Tag: psicofarmaci

  • Adolescenti bergamaschi e psicofarmaci: la pillola è nell’armadietto di casa

    Ats Bergamo, insieme a Ordine dei Farmacisti e Federfarma Bergamo, promuove un test e informazioni corrette per non sottovalutare l’utilizzo degli psicofarmaci, un fenomeno in costante crescita tra gli adolescenti, soprattutto bergamaschi. Il progetto pilota nelle farmacie del Distretto di Seriate, la campagna anche on line.

     

    Il 21,2% degli studenti bergamaschi dai 15 ai 19 anni, contro la media nazionale del 18%, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza che questi siano stati prescritti loro dal medico, 3,2 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Lo rileva lo studio ESPAD condotto in provincia di Bergamo nel 2016 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa su mandato dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, in collaborazione con il proprio Osservatorio Dipendenze.

    Dai farmaci che migliorano l’attenzione ai medicinali assunti per il dimagrimento a quelli che regolarizzano l’umore, con un utilizzo maggiore dei farmaci che favoriscono il sonno e il rilassamento il cui consumo senza prescrizione medica risulta in aumento: l’8,3% degli studenti bergamaschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Il 12% dei giovani ha utilizzato psicofarmaci negli ultimi 12 mesi, il 7% nel mese antecedente e il 2,2% almeno 10 volte nell’ultimo mese La cosa più grave è che la fonte di reperimento senza prescrizione è l’armadietto di casa.

    Uno scenario al quale risponde Ats Bergamo grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Farmacisti e di Federfarma Bergamo.

     

    Abbiamo deciso di dare il via a questa campagna insieme – annuncia il direttore generale Massimo Giupponiper informare su questo fenomeno in crescita e preoccupante. L’effetto nel medio-lungo termine degli psicofarmaci in soggetti in cui le strutture cerebrali sono ancora in fase di sviluppo è infatti poco conosciuto. Partiamo dalle farmacie del Distretto di Seriate ma l’obiettivo è di raggiungere il maggior numero di famiglie possibili. Ecco perché la campagna sarà anche digitale con la possibilità di compilare il test e raccogliere informazioni anche sul web. L’obiettivo è di aiutare i genitori a riconoscere nei propri figli adolescenti atteggiamenti riconducibili all’utilizzo, all’abuso o alla dipendenza da psicofarmaci e a chiedere aiuto”.

    11 farmacie mettono a disposizione dei pazienti opuscoli informativi circa la corretta gestione in ambito domestico di psicofarmaci e un questionario da compilare in forma anonima e da riconsegnare in busta chiusa al farmacista o da compilare online sul sito di Ats nella sezione servizio farmaceutico territoriale o collegandosi QUI

    «L’uso di psicofarmaci non prescritti, soprattutto in età adolescenziale, comporta rischi importanti per lo sviluppo e per la salute – commenta la dottoressa Elvira Beato, responsabile dell’Osservatorio Dipendenze di Ats BergamoGli adolescenti vivono in un contesto in cui il consumo di psicofarmaci è sempre più diffuso nel mondo adulto e non sempre è appropriato. Finalità importante e auspicabile del progetto consiste nel ridurre i rischi di un uso improprio, di abuso e di dipendenza da psicofarmaci non prescritti in età adolescenziale”.

    Inoltre l’iniziativa ha l’obiettivo di rilevare i comportamenti degli adulti assuntori di psicofarmaci e di aiutarli a riconoscere se i figli assumono o sono a rischio abuso/dipendenza.

    Parla con tuo figlio, soprattutto quando vedi che ha degli sbalzi d’umore – raccomanda Luca Biffi,
    Responsabile dell’unità di Prevenzione delle Dipendenze del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo che raccomanda – se segnala qualcosa che non va, ascoltalo. Molte volte una buona relazione è il migliore psicofarmaco”.

