano di trovare il loro spazio nel mondo, magari migliorandolo attraverso la scoperta di un nuovo modo di guardare e di vedere…

  • Astr-Azione, mostra d’arte astratta alla galleria Vista

    Sabato 8 gennaio 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (Colosseo) a Roma, la mostra “Astr-Azione” degli artisti Ivan Jakhnagiev, Rossella Liccione, Juri Lorenzetti, Paolo Mara, Sonia Mazzoli, Simon Ostan Simone, Gisella Pasquali, Daniele Perilli, Elisabetta Pogliani, Chiara Ricardi, Royalorango, Loredana Salzano, Angela Scappaticci, Elisa Spagnoli. L’esposizione vuole indagare le ultime ricerche nel campo dell’Arte Astratta ed Informale.
     
    Soqquadro & Vista
    Presentano
    Astr-Azione
    Mostra collettiva

    DURATA: dall’8 al 21 gennaio 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 8 gennaio 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.00-19.30, sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICI: MARA VALENTE e MARINA ZATTA
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    @mail: [email protected]  www.soqquadro.eu

    “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    Con questa mostra Soqquadro vuole indagare le ultime ricerche nel campo dell’Arte Astratta ed Informale. Gli artisti partecipanti, pur seguendo tutti il filo conduttore dell’espressione  artistica non figurativa, elaborano in modo molto diverso tra loro, con diversi stilemi e tecniche, le loro opere. Benché l’arte astratta abbia ormai un secolo di vita, molte persone faticano ad avere un confronto con questo stile artistico.  Contrapposta spesso all’arte figurativa, l’astrazione non è in realtà un modo di descrivere il mondo tendente ad annullare la figurazione, ma semmai è complementare a essa, svolgendo il ruolo di rappresentare ciò che attraverso la riconoscibilità del soggetto diviene difficile illustrare. Lo scopo della mostra è aprire uno squarcio su questo genere artistico che coinvolge le ricerche di tantissimi artisti, offrendo una panoramica delle diverse possibilità che un racconto slegato dal riconoscibile offre. Forme geometriche o informali, materie velate o corpose, colori neutri o molto accesi, dire arte astratta non significa parlare di un mondo di espressione artistica, ma aprire una finestra su mille mondi diversi che, con un filo sottile che li lega, svolgono tutti una funzione di racconto del sentire umano

  • Il Fantastico e la Meraviglia – grande evento espositivo al Golden Circus

    Mercoledì 22 dicembre  2010 si inaugura alle ore 18.30 presso il teatro Tendastrisce, in Via Giorgio Perlasca 69 a Roma, la mostra Il Fantastico e la Meraviglia, esposizione collettiva degli artisti:

    Anna Maria Basile, Araba, Giovanna Benigno, Enrico Bonetto, Matteo Costanzo, Alessandra De Sanctis, Maurizio Farina, Beppe Francesconi, Giusy Geraci, Carlo Grosso, Giuliano Iori e Patrizia Rampazzo, Michelino Iorizzo, Rachele Mari-Zanoli, Cristina Messora, Michelangelo Miani, Roberto Pagnani, Roberta Peverelli, Giuseppe Ravizzotti, Giuseppe Ribechi, Christian Riminucci, Maria Luisa Sabato, Andrea Scacciotti, Angela Scappaticci, Anna Maria Staccini, Ferdinando Sorbo, Maurizio Yorck, Ivano Zanetti, Elisa Zini, Andrea Zordan.

    Con questa esposizione la galleria Tartaglia Arte e Soqquadro vogliono rendere omaggio al mondo del circo. L’esposizione infatti è programmata nel periodo in cui il teatro Tendastrisce ospita il Golden Circus.

