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Agenzia Promoter: l’artista Gabriele Contini partecipa alla conferenza di Mario Luzzato Fegiz presso la “Milano Art Gallery”

Gabriele Contini, originale performer milanese, ha partecipato con molto interesse alla conferenza autobiografica di Mario Luzzatto Fegiz dal titolo “I segreti di 50 anni di musica” svoltasi in data venerdì 18 ottobre presso la Milano Art Gallery nel contesto del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter.

Fegiz vanta un’illustre carriera di critico musicale e una competenza in materia di indiscutibile valenza a livello mondiale. È inviato del Corriere della Sera e conduce con ampio consenso di gradimento la rubrica radiofonica su Radio Rai2 “Fegiz Files”. Di recente, ha esordito con notevole successo a teatro nello spettacolo di sua creazione “Io odio i talent show” che ha ispirato anche la pubblicazione del libro dal titolo omonimo.

Gabriele Contini, in quanto grande appassionato di ogni forma artistica, frequenta gallerie e salotti culturali sin dai suoi esordi in questo campo negli anni’80. Con gli anni si appassiona in particolar modo alle arti visive e alle performance. Possiamo considerare Contini come un artista poliedrico e contemporaneo, un performer in continua mutazione e sperimentazione stilistica e sempre alla ricerca di nuove idee da sviluppare.

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Il Performer Gabriele Contini ospite alla conferenza di Vittorio Sgarbi alla Milano Art Gallery

Tra i rinomati artisti ed ospiti illustri presenti, anche il noto performer milanese Gabriele Contini, ha partecipato alla conferenza del critico d’arte di fama internazionale Vittorio Sgarbi, tenutasi presso lo storico Spazio Culturale Milano Art Gallery, lo scorso 19 Settembre.

Contini, da sempre frequentatore assiduo di gallerie e salotti culturali, sin dagli anni ’80, ha apprezzato l’incontro con il Professore, che nell’occasione del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” ha ripercorso i momenti salienti della vita di Mattia Preti, pittore seicentesco conosciuto e ammirato in tutto il mondo, chiamato “Cavaliere Calabrese” in quanto nato in Calabria e nominato cavaliere da Papa Urbano VIII.

Come Preti, Gabriele Contini è pervaso da una profonda fede religiosa e nelle sue opere, oltre che durante le sue performance, scaturisce un’intensa spiritualità, che mira a stimolare i fruitori a recepire ed apprendere, tramite il linguaggio artistico, l’essenza della religiosità, recuperando le antiche tradizioni, rivisitandole e rendendole più attuali.

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AGENZIA PROMOTER INTERVISTA IL NOTO PERFORMER GABRIELE CONTINI

Intervistato il noto artista e performer milanese Gabriele Contini, racconta del suo rapporto con la religione e la Chiesa.

 

1) Nel 2003 mette in scena Salomè, al Teatro delle Erbe di Milano. Perché ha deciso di fare una performance con una tematica del Vangelo?

Per realizzare la performance ho preso spunto dal dramma teatrale Salomè di Oscar Wilde. Il dramma è ispirato alla figura della principessa giudaica Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan. L’opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno di Wilde a Parigi, appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene. Il dramma appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica (Matteo, 14,3-11; Marco, 6, 17-28), e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita, metafisica essenza. Il tema principale è la remissione della propria sorte, il destino che si compie inesorabile e che riguarda l’umanità intera.

 

2) Quanto è importante l’arte cristiana nelle sue opere?

Non ci ho mai pensato! Non la definirei arte cristiana, ma “arte cristica” diretta all’essenza del messaggio recondito di Cristo.

 

3) E’ credente? Praticante?

Credo in Dio perché, come diceva il drammaturgo Carmelo Bene: “Non esiste un Dio, ma una presenza sovrasensibile”.

 

4) Cosa ne pensa dell’elezione del nuovo Papa Francesco I?

E’ una brava persona, ma la cosa non mi interessa.

 

5) Secondo Lei, l’attuale Papa contribuirà ad un riavvicinamento dei cristiani alla Chiesa Cattolica?

Non penso. I cristiani sono tanti e di diverse confessioni.

 

6) Regalerebbe una Sua opera al Papa?

Si, certo ne sarei onorato.

 

7) Quale il significato del Crocifisso nelle sue opere?

Il crocefisso ha un significato simbolico esistenziale formidabile è il segno della resa a qualcosa di più grande.

Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino (quello del dolore, della remissione) sopra le mie spalle.

 

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