     

    Concludono il presidente di Federfarma Bergamo Gianni Petrosillo e il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo Ernesto De Amici : “Attraverso la raccolta dei dati e con le successive analisi, intendiamo  conoscere meglio la situazione per poter mirare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione all’uso corretto e alla conservazione di questi farmaci in sicurezza. La divulgazione di materiale informativo si svolge in un’ottica di prevenzione e di farmacovigilanza. D’ altra parte, se è vero che  una buona relazione molte volte è il migliore psicofarmaco,  è anche vero che è pericoloso permettere che si affermi la convinzione che esista una pastiglia per qualsiasi problema”.

     

    In caso di dubbi il servizio Farmaceutico Territoriale di Ats di Bergamo raccomanda di chiedere aiuto al medico di base, al farmacista o al servizio per le dipendenze (SerD) del territorio di appartenenza.

     

  • Lonato del Garda: La storia mai raccontata sugli psicofarmaci

     

    Lonato del Garda – 3 Dicembre 2014 ore 20.30 – presso l’Agenzia immobiliare Network (Corso Garibaldi 64), il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, è stato invitato a tenere una serata con visione dei frammenti del video “La vena d’oro”.
    La serata solleva un tema scottante, gli psicofarmaci sono da considerare un aiuto ai cittadini oppure un metodo per aumentare gli interessi delle case farmaceutiche? Quello che preoccupa ancor di più è che il fenomeno riguarda anche i più piccoli – i bambini che sono il futuro della società.
    “I fatti sono difficili da credere, ma fatali da ignorare”.
    Questa è una delle serie di conferenze fatte sul territorio che fanno seguito alla Mostra sulla psichiatria che è stata ospitata a Brescia come in altri comuni di tutta Italia.

    Seguirà dibattito. Ospite d’onore: la Dott.ssa Emilia Kwasnicka – psicologa
    Per altre informazioni Gabriele 3494466098 o wwww.ccdu.org

     

  • Sale Marasino: La storia mai raccontata sugli psicofarmaci

     

    Sale Marasino – 22 Ottobre 2014 ore 21 – presso il Centro Benessere “La Playa del Sol” (Via Mazzini 27/a), il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, è stato invitato a tenere una serata con visione dei frammenti del video “La vena d’oro”.

    La serata solleva un tema scottante, gli psicofarmaci sono da considerare un aiuto ai cittadini oppure un metodo per aumentare gli interessi delle case farmaceutiche? Quello che preoccupa ancor di più è che il fenomeno riguarda anche i più piccoli – i bambini che sono il futuro della società.
    “I fatti sono difficili da credere, ma fatali da ignorare”.

    Questa è la seconda conferenza che fa seguito alla recente Mostra sulla psichiatria che è stata ospitata recentemente a Brescia come in altri comuni di tutta Italia.

    Seguirà dibattito. Ospite d’onore: la Dott.ssa Emilia Kwasnicka – psicologa

    Per altre informazioni Gabriele 3494466098 o wwww.ccdu.org

     

  • Sarnico: La storia mai raccontata sugli psicofarmaci

     

    Sarnico – 24 Luglio 2014 ore 18 – presso al sala Auditorium comunale, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani con il patrocinio del Comune di Sarnico, terrà una serata con visione dei frammenti del video “La vena d’oro”.

    Relatrice la Dott.ssa Emilia Kwasnicka – psicologa, con la presenza di Silvio De Fanti – Vicepresidente del CCDU Italia ed ospite d’eccezione da Roma Dott. Luigi Oppido impegnato nelle battaglie sociali per i diritti umani.

    La serata alza un tema scottante fra psicofarmaci come aiuto ai cittadini o per gli interessi di case farmaceutiche. Quello che preoccupa ancor di più è che il fenomeno riguarda anche i più piccoli – i bambini che sono il futuro della società.
    “I fatti sono difficili da credere, ma fatali da ignorare”.

    Questa è la prima conferenza che fa seguito alla recente Mostra sulla psichiatria che è stata ospitata recentemente nel Comune di Brescia come in altri di tutta Italia.

    Seguirà dibattito.
    Per altre informazioni Gabriele 3494466098 o wwww.ccdu.org

     

  • La storia mai raccontata sugli psicofarmaci

     

    Sarnico – 24 Luglio 2014 ore 18 – presso al sala Auditorium comunale, il
    Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani con il patrocinio del Comune di
    Sarnico, terrà una serata con visione dei frammenti del video “La vena d’oro”.