    All’interno dell’esposizione sarà esposta la mostra personale di Alberto Orfei dedicata alle Donne del Circo

    Soqquadro  & Tartaglia Arte
    Presentano
    Il Fantastico e la Meraviglia

    DURATA: dal 22 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011
    INAUGURAZIONE: mercoledì 22 dicembre ore 18.30 – ingresso libero
    ORARI: Giorni feriali, compreso Natale e Santo Stefano: dalle ore 16.00 e alle 22.30.
    Domenica e giorno dell’Epifania: dalle ore 15.00 e alle 20.00.
     Notte di Capodanno: Veglionissimo a partire dalle ore 21.30 alle ore 2.00
    ingresso con il biglietto dello spettacolo
    LUOGO: teatro Tendastrisce – via Giorgio Perlasca 69, Roma
    CURATORI: Riccardo Tartaglia e Marina Zatta
    INFO: tel. 06.4884234, cell. 333.7330045, 335.8418240
    www.tartagliaarte.com  [email protected]
    www.soqquadro.eu   [email protected]  

    “Molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”.

    Questo è l’incipit del romanzo che valse il premio nobel a Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di Solitudine. Chi è il colonnello Buendia? Perché sta per morire? La suggestione di un ricordo d’infanzia magico, quasi fiabesco, fa da contrappunto alla disperazione della circostanza attuale. Spesso i ricordi della nostra infanzia giungono inaspettati a darci sollievo nelle circostanze dolorose o difficili della nostra vita adulta; non sempre questi ricordi sono vividi, a volte sono solo delle sensazioni di una vita spensierata, a volte invece sono ricordi precisi; a volte li abbiamo ritoccati col tempo fino a trasformarli, a volte sono lo specchio esatto della realtà di un avvenimento. In ogni caso, in ciascuno di noi c’è un bambino che ha sognato, fantasticato e si è meravigliato della scoperta del mondo circostante. Una tra le meraviglie più grandi della nostra infanzia è senza dubbio legata a quando i nostri genitori ci hanno portato al Circo per la prima volta.

    Così come il colonnello Aureliano Buendìa rimase tanto meravigliato dalla scoperta del ghiaccio da far riemergere quel ricordo molti anni dopo, davanti al plotone di esecuzione allo stesso modo le nostre meraviglie riemergono nei momenti più diversi della nostra vita. Il Circo, in quest’ottica, è la quintessenza delle Meraviglie: uomini che volano, tigri docili come agnelli, giocolieri, clown, lustrini e paillettes, animali esotici di ogni tipo, tutto questo agli occhi di un bambino non può che sembrare magia e imprimere nel suo immaginario il senso ultimo, globale, definitivo e sublime significato della parola FANTASTICO.

    Richiamandoci a quest’idea abbiamo chiesto agli artisti dell’Associazione Culturale Soqquadro e della galleria Tartaglia Arte di elaborare per questa mostra delle opere, realizzate appositamente, che siano la narrazione dei loro ricordi d’infanzia legati al Circo, delle atmosfere che aleggiano nel loro spirito dal giorno in cui, grazie alla maestria degli artisti circensi, hanno scoperto il significato della parola Fantastico attraverso lo sgorgare nell’anima della Meraviglia. Una narrazione emotiva, che non dovrà necessariamente essere rappresentativa sul piano figurativo, ma più profonda, una ricerca e una rappresentazione emozionale.

  • MIGRAZIONI – mostra personale di Danilo Maestosi

    Galleria Ca’ d’Oro
    Piazza di Spagna 81
    00187 Roma
    06.6796417, fax: 06.6797550
    Dal 19 novembre al 3 dicembre 2010
    Orario: 10:30-13:30 e 15:30-19:00
    Sabato pomeriggio e domenica chiuso

    MIGRAZIONI
    APPUNTI DI UN VIAGGIO INFINITO
    di
    DANILO MAESTOSI

    Venerdì 19 novembre la Galleria Ca’ d’Oro inaugura nella sede di piazza di Spagna 81 la mostra Migrazioni del pittore e giornalista romano Danilo Maestosi.
    “Appunti di un viaggio infinito”: così nel sottotitolo l’autore ha voluto battezzare le dodici opere su tavola con cui, dopo l’ultima serie di quadri dedicata alla musica ed esposta nel 2009 nella Galleria Studio S Arte Contemporanea e al museo del Vittoriano nel marzo di quest’anno, inizia un nuovo ciclo di lavori che porta in scena e traduce nel linguaggio pittorico del lirismo astratto il tema attualissimo e complesso dell’emigrazione e dell’immigrazione.

