Tag: prestiti

  • Osservatorio Findomestic di luglio 2012: non migliora il grado di fiducia degli italiani, dei quali uno su due non andrà in vacanza

    Non migliora il grado di fiducia degli Italiani, che resta inchiodato a quota 3,2 punti, esattamente come il mese scorso. L’edizione di luglio dell’Osservatorio mensile Findomestic sui consumi dei beni durevoli non è foriera di quell’inversione di tendenza tanto auspicata da tutti. La scala di misurazione della fiducia, lo ricordiamo, va da 1 a 10 e ha la sua soglia positiva fissata a 7. Stabile anche il trend su base regionale, con Nordest e Nordovest che continuano ad avere i dati meno ottimisti. Migliora invece la fiducia dei più istruiti mentre è in calo quella degli intervistati con il grado d’istruzione più basso.

    Cala la quota rappresentata da quanti, da qui a un anno, si dicono intenzionati a incrementare il proprio livello di risparmio. Dopo il picco del 16% toccato il mese scorso, i dati raccolti a giugno evidenziano come questa quota sia arretrata all’11%. Un dato in linea con il trend registrato nei primi tre mesi dell’anno.

    Ciò che più colpisce delle rilevazioni effettuate a giugno è che nel 2012 molti Italiani, proprio alla luce delle incertezze che contraddistinguono il quadro economico, rinunceranno alle tradizionali vacanze estive, decidendo di rimanere a casa propria e risparmiare. Al 30 giugno scorso, infatti, solo il 54% della popolazione attiva ha dichiarato che si regalerà un periodo di ferie, l’anno scorso erano invece il 69%. Per quanto riguarda la destinazione, 3 intervistati su 4 resteranno in Italia.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici:
    propensione all’acquisto in aumento per tutte le categorie: bianchi, bruni e piccoli

    Sono registrate in aumento le previsioni di acquisto per tutte e tre le tipologie di elettrodomestico: bianco (freddo, lavaggio e cottura), bruno (TV, video, Hi-Fi) e piccolo. I primi vedono passare da maggio a giugno dal 13,6 al 14,4% la quota di coloro che si dicono intenzionati “sicuramente” o “probabilmente” a comperare uno di questi prodotti; per i secondi, dal 17,3 al 18,2%; mentre per gli elettrodomestici piccoli si sale dal 21,5 al 23,2. Allo stesso tempo, però, sempre tra maggio e giugno, calano tutti gli importi massimi di spesa ipotizzati: da 911 a 831 euro per i bianchi; da 846 a 778 per i bruni; da 225 a 210 euro per i piccoli. In relazione a questi budget, vengono molto utilizzate le carte di credito per fare acquisti.

    Elettronica di consumo:
    previsioni in ascesa per tutte principali le categorie di prodotto: smartphone, tablet, pc. Restano stabili quelle per foto e videocamere

    Salgono dal 18% al 19% gli Italiani che sono pronti a comprare uno smartphone e passano dal 9 all’11 quelli che invece si accingono a dotarsi di un tablet. Passano poi dal 17 al 18% quanti si dicono intenzionati ad acquistare un pc o un accessorio informatico. Stabili al 12% coloro i quali vogliono comprare una fotocamera o una videocamera. Circa gli importi di spesa, i più elevati fanno riferimento ai tablet, con un valore di 450 euro (in leggero calo rispetto ai 461 del mese precedente). La flessione maggiore si registra per le fotocamere: i 290 euro messi a budget a maggio sono diventati 222.

    Auto e moto:
    risalgono le intenzioni d’acquisto per le auto nuove, calano quelle per i veicoli usati e per gli scooter

    Passano dal 7.4 all’8,2% gli Italiani che nei prossimi tre mesi sono sostanzialmente certi di acquistare una vettura nuova; a tale proposito, aumentano parallelamente le richieste di preventivi per prestiti. Calano, invece, dal 5,4 al 5,1 quelli che pensano di comprare un’auto usata. E anche per gli scooter, la percentuale di “pronti all’acquisto” scende al 4,6%, dal precedente 5%. Per le auto nuove prosegue il trend discendente del valore massimo di spesa preventivato: dai 17.935 euro di maggio si è passati, a giugno, a 16.614 euro.

    Casa e arredamento:
    il mercato immobiliare resta stabile. Cresce leggermente la domanda per mobili e complementi d’arredo

    Resta ancora al 4,7% di maggio la quota di italiani che nei prossimi 90 giorni compreranno casa. Sale di poco meno di un punto (da 7,7 a 8.6) quella di chi, invece, si appresta ad acquistare un immobile usato. Per il mercato dei mobili, infine, lieve rialzo: da 14,7 a 15,5%. Correzione all’insù anche per gli importi massimi di spesa. A giugno è stata preventivata una cifra massima di 3.285 euro. A maggio, ci si era fermati a 3.176.

    Tempo libero:
    la crisi si fa sentire. Nessuna impennata degli acquisti di viaggi e vacanze in vista della stagione estiva. Previsioni stabili.

    Cresce appena di due punti, dal 36 al 38% la quota di Italiani che si appresta a comprare un pacchetto vacanze. A giugno 2011 la quota era pari al 46%. Attrezzature e abbigliamento sportivo subiscono tra maggio e giugno una leggera flessione: – 2 punti (dal 22 al 20%).

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    http://www.adhoccommunication.it; www.findomestic.it

  • L’auto elettrica conquista l’Europa. Gli italiani tra i più interessati all’acquisto di vetture verdi

    Sale la febbre per le auto elettriche tra gli automobilisti Italiani. Il 76% di loro si dice assolutamente interessato ai modelli completamente green, che poco a poco le diverse case stanno immettendo sul mercato mentre il 70% manifesta un’intenzione d’acquisto positiva. La riduzione dell’impatto ambientale (78%), la silenziosità (18%) e – sorpresa – il fatto che queste auto trasmettano un’immagine di modernità (31%), sono i fattori che piacciono maggiormente ai consumatori della Penisola. Gli Italiani sono attratti dalla rivoluzione elettrica più di quanto non avvenga in Francia,
    Germania o Regno Unito, dove l’auto elettrica raccoglie l’interesse, rispettivamente, del 54, del 60 e del 56% dei loro “colleghi”. E’ questa la fotografia proposta dall’Osservatorio Auto 2012 di Findomestic, focalizzato sul mercato di dieci paesi: oltre all’Italia, si contano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Ucraina, Russia e Turchia.<br><br>

    I CLIENTI SONO PRONTI ALLA NUOVA SFIDA, MA NON TRASCURANO LE CRITICITA’<br>
    Le criticità, tuttavia, non mancano. Prima fra tutte, quella legata al prezzo, che può rendere necessario per alcuni ricorrere a strumenti per finanziare l’acquisto dell’automobile. Il prezzo delle auto elettriche infatti, risulta ancora sensibilmente più elevato rispetto ai veicoli alimentati dal tradizionale motore termico. In Europa, il 49% dei consumatori (il 42% in Italia), non è disposto a compiere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica anziché termica. Il 46% (53% in Italia) si dice, invece, pronto a spingersi non oltre un 30% in più del prezzo che sborserebbe per una vettura a benzina, diesel o a Gpl. Il prezzo elevato dipende essenzialmente dal costo della batteria, che secondo i dati disponibili al giorno d’oggi può costare all’acquisto tra 9.000 e 15.000 euro, ossia circa la metà del prezzo totale del veicolo. Non convince fino in fondo la possibilità di noleggiare la batteria, recentemente rilanciata da alcune case per l’abbattimento almeno parziale dei costi. In Italia, a dirsi interessato a questa possibilità, è il 47% degli automobilisti, mentre a livello europeo si scende al 37%.

    GLI STATI DEVONO IMPEGNARSI DI PIU’
    Piuttosto, i consumatori sono dell’idea che a favorire una maggiore competitività di prezzo siano gli stessi Stati, in virtù delle positive ricadute ambientali di questo genere di alimentazione. L’84% degli Europei è convinto di questo. Una quota identica al dato rilevato in Italia, dove l’80% dei consumatori, contro il 64% degli Europei, ritiene insufficienti gli sforzi dello Stato nei confronti della filiera del veicolo
    elettrico. Un dato che mette in evidenza un’urgenza dettata dal fatto che il Paese non sembra proporre una strategia coerente e di ampio respiro per favorire l’utilizzo delle auto elettriche.

    IL PUNTO DI VISTA DEL CONSUMATORE: IL NODO DELL’AUTONOMIA
    Dopo il prezzo, l’autonomia è la principale preoccupazione degli automobilisti. Il 55% di loro, in Europa, afferma che sarebbe disposto a comprare un auto elettrica solo se questa possa garantire una percorrenza di almeno 250 Km. In Italia, l’approccio è più morbido: il 46% degli intervistati ritiene necessaria la possibilità di potersi spingere oltre questa barriere; per il 24%, invece, anche un’autonomia ridotta a non più di 100 Km potrebbe andare bene; mentre la quota parte restante
    ritiene accettabile un’autonomia compresa tra i 100 e i 250 Km. In realtà, si potrebbe dire che la percezione degli automobilisti in relazione all’autonomia delle vetture è un po’ falsata. I dati raccolti dall’Osservatorio dimostrano infatti che più dell’80% degli Europei percorre meno di 100 Km al giorno, e il 45% perfino meno di 30. Quindi, in teoria, l’autonomia della batteria non dovrebbe rappresentare un limite per tali automobilisti. Ma, appunto, solo in teoria. I conducenti temono, infatti, situazioni eccezionali in cui potrebbero essere costretti a percorrere più chilometri del solito (vacanze) o a rimanere più a lungo nella loro auto (scioperi, neve…). L’installazione massiccia di colonnine di ricarica rapida potrebbe rassicurare gli automobilisti. Il 94% degli italiani (90% degli europei) rivendica le colonnine e addirittura il 65% (59% degli europei) ritiene che siano indispensabili.

    IL COSTO DI UTILIZZO: I VANTAGGI SONO QUI
    Il 66% degli Italiani sono sicuri che, a fronte di una spesa d’acquisto mediamente più elevata se confrontata con quella per un’auto tradizionale, il veicolo elettrico nel corso della sua vita comporterà spese minori in termini non solo di consumi, ma anche di manutenzione. Un dato leggermente più elevato di quello della media europea (64%). Indubbiamente il veicolo elettrico offre reali vantaggi in fase d’uso. Tuttavia, tenuto conto del chilometraggio medio di un’auto in Europa, questi risparmi sono ben lungi dal compensare il sovrapprezzo pagato al momento dell’acquisto. Gli italiani virerebbero verso le auto elettriche nel caso in cui il prezzo del carburante dovesse superare 2,4 euro al litro. Gli europei, invece, ritengono conveniente passare all’elettrico qualora il carburante superasse il prezzo
    di 3,4 euro al litro.

    LA SFIDA COMMERCIALE PER GLI ADDETTI AI LAVORI
    L’87% degli Europei è convinto che l’acquisto di un mezzo a propulsione elettrica rafforzi il rapporto di fiducia che si instaura tra acquirente e il marchio automobilistico. Si tratta di un dato in linea con quello fatto rilevare in Italia (85%). Per gli automobilisti sarà determinante la capacità di assistenza post vendita, con un occhio particolare al pianeta delle officine. Il 35% degli Italiani ritiene che oggi la
    rete non sia pronta a fornire supporto ai proprietari di veicoli elettrici, mentre solo 16 clienti ogni 100 sono convinti dell’esatto contrario. Uno su due (il 49%), invece, è più fiducioso.

    L’indagine completa è disponibile on-line sul sito www.osservatorio.findomestic.it

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    http://www.adhoccommunication.it; www.findomestic.it

  • Caratteristiche dei prestiti

    In alcuni casi se avete altri prestiti in corso, spesso non viene permesso di attivare altri prestiti e questo per molte persone è un vero problema. Quando si ha un rifiuto di credito come rispondere a questo ulteriore problema?
    Per prima cosa vi invitiamo a non richiedere il prestito in maniera contemporanea a più istituti. Se avete altri prestiti in corso, senza trattenute su stipendio, potete ottenere un credito superfluo grazie alla cessione del quinto stipendio o prestito delega.

    Ricordatevi che se i 2/5 inferiori della vostra busta paga mensile, sono destinati ad un altro prestito, potrete sempre provare a richiedere il prolungamento della cessione del quinto. Quando la banca vi chiede, se avete altri prestiti in corso, siate onesti, ormai con i computer e le banche dati si vedono tutte le tipologie di prestito che avete richiesto e terminato di pagare, proprio come i mutui.
    Richiedere altri prestiti con finanziamenti in corso non è sempre facile, soprattutto in questo momento in cui le società finanziarie sono messe un po’ alle strette dalla crisi generale. Inoltre con altri prestiti in corso, per accedere a una nuova formula di finanziamento, non dovrete risultare iscritti al registro dei cattivi pagatori con tutto ciò che da questo può derivarne.

  • Prestiti.it: aumentano le richieste di cessione del quinto dello stipendio

    Nel nostro Paese la liquidità a disposizione delle famiglie continua ad abbassarsi e sono sempre di più gli Italiani che scelgono di “ridursi” lo stipendio, destinandone una parte al rimborso dei debiti; secondo il broker Prestiti.it (www.prestiti.it) le richieste di cessione del quinto dello stipendio o della pensione rappresentano ormai il 16,4% del totale dei finanziamenti richiesti.

    La cessione del quinto è un particolare strumento finanziario, riservato a lavoratori dipendenti e pensionati, che permette di ottenere liquidità, da restituire attraverso la cessione alla banca di una quota del proprio stipendio mensile netto che può arrivare fino al 20% (un quinto, appunto).

    «La crescita di questo fenomeno – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.itè particolarmente significativa: se il costo del “carrello della spesa” è salito, negli anni, più dei livelli dell’inflazione, il bisogno di liquidità viene sempre più supportato da strumenti di finanziamento “sicuri”, come la cessione del quinto, che danno agli istituti di credito maggior tranquillità nel rimborso».