    Relatrice la Dott.ssa Emilia Kwasnicka – psicologa, con la presenza di Silvio
    De Fanti – Vicepresidente del CCDU Italia ed ospite d’eccezione da Roma Dott.
    Luigi Oppido impegnato nelle battaglie sociali per i diritti umani.

    La serata alza un tema scottante fra psicofarmaci come aiuto ai cittadini o
    per gli interessi di case farmaceutiche. Quello che preoccupa ancor di più è
    che il fenomeno riguarda anche i più piccoli – i bambini che sono il futuro
    della società.
    “I fatti sono difficili da credere, ma fatali da ignorare”.

    Questa è la prima conferenza che fa seguito alla recente Mostra sulla
    psichiatria che è stata ospitata recentemente nel Comune di Brescia come in
    altri di tutta Italia.

    Seguirà dibattito.
    Per altre informazioni Gabriele 3494466098 o wwww.ccdu.org

     

  • Psichiatria e Servizi per i Minori: rapimento e somministrazione di psicofarmaci a bambini

    Se una società si misura da come tratta i suoi membri più deboli, il caso di
    questa bambina ci fa mostra di come la nostra società sia caduta davvero in
    basso, e come il governo (in questo caso il governo USA, ma casi simili non
    mancano in Italia) trascuri, abusi e maltratti i bambini affidati alle cure
    dei servizi sociali, soggetti a diagnosi arbitrarie e soggettive da parte
    dello psichiatra di turno.

    Il rapporto ONU del 2013 su “Tortura e altre punizioni o trattamenti crudeli o
    degradanti” identifica le seguenti violazioni dei diritti umani:

    Trattamenti medici di natura invasiva e irreversibile in mancanza di uno scopo
    terapeutico e di un consenso libero e informato, costituiscono tortura o
    maltrattamento
    Cure mediche che causino gravi sofferenze senza fondato motivo, costituiscono
    punizione o trattamento degradante, disumano e crudele e, nel caso sia
    implicato lo Stato con intenti specifici, costituiscono tortura.
    Interventi forzosi, spesso erroneamente giustificati da teorie di incapacità e
    necessità terapeutica sono incompatibili con la Convenzione sui Diritti delle
    Persone con Disabilità.
    La privazione di libertà fondata su una disabilità, da cui risulti grave
    dolore o sofferenza può rientrare nello scopo della Convenzione contro le
    Torture. La cosa viene stabilita in base a fattori quali la paura e ansia
    prodotte dalla detenzione indefinita, la somministrazione di cure mediche
    violente o elettroshock, l’uso di mezzi di contenzione e reclusione, la
    separazione dalla famiglia e dalla società.
    Maryanne Godboldo, una mamma di Detroit, non avrebbe mai immaginato gli incubi
    legali ed emotivi che sarebbero derivati dalla semplice richiesta di sua
    figlia di frequentare una scuola pubblica.

    La figlia Ariana era nata con una gamba difettosa, che le fu amputata sotto al
    ginocchio costringendola ad usare una protesi.

    Fino al 2009 Ariana aveva studiato a casa, ma all’età di 11 anni la ragazza
    fece richiesta di frequentare una scuola pubblica.

    Fu sottoposta alle vaccinazioni previste dalla legge e, subito dopo, iniziò a
    manifestare cambiamenti nel comportamento. Maryanne chiese aiuto al Centro
    Pediatrico di Oakland, in cui lo psichiatra Daniel Zak si fece gioco della sua
    convinzione secondo cui il cambiamento era stato causato dai vaccini, e
    prescrisse alla bambina il pericoloso farmaco antipsicotico Risperdal.

    Nonostante la somministrazione della cura per diversi mesi, il comportamento
    di Ariana continuava a peggiorare e Maryanne, in collegamento con un altro
    dottore, fece interrompere il trattamento gradualmente.