    «Il nomadismo – spiega l’autore – è linfa del nostro sangue. Che ci piaccia o no siamo tutti figli di emigranti. Da popoli in fuga, in esilio o in cerca di fortuna è nata la nostra civiltà. Inarrestabile il cammino delle migrazioni. E prezioso. Se ci immergiamo nella profondità di questo vortice che costruisce e distrugge la Storia. Se coltiviamo la memoria anche recente di quest’esperienza comune. Ed evitiamo di chiuderci a riccio di fronte alla diversità che ci spiazza. Senza dimenticare che dietro ogni migrazione c’è l’ombra di una catastrofe e di un naufragio. E il nostro immaginario è una spiaggia o un fondale di rovine e relitti».

    Quello che Maestosi propone è dunque una sorta di itinerario a sbalzi temporali alla ricerca di radici comuni dimenticate o rimosse che i conflitti del presente e la memoria del passato, che lega tra loro le culture del mondo, fanno riaffiorare. Ogni tavola una tappa di questo viaggio. Può essere l’evocazione di Lucy, quel teschio di ominide che ha obbligato gli studiosi della preistoria ad ambientare in Africa l’alba dell’umanità e i nostri debiti di primogenitura. O la rivisitazione della Torre di Babele come paradiso perduto di convivenza. O ancora la rappresentazione, sulle note di una vecchia canzone popolare, di quel vortice di paura che fino a pochi secoli fa accompagnava le scorribande della pirateria saracene sui nostri lidi e oggi si specchia nel moto di panico e di rigetto cui molti di noi vivono gli sbarchi degli immigrati sulle nostre coste, nell’angoscia e nella disperazione di chi approda su quella che credeva una terra promessa.
    Spunti di riflessione collettiva e di autocoscienza affidati ad una pittura che cerca senso e linfa immergendo segni e colori nel caos problematico e fecondo della diversità, tentando di restituire all’astrazione la capacità di immergersi nelle pulsioni profonde dell’io . «In tal modo – spiega Ennio Calabria nell’introdurre questa mostra – la poetica di Maestosi intercetta il nostro tempo. Oggi, infatti, tutti gli spessori simbolici del mondo, esiliati dal trionfo della società della “superficie”, si nascondono nel profondo della personalità, molto più in profondità del livello più superficiale in opera la consapevolezza. Così l’Io intrigato con l’immagine complessa del mondo, ormai occultata nell’atemporalità dell’”Es”, deve di nuovo relazionarsi con l’attuale fisico e vuoto mondo esterno e deve, nel magma di quell’intrigo, ridisegnare la diversità come identità delle culture. Questo è lo scenario in cui acquisisce senso il processo creativo di Maestosi che per questo si presenta come esperienza attualissima e volta al futuro… Oggi, per l’aumento della velocità degli scambi, il pittore soggetto collassa nell’oggetto, i geni reciproci si mescolano e occorre scendere in essi, essere essi, per ridefinire le reciproche identità. Ed è lì che la pittura di Maestosi cerca, è lì che intercetta il nomadismo interiore delle identità per salvarle dall’entropia di una globalizzazione e di un pensiero unico».

  • Percorsi emotivi: dalla parola all’immagine

    Sabato 6 novembre  2010 si inaugura alle ore 18.30 presso la galleria D.E.G.A.S., in Via della Stazione del Lido 32 a Ostia (Roma), la mostra Percorsi emotivi: dalla parola all’immagine, esposizione personale di Angela Scappaticci. In questa mostra sono esposte opere che l’artista ha creato partendo dalle emozioni provate leggendo un libro o vedendo un film.

    Galleria D.E.G.A.S.
    Presenta
    Percorsi emotivi: dalla parola all’immagine
    Mostra personale di
    Angela Scappaticci

    DURATA: dal 6 al 21 novembre 2010
    INAUGURAZIONE: sabato 9 novembre ore 18.30
    ORARI: 9.30/13.0 – 16.30/19.30 – chiuso lunedì mattina
    LUOGO: Galleria D.E.G.A.S. via della Stazione del Lido 32 – Ostia (Roma)
    INFO: tel. 06.45543278 – [email protected] – www.artedegas.com   

    “Percorsi emotivi: dalla parola all’immagine” è il titolo che Angela Scappaticci ha voluto dare alla sua settima mostra personale, nella quale saranno in esposizione opere realizzate nel corso del tempo e che hanno come comune denominatore le emozioni provate attraverso la lettura di un libro o la visione di un film.