    Dall’analisi condotta su oltre 20.000 domande di prestito giunte nei primi tre mesi del 2012, Prestiti.it ha potuto tracciare il quadro della richiesta media: a voler cedere un quinto dello stipendio sono soprattutto uomini, che rappresentano il 74% del campione contro il 26% delle donne; l’età media al momento della richiesta è piuttosto elevata, 44 anni: tre anni in più rispetto al richiedente tipo di un finanziamento.

    Il motivo è legato alle particolari restrizioni imposte dalle banche, che accettano solo domande a basso rischio di insolvenza, quindi fatte da lavoratori a tempo indeterminato o pensionati. Proprio questi ultimi rappresentano una parte cospicua del totale di chi richiede questo tipo di finanziamento: il 15%. Il 49% del totale, invece, è un dipendente privato, il 32% un dipendente pubblico o statale. L’importo medio richiesto, infine, è di circa 20.000 euro da restituire in poco più di sei anni.

    Per quanto riguarda le differenze lungo lo stivale, pur in una generale uniformità di comportamento nel ricorso a questa forma di finanziamento, quello che si nota è che man mano che ci si sposta più a Sud salgono gli importi medi richiesti: segno evidente che le difficoltà maggiori e un bisogno più forte di liquidità arrivino dalle Regioni meridionali.

    Guidano la classifica degli importi medi richiesti, infatti, la Calabria e la Puglia, entrambe con 22.500 euro; seguono la Sicilia – con 21.500 euro – e la Campania, con 21.000 euro. La richiesta più bassa viene dal Trentino-Alto Adige, con soli 16.500 euro.

    Altro dettaglio interessante è nell’età media al momento della richiesta: i più anziani sono proprio i calabresi, che chiedono un prestito a 47 anni; seguono abruzzesi e campani, che hanno mediamente 46 anni. I più giovani, di contro, sono i cittadini del Trentino-Alto Adige, che hanno 40 anni, e quelli dell’Emilia Romagna, che ne hanno in media 41.

  • Osservatorio Findomestic di maggio 2012: gli italiani spendono sempre meno

    Gli Italiani per i prossimi mesi vedono nero. L’Osservatorio mensile di Findomestic sui consumi dei beni durevoli fotografa ad aprile l’ennesimo peggioramento della fiducia. Il livello toccato nel marzo scorso (3,4 punti), il più basso registrato dall’inizio delle rilevazioni, è stato battuto da quello di aprile: 3,1 punti, in una scala che va da 1 a 10 e ha in 7 la soglia positiva minima. Nordest e Nordovest guidano la classifica del pessimismo, Centro, Sud e Isole, invece, presentano un sentiment leggermente migliore. Un Italiano su due, in particolare, si dice insoddisfatto della sua situazione personale, mentre non più dell’11% del campione si dichiara soddisfatto della propria condizione reddituale, economica e lavorativa. La reazione a questo clima di sfiducia si concretizza in parte in un aumento secco di quanti si dicono intenzionati, di qui ad un anno, ad aumentare la quota dei propri risparmi. Ad aprile la loro quota è salita al 14% – un dato che non si toccava dal marzo del 2010 -, contro il 10% rilevato a marzo.

    A preoccupare gli Italiani è soprattutto l’impatto che avrà sugli stipendi l’aumento delle tasse, che in parte già si è fatto sentire sulle ultime buste paga. L’approfondimento condotto dall’Osservatorio di questo mese, infatti, lascia spazio a pochi dubbi: il 91% degli intervistati ha affermato di aver già ridotto o di voler ridurre i consumi. La rinuncia, nel 47% dei casi dovrebbe rivelarsi temporanea, con gli acquisti destinati a essere semplicemente rinviati nel tempo. Per un altro 25%, la rinuncia si trasformerà in un acquisto inferiore sia qualitativamente che quantitativamente rispetto ad oggi. Il 12%, invece, afferma che rinuncerà in via definitiva all’acquisto, con un picco che sale al 15% a Nordest.

    Più nello specifico, è l’aumento dell’addizionale Irpef la ragione principale che spingerà 9 Italiani su 10 a tirare la cinghia. Tempo libero, elettronica e acquisti per la casa saranno le voci di spesa che subiranno per prima la ventata di austerity. Acquisti per i figli, spese per l’auto e per gli elettrodomestici saranno comunque interessati dai tagli ma in misura inferiore.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici:

    propensione all’acquisto in aumento per gli elettrodomestici bruni, in calo gli elettrodomestici bianchi e i piccoli.

    Sale per il quarto mese consecutivo, dal 15,3 al 16,1%, la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un elettrodomestico bruno nei prossimi tre mesi. In calo le previsioni per gli elettrodomestici bianchi, solo il 13,4% del campione è intenzionato all’acquisto, e per quelli piccoli (21,7%). Gli importi di spesa preventivati segnano invece una crescita in tutti i comparti: per gli elettrodomestici bianchi si ipotizza un esborso di 923 € (contro gli 856 € dell’ultima rilevazione), per i bruni di 886 € (rispetto agli 843 € del mese precedente) e per i piccoli di 197 € (193 €).

    Elettronica di consumo:

    in calo le previsioni d’acquisto per tutti i prodotti elettronici

    Scende dall’11 all’8% la quota degli intervistati che prevedono di acquistare un tablet nei prossimi tre mesi. Meno marcata la flessione, dal 18 al 17%, registrata dalla Telefonia, PC e Accessori. Il 12% degli intervistati ha dichiarato di voler acquistare una Fotocamera o una Videocamera, il 17% acquisterà un PC. Il mese precedente erano rispettivamente il 13% e il 18%. A fronte di un calo nel numero degli intervistati che prevedono di effettuare un acquisto, sale per tutti i prodotti la previsione di spesa. Gli incrementi maggiori si registrano nel segmento tablet (dai 449 € della scorsa rilevazione a 471 €) e telefonia (da 267 a 279 €)

    Auto e moto:

    per il secondo mese consecutivo il comparto registra un significativo calo delle previsioni d’acquisto

    Dopo i deboli segnali di miglioramento registrati nei primi due mesi dell’anno, tornano a scendere le previsioni d’acquisto di auto, nuove e usate, e moto. Il 7,3% degli intervistati prevede di comprare un’auto nuova nei prossimi tre mesi, il 5,4% opterà per una vettura usata. Il mese scorso erano rispettivamente il 9,2% e il 7,3%. In calo anche il mercato dei veicoli a due ruote, che vede le previsioni d’acquisto scendere dal 5,9% al 4,7%. Aumenta di circa 700 € la spesa media prevista per l’acquisto di una vettura nuova (a 18.571 €), in calo la spesa per l’acquisto di auto usate (a 7.103 €), stabile quella per moto e motocicli (3.598 €).

    Casa e arredamento:

    il mercato immobiliare registra flessioni per l’acquisto di case e ristrutturazioni, stabili i mobili

    Le rivalutazioni catastali, l’IMU e le addizionali locali sono sempre più vicine e sembrano aver già iniziato a condizionare negativamente i progetti degli italiani in merito alla casa. Cala, infatti, la quota degli intervistati che prevedono di acquistare una casa nei prossimi tre mesi (4,1%) o di iniziare lavori di ristrutturazione della casa (7,5%). Lo scorso mese erano rispettivamente il 5,5% e il 9,3%. Sostanzialmente stabile il comparto mobili: il 14,3% degli intervistati è interessato all’acquisto di questi beni, per una spesa media prevista di 3.229 €.

    Tempo libero:

    a fronte di un quadro generale in progressivo peggioramento, il tempo libero è la categoria merceologica che mostra la tenuta migliore.

    Il fatto che gli intervistati abbiano messo questa categoria in testa alla classifica dei tagli previsti fa pensare dunque a tagli di tipo quantitativo o qualitativo. Si rileva infatti stabile al 34% la quota di quanti sono pronti, nei prossimi tre mesi, a partire per una vacanza. Immutata anche la percentuale di quanti prevedono di acquistare attrezzature o abbigliamento sportivo (al 19%) e degli interessati ai prodotti per il fai-da-te (23%).

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    http://www.adhoccommunication.it – http://www.osservatorio.findomestic.it

  • Findomestic e Peugeot Motocycles

    Fornire un pacchetto completo “finanziamento + servizi dedicati” a quanti vogliono acquistare uno scooter Peugeot Motocycles, il marchio dei mezzi a 2 ruote del gruppo PSA Peugeot Citroen. E’ questo l’obiettivo dell’accordo stipulato dalla stessa Peugeot Motocycles con Findomestic.

    Nel 2011, in un contesto economico sfavorevole che ha visto ridursi drasticamente la capacità di acquisto, Peugeot ha ottenuto un aumento di quota di mercato del 25% passando dal 2,9% al 3,6% (+0,7%), all’interno di un settore che ha perso 19,3 punti percentuali, incrementando i suoi volumi del 3% ed il fatturato del 7%.

    Proprio al fine di sostenere ulteriormente questi risultati positivi, ora arriva la partnership con Findomestic, operatore leader nel credito al consumo.

    Findomestic si convenzionerà con tutte le oltre 160 concessionarie della rete Peugeot (ad oggi gli accordi con i singoli rivenditori sono circa 60), offrendo ai clienti del marchio transalpino offerte dedicate sul punto vendita e un canale di accesso al credito efficace, sicuro e professionale. Peugeot avrà così modo di completare l’insieme dei servizi offerti alla propria clientela, integrandoli con quelli già disponibili.

    L’accordo, infine, si estenderà anche agli aspetti promozionali. Sono previste campagne pubblicitarie e di comunicazione ad hoc.

    Findomestic, fondata nel 1984 e parte del Gruppo BNP Paribas, da oltre 20 anni opera nel settore della mobilità mettendo a disposizione servizi, assistenza dedicata e tecnologie per garantire flessibilità e velocità di gestione dei finanziamenti.

    Peugeot Scooters fa parte del più antico gruppo automobilistico ancora in attività: PSA Peugeot Citroen e vanta a sua volta una storia unica, lunga e intensa. Da oltre 100 anni appone il suo nome e il suo simbolo, il Leone, su ciclomotori e scooter in grado di sorprendere ed emozionare i suoi clienti.

    Peugeot Scooters offre una gamma di veicoli completa e performante parallelamente ad un pacchetto di servizi a 360° in grado di far fronte a tutte le esigenze.

    A proposito di Findomestic
    Findomestic è la Banca specializzata nel credito alla famiglia e figura tra i primi attori nel credito al consumo in Italia.
    Findomestic, oggi parte di BNP Paribas Personal Finance, è stata costituita come società finanziaria nel 1984 su iniziativa d’istituti di credito italiani e francesi.
    Da allora ha contribuito al miglioramento della qualità della vita dei propri clienti e contribuito allo sviluppo economico del Paese favorendo la vendita e gli acquisti di beni durevoli di consumo con importanti effetti su tutto l’indotto.
    Findomestic è impegnata da anni nello sviluppo di un credito responsabile attraverso una comunicazione più trasparente, favorendo i consumatori nell’accesso al credito con soluzioni sostenibili e combattendo il fenomeno del sovra-indebitamento.

    A proposito di BNP Paribas Personal Finance
    Nell’ambito del gruppo BNP Paribas, BNP Paribas Personal Finance è la società specializzata nei finanziamenti ai privati sia per l’attività di credito al consumo che di credito immobiliare. Con 30.000 collaboratori in 30 paesi e su 4 continenti, BNP Paribas Personal Finance è la società numero uno in Francia ed in Europa.

    In particolare, BNP Paribas Personal Finance offre, attraverso i suoi brand commerciali principali Cetelem, Findomestic e Alphacredit, una gamma completa di prodotti di credito ai privati, accessibili sia sui punti vendita (negozi, centri commerciali, concessionarie auto) sia attraverso i suoi intermediari, agenti immobiliari, promotori, sia direttamente attraverso i suoi centri clienti e Internet.

    Parallelamente, BNP Paribas Personal Finance ha trasformato il partenariato in un mestiere a pieno titolo che utilizza il suo “know-how” per proporre ogni tipo di offerte di credito e servizi integrati, adeguati all’attività e alla strategia commerciale dei suoi partner. BNP Paribas Personal Finance è infatti partner di riferimento di brand del mondo del commercio, dei servizi, di banche e società di assicurazioni. BNP Paribas Personal Finance è anche attore di riferimento in materia di credito responsabile. Per informazioni www.bnpparibas-pf.com – www.moncreditresponsable.com

    A proposito di PSA Peugeot Citroen
    Forte di due marchi di fama mondiale , Peugeot e Citroën, il Gruppo ha venduto, nel 2011, più di 3,5 milioni di veicoli nel mondo. Secondo costruttore automobilistico in Europa, ha realizzato una cifra d’affari di 59,9 miliardi di euro.
    PSA Peugeot Citroën è presente commercialmente in 160 paesi e dispone di 16 siti di produzione, di cui alcuni in jointventures.
    Il Gruppo impiega 209 068 collaboratori nel mondo. Lo scorso anno ha dedicato oltre 2,3 miliardi di euro alla ricerca e sviluppo attraverso i suoi centri di ricerca situati in Francia (15 000 ricercatori), in America Latina (1000 ricercatori) e in Cina (650 ricercatori), in particolare nel settore dei nuovi sistemi energetici.

  • Osservatorio Findomestic di aprile 2012: nuova regressione del sentiment rispetto a possibile miglioramento della situazione nazionale

    Un’illusione. Questo si è rivelato essere l’incremento del grado di fiducia degli Italiani rilevato a febbraio. I dati raccolti a marzo dall’Osservatorio Findomestic, infatti, hanno indicato una nuova regressione del sentiment delle famiglie nei confronti del possibile miglioramento della condizione economica, politica e sociale del Paese. Il dato rilevato è pari a 3,4 punti, su una scala che va da 1 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva minima. Esattamente quello che era stato rilevato a gennaio. Il mese scorso era risalito a 3,9.