    Non appena lo psichiatra venne a sapere dell’interruzione della cura, la mamma
    fu denunciata ai servizi sociali per negligenza nel sottoporre la figlia a
    cure mediche e arrestata per cinque giorni, mentre una squadra della polizia
    antisommossa venne a rapire Ariana per rinchiuderla in un centro
    neuropsichiatrico infantile pubblico in cui, oltre a sottoporla ai trattamenti
    per i quali sua madre aveva negato il consenso, le rimossero la protesi alla
    gamba – probabilmente con lo scopo d’impedirle la fuga.

    L’avvocato di famiglia riuscì a vedere la ragazza e riferì di averla trovata
    “bavosa e melanconica” (tipici effetti dei farmaci antipsicotici). Dopo due
    mesi Ariana fu rilasciata a affidata alle cure della zia. Mesi dopo, anche la
    mamma fu rilasciata perché si scoprì che l’ordine di arresto era falso. Infine
    (sei mesi dopo l’inizio dell’odissea) Maryanne poté finalmente riabbracciare
    la figlia.

    L’assistente sociale cui era stato assegnato l caso non si curò nemmeno
    d’incontrare la ragazza e, quando fu interrogata nell’ambito del processo,
    dichiarò di avere richiesto (per il prelievo di una bambina di 11 anni!)
    un’auto con gabbia ai sedili posteriori.

    La stessa assistente sociale rivelò anche di avere autorizzato il trattamento
    farmacologico di Ariana nonostante la nota di ammissione all’ospedale
    psichiatrico indicasse espressamente “nessun farmaco”. I farmaci – quattro
    tipi diversi di psicofarmaci molto potenti – le furono somministrati senza
    nemmeno uno studio della sua cartella clinica pregressa. Non solo: autorizzò
    anche ulteriori vaccinazioni “se necessarie”, incluso quella che mamma
    Maryanne riteneva avesse causato il peggioramento di Ariana.

    Il comportamento degli psichiatri (e dell’assistente sociale che agiva in base
    ai loro ordini) è sicuramente classificabile come incompetente, vendicativo e
    affetto da complesso di superiorità e, come ebbe modo di dire Dario Fo nel
    commentare recentemente una simile vicenda italiana, rivela la “spocchia delle
    istituzioni che trattano bambini come fascicoli”.

    Nell’ambito di questa penosa vicenda sono state commesse diverse violazioni
    dei diritti umani sanciti dall’ONU.

    Secondo la testimonianza dell’avvocato di famiglia, la ragazza dopo qualche
    settimana di “cura” era bavosa e malinconica. In altre parole, il trattamento
    da lei ricevuto “senza necessità” (senza test clinici) le aveva causato grave
    sofferenza senza fondato motivo (punto 2 delle violazioni ONU).

    Il trattamento farmacologico obbligatorio, senza nemmeno l’ausilio dello
    studio della sua cartella clinica, e il dolore e sofferenza causati
    dall’ospedalizzazione forzata e l’allontanamento dalla famiglia (punti 3 e 4
    delle violazioni ONU).

    Il CCHR (associazione USA “sorella” del CCDU) ha presentato denuncia
    all’autorità giudiziaria chiedendo un inchiesta sul comportamento dei servizi
    sociali e degli psichiatri.

    Fonte articolo: http://www.cchrint.org/2014/03/18/psychiatry-child-
    protective-services-abducting-and-drugging-children/

    Nota: Kelly Patricia O’Meara è un premiato reporter investigativo per il
    Washington Times e il Insight magazine, e scrive decine di articoli esponendo
    la frode delle diagnosi psichiatriche e dei pericoli degli psicofarmaci –
    compresa la sua innovativa storia di copertina del 1999, “Pistole & dosi”, che
    espone il legame tra farmaci psichiatrici e atti di violenza insensata. È
    anche autrice dell’acclamato libro “Psyched-out: come la psichiatria vende la
    malattia mentale e smercia le pillole che uccidono”. Prima di lavorare come
    giornalista investigativo, la O’Meara ha trascorso sedici anni in Campidoglio
    come un membro dello staff del Congresso per quattro dei suoi membri. Ha
    conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università del Maryland.
    www.ccdu.org

     

  • Riforme Sociali a Piedimonte Matese con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare

    “Per far cambiare il vento, bisogna soffiare forte,

    non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli”.