    Nel tempo il lavoro della Scappaticci si è sempre più caratterizzato nell’utilizzo di una forte componente materica, che nella maggior parte utilizza il cretto come metodo di narrazione artistica. Il colore, inizialmente molto presente e coesistente alla ricerca materica, si è mano a mano trasformato in una ricerca monocroma spesso basato sull’uso del bianco e del nero, colori-non colori, all’’interno dei quali le tinte a contrasto sono piccoli segni, presenze scalfite che, proprio per la loro essenza minimale, risultano essere interventi di grande potenza espressiva. L’unicità del gesto coloristico non diminuisce né tantomeno annulla la percezione pittorica ma amplifica l’impatto della presenza del colore.

    E’ questo il segnale evidente della maturazione artistica della Scappaticci che è giunta al segno unico, risultato della capacità di sottrarre anziché aggiungere durante il percorso creativo di elaborazione dell’opera d’arte. La sottrazione nell’arte moderna è sempre stata il sintomo del raggiungimento dell’equilibrio artistico, della comprensione da parte dell’artista di non dover necessariamente dire mille parole ridondanti per esprimere un concetto forte, ma una sola significativa parola. A questo alto livello espressivo è ormai giunta Angela Scappaticci e questa mostra, che ripercorre diverse fasi del suo provare e narrare emozioni, evidenzia nello spettatore il profondo percorso  di ricerca estetica e narrativa di quest’artista.

  • Bu-Io Not-Te – mostra sui lati oscuri dell’animo umano

    Sabato 18 settembre  2010 si inaugura alle ore 18.30 presso la galleria Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra Bu-Io Not-Te, esposizione collettiva degli artisti: auroraliduo in trio (Damiana Emma, Andrea Lo Coco e Nicola Visotto), Giuseppe Di Forti, Aurora Del Rio, Luigi Maria Feriozzi, Christian Fogarolli, Yasmin Hassanin, Moma, Giuseppe Nicosia Di Fazio, Arlette Pasero, Sara Pieri, Giuseppe Sassone, Antonio Tommasini, Ramon Trinca, Ruediger Witcher. L’esposizione è dedicata ai lati oscuri dell’animo umano; le opere in mostra rappresentano, con tematiche e stili diversi, molte delle abiezioni che albergano in tutti noi.

    Soqquadro & Vista
    Presentano
    Bu-Io Not-Te
    Mostra collettiva

    DURATA: dal 18 settembre al 1 ottobre 2010
    INAUGURAZIONE: sabato 18 settembre ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.30/19.30 sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORAZIONI: Gloria Ceschin, Gemma Guirado Robles, Yasmin Mohamed Samir,  Alessandra Parrella, Mara Valente.
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    [email protected]    www.soqquadro.eu  

    “Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
    In questo luogo Soqquadro espone la mostra collettiva Bu-Io Not-Te dedicata alle turpitudini dell’animo umano. Cos’è la bontà, cos’è la cattiveria? Chi di noi può dirsi Giusto, chi Generoso, chi Ingiusto, chi Avaro? Siamo crudeli? Non lo siamo mai? Lo siamo a volte? Quali sono le vie che nella nostra anima ci spingono ad agire scorrettamente nei confronti degli altri? Quali sono le giustificazioni che diamo a noi stessi e al mondo? Patria, Famiglia, Dio? Ideologie? In nome di quali altissimi e nobili ideali celiamo le nostre brame di potere, denaro, sesso, protagonismo, fama, egocentrismo? E viceversa, quando lasciamo spazio ai nostri egoismi, è davvero la parte peggiore di noi quella che tiriamo fuori? O è solo la più sincera?
    Grandi teologi, filosofi, intellettuali, poeti, letterati ed artisti hanno sondato ed esplorato la parte oscura della nostra anima. Oggi Soqquadro ha chiesto di farlo ai suoi artisti, per dare vita ad una mostra e indaghi con occhio spietato nelle debolezze umane, con la stesso lucido distacco che ha un chirurgo  mentre incide con il bisturi per estirpare un tumore, il tumore della nostra innocenza perduta.
     