    La contrazione maggiore si registra nel Nord ovest. A seguire, Centro, Sud e Isole. Solo nel Nordest si mantiene a livelli costanti. Se si analizza l’andamento sulla base dei titoli di studio, emerge che la regressione più marcata si registra tra i diplomati.

    Un fattore centrale di questa involuzione è quello rappresentato dall’accesso al credito al consumo, tema sul quale si è concentrato l’Osservatorio di marzo. Ben il 69% del campione esaminato ha rivelato di non aver chiesto nell’ultimo anno alcun finanziamento alle banche. L’11%, invece, un finanziamento aveva pensato di chiederlo, ma poi ha preferito rinunciare. Mentre il 3% si è visto opporre un rifiuto dall’istituto al quale si è rivolto. Il 15%, infine, l’ha ottenuto.

    Pertanto, a fronte di 2 italiani che pensano di richiedere un prestito personale, uno solo lo fa effettivamente. Coloro che rinunciano a chiedere un prestito, lo fanno per il timore di non riuscire a onorare l’impegno preso o per motivi economici.

    Tra i giovani (18-34enni), quelli che non ci provano neanche (16%) sono il doppio rispetto al 9% dei 45-64enni, così come raddoppiano i rifiutati, sono 4 su cento rispetto ai 2 della fascia intermedia (35-44enni).

    Nove italiani su dieci dichiarano che in questo momento sia le imprese sia le famiglie hanno una grandissima difficoltà di accesso al credito e il fenomeno si manifesta soprattutto quando ci si rivolge a una banca (56%) piuttosto che a una società finanziaria (3%), rispondono “entrambe” il 36%.

    Gli italiani credono comunque che in futuro ci sarà più prudenza nel fare richieste di credito (un terzo dichiara che vi farà meno ricorso in futuro, percentuale che sfiora il 40% nel Sud), la ragione più ricorrente è che rispetto al passato non bisogna esporsi troppo bensì essere più responsabili.

    La propensione al risparmio è calata: ogni 100 italiani, 10 ritengono di poter mettere da parte dei soldi da qui al marzo 2012. A febbraio, erano 13 ogni 100 coloro i quali si dicevano convinti di poter riuscire a incrementare i loro risparmi.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici:

    propensione all’acquisto in lieve aumento per elettrodomestici bruni e piccoli;

    stabili le previsioni per gli elettrodomestici bianchi.

    Passano dal 14,3 al 15,3% gli intervistati che, rispetto al mese scorso, si dicono pronti a comprare un elettrodomestico bruno. Stabili attorno al 14% la quota di chi è interessato ad acquistare un elettrodomestico bianco. Sul versante degli importi di spesa preventivati per i bianchi si ipotizza un esborso di 856 €, per i bruni di 843 e per i piccoli di 193 €.

    Elettronica di consumo:

    terminate le promozioni di febbraio, marzo presenta un quadro in via di stabilizzazione.

    Cresce leggermente, dal 17 al 18%, il numero di quanti sono propensi a comperare pc, accessori informatici o cellulari. Lieve decremento, invece, per i tablet. Gli Italiani che pensano di comperarne uno, passano dall’11 al 10,5%. Lieve decremento – dal 14 al 13% – anche sul fronte degli interessati a fotocamere e videocamere. Spesa media prevista ancora in aumento per la telefonia e pc: i primi dai 208 € di gennaio si è saliti, a marzo, a 267, i secondi dai 532 di febbraio ai 580 di marzo.

    Auto e moto:

    peggiorano le già basse previsioni d’acquisto dei mesi scorsi, che già erano ai minimi storici.

    Tornano giù le previsioni d’acquisto di auto e moto, dopo i deboli segnali di miglioramento di gennaio e febbraio. Rispettivamente, ogni 100 consumatori, 9,2 pensano di comprare un auto nuova, e 7,3 una usata. Il mese scorso erano rispettivamente 9,6 e 7,5. Giù anche le previsioni per le auto elettriche: i potenziali acquirenti passano dal 4,5% (del campione) di febbraio al 3,4% di marzo.

    Casa e arredamento:

    il mercato immobiliare resta statico. Lievissima crescita delle previsioni di acquisto di mobili.

    Resta ancorata attorno al 5,5% la quota di Italiani che si dicono pronti a comprare casa nell’arco dei prossimi tre mesi. Sale, anche se di appena lo 0,6%, il dato di coloro i quali si apprestano ad acquistare mobili: dal 14,0% di febbraio si passa al 14,6%. Segno più di analoga portata anche per le ristrutturazioni, con gli interessati che salgono dall’8,9 al 9,3%.

    Tempo libero:

    continua a crescere la voglia di vacanze. Tengono gli acquisti di abbigliamento sportivo.

    Sale al 34%, la quota di quanti sono pronti, nei prossimi tre mesi, a partire per una vacanza. Risulta stabile il numero di quanti si apprestano a comprare abbigliamento od attrezzature sportive; cresce per il terzo mese consecutivo il dato degli interessati ai prodotti per il fai-da-te.
    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    www.adhoccommunication.it     www.info.findomestic.it

  • Prestiti di opinionZine.com dà voce alla tua esperienza

    Prestiti di opinionZine.com è il blog che dà voce all’esperienza del consumatore raccogliendo le testimonianze di chi ha provato prodotti e servizi e condividendole con tutti i lettori. Ma Prestiti di opinionZine.com è anche una guida al prestito e al finanziamento, un aggiornamento continuo sulle offerte degli istituti di credito e finanziarie nonché una panoramica di cosa cambia sulle regolamentazioni di mercato.

    Già dal nome opinionZine tradisce la sua missione: raccogliere le opinioni dei consumatori. È appunto l’esperienza il motore della redazione, di coloro che hanno provato un prodotto e possono offrire una valutazione ed un’opinione oggettiva. Prestiti di opinionzine.com è un blog che tende a toccare con mano e personalmente ciò di cui parla attraverso test e confronti effettuati dalla redazione o dai suoi lettori. Chiunque abbia provato un prodotto può infatti raccontare la propria esperienza attraverso il form ‘Dicci la tua con il quale condividere la propria opinione.

    Ma Prestiti di opinionZine.com offre anche una selezione di partner qualificati, tramite i quali è possibile richiedere prestiti a tassi agevolati per i lettori del blog. Ricercando tra le agenzie di credito più affidabili instaura partnership privilegiate con cui è in grado di proporre soluzioni di prestito a tasso altamente competitivo e a condizioni favorevoli e esclusive.

    Prestiti è il primo nato della famiglia opinionZine ma ha già le idee molto chiare: rendere più trasparente e meno nebuloso il complesso mondo della finanza e in particolare del credito al consumo. Una sfida ed una missione che la redazione consegue tutte le volte che trova e offre notizie in un linguaggio facile e comprensibile.

    Nato nel settembre 2011 prestiti.opinionzine.com si rivolge al consumatore intelligente offrendogli una guida dettagliata ai prodotti finanziari presenti sul mercato attraverso schede approfondite e confronti. Un blog sempre pronto ad offrire notizie attendibili e aggiornamenti del panorama economico in continua evoluzione. Dalla parte dell’utilizzatore, questo è il segreto di prestiti.opinionzine.com: articoli , approfondimenti e schede che agevolano e aiutano il consumatore moderno ad uscire dalla difficile giungla del mondo finanziario. In pochi passi prestiti.opinionzine.com offre la possibilità di capire quali sono le proposte più convenienti presenti sul mercato. Una realtà che regala una panoramica completa su offerte e preventivi dei maggiori istituti di credito, e impiega ogni forma di conoscenza o strumento per offrire una piattaforma di facile consultazione sui prodotti disponibili sul mercato, le migliori finanziarie, i migliori crediti al consumo messi a confronto e una sezione news continuamente aggiornata.

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  • Osservatorio Findomestic di marzo 2012: il grado di fiducia degli italiani è risalito

    E’ ancora presto per capire se si tratta di un “rimbalzo” o dell’inizio di un nuovo “trend”. Di fatto, però, tra gennaio e febbraio l’Osservatorio Findomestic, banca che offre servizi come prestiti e carte di credito, segnala che qualcosa è cambiato nella percezione degli Italiani sulla situazione sociale, economica e politica del Paese. Il grado di fiducia è risalito a quota 3,9 punti (su una scala da 1 a 10, dove la soglia positiva è 7), mentre trenta giorni fa era inchiodata a 3,5, uno dei livelli più bassi di sempre. Tra la popolazione con istruzione universitaria, il grado di fiducia questo mese è salito sopra il 4%.

    Il “peso specifico” degli insoddisfatti resta comunque significativo, pure essendo sceso al 66% (era al 70 a gennaio). Nel Sud e nelle Isole la fiducia è risalita più che altrove, mentre a Nordest l’aspettativa sull’evoluzione dello scenario nazionale resta la più tiepida.

    L’occupazione è il tema che più di ogni altro sta a cuore alle famiglie italiane in questo momento. Una su due ritiene che questo sia il problema principale del Paese. La preoccupazione è tanta. L’83% è convinto che l’attuale mercato del lavoro sia sostanzialmente bloccato. Le ragioni di questo stallo vengono ricondotte dal 29% degli intervistati all’eccessiva rigidità del mercato, mentre il 13% pensa che invece le cause alberghino nella troppa flessibilità dei meccanismi contrattuali. Due quote, queste, che variano considerevolmente a seconda della fascia d’età del campione preso in esame. Tra i 18 e i 34 anni, l’eccessiva flessibilità, intesa quale causa di rigidità del mercato del lavoro, sale al 21%; per la fascia d’età che va dai 45 ai 64 anni, invece, scende al 12%. E per quanto riguarda l’articolo 18 – il tema che tiene banco in questi giorni -, solo l’11% della popolazione ne caldeggia l’eliminazione, contro il 45% che lo vorrebbe solo modificare e un altro 40% che lo vorrebbe conservare così com’è. Tra i paesi modello europei indicati dagli intervistati per qualità del lavoro sotto il profilo del salario, della possibilità di carriere e del riconoscimento del merito, figurano la Germania (con il 29% delle preferenze), il regno Unito (11%) e la Svezia (8%). In coda, Spagna, Finlandia e Austria, che si fermano all’1% delle preferenze.

    In materia di risparmio, sale dal 10 al 13% (tra gennaio e febbraio) la quota di quanti si dicono in grado di aumentare nell’arco dei prossimi 12 mesi l’importo di denaro che può essere messo da parte.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: migliorano le previsioni per i piccoli e per i bruni; restano stabili quelle per i bianchi.

    Salgono al 24% coloro i quali si dicono pronti, di qui a tre mesi, a comperare un piccolo elettrodomestico (il mese scorso erano il 19%). E arrivano rispettivamente al 13 e all’8% quanti si appresterebbero ad acquistare un elettrodomestico bruno o uno bianco. Cala, però, almeno per i bianchi, l’importo medio di spesa preventivato, che scende a febbraio a quota 807€. Stabili (rispettivamente a 482 e 138€) le somme a disposizione per i bruni e i piccoli elettrodomestici.

    Elettronica di consumo: si consolida il trend di crescita delle previsioni di acquisto per pc, telefonini e prodotti informatici

    Un italiano su cinque si appresta a cambiare telefonino; e il 13% è pronto a sostituire il proprio pc (o a comprarsene per la prima volta uno). Come per gli elettrodomestici, anche per i prodotti elettronici l’ammontare di spesa medio resta stabile: per la telefonia siamo intorno ai 215€; per i pc, attorno ai 378.

    Auto e moto: la propensione all’acquisto è in aumento sia per le auto nuove, sia per le usate e gli scooter.

    Quasi il 10% del campione preso in esame (9,6) si dice interessato a comprare una vettura nuova nei prossimi 90 giorni; il 7,5% a prendere una usata e il 6,1 a dotarsi di un motociclo. Infine, il 4,5% guarda con attenzione il mercato dell’auto elettrica. Tutti dati in crescita rispetto al mese precedente (quanto alle auto elettriche, quella di febbraio è la prima rilevazione in assoluto).

    Casa e arredamento: migliorano le previsioni di spesa, anche se il settore immobiliare continua ad essere difficile. Meglio per i mobili.

    Sale al 5,6% del campione la quota di quanti pensano di comprare casa di qui ai prossimi 3 mesi; raggiunge l’8,9% quella legata all’ipotesi di ristrutturare l’abitazione di cui già si è in possesso; mentre raggiunge il 14% la quota di chi vorrebbe acquistare mobili e complementi d’arredo, anche tramite finanziamenti, con una spesa massima preventivata che – per quest’ultimo settore – resta in linea con quella del mese precedente, a 3.767€.

    Tempo libero: il trend crescente viene confermato, complice anche l’avvicinarsi del periodo pasquale.

    Circa un italiano su tre programma una vacanza nell’arco dei prossimi tre mesi (erano poco più del 20% un mese fa). Segno più anche per il numero di quanti si preparano a comprare abbigliamento od attrezzature sportive e prodotti per il fai-da-te.
    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    www.adhoccommunication.it     www.info.findomestic.it

  • La rete agenti di Findomestic compie 5 anni e supera quota 100 punti vendita

    Più di 100 punti vendita (104) e 65 agenti. Sono questi i numeri raggiunti dalla rete agenti di Findomestic Banca spa, che in questi giorni festeggia i suoi primi 5 anni. Aggiungendo la rete delle filiali storiche di Findomestic, società primaria nel credito al consumo, parte del gruppo BNP Paribas, il territorio nazionale risulta essere coperto complessivamente da 170 sportelli.

    La rete agenti, guidata dal responsabile Marcello Ciulla, è formata da imprenditori monomandatari, dotati di negozi fronte strada con insegna Findomestic. Nata agli inizi del 2007, la rete ha generato nell’arco di 5 anni volumi rilevanti nell’erogazione di Prestiti Personali, Cessione del Quinto, Finanziamenti presso i negozi, Leasing Auto e Carte di Credito.