    (Vincenza Palmieri)

     

    COMUNICATO STAMPA

    Le Riforme Sociali previste dal

    Programma Nazionale  “Mai più un bambino…”approvate in altri  11 Comuni Italiani.

    Saremo, per questo, il  22 Febbraio 2014 a Piedimonte Matese (CE) – ore 15.30 – per sancire l’impegno istituzionale assunto.

     

     Dopo i Comuni di Limena, Strambino,  Baia Latina, Piedimonte Matese, San Potito Sannitico e Trento non potevano mancare, fieri:

    Pratella, Valle Agricola, Alife, Santa Maria Capua Vetere, Alvignano, Carinola, Gioia Sannitica, Faicchio ed il Parco Regionale del Matese.

    I cambiamenti devono essere istituzionali. E c’è bisogno di atti pubblici condivisi, forti, politici e politicizzati. Soprattutto, politicizzanti. Devono, infatti, provenire dalle Istituzioni e raggiungere il territorio. Per arrivare dove è naturale che arrivino: intorno ai nostri bambini”.

    Queste le parole pronunciate tutte d’un fiato dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri, ideatrice del Programma “Mai più un bambino…” che sta coinvolgendo e travolgendo tantissimi Comuni italiani, dette in un soffio e spinte lontano, fino al cuore delle Giunte e dei Consigli Comunali Comunali.

     

    Decine di Sindaci hanno condiviso i punti fondamentali del Programma:

    –  Tutela dei Minori in merito ad interventi di screening diffuso in ambito scolastico

    –  Divieto di sottoporre i Minori al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)

    –  Divieto di somministrare psicofarmaci ai bambini ricoverati in Case Famiglia come prassi di contenimento

    –  Controllo dell’accanimento diagnostico e terapeutico con psicofarmaci verso bambini in condizione di disagio familiare, sociale, scolastico e/o ambientale

    –  Creazione di una Commissione di vigilanza e monitoraggio in ambiti inerenti i Minori in condizioni di disagio

    – Creazione di un database sui Diritti Umani Negati e sugli abusi e maltrattamenti ai Minori d’Italia

     

    Quando tutto  questo è   finalmente formalizzato  all’interno di ufficiali documenti di Enti e Governi, significa che è davvero in atto quel cambiamento chiamato riforme sociali.

    Per questa ragione, la Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare,  prima firmataria della Petizione,  sarà  il 22 febbraio 2014 – ore 15.30 – a Piedimonte Matese, presso il Museo Civico R. Marrocco, al Convegno “Nuovi saperi: metodologia di studio e tecniche per imparare come prevenzione e terapia delle Difficoltà di apprendimento.  Adolescenti e abuso di psicofarmaci”; per incontrare Capi di Istituto, studenti, Autorità e sancire con forza, ancora una volta, l’impegno   contro la medicalizzazione dell’insegnamento.

    Insieme a coloro con cui, da sempre condivide battaglie ed impegno civile: il noto avvocato Francesco Miraglia, la Principessa Amelia Izzo d’Aragona, l’esperta prof.ssa Paola Gravela ed il Vice Presidente Inpef dott. Pier Bonici.

    Presenzieranno, inoltre, l’Avv. Enzo Cappello, Sindaco di Piedimonte e  la Dott.ssa Raffaella Martino, Direttore Scientifico del Museo Civico.

    Al mattino, l’INPEF incontrerà centinaia di Studenti del Liceo Psicopedagogico presso l’Aula Consiliare del Comune di Alvignano.

    L’evento ha ricevuto l’adesione dei Comuni dell’Alto Casertano, degli Istituti Psicopedagogici e dell’Associazione delle Camere Minorili “Il Faro” di Santa Maria Capua Vetere, nonché il patrocinio morale dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem Priorato Generale d’Italia, Gran Balivato della Magna Grecia.

    È proprio così:

     

    “Per far cambiare il vento, bisogna soffiare forte,

    non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli”.