    Tre fotografi che si riconoscono con il nome d’arte di auroraliduo in trio (Damiana Emma, Andrea Lo Coco e Nicola Visotto) presentano scatti realizzati con uccelli morti. Il progetto nasce dal bisogno di escludere totalmente l’auroralità, ovvero immortalare l’immagine del momento cogliendone la palese bellezza, donando vita a soggetti inanimati in modo differente da come sarebbero in un contesto reale attraverso la cura del dettaglio di una messinscena. E siccome la vita è fugace tanto vale imbastire qualcosa di curioso  con l’unica cosa che rimane dopo la morte: il corpo.

    L’opera esposta da Giuseppe Di Forti ci viene così descritta dall’artista: “…piangendo da solo. Al buio. Un buio che contiene le mie emozioni. Emozioni che non posso e non voglio condividere con nessuno. Perché nessuno capirebbe. Perché nessuno sa di che materia è fatto il mio cuore ! ” Emozioni occultate. Stati d’animo tenuti dentro, nel buio del nostro cuore. Sentimenti esternati con noi stessi, con lacrime cariche di dolore di cui nessuno mai conoscerà la vera sostanza. Un altruistico modo per non fare soffrire qualcuno che si traduce in egoismo nei confronti del nostro cuore.

    Nel lavoro proposto da Aurora Del Rio un corpo scomposto offre le sue parti,ferite,viscere al proprio sé carnefice. Il carnefice e il sé coincidono in quanto nel frammentarsi del corpo le parti rimangono autonome. Si mostra in un attonito stare in apertura-offerta innaturale come una ferita(troppo) aperta. Idea di un necessario stato dell’essere in allerta,in contatto con quel centro-ferita che non possiamo lasciar chiudersi, pena la perdita di ogni meraviglia. Riflessione sul sé come contrapposto-complementare dell’altro in cui si identifica,si sdoppia. L’altro diviene carnefice quando non è possibile esserlo per se stessi

    L’opera di Luigi Maria Feriozzi è comparsa quasi dal nulla. Lo stesso artista ci dice: “Mentre preparavo il fondo con dei colori,  ruotando la tela mi è  apparso il volto di Amanda Knox. Ho lavorato su quella tela con il cuore gelato, con l’impressione di essere chiuso tra due pareti di roccia che mi opprimevano.  Ho subito accentuato e definito il volto, ma eliminando anche qualche parte, come gli occhi  con il nero. Ho aggiunto una seconda tela sulla quale ho rappresentato la vita/destino di questa ragazza con cilindretti di cartone colorati, vitali, attivi, spensierati, che però vanno verso lo scuro, il nero di questa anima torbida, infelice.”

    Christian Fogarolli presenta un’opera in cui è rappresentato un uomo che urla. L’urlo è da sempre uno dei simboli per eccellenza dell’angoscia di tutti. Urlo come odio di sé e degli altri, come perversione, come spleen che scava nell’intimità dell’essere, nella coscienza sempre più penosa di se stessi. Icona del mal vivere, dei momenti in cui ci sentiamo persi e frammentati dall’ansia e dalla preoccupazione della vita, che a volte è talmente opprimente da divenire angoscia, un buco nero che ci inghiotte e che ci aspira dentro.