    La gamma di prodotti si sta ulteriormente arricchendo grazie alle sinergie con le società del gruppo BNP Paribas, che consente agli agenti di poter stipulare i mutui di BNL, ed erogare prodotti assicurativi di Cardif e in futuro di sviluppare noleggi auto a lungo termine in sinergia con Arval oltre ad aprire conti correnti in collaborazione con BNL.

    Le prospettive di crescita della rete agenti Findomestic, prevedono anche per il 2012 un ulteriore sviluppo sul territorio in complementarietà con le filiali per far crescere la capillarità e la prossimità del marchio Findomestic ai clienti di tutto il territorio italiano.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

    http://www.adhoccommunication.it;    www.findomestic.it

  • Indagine di Prestiti.it sul consolidamento debiti: solo 170.000 le domande approvate

    Nel 2011, l’anno peggiore per la crisi economica italiana, oltre 2.000.000 di italiani hanno provato ad ottenere un prestito per consolidare i propri debiti. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – il broker web che permette di confrontare diversi preventivi di prestito – l’11% delle domande di finanziamento fatte nel corso dello scorso anno riguardava un consolidamento debiti, ma solo poco più di 170.000 sono state accolte.

    «L’alto numero di questo tipo di richieste è sintomatico di una condizione di difficoltà – spiega Marco Giorgi di Prestiti.it.Quando le rate si sommano, star dietro alle scadenze e disporre di sufficiente denaro per arrivare a fine mese diventa più complicato. Per questo, poter accorpare i diversi finanziamenti in essere in un’unica rata, allungando i tempi del prestito e aggiungendo, se necessario, altra liquidità è un vantaggio».

    L’analisi compiuta da Prestiti.it offre maggiori dettagli; com’è intuibile, l’importo medio delle richieste è alto, oltre 16.000 euro, e lo si vuole rimborsare in un periodo lungo, 78 mesi (oltre sei anni). L’età media al momento della richiesta è, altrettanto comprensibilmente, piuttosto elevata, circa 42 anni. Gli uomini rappresentano la maggioranza assoluta del campione: da loro arriva il 73% delle richieste.

    Le differenze tra Regioni offrono dati per comprendere al meglio il fenomeno: l’impatto delle richieste di consolidamento debiti sul totale delle domande di prestito è più alto nel Centro e nel Nord Italia. Friuli Venezia Giulia (15,9%), Marche e Liguria (entrambe al 13,4%) guidano la classifica nazionale, a dimostrazione di come l’interesse per questa opportunità di finanziamento sia più forte in zone che hanno una maggiore “familiarità” con il credito al consumo e che, di conseguenza, si trovano più spesso nella condizione di voler consolidare i debiti in corso.

    Se, invece, guardiamo gli importi medi, le cifre più elevate sono richieste nelle regioni del Centro-Sud: è lì, in questo momento, che si registrano le difficoltà maggiori ad affrontare la crisi economica e, di conseguenza, vi è un bisogno più elevato razionalizzare il credito e recuperare liquidità.

    Consolidare i propri debiti in un’unica soluzione, tuttavia, non è semplice per tutti. «Ottenere un finanziamento per consolidamento debiti è possibile solo a chi può dimostrare di avere dei trascorsi da “buon pagatore” – continua Giorgi in quanto rappresenta “un prestito sul prestito”. Visto che parliamo di  importi e durate considerevoli occorre, ancora di più, confrontare attentamente le diverse proposte e scegliere quella che si adatta meglio al proprio profilo di pagatore».

  • Osservatorio Findomestic di febbraio 2012: la fiducia del Paese torna ai minimi storici

    L’Osservatorio Findomestic, società attiva nel settore dei prestiti, segnala che la fiducia del Paese nei confronti della situazione economica, politica e sociale torna ai minimi storici. Il dato rilevato in gennaio è pari a 3,5 punti, su una scala che va da 1 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva minima.

    Il 70% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della situazione generale. In particolare, a preoccupare più di tutto le famiglie italiane è il dato pesantissimo sulla disoccupazione giovanile, che tocca quota 31%. I più sfiduciati sono gli abitanti del Nord-Est. Sud e Isole e Centro, invece, riportano un sentiment meno negativo, anche se ben inferiore ai 4 punti.

    E l’approccio non cambia di fronte al tema che più di tutti in queste settimane ha tenuto banco: l’evasione fiscale. Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sia ai massimi livelli e nonostante tre italiani su quattro abbiano la consapevolezza che si tratta di un problema molto grave della nostra economia. Infatti, il 21% degli intervistati dichiara di non richiedere mai lo scontrino quando l’esercente non lo fornisce (con un dato che nella fascia compresa tra i 18 e i 34 anni tocca il 26%, e che nel Nordest e al Centro Italia raggiunge il 25%). E il 30% afferma che, negli ultimi 12 mesi, quando si è rivolto ad un professionista, non si è visto rilasciare la fattura (con un picco del 41% al Sud e nelle Isole).

    Può essere dettato da tutte queste ragioni l’aumento della propensione al risparmio a 12 mesi. Il 10% degli intervistati si è detto pronto ad incrementare il denaro che vuole mettere da parte. A dicembre questo dato era inferiore di 3 punti percentuali.

    In termini generali, i problemi occupazionali e la caduta del potere d’acquisto delle famiglie evidenziano che in Italia c’è anche un rilevante problema di domanda interna, senza la soluzione del quale è difficile ipotizzare una ripresa in tempi brevi.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Da gennaio 2012 l’Osservatorio Findomestic è realizzato con la collaborazione di IPSOS.

    Si suggerisce di tenere conto, nella lettura dei trend di questo mese, dell’allargamento della fascia di età del campione (da 25-54 a 18-64 anni) e di un nuovo metodo di rilevazione (da telefonico a web) che influiscono sulla confrontabilità con i mesi precedenti.

    Elettrodomestici: aumentano sia per i bruni che per i bianchi e i piccoli. E cresce anche l’importo medio.

    Salgono al 19% quanti si dicono pronti, nei prossimi tre mesi, a comperare un piccolo elettrodomestico. E arrivano rispettivamente al 9 e al 10% del totale del campione coloro che si preparano ad acquistare un elettrodomestico bruno ed uno bianco. A dicembre, questi dati erano inferiori in media di un buon 20%. In termini di spesa media prevista, per i bruni la cifra di riferimento è di 730 €; 654 € e 175 €, invece, per i bianchi e per i piccoli. Non si tratta dei dati più elevati degli ultimi 12 mesi, l’inversione di tendenza rispetto a dicembre è netta.

    Elettronica di consumo: propensione all’acquisto in crescita per tv, telefonini e articoli informatici.

    Il 13% degli Italiani si dicono pronti, di qui a tre mesi, ad acquistare un prodotto elettronico, come una tv, un pc o uno smartphone. A dicembre, la quota di quanti si dichiaravano propensi ad un acquisto di questo genere era inferiore al 10%. Cresce pure la spesa media prevista. Per un computer si è passati dai 372 € medi preventivati alla fine del 2011 agli attuali 560.

    Auto e moto: lieve miglioramento per il comparto, anche se le rilevazioni restano ai minimi.

    Dopo aver toccato i livelli più bassi di sempre alla fine dello scorso anno, la propensione all’acquisto di auto e moto in gennaio sono risalite, seppure mantenendosi su riscontri molto bassi. Rispettivamente, ogni 100 consumatori, mediamente non più di 3, di 2 e di 1,5, si dicono interessati a comprare un’auto nuova, anche ricorrendo ad un prestito auto, una usata o una moto\scooter.

    Casa e arredamento: risalgono le previsioni per l’acquisto di mobili e complementi d’arredo. Ma il mercato immobiliare resta stabile

    Tra dicembre e gennaio passano dal 2,5 a più del 10% coloro i quali si dicono pronti, nel giro di tre mesi, a comprare mobili e complementi d’arredo. Le previsioni di acquisto di abitazioni nuove risalgono anch’esse, seppure non più del 5% degli Italiani si dicano intenzionati a fare un investimento del genere, con un effetto negativo sulla domanda di mutui casa.

    Tempo libero: cresce la voglia di vacanze. E aumentano anche gli acquisti di abbigliamento sportivo.

    Risale oltre 20%, dopo la flessione dell’ultimo trimestre 2011, la quota di quanti sono pronti, nei prossimi tre mesi, a partire per una vacanza. Segno più anche per il numero di quanti si preparano a comprare abbigliamento od attrezzature sportive e prodotti per il fai-da-te.
    Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito

    www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it

  • Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia nel 2011

    Sono questi i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, sul consumo di beni durevoli in Lombardia, presentato oggi a Milano, allo Spazio Chiossetto.

    Nel 2011 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli è stata pari a 11.535 milioni di € (-6,0% rispetto ai 12.133 milioni del 2010). La contrazione risulta superiore a quella media nazionale, che si è arrestata al -6,1% nonostante la possibilità di ricorrere al credito al consumo.

    I settori di spesa

    Auto e moto: il comparto ha fatto segnare risultati migliori rispetto alla media nazionale. La spesa per l’acquisto di vetture nuove è stata di 3.698 milioni di €, in calo di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente (mentre a livello nazionale la flessione è stata di 13,7 punti). I volumi delle vendite di auto usate sono cresciuti di 4,2 punti (dai 2.659 milioni di € del 2010 si è passati a 2.772 milioni nel 2011), mentre le moto hanno subito un calo del 4,1%, per una spesa complessiva di 358 milioni.

    Mobili: il settore ha chiuso l’anno con vendite totali per 3.059 milioni di €, in flessione dello 0,8% sull’anno precedente. Anche in questo caso, la flessione riscontrata a livello nazionale è maggiore: -1,3%.

    Elettrodomestici:  per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi, le vendite registrate nel 2011 sono state pari a 668 milioni (-5,1% rispetto al 2011). Sul fronte degli elettrodomestici bruni, invece, la spesa regionale totale è stata di 708 milioni (-28,4%). In quest’ultimo caso, quella riscontrata è stata una flessione ben più marcata di quella media nazionale, che si è arrestata a -15,1 punti percentuali.

    Prodotti informatici: nel 2011 la spesa delle famiglie lombarde per questo settore è stata di 272 milioni, in calo dell’8,4% sul 2010. Si tratta di un arretramento del volume di vendita in linea con quello riportato dalla media nazionale (-8,2%).

    Le province

    Il reddito pro capite lombardo si è attestato ad un valore medio di 20.463 €, in crescita del 2% sull’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, identico all’incremento registrato a livello nazionale. Tra le diverse province si riscontra una differenza anche molto marcata dei diversi redditi pro capite. Infatti, si va dai 26.202 € di Milano ai 14.614 di Lodi, passando per i 16.788 € di Varese, che si colloca in posizione mediana. Al secondo posto, tra le province, c’è Sondrio (con 19.062 €), mentre al terzo si trova Cremona (17.700 €), esattamente come avveniva nel 2011.

    Le vendite di autoveicoli nuovi hanno fatto segnare una flessione di 11,1 punti percentuali sull’anno precedente, attestandosi ad un valore totale di 3.698 milioni di €. Milano, dove sono stati conclusi acquisiti per complessivi 1.438 milioni, ha fatto segnare la seconda maggiore flessione di vendite fra tutte le province lombarde (-13,0%), mentre Como, dove sono stati spesi 246 milioni di € per l’acquisto di auto nuove, ha riportato la contrazione più contenuta: -6,9%. Seguono Varese, con -8,0% (a 355 milioni), Lecco, con -8,2% (a 131 milioni), e Lodi, con -8,4% (a 94 milioni). Sul fronte delle auto usate, i volumi totali tra 2010 e 2011 sono aumentati dello 4,2%, salendo a 2.772 milioni €. Più di un terzo degli acquisti totali sono stati espressi da Milano (con 1138 milioni di €). Seguono Brescia (con 368 milioni), Bergamo (270 milioni), Varese (260 milioni) e Pavia (161 milioni). Per ciò che riguarda il mercato delle moto, la flessione delle vendite è risultata essere di fatto la metà di quella media nazionale (-7,8% contro -15,8%), per un totale di 358 milioni. Da segnalare che nelle province di Varese e Cremona i volumi di acquisti sono aumentati, rispettivamente del 2,2 e dello 0,7%.

    Per il segmento dei mobili, le vendite totali nel 2011 sono state pari a 3.059 milioni di €. Milano ha guidato gli acquisti con 1.242 milioni di €. Brescia e Bergamo seguono, ben distanziate, rispettivamente con 379 (-0,7%) e 325 milioni (-1,0%). Como e Lecco, rispettivamente con 193 e 108 milioni di €, sono le uniche due province che fanno segnare un incremento dei volumi (la prima di 0,6 punti, la seconda di 0,1).

    Per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi e piccoli, Milano ha espresso 271 dei 668 milioni di acquisti totali della regione. Nel capoluogo regionale la flessione delle vendite è stata del 5,1%, in linea con quella media regionale. La contrazione minore si è registrata a Como: -3,8% (a 41 milioni). Flessioni inferiori a quella media regionale sono anche quelle registrate a Lodi (-4,0%, a 15 milioni), Lecco (-4,6%, a 23 milioni), Bergamo (-4,7%, a 73 milioni), Varese (-5,0%, a 60 milioni). Quanto agli elettrodomestici bruni, tutte le province della Lombardia hanno riportato flessioni ben superiori a quella media nazionale, che è stata del 15,1%. Lodi, la provincia dove il calo del volume di vendite è stato minore, ha fatto segnare -26,4% (a 16 milioni), mentre Milano ha perso 28,8 punti, con le vendite che sono scese a 286 milioni, contro i 402 del 2010. Brescia è passata da 125 a 92 milioni, Bergamo da 107 a 76, e Varese da 89 a 64.