  • TEST ADHD NELLE SCUOLE

     Stanno drogando i nostri figli
    Attenzione ai test nelle scuole!
    Tramite il test vengono segnalati i bambini per portarli sotto “trattamento”. Le “cure” spesso consistono in potenti psicofarmaci. Drogando cosi i nostri figli.
    Anche in Italia è stato commercializzato uno psicostimolante, il metilfenidato, un derivato dell’anfetamina, per la “cura” del controverso Disturbo del Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (sigla in inglese ADHD, in italiano DDAI).
    Di questo “disturbo”  si è sentito parlare  per la prima volta nel 1987, quando i membri della potente Associazione Psichiatrica Americana (APA) ne inventarono il nome e decisero di includerlo nel testo di base dei disturbi psichiatrici. Secondo certa parte della psichiatria tale disturbo  l’avrebbero i bambini che si muovono troppo, che si arrampicano, che non ascoltano, che non stanno attenti a scuola, che non svolgono facilmente i compiti, ecc.. Cose che caratterizzano tanti bambini, ma ora ci dicono che sono malati!
    In Italia, fino a marzo del 2003 il metilfenidato figurava nella Tabella I degli stupefacenti. Poi, miracolosamente, è finito in quella degli psicofarmaci. Inutile dire che ciò deve aver facilitato le procedure per la sua commercializzazione. Il metilfenidato era già in commercio in Italia ma nel 1989 venne ritirato a causa dell’abuso che se ne faceva. Veniva dato a coloro che soffrono di narcolessia cioè il bisogno irresistibile di dormire
    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sta distribuendo gratuitamente opuscoli che hanno lo scopo di informare i genitori.
    Per maggiori informazioni  www.ccdu.org
    Stiamo anche raccogliendo lettere da spedire alle autorità competenti al fine di chiedere loro di tutelare il diritto di ogni bambino a non essere oggetto di diagnosi psichiatriche errate e a non dover assumere psicofarmaci di qualsiasi tipo.
  • Raccolta firme: “Psicofarmaci ai Bambini: No grazie!”

    Brescia, Domenica 19 Gennaio 2014, i volontari del Comitato del Cittadini per i Diritti Umani sono stati in centro
    storico, sotto i Portici X Giornate, raccogliendo diverse firme per dire “Basta psicofarmaci ai Bambini”, distribuendo
    anche centinaia di volantini e libretti informativi sul pericolo della somministrazione di droghe psicotrope.
    Negli ultimi anni, va via via crescendo il numero di bambini che vengono etichettati come “dislessici” “ADHD” (deficid
    dell’iperattività), il tutto col risultato di avere migliaia di bambini sotto “cure” psicotrope, cioe’ di potenti
    psicofarmaci.

    La raccolta firme viene fatta individualmente, tramite lettera che verrà inviata al Ministero della Salute e
    all’Istruzione; affinchè venga presa in considerazione ogni possibilità per prevenire che i bambini vengano
    “etichettati” ingiustamente come affetti da “disturbi mentali” specie attraverso programmi di “istruzione speciale” o
    attraverso l’uso nelle scuole di test o questionari psicopatologici e che sia protetto il loro diritto inalienabile ad
    essere educati senza l’uso di farmaci.

    Per maggiori informazioni:
    www.ccdu.org

  • Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani in campo per “l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

     

    Domenica 17 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?
    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.
    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:
    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).
    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.
    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.
    Maggiori informazioni su:
    www.ccdu.org

  • Comitato in campo per “l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

     

    Domenica 10 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?
    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.
    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:
    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).
    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.
    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.
    Maggiori informazioni su:
    www.ccdu.org

  • Raccolta firme: “contro l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

     

    Domenica 3 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?
    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.
    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:
    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).
    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.
    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.
    Maggiori informazioni su:
    www.ccdu.org

  • Spedali di Brescia: raccolta firme: “contro l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

    Domenica 27 Ottobre prosegue la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?
    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.
    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:
    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).
    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.
    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.
    Maggiori informazioni su:
    www.ccdu.org

  • Brescia: raccolta firme: “contro l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