    Yasmin Hassanin attraverso un ciclo di quattro tele, “Furto del fuoco”, “Castigo divino”,“Creazione di Pandora” e “Vaso di Pandora”,  ha inteso dare vita ad un’unica opera, la cui figurazione  si colloca nella dimensione del fondo extra-umano o pre-umano, che designa il “prima di ogni cosa”, l’origine del processo vitale che perdura alla sua base, identificandosi peraltro come un’ombra in ogni presente. “Chi più di Pandora”, ci dice l’artista, “l’equivalente pagana dell’Eva cristiana, meglio simboleggia – proprio in qualità di personaggio che libera i mali nel mondo le debolezze dell’animo umano?…”

    Monica Mastellone, in arte Moma, disegna da sempre, sin da quando ha memoria. Dapprima con un po’ di timore per quella tela bianca che ha davanti ai suoi occhi, come fosse infinita, senza spazio e senza tempo e per quei colori a olio che la affascinano, proprio perché sconosciuti. Ma l’incontro avviene ed è la nascita di un dialogo che dura ancora oggi.

    Giuseppe Nicosia Di Fazio nelle sue opere dal sapore iperrealista, riflette sul secolare antagonismo bene – male, a cui la tradizione riduce la caleidoscopica forma dell’IO umano. Dal fondo nero si staccano le figure umane, indagate con attenzione fotografica, e raffigurate così come la vita le ha rese. Conscio del dualismo dell’animo umano, l’artista né mostra in chiaro una parte, quella immediatamente visibile a tutti, lasciando in ombra l’altra, quella che esige la “scelta di voler vedere”. (S.Tofoni).

    Nell’opera esposta Arlette Pasero ha voluto dar vita all’attimo preciso della presa di coscienza del tradimento, prima della rabbia, dell’idea di vendetta…solo dolore. Le braccia abbandonate lungo i fianchi non hanno i pugni serrati, ma solo ancora un lembo di colore,( che appartiene a lei), l’unico colore, tra le dita… Dalla finestra aperta immagino entrare il vociare della strada, perché la vita fuori continua, ma là, in quella stanza, è solo  buio e tristezza.

    Sara Pieri, che in questa mostra espone un’opera con un volto di donna trasfigurato fino ad essere quasi impalpabile in alcuni punti, definisce la sua poetica come tendente ad indagare l’animo umano e tutto l’universo sensibile che riguarda la carne e l’anima. L’emozione è ciò che quest’artista cerca e che desidera comunicare.

    Nel dittico presentato da Giuseppe Sassone sono rappresentate vite e anime violate, vite e anime che gridano il disagio, il terrore per il male subito, chiedono aiuto, lo urlano, lo sbattono in faccia a volte, e a volte non è cosi semplice esternarlo, giacché non è facile trovare chi lo può accogliere o capire. Allora è meglio non guardarlo. È meglio coprirsi il viso, come se fosse solo un immagine di un cortometraggio, che fa presto a svanire. Ci si illude. Come gli animali, con l’istinto, quando ci si rende conto di non avere armi per proteggersi, non resta che chiudere gli occhi, e non guardare.

    Per Antonio Tommasini nella precarietà dell’esistenza e dall’angoscia che ne deriva, l’uomo patisce la violenza del proprio destino e della doppia essenza di vittima e carnefice. Colori e forme si liquefanno a sottolineare l’attesa incerta di qualcosa certo da sempre. In verità con la mia pittura, ci dice l’artista, cerco di rendere tutta la forza della vita, faccio di spazi fabbricati e artificiali luoghi di resistenza quotidiana.

    Ramon Trinca, pittore e poeta, presenta in questa mostra l’opera “Verità è il destino che ci è toccato” e della sua ricerca, sul segno o sulle parole, ci dice: “…onestamente non ho mai ricercato, pittoricamente parlando o in quello che scrivo, oscurità o chiarezza…voi onestamente, avete mai domandato chiarezza alla notte?…”

    Il discorso presentato da Rudiger Witcher, di denuncia della violenza della guerra, è già stato esplorato molte volte, ma quello che conta e’ la forma della narrazione. Le sue figure, dipinte con lo stile dei graffiti metropolitani, sono esseri mostruosi in bilico tra  l’essere poliziotti,  soldati o androidi fantascientifici. E’ questo un modo originale di dire una cosa che dicono in molti: abbasso la violenza e viva la pace. L’opera di Witcher e’ un urlo, dove si legge che chi vive della violenza e’ vittima, oltre che carnefice, perché costretto a divenire un essere inumano, senza volto, con un corpo camuffato, trasformato in figura robotica senza personalità.