    Il comparto informatica vede Milano riportare più del 40% del totale dei consumi della regione, con 110 milioni di € (-8,5% sull’anno precedente), pur esprimendo una spesa media per famiglia tra le più basse, pari a 60 €, superiore solo a quella di Pavia (58 €). Seguono, nell’ordine dei volumi di acquisti, Brescia, Bergamo e Varese, rispettivamente con 34, 30 e 24 milioni. All’estremo opposto della classifica, invece, si situano Sondrio, Lodi e Lecco, con 5, 6 e 9 milioni.

    Tendenze nazionali che si riscontrano anche nell’Italia Nord – occidentale

    Gli intervistati vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.

    Nel Nord ovest, l’80% degli intervistati dall’indagine Findomestic – Ipsos ha la percezione che la situazione economica generale si sia aggravata rispetto al 2010. Il dato è migliore di 3 punti rispetto a quello medio nazionale.

    Per quanto riguarda la propria situazione economica personale, nell’Italia Nord-occidentale la percezione di un peggioramento è meno elevata rispetto alla media – Paese: 60%, contro il 64% della media italiana. In materia di risparmio, il Nord ovest si mantiene sopra la media italiana, con il 46% della popolazione che negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito (il dato italiano è inferiore di oltre 10 punti, e si ferma al 35%), mentre il 29% (contro il 26% del dato – Paese) si dice in grado di accantonare ulteriori risorse nel 2012. Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e ad un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.

    Un consumatore su quattro delle regioni nord occidentali ha dichiarato di non aver ridotto le proprie spese nel corso del 2011, a fronte di un 64% che invece ha affermato di averlo fatto (a livello nazionale, il dato è rispettivamente del 21 e del 67%). Per quanto concerne il 2012, sostanzialmente in linea con quanto emerge dalla media nazionale (47%), il 46% afferma che ridurrà le proprie spese. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% di quanti hanno risposto ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli intervistati modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli intervistati, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.
    Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito

    www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it

  • Prestiti.it: ogni mese oltre mille Italiani chiedono un prestito per i trattamenti estetici

    Prestiti.it: aumentano le richieste per i trattamenti estetici
    Prestiti.it: in aumento i finanziamenti per interventi di chirurgia estetica.

    Belli a tutti i costi, anche col prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online per il confronto prestiti – oltre mille italiani, ogni mese, richiedono un finanziamento per pagare i propri trattamenti estetici.

    Che si tratti di vera e propria chirurgia estetica, di trattamenti di epilazione definitiva o di semplici iniezioni di filler per rallentare i segni dell’invecchiamento, quello che è evidente è che, crisi o non crisi, la cura del corpo continua ad essere un’esigenza degli italiani. E, complice la possibilità di dilazionare i pagamenti, sono in aumento le richieste per trattamenti di ogni genere.

    L’analisi delle richieste di finanziamento fatta da Prestiti.it, tuttavia, fornisce dettagli che sorprendono: il 56% delle domande di prestito arriva da uomini, mentre la richiesta del gentil sesso si ferma al 44%. Va detto, ad ogni modo, che la percentuale femminile è piuttosto significativa, visto che solitamente questa resta al di sotto del 25%.
    L’età media al momento della richiesta di questo tipo di finanziamento è di 40 anni – età particolarmente sintomatica, perché segna l’ingresso nel mondo degli “anta” – mentre la cifra media che si vuole ottenere è pari a 9.200 euro, da rimborsare in poco meno di cinque anni.
    A ben vedere, l’importo medio del finanziamento fa pensare a interventi di medicina estetica, piuttosto che a semplici trattamenti; una rinoplastica, per fare qualche esempio, costa dai 4.000 agli 8.000 euro, un intervento al seno dai 6.000 ai 10.000 euro, un trapianto di capelli dai 3.000 ai 7.000 euro.
    Richiedono un prestito finalizzato al trattamento estetico soprattutto dipendenti privati (53%) e liberi professionisti (12%), ma colpisce che fra chi vuole “ritoccarsi” ci siano anche pensionati, disoccupati e casalinghe: queste tre categorie, insieme, rappresentano ben il 15% del campione totale.
    «L’attitudine al credito al consumo – commenta Marco Giorgi di Prestiti.it – è ormai conclamata e non sorprende più vedere come gli italiani ricorrano a prestiti personali anche per gestire la cura del proprio corpo. Se l’importo medio rilevato dalla nostra analisi è piuttosto elevato, vuol dire che si opta per il finanziamento con l’idea di scegliere trattamenti particolarmente costosi, che magari sarebbe difficile pagare in contanti».

  • Osservatorio Findomestic di gennaio 2012: inversione di tendenza in positivo anche a dicembre

    Primo appuntamento dell’anno con l’Osservatorio mensile di Findomestic, banca che offre servizi come prestiti e carte di credito.

    Il valore positivo del grado di fiducia degli Italiani, che aveva fatto seguito all’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, registra una conferma anche a dicembre; rimane comunque su valori bassi. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, più nel dettaglio, passa da 3,54 a 3,64 punti, lungo una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva. A trainare questo recupero è la fascia di popolazione più istruita, che fa segnare un valore di riferimento di 4,42 punti. A livello territoriale il quadro non è molto omogeneo. Infatti, a fronte di un incremento del Centro (che presenta il grado di soddisfazione più elevato), a Nord-Est si registra un calo.

    La propensione al risparmio fa segnare il terzo dato meno elevato dell’anno, con non più del 6,6% degli intervistati che si dice in grado di aumentare la quota di risorse accantonate di qui ai prossimi 12 mesi (il mese scorso il dato era pari al 10,7%, il più alto riportato nel corso del 2011). Infine, in merito alla situazione italiana, la previsione a 12 mesi continua a mantenersi vicina alla soglia di stabilità, seppure in leggero calo sul mese precedente.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: stabili i piccoli, calano i bianchi; segno meno anche per quelli bruni

    A dicembre 12,4 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico: un dato in linea sostanzialmente con il 12,1% rilevato lo scorso mese. Perdono terreno, e non poco, le previsioni di acquisto per gli elettrodomestici bianchi: 3,8 consumatori contro gli 8,1 che si dicevano intenzionati a fare un acquisto nei prossimi tre mesi registrati a novembre. Calo anche sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati ad acquistarne uno di qui al prossimo marzo passano da 6,4 su 100 a 4,5.

    Elettronica di consumo: scendono le previsioni per PC e accessori; calo più contenuto nella telefonia

    Tra novembre e dicembre passano da 11,8 a 7,2 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Scendono a quota 6, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia, contro i 7,8 di novembre. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 372,00 euro; per i secondi, si attestano a 204,00 euro.

    Auto e moto: scendono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate

    Tornano a scendere le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove, dopo l’incremento del mese scorso. Secondo la rilevazione, non più di un consumatore ogni 100 conta di acquistare una vettura nuova nei prossimi 90 giorni (erano 2,9 un mese fa), per un importo massimo di spesa di 18.125,00 euro; per quanto riguarda l’usato, sono 2,6 i consumatori che – sempre ogni 100 – si dicono sicuri di comperare un auto entro il prossimo mese di marzo. Inferiore all’1%, invece, la quota di quanti sono interessati ad un mezzo a due ruote.

    Casa e arredamento: in calo le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo

    Non più di 1,1 consumatori ogni 100 si dicono interessati a comprare casa nei prossimi tre mesi, nonostante le opportunità offerte per i mutui casa. Trenta giorni fa erano 3,5 ogni 100. Crollano anche coloro che intendono acquistare mobili e complementi d’arredo, dagli 8,9 di novembre ai 2,7 dell’ultimo mese dell’anno. È il dato peggiore non solo dell’anno ma degli ultimi tre. La spesa massima ipotizzata per il comparto mobili è di 3.173,00 euro; erano 5.138,00 una mese fa (dato l’esiguo campione degli intenzionati il dato non è affidabile).

    Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi e vacanze e lo stesso vale per l’attrezzatura e abbigliamento sportivo e per il fai da te

    Il trend negativo del settore di ottobre e novembre si conferma anche a dicembre. Scendono al 14,9% gli italiani che si dicono pronti ad acquistare un pacchetto-vacanza nei prossimi tre mesi (erano il 18,7% un mese fa). Scendono di circa un punto e mezzo (dal 20,4 al 19,0) quanti, invece, sono propensi a comperare attrezzature ed abbigliamento sportivi.

    Scendono da 10,8 a 8,2 su 100, anche coloro che si dichiarano interessati all’acquisto di attrezzature per il fai da te.
    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

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  • Cerchi un Prodotto Finanziario?

    Il finanziamento, la soluzione ideale per le tue necessità economiche

    Il mercato dei mutui è in continua evoluzione, ragion per cui è fondamentale donare la massima attenzione alle numerose tipologie proposte.

    I Mutui si costituiscono come concessioni di denaro che vengono elargite da una banca nei confronti di un soggetto richiedente che, in base ai differenti casi, potrà utilizzarlo per l’acquisto di un bene specifico o per private necessità.

    Si parla quindi di prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati.

    Tra le principali forme di finanziamento citiamo le più importanti, quindi quelle più richieste : Finanziamenti Agricoli e Finanziamenti Aziende.

    Il Mutuo è uno dei servizi finanziari di maggiore diffusione, riguarda principalmente l’acquisto di un oggetto o di un immobile, che sia destinato ad essere prima casa o altro.

    Il mutuo prevede una maggiore concessione di denaro, per coprire spese importanti ed è un prodotto finanziario che prevede tempi di restituzione piuttosto alti, esistono comunque differenti tipologie di mutuo : Mutuo Immobiliare e Mutuo Inpdap.

    Uno dei principali prodotti finanziari richiesti è il Prestito, esistono tante forme di prestito, diffuse per le loro condizioni : Prestiti Ipdap e Prestito Fiduciario.

    I prodotti finanziari potranno essere una significativa possibilità per coloro che hanno la necessità di disporre di una determinata somma di denaro per soddisfare le più disparate richieste, dall’acquisto di un’automobile, all’acquisto di un servizio, fino a private esigenze economice, oppure l’acquisto di un immobile.

  • Osservatorio Findomestic annuale del 2011

    Questi sono i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio annuale di Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, presentato oggi a Milano presso lo STARHOTELS ROSA GRAND  di Piazza Fontana.

    Secondo lo studio, condotto congiuntamente con Ipsos, gli italiani vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.

    Il 53% degli italiani tra i 24 e i 59 anni è pessimista circa la situazione economica personale: il 31% prevede peggioramenti nei prossimi 3 anni e il 22% ha rilevato peggioramenti negli ultimi 12 mesi e ritiene che la situazione non cambierà nel futuro prossimo. Questo stato di cose influenza le aspettative e i desideri degli intervistati: ben il 78% si augura una vita tranquilla, senza serie preoccupazioni.

    Solo il 37% degli intervistati tra i 24 e i 59 anni è riuscito a risparmiare parte del reddito negli ultimi 12 mesi; la situazione peggiora tra i 45-59enni, poiché in questa fascia di età solo il 27% ha risparmiato, a conferma del fatto che la situazione critica dei giovani si ripercuote sulle abitudini della generazione precedente. Sono infatti i genitori i principali finanziatori dei figli.

    Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e a un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.

    Considerando sia gli ultimi 12 mesi, sia il prossimo anno, si rileva che ben il 76% degli intervistati ha contratto o contrarrà i consumi, mentre solo l’8% ha accresciuto o accrescerà gli acquisti. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% degli intervistati ritiene che la situazione comunque non tornerà quella di prima: gli italiani modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese. Il 40% degli italiani, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro torneremo a fare acquisti come facevamo prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa. Stando alle dichiarazioni degli italiani, i tagli e le rinunce sono ricaduti soprattutto all’interno delle voci “ristoranti e bar,  “tempo libero” e “abbigliamento”.

    Gli italiani tra i 24 e i 59 anni hanno ridotto la netta maggioranza delle spese per le principali categorie merceologiche negli ultimi 12 mesi: molti acquisti sono stati rimandati nel tempo, ad altri si è rinunciato definitivamente; gli acquisti congelati – ossia quelli per i quali si è deciso di aspettare un momento più propizio per l’acquisto – sono relativi in primis alla sfera della tecnologia (tablet, e-book, robot domestici, hi fi) e della casa (immobili, anche tramite mutui).

    Stimolati a immaginare uno scenario futuro ipotetico senza le banche, da molti additate come la causa scatenante la crisi, gli intervistati descrivono visioni catastrofiche con il  rischio di una perdita del sistema delle regole e di una proliferazione di usurai e della diminuzione delle vendite di beni costosi.

    Riflettendo poi sul ruolo futuro del denaro, gli italiani si immaginano una progressiva perdita del suo valore. Di fronte al variare del prezzo di un bene a seconda del canale di vendita, di fronte all’inflazione e ai giochi della finanza con capitali che lievitano o si svalutano dal giorno alla notte, si fa largo l’opinione che non esista più un valore intrinseco, autonomo ed assoluto delle cose ma un valore condizionato, relativo e quindi inaffidabile. Si spiega così la perdita di realtà del denaro e la conseguente crescita di scambi di beni e servizi con il baratto per il quale il web gioca un ruolo fondamentale

    I mercati

    L’evoluzione del contesto economico osservata nel 2011 e le conseguenti difficoltà che le famiglie italiane si sono trovate ad affrontare continuano a penalizzare la spesa per veicoli. Gli acquisti calano in tutti i comparti e tiene solo il comparto dell’auto usata. Senza agevolazioni governative cresce la quota di auto diesel sul totale delle immatricolazioni, mentre frena la domanda di auto ad alimentazione alternativa. La quota del GPL è in forte caduta e cresce quella delle auto elettriche, unico segmento ad evidenziare volumi in aumento nel 2011.

    Per quanto riguarda le cilindrate il segmento che si riduce maggiormente nel 2011 è quello tra i 1.300 e i 1.550 cc, lo stesso che ha beneficiato degli incentivi negli anni scorsi.