     

    Domenica 20 Ottobre continua la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”
    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?
    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.
    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:
    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).
    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.
    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.
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    www.ccdu.org

  • Quando la solitudine è curata a suon di psicofarmaci: intervista a Vincenza Palmieri

    A Ferragosto il disagio non va in vacanza. Il Team di “Vivere Senza Psicofarmaci®” evita un TSO e supporta una grande quantità di richieste di aiuto.
    Ferragosto, periodo di festa e di spensieratezza … ma non per tutti. Spesso proprio in questa giornata, le persone più “sensibili” percepiscono ancor più la solitudine. Il loro malessere cresce e si acutizza. Alcuni manifestano il dolore attraverso gesti eclatanti, violenze verso gli altri o verso se stessi. Altri, “semplicemente”, implodono in una sofferenza dilatata dal caldo e dall’assenza del rumore della città. Nel silenzio e nell’afa, il proprio dolore è un urlo assordante che non può cadere nel vuoto.
    Ed è proprio in questo contesto che ha agito, lo scorso 15 agosto, il Team del programma “Vivere senza Psicofarmaci ®” di Roma, presieduto dalla prof.ssa Vincenza Palmieri (formato da medici specialisti in varie discipline, neurologo, psicologo, pedagogisti familiari, educatori, avvocati, ecc…), intervenendo in varie situazioni di disagio ed evitando anche un TSO.
    “E’ stato un momento importante quello vissuto ieri dal punto di vista umano – spiega la prof.ssa Vincenza Palmieri – in quanto ci deve fare riflettere sul fatto che il disagio non si spegne nei periodi di vacanza, anzi. E’ importante sapere che sul territorio esistono specifiche Associazioni o Enti che operano 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, come appunto “Vivere Senza Psicofarmaci®” che da tempo propone un progetto alternativo a cure psichiatriche invasive supportando coloro che, in accertate condizioni, vogliano e possano dismettere l’abuso di psicofarmaci proponendo un intervento multidisciplinare e gestendo – come in questo caso – le richieste di aiuto.
    Non un telefono rosa, né azzurro, né viola ma assolutamente bollente. Sempre più spesso, purtroppo, si tende a far ricoverare il malato psichico ma anche la persona che dimostra un “momentaneo scompenso”, in quei reparti per la diagnosi e cura psichiatrica che farebbero rabbrividire Basaglia e quanti ancora pensano che in Italia i manicomi siano stati chiusi. In Italia è attiva e quotidianamente applicata la contenzione tramite fasce di cuoio bianche che legano il paziente – mani e piedi – al letto. Come quelli che ho visto in questa estate. E quando questa pratica è interrotta, ci sono i bombardamenti chimici – gli shock tramite somministrazione di bombe psicofarmacologiche .
    I più colpiti: i tossicodipendenti, i giovani portatori di disagio, pronti ad essere avviati , da una carriera di tossicodipendente a quella di malato di mente, comunque consumatore di droghe, se non di strada, …di ospedale!
    Abbiamo ricevuto centinaia di telefonate proprio nella settimana clou delle feste del ferragosto, da diverse zone d’Italia, ed anche contatti tramite il sito o i social network. Erano ragazzi o genitori. Ed anche figli!
    Se d’inverno la bufera attraversa le famiglie per il tramite delle “diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento”, con una “pandemia di dislessici”, d’estate il caldo, la solitudine e la miseria si trasformano in “psicosi”. Non serve certamente un mini manicomio territoriale (vedi Stop OPG), ma non basta neanche un amico.
    L’esperienza di questi giorni, infatti, sarà capitalizzata in un progetto di assistenza ed aiuto che andiamo a strutturare con le Istituzioni e le Amministrazioni Locali in primis. Per evitare che una richiesta di aiuto o un bisogno di assistenza sanitaria o sociale si trasformino in una carriera psichiatrica o giudiziaria senza fine. Perché la solitudine o la non conoscenza non diventino mai più una malattia.”

    Il Programma Vivere senza psicofarmaci spiegazione (http://www.viveresenzapsicofarmaci.it)