    Se la domanda delle famiglie mostra una forte contrazione, il segmento business, che aveva registrato una netta flessione dei volumi nel 2009, continua a recuperare quanto perso con la crisi.

    Anche il mercato dei motoveicoli evidenzia nel 2011 una nuova marcata flessione, sia in termini di fatturato che di vendite, posizionandosi su volumi sempre più modesti, quasi dimezzati rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi. Pesano sull’andamento negativo del comparto l’assenza di incentivi, la contrazione dei redditi delle famiglie e la situazione problematica dei giovani, sempre più vittime della crescente disoccupazione. La flessione interessa sia i ciclomotori, che il comparto del targato. Il segmento degli scooter continua a contrarsi in maniera più significativa rispetto al totale delle moto, con riduzioni molto forti soprattutto tra i 126 e i 250 cc di cilindrata.

    L’unico segmento che tiene nel 2011 è quello delle moto da “turismo” di alta cilindrata destinate ad un target di popolazione meno colpito dalla crisi dei redditi e dell’occupazione.

    La crisi economica e il persistente clima di incertezza inducono le famiglie a rinviare l’acquisto di beni non strettamente necessari pur in presenza di prezzi calanti. A farne le spese sono tutti i comparti dei beni per la casa, compresi quelli sostenuti dall’innovazione tecnologica che avevano trainato le vendite negli anni passati.

    Per il settore dei mobili si assiste ad una nuova caduta dei consumi nel 2011 dopo il recupero accennato l’anno scorso.

    Anche per quanto riguarda gli elettrodomestici bianchi la domanda dei consumatori evidenzia una flessione consistente, nonostante la dinamica cedente dei prezzi che interessa il mercato nel 2011.

    All’andamento negativo del mercato dei beni per la casa non fanno eccezione i piccoli elettrodomestici anche se con performance differenziate al proprio interno: al dinamismo dei piccoli elettrodomestici per la cucina fa da contraltare il calo nel comparto dei beni per cura della persona e per la pulizia per la casa.

    Il comparto degli elettrodomestici bruni, registra, per la prima volta nell’ultimo decennio, una contrazione dei volumi e una marcata flessione del fatturato.  All’interno di questo panorama negativo, si salvano il segmento dei televisori LED e la nuova tecnologia 3D che, a distanza di poco più di un anno dalla sua introduzione sul mercato, costituisce già il 20% del fatturato Tv. Si confermano in trend negativo i prodotti audio.

    Nel 2011, anche il settore della fotografia registra una flessione delle vendite e del fatturato.  Positivo ancora una volta l’andamento delle fotocamere Reflex a conferma di una tendenza dei consumatori ad acquistare prodotti tecnologicamente più avanzati e capaci di garantire una resa qualitativa maggiore. In calo invece le vendite delle macchine compatte che, ad oggi, costituiscono oltre il 60% del valore complessivo del mercato.

    Unico segmento tra i beni durevoli per la casa a resistere alla congiuntura economica negativa, la telefonia evidenzia nel 2011 un andamento positivo sia in termini di volumi che di fatturato, soprattutto grazie  al segmento degli smartphone.

    Continua invece il trend negativo delle vendite e del fatturato del mercato dell’informatica che, nonostante una sostanziale tenuta della spesa delle famiglie, risente ancora una volta della riduzione della domanda da parte delle aziende.

    Le scelte dei consumatori premiano soprattutto i prodotti portabili come i “tablet computer” senza tuttavia cannibalizzare netbook e notebook, prodotti sempre più interessati dalle offerte promozionali della distribuzione.

    L’Osservatorio si basa su dati e analisi che Findomestic effettua e raccoglie ogni anno sui consumi di beni  durevoli, forte del suo posizionamento nel settore del credito al consumo che la colloca tra i primi player in Italia nel fornire credito alle famiglie, tramite prestiti personali, con finanziamenti erogati nel 2010 per 4,3 miliardi di euro, 10,42 miliardi di impieghi  e un utile netto di 39,3 milioni di euro. Findomestic che ha 2,1 milioni di clienti attivi fa parte del Gruppo BNP Paribas, leader europeo nel settore dei servizi bancari e finanziari, prima banca per depositi nella Zona Euro e una delle 6 più solide del mondo secondo la valutazione di S&P’s. Il Gruppo è presente in oltre 80 paesi, con più di 200.000 collaboratori, di cui 160.000 in Europa.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

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  • Osservatorio Findomestic di dicembre 2011: la fiducia degli italiani risale

    I sommovimenti che hanno interessato la scena politica nazionale e l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi fanno risalire la fiducia degli italiani, dopo più di cinque mesi di progressivo, e apparentemente inarrestabile, calo. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, società leader nel settore dei prestiti personali e dei mutui casa, resta comunque molto bassa: 3,54 punti, su una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva. Tuttavia, dopo essere precipitata lo scorso mese a 3,42, la discesa libera pare essersi arrestata. Il vero cambio di passo però si riscontra nella fascia di popolazione a istruzione più elevata, che fa segnare 4,07 punti. A livello territoriale, invece, primeggia per ottimismo il Nord-Ovest, seguito dal Nord-Est, dal Centro, dal Sud e dalle Isole.

    In tema di propensione al risparmio, per la prima volta dall’inizio dell’anno, risale oltre la soglia del 10% (10,7, per la precisione) l’incidenza di coloro i quali contano di incrementare i propri accantonamenti finanziari di qui a 12 mesi. A ottobre questo dato non andava oltre il 6,2% del campione. Infine, a riguardo della situazione italiana, la previsione a 12 mesi mai come a novembre si avvicina alla soglia di stabilità. Non accadeva dal settembre dello scorso anno, quando risultò leggermente superiore.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: migliorano piccoli e bianchi; in leggero calo quelli bruni

    A novembre 12,1 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico, contro i 9,7 rilevati lo scorso mese. Migliorano anche – e sensibilmente – le previsioni di acquisto dei bianchi: 8,1 consumatori contro i 4,2 del mese precedente. Va peggio sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati di qui al prossimo febbraio passano da 7 su 100 a 6,4 (sempre ogni 100).

    Elettronica di consumo: crescono le previsioni per PC e accessori; stabili quelle della telefonia

    Tra ottobre e novembre passano da 9.9 a 11,8 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Restano stabili attorno a quota 8, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 603,00 euro (+ 25,00); per i secondi, si attestano a 140,00 euro (- 80,00).

    Auto e moto: crescono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate. Nessuno, invece, prevede di comprare veicoli a due ruote.

    Ripartono le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove. Le seconde, in particolare, fanno risalire a 2,9 il numero medio di consumatori ogni 100 che ipotizza di recarsi ad un concessionario. Per le auto usate l’incidenza dei possibili acquirenti è di 3,4 ogni 100, contro gli 1,3 del mese precedente. Le previsioni massime di spesa però si contraggono: per le auto nuove non si va oltre una media di 16.206,00 euro, in calo di oltre 6.600,00 euro sul mese precedente. Minimo storico per le intenzioni d’acquisto di moto e scooter che raggiungono il limite dello zero.

    Casa e arredamento: in crescita le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo.

    Migliorano, anche rispetto ad un anno fa, le previsioni di acquisto di abitazioni e mobili. Per questi ultimi, la previsione massima di spesa è di 5.138,00 euro (in crescita di quasi 500,00 euro sul mese precedente). Stando ai dati rilevati, sono 3,5 ogni cento i potenziali acquirenti (ad ottobre non andavano oltre quota 0.9). Sul fronte delle ristrutturazioni immobiliari, invece, il dato registrato è il più basso dall’inizio della rilevazione.

    Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi, vacanze, attrezzatura e abbigliamento sportivo.

    Dopo un mese di ripresa tornano a calare le previsioni di acquisto di pacchetti vacanza, con i potenziali acquirenti che passano da 19.9 (ogni 100) rilevati lo scorso ottobre, ai 18,7 di novembre. Un dato inferiore anche a quello fatto segnare un anno fa. La flessione della domanda ha prodotto una riduzione dei prezzi soprattutto nelle grandi città: Venezia (-44%), Roma (-31%), Firenze (-30%).
    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

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    Info.findomestic.it

  • Il 34% degli Italiani chiederà un prestito per le spese natalizie

    Che a Natale non si badi a spese è cosa nota; meno noto che un Italiano su tre, per vivere al meglio le prossime festività natalizie, abbia intenzione di ricorrere ad un prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online di confronto prestiti, che ha interrogato un campione di oltre mille rispondenti – il 34% degli italiani pensa di ricorrere ad un prestito per affrontare tutte le spese legate al Natale.

    Nel dettaglio, tra chi ha intenzione di richiedere un finanziamento, il 61% lo farà per comprare i regali di Natale ad amici e parenti (pari al 21% del campione totale), il 30% per potersi permettere la settimana bianca o il viaggio di Natale e il 9% per un cenone di Capodanno da ricordare.

    «Attraverso questo sondaggio abbiamo provato a capire quanto il credito al consumo sia entrato nella vita delle persone. – commenta Marco Giorgi di Prestiti.it I risultati sono sorprendenti: se da un lato sono sintomatici di una difficoltà economica evidente, dall’altro raccontano di come siamo sempre più abituati a dilazionare i nostri pagamenti, anche e soprattutto quelli legati alla sfera del benessere».

    Indagando su quali siano le tipologie di regali che gli Italiani hanno intenzione di finanziare, si scopre che tecnologia ed elettrodomestici rappresentano le scelte più comuni: la percentuale per entrambe le categorie arriva al 18%. Seguono i prestiti richiesti per acquistare arredamento (13%) e, sorprendentemente, per comprare giocattoli (13%).

    In merito alla cifra che gli Italiani sono disposti a chiedere in prestito per le feste di Natale, quello che emerge è che il 54% dichiara di volere una cifra superiore ai 2.000 euro; in questo, sono gli uomini ad alzare la media, perché tra le sole donne la percentuale delle “spendaccione” si ferma al 43%. Di contro, appena il 6% del campione esaminato punterebbe ad un finanziamento che non superi i 500 euro. Le richieste più alte le ritroviamo agli estremi anagrafici del campione: i più giovani (gli under 25) e i più anziani (over 60) sono i gruppi che hanno intenzione di richiedere più di 2.000 euro. Inevitabile che i tempi di restituzione non siano brevi: il 42% del campione finirà di rimborsare il prestito dopo Natale 2013.

    Gli uomini, come si sa, sono più avvezzi al credito al consumo e mentre solo il 26% del campione femminile intervistato si dichiara interessato ad un prestito natalizio, la percentuale maschile sale al 40%. Importante il dettaglio sulle differenze d’età: le fasce più inclini a volere questi prestiti sono le più anziane (il 44% dei rispondenti nella fascia 60-65 anni).

    L’analisi di come la propensione al credito al consumo vari da regione a regione rileva percentuali maggiori nel Sud Italia. La Campania guida saldamente la classifica, con una percentuale che arriva al 50%. Seguono la Calabria, con il 48%, e la Sicilia, con il 47%. In fondo alla classifica troviamo solamente regioni del Nord Italia: i meno interessati sono i Lombardi (21%), seguiti da Friulani (25%) e Piemontesi (26%).

    Se guardiamo a chi non intende richiedere prestiti le motivazioni sono diverse. Mentre la maggioranza di loro ritiene l’acquisto dei regali un motivo futile per un finanziamento (54%), oltre un rispondente su tre (34%) ha già altri prestiti in corso e pensa non sia il caso di aggiungere ulteriori finanziamenti.

    Ecco la classifica regionale in base alla percentuale di chi intende richiedere prestiti per il prossimo Natale:

    Regione

    Percentuale

    Campania

    50%

    Calabria

    48%

    Sicilia

    47%

    Umbria

    44%

    Trentino Alto Adige

    43%

    Emilia Romagna

    42%

    Marche

    41%

    Veneto

    38%

    Puglia

    37%

    Liguria

    36%

    Sardegna

    35%

    Abruzzo

    33%

    Toscana

    31%

    Lazio

    28%

    Piemonte

    26%

    Friuli Venezia Giulia

    25%

    Lombardia

    21%

    Basilicata

    n.d.

    Molise

    n.d.

    Questa invece la classifica dei regali da acquistare attraverso il ricorso al prestito (risposta multipla possibile):

     

    Beni tecnologici ed elettronica di consumo

    18%

    Elettrodomestici

    18%

    Giocattoli

    13%

    Arredamento

    13%

    Viaggi

    11%

    Moda

    8%

    Auto o Moto

    7%

    Tempo libero e benessere

    6%

    Gioielli / Orologi

    6%

  • I Più Vantaggiosi Prestiti

    Un Prestito, per per i tuoi viaggi, i tuoi acquisti e i tuoi bisogni personali.

    Il prestito è una formula di finanziamento che viene riconosciuto dagli istituti di credito ad un privato cittadino o ad un’azienda.

    Si costituisce come di una cessione di denaro da parte di un istituto di credito nei confronti di una associazione.

    Ha la caratteristica di finalizzato o non finalizzato, nei casi in cui debba essere associato all’acquisto di un determinato servizio oppure quando il suo impiego non debba essere motivato all’istituto di credito perché rivolto ad usi privati del soggetto richiedente.

    Il prestito è una significativa occasione per tutti quelli che hanno necessità di avere una determinata quantità di denaro, in tempi relativamente brevi, per l’acquisto di di un servizio ad esempio, ma anche per quelli che abbiano il bisogno di avere una definita quantità di denaro, per rispondere a proprie richieste economiche.

    Esistono differenti tipologie di prestito, ideate per soddisfare le più disparate necessità di mercato, i maggiori possono essere : Piccoli Prestiti e Prestiti Veloci.

    L’assegnazione di un prestito da parte di un istituto di credito si verifica dietro presentazione delle corrette garanzie e documentazioni, una volta accordato, il prestito deve poi essere restituito dal soggetto richiedente attraverso il pagamento di rate a cadenza regolare.

    Avere l’occasione di domandare un prestito raffigura un’ottima opportunità per tutti quelli che hanno bisogno di una specifica somma di denaro per acquistare un definito bene o servizio, o per rispondere a proprie personali necessità.

    Il prestito avrà un ammontare limitato, per questo si presenta come uno dei prodotti finanziari più conosciuti, in quanto le rate saranno minori e di importo non troppo elevato, bisogna però sempre tenere conto, al momento della firma del contratto di finanziamento, del tasso di interesse applicato.

  • Osservatorio Findomestic di novembre 2011: Il calo della fiducia degli Italiani è ormai inarrestabile

    Ad ottobre il grado di fiducia degli Italiani tocca il fondo. Mai così male da tre anni a questa parte; cioè, da quando sono iniziate le rilevazioni dell’Osservatorio mensile Findomestic, società che opera nell’ambito dei prestiti personali. Il difficilissimo momento congiunturale, che ha il suo epicentro attuale in Europa, di questa situazione. Un po’ a sorpresa, a livello regionale, il grado di fiducia in assoluto peggiore è quello del Nordovest, che tocca addirittura il valore record di 3,14, contro una media nazionale di 3,42 (la soglia positiva della scala che va da 1 a 10 è fissato a 7).

    Per quanto riguarda la propensione al risparmio, il quadro è leggermente migliore. Tra ottobre e novembre, infatti, passa dal 4,6 al 6,2% la quota di Italiani che si dicono sicuri di poter aumentare di qui a 12 mesi il monte dei loro risparmi. Tuttavia, giusto per avere un termine di paragone, a fine 2009, ovvero due anni fa, la loro incidenza era pari al 26%. Ossia quattro volte superiore a quella attuale.

    Previsioni di acquisto a tre mesi:

    Elettrodomestici: lieve calo rispetto ad ottobre; restano ancora molto lontane le previsioni di spesa degli anni precedenti.

    La previsione di acquisto di elettrodomestici, siano essi bianchi, bruni o piccoli, fa segnare una contrazione contenuta sul mese precedente. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa sono pari a 1.155,00, 467,00 e 215,00 euro. Per gli elettrodomestici bianchi, non più del 4,2% dei consumatori si dice intenzionato ad acquistarne uno nei prossimi tre mesi.

    Elettronica di consumo: segnali positivi da telefonini ed informatica

    Bene sia la telefonia sia l’informatica, con previsioni d’acquisto in crescita, seppure il confronto con i rilevamenti degli anni precedenti resti negativo. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa salgono a 578,00 euro per pc ed accessori (+ 90,00 euro su settembre) e a 219,00 euro (+ 90,00, anche in questo caso).

    Auto e moto: male per le prime; le seconde, invece, tengono.

    Mai così male la previsione di acquisto di auto anche mediante prestiti. Solo lo 0,9% del campione intervistato si dice intenzionato, di qui a tre mesi, ad acquistare una vettura nuova (il mese scorso erano l’1,4%). Per le vetture usate, chi si dice intenzionato all’acquisto è pari all’1,3% del totale, contro il 3,1% di trenta giorni fa. Si tratta dei valori in assoluto più bassi mai rilevati da Findomestic.

    Casa e arredamento: calano le previsioni di acquisto di case e complementi d’arredo.

    Come per le auto, anche per le previsioni di acquisto della casa e di conseguenza le richieste di mutui casa, ottobre risulta il peggiore mese in assoluto, da quando vengono raccolti i dati. Meno dell’1% del campione di intervistati ritiene di comprare casa nei prossimi 90 giorni. Sono il 6,3%, invece, quanti ritengono “sicuramente” o “probabilmente” di procedere ad una ristrutturazione della propria abitazione.

    Tempo libero: cresce la previsione di spesa per vacanze e attrezzature sportive.

    La previsione di acquisto di vacanze e pacchetti soggiorno è in linea con i valori di ottobre 2010, mentre, per quanto riguarda materiali ed attrezzature sportive, il raffronto con l’anno precedente è positivo. Il 20% degli intervistati anticipa di essere intenzionato ad acquistare un viaggio o una vacanza di qui a 3 mesi. Il mese scorso, questa quota non superava il 14,3%.
    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:

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    Info.findomestic.it

  • FinanzAttiva, una soluzione alla crescita della povertà!

    11,3% di famiglie residenti in Italia vivono in condizioni di povertà relativa, a rilevarlo è l’Istituto Nazionale di Statistica in accordo con il Rapporto “Povertà in Italia nel 2008″.

    Trattasi di ben 2,73 milioni di nuclei familiari cui corrispondono ben 8,78 milioni di individui che vivono in condizioni di povertà e che rappresentano il 13,6% della popolazione complessiva. E’ tuttavia interessante tornare sull’argomento con le varie “certificazioni” di questa triste evoluzioni del tessuto sociale tricolore, al fine di comprendere in che modo tale sviluppo negativo viene compreso dalle istituzioni. L’ultima uscita statistica è quella della Banca d’Italia, che traccia un quadro pessimista del potere d’acquisto della Penisola. Secondo quanto afferma l’ultimo bollettino economico dell’istituto, infatti, il reddito delle famiglie è diminuito in termini congiunturali sia nel primo che nel secondo trimestre dell’anno, con una contrazione che nella prima parte dell’esercizio è stata pari a 0,7 punti percentuali, e nella seconda si è limitata a un passo indietro di 0,2 punti percentuali. Che le famiglie italiane stiano diventando sempre più povere lo hanno capito praticamente tutti. FinanzAttiva azienda leader del mercato del credito e del finanziamento da sempre si è schierata dalla parte delle famiglie italiane. Ecco che con la nuova stagione ha inaugurato una partnership di successo con FinPoste Italia, azienda nata in seguito alla liberalizzazione del mercato postale. FinanzAttiva ha scelto un partner di successo e con una buona reputazione. Due aziende per aggiungere realmente valore al prodotto per allargare e migliorare l’offerta ai clienti e per raggiungere nicchie di mercato fin ad ora inesplorate. Una partnership è un’esperienza che può diventare molto remunerativa e molto istruttiva, senza sottovalutare l’impegno che richiede. Il successo delle aziende sta in un buon prodotto, nella qualità di servizi oltre alla credibilità e alla fiducia, solo in questo modo si potrà migliorare l’offerta dei clienti e raggiungere nicchie di mercato fin ad ora inesplorate. FinanzAttiva in partnership con FinPosteItalia, è lieta di annunciare che sarà sponsor ufficiale del grande evento di fine mese “Porte Aperte in FinPosteItalia” che si terrà ad Ariano Irpino alla via Cardito, 203, dal 28 al 31 ottobre 2011. Vieni a visita il nostro sito www.finanzattiva.it potrai scoprire tutti i nostri servizi, le nostre offerte e come poter lavorare con Noi. Finanzattiva è un’azienda di successo per clienti di qualità!

  • 360.000 pensionati hanno fatto domanda di prestito negli ultimi 12 mesi

    Il credito al consumo non conosce limiti d’età: secondo l’analisi di Prestiti.it (www.prestiti.it) il 6,5% delle richieste di prestito personale arriva da pensionati. La percentuale, convertita in numeri, diventa sbalorditiva: circa 360.000 italiani in pensione, nell’ultimo anno, hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo. Quasi mille anziani al giorno, quindi, a rappresentare un fenomeno con cui è ormai necessario fare i conti.
    «Se pensiamo che il 46,5% dei pensionati italiani – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – riceve una pensione inferiore a 1.000 euro (dati ISTAT) ci rendiamo conto di come il ricorso ai prestiti personali sia una scelta utile per dilazionare le spese e pianificare meglio i pagamenti».
    Secondo Prestiti.it il pensionato che fa domanda di prestito ha in media 62 anni – età abbassata dalla presenza di richieste provenienti dai baby pensionati – cerca un finanziamento di circa 16.000 euro e vorrebbe rimborsarlo in 67 mesi, quindi più di 5 anni e mezzo. Le richieste arrivano prevalentemente da uomini, che rappresentano ben il 75% del totale; le donne, dal canto loro, vorrebbero una cifra più bassa, pari a 14.500 euro. La somma e la durata del prestito si convertono in una rata media mensile che oscilla, quindi, attorno ai 300 euro.
    Un numero così alto di richiedenti rivela come il ricorso ai finanziamenti sia ormai un’abitudine anche fra i più anziani, ma dall’altro racconta come la congiuntura economica abbia messo in difficoltà una fetta considerevole della popolazione italiana. A ulteriore riprova di questo è il fatto che più di un quarto del campione chiede un prestito per liquidità (26%), per avere, cioè, una maggiore disponibilità di contante con cui affrontare le spese quotidiane; seguono, nell’ordine, le richieste di chi ha bisogno di denaro per ristrutturare casa (22,8%), e per comprare un’auto (12%). L’11,1%, poi, ha bisogno di un prestito per consolidare i propri debiti, vale a dire per riunire i finanziamenti già in corso creando un unico prestito.
    A livello regionale, le aree in cui la percentuale di richieste da parte di pensionati supera notevolmente la media nazionale sono la Campania e la Puglia: qui arrivano a rappresentare il 7,6% del totale. È dai pensionati campani, in particolare, che arriva ben il 14% del totale nazionale. Per quanto riguarda gli importi, guidano la classifica la Basilicata (con 21.000 euro), la Sardegna (20.000 euro) e la Lombardia (18.500 euro). Decisamente inferiori le somme richieste in Emilia Romagna (14.500 euro) e Friuli Venezia Giulia (15.500 euro).

    Ecco di seguito la classifica delle finalità per cui i pensionati italiani hanno richiesto un prestito negli ultimi dodici mesi:
    Liquidità 26,0%
    Ristrutturazione casa 22,8%
    Auto e moto nuove/km0 12,0%
    Consolidamento debiti 11,1%
    Auto e moto usate 7,1%
    Acquisto immobile 4,7%
    Arredamento 4,5%
    Matrimonio e cerimonie 3,2%
    PC ed elettronica 1,0%
    Viaggi e vacanze 0,9%
    Altro 6,7%
    Questa, invece, la classifica regionale in base all’ammontare richiesto:
    Basilicata 21.000
    Sardegna 20.000
    Lombardia 18.500
    Campania 17.000
    Lazio 17.000
    Marche 16.500
    Piemonte 16.500
    Umbria 16.500
    Sicilia 16.500
    Puglia 16.500
    Calabria 16.000
    Liguria 16.000
    Veneto 16.000
    Toscana 16.000
    Abruzzo 15.500
    Friuli Venezia Giulia 15.500
    Emilia Romagna 14.500
    Molise n.d.
    Trentino Alto Adige n.d.
    Valle d’Aosta n.d.

  • Soluzioni finanziarie personalizzate… Se sogni l’auto oggi puoi realizzare il tuo sogno

    Comprare un’automobile è sempre un investimento importante.

    Oggi diventa ancora più determinante perchè, viste le sempre più numerose restrizioni alla circolazione, ci si ritrova a volte costretti all’acquisto di un’auto più eco-compatibile nonostante le proprie finanze non lo permettano.

    Ecco allora che insorge l’esigenza di chiedere un finanziamento.

     

    La scelta della tipologia di finanziamento dovrebbe essere ben valutata, evitando di avvalersi esclusivamente della soluzione proposta dal concessionario.

    Una società finanziaria, infatti, mette a disposizione del cliente un professionista del credito ampiamente qualificato, il cui compito è quello di trovare al cliente la giusta soluzione in base al suo profilo.

    Potrà suggerire un finanziamento personale, che ha il beneficio di non dover dichiarare la natura d’utilizzo della somma finanziata e quindi garantisce una discreta privacy.

    Oppure trovare soluzioni di finanziamento qualora si evidenzino dei trascorsi con disguidi, il che di per sè farebbe risultare il cliente come cattivo pagatore.

    Anche qui ci sono soluzioni di finanziamento mirate che permettono di accedere al credito senza obbligo di doppia firma o ipoteche.

    Un altro motivo per prediligere una società finanziaria specializzata, è che l’importo che viene richiesto, non essendo vincolato in questo caso all’acquisto dell’autovettura, può essere maggiore della spesa, offrendo quindi liquidità.

    Qualora poi il cliente abbia una situazione debitoria impegnativa, il consulente può valutare e proprorre il consolidamento, che allunga i tempi di restituzione, incamera tutte le scadenze in un’unica rata e garantendo ulteriore liquidità.

    Le soluzioni quindi per far fronte ad acquisti importanti sono molteplici e un consulente finanziario specializzato è sicuramente la soluzione migliore, che garantisce un’alta competenza, un servizio dedicato al cliente impareggiabile e la comodità di un professionista che segue l’iter dall’inizio alla fine della pratica facendosi carico di ogni singolo aspetto di relazione con gli istituti finanziari.

    Se sei in procinto di cambiare l’auto e ritieni di voler dilazionare il pagamento, richiedi subito una consulenza gratuita e senza impegno: il tuo consulente finanziario è già a tua disposizione per aiutarti a realizzare i tuoi sogni.

  • Prestiti.it: il 13% di chi vuole un prestito personale in Italia è straniero

    I cittadini italiani stanno mostrando sempre più la loro dimestichezza con il credito al consumo e pare che lo stesso valga per gli stranieri che vivono nel nostro Paese. Secondo il comparatore online Prestiti.it (www.prestiti.it) il 13% delle domande di prestiti personali presentate in Italia arriva da cittadini di un’altra nazionalità.
    L’indagine, che ha analizzato oltre 24.000 richieste giunte al sito negli ultimi mesi, mette in luce un universo complesso, in cui le comunità straniere provano ad integrarsi anche pianificando investimenti di medio e lungo periodo. Ma qual è l’identikit dello straniero che richiede un prestito in Italia? È un uomo (le donne sono solo il 32% del totale, gli uomini ben il 68%), ha in media 34 anni e richiede un prestito di circa 10.000 euro, da rimborsare in 57 mesi, vale a dire poco meno di cinque anni.
    Da dove arrivano, dove vivono e come vogliono impiegare il prestito
    Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri che hanno richiesto un prestito personale, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: quasi un prestito su due (precisamente il 46,3%) viene richiesto da cittadini nati in Romania.
    A ulteriore conferma di come si stia evolvendo l’integrazione di quella che è la comunità straniera più grande d’Italia, valori simili si registrano nella richiesta di mutui per la prima casa (Fonte: Mutui.it). Va rilevato, inoltre, il grande distacco con le altre due maggiori comunità straniere presenti nel nostro Paese, vale a dire quella marocchina e quella albanese: dai cittadini di queste nazionalità arrivano, rispettivamente, solo il 5,6 e il 4,9% delle domande.
    A cosa serve il finanziamento richiesto dagli stranieri? A comprare un’auto (nuova o usata, 35%), ad avere nuova liquidità (18%) e a ristrutturare casa (11%). Queste le motivazioni che spingono maggiormente gli stranieri in Italia a cercare un prestito personale. Sono finalità che tratteggiano il quadro di una popolazione ben consapevole di come gestire il proprio denaro.
    «Il ricorso al credito al consumo – dice Marco Giorgi di Prestiti.it – rappresenta un segnale positivo, perché rileva la volontà di integrazione dei cittadini stranieri in Italia: impegnarsi in un investimento e pagare delle rate mensili sono azioni importanti per determinare l’inserimento nel nostro tessuto produttivo. Se c’è ancora difficoltà a rapportarsi direttamente con banche e finanziarie i comparatori online come Prestiti.it aiutano a trovare la soluzione più vantaggiosa in maniera autonoma».
    Risulta che la maggior percentuale delle richieste straniere avvenga proprio nelle regioni in cui i nostri connazionali hanno meno necessità di affidarsi al credito al consumo (è questo il caso del Trentino) o il numero di cittadini stranieri residenti è piuttosto alto (ad esempio nel Veneto o in Lombardia).
    Di seguito, invece, la classifica delle Regioni italiane in base alla percentuale di richieste di cittadini stranieri, sul totale delle domande di prestito nella regione:
    Trentino Alto Adige 24,3%
    Veneto 23,5%
    Lombardia 19,4%
    Emilia Romagna 18,9%
    Friuli Venezia Giulia 18,8%
    Toscana 17,2%
    Piemonte 15,4%
    Lazio 14,7%
    Liguria 12,8%
    Marche 12,1%
    Umbria 11,3%
    Abruzzo 10,8%
    Molise 9,1%
    Valle d’Aosta 7,4%
    Basilicata 4,4%
    Calabria 3,8%
    Sardegna 3,5%
    Puglia 3,1%
    Sicilia 2,8%
    Campania 2,1%
    Di seguito la classifica delle motivazioni principali per cui viene richiesto un prestito dagli stranieri in Italia:
    Auto e moto (nuove/usate/km0) 35%
    Liquidità 18%
    Ristrutturazione casa 11%
    Consolidamento debiti 10%
    Arredamento 7%
    Viaggi e vacanze 5%
    Beni strumentali all’attività 4%
    Matrimonio e cerimonie 3%
    Acquisto immobile 3%
    Altro 4%

  • Prestiti Personali ad appartenenti alla Polizia di Stato: convenzione nazionale (anche per cattivi pagatori)

    Per finanziamenti e prestiti personali ad appartenenti alla Polizia di Stato di ruolo non è necessario motivare la richiesta di finanziamento: il finanziamento avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega e non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma, proprietà a garanzia, etc.). Oltretutto, non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente e quindi possono essere finanziati anche coloro che possono aver avuto problemi con precedenti finanziamenti ed essere ritenuti “cattivi pagatori

    Non viene richiesta un’anzianità minima di servizio: è quindi possibile concedere il prestito a Poliziotti assunti da pochi giorni, purchè inquadrati come agenti di ruolo.

    Il finanziamento viene concesso anche se prossimi all’età pensionabile. Dopo il pensionamento, la rata continuerà ed essere trattenuta sulla pensione percepita, senza incidere sulla liquidazione.

    I documenti necessari per accedere al Prestito Polizia sono:

    • stato di servizio e dichiarazione stipendiale (entrambi da richiedere alla propria Questura)
    • documento di identità
    • codice fiscale

    Con questi documenti, la delibera avviene entro 2 giorni lavorativi, con l’invio dei contratti al cliente per la supervisione e per le firme. Una volta firmati, i contratti vengono subito notificati alla Questura di appartenenza.

    Il prestito avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega, con una rata mensile di rimborso che può raggiungere i 2/5 dello stipendio netto.

    Non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma, proprietà a garanzia, etc.) e non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente. Con la cessione del quinto e il prestito delega, possiamo finanziare anche Poliziotti che hanno subìto protesti o pignoramenti.

    Caratteristiche del finanziamento

    • Da 3.000 a 50.000 Euro
    • La dilazione massima raggiunge i 10 anni!
    • Tassi di interesse davvero convenienti.
    • Il prestito è assicurato.
    • Convenzionati in tutta l’Italia
    • Estinguibile in qualsiasi momento

    Non esitare a richiedere immediatamente un preventivo: un consulente certificato sarà a tua disposizione senza impegno per aiutarti a risolvere ogni tua esigenza finanziaria. Rapidamente e con la massima riservatezza, il tuo consulente provvederà per tuo conto a tutti gli aspetti burocratici, lasciando a te solo il piacere di realizzare i tuoi sogni.

  • Prestito Carabinieri : Convenzione per finanziamenti o prestiti a Carabinieri di ruolo e Esercito Italiano.

    Per finanziamenti e prestiti personali a Carabinieri di ruolo e Forze dell’ Ordine non è necessario motivare la richiesta di finanziamento.

    Il prestito avviene tramite cessione del quinto oppure con la soluzione “prestito delega” e non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma, etc.) e non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente.

    Non essendo richiesta un’anzianità minima di servizio, è possibile concedere il prestito a Carabinieri assunti da pochi giorni, purchè Carabinieri di ruolo.

    E’ possibile anche rinnovare cessioni o deleghe già in corso.

    Possiamo finanziare anche Carabinieri ormai prossimi all’età pensionabile. Dopo tale evento la rata continuerà ed essere trattenuta sulla pensione, senza alcun intervento sulla liquidazione.

    Il prestito a un Carabiniere è soggetto ai tempi di lavorazione da parte del CNA di Chieti per la consegna della Dichiarazione Stipendiale normalmente richiesta per l’avvio della pratica: il Carabiniere dovrà farsi rilasciare uno Stato di Servizio e farsi autenticare una fotocopia dell’ultima busta paga da un Superiore, allegare il documento di identità e il codice fiscale.

    Con questi documenti, la delibera avviene entro 2 giorni lavorativi, con l’emissione dei contratti che verranno prima consegnati al cliente per la supervisione e per le firme. Una volta firmati, i contratti vengono subito notificati al CNA.

    Il prestito avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega fino ad un massimo del 50% dello stipendio netto.

    Non è necessario presentare garanzie aggiuntive e non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente.

    Con la cessione del quinto e il prestito delega, possiamo finanziare anche Carabinieri che hanno subìto protesti o pignoramenti .

    I vantaggi per il Carbiniere:
    – La dilazione massima raggiunge i 10 anni!
    – I tassi di interesse sono davvero convenienti.
    – Il prestito è assicurato.

    Richiedi immediatamente la consulenza gratuita di un nostro esperto finanziario: gratuitamente e senza impegno, direttamente da casa, ci occuperemo di tutti gli aspetti e opereremo con la massima riservatezza.

  • Sette semplici mosse per il prestito FinanzAttiva

    A chi non è mai capitato di avere la necessità di liquidità monetaria? L’auto da riparare, un particolare lavoro all’interno della propria casa, un elettrodomestico da cambiare. Oppure l’occasione tanto attesa di prendere parte ad un investimento decisamente vantaggioso. FinanzAttiva accorta e sagace, mettendosi nei panni dei propri clienti, ha, per questo, pensato e deciso di illustra le modalità e le procedure per richiedere il prestito.
    La Prima fase. Il creditore può richiede il prestito semplicemente contattando l’Azienda telefonicamente al numero 0825/891850 oppure mezzo e-mail all’indirizzo [email protected]
    La Seconda fase. FinanzAttiva, di seguito, contatterà il creditore e provvederà a fissare un appuntamento in base all’esigenze e ai tempi più consoni del proprio cliente.
    La Terza fase. Prevede una consulenza di persona, dove il creditore incontrerà in Azienda il consulente, che da subito, effettuerà una valutazione dei preventivi e una prima analisi preliminare.
    La Quarta fase. FinanzAttiva consiglierà al cliente il prestito più idoneo alle proprie necessità e in base alle condizioni personali offrirà varie tipologie di prestito.
    La Quinta fase. Effettuati i dovuti controlli e accertamenti sui diversi prestiti personali si procederà alla richiesta e consegna della documentazione che naturalmente varierà in base al prestito personale stimato.
    Documentazione valida per:
    • Lavoratore dipendente: la busta paga;
    • Lavoratore autonomo: il modello unico;
    • Pensionato: il prospetto analitico della pensione;
    • Studente: il libretto universitario;
    • Diplomato: il certificato di diploma o di laurea;
    • Casalinga: le utenze pagate.
    La Sesta fase. FinanzAttiva valuterà le credenziali e le garanzie offerte, calcolerà la fattibilità del finanziamento e l’affidabilità del creditore.
    La Settima fase. Ad esito positivo, FinanzAttiva dopo 24/48 ore provvederà ad effettuare la liquidazione di finanziamento.

    Come avrete potuto notare sono solo sette semplici mosse per richiedere il prestito personale che FinanzAttiva realizzerà in base al vostro profilo finanziario!!

  • Province Italiane: 61mila dipendenti privilegiati anche nel credito

    Ultimamente si è acceso il dibattito sulla effettiva necessità delle Province Italiane, partendo dal costo di gestione di queste istituzioni che grava sul bilancio nazionale: ne sono in arrivo altre 21, come se già non bastassero le 110 esistenti, che costano all’anno 14 miliardi di euro e hanno alle proprie dipendeze 61mila persone.

    Al di là degli aspetti economico-politici nazionali, i dipendenti delle Province rientrano in una categoria privilegiata: tra i diversi benefici, non ultimo quello di poter richiedere un prestito senza limiti di importo per realizzare qualunque progetto, anche quelli più ambiziosi senza dover dare nessuna giustificazione d’uso del danaro.

    Un dipendente di una qualsiasi Provincia Italiana ha i requisiti che servono per l’erogazione del prestito, solitamente a condizioni assolutamente di favore.

    Il finanziamento prevede diverse formule di pagamento

    • Prestiti Personali, paghi le rate dal tuo conto corrente.
    • Cessione del Quinto, le rate, fino ad un massimo del 20% sono trattenute automaticamente dal tuo stipendio.
    • Prestito con Delega, per cifre importanti la trattenuta mensile dal tuo stipendio può raddoppiare fino al 40%.

    Quindi, se sei un dipendente di una Provincia, hai solo vantaggi.

    Da 3000 euro in su, chiedi l’importo che ti serve. Qualunque sia la tua scelta, potrai contare su un tasso di interesse fisso, rate costanti e contenute per tutta la durata del contratto. Avrai fino a 10 anni di tempo per estinguere il debito.

    Oltretutto, sarà possibile ottenere il prestito anchese risulti iscritto nelle banche dati come cattivo pagatore. Quindi, se hai subito protesti, pignoramenti o hai piccoli prestiti in corso, non ti preoccupare perché noi ti accordiamo il finanziamento ugualmente.

    Per una rapidissima erogazione, non esitare a contattare un consulente finanziario gratuito (senza nessun impegno). I nostri professionisti sono a tua disposizione per aiutarti a scegliere il finanziamento su misura per te e per gestire tutta la documentazione, così che tu non debba nemmeno muoverti da casa.

    Basta un click, o una telefonata al nostro Numero Verde e in pochissimo tempo avrai la somma necessaria per realizzare i tuoi progetti e veder avverati i tuoi sogni.

  • Il salvadanaio: un modo per risanare le vecchie abitudini

    Chi non ricorda quando da bambini nonni e parenti regalavano monetine da 100 lire, pronti a mettere da parte per comprare il gelato o le figurine tanto desiderate. Eppure, in questo semplice gesto è celato un importantissimo messaggio. Allora, perché non ripristinare in famiglia le vecchie abitudini? Il salvadanaio, per quanto possa sembrare anacronistico è un oggetto che ha grande significato e che forse, proprio per il contesto in cui stiamo vivendo attualmente, dovrebbe tornare in auge in ogni famiglia. In un momento in cui soffiano i venti della crisi e dell’incertezza economica appare sempre più importante recuperare il controllo della spesa familiare, per questo motivo FinanzAttiva ha pensato di essere il tuo salvadanaio. In che modo? Suggerendo di chiedere senza alcun problema il prestito prima che gravi la necessità di denaro o la difficoltà economica nella propria vita o nella propria famiglia, per usufruirne nel momento del bisogno, o in seguito ad una particolare necessità, come un guasto accidentale alla macchina, un matrimonio inatteso, un corso o un master per i propri figli. Con questo tuffo nel passato, Finanzattiva vuole far capire come il salvadanaio sia un modo per risanare le vecchie abitudini. Infondo attraverso le monetine che ognuno di noi, da bambino, metteva da parte nel proprio maialino si apriva un mondo di desideri e sogni; chi non ricorda di aver sentito almeno una volta la frase: “mettili nel salvadanaio e quando sarà pieno ti compreremo…”. E si vedeva crescere il gruzzolo giorno dopo giorno, fino al momento fatidico del premio. Non ci resta, quindi, che seguire i consigli di FinanzAttiva, cominciando a riempire il nostro maialino!